Archivo de la categoría: Ita

LA MISSIONE DI GOFFREDO PALMERINI. Riflessione a margine della presentazione del volume L’Italia nel cuore – di Antonio Bini

 

19366416_10211646419069075_3624794953929278045_n

 

Riflessione a margine della presentazione del volume L’Italia nel cuore

di Antonio Bini

L’AQUILA – Alla presenza di un ampio e qualificato pubblico è stato presentato nell’Aula magna del Gran Sasso Science Institute dell’Aquila il nuovo libro di Goffredo PalmeriniL’Italia nel cuore – Sensazioni, emozioni, racconti di viaggio”, pubblicato da One Group Edizioni (351 pagine, accompagnate da un rilevante corredo fotografico). Dopo il saluto del rettore, prof. Eugenio Coccia, sono intervenuti Luisa Prayer, docente del Conservatorio “A. Casella” e direttore artistico dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese; Carlo Fonzi, presidente dell’Istituto Abruzzese di Storia della Resistenza e dell’Italia contemporanea; Carla Rosati, già docente all’Università per Stranieri di Perugia; Francesca Pompa, presidente della casa editrice One Group. L’incontro è stato moderato dal giornalista Angelo De Nicola. Franco Ricci, docente di Arte e Letterature moderne all’Università di Ottawa (Canada), impossibilitato ad intervenire per motivi di salute, ha inviato un interessante contributo scritto in cui ha spiegato la condizione di italo-americano.

Infine ha preso la parola l’autore che, non senza emozione, ha raccontato il suo lungo viaggio intorno al mondo, avviato una decina di anni fa. Un viaggio, ha spiegato, che ha “per radice profonda un valore identitario e comunitario che lega l’Abruzzo dentro a quello fuori i confini, l’Italia verso l’altra Italia nel mondo, a quegli 80 milioni di italiani che amano il nostro Paese più di noi che ci abitiamo”.  Si tratta di viaggi reali e rapporti diretti con varie comunità di emigrati italiani che Palmerini ha sviluppato nel corso degli anni fino a costruire una crescente rete di rapporti, divenendo interfaccia e snodo tra numerose comunità, associazioni, gruppi, testate giornalistiche e siti di informazione, nei quali è stato avvertito il comune desiderio di superare, per quanto possibile, le separatezze createsi nel tempo. Un terreno fertile che sembra corrispondere alla visione del grande sociologoZygmunt Bauman, recentemente scomparso, che in un convegno tenutosi qualche anno fa a Vicenza disse: “Io credo che voi italiani, a differenza di quanto avviene altrove in Europa, non abbiate distrutto le vostre comunità”, riferendosi non solo alle comunità nazionali (cfr. Z. Bauman, Lo spirto e il clic, ed. San Paolo, 2013, p. 29).

Quella portata avanti è da considerare un’opera immensa al servizio delle comunità, iniziata dopo aver acquisito la consapevolezza dello scarso spazio dedicato alle tematiche dell’emigrazione. Oggi è pienamente condivisibile quanto sostenuto dalla prof. Carla Rosati nella Prefazione del libro, quando scrive che sono “ormai tantissime persone che identifica l’Abruzzo proprio con lui (Goffredo Palmerini, ndr). E grazie a lui hanno recuperato memorie, riscoperto luoghi, rincontrato persone”. Un concetto, ribadito anche nel corso della presentazione, che fa riflettere, tenuto conto che al suo gravoso e appassionato impegno fa da parallelo la sostanziale assenza di attività e relazioni sistematiche da parte delle istituzioni regionali, che difficilmente vanno oltre l’episodicità e frammentarietà degli interventi, mentre la conoscenza del fenomeno emigrazione – in costante aggiornamento anche nei flussi in uscita – rimane sempre molto superficiale e incompleta.

“Missione” ha definito l’impegno di Palmerini il prof. Ricci nella conclusione del suo contributo scritto. “La missione di Goffredo Palmerini è centrale e maestra. Dando voce a chi non l’aveva, fa capire a chi non ci ha mai pensato o a chi ha facilmente dimenticato, che esiste un fitto arazzo di personaggi e situazioni, di comunità ed eventi che varcano i confini di quell’Italia brava gente che è rimasta a giocare in casa. Questo suo giornalismo ricco di curiosità e desiderio di conoscenza varca frontiere invisibili, creando un mondo virtuale pulsante di chiarezza e nettezza, al di là del solito reportage colonialistico di osservatore colto, per diventare invece un tramite di colloqui vivaci e di reciproco rispetto. E per questo, da italo-americano con l’Italia nel cuore, non posso che ringraziarlo”. Anche per questi motivi il volume, il settimo della serie, rappresenta un’opera di importante valore sociale e culturale al servizio delle comunità. Che il viaggio continui.

19260528_10211646416429009_770926242360409226_n Prof. Eugenio Coccia, Rettore GSSI 19260528_10211646416429009_770926242360409226_n 19260504_10211646417909046_5480733421442208624_n 20170621_185520

Silvio Santini – Sculture

Galleria Nuvole Volanti

CASTELFALFI (FI)

Il marmo ritrovato” di Silvio Santini;

01 giugno – 16 luglio

Continua la stagione espositiva a Castelfalfi. La Galleria Nuvole Volanti ospiterà dall’1 di giugno la personale di Silvio Santini. La mostra resterà aperta fino al 16 luglio nella Home Gallery “CasaGucci” e nei nuovi spazi espositivi del resort “Il Castelfalfi”.

Una significativa rassegna dal titolo “Il marmo ritrovato”, interamente dedicata al mondo del marmo. Undici le sculture esposte, di cui nove realizzate con il bianco marmo di Carrara che sintetizzano la personale ricerca nell’astrattismo e nella geometria dell’artista. Ma non solo bianco di Carrara, tra le opere esposte troviamo anche Il canneto di Giada, scultura in serpentinato verde e Galaxy in granito nero indiano. Le opere di Santini costituiscono la sua autobiografia, un costante dialogo con se stesso e con la natura, sempre più vicine alla perfezione del fluire delle forme.

Silvio Santini nasce a Torano, paese a monte di Carrara, città nota al mondo per la qualità del marmo e da sempre fiore all’occhiello di artisti come Michelangelo. È In questo specifico contesto, fatto di marmo, montagne e natura, che l’artista si forma, prima come artigiano e poi come scultore. Il suo percorso di studi si svolge presso la prestigiosa scuola di scultura Carlo Nicoli, dove ha l’opportunità di collaborare con alcuni dei più influenti artisti del periodo come Ipousteguy, Agustin Cárdenas, Rossello Cascella, Joaquin Roca Rey, Enzo Plazzota e Antoine Poncet. Grazie a questa esperienza decide di aprire un suo laboratorio nel 1971, dove ancora oggi, tra le montagne, scolpisce il marmo a mano nel modo tradizionale, dando vita alla sua personale produzione artistica. Negli anni ’80 il suo lavoro assume un aspetto innovativo: raggiunge un’accurata qualità tecnica e affina il linguaggio formale, avvicinandosi ai principi del Concretismo. Ciò che maggiormente lo ha influenzato è stato l’incontro con Max Bill, maestro del Bauhaus. Santini ha avuto la capacità e l’abilità di assimilare, in quindici anni di sodalizio, i concetti fondamentali del pensiero di Max Bill legati al mondo dell’arte e del design come essenziale, lineare, funzionale, semplice riuscendo nel tempo a trasferirli nei suoi lavori.

BREVE SCHEDA TECNICA

Luogo: “Il Castelfalfi” e Home Gallery “CasaGucci” – Loc. Castelfalfi, Montaione (FI)

Mostra: “Il marmo ritrovato”

Inaugurazione: il 01 giugno

Apertura: dal 01 giugno al 16 luglio

Visite: tutti i giorni, ad eccezione del lunedì e martedì, visite guidate

Biglietto: ingresso gratuito.

Informazioni e prenotazioni visite: nuvolevolanti@gmail.com – 347 5797732 – 333 1389884 

Ufficio Stampa: Rosi Fontana Press&Public Relations info@rosifontana.it – mob. 3355623246

SANTINI5955 SANTINIcontinuita' AC3578

VIAJE EN SEPTIEMBRE A ITALIA – Federación Asociaciones Piemontesas Argentinas

fapa

Viaje a Piemonte y recorrido por Italia. Para aquellos interesados de la ciudad de Santa Fe, y alrededores, se

realizarà una reuniòn informativa y para responder cualquier inquietud en
Jueves 22 a las 15,30 en el domicilio de Lucat Turismo calle Eva Perón 2714

LUCAT TURISMO

MAIRA MILANESIO – Gerente Comercial -Tel: 0810 888 8687 Int. 103

Email: maira@lucat.com.ar

I

Per Valeria venti anni dopo

cassaniti mastrojeni presidente AIFVS

Messina, 20 giugno: nel ricordo di Valeria Mastrojeni

”20 anni di impegno per la prevenzione e la giustizia’’

MESSINA – Riflettere sul valore della vita e sul bisogno che la società ricordi, per ricavare frutti di civiltà dal sacrificio di una vita irresponsabilmente distrutta. Come quella di Valeria, spezzata improvvisamente nel cuore di Messina, la sera del 20 giugno 1997, al suo rientro a casa, con il fratello Marcello. Vittima di un incidente stradale enigmatico, inquietante,incomprensibile, Valeria Mastrojeni, raggiungeva per sempre un’altra dimensione lasciando nel dolore più profondo, mamma Pina e  papà Emilio. Da quella tragica notte, venti anni sono trascorsi nell’impegno a sostegno degli obiettivi di prevenzione e giustizia nel superamento delle aberrazioni giudiziarie, per una società più civile e più giusta.
La storia emblematica di Valeria e di tante vittime della strada deve contribuire al miglioramento sociale in una circolarità di rapporto tra ricordo e cambiamento, secondo i principi avviati dall’AIFVS. Il sacrificio di Valeria, creatura bella, brillante e dolcissima, scomparsa impietosamente a soli 17 e mezzo, diviene risorsa di redenzione umana e sociale. L’impegno per un risorgimento morale, contro le tentazioni egoistiche e gli imbrogli, rappresenta un simbolo di riscatto per Messina. Un simbolo che merita di essere tangibilmente ricordato nel luogo in cui il sacrificio è avvenuto.
Ed è nel 20° anniversario dell’uccisione di Valeria e nel suo ricordo che il 20 giugno l’associazione Italiana Familiari e Vittime della strada (AIFVS) promuove in città un evento nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, alle ore 15:30 ‘’Valeria Mastrojeni, 20 anni d’impegno per la prevenzione e la giustizia‘’. “Per ricercare e continuare insieme quei cambiamenti – ha sottolineato Giuseppa Cassaniti Mastrojeni, presidente nazionale dell’associazione e madre della ragazza  – che interessino il nostro territorio in un impegno a tutto campo che ha visto Messina in prima linea fin dall’inizio, a seguito della morte di mia figlia. Abbiamo puntato sulla necessità di un coinvolgimento diffuso – ha spiegato ancora la dottoressa Cassaniti – perché solo insieme, istituzioni e società civile, possiamo prevenire la strage stradale, non dovuta a fatalità ma alla colpevole trasgressione delle norme di persone e istituzioni. Va, pertanto, recuperato il valore dell’osservanza della norma, consapevoli che la prima risorsa per il cambiamento e la legalità siamo noi stessi, operando nei diversi contesti istituzionali e sociali. Molto resta da fare – ha concluso la presidente AIFVS soprattutto per la prevenzione, che necessita di coordinamento, controlli e informazione formativa, per la quale la scuola non basta: ciascuno deve fare la propria parte, non vogliamo né vittime e né imputati’’.
Nel corso dell’incontro in memoria di Valeria Mastrojeni, sarà presentato il progetto di un’opera, da collocare nel luogo in cui Valeria ha perso la vita: un segno tangibile di un percorso di cambiamento che onora la città.
download
download (2)

Giornata mondiale del Rifugiato 2017: dalla parte dei rifugiati

descarga

Dalla parte dei rifugiati

 

ROMA – Ogni giorno nel Mediterraneo vengono soccorsi e accompagnati ai porti,  quando non inghiottiti dai flutti, centinaia di migranti in fuga, spesso vittime di trafficanti. Con papa Francesco, in occasione della Giornata mondiale del Rifugiato, promossa  dall’ ONU,  vogliamo ripetere che “oggi più che mai dobbiamo stare dalla parte dei rifugiati…donne,  uomini, bambini in fuga da conflitti, violenze e persecuzioni”. Questa “scelta preferenziale” chiede una concreta attenzione a costruire un sistema di accoglienza diffuso, con la responsabilità di tutti, che eviti sprechi e corruzione, che moltiplichi “le opportunità di incontro fraterno e di vera conoscenza reciproca”, come ha detto papa Francesco all’Angelus di ieri, domenica 18 giugno.

Troppi luoghi comuni viziano l’informazione e le conoscenze del mondo dei migranti forzati che arrivano tra noi, nelle nostre città. Come ha ricordato sempre papa Francesco ieri, “l’incontro personale con i rifugiati dissipa paure e ideologie distorte e diventa fattore di crescita di umanità, capace di fare spazio a sentimenti di apertura e alla costruzione di ponti”. Con questi sentimenti, come Fondazione Migrantes, invitiamo a vivere la Giornata mondiale del Rifugiato, che si celebra il 20 giugno, andando a visitare nelle nostre comunità un centro, una realtà di accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati: una visita e un incontro personale che allargherà la conoscenza e aiuterà una relazione fraterna.

 

Roma, 19 Giugno 2017

Raffaele Iaria

Fondazione MIGRANTES –

Ufficio Stampa

Via Aurelia, 796

00165 Roma

Tel. 06-66179039

Mobile 339-2960811

r.iaria @migrantes.it

www.migrantesonline.it

Recensione – “L’Italia nel cuore”. Bellezze, meraviglie e storie esemplari nel libro d’amore per le radici di Goffredo Palmerini – di Domenico Logozzo

 

1

L’Italia nel cuore”. Bellezze, meraviglie e storie esemplari nel libro d’amore per le radici di Goffredo Palmerini

di Domenico Logozzo *

PESCARA – “Beautiful Italy!” Nel mio recente viaggio in America, quando dicevo che ero italiano, un sorriso illuminava il viso delle persone. E mi ripetevano: “Beautiful Italy!” Sì, è bella l’Italia! Mi è capitato tante e tante volte. E’ bello incontrare tante persone che ammirano la tua terra, la nostra terra. L’appartenenza. La fortuna di essere nati in un Paese che il buon Dio ha creato e fatto crescere con tanta bellezza. Che non dobbiamo dissipare. Ma conservare bene. Perché è un bene che tutto il mondo ci invidia. L’ho percepito, poi verificato, poi ho avuto una infinità di conferme. Camminando nei boschi, nei parchi, intorno ai laghi, nelle strade, entrando nei negozi di Seattle (Stato di Washington). E non solo. E ogni volta era per me una grande gioia. Giovani e meno giovani, americani, cinesi, giapponesi, tedeschi, sudafricani, brasiliani, gente di tutto il mondo, tutti sorridenti. Che ammirano l’Italia. Perché il nostro è un Paese che con le sue enormi bellezze, la storia, la cultura, la buona cucina, la cordialità e la genialità, dà un senso di serenità. Di gioia. E il mio cuore si riempiva d’orgoglio. L’Italia è amata. Amiamo l’Italia. Le nostre belle radici. Pensavo e ripensavo ai nostri tesori, che non sempre valutiamo e rispettiamo e valorizziamo. Come dovrebbe essere logico e giusto.

Cosa che fa in maniera esemplare il giornalista e scrittore Goffredo Palmerini, che recentemente ha ricevuto il Premio internazionale di giornalismo “Gaetano Scardocchia” con Medaglia del Presidente della Repubblica. E’ appena uscito il suo ultimo libro “L’Italia nel cuore” – Sensazioni. Emozioni. Racconti di viaggio (edizioni One Group). 352 pagine di narrazione, con storie coinvolgenti e 276 belle immagini. Libro d’amore per l’Italia e di gratitudine per gli italiani all’estero che con la loro intelligenza, caparbietà, genialità e cultura tengono alto il nome dei paesi, delle città, delle regioni da dove sono partiti con la speranza di poter concretizzare idee e progetti purtroppo difficilmente realizzabili nei luoghi d’origine. Scrive Palmerini: “Tutti i miei libri, di cui ad altri è dato giudicare la forma e la scrittura, sono densi di amore e passione per le cose belle dell’Italia e degli italiani, per il nostro meraviglioso Paese. Che dobbiamo amare, rispettare e trasmettere a chi verrà, possibilmente più bello e migliore. Noi, nel nostro piccolo, rendiamo il nostro contributo”.

Il libro verrà presentato a L’Aquila mercoledì 21 giugno nell’Aula Magna del Gran Sasso Science Institute. Dopo il saluto del rettore, prof. Eugenio Coccia, interverranno Luisa Prayer, docente del Conservatorio “A. Casella” e direttore artistico dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese; Carlo Fonzi, presidente dell’Istituto Abruzzese di Storia della Resistenza e dell’Italia contemporanea; Franco Ricci, docente di Arte e letterature Moderne all’Università di Ottawa(Canada); Francesca Pompa, presidente della casa editrice One Grup. Modererà gli interventi il giornalista e scrittore Angelo De Nicola. Palmerini ha dedicato questa sua ultima fatica al fratello Corradino. “Un grazie affettuoso a Corradino per il suo scritto sulla Storia degli Alpini. Un ringraziamento che si tinge di tristezza per l’immatura sua scomparsa, avvenuta il 4 novembre 2016. Ma anche di cristiana speranza che egli sia ora insieme a tutti gli Alpini “andati avanti” nel Paradiso di Cantore, laddove la sua generosità e il bene seminato a piene mani gli hanno meritato un posto in prima fila”.

Palmerini ci consegna un’altra preziosa opera “da leggere e rileggere” come ho scritto lo scorso anno in occasione della presentazione del libro “Le radici e le ali”. Pagine di storia e di cultura. “Ero presente, all’Università di Teramo, insieme a un folto pubblico – scrive nella presentazione la prof.ssa Luisa Prayer – il giorno in cui Elio Di Rupo è stato insignito della laurea honoris causa. Ero presente alla sua bellissima lectio, che è rimasta nella mia memoria come altissimo ed emozionante momento di consapevolezza rispetto ai principi e ai valori che ci fanno dire: siamo europei. Ritrovo qui, nel libro di Goffredo Palmerini, che mi ricordo salutai con gioia nell’Aula magna quella mattina, tutta la lectio di Di Rupo: meraviglioso poterla rileggere e davvero confortante sapere che grazie a Goffredo essa verrà conosciuta da moltissimi che non erano lì con noi quella indimenticabile mattina”.

La conoscenza, la diffusione in tutto il mondo, l’ottimismo, la capacità di raccontare con lucidità l’Italia dentro e fuori. Tutto ciò si coglie perfettamente sfogliando le pagine del libro che lo scrittore ci ha cortesemente fatto pervenire nella versione digitale, in attesa di poter toccare con mano ed apprezzare il profumo dell’inchiostro (sì, l’inchiostro un…profumo che per tanti anni ha accompagnato il mio cammino giornalistico nel mondo della carta stampata, prima di approdare alla Rai, ma il primo amore non si scorda mai…), dicevo il profumo dell’inchiostro dell’elegante edizione cartacea e ammirare le tante belle foto scelte con molta cura. Ambasciatore dell’Aquila, dell’Abruzzo e dell’Italia nel mondo. “Goffredo è un testimone avido di positività – sottolinea ancora la prof.ssa Prayer – è un narratore di storie esemplari che hanno come protagonisti quegli italiani e quelle italiane che hanno vissuto la condizione di migranti e emigrati come una opportunità, e grazie al loro impegno e al loro talento hanno vinto una sfida difficile ma importante. È innamorato delle storie che racconta, delle persone che incontra”.

Amore che trasmette al lettore. E lo coinvolge. E lo spinge a leggere. Ed emoziona. Come evidenzia nella prefazione la prof.ssa Carla Rosati. “Quando prendo tra le mani un libro di Goffredo Palmerini e inizio a leggerlo, non posso non emozionarmi perché ne conosco già il protagonista: l’Abruzzo, nostra comune terra di origine. Non è di sé che vuole parlare Goffredo, infatti non si mette in primo piano e non indulge nemmeno a riferimenti personali o autobiografici se questo non è funzionale al racconto e soprattutto se non serve a narrare quello che gli sta più a cuore: l’Abruzzo appunto e gli abruzzesi con le loro storie di vita”. E con l’Abruzzo nel cuore “ci prende per mano e ci accompagna in giro per il mondo”. E’ coinvolgente. “Annota con finezza di scrittura le sue sensazioni ed emozioni, descrivendo luoghi, paesaggi, persone” tanto che “il lettore ha l’impressione di stargli accanto e di viverle con lui”.

Un libro che come gli altri sei scritti dal 2007 ad oggi merita di essere nelle biblioteche di tutte le scuole dell’Abruzzo – e non solo – perché serve effettivamente a capire la realtà attuale, con testimonianze del passato che si proiettano sul futuro. Scritti che hanno valore storico, culturale e anche sociale. E voglio perciò qui ricordare le parole di papa Francesco in occasione della Giornata Mondiale delle Comunicazioni sociali. “La comunicazione, i suoi luoghi e i suoi strumenti hanno comportato un ampliamento di orizzonti per tante persone. Questo è un dono di Dio, ed è anche una grande responsabilità. Mi piace definire questo potere della comunicazione come “prossimità”. L’incontro tra la comunicazione e la misericordia è fecondo nella misura in cui genera una prossimità che si prende cura, conforta, guarisce, accompagna e fa festa. In un mondo diviso, frammentato, polarizzato, comunicare con misericordia significa contribuire alla buona, libera e solidale prossimità tra i figli di Dio e fratelli in umanità”.

*già Caporedattore TGR Rai

Foto 1: Goffredo Palmerini intervistato a New York dalla giornalista Letizia Airos

Foto 2: Domenico Logozzo a Seattle

Foto 3: presentazione del libro a L’Aquila

Foto 4: Elio Di Rupo e Luciano D’Amico, rettore Università di Teramo

Foto 5: Goffredo Palmerini con Elio Di Rupo, a Teramo.

Foto 6: Goffredo Palmerini, ritratto da Clyde Korby a New York

Foto 7: copertina del volume

2 3 4 5 6 7

Premio internazionale ”Luigi Centra” appena assegnato al cantante George Aaron

 

19059703_10211858478084818_2895412662537705518_n19030356_10211858478164820_3202335158606333024_n

Si è da poco concluso il ”Premio Luigi Centra” che ha lo scopo di premiare i talenti di tutte le arti. Premio che è nato dall’idea dell’artista Luigi Centra ed ha assunto un valore internazionale.Quest’anno fra gli illustri premiati anche il cantante  George Aaron.
 Nella meravigliosa cornice della Riviera del Brenta, tra ville antiche, sole e natura straordinaria si è svolto il prestigioso “premio Internazionale Luigi Centra”. Ha visto riconosciuti diversi talenti nelle arti, pittori, scultori, produttori cinematografici, attori e cantanti. Tra i premiati spicca George Aaron cantante che ha scritto assieme ad altri la storia della dance italiana ma che limitare alla sola disco music sarebbe riduttivo. L’artista vicentino, che nel corso della sua carriera ha venduto milioni di dischi e cantato in tutto il mondo.George Aaron infatti si presenta oggi al suo pubblico con un repertorio maturo, ricco non solo dei suoi successi dance ma anche di raffinate interpretazioni di grandi classici della musica, da Elvis Presley a Frank Sinatra non tralasciando i Beatles, I Queen e George Michael.
Nel corso della premiazione George ha voluto ricordare un amico scomparso, il grande Little Tony, intonando con il solo accompagnamento del battere di mani del pubblico l’indimenticata Cuore Matto dimostrandosi ancora una volta un genuino talento canoro.
L’organizzazione del premio ha voluto ricordare, oltre ai trascorsi musicali di George (Al secolo Giorgio Aldighieri) anche il pro zio del cantante, il famoso baritono Gottardo Aldighieri amatissimo da Verdi e Ponchielli per le sue quattro ottava di estensione vocale che ha lasciate in eredità al bis nipote Giorgio, anche lui capace di spaziare da brani baritonali a canzoni tenorili.
George ha voluto ricordare che è in uscita in questi giorni il suo nuovo singolo, inciso in coppia con il collega ed amico di sempre Bobby Solo, dal titolo RUSSIAN LADIES.

Svelati i resti monumentali dell’antica via Claudia Nova

Fossa AQ - Aggr S Eusanio Strada Romana 3

MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITA CULTURALI E DEL TURISMO

Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città dell’Aquila e i comuni del cratere

 

COMUNICATO STAMPA

L’ANTICA AVEIA LA VIA CLAUDIA NOVA

Le indagini archeologiche svelano i resti monumentali del cardo maximus della perduta città di Aveia, unica traccia superstite del basolato dell’antica via Claudia Nova.

Proseguono gli incontri tra le Amministrazioni e i soggetti interessati, per una soluzione condivisa volta a garantire sia la ricostruzione delle abitazioni sia la tutela e la valorizzazione di una delle più importanti e monumentali scoperte archeologiche del territorio aquilano.

Fossa, 15 giugno 2017Grandi basoli calcarei accostati gli uni agli altri con tecnica accurata e raffinata, nei quali si vedono ancora chiaramente le profonde incisioni dovute all’intenso traffico dei carri (a dimostrazione della sua rilevanza nel territorio e nella rete degli scambi): è la strada monumentale – riconducibile all’antica via Claudia Nova, di cui non si avevano finora tracce certe nella conca aquilana – scoperta nell’ambito dei lavori di ricostruzione post sisma. Un tratto integro della lunghezza di circa 30 metri e dellalarghezza stimata di 4-5 metri(la via Appia antica è larga poco più di 4 metri) affiancato da un marciapiede porticato largo oltre 2 metri e dalle adiacenti costruzioni monumentali andate distrutte.

E’ così che doveva mostrarsi nel Isecolo a.C. il cardo maximus della perduta città di Aveia, punto di cerniera e contatto tra la “città alta” (di cui sopravvivono resti nel cosiddetto “torrione” del borgo medioevale) e la “città bassa” (delimitata dalle mura oggi ancora visibili nelle campagne di Osteria), tratto urbano di quell’asse stradale di rilevanza territoriale voluto dall’Imperatore Claudio per dotare di adeguate infrastrutture l’area delle conche amiternina e forconese, già interessate da imponenti e monumentali presenze insediative, da Foruli ad Amiternum, da Forcona a Peltuinum e oltre.

Della perduta città di Aveia scompare ogni traccia dal VII-VIII secolo d.C., probabilmente per i danni dovuti a catastrofi naturali (allagamenti, frane della montagna o terremoti). Nulla resta di visibile fuori terra oltre alle porzioni di mura urbiche nelle campagne e ai pochi resti sulle pendici del colle e inglobati nel borgo. La scoperta della monumentale strada,effettuata nei primi mesi dello scorso anno in via S. Eusanio – a seguito delle indagini archeologiche svolte dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Aquila grazie ai fondi messi a disposizione dall’Ufficio Speciale per la Ricostruzione dei Comuni del Cratere (USRC) -offre nuove e inedite certezze alle ipotesi di ricostruzione storica dell’importante centro romano.

E’ stata dunque attivata, fin dal primo momento, una forte azione di sensibilizzazione ai fini dell’auspicabile valorizzazione dei resti monumentali che muterebbero, d’improvviso, immagine e vocazione del centro di Fossa e della sua area, dalle risorse ambientali e culturali davvero straordinarie, forse uniche. Risorse così straordinarie che obbligano, senza incertezza alcuna, gli enti, le amministrazioni, le associazioni culturali e i cittadini tutti, ad un forte impegno affinché tesori d’arte e della cultura possano assurgere a ben altri livelli di fruizione. Il Parco archeologico della Necropoli Vestina, benché aperto al pubblico saltuariamente, a solo qualche anno dalla scoperta era già conosciuto con ammirazione e stupore in ogni parte del mondo, e continue sono le richieste di informazioni e di visita.

Aveia è ubicata, nella vallata del medio Aterno, alle pendici nord-orientali di Monte Circolo e del borgo fortificato di Fossa, a soli dieci km dall’Aquila. La città romana era strutturata su terrazze urbane degradanti sul versante montano e caratterizzata da una città alta, probabilmentemonumentale, e da una città bassa che lambiva il corso del fiume Aterno, quella legata alle attività commerciali e di servizio del tratturo. Il percorso della Mura è ancora perfettamente leggibile, con il tratto monumentale meridionale che risale il versante fino al cosiddetto “Torrione” del borgo medievale. Una città romana che sembrava quasi completamente perduta, che viveva nella memoria di pochi, torna così prepotentemente a rivivere splendori e magnificenze di un antico e nobile passato. Dal 1773, allorquando l’Abate archeologo e filosofo Vito Maria Giovenazzi ebbe l’intuizione e il merito di riconoscere e identificare i monumenti di Fossa come quelli di Aveia, mai erano tornate alla luce resti monumentali così importanti.

Le modalità di indagine, studio e valorizzazione dovranno contemperare le esigenze di tutela con le esigenze di ricostruzione del tessuto urbano e edilizio: Su questo delicato tema sono in corso da mesi gli opportuni e indispensabili confronti tra tutti gli enti e i soggetti coinvolti, alla comune ricerca di soluzioni di revisione progettuale, spostamento, delocalizzazione e/o ridefinizione viaria dell’intera area.

Nuovo incontro, questa mattina, tra la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Aquila e cratere, l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione dei Comuni del Cratere USRC, il Comune di Fossa e la Provincia dell’Aquila per verificare congiuntamente le concrete possibilità di rivedere le progettazioni pregresse (interventi edilizi, rete stradale locale e rete provinciale) adeguandone le previsioni al mutato quadro della situazione e i possibili scenari di recupero e valorizzazione.

Siamo da mesi impegnati in una attenta valutazione condivisa della situazione – affermano la Soprintendente Alessandra Vittorini e il Responsabile dell’USCR Paolo Esposito – con l’obiettivo prioritario di individuare gli strumenti e le procedure più idonee a garantire la salvaguardia e la valorizzazione di un contesto archeologico di straordinaria importanza per il territorio e il corretto svolgimento del processo di ricostruzione pubblica e privata. All’impegno congiunto profuso nella prima fase di conoscenza e indagine archeologica si è aggiunto da diversi mesi il lavoro sui tavoli tecnici interistituzionali, in cooperazione con tutti gli enti e i soggetti coinvolti. Confidiamo nella collaborazione di tutti per una celere definizione dei programmi futuri.”

Fossa AQ - Aggr S Eusanio strada romna IMG_1393

“L’Italia nel cuore”, il nuovo libro di Goffredo Palmerini – La presentazione a L’Aquila, nell’Aula Magna del GSSI, il 21 giugno alle ore 18

 

G.Palmerini.f

16 giugno 2017

L’ITALIA NEL CUORE”, IL NUOVO LIBRO DI GOFFREDO PALMERINI

La presentazione a L’Aquila, nell’Aula Magna del Gran Sasso Science Institute, il 21 giugno alle ore 18

L’AQUILA – “L’Italia nel cuore”, l’ultimo libro di Goffredo Palmerini uscito in questi giorni per le edizioni One Group, sarà presentato in prima a L’Aquila mercoledì 21 giugno alle ore 18 presso l’Aula Magna del Gran Sasso Science Institute (GSSI), in viale Crispi 7. Dopo il saluto del Rettore, prof. Eugenio Coccia, interverranno Luisa Prayer, docente del Conservatorio “A. Casella” e direttore artistico dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese, Carlo Fonzi, presidente dell’Istituto Abruzzese di Storia della Resistenza e dell’Italia contemporanea, Carla Rosati, già docente di Letteratura italiana all’Università per Stranieri di Perugia, Franco Ricci, docente di Arti e Letterature moderne all’Università di Ottawa (Canada), Francesca Pompa, presidente One Group. Presente l’autore, modererà gli interventi Angelo De Nicola, giornalista e scrittore. Dopo la prima aquilana, inizierà il tour delle presentazioni in Italia e all’estero.

Scrive Palmerini nella Nota introduttiva al volume: “[…] Una grande attesa mi è dato rilevare negli Abruzzesi che vivono in ogni angolo del mondo e, in Italia, fuori dalla loro regione. Aspettano ogni “parto” con premura, essendo ogni libro un Annuario di fatti, eventi, viaggi, avventure e incontri di personaggi, densi d’umanità, che per loro costituisce motivo di ravvivare il cordone ombelicale con la terra d’origine. E’ così che questa avventura continua, avendo per radice profonda un valore identitario e comunitario che lega l’Abruzzo dentro a quello fuori i confini, l’Italia dentro all’altra Italia nel mondo, a quegli 80 milioni d’italiani che amano il nostro Paese più di noi che vi abitiamo. Sarà questa la cifra, inespressa quanto reale, che fa d’ogni uscita d’un nuovo libro un evento seguito con straordinario interesse, dando forma e anima a quell’afflato collettivo che unisce gli italiani in ogni latitudine, facendo apparire miserrime le piccole beghe di casa nostra che inquinano la vita politica e istituzionale, limitando la cura del bene comune. Quando 10 anni fa lasciai la mia vita pubblica, dopo un trentennio passato negli scranni di Palazzo Margherita al servizio della comunità aquilana, mi chiesi come avrei potuto continuare a servire la mia Città, una delle bomboniere d’arte più belle e preziose d’Italia. Ma anche poco conosciuta, specie fuori dei nostri confini. Le sue bellezze artistiche e architettoniche, le sue valenze naturalistiche ed ambientali, le sue ricchezze storiche e culturali, le sue eccezionali singolarità, avevano necessità d’essere comunicate, diffuse, raccontate, fatte conoscere al lato mondo. Così iniziò la mia avventura di narratore. Tante storie diverse, ma tutte tenute da un filo rosso che man mano si srotolava riempiendo pagine e pagine di giornali e riviste abruzzesi, di testate italiane, di agenzie internazionali e sopra tutto della stampa italiana all’estero. Una rete straordinaria. Un conto approssimato per difetto stima in 50mila le pagine di giornali, cartacei e on line, che hanno ospitato miei articoli su L’Aquila e l’Abruzzo, sulle meraviglie del Bel Paese, sul valore della gente italiana nel mondo, sulle storie d’emigrazione, sul talento e la creatività degli italiani che ovunque rendono onore all’Italia, offrendone il volto migliore, sulla ricchezza morale e sull’umanità delle nostre comunità all’estero. Tutti i miei libri, di cui ad altri è dato giudicare la forma, sono densi di amore e passione per le cose belle dell’Italia e degli italiani, per il nostro meraviglioso Paese. Che dobbiamo amare, rispettare e trasmettere a chi verrà, possibilmente più bello e migliore. Noi, nel nostro piccolo, rendiamo il nostro contributo. […]”

Scrive, tra l’altro, Luisa Prayer nella pagina di Presentazione che apre il volume: “[…] Goffredo Palmerini è un testimone avido di positività: è un narratore di storie esemplari che hanno come protagonisti quegli italiani e quelle italiane che hanno vissuto la condizione di migranti e emigrati come una opportunità, e grazie al loro impegno e al loro talento hanno vinto una sfida difficile ma importante. E’ innamorato delle storie che racconta, delle persone che incontra, perché è capace di una meravigliosa disposizione interiore, aperta, disinteressata, pronta a gioire dei successi dei protagonisti dei suoi reportage, e soprattutto a rappresentare con intelligenza e sincera adesione il senso profondo di quelle esistenze, viste nella prospettiva della migrazione. Questo suo ormai decennale lavoro di raccolta di storie di italiani fuori d’Italia assume infine, nella dimensione quantitativa e cronologica che si è venuta configurando, un significato generale che non solo trascende il singolo caso, ma si rivela oggi come un percorso di grande attualità. Che porta la nostra riflessione oltre le storie che lui stesso racconta. […]”.

Così, tra le argomentazioni della bella Prefazione al volume, annota Carla Rosati: “[…] Goffredo Palmerini, in questo suo ultimo lavoro, ci prende per mano e ci accompagna in giro per il mondo ma, senza andare lontano, ci fa anche attraversare la sua terra, ci presenta paesi caratteristici e a volte poco noti che ognuno di noi ha così il piacere di scoprire o di riscoprire. Ci descrive paesaggi magici, ci fa attraversare i vicoli e le strade di antichi borghi arricchendo la descrizione precisa, minuziosa, realistica e insieme poetica che ne fa, con note storiche e culturali che presuppongono uno studio e un approfondimento continuo. […] Tra un viaggio e l’altro, tra una conferenza e l’altra, tra un trasferimento da un posto all’altro, egli annota con finezza di scrittura le sue sensazioni ed emozioni, descrivendo luoghi, paesaggi, persone, con uno stile così appassionante e coinvolgente che il lettore ha l’impressione di stargli accanto e di viverle con lui. […]”.

Dunque ancora una perla ci regala il fecondo scrittore aquilano, di recente insignito del Premio internazionale di giornalismo “Gaetano Scardocchia” con Medaglia del Presidente della Repubblica. Il libro: 352 pagine di narrazione, con storie coinvolgenti e 276 belle immagini, una copertina originale e una grafica come sempre eccellente su carta avorio di gran pregio. Personaggi, fatti significativi, eventi, racconti di viaggio che illustrano la più bella Italia, dentro e fuori i confini, facendo assaporare al lettore l’orgoglio per la nostra millenaria cultura, per le meraviglie del Bel Paese e le straordinarie personalità che con il loro talento rendono onore all’Italia, ovunque nel mondo.

Non casuale la scelta della sala per presentare il volume. Una preferenza che vuol testimoniare attenzione e l’orgoglio tutto aquilano per una delle più recenti Scuole Universitarie Superiori d’Italia, il Gran Sasso Science Institute (www.gssi.infn.it). Riconosciuto dallo Stato nel 2016 centro di alta formazione scientifica e d’eccellenza per studi di dottorato (PhD), il GSSI è diventata la settima Scuola universitaria autonoma italiana, con la Normale e la Sant’Anna di Pisa, IUSS di Pavia, SISSA di Trieste, SUM di Firenze e Istituto di Studi Avanzati di Lucca. Un vero fiore all’occhiello, il GSSI, che insieme all’Università dell’Aquila esalta la vocazione del capoluogo d’Abruzzo come Città degli studi, della Ricerca e dell’alta Formazione.

***

Goffredo Palmerini è nato a L’Aquila nel 1948. Per quasi trent’anni è stato amministratore della Città capoluogo d’Abruzzo, più volte assessore e vice sindaco. Lasciata la politica attiva nel 2007, ha iniziato un’intensa attività giornalistica su agenzie internazionali e sulla stampa italiana all’estero. Suoi articoli sono pubblicati su numerose testate in Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo, Messico, Perù, Repubblica Dominicana, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Svizzera, Sud Africa, Uruguay e Venezuela. Ha pubblicato i volumi Oltre confine (2007), Abruzzo Gran Riserva (2008) L’Aquila nel mondo (2010), L’altra Italia (2012), L’Italia dei sogni (2014), Le radici e le ali (2016), L’Italia nel cuore (2017). Numerosi i riconoscimenti ricevuti per la sua attività giornalistica e culturale. Studioso di migrazioni, è componente del Comitato scientifico del Dizionario Enciclopedico delle Migrazioni Italiane nel Mondo (ed. SER e Fondazione Migrantes, 2014), per la quale opera è anche uno degli autori. Esponente di diversi enti ed organismi nazionali che operano nel campo dell’emigrazione, è tra i più impegnati ambasciatori dell’Abruzzo nel mondo.

Link: 2_pdf-leggero-italia-nel-cuore_goffredo-palmerini

cover - L'Italia nel cuore Invito web

Premiazione “Palma d’oro 2017” di Assisi Pax International- ASSISI, 17 giugno 2017 ore 16

assisipaxdirettivo

COMUNICATO STAMPA

 

“PREMIO PALMA D’ORO 2017”

PRESTIGIOSA INIZIATIVA SOCIO-CULTURALE DELL’ASSOCIAZIONE

ASSISI PAX INTERNATIONAL

Sabato, 17 giugno 2017-dalle ore 16,00

Palazzo Comunale-Sala della Conciliazione

ASSISI

Assisi, 15 giugno 2017


L’Associazione Assisi PAX International (www.assisipax.org), con sede in Assisi (Perugia)-Umbria, nel Convento Chiesa Nuova, casa natale di San Francesco, organizza – in occasione dell’Assemblea Annuale 2017 dei suoi soci – da venerdì 16 giugno fino a domenica 18 giugno prossimi, un ricco e prestigioso calendario di eventi socio-culturali in nome della Pace, del Rispetto, della Solidarietà, della Fratellanza e della Divulgazione morale ed etica inerenti il valore profondo della Cultura dell’Uomo,  tutti temi fondanti l’azione di Assisi PAX International che, quest’anno, festeggia il ventennale della sua nascita.

ASSISI PAX è un movimento che lavora per creare una civiltà di pace. Leggendo il libro “Civiltà di pace” di Padre Gian Maria Polidoro, suo fondatore, si può ben comprendere cosa significhi lavorare per una civiltà di pace e cosa si intenda per civiltà e per pace. Dal movimento Assisi Pax è nata l’Associazione ASSISI PAX INTERNATIONAL, di cui è presidente Gerardo Navazio, che accoglie Soci ed Amici che desiderano lavorare per la pace. Dallo stesso movimento è nato ASSISIPAX ONLUS che è il braccio operativo dell’Associazione e del movimento e, secondo i fini del proprio Statuto, si adopera per aiutare chi soffre in Italia e nel mondo.

I Premi “Palma d’oro di Assisi Pax”, “Palma d’Argento di Assisi Pax” e “Arbor Pacis” sono Riconoscimenti od Onorificenze offerte da Assisi Pax per quanti si impegnano nel lavoro di pace. Il riferimento alla “Palma” è dovuto ad un evento ormai famoso nella storia del cammino di pace nel mondo. Il 27 ottobre 1986 Papa Giovanni Paolo II, ora Santo, convocò in Assisi i Rappresentanti delle varie Religioni mondiali per pregare e per attuare un cammino di pace nel mondo. Il frutto di tale incontro fu chiamato “Spirito di Assisi” che, nell’nterpretazione del fondatore di Assisi Pax, Padre Gian Maria Polidoro, ha come significato fondamentale il fatto che la spiritualità (terreno comune delle varie religioni) è motore principale della storia nel mondo.

Al termine di quello storico incontro il Papa fece dono ad ogni Rappresentante di una piccola pianta di ulivo in vaso, simbolo di pace che cresce. La pianticella donata al rappresentante religioso delle religioni tradizionali d’America non poteva essere portata negli USA a motivo delle restrizioni doganali. Pertanto fu affidata al Prof. Carlo Laudenzi. La famiglia Laudenzi, successivamente ha fatto dono dell’ormai piccolo albero ad Assisi Pax che lo ha posto a dimora nel piccolo giardino presso la Casa Natale di san Francesco (Convento Chiesa Nuova) in Assisi, sede di Assisi Pax International. Da quel tempo Assisi Pax coglie ogni ramoscello (Palma) che, bagnato nell’oro o nell’argento, viene dato, come riconoscimento a chi lavora per la pace.

Naturalmente la “Palma d’Oro” è riservata prevalentemente a Capi di Stato o Personaggi particolarmente benemeriti per il loro lavoro di pace, per la loro testimonianza di pace o per altro grande merito riconosciuto da Assisi Pax. La “Palma d’Argento” ha lo stesso scopo della Palma d’Oro e viene assegnata a quanti hanno particolare benemerenza a favore della pace in azioni o testimonianza. La Palma vuole significare un’eccellenza riconosciuta. L’onorificenza “Arbor Pacis” testimonia un particolare amore per il tema della Pace mostrato con azioni e testimonianze. La “Palma d’Oro 2016” fu consegnata al noto imprenditore Bruno Cucinelli.

L’evento prestigioso “Palma d’Oro 2017” si svolgerà Sabato 17 giugno 2017, dalle ore 16, presso il Palazzo Comunale di Assisi, nella Sala della Conciliazione. Quest’anno la “Palma d’Oro” ha un significato molto importante poiché verrà assegnata da Padre Gian Maria Polidoro al Corpo Nazionale Italiano Vigili del Fuoco nella veste del Comandante Generale Ing. Gioacchino Giomi ed allaCroce Rossa Italiana nella veste del suo Maggior Generale Gabriele Lupini, per onorare l’azione meritevole e determinante svolta sia dal Corpo dei Vigili del Fuoco che della Croce Rossa Italiana in occasione della recente tragedia del terremoto che ha flagellato la nostra penisola. Dopo la consegna della “Palma d’Oro 2017” si svolgerà, sempre Sabato dalle ore 20:30, una Cena dell’Amicizia nella Sala delle Volte nel Palazzo Comunale in Assisi (costo euro 50-per aderire rivolgersi a Luigi Sammarco-cell. 348/5165040), a scopo umanitario per raccogliere il contributo di Assisi Pax Internationalin aiuto ai terremotati italiani.

I lavori di Assisi Pax International, in occasione della consegna della “Palma d’oro 2017”, si svolgeranno con un fitto e ben strutturato programma: si inizia venerdì 16 giugno 2017, dalle ore 18, con l’accoglienza degli ospiti presso la DOMUS, sede dell’Associazione in Corso Mazzini, n.18-Assisi e si prosegue alle ore 19 con un Momento di spiritualità presso la Chiesa Nuova. Sabato 17 giugno 2017, alle ore 9.15 si terrà l’Assemblea Ordinaria dei Soci di Assisi Pax presso la Sala della Biblioteca Francescana. Alle ore 10 inizierà la tavola rotonda, dal titolo “Ventennale di Assisi Pax nella visione della costruzione di una civiltà di pace”, i cui relatori autorevoli saranno: il presidente di Assisi Pax International dr. Gerardo Navazio, dr. Delio Napoleone, dr.ssa M. Moroni e dr. C. De Camillis, Gen. V. Ferraro, il Sindaco di Assisi, Massimiliano Beghella, il dr. Cosimo De Tommaso, la dr.ssa Gina Della Fazia.  La tavola rotonda verrà moderata dalla dr.ssa G. Corona.

Numerosi rappresentanti di varie istituzioni civili, militari e religiose hanno assicurato la loro presenza all’evento “Palma d’oro 2017”. Il Presidente di Assisi Pax International, dr. Gerardo Navazio, ha affermato: “Le iniziative socio-culturali che si svolgeranno nei giorni 16-18 giugno prossimi andranno a completare ed arricchire l’Assemblea annuale dei Soci di Assisi PAX International per l’anno 2017 e costituiscono una nuova traccia per il percorso futuro che l’Associazione intende intraprendere, dopo aver compiuto 20 anni di esistenza, volendo affrontare  temi salienti del mondo contemporaneo in un’ottica di approfondimento culturale e spirituale che possa contribuire a diffondere lo “spirito” di Assisi e i  valori  francescani della pace e della fraternità, eredità preziosa che Francesco d’Assisi ci ha consegnato, che abbiamo raccolto e da sempre conservato fedelmente quale guida e ispirazione per l’operato del nostro domani”.

 

SI ALLEGANO: IL PROGRAMMA DETTAGLIATO DEGLI EVENTI ed UNA FOTO DI PADRE GIAN MARIA POLIDORO CON IL DIRETTIVO ASSISI PAX.

 

Per info: Mariangela Petruzzelli-giornalista; cell.331/5934925;

e-mail: mariangelapetruzzelli@gmail.com

 

Link:

ventennaleassisipax17062017