PAROLE E RIFLESSIONI DAL FUTURO – di Luigi Fiammata

 

 

PAROLE E RIFLESSIONI DAL FUTURO

di Luigi Fiammata

Si è svolto il Campionato del Mondo di Calcio.

Chi abbia potuto permettersi l’abbonamento ad una televisione satellitare, tra i vari servizi di cui ha usufruito, ha avuto a disposizione anche la possibilità di sospendere la trasmissione della partita, e di riprenderne la riproduzione, magari dopo mezzora, durante la quale avrebbe potuto sbrigare qualcosa che doveva fare proprio in quel momento. Il suo telecomando, gli avrà consentito di riprendere la visione, esattamente dal momento in cui l’ha interrotta e non avrà perso nulla della partita. Avrà potuto viverla integralmente.

In una certa misura, egli, avrà compiuto un piccolo viaggio nel tempo.

Avrà guardato una partita di calcio, mentre quella partita di calcio, in realtà, si trovava in un altro momento, del suo svolgimento. La realtà, sarà andata avanti, ma la riproduzione di quella realtà, per lui, e solo per lui, s’è fermata. E avrà potuto tornare ad andare avanti solo grazie al suo comando. Egli non avrebbe saputo, se vi fosse stato un gol, nel frattempo, o l’espulsione di un calciatore. La realtà, sarà andata avanti, senza di lui. Egli sarà rimasto indietro. Ma, quando avrà ripreso la riproduzione della partita, e l’avrà portata fino alla fine, e poi avrà spento il televisore, sarà successo tutto, anche per lui, come per gli altri e, si sarà accorto alla fine, che la realtà avrà avuto un altro orario: egli avrà saltato, un pezzo di tempo, come se fosse rimasto invischiato nello svolgimento ritardato della partita e poi, avrà recuperato tutto il tempo trascorso senza di lui, in una volta sola.

Questo è quel che accade, in verità, anche ogni volta che ci trovassimo a guardare un vecchio film in bianco e nero, sul nostro televisore di casa. Per noi, e solo per noi, in quel momento, il grande comico Totò, sarebbe tornato in vita, e, recitando, ci regalerebbe tante sane risate. Ma, quando guardiamo un vecchio film, noi sappiamo, di star vivendo una esperienza oltre il tempo della realtà.

Siamo consapevoli dell’esistenza di uno sfasamento.

Potremmo dire, che distinguiamo il vero, la realtà, che comunque continuiamo ad avere intorno, da una sua rappresentazione, che ci coinvolge sul piano emotivo, culturale, ma che è alterata, rispetto alla realtà sensibile che ci circonda. E possiamo farlo, perché possediamo una serie di informazioni: tra queste, una decisiva. Noi sappiamo che Totò, purtroppo, è morto. Egli vive dunque, solo dentro una rappresentazione. Prigioniero di essa, per quanto appaia vitale e comunque capace di generare sensazioni in noi, ogni volta che lo “incontriamo”.

In sostanza, noi possiamo sperimentare, giornalmente, come una esperienza assolutamente “naturale”, la presenza, nello stesso istante, di diversi piani temporali. Ciascuno dei quali interagisce con noi, e ci cambia. La realtà, grazie anche alla tecnologia, ha assunto inedite complessità.

Einstein, disse. “Il tempo, e lo spazio, sono modi in cui pensiamo, e non condizioni in cui viviamo”.

La Teoria della Relatività, ci ha consegnato un Universo molto più difficile da comprendere; più sfuggente ed ambiguo. L’equivalenza tra realtà e verità, l’abbiamo lasciata indietro; alle convinzioni di certi filosofi dell’800.

Oggi, è molto più difficile, avere senso dell’orientamento. Non sempre siamo in grado, di interpretare i segni che la nostra esperienza quotidiana ci consegna e non siamo quasi più in grado di distinguere ed identificare nulla, con nettezza; neanche i rapporti causa-effetto.

Tutto appare come un indistinto flusso di sensazioni, nessuna delle quali, capaci di sedimentare una conoscenza. Questo, sembra essere quel che ci accade, “normalmente”, guardando la televisione, o leggendo un giornale, o accedendo alle pagine di un Social Network.

La Scienza non gode più dello status di “Verità”.

Mentre siamo disponibili ad accettare, come dato incontrovertibile di realtà, che, premendo un tasto possiamo accedere ad un sito internet che ci spieghi in qual modo cucinare una perfetta pasta alla carbonara, non siamo invece disponibili ad accettare, come dato incontrovertibile di realtà, che il vaccino contro la Poliomielite, abbia cancellato, prevenendo l’insorgere della malattia, dalla nostra esperienza quotidiana, la presenza di decine e decine di persone rese invalide gravemente, da quel morbo, sin dalla loro infanzia. E questa assenza di certezza, attraverso l’uso di nuovi “media”, è moltiplicata e rilanciata da un infinito passaparola virtuale, che cancella quasi ogni origine, di una informazione, che, a sua volta, acquisisce uno status di “verità”, solo perché rimbalzata, milioni di volte, da un computer all’altro, in ogni capo del mondo.

Le certezze che scaturiscono dall’uso quotidiano della Tecnologia, sembrano aver sostituito, come dato di verità, il rispetto della Scienza e del Metodo Scientifico. Le informazioni che possono essere reperite, attraverso l’uso della Tecnologia, sostituiscono lo studio, e lo sforzo di comprensione, e accertamento di una verità. Certe volte, sono persino più forti della nostra esperienza quotidiana. Le semplificazioni costituiscono la scorciatoia preferita, per sovvertire i tempi, per ignorare la complessità, per rifugiarsi dentro un mondo a propria misura, non importa quanto irreale.

Il Presidente degli Stati Uniti d’America cancella, con un tratto di penna, centinaia e centinaia di studi scientifici, che, da decenni, ci chiedono di intervenire sul cambiamento climatico della Terra, da noi stessi generato, prima che arrivi la catastrofe, e ci riporta ai primi decenni dell’800, con una politica economica, centrata sul Protezionismo, come avvenne anche nell’imminenza della Prima Guerra Mondiale, e poi ancora della Seconda Guerra Mondiale, dopo la Crisi del 1929.

E diventano paladini del Libero Mercato quei Partiti, e quei movimenti politici, che dovrebbero discendere dalle elaborazioni socialdemocratiche che hanno costruito il fondamentale compromesso tra Capitale e Lavoro, seguito al Secondo Conflitto Mondiale, imbrigliando invece, gli oscuri spiriti del Mercato. Compromesso socialdemocratico, travolto proprio dall’espansione delle dottrine, e dall’abbattimento dei confini nazionali, prodotto dal Libero e Sregolato Mercato, contro cui i Protezionisti, e i Nazionalisti di tutto il mondo oggi si scagliano, pur essendo, spesso, essi stessi, i fautori di un mercato selvaggio e senza regole.

“Il patriottismo è l’ultimo rifugio delle canaglie”, diceva un pensatore politico conservatore inglese, della seconda metà del ‘700, Samuel Johnson; significando che, uno strumentale richiamo a presunti valori nazionali, è, spesso, il grimaldello usato da autentici mascalzoni, per nascondere le proprie malefatte, o le proprie incapacità.

A vincere, il Campionato del Mondo di Calcio, è stata la Francia, con una squadra in cui brillano numerosi figli delle ex-colonie francesi. Per molti, avrebbe vinto l’Africa, non la Francia. Rimarcando una differenza, nel colore della pelle.

Ma il razzismo non c’entra.

Sono loro che sono neri.

E tra i molti responsabili delle migrazioni dei neri d’Africa, ci sarebbe un ebreo, ungherese. Ricco e cosmopolita. E anche opaco finanziere, finanziatore di studi, ma anche speculatore, usuraio, forse. George Soros. Cacciato con una legge ad personam, proprio dall’Ungheria. Esattamente l’Ebreo Errante, quello che scatena lo spirito di rivalsa nazista. Lo stereotipo dell’Ebreo scelto come capro espiatorio generale, raccontato dalla pensatrice liberale tedesca, Hannah Arendt, nelle “Origini del Totalitarismo”.

I protezionismi, i nazionalismi, i totalitarismi, hanno condotto alle guerre; le guerre più devastanti e drammatiche per l’umanità. Nuove guerre sono possibili? Sono possibili, nel mondo di oggi, guerre atomiche?

Cento anni fa, finiva la Prima Guerra Mondiale, e sotto mandato britannico, veniva creato, artificialmente, lo Stato dell’Iraq. La cui storia è un susseguirsi di guerre, di relazioni conflittuali, di tentativi di violenta egemonia Occidentale; di nodi irrisolti, tra Turchia, Siria, Kurdistan, Iran, che ancora oggi segnano la nostra esperienza quotidiana, con il loro legame con il terrorismo islamista globale.

I piani temporali s’intrecciano, e confondono il nostro sguardo. Lo spostano all’indietro, quando vediamo i sozzi germi del razzismo e del fascismo farsi strada oggi. Lo spostano in avanti, mentre guardiamo le nostre paure. La crisi economica che ci precarizza; i processi migratori che ci mettono davanti agli occhi le povertà, e i pericoli del mondo e li fanno entrare in conflitto con le nostre quotidiane diseguaglianze. La rottura, dell’equilibrio ecologico, di cui nessuno prende seriamente responsabilità, e che può compromettere definitivamente la presenza umana sul nostro pianeta.

E non riusciamo più a volgere il nostro sguardo al presente, e a comprenderlo e guidarlo. Mentre scompare la funzione essenziale della Politica, il discorso pubblico, trasparente, sulla Città, sulla Comunità, tutto si perverte in Propaganda, e oscure forze, e oscure potenze, giocano un nuovo tipo di guerra: la guerra delle informazioni. Le notizie possono essere inventate, costruite, manipolate, ignorate. La loro diffusione regolata, artificialmente. Alcuni congegni elettronici, autonomamente, sulla base di una loro programmazione a monte, possono garantire una diffusione universale a certe notizie, vere o false che siano, a discapito di altre.

“Più una civiltà è complessa, e più è essenziale, per la sua esistenza, la salvaguardia del flusso di informazioni; quindi più vulnerabile diventa a ogni turbamento di questo flusso.” Dice James Gleick. La falsa informazione, diviene come la profezia che si autoavvera, studiata dal sociologo Robert Merton. Essa produce un comportamento che, da falsa, la fa divenire vera, reale, le consente di produrre cambiamenti reali.

La posta in gioco è la nostra mente, il nostro consenso, la nostra emozione, il nostro cuore.

Anche se, la base che muove tutto, è la conquista del nostro portafogli. L’uomo ha importanza, solo in quanto, e per quanto, consuma.

Alla realtà, sembra essersi ormai sovrapposta la rappresentazione della realtà.

E, spesso, viviamo persino l’illusione d’essere noi, quelli che, attraverso la nostra conoscenza (manipolata, anche se non lo ammeteremmo mai), svelano una realtà ad altri invisibile. In sostanza, siamo noi stessi, quelli che, inverando una menzogna, le consentono una presa sul reale, mentre immaginiamo d’aver svelato oscuri complotti che volevano tacere al mondo scomode falsissime verità.

In realtà, io scrivo queste parole dal futuro.

Da un momento in cui avremo smesso, di cercare risposte, domandando alle nostre paure.

Da un momento in cui, essendo tornati ad investire sulla Scuola e sull’Università, pubbliche, avremmo permesso alle persone, uomini e donne, di sviluppare un pensiero critico, e libero.

Da un momento in cui avremo smesso, di indicare strade nuove, solo per continuare ad agitare quelle vecchie, come bandiere di una propaganda sempre più ributtante.

Da un momento in cui avremo affrontato davvero, con Giustizia, il rapporto tra l’esistenza di confini nazionali, e la necessità che quei confini siano percorsi dalle persone e dalle merci. E non solo dal denaro.

Da un momento in cui l’identità nazionale sia frutto di una cultura condivisa, e di una vita sotto il governo delle stesse leggi costruite insieme, e non una fittizia medaglia appiccicata sul bavero di chi strilla più forte ed è pallido di carnagione.

Da un momento in cui sia ripresa la ricerca, per trovare le risposte alle prime parole scritte sul Programma Fondamentale della Socialdemocrazia tedesca di Bad Godesberg nel 1959:

“L’uomo ha scatenato le forze elementari dell’atomo, e ne teme ora le conseguenze; l’uomo ha sviluppato al massimo le forze produttive, senza assicurare a tutti una parte equa; l’uomo può garantire la pace mondiale, se egli rafforza l’ordinamento giuridico internazionale, riduce la diffidenza che regna tra i popoli e impedisce la corsa agli armamenti”.

Ancora, il passato interroga il futuro.

Ma dipende da noi, se ci sarà, un futuro

FIUGGI, “LIBRI AL BORGO”: GLI APPUNTAMENTI DELL’ULTIMA DECADE DI LUGLIO – Incontri con gli autori Daniela Grandi, G.P. Mazzuca Ventura, Marcello Veneziani e Goffredo Palmerini

 

19 luglio 2018

 

FIUGGI, “LIBRI AL BORGO”: GLI APPUNTAMENTI DELL’ULTIMA DECADE DI LUGLIO

Incontri con gli autori Daniela Grandi, G.P. Mazzuca Ventura, Marcello Veneziani e Goffredo Palmerini

 

 

FIUGGI – Prosegue domani al Giardino dell’Excelsior (Fiuggi, via Ernesto Besso) la Rassegna letteraria “Libri al Borgo”, alla sua 29^ edizione, con il programma degli appuntamenti dell’ultima decade di luglio, tutti con inizio alle ore 21:15. La rassegna, promossa ed organizzata nell’ambito del Festival internazionaleFiuggi Platea Europa” dalla Fondazione Giuseppe Levi Pelloni, già dal mese di giugno vede succedersi incontri con scrittori e saggisti, presentando le loro opere recentemente pubblicate.

Gli appuntamenti letterari di questa ultima decade (20-31 luglio) prendono il via domani sera (venerdì 20 luglio) alle ore 21:15 con il primo degli eventi, l’incontro con Daniela Grandi e il suo ultimo romanzo “Notte al Casablanca” (Sonzogno, 2018), avvincente storia di Nina Mastrantonio, maresciallo dei Carabinieri a Parma, impegnata in un’inchiesta molto inquietante… La scrittrice, giornalista del TgLa7, è autrice per il programma di approfondimento Tagadà, condotto da Tiziana Panella.

Venerdì 27 luglio il secondo appuntamento è con Gian Piero Venturi Mazzuca, con il saggio “Templari. Dal ducato di Puglia e Calabria all’Italia del III Millennio” (Edizioni Efesto, 2017). Scritto con Livio Frittella, il saggio ripercorre le vicende dell’Ordine cavalleresco, partendo dal suo fondatore, e la consistenza dei beni appartenuti ai Templari in Puglia, Basilicata e Calabria, fino all’attuane Neotemplarismo italiano. All’incontro interverrà anche Bruno Poggi.

Sabato 28 luglio incontro con Marcello Veneziani e la sua ultima opera “Imperdonabili. Cento ritratti di maestri sconvenienti” (Marsilio, 2017). Filosofo, giornalista e saggista fecondo, Veneziani ha fondato e diretto riviste, scritto per quotidiani e settimanali, è stato commentatore per la Rai. Quest’ultima sua opera è un viaggio tra le voci che più lo hanno influenzato, irregolari che non si accontentarono del loro tempo e dunque “imperdonabili”: Dante e Oriana Fallaci, Walter Benjamin e Yukio Mishima, Julius Evola e Umberto Eco, Machiavelli e Schopenhauer, Michelstaedter e Heidegger, Wilde e Chatwin, Pirandello e Harendt, e così di seguito. Un viaggio, appunto, attraverso il pensiero “irregolare” che ha contribuito a rendere vigile il senso critico delle società, passate e presenti.

L’ultimo appuntamento del mese, martedì 31 luglio, è con Goffredo Palmerini e la sua ultima opera “L’Italia nel cuore” (One Group Editore, 2017). Giornalista e scrittore, in questo volume l’autore racconta, con una narrazione coinvolgente, la più bella Italia, quella dentro i confini e quella degli 80 milioni d’italiani nel mondo, che con la creatività e il talento rende onore e prestigio al nostro Paese: un tema, questo, cardine nei libri di Goffredo Palmerini, studioso dell’emigrazione italiana e attento promotore delle meraviglie del Belpaese con i suoi intriganti articoli su giornali e testate in lingua italiana di mezzo mondo.

La rassegna “Libri al Borgo” nel mese di agosto prevede i seguenti appuntamenti: Mercoledì 1 agosto, incontro con la sociologa Elisabetta Fernandez sul tema “Sesso, amore e…fantasia”; Venerdì 3 agosto, “Fiuggi, l’acqua dei miracoli”; Sabato 4 incontro con Valerio Valentini con il romanzo “Gli 80 di Camporammaglia” (Laterza, 2018); Martedì 28 incontro con Jacopo Jacoboni con il saggio “L’esperimento. Inchiesta sul Movimento 5Stelle” (Laterza, 2018); Venerdì 31, Carmelo Fucarino con il romanzo “Che farò senza Euridice” (Spazio Cultura, 2018) e Anna Rosa Ponte con il romanzo “Black London” (Aracne, 2018).

Gli incontri proseguiranno anche in settembre, con presentazione di opere attraverso conversazioni, interviste e spigolature con gli Autori, coordinate dal giornalista e scrittore Pino Pelloni, presidente della Fondazione Giuseppe Levi Pelloni. Nella bella cittadina termale il 22 settembre si svolgerà anche il Premio Fiuggi Storia – Lazio Meridionale, mentre il prestigioso Premio Fiuggi Storia nazionale, alla sua IX edizione, si terrà a Roma nella prima settimana di dicembre.

CS-INVITO Conf-evento “DIRITTO ALLA GIUSTIZIA-DOVERE DELL’INFORMAZIONE a tutela delle Donne contro le violenze” -NAPOLI-20 luglio 2018-ore 11-sede SUGC

 

COMUNICATO STAMPA

 

CONFERENZA-EVENTO

 

“DIRITTO ALLA GIUSTIZIA-DOVERE DELL’INFORMAZIONE

a tutela delle Donne contro le violenze”

 

venerdì, 20 luglio 2018-ore 11,00

Sede SINDACATO UNITARIO GIORNALISTI CAMPANIA-SUGC

Sala “Santo Della Volpe”

via Cappella Vecchia, n.8B

NAPOLI

 

R.S.P.V.

 

Roma, 17 luglio 2018

 

“Diritto alla giustizia-dovere dell’informazione a tutela delle donne contro le violenze”,  è il titolo della conferenza-evento promossa dall’associazione internazionale MISS CHEF®, che si svolgerà venerdì 20 luglio 2018, dalle ore 11, a Napoli, presso la sede del Sindacato Unitario dei Giornalisti della Campania-SUGC, in via Cappella Vecchia, n. 8 B– sala “Santo Della Volpe”.

Dopo il plauso ottenuto per il progetto internazionale “Donne, intelletto d’amore e oltre” svoltosi, nei giorni 14 , 15 e 16 marzo scorsi, a Roma ed in Basilicata, si è deciso di dare vita ad una serie di altre conferenze-evento in giro per l’Italia e si ricomincia dalla città di Napoli il prossimo 20 luglio con l’iniziativa promossa da MISS CHEF® (www.misschef.net) in sinergia con il Sindacato Unitario dei Giornalisti della Campania-SUGC (www.sindacatogiornalisti.it) e con il media partner magazine Lo Strillo (www.lostrillo.it), con il patrocinio di Matera Capitale della Cultura 2019 e della LIDU Onlus –Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo (www.liduonlus.it).

La conferenza-evento nasce per raccontare il mondo delle Donne ed il loro potere creativo e di rinascita sempre facendo trionfare bellezza, amore ed intelligenza del cuore contro la violenza, l’emarginazione, l’abuso di potere, l’ignoranza e l’arroganza partendo dalle azioni socio-istituzionali messe in campo per la tutela delle Donne contro il femminicidio ed i maltrattamenti domestici e non, in un confronto di progetti e competenze focalizzando i temi, soprattutto sulle azioni e sulle responsabilità della giustizia e del mondo dei media e della stampa italiani. In particolare si parlerà di diritti ed esperienze territoriali, di informazione e linguaggio, quindi del “Manifesto di Venezia”.

Saluti di Claudio Silvestri, Segretario SUGC; modera Mariangela Petruzzelli, giornalista e presidente Associazione MISS CHEF®. Relatori della conferenza-evento sono: Alfredo Arpaia, presidente LIDU Onlus-Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo; Simona Marino, delegata Pari Opportunità Comune di Napoli; Laura Viggiano, componente del Direttivo SUGC con delega alle Pari Opportunità; Cristina Liguori, presidente Commissione Pari Opportunità del SUGC; Annamaria Ghedina, direttore responsabile magazine “Lo Strillo”; Paola D’Antonio, assessore ai Sassi e Patrimonio Unesco Città di Matera. Esperienze e testimonianze di: Tiziana Primozich, giornalista e direttivo nazionale LIDU Onlus; Marinella Amoroso e Concetta Fusco, referenti MO.I.CA. –Movimento Italiano Casalinghe nazionale; Luciana Amoroso, referente associazione “Haumea-Fuori dal silenzio”; Giovanni Saladino, neurologo e psicoterapeuta, direttore ISPPREF-Istituto di Psicologia e Psicoterapia Relazionale E Familiare di Caserta; Carolina Santoro, psicologa e psicoterapeuta  MO.I.CA. Caserta ed operatrice dello sportello antiviolenza contro le violenze di genere di “Haumea-Fuori dal silenzio”;  il regista Giuseppe Papasso, autore del docu-film “Il sole è buio” e la signora Debora tra i protagonisti del documentario; Marcia Sedoc, presidente dell’associazione  “Fajaloby Onlus”; Maria Laura Moraci, autrice del cortometraggio “Eyes”, già vincitrice di diversi premi tra cui l’ “Ischia Film Festival”. Fotografo ufficiale e riprese video dell’evento Giuseppe Moggia.   

 

MISS CHEF®, oltre ad essere un’Associazione con sei sedi in Italia ed anche una a New York-USA, è la prima competizione italiana ed internazionale, tra alcune delle migliori Chef Donne italiane con la proposizione, tutta in rosa, dei più rinomati menù della tradizione culinaria nostrana, valorizzando il “Made in Italy” delle eccellenze eno-gastronomiche e la dieta mediterranea. MISS CHEF®, nato nel 2012 ad Ischia (NA), nel 2014 è diventato itinerante in Italia toccando varie Regioni e territori per giungere fino a New York, nel periodo del Columbus Day, realizzando, da allora, per quattro anni di seguito, le sue edizioni internazionali.  Dopo aver già ottenuto importanti consensi in USA, soprattutto presso il sindaco di NY Bill De Blasio, presso Natalia Quintavalle, ex-console d’Italia a NY fino al 2015, e l’attuale console Francesco Genuardi, MISS CHEF® sta organizzando, anche per quest’anno, una serie di interessanti eventi a NY durante le celebrazioni del Columbus Day, in ottobre prossimo. PAOLA ARANCI, romana, chef executive presso Grace Mansion, residenza  del sindaco di New York, Bill De Blasio, collabora autorevolmente con il format MISS CHEF®, in veste di international testimonial madrina del Premio dal 2018, ANNO DEL CIBO. MISS CHEF® promuove ed organizza anche conferenze, convegni ed eventi di carattere sociale sulla valorizzazione della Donna in Italia ed all’estero. 

 

La S.V. è invitata alla conferenza-evento “Diritto alla giustizia-dovere dell’informazione a tutela delle donne contro le violenze” di Napoli del 20 luglio 2018.

SI ALLEGA LA LOCANDINA DELL’EVENTO.

 

            Grazie della diffusione.

 

Ufficio Stampa Nazionale

Progetto Internazionale “Donne, intelletto d’amore e oltre”

Major Press

Cell.: +39 331 5934925

e-mail: mariangelapetruzzelli@gmail.commisschef@hotmail.it;

mariangelapetruzzelli@hotmail.itinfo@misschef.net  

 

 

 

MISS CHEF® per l’evento-conferenza “DIRITTO ALLA GIUSTIZIA-DOVERE DELL’INFORMAZIONE a tutela delle Donne contro le violenze” ha come importanti PARTNER: Fondazione Matera 2019 Capitale Europea della Cultura (www. matera–basilicata 2019.it); l’Università “Unimeier” (www.unimeier.eu); MO.I.CA.-Movimento Italiano Casalinghe (www.moica.it);  l’Associazione “Fajaloby”, l’Associazione ASSISI PAX INTERNATIONAL (www.assisipax.org); il Sindacato Unitario dei Giornalisti della Campania-SUGC (www.sindacatogiornalisti.it), la LIDU Onlus –Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo (www.liduonlus.it).

    

MEDIA PARTNER DI  MISS CHEF® 2018 sono: AMERICA OGGI, RADIO ICN-New York-USA (www.icnradio.com)SI’ ITALIA TV(www.si-italia.tv), tv anche web, in USA; la web tv e radio europea  WORLD EXPRESS; il magazine LO STRILLO (www.lostrillo.it); il magazine JOB OK (www.jobok.it).  

L’Aquila, all’I.I.S. “Amedeo d’Aosta” prende il via il Corso di formazione per Tecnici superiori per il turismo, selezionati 31 allievi provenienti da tutto l’Abruzzo (disoccupati e in cerca di lavoro)

 

COMUNICATO STAMPA

 

L’Aquila, all’I.I.S. “Amedeo d’Aosta” prende il via il Corso di formazione per Tecnici superiori per il turismo

Selezionati 31 allievi provenienti dall’intero Abruzzo (disoccupati e in cerca di lavoro)

L’AQUILA – Si è conclusa con successo la selezione dei candidati al Corso di formazione per “Tecnico Superiore per il Turismo integrato e sostenibile” che prende il via venerdì 20 luglio 2018 fino ad ottobre 2019 a L’Aquila, presso l’Istituto d’Istruzione Superiore “Amedeo d’Aosta. 

Trentuno gli ammessi dopo il superamento delle prove previste: una scritta e un colloquio motivazionale con verifica della conoscenza della lingua inglese. “Tutti i candidati, provenienti dall’intero Abruzzo, hanno dimostrato di possedere le competenze di base – afferma la Dirigente Scolastica Prof. Maria Chiara Marola – manifestando entusiasmo e grandi aspettative”.  Finanziato con fondi europei alla Regione Abruzzo (PO FSE Abruzzo 2014 – 2020), Obiettivo “Investimenti in favore della crescita e dell’occupazione” e riservato a soggetti in cerca di occupazione, disoccupati o inoccupati, il Corso, completamente gratuito, consente di formare “Tecnici Superiori del Turismo Integrato e Sostenibile”, figure oggi molto ricercate dal mercato.

Il Corso di 900 ore (600 in aula, 300 in stage presso aziende del settore turistico), più 95 ore di misure di supporto, è finalizzato all’apprendimento di conoscenze tecniche e professionali per la progettazione, gestione e la promozione di attività e servizi, tradizionali e innovativi, utili al miglioramento della fruizione di beni ambientali e culturali del territorio. Gli ambiti professionali di riferimento sono quelli del turismo inteso come fenomeno economico e imprenditoriale capace di generare fattori produttivi finalizzati alla crescita economica e sociale delle comunità: tecnici delle attività turistiche e ricettive; tecnici dell’organizzazione di congressi, convegni, fiere ed eventi culturali, sportivi, enogastronomici; accompagnatori specializzati nel turismo scolastico, religioso, per disabili; organizzatori professionisti di servizi ricreativi e culturali. Il Tecnico Superiore del Turismo Integrato e sostenibile opera sia alle dipendenze di soggetti pubblici o privati, sia come libero professionista; si rapporta con operatori dei servizi ricettivi e dell’accoglienza, soggetti istituzionali, associazioni, ambientalisti, archeologi, responsabili di DMC territoriali ed esercita competenze nella progettazione, organizzazione e promozione di servizi turistici.d’istruzione e formazione.

I soggetti attuatori del Progetto sono: Istituto Istruzione Superiore “Amedeo d’Aosta” L’Aquila; Università degli Studi dell’Aquila – Dipartimento di Scienze Umane; Associazione CNOS – FAP L’Aquila; DMC Abruzzo Qualità – Rocca di Mezzo (L’Aquila); Società One Group – L’Aquila.

Di seguito l’elenco degli ammessi al corso: Alessia Di Stefano, Albulena Idrizi, Serena Di Flavio, Roberto Di Sabbato, Davide Sebastiani, Giulia Orlando, Alessia Spaziani, Emanuela Cianchetta, Valeria Di Stefano, Jonese Bargoni, Alessandro Di Pietro, Ugo Aureli, Francesca Crastia, Francesca Cipollone, Emanuele De Simone, Lorenzo Fiorelli, Alessandro Graziosi, Luigi Martini, Claudio Manganelli, Scilla Risdonne, Deborah Ciotti, Sara Ferrauto, Desire Caroline, Leyva Ramirez, Paola Gaudieri, Natascia Ingargiola, Ambra Ciotti, Gianmarco Capoccetti, Antonella Trimarchi, Fabrizio De Lellis, Pamela Di Felice, Giulia Di Giovanni.

Saranno loro i futuri promoter di un Abruzzo che vuole crescere, che guarda al turismo come fonte di sviluppo sociale ed economico.

Serena conduce Operaclassica Eco Italiano

Serena intervista il tenore Francesco Pio Galasso

 

Francesco Pio Galasso, tenor

biography

Francesco Pio Galasso was born in San Giovanni Rotondo (Italy). He began guitar studies and also singing lessons with soprano Rosa Ricciotti that continued with soprano Amelia Felle. He has developed his singing studies with Maestro Vincenzo Scalera, soprano Montserrat Caballé and tenor Giuseppe Giacomini. He has his opera debut in Italy as Arlecchino from I Pagliacci opposite Giuseppe Giacomini. After that he makes his international debut as Pinkerton from Madama Butterfly in Madrid. Francesco Pio Galasso has already sung another roles as Jacob Smitz and Tobby Higgins from ‘Ascent and fall of the city of Mahagonny’, Rinuccio from ‘Gianni Schicchi’, Duca di Mantova from ‘Rigoletto’, Alfredo from ‘La Traviata’, Romeo from ‘Romeo et Giuliette’, Rodolfo from ‘La Boheme’, Mario Cavaradossi ‘Tosca’. He has been invited to debut the role of Mario Cavaradossi from the opera ‘Tosca’ at the Astana Opera (Kazajstan) with the legendary production of Luca Ronconi (Mº. Abzal Mukhitdinov) He sang also oratory like the Mozart’s ‘Requiem’, Verdi’s ‘Requiem’, Rossini’s ‘Petite Messe Solennelle’ and participated in concerts and galas as the Opera Gala at the ‘Teatro Monumental’ in Madrid with the Spanish Radio Television Orchestra and Chorus (Mº Lim), in collaboration with the Korean embassy and broadcast on Spanish Television. Was also specially invited to sing at the ‘Auditorio Nacional’ in Madrid for the New Year Concert (Mº Jassán). He offered several opera and zarzuela concerts in St. Petersburg (Russia), Vassa (Finland), Berlin (Germany), Madrid, Sevilla, Ourense (Spain), Toscana (Italy) and others. Recently he has made his debut at the Teatro Verdi di Salerno in Italy as Don José (Mº Daniel Oren) and at the Hungarian Opera of Budapest also as Don José (Mº Caballé-Domenec). He debuted the role of Andrea Chenier in Bilbao (Mº S. Ranzani) His next engagements includes a new production of Carmen at the Teatro delle Muse in Ancona (Italy) as Don José (Mº Guillaume Tournaire) , and in China with the production of Emilio Sagi, his debut as Licinius from ‘La Vestale’ by Spontini in Budapest with the Hungarian Opera (Mº Eugene Kohn). He’ll also debut as Pollione from ‘Norma’ in Bilbao at the Palacio Euskalduna (Mº Pietro Rizzo).

La Corsa del Cappello – articolo di Enrico Cavalli

 

 

 

LA ANTICA “CORSA DEL CAPPELLO” DI PAGANICA

di Enrico Cavalli

L’attività ludica nel territorio aquilano in età antica non può prescindere dalle specifiche usanze del periodo italico-romano.

In ambito amiternino e tardo vestino, gli svaghi nei riti agresti che si svolgevano entro le mura dei castelli che fondarono la città dell’Aquila rimontano al periodo successivo all’editto di Teodosio del 390 d.C.

Le tradizioni ludico-motorie risalenti alla conurbazione della “magnifica cittade” saranno rappresentative di un vitalismo che va ben oltre la fase di decadenza, dovuta a fattori politici e naturali, dei secoli XIV e XV.

Ci si riferisce alle istruzioni contenute negli Statuti delle arti municipali circa le gare campestri, lottatorie ed equestri ( famose quelle nella valle subecquana per i pali celebrativi di papa CelestinoV e San Bernardino Da Siena ), nonché agli stessi divieti in vicinanza dei luoghi religiosi del gioco della “palla grossa” , i cui clamorosi interpreti furono il principe Colonna e il viceré napoletano De Cardona.

La scalata del Gran Sasso del 1573 da parte di Francesco De Marchi, ingegnere militare al servizio di Margherita d’Austria, e la codificazione degli esercizi ginnici da parte dell’aquilano Tuccaro, preludono ad una vicenda sportiva che nel Comitatus Aquilanus sarebbe stata antesignana extra Abruzzi.

Finiti gli echi delle parate e delle dispute fra cavalieri in omaggio della reggenza di Margherita D’Austria, gli esercizi ludici avrebbe avuto delle espressioni per nulla riconducibili alla sfera psicofisica: si pensi alla degradante corrida nella piazza Maggiore e del Duomo, imposta dai dominatori ispanici, nonché alla più accettabile ed ultima delle fantasmagorie dell’artigiano Bedeschini – quelle di macchinari che scendevano dalla porta del Castello – per rievocare le quattrocentesche evoluzioni equestri.

Si ha la impressione che i giochi, nel’600, siano occasione per parate ad uso e consumo dei gestori del potere. Basti l’esempio delle feste per il genetliaco dell’imperatore Filippo II, che, celebrate fra il febbraio e marzo 1658, in pieno carnevale ed a piazza San Francesco, videro il mastro di campo, Girolamo Di Luna, cavaliere di San Giacomo e governatore di piazza, dirimere le dispute fra quattro squadriglie a spada composte di otto uomini ed otto donne a cavallo, ma solo dopo un estenuante lento sfilare di tutti i bardati e blasonati partecipanti alla gara. Si trattò effettivamente di manifestazioni censurabili, a cui assistette, a voler riportare le cronache del tempo,un pubblico poco numeroso.

Il fiscalismo imperiale da un lato, il banditismo, i sismi, le pestilenze dall”altro, limitavano, insomma, le stravaganze seicentesche dei giochi nel contesto aquilano ; e mentre i ceti privilegiati si svagano assistendo alle teatrali tenzoni degli accademismi arcadici, i ceti popolari recuperavano le arti equestri – come succedeva alle fiere di Arischia e Montereale – e le gare podistiche, come l’originale corsa del cappello a Paganica.

Capoluogo di riconoscibili Ville di spiccata piccata fisionomia religiosa in età romana ed imperiale, Paganica si accreditava a piazza che nella Vallata dell’Aterno era, per ordine di importanza socioeconomica, seconda solo all’Aquila.

A partire da 1650, a Paganica, alle celebrazioni dell’Assunta, si inscenavano svaghi popolari imperniati sul Palio lottatorio che richiamavano genti da tutto il Circondario, e che prevedevano come premio al vincitore un drappo di pregio fornito dalla bottega dei Cattani. A fare da contorno a questo vero e proprio clou, la corsa dei sacchi, a giudizio di studi del secolo scorso, sostituita nel tempo dalla corsa degli asini, simile a quella vigente in Navelli, e, quella dei ragazzi, o, appunto, del cappello.

Si trattava di espressione di folclore di una realtà, quella paganichese, a metà fra l’agricoltura e la montagna, ed in grado di specializzarsi in artigianato di vaglia, come quello dei copricapi, che caratterizzavano la moda non solo dei notabili dell’epoca. ( Si ricordi il manzoniano Renzo Tramaglino, “ in gran gala, con penne di vario colore al cappello…” , Promessi Sposi, cap. II).

La corsa del cappello inizialmente vedeva i giovani con la “camicia” (fuori dei calzoni, retta dal cinturino e contrassegnata da colori biancorossi, biancazzurro, gialloblù, verdeviola, a seconda che si riferisse, rispettivamente, ai quattro rioni trecenteschi di Colle, Piazza maggiore, Pietralata, Scarazze-Sant’Antonio) sfidarsi lungo un tragitto di tre chilometri: dal convento dei Frati Minori fino alla chiesa di Sant’Antonio Abate, laddove i primi due baldi atleti che avessero toccato la “Croce de Monterone” avrebbero conquistato l’ambito trofeo-copricapo. La gara avrebbe poco alla volta superato nel gradimento locale tutte le altre gare della grande kermesse,

La gara podistica toccava luoghi e simboli pregnanti per la storia paganichese e non solo. I quattro borghi fortificati erano stati presi da Braccio Da Montone nel 1424, e trasformati dal Gattamelata, il luogotenente del capitano di ventura umbro, a teste di ponte, per l’assedio agli Aquilani, i quali, nelle epidemie seicentesche, ripararono nel comune avente per stemma il Moro “con la rosa” ; mentre il convento dei Frati Minori fu teatro di scontro fra gli armati del casato Nannicelli e gli imperiali, estrema propaggine della sollevaziona napoletana di Masaniello del 1648. Altro simbolo toccato dalla corsa il crocifisso a Sant’Antonio Abate, significativo della devozione paganichese e frutto della loro raffinata arte dei metalli.

E’ probabile che nel’700 la corsa abbia subito la modificazione in staffetta, con i concorrenti delle quattro squadre che si passavano come testimone il cappello. Ne derivavano fra i contendenti sfide rese vivaci dal sentimento di appartenenza al borgo natio ed a cui negli anni successivi furono invitate le altre ville del composito comune paganichese.

L’atmosfera ludica costituiva un’occasione di socializzazione nei quarti urbani e rurali di tutto l’Aquilano, e talora era motivo di turbativa dell’ordine pubblico. Erano altresì occasione di eternare nella coscienza collettiva fatti e personaggi collegabili a questo o quel genere di giochi, che si trattasse della bazzica, di matrice laziale, o ju zirè , come ad Assergi, versioni differenti.

Nella transizione dall’era borbonica a quella unitaria, si palesavano minori condizionamenti alla partecipazione e all’allestimento dei momenti di svago popolare. L’etica del tempo libero ( il leisure time britannico ), forse ricevette qui il suo battesimo, non esclusivamente negli strati della borghesia.

Anche nell’Aquilano, dunque, il dinamismo dello sport avrebbe impresso il suo segno innovatore nel costume, non disgiunto dal richiamo alla tradizione agonistica, come dimostra la stessa, dianzi descritta, paganichese corsa del cappello.

 

Il cardinale Pietro Maffi in libreria

 

4

Giugno 2018, quarto titolo per la collana di letteratura della casa editrice Divergenze, Gli sparvieri è un’opera narrativa di Pietro Maffi, pubblicata in origine come romanzo d’appendice sul giornale pavese Il Ticino, nel 1898. Abitudini, fatiche, gioie e tragedie di Ballino (Corteolona), un paese che è tutti i paesi italiani di fine Ottocento, ritratto manzoniano di una società e un ambiente irripetibili.

Tratta da un evento realmente accaduto, e rielaborato con licenza narrativa, è una storia priva di nostalgie e di compiacimenti illanguiditi dal tempo, che non concede una riga alla retorica di “quanto eravamo belli” – perché lo siamo stati, ma senza rendercene conto. E quel candore semplice e ingenuo l’abbiamo perduto.

In bilico fra la ricostruzione oggettiva e il bozzettismo (memorabile il tragicomico dottor Fasolari), il Maffi compie una piccola Recherche in ambito padano: contadini, preti, genti dal mestiere antico e bie­chi intriganti, personaggi di una geografia che per citare Piero Chiara, va cercata «dove si trovano tutti i luoghi immaginari nei quali si svolge la favola della vita».

Apparato critico e ricerca archivistica a cura di Lorenzo Campanella, con una nota di Alessandro Buroni.

Pietro Maffi nasce il 12 ottobre del 1858 a Corteolona, un centro della bassa padana noto per essere stato residenza di re Franchi e Longobardi, da cui Lotario I emanò il capitolare che diede origine al futuro ateneo di Pavia. Bibliofilo, giornalista, letterato, divulgatore di scienze astronomiche e meteorolo­giche, studioso di sismologia, fondatore della «Rivista di Fisica, Matematica e Scienze naturali», di «Vi­ta Nova» e del quotidiano cattolico «Il Messaggero toscano», promotore della prima cattedra di Sociologia in un seminario, prima sacerdote e poi arcivescovo di Pisa, dopo la nomina da parte di Pio X diventa il cardinale scienziato, figura leggendaria nel dialogo tra scienza e fede. La sua opera Nei cieli: pagine di astronomia popolare esaurisce due edizioni e viene ristampata più volte. Gli astri, su di lui, esercitano un effetto magnetico. La curiosità per l’universo e i suoi misteri lo spinge a studiarne a fondo il fenomeno e la traiettoria delle stelle cadenti. Realizza, così, il globo meteoroscopico, che riproduce nei dettagli e illumina dall’in­terno come fosse un cielo in miniatura, e di cui un esemplare è presentato alla Esposizione Universale di Parigi del 1900. Membro della Société Astronomique de France, della Associazione meteorologica e della Società astronomica italiana, dell’Accademia pontificia dei Nuovi Lincei, dal 1904 è presidente della Specola vaticana. L’amore per i libri lo porta a creare la Biblioteca Maffi di Pisa, un’autentica istituzione culturale che conserva oltre cinquantamila volumi, manoscritti, incunaboli e altri testi rari.

Tra il 1894 e il 1898, sulle pagine de «Il Ticino», firma due romanzi d’appendice: Fior che muore, novella di stampo educativo, quindi Gli sparvieri, che oltre a ritrarre il paese di Corteolona nei suoi scorci più caratteristici e negli abitanti, si rivela una commedia manzoniana brillante, carica di umorismo e spaccati di umanità perduta. Ritenuto papabile nei conclavi del 1914 e del 1922, muore a Pisa il 17 Marzo del 1931.

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LETTERA APERTA AI “FRATELLI” ALPINI DI PINZOLO PER IL 50° ANNIVERSARIO DEL GRUPPO – di Goffredo Palmerini

 

Goffredo Palmerini

SS 17 bis, 28/a – Paganica

67100 L’AQUILA – Italy

Tel.       +39 0862 68416

Mobile +39 328 6113944

Paganica, 15 luglio 2018

Lettera aperta ai “fratelli” Alpini di Pinzolo per il 50° Anniversario del Gruppo

Al Sig. Agostino Lorenzetti

Capogruppo Alpini di Pinzolo

Con forte emozione scrivo questo Messaggio per il 50° anniversario (1968-2018) del Gruppo Alpini di Pinzolo. Una ricorrenza, caro Agostino, che marcherà la vostra storia associativa, richiamando alla memoria i momenti più significativi di mezzo secolo d’impegno alpino, di amor di Patria, di altruismo, di gesti di solidarietà e ponti d’amicizia costruiti. Insomma, richiamerà quel patrimonio di valori autentici che sono la ricchezza vera e duratura del Gruppo e della tradizione alpina. Come pure con grande commozione ho letto il tuo Messaggio ufficiale per il 50° del Gruppo, dove concludi con queste parole “…Voglio ringraziare in modo particolare gli Amici Alpini di Paganica con i quali si è instaurato un rapporto di amicizia, fiducia e solidarietà”, così sottolineando l’amicizia tra i due Gruppi, consacrata nel 2005 in un prezioso rapporto di Gemellaggio che ci inorgoglisce e ci onora.

In virtù di quel Gemellaggio, sottoscritto 13 anni fa, tante relazioni di affetto e di amicizia sono nate, sono cresciute e si sono consolidate tra Pinzolo e Paganica, in una fraternità alpina che neanche la lontananza fisica può minimamente attenuare. Sento pertanto di dover esprimere un sentimento intenso di gratitudine per questa amicizia tra Gruppi Alpini, diventata poi amicizia tra le due comunità, di Pinzolo e Paganica. Anche perché avverto l’eredità morale di mio fratello Corradino, “andato avanti” due anni fa, che allora alla guida degli Alpini di Paganica sottoscrisse il Gemellaggio con Renzo Maffei, il vostro Capogruppo, alla presenza dei Sindaci dell’Aquila e Pinzolo, Biagio Tempesta e William Bonomi. Oggi sarebbe stato Lui, Corradino, a scrivere molto meglio di me questo messaggio, per sottolineare il valore del rapporto fraterno tra i nostri Gruppi e la rigogliosa generosità dei sentimenti che ne sono la linfa.

D’altronde ne abbiamo avute prove stupende, meravigliose e commoventi della vostra amicizia e generosità, quando siamo stati colpiti dal terremoto del 2009. Siete stati, voi amici Alpini di Pinzolo, della Val Rendena e della Sezione di Trento, tra i primi ad arrivare, a soccorrere le nostre popolazioni, ad offrire – con semplicità alpina – gesti di solidarietà e di vicinanza fraterna. La Protezione Civile di Trento è stata la prima ad arrivare, insediandosi non a caso a Paganica, proprio in virtù di questo rapporto di Gemellaggio. Noi non potremo mai dimenticare il vostro aiuto, la gentilezza, il sorriso, la premurosa attenzione verso la nostra gente. Vi avremo nel cuore per sempre, nei nostri sentimenti di affetto e d’inesauribile gratitudine per tutto quanto avete fatto per noi, sul piano morale e materiale. Ogni cosa, qui a Paganica, ci ricorda la vostra generosità e magnanimità.

Colgo questa occasione, rivolgendo con affetto il mio saluto all’amico Maurizio Pinamonti, Presidente della Sezione ANA di Trento, di voler far giungere in qualche modo questa gratitudine a tutti gli Alpini trentini, e all’amico Michele Cereghini, Sindaco di Pinzolo, di estendere i medesimi sentimenti all’intera comunità pinzolese. Una gratitudine che esprimo come Alpino e come cittadino di Paganica, ma anche, in ragione del lungo servizio prestato per quasi 30 anni come amministratore civico al Comune dell’Aquila, da poterla esprimere a nome dell’intera comunità paganichese, e non solo.

Infine, parlando qualche giorno fa con il Capogruppo Raffaele Vivio, mi ha rappresentato le difficoltà del Gruppo Alpini di Paganica ad essere presente all’evento, il 21 e 22 luglio prossimi, in forma organizzata e strutturata. Immagino, peraltro, che una rappresentanza alpina paganichese vi parteciperà. Sentivo tuttavia nel profondo del cuore, con il ricordo dei magnifici giorni della nascita del nostro Gemellaggio (Pinzolo, 2-5 giugno 2005), il desiderio di esternare a te, caro Agostino, e a tutti gli amici Alpini del Gruppo di Pinzolo questi sentimenti di partecipazione, emotiva e morale, al vostro 50° anniversario, nella certezza che tutti gli anni che abbiamo davanti vedranno ancor più rafforzare e consolidare la nostra bella e fraterna amicizia.

BUON 50° ANNIVERSARIO

_______________________________________

p.c.

  • Maurizio Pinamonti – Presidente Sezione ANA Trento

  • Michele Cereghini – Sindaco di Pinzolo

Tra gli insigniti del Premio Internazionale “Fontane di Roma” 2018 per il Giornalismo, anche Goffredo Palmerini, collaboratore della stampa italiana all’estero

 

16 luglio 2018

Tante le Personalità insignite del Premio internazionale “Fontane di Roma” 2018

Per il Giornalismo tra i premiati anche Goffredo Palmerini, firma della stampa italiana all’estero

ROMA – C’è anche Goffredo Palmerini, giornalista della stampa italiana all’estero, tra gli insigniti del 36° Premio internazionale “Fontane di Roma”. La cerimonia di consegna del prestigioso riconoscimento si terrà a Roma giovedì 19 luglio 2018, alle ore 18, presso la Sala Alessandrina dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria, in Lungotevere in Sassia 3. Per la sezione Giornalismo saranno infatti premiati Anna Maria Esposito, Inviata di Rai News 24, Ezio Falini, per la comunicazione umanitaria, Orazio La Rocca, vaticanista del settimanale Panorama, e Goffredo Palmerini, collaborazioni con la stampa italiana nel mondo.

Anna Maria Esposito, nata a Roma, in Rai dal 1989, dal 1999 è Inviata per il canale Rai News 24. E’ uno dei volti più noti della rete nazionale nelle corrispondenze dall’estero. Ezio Falini, esperto di comunicazione istituzionale e politica, ha curato uffici stampa e relazioni istituzionali. Rivolge particolare attenzione alle tematiche umanitarie e della solidarietà. Orazio La Rocca è vaticanista del settimanale Panorama. Per oltre 30 anni ha seguito l’informazione vaticana e religiosa per il quotidiano La Repubblica, collaborando anche con il settimanale L’Espresso, dopo aver scritto per il Messaggero, l’Osservatore Romano e Radio Vaticana. Ha pubblicato diversi libri per importanti editori e recentemente L’anno dei tre Papi (Edizioni San Paolo, 2018). Goffredo Palmerini, nato a L’Aquila, giornalista e scrittore, studioso dell’Emigrazione italiana, è in Redazione presso diverse testate all’estero (Usa, Canada, Venezuela, Brasile, Gran Bretagna, Spagna, Svizzera), collabora con agenzie internazionali e con la stampa italiana nel mondo. Ha pubblicato 7 libri, ricevendo per l’ultimo “L’Italia nel cuore” (One Group Edizioni, 2017) anche un Premio della Critica. Diversi riconoscimenti gli sono stati assegnati per meriti culturali, mentre per il Giornalismo gli sono stati conferiti il XXXI Premio internazionale Emigrazione, il Premio internazionale “Gaetano Scardocchia” e il Premio Nazionale “M. Grazia Cutuli”.

Il Premio internazionale Fontane di Roma” – che in questa edizione tributa il riconoscimento anche a due nuovi porporati creati da papa Francesco il 28 giugno scorso, il Cardinale Giuseppe Petrocchi, arcivescovo dell’Aquila, e il Cardinale Angelo De Donatis, Vicario generale di Sua Santità per la diocesi di Roma, oltre che al Cardinale Gualtiero Bassetti, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana – è considerato tra i più importanti riconoscimenti per la Cultura, l’Arte e la Romanità. Da 36 anni viene conferito, come testimonia l’Albo d’Oro, a Personalità di livello internazionale nel campo della Cultura, dell’Arte, del Giornalismo, dello Spettacolo, della Sanità, della Moda, dello Sport e del Lavoro.

Ospiti d’onore della 36^ edizione del Premio saranno il Cardinale Josè Saraiva Martins, Prefetto Emerito Congregazione Pontificia Cause dei Santi, e il Prof. Gianni Iacovelli, Presidente dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria. Il Premio è organizzato dall’Accademia Internazionale “La Sponda” – Presidente è il dr. Benito Corradini – col Patrocinio di istituzioni ed enti pubblici e con la collaborazione dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria. La Giuria, presieduta da Padre Gianfranco Grieco, giornalista e scrittore, ha selezionato per le varie Sezioni del Premio le Personalità e i Personaggi da premiare con Trofei, Opere d’arte, Serigrafie che riproducono lo storico Ospedale Santo Spirito in Sassia, edificato nel 727 e dunque il più antico ospedale al mondo.

Nel corso della Serata di Gala, insieme alla cerimonia di premiazione, è previsto lo spettacolo “Romanità’” – con Giorgio Onorato, Claudio Monteleoni e Fabrizio Masci – la proiezione del video sulla storia del Premio e la presentazione del volume “L’Aquila torna a sorridere” di Lucio Trojano, quale Omaggio ai centri colpiti dal terremoto. Nell’ambito delle manifestazioni del Premio è stata anche organizzata la Mostra “Arte a Roma”, a cura da Gaetano Michetti, con Artisti romani, del Centro Italia e stranieri. Un Vin d’honneur concluderà le manifestazioni della 36^ edizione.

GLI INSIGNITI DEL 36° PREMIO INTERNAZIONALE “FONTANE DI ROMA”

CULTURA

S. Em. Cardinale Gualtiero Bassetti Presidente CEI

S. Em. Cardinale Angelo De Donatis Vicario di Roma

S. Em. Cardinale Giuseppe Petrocchi Arcivescovo di L’Aquila

S.E. Mohamed Cherif Diallo Ambasciatore della Guinea

Dr. Barbara Jatta Direttrice Musei Vaticani

Prof. Umberto Vattani Ambasciatore

Dott. Luigi M. Vignali Ministro Plenipotenziario, Presidente del Circolo Ministero degli Esteri

Dr Marina Mattei Direttrice Musei Capitolini

Dr. Claudio Parisi Presicce Sovrintendente Archeologo Roma

Dr. Alfonsina Russo – Sovrintendente Parco del Colosseo

SANITA’

Alpha Strumenti Azienda di Ricerca Scientifica

Prof. Mauro Berta Direttore Scientifico Azienda Dermocosmetica Funziona

Dr. Patrizia Forgione Esperta Patologie Dermatologiche, Ospedale S. Maria di Loreto, Napoli

Dr. Giuseppe Quintavalle Direttore Generale ASL Roma 4 – Civitavecchia

Dr. Angelo Tanese Direttore Generale ASL Roma 1

Dr. Pier Paolo Visentin Consigliere ASAS, Specialista Anestesia e Rianimazione

LAVORO – TURISMO

Bcc Roma Bper

Dr. Claudio Capezzuoli Presidente CNA World

Dr. Marco Misichia Presidente CNA Turismo

SOLIDARIETA’

Prof. Ferdinando di Orio Presidente Associazione Veronica Gaia onlus (Ricerca e Lotta alla depressione giovanile)

Dr. Davide Riccardi Presidente Associazione Animosa, Forlì (Solidarietà per bambini della Colombia)

Laura Santarelli – Presidente FIAS – Federazione Italiana Associazioni Sordi

Padre Vittorio Trani – Cappellano Carcere Regina Coeli, Fondatore Casa del Papà

GIORNALISMO

Dr. Anna Maria Esposito Giornalista, Inviata RAI News 24

Dr. Ezio Falini Giornalista di Promozione Umanitaria

Dr. Orazio La Rocca Giornalista, Vaticanista di Panorama

Dr. Goffredo Palmerini Giornalista e scrittore

SPETTACOLO

Giorgio Onorato Cantante

Enrico Brignano Attore

Edoardo Vianello Cantante, “4 volte venti anni”

Viviana Toniolo – Direttore artistico Teatro Vittoria

SPORT

Gen. Brigata Raffaele Romano Comandante Gruppo Polisportivo Fiamme Gialle

ARTE

Mimmo Emanuele, Cesare Esposito, Roberto Gabrieli, Gale, Donato Gentile, Gianpistone, Orlando Gonnella, Riccarda, Antonio Zenadocchio.

PREMI SPECIALI

Roberto Ciavarro Poeta, Consigliere del Centro Romanesco “Trilussa”

Dr. Giovanni Valerio Ruberto Presidente Universum Academy Switzerland

Gianni Crea – “Clarigero”, responsabile di 2797 Chiavi del Vaticano

Links:

FRM (1) AWARD

FRM (2) AWARD