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Rino Giuliani, portavoce FAIM: Novità positiva e motivo di soddisfazione la nomina di Ricardo Merlo a Sottosegretario agli Affari Esteri

 

Dichiarazione di Rino Giuliani, Portavoce FAIM

Novità positiva e motivo di soddisfazione la nomina di Ricardo Merlo

a Sottosegretario agli Affari Esteri

A nome del Forum delle associazioni degli italiani nel mondo formulo gli auguri di buon lavoro al sottosegretario Ricardo Merlo. La scelta del Presidente del Consiglio di affidare l’impegnativo incarico a persona eletta all’estero e proveniente dal mondo associativo rappresenta una novità positiva ed è motivo di soddisfazione.

Promuovere il rilancio del protagonismo delle nostre comunità all’estero, collegare non sporadicamente la madrepatria all’Italia più larga che è fuori dai confini è obiettivo di carattere generale per il quale anche come FAIM ci sentiamo impegnati.

Gli oltre 5.000.000 italiani all’estero, in quanto parte integrante della più complessiva comunità nazionale, da anni si aspettano dalla più generale azione del Parlamento e del Governo e nei peculiari provvedimenti che verranno promossi e assunti dal MAECI, l’attenzione dovuta alle loro aspettative ed alle loro esigenze.

Le molte questioni irrisolte nel passato e i non pochi dossier aperti costituiscono un banco di prova impegnativo per tutti. Due questioni fra tutte alla sua evidenza:

Una: i giovani che emigrano.

Da diversi anni l’Italia è ridiventato un paese di costante emigrazione, soprattutto di giovani qualificati con problemi che riguardano la precarietà, la dequalificazione e la riduzione delle tutele welfaristiche nei paesi di accoglienza, in specie in quelli europei.

L’altra, la richiesta, che anche il CGIE avanza, dell’’indizione della Conferenza degli italiani nel mondo, con la partecipazione attiva dei protagonisti della realtà migratoria, un obiettivo che, dopo tanti anni, può fornire all’azione di Governo un quadro rinnovato e condiviso delle linee di indirizzo per porre in essere le politiche verso gli italiani all’estero, recuperando e rinsaldando il necessario rapporto fra istituzioni e società.

 

Nasce a Bari il progetto Radici per il mondo

 

Nasce a Bari il progetto Radici per il mondo

BARI –  Si è riunito a Bari, in occasione della annuale Festa della Repubblica, il Comitato Promotore del “Progetto Radici”, diretto a promuovere l’immagine delle Regioni del Sud Italia presso i nostri connazionali emigrati in vari Paesi del Mondo ed a favorire il cosiddetto “turismo di ritorno” nei paesi d’origine attraverso la conoscenza del territorio, dei prodotti dell’agroalimentare, dell’ospitalità rurale e delle tradizioni culturali e religiose.

Il Comitato, oltre ad avvalersi del dr. Gregorio De Luca, presidente dell’Associazione Movimento Sud, da sempre impegnato in attività promozionali per gli Italiani all’estero, è composto da autorevoli esponenti quali il dr. Antonio Peragine, direttore del Corriere Nazionale, la dr. Francesca Di Lorenzo, già responsabile del settore Turismo della Regione Puglia, la dr. Maria Catalano, già funzionaria delle Belle Arti presso il Mibact, l’arch. Giovanni Sebastiani, esperto di conservazione e valorizzazione delle bellezze paesistiche e artistiche del territorio, il dr. Pasquale Minichino, esperto di opere artistiche, la prof. Silvana Virgilio, da sempre impegnata nel mondo della scuola e dei giovani, il dr. Giuseppe Carenza, esperto delle Imprese agricole e l’avv. Mario Pavone, ideatore del Progetto, il Comm. Giorgio Brignola, esperto di emigrazione e coordinatore dell’Osservatorio degli Italiani nel Mondo, oltre ad altri esponenti del mondo dell’Associazionismo, della stampa specializzata e degli eventi promozionali all’Estero.

Il Comitato ha affidato al dr. Peragine la direzione della Rivista “RADICI”, organo ufficiale dell’Associazione, allo scopo di diffondere il Progetto ai nostri connazionali residenti all’Estero anche avvalendosi dei nuovi strumenti di comunicazione, oltre alla versione cartacea che sarà disponibile a breve in occasione della prossima Fiera del Levante di Bari. La Rivista si avvarrà di uno staff di collaboratori, specializzati nei settori innanzi indicati e di grande esperienza e professionalità su tutto il territorio nazionale ed estero, di un Comitato Scientifico e di un Comitato d’Onore.

La Rivista si occuperà, inoltre, per conto dell’Associazione, dell’Ufficio stampa e delle Pubbliche Relazioni, delle Conferenze Stampa, dell’organizzazione e preparazione di Workshop, dell’organizzazione di Convegni e Meeting, delle strategie di marketing turistico, culturale ed enogastronomico, viaggi di studio per i giovani, cooperazione internazionale e gemellaggi con realtà esteri di grande pregio e della realizzazione, su richiesta, di servizi di comunicazione per Associazioni di categoria e no profit, Enti ed Imprese e di monografie per enti pubblici e aziende private.

Il Comitato, allo scopo di valorizzare l’impegno professionale dei nostri conterranei nei Paesi d’emigrazione, ha anche deciso di istituire il Premio “Radici” che sarà conferito agli imprenditori di origine italiana ed ai loro discendenti che si siano distinti nelle attività professionali, industriali e commerciali nei Paesi di Emigrazione, contribuendo con il proprio lavoro ad avvalorare l’immagine dell’Italia all’Estero.

Inoltre, tutti i prodotti forniti dalle Aziende d’eccellenza, partner dell’Associazione, saranno connotati dal Logo “RADICI”, allo scopo di meglio caratterizzare l’origine dell’importante iniziativa che per i suoi contenuti ha un carattere innovativo di tutte le esperienze sino ad oggi avviate. L’Associazione avrà sede in Bari in Viale della Repubblica n.71/n presso la Direzione del giornale “Il Corriere Nazionale”, a cui gli interessati potranno rivolgersi per ogni informazione.



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FAIM: Rafforzare la rappresentanza associativa degli italiani nel mondo come condizione di cambiamento positivo, solidale e partecipato – il resoconto dei lavori del Consiglio Direttivo

 

 

 

FAIM: RIUNITO A ROMA IL CONSIGLIO DIRETTIVO, IL RESOCONTO
Rafforzare la rappresentanza associativa degli italiani nel mondo
come condizione di cambiamento positivo, solidale e partecipato

ROMA – Il Consiglio Direttivo del Forum delle Associazioni degli italiani nel mondo (FAIM) si è riunito venerdì 6 aprile, a Roma. La discussione si è concentrata su una analisi del quadro sociale e politico e ha approvato le linee di sviluppo organizzativo e operativo proposte dal Comitato di Coordinamento (CD). Alla riunione hanno partecipato i componenti delle diverse federazioni associative italiane e regionali e quelli giunti da Francia, Argentina, Svezia, Australia e Spagna. I lavori sono stati aperti dal presidente del CD, Rodolfo Ricci, che partendo da una valutazione dei risultati del voto all’estero ha evidenziato i cambiamenti strutturali che attraversano le collettività emigrate e la necessità di una riflessione approfondita su come l’associazionismo può al meglio rappresentarle e contribuire a rispondere a bisogni ed aspettative di una popolazione oltre confine che è passata dai circa 3,6 milioni del 2006 agli attuali 5,6 milioni (iscritti all’Aire), oltre ad un altro milione di persone che pur essendo all’estero non figura nelle statistiche ufficiali (Nuova emigrazione).

A fronte di questi numeri, l’elettorato attivo continua a diminuire; solo circa un quarto degli aventi diritto ha votato; ciò mostra che, al netto delle riconfermate inefficienze e difficoltà di gestione del voto per corrispondenza, oltre la metà dei potenziali elettori non si esprime, mentre, allo stesso tempo, la nuova e più recente emigrazione non è in condizione di votare in quanto solo in minima parte è ricompresa negli elenchi Aire. Nella relazione introduttiva a nome del Comitato di Coordinamento, il Portavoce Rino Giuliani ha evidenziato gli effetti causati dai cambiamenti sociali, ha illustrato il lavoro svolto in quest’ultimo anno e le prospettive di impegno futuro che ripropongono il FAIM come soggetto di ampia rappresentanza sociale autonoma che ha la responsabilità di assumere la domanda di tutele, di sicurezza e di welfare che emerge dagli italiani all’estero, cui in questi anni non è stata data risposta e che, con la nuova emigrazione, si ripropongono in termini ancora più pregnanti. É stato fatto osservare da molti intervenuti come il voto confermi l’apertura di una nuova fase che modifica assetti e coordinate di riferimento. Essa interroga tutti pur confermando buona parte delle analisi che hanno costituito elemento fondativo del FAIM, che oggi è impegnato a perseguire gli obiettivi affidatigli dal 1° Congresso in un quadro sociale in rapido cambiamento.

“L’obiettivo da perseguire – ha osservato Giuliani – è di mettere a disposizione delle nostre comunità all’estero un forte soggetto associativo sempre più rappresentativo; di costruire, a tal fine, alleanze sociali trasparenti e forti su contenuti condivisi (in particolare con il mondo del terzo settore); di promuovere la crescita delle reti associative FAIM nelle regioni e all’estero”. L’adesione al FAIM di altre 16 associazioni che si aggiungono alle 85 già presenti in assemblea, è un segnale incoraggiante. Le associazioni costituiscono una ricchezza collettiva fondamentale che va tutelata e sostenuta nell’interesse di tutti. Il Consiglio Direttivo, approvando le relazioni integrate dagli interventi che si sono succeduti ha riaffermato la necessità:

– di riconoscimento dell’Associazionismo degli italiani nel mondo e di un quadro di sostegno attivo alla propria insostituibile azione, obiettivo che dovrà essere assunto in questa legislatura;

– di un sostegno al rilancio qualificato del CGIE e dei Comites, cui il FAIM intende contribuire con l’apertura di confronti positivi sulle questioni prioritarie;

– in un contesto di grande crescita della presenza italiana all’estero e di nuova emigrazione, il nuovo Parlamento e il nuovo governo sono chiamati a dare risposte concrete su tutte le materie inerenti. É a tal proposito particolarmente apprezzabile la riconfermata importanza delle leggi di iniziativa popolare – su cui il mondo dell’emigrazione può impegnarsi – condividendo il richiamo alla centralità del Parlamento e al ritorno a una corretta e coerente produzione legislativa come recentemente affermato dal presidente della Camera;

– Maeci, Ministero del lavoro e Coordinamento delle Regioni: il FAIM è pronto a confrontarsi e a dare il suo contributo su tutte le più urgenti questioni; il coinvolgimento dell’associazionismo costituisce un indispensabile elemento di rafforzamento delle politiche attive e delle azioni rivolte ai connazionali, a partire dai bisogni di orientamento della nuova emigrazione fino alle opportunità di valorizzazione culturale, formativa ed economica, nella prospettiva del sistema paese;

– per tutto ciò il FAIM chiede di partecipare fin d’ora al gruppo di lavoro in preparazione della Conferenza Stato-Regioni-Provincie Autonome-Cgie, e alle altre iniziative in programma.

Il Consiglio direttivo del FAIM, approvando la relazione introduttiva integrata con i numerosi contributi emersi dalla discussione, ha accolto le diverse disponibilità di partecipazione alle attività delle aree e dei gruppi di lavoro (Comunicazione, Nuova Emigrazione, Immigrazione e Internazionalizzazione) attivi nel Comitato di Coordinamento. Si è avviato un percorso di forte impegno organizzativo che sboccherà il prossimo anno nello svolgimento di una “Conferenza di organizzazione” che consentirà di fare un bilancio del lavoro svolto e che preparerà il 2° Congresso all’insegna di un ampio rinnovamento.

Sono intervenuti nel dibattito: Max Civili, Gianni Garbati, Gianni Lattanzio, Massimo Angrisano, Pierpaolo Cicalò, Antonella Dolci, Giuseppe Abbati, Laura Albanese, Franco Dotolo, Roberto Volpini, Carlo Ciofi, Marcela Murgia, Luigi Papais, Giuseppe Mangolini, Guglielmo Zanetta, Goffredo Palmerini. Al termine della riunione il Consiglio Direttivo ha accolto le richieste di adesione di 16 nuove associazioni e approvato il bilancio consuntivo 2017 e preventivo 2018.

Migrantes: l’emigrazione nei libri di scuola per l’Italia e per gli italiani all’estero

 

 

L’emigrazione nei libri di scuola per l’Italia e per gli italiani all’estero

Un volume della Fondazione Migrantes

 

ROMA – “L’emigrazione nei libri di scuola per l’Italia e per gli italiani all’estero” è il titolo di un nuovo volume pubblicato dalla Fondazione Migrantes nella collana “Rapporto Italiani nel Mondo”. Il testo di Lorenzo Luatti nasce da un accurato lavoro di studio e ricerca in biblioteche e archivi italiani ed esteri e ha il merito di accendere l’attenzione e di sistematizzare un ambito storiografico rimasto sino ad oggi inesplorato, ma estremamente significativo non solo per la memoria storica nazionale di cui costituisce un tassello importante, bensì anche per sollecitare una riflessione sul presente. Come recita il titolo, l’emigrazione raccontata nei testi scolastici rappresenta il tema di tale poderosa ricerca che si traduce in un manuale che rappresenta un punto di riferimento imprescindibile per gli studiosi e le studiose che, auspicabilmente, troveranno in esso l’incentivo per continuare ad indagare una parte della storia nazionale da una prospettiva così inedita e innovativa, alla cui ricostruzione Luatti ha contribuito in maniera sostanziale.

Il volume presenta almeno due risvolti significativi. Il primo ha carattere storiografico, poiché offre una visione di un secolo di storia italiana, dagli anni Settanta dell’Ottocento, a partire dai libri di scuola dedicati sia ai bambini d’Italia che ai figli degli italiani all’estero: una prospettiva rivelatrice dei climi culturali, politici e ideologici che si sono susseguiti all’indomani dell’Unità nazionale. Per la prima volta la storia dell’emigrazione italiana viene raccontata attraverso i libri scolastici circolati nelle scuole durante un secolo (dagli ultimi decenni dell’Ottocento agli anni Sessanta). E per la prima volta è offerta una ricostruzione completa e dettagliata delle vicende editoriali e della produzione libraria per le scuole italiane all’estero, dai testi pioneristici di fine Ottocento promossi dalla “Dante Alighieri” ai testi unici fascisti imposti tra il 1929 e il 1943.

La seconda caratteristica degna di menzione del volume riguarda invece i suoi risvolti attuali, data la scelta di leggere la manualistica scolastica attraverso la lente dell’emigrazione. Si tratta infatti di una questione ancora oggi spinosa, poco raccontata o mitizzata, che dovrebbe invece entrare nel dibattito pubblico senza alcuna strumentalizzazione, al fine di diffondere un pensiero consapevole attorno a un’esperienza di massa che molto potrebbe insegnare alla nostra contemporaneità. L’analisi dei libri scolastici illustra le radici di tale visione ancora oggi problematica. Da segnalare infine il sostanzioso apparato iconografico (oltre 300 illustrazioni a colori e in b/n) che arricchiscono il volume di Luatti di una dimensione che è sempre stata consustanziale ai testi scolastici: l’immaginario degli alunni si costruisce infatti anche a partire dalle illustrazioni che, numerosissime, accompagnano e avallano la riflessione dell’autore. L’analisi delle scritture scolastiche contenute in un quaderno appartenuto ad un alunno italiano vissuto con la famiglia emigrata nella Savoia francese, conferma infine il senso e l’importanza di questa ricerca, che fa riflettere su quanto le istituzioni educative e i libri, che ne sono gli strumenti, abbiano inciso, e possano ancora farlo, sull’immaginario e sul pensiero collettivi. Lorenzo Luatti è ricercatore dei processi migratori e delle relazioni interculturali presso Oxfam Italia.

Lorenzo Luatti, L’emigrazione nei libri di scuola per l’Italia e per gli italiani all’estero. Ideologie, pedagogie, rappresentazioni, cronache editoriali 

Fondazione Migrantes, Tau editrice, Todi (PG), 2017, 415 pp., 15 euro.

Roma, 3 aprile 2018

IL 17 E 18 MARZO, A MAR DEL PLATA, L’ASSEMBLEA DELLE ASSOCIAZIONI ABRUZZESI D’ARGENTINA ADERENTI ALLA FEDAMO

 

 

IL 17 E 18 MARZO, A MAR DEL PLATA, L’ASSEMBLEA

DELLE ASSOCIAZIONI ABRUZZESI D’ARGENTINA ADERENTI ALLA FEDAMO

 

BUENOS AIRES – Nei giorni 17 e 18 marzo di 2018 nella città di Mar del Plata si riuniranno tutte le Associazioni Abruzzesi dell’Argentina per una nuova assemblea della FEDAMO (Federazione delle Associazioni abruzzesi in Argentina) per affrontare e discutere su tutte le tematiche che interesseranno l’anno di attività.

I due giorni saranno anche caratterizzati da eventi culturali, con la presenza e l’esibizione di gruppi artistici che rappresentano l’Abruzzo in Argentina, come il gruppo folkloristico Val d’Abruzzo, il Coro Abruzzo e il cantante Maxi Manzo. Ci sarà l’informativa a tutti i partecipanti del nuovo spazio su internet per l’emigrazione intitolato “Piazza Abruzzo” e la nuova pagina ufficiale del CRAM.

Inoltre, due dei 3 consiglieri del CRAM, l’ing. Joaquin Negri e il dott. Federico Mandl, relazioneranno a tutte le Associazioni su quanto è discusso e deliberato nel corso dell’Assemblea generale del CRAM tenutasi l’anno scorso in Argentina, a Rosario, e al Congresso internazionale dei Giovani abruzzesi, che si è tenuto nel settembre 2017 a Tortoreto (Teramo), anche con la presenza della giovane marplatense Antonella Iannone.

Nella mattinata di domenica 18 marzo si celebrerà l’Assemblea Ordinaria presieduta dall’altro consigliere del CRAM e Presidente della Federazione, Giovanni Scenna, nel corso della quale si proporrà tutto ciò che è programmato per l’anno in corso per le Associazioni e per la Federazione stessa. Al termine dei lavori, nella sede del Centro Abruzzese Marplatense, ci sarà una conviviale con degustazione di piatti e dolci tipici della nostra regione.

ANFE MARCHE: GLI EMIGRATI DEL CANADA DANNO ESEMPIO DI SOLIDARIETÀ VERSO LE COMUNITA’ DEL CENTRO ITALIA COLPITE DAL TERREMOTO

 

 

GLI EMIGRATI DEL CANADA DANNO ESEMPIO DI SOLIDARIETÀ

VERSO LE COMUNITA’ COLPITE DAL TERREMOTO NEL CENTRO ITALIA

In un momento difficile in tema di migrazioni in Italia, una lezione civica viene offerta da alcune associazioni di italiani all’estero. Le Associazioni umanitarie di Hamilton, in Canada, Central Italy Earthquake Relief (CIER), presieduta da Angelo Di Ianni, e Hamilton Ontario Philanthropic Enterprise (HOPE), presieduta da Joseph Mancinelli con lo stesso Di Ianni vice, hanno infatti raccolto fondi per iniziative umanitarie nei territori colpiti dal sisma nell’Italia centrale. Ad oggi queste associazioni hanno fatto pervenire, come prima fase, fondi per un valore di oltre 180.000 euro, ma già altri progetti sono in fase di approvazione.

Quattro sono i progetti approvati e finanziati con i fondi raccolti finora e riguardano questi interventi: Pro Loco di Campotosto (L’Aquila) – Edificio Area Soggiorno in località Acquasanta; ANFE Marche – Istituto Comprensivo di Arquata del Tronto (AP) – Laboratorio fotografico; Comune di Force (Ascoli Piceno) – Cucina mensa scolastica comunale integrazione; Comune di Montefortino (Fermo) – Pulmino.

Quello che arriva dal Canada è l’ennesimo esempio di attaccamento alla Patria dei nostri emigrati e della loro sensibilità verso i cittadini gravati da problemi e difficoltà. Altri progetti sono in via di approvazione, particolarmente rivolto ai giovani e agli studenti delle zone colpite dal terremoto.

Questa Presidenza regionale ANFE, che si è attivata per altri progetti, sottolinea in particolare l’elevato senso civico di solidarietà ed impegno dei nostri emigrati, sorretti dall’avanzata legislatura canadese che autorizza l’Ente ad emettere ricevute fiscali a chi dona, che poi le inserisce nella dichiarazione dei redditi. La novità è che lo Stato canadese, oltre a far scaricare l’importo dalle tasse, restituisce al donatore il 30% della somma, per cui a chi dona, per esempio, 100 euro, ne riceve indietro 30.

Il sostegno di queste associazioni continuerà, grazie al grande impegno dei due sodalizi che raccolgono numerosi iscritti, particolarmente abruzzesi, come i loro presidenti Angelo Di Ianni e Joseph Mancinelli. Peraltro, Angelo Di Ianni è un esponente ANFE in Canada ed è componente del Consiglio Regionale degli Abruzzesi nel Mondo. Per quanto riguarda il laboratorio fotografico, che l’ANFE Marche donerà all’Istituto comprensivo di Arquata del Tronto, il progetto fornitura ed assistenza è stato affidato alla ditta ascolana dell’AT Office.

Rocco Fazzini

Presidente regionale ANFE Marche

L’ing. Alberto Alberici, abruzzese appassionato della sua terra, esempio di tenacia e intelligenza in Argentina

 

 

STORIE DI EMIGRATI

L’ing. Alberto Alberici, abruzzese appassionato della sua terra, esempio di tenacia e intelligenza in Argentina

Esponente della generazione dei bambini emigrati con i genitori nell’ultimo dopoguerra, questo figlio dell’antica Popoli non ha mai dimenticato la terra natia. La dolorosa esperienza dell’emigrazione, che ha superato con tenacia, con sacrifici e con intelligenza, sostenendo la famiglia e mai dimenticando l’Abruzzo. Laureatosi ingegnere, ha lavorato in molte tra le più importanti ditte elettromeccaniche prima di creare la sua impresa, fornitrice dell’industria petrolchimica, del gas e nucleare. Il suo impegno umanitario e l’attività in seno alla comunità abruzzese d’Argentina. 

BUENOS AIRES – Vita, opera e passioni di un abruzzese in Argentina. Potrebbe essere il titolo di un libro, certamente interessante, che testimoni le vicende umane di un bambino, poi ragazzo, quindi di un uomo che ha saputo affrontare a viso aperto le difficoltà, per costruire una vita esemplare. E’ il libro che potrebbe raccontare la storia di Alberto Alberici, abruzzese classe 1939, sposato, tre figlie, un nipote, ingegnere meccanico, industriale di successo e appassionato della natia Popoli. Nel raccontare le storie degli italiani che emigrarono nell’ultimo dopoguerra, abbiamo parlato dei casi di “piccoli emigrati”, quelli che non avevano l’età per decidere, che furono portati via dalla terra natia dai loro genitori che cercavano per le loro famiglie un futuro migliore, una terra di promesse, lontana dalla guerra appena vissuta.

E’ anche la storia di Alberto Alberici. Iniziata nella ridente Popoli, cittadina abruzzese in provincia di Pescara, nata attorno all’anno mille, posta tra i fiumi Pescara e Aterno e nota un tempo come “città dei tre Abruzzi”, per la sua posizione di centro nevralgico tra il Tirreno e l’Adriatico e tra Firenze e Napoli. Dopo la concessione in feudo del 1269 la cittadina fu governata per secoli dai Duchi Cantelmo, che ampliarono e rinforzarono il Castello, i cui resti ancora oggi dominano l’abitato. La pianta urbana si è sviluppata nel corso dei secoli seguendo caratteristiche idrografiche dei 4 corsi d’acqua che attraversano la città: i fiumi Aterno e Pescara, che confluiscono proprio a livello dell’abitato, e i fiumi Giardino e San Callisto che hanno le loro sorgenti nell’area urbana.

Durante la seconda guerra mondiale Popoli fu bombardata due volte e distrutti il ponte sul fiume Pescara e il centro cittadino e molti abitanti furono uccisi. Popoli diede i natali all’ingegnere Corradino D’Ascanio, inventore del primo prototipo di elicottero moderno e progettista della Vespa Piaggio. In quella cittadina – oggi di 5500 abitanti – nel 1939 nacque Alberici, secondo dei tre figli di Antonio Alberici e Bonita Pettinella. I nove anni trascorsi a Popoli sono rimasti profondamente impressi nella memoria dell’ing. Alberici perché, nonostante la guerra, furono gli anni della fanciullezza, delle scoperte della vita, degli aromi e dei sapori. Gli anni delle prime avventure, delle birichinate con gli amici, l’inizio della scuola.

Quel mondo felice nonostante i problemi, sparì bruscamente quando i genitori decisero di emigrare. Nel 1947 partì il padre, Antonio, che in Argentina aveva trovato un lavoro nella marina mercantile, come capo caldaie. Poi partì Bonita con i tre figli. Senonché, come avvenne purtroppo spesso, le promesse fatte a chi veniva chiamato dall’altra parte del mondo non furono mantenute, a cominciare da quella della casa. Antonio decise di rientrare in Italia, per cui spedì un telegramma annunciando la decisione e chiedendo alla moglie di non partire. Non erano tempi di whatsapp, anzi, anche i telegrammi, tardavano ad arrivare e quello spedito da Antonio si incrociò con la nave che era già partita da Genova per l’Argentina, dove si riunì la famiglia. Era il 1948 e fu l’inizio di un periodo difficile, di problemi, di amarezze, di delusioni.

Aiutati da un prete italiano, gli Alberici  riuscirono a sistemarsi in un locale nel quartiere di Saenz Peña, nella periferia di Buenos Aires, purtroppo inadeguato, al punto che Alberto e il fratello maggiore Luciano furono iscritti in una scuola di suore come alunni internati. Un doppio sradicamento per il piccolo Alberto in un ambiente che sentì inospitale: dalla terra natia e dall’affetto familiare e per di più, dovendo ricominciare la scuola da capo, benché avesse già fatto in Italia fino alla terza elementare. Vi rimassero per cinque anni e poi conclusero la primaria in un’altra scuola.

Nel frattempo suo padre, Antonio, cominciava a costruire la casa di famiglia, ma la disgrazia era in agguato e quando aveva appena 44 anni, morì, lasciando la moglie e i tre figli soli e senza alcun sostegno. Fu un dolore profondo che colpì Bonita e i suoi figli, costretti ad affrontare una vita di grandi e piccole rinunce. Come fu per Alberto il dover lasciare la musica e in particolare il violino, per il quale era molto dotato. Ma a volte, come riconosce Alberto, l’angoscia, il dolore, la sofferenza, sono la molla che fa scattare la reazione, di fronte alla voglia di vivere. Cominciò a lavorare giovanissimo e sempre di più, per poter aiutare a casa, dove la mamma Bonita faceva miracoli per sostenere la famiglia facendo lavori di cucitrice fino quasi all’alba.

Anche per lui il giorno cominciava prestissimo. Ad un certo punto lavorò dalle 3 alle 7 del mattino in una fabbrica di pasta. Andava poi di corsa per entrare nel secondo lavoro e la sera andava alla scuola industriale, rientrando a casa alle 23. E il fine di settimana diventava manovale, per aiutare a concludere la costruzione della casa di famiglia. Col tempo e con grande impegno personale e grazie ai sacrifici fatti le cose cominciarono a cambiare in bene. Riuscì a finire la scuola tecnica, ottenne nuovi lavori, si iscrisse all’Università Tecnologica Nazionale nella quale si laureò ingegnere meccanico. Si specializzò in programmazione industriale, e per otto anni fu docente presso la sua Università. Tra il 1973 e il 1980 lavorò presso importanti imprese metalmeccaniche (Siam Electromecánica, Ricsa S.A., ATMA, Covema e altre), occupando diversi incarichi, da capo settore a gerente di produzione. Inoltre fu gerente di produzione della Eternit in Argentina, quadruplicando la produttività dello stabilimento.

Nel 1980 avviò la sua prima attività personale, creando la “Ingeniería Vial-Ma SRL”, dedita alla vendita di macchine, ferramenta, attrezzi, motori e articoli industriali. Nel 1985 costituì una nuova ditta, la “Rómulo A. Barberis e  Hijo S.A.”, col tempo diventata “Talleres Versailles de Rómulo A. Barberis e  Hijo S.A.”, della quale è presidente. Produce elementi per l’industria petrolifera, petrolchimica, del gas e nucleare, anche su richiesta, secondo le specificazioni dei clienti più esigenti, tra i quali Shell, YPF, Chevron e la “Comisión Nacional de Energía Atómica”. La produzione viene certificata secondo norme internazionali di qualità.

La vita ti concede una rivincita, si dice in Argentina, oppure, come dicono i credenti, il Buon Dio non si dimentica di noi. Dopo le amarezze e le sofferenze, dopo i sacrifici coronati col successo professionale, l’ing. Alberto Alberici conosce anche l’amore della sua vita, l’avvocato Patricia Carmen Giallorenzi, quattro nonni di altrettante regioni d’Italia, anche se lei è particolarmente legata ai parenti che risiedono a Macerata. Alberto e Patricia hanno tre figlie, Veronica, Vanina e Valeria, che sono allo stesso tempo gioia e orgoglio dei coniugi Alberici. Hanno anche un nipotino, Joaquin, tre anni, un vispo maschietto, dolce e allegro. L’anno scorso Alberto ha vissuto l’immensa allegria di portare in Italia e nella natia Popoli tutta la famiglia:  moglie, figlie, generi e il piccolo Joaquin. “Una emozione senza pari, della quale rendo grazie a Dio”, dice l’ingegnere.

Ringraziamento: espressione di una fede profonda trasmessa dalla mamma, Bonita, che in Italia e in Argentina, di fronte ai momenti difficili o di dolore, si affidava con fiducia alla Madonna Santissima della Libera di Pratola Peligna. Come quando a Popoli si ammalò gravemente Lucia, sorella di Alberto, che allora aveva due anni e che guarì in un modo che i medici non riuscirono a spiegarsi. O come quando Alberto pregò la Madonna, per sua madre colpita da una malattia inguaribile, e lei non soffrì i dolori fortissimi, abituali in quella situazione. Che lo portò inoltre a rivolgersi a Padre Mario Pantaleo, il prete pistoiese deceduto nel 1992, oggi considerato santo in Argentina, e a collaborare con le sue opere di misericordia.

Alberto, conquistata una buona posizione, regalò alla sua mamma  il primo viaggio in Italia nel 1980. Poi ci furono altri viaggi, per Bonita, per Alberto e la sua famiglia, tutti immancabilmente con una sosta nell’amata Popoli. Dove naturalmente pensa di ritornare, e il suo sogno è di girare in largo e in lungo tutto l’Abruzzo. L’amore per la terra natia, per la sua regione, ha portato l’ing. Alberto Alberici anche all’incontro con i corregionali residenti in Argentina. Oltre ad essere vicepresidente del Centro Abruzzese di Buenos Aires, ha avuto una attiva partecipazione alla nascita e nei lavori del Comitato Uniti per l’Abruzzo, costituito dagli abruzzesi dell’Argentina all’indomani del sisma del 2009 per raccogliere fondi, coi quali collaborare alla ricostruzione delle zone colpite dal terremoto.

Alberici ha più volte manifestato la disponibilità ad autorità ed esponenti della Regione, a lavorare per collegare l’Argentina all’Abruzzo, anche in campo economico e imprenditoriale. Una disponibilità che unisce le sue capacità professionali e imprenditoriali al suo amore sconfinato per la terra natia. Ragione, tra l’altro, del “Premio Fedeltà al Lavoro” che gli assegnò la Camera di Commercio di Pescara e che gli fu consegnata nel 2006 durante una missione della stessa in Argentina.

“Mai, mai e poi mai ho dimenticato Popoli – dice l’ing. Alberici – è stata sempre presente nella mia vita, nei miei ricordi. La mia casa, le avventure con gli amici, i rumori, gli aromi e i sapori. I paesaggi, le montagne, le acque sorgenti, i fiumi. Le allegrie condivise sono state sempre vicine nei miei pensieri. I sogni dei miei genitori, le angosce e le paure vissute durante la guerra, mi hanno sempre accompagnato e hanno segnato la mia vita. Popoli fu, è e sarà per  sempre parte della mia vita e del mio cuore”. Forte e gentile. Da buon abruzzese!

 

Walter Ciccione 

Tribuna Italiana

Si apre a Rosario la riunione del CRAM: ci sará anche la scrittrice Maria D’Alessandro, grande protagonista del “Dia del Inmigrante Italiano” al Senato argentino

 

                                           “Una ventata  d’aria abruzzese”

 Si apre a Rosario la riunione del CRAM: ci sará anche  la scrittrice Maria D’Alessandro, grande protagonista del  “Dia del Inmigrante Italiano” al Senato argentino

di Walter Ciccione

BUENOS AIRES – L’assemblea annuale del Consiglio Regionale degli Abruzzesi nel Mondo (CRAM) si apre oggi (9 novembre) a Rosario e si svolgerà fino al 12 novembre. Sarà ospite dell’evento la docente e scrittrice d’origine abruzzese Maria D’Alessandro, nata a San Vito Teatino ed emigrata nel 1952 in Argentina all’età di 5 anni.

E opportuno sottolineare che Maria D’Alessandro, originaria dellla provincia di Chieti, oltre a presiedere il “Foro dell’Immigrazione Abruzzese”, nella sua intensa carriera può esibire un ricco palmares di prestigiosi riconoscimenti, tra i quali il “Premio Dean Martin 2014”, che gli è stato conferito per la sua opera di diffusione della cultura dell’Abruzzo all’estero. Piace anche rendere noto che la scrittrice ci ha dato la soddisfazione di essere il personaggio e la figura di spicco della serata del 15 Giugno, nella cerimonia svoltasi a Buenos Aires nel Palazzo del Senato, in occasione della celebrazione della “Giornata dell’Immigrante Italiano in Argentina”.

Davanti al pubblico che colmava la sala, la scrittrice d’origine abruzzese ha letto alcuni versi del suo libro di poesie “Desarraigo”,  nel capitolo “Madre Immigrante”, che recita: “Gli abbracci parenti e amici ci hanno prodigati / mentre la nave si allontanava, cadevano / come foglie appassite… / come radici strappate dalle acque!”. Un intervento che ha commosso il pubblico, in generale, e in particolare questo cronista, “Pescarese DOC”, forse l’unico abruzzese presente e la sua partecipazione ha avuto l’effetto di stimolare sentimenti di nostalgia, in positivo, evocando ricordi della terra natia.

La nostra conterranea Maria D’Alessandro ha raccontado la sua storia d’emigrazione nel volume “Racconti nella memoria degli immigranti abruzzesi” (Editorial Dunken, Buenos Aires, 2013), con la prefazione di Goffredo Palmerini, una storia che rassomiglia a quella di tanti emigrati che nell’ultimo dopoguerra, ancora bambini, con i genitori si trasferirono verso questa generosa terra “del Rio de la Plata” alla ricerca di prosperità e progresso. E l’Argentina li accolse permettendo di materializzare sogni e speranze.

Ma c’è da sottolineare che il fatto piú importante della cerimonia si deve all’impegno, alla personalità e alla sua capacità: Maria è riuscita a portare una “Ventata d’aria abruzzese” nel Palazzo delSenato argentino. Un fatto che ci riempe d’orgoglio, meritando la nostra riconoscenza. In questo caso si convalida il detto del nostro Benedetto Croce: “Quando c’è bisogno non solo di intelligenza agile e di spirito versatile, ma di volontà ferma, di persistenza e di resistenza io mi sono detto a voce alta: Tu sei abruzzese”.

ciccioneg@speedy.com.ar

 

Migrantes: martedì la presentazione del Rapporto Italiani nel Mondo

Migrantes: martedì la presentazione del Rapporto Italiani nel Mondo

ROMA – Sarà presentato martedì 17 ottobre, alle ore 10.00, a Roma, presso l’Auditorium “V. Bachelet” nel The Church Palace (Via Aurelia, 481), la XII edizione del “Rapporto Italiani nel mondo”, della Fondazione Migrantes. L’incontro sarà aperto dal saluto di Don Giovanni De Robertis, Direttore generale della Fondazione Migrantes e dall’introduzione di S.E. Mons. Guerino Di Tora, Presidente dello stesso organismo pastorale della Cei. Seguirà la presentazione del video del “Rapporto Italiani nel Mondo 2017” da parte del Direttore di Tv2000 Paolo Ruffini e la proiezione dello stesso.

A presentare nel dettaglio il Rapporto, la curatrice Delfina Licata che si soffermerà  sul tema “La mobilità italiana tra ‘doppi altrove’, periodici spaesamenti e identità arricchite”. Seguiranno gli interventi su “Pensionati italiani nel mondo: approccio concreto a un fenomeno” di Salvatore Ponticelli, della Direzione Centrale Pensioni dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale (Inps); su “Cultura e lingua: lo stile italiano nel mondo”, di Andrea Riccardi, Presidente della Società Dante Alighieri. La “voce delle istituzioni” è affidata a Vincenzo Amendola, Sottosegretario al Ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionale con delega agli italiani nel mondo. Le conclusioni saranno affidate a S.E. Mons. Nunzio Galantino, Segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana. A moderare i lavori il giornalista Franz Coriasco.

 

De la Comisión Directiva Asociación Italiana de Resistencia

 

 

Resistencia, 25 de Septiembre de 2017

Egregio _________________,

L’Associazione Italiana di Resistencia ha avuto il piacere di ospitare, dal 18 al 22 settembre un giovane ragazzo ITALIANO: Fabio Castellini, originario di Padova e laureato in architettura.

I l ragazzo e’ giunto fino a noi, a Resistencia, grazie ad una Borsa di Studio promossa da Agisco in Italia e conveniata con FACA in Argentina. Essendo che Marcela Murgia Lamanna e’ la vicepresidente della Faca Argentina e la Presidente dell’Associazione Italiana di Resistencia nonche’ dell’Assocacione Calabresa del Chaco abbiamo potuto accogliere il ragazzo qui a Resistencia.

Fabio , appena giunto nella nostra citta’ ha avuto modo di conoscere il Chalet Perrando attraverso una visita giudata, poi ha fatto colazione insieme ai ragazzi dell’Associazione ed insieme ai ragazzi che collaborano con noi grazie al convenio con Iprodich (per l’inclusione lavorativa di persone con handicapp della provincia del Chaco). Durante la colazione con il classico cafe con leche argentino e facturas (caffe latte e brioches) si e’ parlato del convenio, si e’ spiegato a Fabio come funziona l’Associazione e di cosa si occupa, gli si e’ raccontata la storia del Dott. Perrando senza scordare tutti i processi che hanno permesso la ristrutturazione della Casona che abbiamo oggi come sede della nostra Assocazione.

Il giovane ha anche tenuto un discorso mercoledi 20 durante il pomeriggio nell’aula dell’Associazione, presentando e spiegando il progetto di borse di studio con cui e’ giunto fino a noi. Destinatari del discorso sono stati gli alunni dei corsi di Italiano della nostra Associazione e tutte le persone che si sono avvicinate per curiosita.

Sempre lo stesso giorno nel pomeriggio Fabio e’ andato a visitare la Societa Italiana di Corrientes ed ha avuto modo di conoscere la Direttora Marta Mezzi. Ha poi visitato Corrientes con una delle nostre professoresse di italiano che lo ha accompagnato per il lungo fiume tipico della movida Correntina. Durante la serata invece e’ stato invitato a cena a casa di uno dei nostri soci.

A ll’altro giorno, di prima mattina il nostro ragazzo italiano e’ andato a intrattenere un’argomentazione all’istituto bilingue Amici, dove ha conosciuto la sua direttrice, Signora Margarita Bussolon. Ha partecipato al classico Alzabandiera, cerimonia solenne caratteristica di tutta l’Argentina che si effettua tutte le mattine prima dell’ingresso a scuola degli alunni.

Ha raccontato a bambini ed adolescenti presenti della sua esperienza in Argentina, delle borse di studio che gli hanno permesso di giungere fin qui ed ha risposto alle tantissime domande che i ragazzini erano curiosi di scoprire. Finita l’esperienza nell’instituto bilingue si e’catapultato a intrattenere un intervista presso il giornale “El Norte” della citta’ di Resistencia insieme ad una delle nostre collaboratrici. I due ragazzi sono usciti nella pubblicazione del giorno 22 settembre 2017. La pubblicazione ha avvicinato ancora piu’ gente alla nostra associazione perche’ ha attirato l’attenzione di molti “curiosi” che hanno scoperto che l’Associazione Italiana di Resistencia non e’ solo corsi di italiano ma anche attivita’ culturali, corsi di diverso genere (cucina, botanica, alimentazione bio, yoga, salute e benessere ecc) borse di studio per stranieri e per argentini, dibattiti di diverso genere (storici, culturali, ecc) .

Fabio ha collaborato in maniera efficiente con l’Associazione apportando molti conoscimenti e novita’. Una delle novita’ piu’ importanti e’ stato il corso di cucina che ha dettato nella mensa del foro (ancora in ristrutturazione) la sera del 21, corso che ha ha ottenuto un successo incredibile. Tantissimi partecipanti hanno assistito al corso in cui sono state presentate due ricette della tradizione Trentina: la fregolotta (un dolce tipico simile ad un torrone) e i gnocchi di patate al ragu’. Tale e’ stato il successo che su facebook un sacco di gente ha chiesto che il corso sia ripetuto.

Siamo stati incredibilmente soddisfatti da Fabio Castellini. Ci ha dimostrato collaborazione ed interesse, ha sempre partecipato ai lavori ed alle attivita’ (mattina e pomeriggio) che si svolgevano nel Chalet Perrando. Ha aportato ricette ed idee.

Alleghiamo foto delle attivita’ svolte e cogliamo l’occasione per porgere i nostri piu cordiali saluti.

Per conto di Marcela Murgia Lamanna

Comisión directiva

Asociacion Italiana de Resistencia