LETTERA APERTA AI “FRATELLI” ALPINI DI PINZOLO PER IL 50° ANNIVERSARIO DEL GRUPPO – di Goffredo Palmerini

 

Goffredo Palmerini

SS 17 bis, 28/a – Paganica

67100 L’AQUILA – Italy

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Paganica, 15 luglio 2018

Lettera aperta ai “fratelli” Alpini di Pinzolo per il 50° Anniversario del Gruppo

Al Sig. Agostino Lorenzetti

Capogruppo Alpini di Pinzolo

Con forte emozione scrivo questo Messaggio per il 50° anniversario (1968-2018) del Gruppo Alpini di Pinzolo. Una ricorrenza, caro Agostino, che marcherà la vostra storia associativa, richiamando alla memoria i momenti più significativi di mezzo secolo d’impegno alpino, di amor di Patria, di altruismo, di gesti di solidarietà e ponti d’amicizia costruiti. Insomma, richiamerà quel patrimonio di valori autentici che sono la ricchezza vera e duratura del Gruppo e della tradizione alpina. Come pure con grande commozione ho letto il tuo Messaggio ufficiale per il 50° del Gruppo, dove concludi con queste parole “…Voglio ringraziare in modo particolare gli Amici Alpini di Paganica con i quali si è instaurato un rapporto di amicizia, fiducia e solidarietà”, così sottolineando l’amicizia tra i due Gruppi, consacrata nel 2005 in un prezioso rapporto di Gemellaggio che ci inorgoglisce e ci onora.

In virtù di quel Gemellaggio, sottoscritto 13 anni fa, tante relazioni di affetto e di amicizia sono nate, sono cresciute e si sono consolidate tra Pinzolo e Paganica, in una fraternità alpina che neanche la lontananza fisica può minimamente attenuare. Sento pertanto di dover esprimere un sentimento intenso di gratitudine per questa amicizia tra Gruppi Alpini, diventata poi amicizia tra le due comunità, di Pinzolo e Paganica. Anche perché avverto l’eredità morale di mio fratello Corradino, “andato avanti” due anni fa, che allora alla guida degli Alpini di Paganica sottoscrisse il Gemellaggio con Renzo Maffei, il vostro Capogruppo, alla presenza dei Sindaci dell’Aquila e Pinzolo, Biagio Tempesta e William Bonomi. Oggi sarebbe stato Lui, Corradino, a scrivere molto meglio di me questo messaggio, per sottolineare il valore del rapporto fraterno tra i nostri Gruppi e la rigogliosa generosità dei sentimenti che ne sono la linfa.

D’altronde ne abbiamo avute prove stupende, meravigliose e commoventi della vostra amicizia e generosità, quando siamo stati colpiti dal terremoto del 2009. Siete stati, voi amici Alpini di Pinzolo, della Val Rendena e della Sezione di Trento, tra i primi ad arrivare, a soccorrere le nostre popolazioni, ad offrire – con semplicità alpina – gesti di solidarietà e di vicinanza fraterna. La Protezione Civile di Trento è stata la prima ad arrivare, insediandosi non a caso a Paganica, proprio in virtù di questo rapporto di Gemellaggio. Noi non potremo mai dimenticare il vostro aiuto, la gentilezza, il sorriso, la premurosa attenzione verso la nostra gente. Vi avremo nel cuore per sempre, nei nostri sentimenti di affetto e d’inesauribile gratitudine per tutto quanto avete fatto per noi, sul piano morale e materiale. Ogni cosa, qui a Paganica, ci ricorda la vostra generosità e magnanimità.

Colgo questa occasione, rivolgendo con affetto il mio saluto all’amico Maurizio Pinamonti, Presidente della Sezione ANA di Trento, di voler far giungere in qualche modo questa gratitudine a tutti gli Alpini trentini, e all’amico Michele Cereghini, Sindaco di Pinzolo, di estendere i medesimi sentimenti all’intera comunità pinzolese. Una gratitudine che esprimo come Alpino e come cittadino di Paganica, ma anche, in ragione del lungo servizio prestato per quasi 30 anni come amministratore civico al Comune dell’Aquila, da poterla esprimere a nome dell’intera comunità paganichese, e non solo.

Infine, parlando qualche giorno fa con il Capogruppo Raffaele Vivio, mi ha rappresentato le difficoltà del Gruppo Alpini di Paganica ad essere presente all’evento, il 21 e 22 luglio prossimi, in forma organizzata e strutturata. Immagino, peraltro, che una rappresentanza alpina paganichese vi parteciperà. Sentivo tuttavia nel profondo del cuore, con il ricordo dei magnifici giorni della nascita del nostro Gemellaggio (Pinzolo, 2-5 giugno 2005), il desiderio di esternare a te, caro Agostino, e a tutti gli amici Alpini del Gruppo di Pinzolo questi sentimenti di partecipazione, emotiva e morale, al vostro 50° anniversario, nella certezza che tutti gli anni che abbiamo davanti vedranno ancor più rafforzare e consolidare la nostra bella e fraterna amicizia.

BUON 50° ANNIVERSARIO

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p.c.

  • Maurizio Pinamonti – Presidente Sezione ANA Trento

  • Michele Cereghini – Sindaco di Pinzolo

Tra gli insigniti del Premio Internazionale “Fontane di Roma” 2018 per il Giornalismo, anche Goffredo Palmerini, collaboratore della stampa italiana all’estero

 

16 luglio 2018

Tante le Personalità insignite del Premio internazionale “Fontane di Roma” 2018

Per il Giornalismo tra i premiati anche Goffredo Palmerini, firma della stampa italiana all’estero

ROMA – C’è anche Goffredo Palmerini, giornalista della stampa italiana all’estero, tra gli insigniti del 36° Premio internazionale “Fontane di Roma”. La cerimonia di consegna del prestigioso riconoscimento si terrà a Roma giovedì 19 luglio 2018, alle ore 18, presso la Sala Alessandrina dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria, in Lungotevere in Sassia 3. Per la sezione Giornalismo saranno infatti premiati Anna Maria Esposito, Inviata di Rai News 24, Ezio Falini, per la comunicazione umanitaria, Orazio La Rocca, vaticanista del settimanale Panorama, e Goffredo Palmerini, collaborazioni con la stampa italiana nel mondo.

Anna Maria Esposito, nata a Roma, in Rai dal 1989, dal 1999 è Inviata per il canale Rai News 24. E’ uno dei volti più noti della rete nazionale nelle corrispondenze dall’estero. Ezio Falini, esperto di comunicazione istituzionale e politica, ha curato uffici stampa e relazioni istituzionali. Rivolge particolare attenzione alle tematiche umanitarie e della solidarietà. Orazio La Rocca è vaticanista del settimanale Panorama. Per oltre 30 anni ha seguito l’informazione vaticana e religiosa per il quotidiano La Repubblica, collaborando anche con il settimanale L’Espresso, dopo aver scritto per il Messaggero, l’Osservatore Romano e Radio Vaticana. Ha pubblicato diversi libri per importanti editori e recentemente L’anno dei tre Papi (Edizioni San Paolo, 2018). Goffredo Palmerini, nato a L’Aquila, giornalista e scrittore, studioso dell’Emigrazione italiana, è in Redazione presso diverse testate all’estero (Usa, Canada, Venezuela, Brasile, Gran Bretagna, Spagna, Svizzera), collabora con agenzie internazionali e con la stampa italiana nel mondo. Ha pubblicato 7 libri, ricevendo per l’ultimo “L’Italia nel cuore” (One Group Edizioni, 2017) anche un Premio della Critica. Diversi riconoscimenti gli sono stati assegnati per meriti culturali, mentre per il Giornalismo gli sono stati conferiti il XXXI Premio internazionale Emigrazione, il Premio internazionale “Gaetano Scardocchia” e il Premio Nazionale “M. Grazia Cutuli”.

Il Premio internazionale Fontane di Roma” – che in questa edizione tributa il riconoscimento anche a due nuovi porporati creati da papa Francesco il 28 giugno scorso, il Cardinale Giuseppe Petrocchi, arcivescovo dell’Aquila, e il Cardinale Angelo De Donatis, Vicario generale di Sua Santità per la diocesi di Roma, oltre che al Cardinale Gualtiero Bassetti, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana – è considerato tra i più importanti riconoscimenti per la Cultura, l’Arte e la Romanità. Da 36 anni viene conferito, come testimonia l’Albo d’Oro, a Personalità di livello internazionale nel campo della Cultura, dell’Arte, del Giornalismo, dello Spettacolo, della Sanità, della Moda, dello Sport e del Lavoro.

Ospiti d’onore della 36^ edizione del Premio saranno il Cardinale Josè Saraiva Martins, Prefetto Emerito Congregazione Pontificia Cause dei Santi, e il Prof. Gianni Iacovelli, Presidente dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria. Il Premio è organizzato dall’Accademia Internazionale “La Sponda” – Presidente è il dr. Benito Corradini – col Patrocinio di istituzioni ed enti pubblici e con la collaborazione dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria. La Giuria, presieduta da Padre Gianfranco Grieco, giornalista e scrittore, ha selezionato per le varie Sezioni del Premio le Personalità e i Personaggi da premiare con Trofei, Opere d’arte, Serigrafie che riproducono lo storico Ospedale Santo Spirito in Sassia, edificato nel 727 e dunque il più antico ospedale al mondo.

Nel corso della Serata di Gala, insieme alla cerimonia di premiazione, è previsto lo spettacolo “Romanità’” – con Giorgio Onorato, Claudio Monteleoni e Fabrizio Masci – la proiezione del video sulla storia del Premio e la presentazione del volume “L’Aquila torna a sorridere” di Lucio Trojano, quale Omaggio ai centri colpiti dal terremoto. Nell’ambito delle manifestazioni del Premio è stata anche organizzata la Mostra “Arte a Roma”, a cura da Gaetano Michetti, con Artisti romani, del Centro Italia e stranieri. Un Vin d’honneur concluderà le manifestazioni della 36^ edizione.

GLI INSIGNITI DEL 36° PREMIO INTERNAZIONALE “FONTANE DI ROMA”

CULTURA

S. Em. Cardinale Gualtiero Bassetti Presidente CEI

S. Em. Cardinale Angelo De Donatis Vicario di Roma

S. Em. Cardinale Giuseppe Petrocchi Arcivescovo di L’Aquila

S.E. Mohamed Cherif Diallo Ambasciatore della Guinea

Dr. Barbara Jatta Direttrice Musei Vaticani

Prof. Umberto Vattani Ambasciatore

Dott. Luigi M. Vignali Ministro Plenipotenziario, Presidente del Circolo Ministero degli Esteri

Dr Marina Mattei Direttrice Musei Capitolini

Dr. Claudio Parisi Presicce Sovrintendente Archeologo Roma

Dr. Alfonsina Russo – Sovrintendente Parco del Colosseo

SANITA’

Alpha Strumenti Azienda di Ricerca Scientifica

Prof. Mauro Berta Direttore Scientifico Azienda Dermocosmetica Funziona

Dr. Patrizia Forgione Esperta Patologie Dermatologiche, Ospedale S. Maria di Loreto, Napoli

Dr. Giuseppe Quintavalle Direttore Generale ASL Roma 4 – Civitavecchia

Dr. Angelo Tanese Direttore Generale ASL Roma 1

Dr. Pier Paolo Visentin Consigliere ASAS, Specialista Anestesia e Rianimazione

LAVORO – TURISMO

Bcc Roma Bper

Dr. Claudio Capezzuoli Presidente CNA World

Dr. Marco Misichia Presidente CNA Turismo

SOLIDARIETA’

Prof. Ferdinando di Orio Presidente Associazione Veronica Gaia onlus (Ricerca e Lotta alla depressione giovanile)

Dr. Davide Riccardi Presidente Associazione Animosa, Forlì (Solidarietà per bambini della Colombia)

Laura Santarelli – Presidente FIAS – Federazione Italiana Associazioni Sordi

Padre Vittorio Trani – Cappellano Carcere Regina Coeli, Fondatore Casa del Papà

GIORNALISMO

Dr. Anna Maria Esposito Giornalista, Inviata RAI News 24

Dr. Ezio Falini Giornalista di Promozione Umanitaria

Dr. Orazio La Rocca Giornalista, Vaticanista di Panorama

Dr. Goffredo Palmerini Giornalista e scrittore

SPETTACOLO

Giorgio Onorato Cantante

Enrico Brignano Attore

Edoardo Vianello Cantante, “4 volte venti anni”

Viviana Toniolo – Direttore artistico Teatro Vittoria

SPORT

Gen. Brigata Raffaele Romano Comandante Gruppo Polisportivo Fiamme Gialle

ARTE

Mimmo Emanuele, Cesare Esposito, Roberto Gabrieli, Gale, Donato Gentile, Gianpistone, Orlando Gonnella, Riccarda, Antonio Zenadocchio.

PREMI SPECIALI

Roberto Ciavarro Poeta, Consigliere del Centro Romanesco “Trilussa”

Dr. Giovanni Valerio Ruberto Presidente Universum Academy Switzerland

Gianni Crea – “Clarigero”, responsabile di 2797 Chiavi del Vaticano

Links:

FRM (1) AWARD

FRM (2) AWARD

Articolo in proposta : Titolo : DIO NON GIOCA A DADI…

 

DIO NON GIOCA A DADI…

( di Giuseppe Lalli )

Ho seguito qualche giorno fa un programma interessantissimo. Verteva sulla genesi e lo sviluppo della celebre teoria della relatività di Albert Einstein, che risale a più di cento anni fa.

Si spiegava che la teoria che ha rivoluzionato le conoscenze dell’astrofisica inaugurando un nuovo ed imprevisto paradigma scientifico, assume il paradosso alla base dei suoi fondamenti.

Lo scienziato tedesco di origine ebraica la concepì mentre era impiegato all’ufficio brevetti di Berna. Alla base delle sue riflessioni non ci furono delle formule matematiche, ma delle rappresentazioni mentali delle dinamiche della materia nell’universo. Immaginò che essa potesse scolpire ( proprio così : ” scolpire ” ) le forme del cosmo, vale a dire il tempo e lo spazio. La formalizzazione matematica seguì e accompagnò, non precedette, le rappresentazioni mentali delle implicazioni della teoria. 

Ho avuto l’impressione, sentendo illustrare questo straordinario percorso intellettuale, che i pensieri di Einstein ( lo dico con molta umiltà e nella quasi totale ignoranza della materia ) seguissero con intuizione geniale un percorso in qualche modo già scritto nella materia cosmica, e che lui si incaricava di decifrare, stupendosi forse egli stesso ad ogni passo che compiva nel cammino della sua ricerca. Dalle interviste degli esperti si evinceva con chiarezza un concetto già espresso dal nostro Galilei trecento anni prima, e cioè che la matematica è il grande alfabeto con cui si può leggere l’universo e dare base di certezza a ciò che la mente ha intuito.

Mi è parso di ricavare più di un’impressione.

La prima è che le grandi scoperte scientifiche nascono spesso, se non sempre, dall’abbandono del senso comune e dall’assunzione del paradosso come spiegazione: da una sorta di “irrazionalità”, verrebbe da dire.

Legato a questo concetto, c’è poi l’idea che la scoperta è il frutto di una scommessa vinta, dove ciò che il senso comune chiama “caso” altro non è che l’intelligenza delle cose che si palesa ad una mente generosa.

Infine, ciò che più stupisce e che, paradossalmente, tanto più appare misterioso quanto più diventa noto, è il fatto che un solo cervello abbia potuto dominare tanta complessità. Pochi centimetri quadrati di “materia grigia” hanno potuto contenere un intero indefinito cosmo. E’ come se la materia dell’universo fosse stata concepita fin dall’inizio nella prospettiva che qualcuno, prima o poi, potesse afferrarne le leggi. Una considerazione filosofica che s’impone, a mio avviso, è che, affinché ciò possa essere possibile si rende necessaria una sostanziale omogeneità tra la mente che conosce e la materia oggetto di conoscenza, una sorta di pre-disposta compenetrazione. 

Spirito e materia non viaggiano su binari separati, a tratti sembra quasi che si rincorrano, con buona pace di Cartesio. Siamo, in qualche modo, della stessa sostanza delle stelle, per dirla con un’espressione tanto poetica quanto scientifica. 

Una cosa mi sembra infine di poter affermare : tutto ciò non può essere frutto del caso, e leggi della natura tanto complicate ed affascinanti non possono non avere un autore.

Sono tentato di concludere che conosciamo già abbastanza la materia per poterci dire materialisti.

Quelle che precedono sono, beninteso, solo personali e discutibili osservazioni.

Chissà cosa mi avrebbe risposto…Albert. Forse mi avrebbe ricordato che Dio non gioca a dadi, come pare ebbe a dire in qualche occasione.

Dal 20 LUGLIO – Castellabate si veste d’arte per la lunga estate culturale del Premio Pio Alferano

 

                                 PREMIO PIO ALFERANO 2018
                                                20  e 21 Luglio

Castellabate si veste d’arte per la lunga estate culturale del Premio Pio Alferano

Le mostre a cura di, Giuseppe IannacconeLuigi Sansone e Vittorio Sgarbi. L’omaggio a Gillo Dorfles, la presenza straordinaria di Edi Rama, primo ministro dell’Albania, con la sua retrospettiva che ne consolida l’immagine di artista internazionale.


Castellabate (SA), 12 luglio 2018. Comunicato Stampa

Campania, regione storica, antica, decantata dai popoli di tutto il Mediterraneo. Una terra di miti e leggende, di arcana cultura e modernità folgorante da scoprire e valorizzare che quest’anno, grazie al suo Presidente, Vincenzo De Luca,  si è unita alla Fondazione nella promozione del Premio Pio Alferano. Nelle vetuste città e nelle campagne fertili del Cilento grandi aziende come San Salvatore, Santomiele e Vannullo esportano in Italia e nel mondo la generosità della nostra tradizione. Tra i borghi più belli d’Italia, nonché Patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco e set cinematografico, Castellabate domina placidamente il golfo cilentino, dall’alto del suo aspro promontorio. Un luogo speciale, di storia antica e rara bellezza, la cui integrità favorisce da sempre un raffinato turismo internazionale, promosso dal laborioso staff di Enrico Nicoletta. Arroccato sulla sommità del borgo, il Castello dell’Abate quest’anno funge da nobile cornice al Premio Pio Alferano, presenziato da Santino Carta e con Vittorio Sgarbi in qualità di direttore artistico. Oltre alla kermesse del Premio, si presentano tre mostre d’arte.

L’appuntamento al Castello è fissato per il 20 luglio, alle 20:30, dove le tre rassegne d’arte verranno inaugurate dal Presidente della Fondazione Santino Carta, da Vittorio Sgarbi e dagli artisti, dai curatori e da un ospite d’eccezione, il Primo ministro albanese Edi Rama, in doppia veste di artista e rappresentante politico della repubblica d’oltre Adriatico. Alle iniziative prenderanno parte numerosi ospiti del Premio, grandi personalità del mondo del cinema e dello spettacolo, del giornalismo, dell’imprenditoria, della politica e delle istituzioni; i vicoli e le piazze di Castellabate si riempiranno di un pubblico di Vip.

Il Premio Pio Alferano 2018 è realizzato con il sostegno della Regione Campania attraverso la SCABEC Società campana beni culturali.

Nelle sale si apriranno: Oltre lo sguardo. Gillo Dorfles 1910-2018, a cura di Luigi Sansone, con testi in catalogo, oltre che del curatore, anche di Vittorio Sgarbi e Giuseppe Pagano. Una selezione di opere in omaggio a Dorfles, recentemente scomparso alla veneranda età di 107 anni, personalità di eccezionale poliedricità nel panorama culturale italiano del Novecento e maestro assoluto di critica e pensiero estetico, nonché artista sperimentale tra i più innovativi. Nell’ultima fase della sua vita, Dorfles ha stabilito un rapporto speciale col Cilento e i cilentani, di carattere anche affettivo, apprezzando la natura, la storia e la cultura millenaria del luogo, ammirando le antiche reminiscenze della Magna Grecia in dialogo con la modernità. La mostra è accompagnata dalla proiezione di un cortometraggio del regista Toni Trupia;

Un’altra storia italiana, 1920-1945, a cura di Giuseppe Iannaccone. Mostra collettiva di maestri del periodo quali Arnaldo Badodi, Renato Birolli, Emanuele Cavalli, Filippo De Pisis, Renato Guttuso, Fausto Pirandello, Gianfilippo Usellini e Alberto Ziveri. Costituisce un tentativo di dar vita e risalto a un pezzo di storia dell’arte in gran parte inedita, spesso associata ad un periodo di forti contraddizioni che molti reputano fortemente danneggiato, nella riflessione artistica, dall’ingerenza del regime fascista. Questa esposizione vuole rivolgersi soprattutto alle nuove generazioni, nell’intento di offrire una visione alternativa di tal periodo. Le opere testimoniano la scelta di molti artisti dell’epoca di collocarsi al di fuori dei canoni estetici imposti dal regime, animando l’arte italiana di correnti e sottocorrenti, ispirate alle avanguardie europee, che apriranno nel dopoguerra alla grande stagione artistica italiana di metà secolo. Il curatore, Giuseppe Iannaccone, di professione avvocato e avellinese di nascita, contribuisce alla kermesse con un’importante prestito che arricchisce ulteriormente il prestigio non solo del Premio, ma anche di Castellabate, del Cilento e della Campania;

Carattere fiero, anima gentile: Edi Rama, una retrospettiva curata da Vittorio Sgarbi, con un testo di Philippe Daverio. Protagonista è Edi Rama, attuale Primo Ministro dell’Albania, artista di ampia preparazione culturale e dalla consolidata reputazione internazionale, nonché autore del padiglione nazionale albanese alla Biennale di Venezia 2017. Famoso in tutto il mondo per l’esemplare programma di rigenerazione urbana che ha promosso a Tirana durante il suo mandato da Sindaco, Rama, quando è libero dagli impegni istituzionali, si dedica all’arte; la sua pratica è affine all’automatismo di derivazione surrealista, disegnando sulla carta di uso più quotidiano – come i documenti ufficiali delle cancellerie – bozzetti di istintiva ideazione che colora e traspone in tappezzerie o sculture.

Nella stessa serata saranno presentate le sculture in ceramica, smaltate e dorate, dal titolo I figli di Leucosia, realizzate per il Premio Pio Alferano 2018 da Livio Scarpella, abilissimo artista tra i più promettenti della scena italiana. Scarpella, vicino alla figurazione italiana più recente, ha pensato che il mito greco-romano di Leucosia, la sirena “dalle membra bianche” che s’inabissò al largo di Punta Licosa generandone così il toponimo, fosse più di altri in grado di fornire un’idea caratterizzante dell’immaginario storico cilentano.

Il 21 di luglio, a seguito della premiazione presentata da Nicola Porro dal suggestivo palco del Castello, la mostra sarà visitata dagli ospiti del Premio Pio Alferano Lino BanfiBianca BerlinguerClaudio BisioDaniela FerollaFranco MoscettiVincenzo Napoli, Camilla Nesbitt, Fabrizio ParrulliDon Fabio RaimondiFrancesco Scoppola, e Pietro Valsecchi.

Arte, spettacolo, cinema, politica, attualità si riuniscono il 20 e il 21 di luglio a Castellabate sotto l’unico denominatore del Premio Pio Alferano, punta di diamante delle attività culturali della Fondazione Pio Alferano e Virginia Ippolito.

Tutte le mostre saranno aperte al pubblico fino al 30 di settembre 2018. Per informazioni sulle mostre: fondazionepioalferano@gmail.com.


(in allegato comunicato stampa e immagini.
Ulteriori immagini disponibili su richiesta)

Ufficio Stampa:
Rosi Fontana, Press & Public Relations info@rosifontana.it mob. + 39 335 5623246

Comunicato stampa 36° Premio Internazionale “FONTANE DI ROMA” – Roma 19 luglio, ore 18, Sala Alessandrina (Lungotevere in Sassia, 3)

COMUNICATO STAMPA 
 
36° Premio Internazionale “FONTANE DI ROMA” 
Roma 19 luglio 2018, ore 18 – Sala Alessandrina, Lungotevere in Sassia n. 3
 
 
ROMA – Giovedì 19 Luglio 2018, ore 18, alla Sala Alessandrina dell’Accademia di Storia Arte Sanitaria (Lungotevere in Sassia, 3 – 00193 Roma /Tel. 06.6833262), avrà luogo la cerimonia per la consegna del 36° Premio Internazionale FONTANE DI ROMA, Arte – Cultura – Solidarietà. Il Premio Internazionale FONTANE DI ROMA “è considerato da decenni il più importante riconoscimento per la Cultura, l’Arte e la Romanità, con la premiazione di grandi Rappresentanti di Stati, Ambasciatori, Personalità di livello internazionale della Cultura, dell’Arte, della Sanità, della Moda, dello Sport e del Lavoro”. Il Premio è organizzato dall’Accademia Internazionale LA SPONDA, Presidente Benito Corradini, col Patrocinio di Enti pubblici e la collaborazione dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria.
La Giuria, presidente Gianfranco Grieco, giornalista e scrittore, autore di decine di pubblicazioni sui Papi, ha selezionato le Personalità e i Personaggi da premiare con Trofei, Opere d’arte, Serigrafie che riproducono lo storico Ospedale Santo Spirito in Sassia, il più antico ospedale al mondo. Durante la Premiazione, è previsto lo Spettacolo “Romanità’”: Canzoni romane cantate da Giorgio Onorato, accompagnato da Fabrizio Masci, Poesie Romanesche col Centro Romanesco Trilussa, la proiezione del video dei Premi storici e del libro “L’Aquila torna a sorridere” di Lucio Trojano, come particolare Omaggio alle zone terremotate, video toccante con le caratteristiche canzoni abruzzesi.
L’Esposizione “ARTE a ROMA”, con Artisti romani (Barrasso, Cernigliaro, Chiuchiarelli, Codognotto, Crabuzza, Esposito, Gabrieli, Gale, Gonnella, Kattinis, Notari, Primavera, Reale, Riccarda, Trojano), Pittori del Centro Italia (Ciccarella, Eliseo, Emanuele, Felici, Ferrarese, Gentile, Ranieri, Rosati, Salce, Sette, Zenadocchio), Artisti stranieri (Alì Hassoun, Ilian Rachov, Natalia Tsarkova, Isabel von Piotrowskj e altri), curata da Gaetano Michetti, farà da cornice all’Evento. Invitati: Autorità Europa, Governo, Regione Lazio, Roma Capitale, Cardinali, Ambasciatori, Personaggi e Vip di Spettacolo, Lavoro, Cultura, Sport, Giornalismo. I Premi verranno consegnati da Autorità Civili, Religiose, Militari, Personalità, VIP. Un simpatico “Drink di Simpatia” chiuderà
l’Evento.
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UNA SCRITTRICE ABRUZZESE: AIDA STOPPA di Maria Rosaria La Morgia e Mario Setta

 

UNA SCRITTRICE ABRUZZESE: AIDA STOPPA

di Maria Rosaria La Morgia e Mario Setta

Ha raccontato la sua passione per la scrittura, Aida Stoppa. Una delle più grandi e interessanti scrittrici. Abruzzese, teramana, è andata molto al di là delle storie locali. Ha descritto fatti e personaggi di livello mondiale. Come nel libro Sette universi di passione. Leggendo la vita di Ipazia o dell’imperatrice Teodora, di Teresa d’Avila o di Emily Dikinson, di Apollonie nel rapporto con Baudelaire, o della divina danzatrice Isadora fino a Frida Kalho la pittrice messicana amata e disamata dal grande artista Diego Rivera, si ha l’impressione che queste donne ti entrino nel cuore e lo sconvolgano. Provi le stesse gioie e le stesse tensioni, le stesse speranze e le stesse delusioni, come se non fossero passate.

Aida Stoppa scrive queste biografie di donne per riportare alla luce saperi e passioni in nome della verità e della sua affermazione. Nella prefazione a Sette universi di passione, Franca Rame scrive: «M’ha coinvolto la chiave di scrittura. Sono biografie, ma l’autrice interpreta il personaggio in prima persona, entra nella sua vita. Lo scalda, lo fa splendere con chiarezza colta, in quanto conoscenza, né facile né semplicistica. […] Il “personaggio” è lì, davanti ai tuoi occhi. Ti entra nel cuore, nella testa. Lo vedi, lo senti. Tutto asciutto e pieno. Come ha fatto Aida ad entrarci dentro con tanta leggerezza, meticolosità, delicatezza, umiltà, forza e fragilità?»

In Delitto nel cuore l’autrice ricorre al romanzo diaristico-epistolare per narrare la storia di Théobald Praslin e Fanny Sebastiani, uccisa a Parigi il 18 agosto 1847. Un delitto in cui gelosia e disamore sembrano avere il sopravvento, alla luce del personaggio Henriette Deluzy, l’istitutrice, che assume il ruolo di “madre” dei nove figli e che alla fine, nel carteggio tra Victor Hugo e l’amico Cousin, sembra aleggiare il mistero dell’incesto madre/figlio, punito con l’uccisione della moglie da parte del marito e la morte per avvelenamento di quest’ultimo. Fatti e personaggi realmente esistiti, che segnarono la storia del tempo e che Aida Stoppa riesce a presentare con ricchezza di particolari e garbo stilistico.

Ma è nel caso italiano del delitto Murri, analizzato e approfondito nel romanzo Memorie dell’amore e del disamore che, impersonando la figura-protagonista di Linda Murri, Aida Stoppa descrive obiettivamente e spassionatamente tutte le vicende del caso. Un caso clamoroso che coinvolse personalità come Ada Negri e Anna Kuliscioff, Turati e Lombroso, Salvemini e Carducci. Uno scontro ideologico-politico tra laici e cattolici. Anche qui l’uccisione del coniuge, il marito di Linda Murri, il conte Francesco Bonmartini. Un delitto avvenuto a Bologna in via Mazzini e scoperto il 2 settembre 1902. Responsabile dell’uccisione è Tullio Murri, fratello di Linda, che agisce in difesa della sorella che vede maltrattata, tradita e braccata dal marito. Ma sarà il padre, il famoso medico Augusto Murri, laico, razionalista, che l’11 settembre dichiara al giudice che l’autore dell’omicidio è suo figlio Tullio. Un processo che si protrarrà per alcuni anni e che sancirà trenta anni di carcere a Tullio Murri e dieci anni alla sorella Linda.

La trilogia della Stoppa si conclude con un quarto libro, tanto da comporre una tetralogia. Si tratta della biografia di una grande donna italo-francese, Cristina da Pizzano (1365-1429) dal titolo Io, Cristina, stimolato dal film con la regia di Stefania Sandrelli, Christine Cristina. Una storia vera, rimasta per secoli sconosciuta, anche se la protagonista, ricorre alla penna, alla scrittura per diffondere le sue idee. Il padre, nato a Pizzano in provincia di Bologna, viene chiamato in Francia dal re Carlo V di Valois, in qualità di medico e astrologo di corte. Cristina sposa Étienne Castel, ma rimane vedova all’età di 25 anni, con tre figli e senza più il padre, morto nel 1387.

«Trasformai in professione quell’istruzione che mio padre mi aveva lasciata come intangibile e incorruttibile dote, tesoro impossibile da perdere, perché fatto di beni immateriali, quali virtù e sapienza». Con queste idee comincia a scrivere ballate, poesie e altre opere come Lettera del Dio d’Amore. Ma è la polemica contro Jean de Meun, l’autore della seconda parte del Roman de la rose (1401), che la rende famosa. Una parte, la seconda del Roman de la rose che, a differenza della prima scritta da Guillaume de Lorris, presenta la donna come oggetto dell’amore sensuale, affermando che nell’amore è meglio ingannare che essere ingannati e contro cui Cristina ingaggia con i suoi scritti una offensiva che scatena la Querelle des femmes. Siamo alle prime battaglie della rivoluzione femminista. Una rivoluzione non violenta ancora incompleta.

Aida Stoppa ha il coraggio di una novantenne che non ha mai ceduto ai richiami d’una fama banale e passeggera. Ha tenuto sempre in alto il concetto e il programma d’una vita “nobile”, irreprensibile, elevata culturalmente. Mai una cultura schiava dei potenti. Sempre a servizio dell’onestà e della verità. Una donna che proviene dalla borghesia intellettuale e che si impegna nella realizzazione dei valori fondamentali dell’umanità. Studia e si laurea in Lettere a Firenze. Si abilita in storia dell’Arte e in Lettere. Insegna prima a Firenze e poi a Teramo.

Oggi, a 90 anni che compirà il 14 luglio, confessa: “Ho avuto il tempo di scrivere, quando sono uscita dalla scuola, perché la scuola mi prendeva moltissimo. Ciò che mi porta irresistibilmente verso la scrittura è la passione per la parola, fuoco d’oro della vita, che dà la possibilità di comunicare agli altri sentimenti e pensieri, di raggiungere una autentica condivisione. Correggo molto quando scrivo per bisogno di perfezione, difficile da raggiungere, consapevole che se si usa una parola o un’espressione, ce ne può essere un’altra migliore. Vorrei che l’anima, dal fondo più profondo, venisse alla luce e, soprattutto, ciò che ho in comune con i miei simili. Vorrei donare qualcosa di significativo specie alle donne, che onoro e rispetto, che hanno talvolta il bisogno di conoscere il passato per orientarsi nel presente. Non ho fatto il concorso da preside, perché non mi piaceva comandare, anche se ho preparato altri a farlo. Mi sarebbe piaciuto di più fare la giornalista, piuttosto che l’insegnante”.

Aida Stoppa non ha la fama che le spetterebbe né i suoi romanzi sono da best-seller, ma la sua scrittura è scorrevole, affascinante, intensa. Non si corre il rischio dell’adulazione o dell’inattendibilità affermando che sia tra le più grandi scrittrici abruzzesi viventi.

 

 

MUSICARTE NEL PARCO 2018 – XXIII Edizione (Pescara – Aurum, Sala Flaiano, 24 Luglio – 15 Settembre 2018)

 

 

MUSICARTE NEL PARCO 2018 – XXIII Edizione

Pescara – Aurum, Sala Flaiano, 24 Luglio – 15 Settembre 2018

Direzione artistica Maria Gabriella Castiglione

PESCARA – Dal 24 luglio al 15 settembre, sotto la direzione artistica di Maria Gabriella Castiglione – che del festival è ideatrice, motore ed anima – si rinnoverà a Pescara l’incanto di MusicArte nel Parco, la rassegna musicale giunta quest’anno alla 23^ edizione. I concerti si terranno all’Aurum, nella sala Flaiano. Da 23 anni, come per miracolo, questo intrigante viaggio tra le cangianti armonie della musica ripete la sua suggestione. Come per miracolo, si diceva, perché l’evento non gode di un euro di contributi pubblici. Maria Gabriella Castiglione è donna volitiva, tenace. Una musicista raffinata, una pianista di talento, con una volontà determinata che non si piega al compromesso, agli adattamenti di maniera, alle consuetudini correnti. Talvolta il suo carattere può apparire persino difficile, ma proprio per questa sua indole e per la sua cifra artistica riesce a superare difficoltà che ad altri non è dato risolvere. Interessante è una riflessione che David Ackert ha scritto per i musicisti come lei.

Cantanti e Musicisti sono fra le persone più forti e coraggiose sulla faccia della terra. In un solo anno affrontano il rifiuto quotidiano da parte delle persone in misura maggiore di quello che gli altri vivono in un’intera vita. Ogni giorno affrontano la sfida finanziaria di vivere uno stile di vita freelance, la mancanza di rispetto della gente che pensa che dovrebbero trovarsi un lavoro vero, e la loro stessa paura di non lavorare più in futuro. Ogni giorno, devono ignorare la possibilità che la visione a cui hanno dedicato la propria vita sia un sogno irrealizzabile. Con ogni nota espongono se stessi, emotivamente e fisicamente, rischiando critiche e giudizi. Ogni anno che passa, molti di loro guardano come i loro coetanei raggiungono gli obiettivi di una vita normale – la macchina, la famiglia, la casa, i risparmi. Perché? Perché musicisti e cantanti sono disposti a dare la loro intera vita ad un solo momento, a quella melodia, a quella frase, a quell’accordo o a quell’interpretazione che toccherà l’anima del pubblico. Cantanti e Musicisti sono persone che hanno assaporato il succo della vita in quel momento cristallino in cui hanno fatto uscire il loro spirito creativo e hanno toccato il cuore di qualcun altro. In quell’istante erano più vicini alla magia, a Dio e alla perfezione di quanto chiunque altro avrebbe mai potuto. E nei loro cuori, sanno che dedicarsi a quel momento vale più di mille vite intere.”

E allora buon viaggio, anche quest’anno, a MusicArte nel Parco e alla sua vestale, Maria Gabriella Castiglione, che nella direzione artistica del Festival rinnova la suggestione di un’estate di musica, con artisti di rilievo e con un programma interessante e assai articolato.

Goffredo Palmerini

Festival MusicArte nel Parco 2018 – XXIII Edizione

PROGRAMMA

Direzione artistica Maria Gabriella Castiglione

Inaugurazione rassegna:

Martedi 24 Luglio – I°parte: “Invito alla lirica” – Martina Fabbiani – soprano;

Pamela Cinquesei – pianoforte; romanze, canzoni e arie d’opera –

II° parte: “Duo Flauto: Fulvio Ferrara e Pianoforte Asia Di Gianvittorio”

Domenica 29 Luglio – “Lo strumento degli angeli” – Pop Harps ensemble –

arpiste: Elena Cacciagrano – Letizia Caramanico – Sonia Crisante – Benedetta Tranquilli

Martedi 31 Luglio – “la musica da camera tra ‘600 e ‘800”

Anastasia Candeloro – violino I; Natalia Candeloro – violino II;

Pietro Fortunato – violoncello; Tatiana Candeloro – pianoforte

musiche di Bach, Mozart, Haydn, Dvorak, Borodin –

Domenica 5 Agosto – Professione Danza presenta: “Paquita” – grand pas –

II tempo: “It’s about a Cindarella story” – III tempo: “Liturgia delle ore”

direzione di Michela Sartorelli

Mercoledi 22 Agosto – “Recital di pianoforte” – Simona Ciaccia

musiche di Bach, Saint Saens, Chopin, Debussy

II° parte: “Recital di violoncello” – Giovanna Mucci – musiche di Vivaldi

Giovedi 23 Agosto – “Il trionfo della fisarmonica “ – concerto diretto dal M° Renzo Ruggeri

fisarmonicisti: Ada Giancroce – Manuel Marchegiani –

Andrea Di Giacomo – Leonardo Rondolone – Lorenzo Assogna

Domenica 26 Agosto – “I quartetti d’archi”- diretti dal M° Andrea Castagna

Francesca Rienzi – violino; Ingid Ranalli – violino; Paolo Capanna – viola;

Francesco Salvador – violoncello; Paolo D’Agostino – pianoforte

musiche di Mozart e Smetana

Giovedi 30 Agosto – Coro polifonico delle Ville di Ortona – diretto dal M° Daniele Di Nunzio

Venerdi 31 Agosto – Duo MA.FI – “Percorsi del ‘ 900”

Erika Finizi – flauto traverso; Emanuela Mancini – chitarra classica

Domenica 2 Settembre – Teate Clarinet ensemble – clarinettisti: Leontino Iezzi –

Rocco Masci – Mariano Aquilano – Ricky Orlando

Mercoledi 5 Settembre – “Harmonia Mundi” – coro polifonico a cappella

diretto da M° Elisabetta Fusco – voce solista Patrizia Starinieri

Giovedi 6 Settembre – Ateneo Abruzzo Danza presenta: “Il carnevale degli animali”

di Camille Saint Saens – direzione di Agnese Passeri

Domenica 9 Settembre – Spettacolo a cura di “Ecole de danse” di Chieti –

Omaggio ad Antonio Vivaldi” – diretto da Regina Salvatore

Mercoledi 12 Settembre -Coro polifonico “Moti Armonici” diretto dal M° Cristina Di Zio

Giovedi 13 Settembre – La Sylphyde presenta: “La danza che unisce” –

coreografie classiche e moderne a cura di Ludovica Serafini

Venerdi 14 Settembre – “J. Strauss a corte” – danza classica;

Li quattru ientj” – danza contemporanea; “Equilibri” – teatro movimento

regia e direzione di Jonathan Tabacchiera in collaborazione con: Koreos ballet school,

Liceo coreutico di Tolentino, Accademia make up artist and stylesem di Pescara

Sabato 15 Settembre – “Atmosphère” solo piano – Maria Gabriella Castiglione

Tutti gli spettacoli avranno inizio alle ore 21:15 – ingresso 2 euro

Info: Associazione MusicArte Pescara

tel. 347.7722864 333.8712202

email: mg.castiglione@alice.it

 

 

In foto:

direttore artistico, la pianista Maria Gabriella Castiglione

 

Maria Gabriella Castiglione

La seconda edizione di “Estate 2018 – Casa Sicilia – Progetto Sicilia nel Mondo” Lanciato il concorso Estate 2018 le foto più belle

Comunicato stampa
 
La seconda edizione di “Estate 2018 – Casa Sicilia – Progetto Sicilia nel Mondo”
Lanciato il concorso Estate 2018 le foto più belle
 
Dopo il successo riscosso lo scorso anno, abbiamo deciso di confermare la II edizione del Concorso fotografico “Estate 2018 – Casa Sicilia – Progetto Sicilia nel Mondo”. Siamo certi che in tanti, ritorneranno in Sicilia in occasione delle ferie estive, pertanto “Progetto Sicilia nel Mondo” chiede ai siciliani, che vivono nel mondo di inviare una bella foto, che li ritrae nei luoghi del cuore, colorati e panoramici, che sappiano esaltare  momenti di pura sicilianità, vissuti da soli, in famiglia o con gli amici.
Le foto “Estate 2018 – Casa Sicilia”,  dovranno riguardare il periodo di vacanze trascorse nell’isola, da giugno a settembre 2018, dovranno essere corredate dal luogo e dai nomi delle persone ritratte, ma soprattutto da un saluto o una dedica per un max di 3-4 righe. Gli scatti dovranno essere inviati entro il 21 settembre 2018, alla mail progettosicilianelmondo@laquilone.eu o direttamente via messenger a Carmen Intile coordinatrice del Progetto e animatrice delle pagine social.
Le foto pervenute saranno inserite sul nostro gruppo social “Progetto Sicilia nel Mondo”. Alle prime tre classificate, accuratamente selezionate dal direttivo del “Progetto Sicilia nel Mondo” – Associazione L’Aquilone Onlus di Messina, sarà dedicata la giusta attenzione mediatica, la consegna dell’attestato e al primo classificato assoluto sarà consegnato anche un premio-ricordo.
La coordinatrice del Progetto Carmen Intile, dopo il lancio del concorso ha dichiarato: “Noi siciliani siamo accomunati dal forte e sentito valore della sicilianità e dal grande attaccamento   alla nostra amata terra, come fossimo una grande famiglia. Ed è per questo che vogliamo raddoppiare e crescere insieme a Voi, insieme questo potrà realizzarsi. Buone vacanze e un caloroso abbraccio da tutti noi di Progetto Sicilia nel Mondo”.
Il Direttore dott. Domenico Interdonato  giornalista

Serena conduce Operaclassica Eco Italiano

Conferenza stampa di presentazione del San Carlo opera festival 2018

 

 

San Carlo opera festival

Dal 12 al 29 Luglio 2018

Tosca, Rigoletto, galà Rudolf Nureyev

ph teatro San Carlo di Napoli

E’ stata presentata la stagione estiva 2018 del teatro San Carlo di Napoli con una conferenza stampa tenuta il 5 Luglio presso la sovrintendenza del teatro.

Sono intervenuti il direttore artistico Paolo Pinamonti (parte dell’intervento è presente anche nel video in allegato) che ha presentato i titoli di questa quinta edizione del festival estivo, sottolineandone la grande qualità dei direttori d’orchestra, della musica, degli interpreti: il primo titolo di cui ha parlato è Tosca di Puccini su libretto di Giacosa ed Illica dal dramma omonimo di Sardou. I tre atti pucciniani sono stati curati dalla regia di Mario Pontiggia, con le scene di Francesco Zito, i costumi di Giusi Giustino e le luci di Bruno Ciulli. La produzione è del teatro Massimo di Palermo. Gli interpreti sono i soprani Ainhoa Arteta e Monica Zanettin, che di alternano nel ruolo di Floria Tosca; il tenore Brian Jadge che veste i panni del pittore Mario Cavaradossi; i baritoni Roberto Frontali e Samuel Youn che si alternano nel ruolo del perfido barone Scarpia; Carlo Cigni nel ruolo di Cesare Angelotti; il sagrestano ossia Roberto Abbondanza; Nicola Pamio è Spoletta; Donato Di Gioia veste i panni di Sciarrone; Carmine Durante Rosario Natale si alternano nel ruolo del carceriere e Pian Acierno e Franca Iacovone si alternano nel ruolo di un pastore. Alla direzione musicale dell’orchestra, coro e coro di voci bianche del teatro San Carlo di Napoli, il maestro Juraj Valcuha (il suo intervento è presente anche nel video in allegato). Dal 2016 Valcuha è direttore musicale principale del teatro San Carlo di Napoli, ed in conferenza, ha espresso tutta la dedizione, l’entusiasmo nella costruzione di Tosca, che definisce una delle opere più “cinematografiche” di Puccini. Inoltre per lui ogni opera, concerto classico, momento musicale è sempre una occasione per provare e far crescere l’orchestra del San Carlo di Napoli. E’ intervenuto con grande empatia ed entusiasmo il regista Mario Pontiggia che ha improntato il suo lavoro sul rispetto del libretto e delle parole, una regia tradizionale ma con aperture al mondo moderno. Ad impreziosire ulteriormente questa conferenza la presenza di Giusi Giustino, che ci racconta che gli abiti di Tosca sono curati nel particolare “cuciti benissimo ed impreziositi da particolari ricami” con una grande cura del dettaglio ed ha portato come esempio il mantello rosso del secondo atto.

Si passa poi a Rigoletto di Verdi su libretto di Piave, anche qui il cast è di alto livello, come sottolinea il direttore artistico Paolo Pinamonti, si alternano nel ruolo del Duca Di Mantova i tenori Saimir Pirgu e Arturo Chacòn-Cruz; i baritoni George Petean e Angel Odena interpretano il ruolo di Rigoletto; il soprano Patrizia Ciofi (che ritorna al San Carlo dopo sette anni) intepreta Gilda e si alterna in questo ruolo con il soprano Marina Monzò; i mezzosoprani Nino Andguladze e Rossana Rinaldi si alternano nel ruolo di Maddalena; Sparafucile è interpretato da George Andguladze e Gianvito Ribbia; Donato Di Gioia è Marullo; Giovanna Lanza è Giovanna; Gianfranco Montresor è il conte di Monterone; Cristiano Olivieri è Matteo Borsa; Enrico Di Geronimo veste i panni del conte di Ceprano; Angela Fagnano interpreta la contessa di Ceprano; Rosario Natale è un usciere di corte; Silvana Nardiello in alternanza con Linda Airoldi è un paggio della duchessa. Questa di Rigoletto è una nuova produzione del teatro San Carlo di Napoli con la regia di Mario Pontiggia che in conferenza si è detto “molto contento di poter lavorare ad uno dei grandi capolavori verdiani, una opera completa con un protagonista interessante perchè ha tante personalità tanti aspetti del carattere da poter studiare e mettere in scena. Una opera molto adatta alla drammatizzazione e molto interessante per tutta la varietà di personaggi”. La direzione musicale dell’orchestra e coro del teatro San Carlo di Napoli è affidata al maestro Pier Giorgio Morandi che si dice contento di aver collaborato nella costruzione di questa opera con il regista in piena armonia e che la musica del Rigoletto è interessante perchè porta con se, in tutta l’opera, gli stati d’animo e i pensieri dei personaggi, il che ci fa comprendere la personalità e i conflitti interiori di tutti i personaggi, dall’aria del duca di Mantova “questa o quella per me pari sono…” a Rigoletto che canta “cortigiani vil razza dannata…” ove si esprimono sentimenti molto forti e questo si avverte non solo sulla scena ma anche nell’orchestra. Un breve intervento c’è stato anche da parte del soprano Patrizia Ciofi (Gilda) che ha definito il suo personaggio forte e non ingenuo, una ragazza che si trasforma in donna e scopre l’amore, a suo parere l’unico personaggio di Rigoletto ad intraprendere un vero cammino di trasformazione, che decide di morire non tanto per il duca di Mantova, ma per difendere l’amore che ha scoperto.

Riprende poi la parola Paolo Pinamonti, direttore artistico, per comunicare che il San Carlo opera festival si conclude con una serata omaggio a Rudolf Nureyev, tra i protagonisti l’etoile ospite Maria Iakovleva, prima ballerina Wiener Staatsballet; Liudmila Konovalova, prima ballerina del Wiener Staatsballet; etoile Giuseppe Picone, Jakob Feyferlik, primo ballerino Wiener Staatsballet. I solisti sono Claudia D’Antonio, Anna Chiara Amirante, Luisa Ieluzzi, Candida Sorrentino, Alessandro Staiano, Salvatore Manzo, Stanislao Capissi, Ertugrel Gjoni e il corpo di ballo del teatro San Carlo di Napoli.

dott.ssa Serena Amato

recensione della dott.ssa

Serena Amato, docente di italiano e latino

e conduttrice del

programma “operaclassica” in onda

sul suo canale you tube

“Sery operaclassica” e

collaboratrice per il sito culturale italo – argentino

eco italiano

Migrantes

Migrantes: fermarsi a pregare e riflettere sulla nostra indifferenza

ROMA – “Quando alcune settimane fa ho appreso questa notizia (la morte nel Mediterraneo di centinaia di migranti), che purtroppo tante volte si è ripetuta, il pensiero vi è tornato continuamente, come una spina nel cuore che porta sofferenza. E allora ho sentito che dovevo venire qui oggi a pregare, a compiere un gesto di vicinanza, ma anche a risvegliare le nostre coscienze perché ciò che è accaduto non si ripeta. Non si ripeta per favore!”.

Così diceva papa Francesco nella sua omelia a Lampedusa l’8 luglio 2013. Purtroppo invece uomini, donne, bambini, continuano a morire nella generale indifferenza: 1.137 i morti e i dispersi nel Mediterraneo solo nel periodo che va dal 1 gennaio al 2 luglio 2018, nota oggi la Fondazione Migrantes alla vigilia di una celebrazione per i Migranti presieduta da papa Francesco in occasione del V anniversario della sua visita a Lampedusa, primo viaggio del suo pontificato.

Domani, venerdì 6 luglio nella Basilica di San Pietro a Roma e sabato 7 luglio a Bari, proprio davanti “a quel mare che tanti cercano di attraversare per fuggire da situazioni difficili e di guerra”, sottolinea il direttore generale della Fondazione Migrantes, don Gianni De Robertis, e dove “invece trovano così spesso la morte, ci uniremo alla preghiera di papa Francesco, per domandare al Signore ‘la grazia di piangere sulla nostra indifferenza, di piangere sulla crudeltà che c’è nel mondo, in noi …per chiedergli perdono per l’indifferenza verso tanti fratelli e sorelle, perdono per chi si è accomodato e si è chiuso nel proprio benessere che porta all’anestesia del cuore, perdono per coloro che con le loro decisioni a livello mondiale hanno creato situazioni che conducono a questi drammi. Perdono Signore!’”.

Roma, 5 luglio 2018