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Grande partecipazione ad Agrigento: pienone per “la cultura che diverte” proposta dal Kaos Festival 2017 ospitato presso l’Accademia Michelangelo

 

Comunicato stampa

Grande partecipazione ad Agrigento: pienone per “la cultura che diverte” proposta dal Kaos Festival 2017 ospitato presso l’Accademia Michelangelo

Agrigento ha risposto. Oltre ogni immaginazione, nel week end del 9 e 10 dicembre, la città si è lasciata coinvolgere dal fermento culturale del Kaos Festival. Un impegno in salita, una pedalata in tandem per arrivare in cima, condivisa da Alfredo Prado e Peppe Zambito. Il primo direttore dell’Accademia di Belle Arti Michelangelo, che ha aperto i suoi locali e ospitato l’impresa, l’altro il direttore artistico. Entrambi soddisfatti e piacevolmente sopresi. “Una bella scommessa, siamo convinti che con la cultura si possa creare lavoro e interesse – spiega Peppe Zambito – il festival non organizza solo una fiera editoriale per certi versi spettacolare, ma prova la nostra tesi: il territorio si deve saper raccontare, per questo noi portiamo parole, libri, per noi significa migliorare un tessuto urbano, dargli strumenti per spiegare le proprie eccellenze, per comunicarle al meglio”.

Corridoi trasformati in sale espositive, tavoli coperti da libri, sale occupate da presentazioni e proiezioni. Letture e degustazioni di dolci e vino locale. Cosa ne pensa il direttore dell’Accademia Alfredo Prado di quest’invasione?

“Noi in Accademia facciamo questo – dice Alfredo Prado – cultura, arte, Kaos Festival è un impegno che fa parte del nostro dna, io mi auguro di vedere sempre più ragazzi e ragazze a queste manifestazioni. Questa istituzione scolastica nasce per questo, lasciare il testimone, affidarlo ai nostri studenti, prepararli ad affrontare il futuro con un punto di vista nuovo, che sia creativo, che sappia cogliere la bellezza come opportunità a cominciare da qui, dalla loro città”.

Molti i nomi che si sono avvicendati sul palco del festival, arrivati da più parti della Sicilia e d’Italia per un appuntamento che, edizione dopo edizione, grazie a un manipoli di operatori e appassionati – che da anni animano, organizzano, immaginano, trascinano curiosi, spettatori, lettori – si attesta come un’avventura imperdibile, una specie di stato dell’arte del comparto editoriale isolano.

Molti i premi assegnati: Premio “Rita Atria”: ad Angelo Sicilia per I pupi antimafia e all’Associazione culturale Gammazita di Catania. Premio speciale Kaos 150° Pirandello a Felice Cavallaro, Gaetano Aronica, Francesco Bellomo, Gianfranco Jannuzzo, Enzo Alessi e a Antonella Morreale. Premio “Salvatore Coppola” a Ezio Noto. Premio “Identità siciliana” a Nicolò D’Alessandro, Giacomo Pilati e Andrea Bartoli. Il premio gesti e parole di legalità è andato a Giacomo Cacciatore e al Comune di Joppolo Giancaxio. Il Premio “Alessio Passalacqua” alla poetessa Giuseppina Mira.

Il Kaos, festival dell’editoria, della legalità e dell’identità siciliana, infatti ha la caratteristica di essere conviviale, ovvero, pur coinvolgendo personalità vira su un intrattenimento leggero, come scriveva Italo Calvino, planando dall’alto su questioni serie, a tratti commoventi, sempre attuali “per noi la cultura deve e può divertire” sottolinea Zambito. Ne è prova la vittoria di Alessandro Savona, primo classificato per il premio narrativa, che con Ci sono io, parla di affido e nuove famiglie. La giuria, presieduta dal giornalista e scrittore Michele Gambino, è composta da Enza Pecorelli, Giuseppe Mallia, Patrizia Iacono e Stella Vella.

La seconda giornata si è aperta con un interessante dibattito sulle facce dell’editoria che ha visto la partecipazione, fra gli altri, di Egidio Terrana, Jim Tatano, Arturo Cantella, Francesco Pira e Antonio Liotta.

Due i pomeriggi dedicato a donne e letteratura, intitolati: Scrittura sostantivo femminile.

Altri premi sono stati assegnati dalla giuria popolare che ha votato in diretta attraverso un sms.

Ad aggiudicarsi il premio di poesia Cetta Brancato, mentre a Maria Concetta de Marco è stato conferito il primo premio sui racconti.

Kaos è possibile anche grazie al contributo organizzativo di Angela Indelicato e di un gruppo di appassionati sostenitori fra cui Giuseppe Di Nolfo e Giuseppe Dimora.

Da sottolineare le letture dal vivo di Annagrazia Montalbano, le incursioni musicali di Piera Lo Leggio, del Trio Mediterraneo (Paolo e Rosa Alongi e Luce Palumbo e di Sara Chianetta e Juan Pablo Orrego.

Le pagine social dell’evento:

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13 dicembre, un giorno storico e profetico per due Papi: Celestino V e Francesco

 

13 dicembre, un giorno storico per due papi:

CELESTINO E FRANCESCO

di Mario Setta *

SULMONA – 13 dicembre. Una data che sembra accomunare due personaggi. Due papi: Celestino V e papa Francesco. Il 13 dicembre 1294 Celestino V dà le dimissioni da pontefice. Il 13 dicembre 1969 Jorge Mario Bergoglio, nato a Buenos Aires il 17 dicembre 1936, riceve l’ordinazione sacerdotale. Una casualità, certamente. O forse una scelta, più o meno consapevole, da parte di Bergoglio. Comunque uno strano destino che lo ha portato ad incontrarsi con quell’atto rivoluzionario di papa Celestino, imitato dopo più di sette secoli da papa Benedetto XVI.

Gesti profetici e segni dei tempi nella lunga storia della Chiesa, che creano una frattura. Una discontinuità. Le parole pronunciate da papa Celestino il 13 dicembre 1294 provocano ancora oggi uno choc. Come allora si rimane frastornati. “Io, papa Celestino V, spinto da legittime ragioni, per umiltà e per desiderio di miglior vita, per obbligo di coscienza oltre che per la scarsità di dottrina, la debolezza del mio corpo e la malignità del mondo, al fine di recuperare la tranquillità perduta, abbandono liberamente e spontaneamente il pontificato e rinuncio espressamente al seggio, alla dignità, al peso all’onore che esso comporta, dando sin da questo momento al Sacro Collegio dei cardinali la facoltà di scegliere e provvedere di un nuovo Pastore, secondo le leggi canoniche, la Chiesa universale”.

Francesco Petrarca, nel “De vita solitaria” in cui esclama “Oh fossi vissuto con lui!”, scrive: “Persone che lo videro mi raccontarono che fuggì, con tanto giubilo, mostrando tali segni di letizia negli occhi e nella fronte quando si allontanò dal concistoro, libero di sé, come se avesse liberato il collo non da un peso lieve, ma da crudeli mannaie, tanto che gli sfolgorava in viso qualche cosa d’angelico”. Sembra di vederlo, questo vecchietto ultraottantenne, che fugge come un bambino felice. “Se non vi convertirete e non diventerete come bambini…” (Mt 18.3). E libero, come una colomba. “Siate semplici come le colombe” (Mt 10.16).

Ma la realtà sarà diversa. Il successore, Bonifacio VIII, eletto la vigilia di Natale del 1294, lo perseguiterà fino a relegarlo in una cella del castello di Fumone, dove Celestino morirà il 19 maggio 1296. Meglio libero di spirito in una prigione, piuttosto che schiavo nell’opulenza del papato. Anche oggi la storia si ripete. Papa Francesco sceglie di vivere in una stanza alla casa Santa Marta. Una lezione di stile evangelico. Con grande semplicità, come nello stile di Jorge Mario Bergoglio.

L’opzione preferenziale per i poveri è una linea pastorale, scaturita dal Concilio Vaticano Secondo, proposta già nella prima sessione dal cardinale di Bologna, Giacomo Lercaro. Linea pastorale che, alla conclusione del Concilio, sfociò nel cosiddetto “Patto delle Catacombe”, promosso da Helder Camara, firmato da una quarantina di padri conciliari dell’America Latina. I firmatari assumevano l’obbligo morale per una serie di impegni: vivere come vive la nostra popolazione; rinunciare all’apparenza e alla realtà della ricchezza; affidare la gestione finanziaria e materiale ad una commissione di laici competenti; rifiutare di essere chiamati, oralmente o per iscritto, con nomi e titoli che significano grandezza e potere (Eminenza, Eccellenza, Monsignore…).

Quel “Patto delle Catacombe” sembra oggi divenuto il programma dell’attuale pontefice Francesco. Lo stile di vita, pacato e sereno, e le parole “sporcatevi le mani” sono segni di speranza per la realizzazione di una chiesa povera per un mondo di uomini e donne, liberi e uguali. Dopo la sua elezione, nella casa di Santa Marta, fu presentato al papa un piccolo libro, tra i tanti, dal titolo “Cristo ha le mani sporche”. Un romanzo di Mario Setta, ambientato nella Roma del boom edilizio, che presentava Cristo-operaio edile, caduto vittima tra le macerie di un cantiere della periferia romana. Forse al papa sarà rimasto impresso il titolo, perché Cristo, ieri come oggi, non può che identificarsi nell’operaio dalle mani sporche.

L’arrivo di papa Francesco ha sparigliato le carte sui tavoli della gerarchia cattolica. Molti vescovi, in gran parte nominati nel periodo Giovanni Paolo II-Benedetto XVI, sembrano perplessi. Incerti nella ricerca d’una nuova via per l’evangelizzazione. Crolla un sistema che li ha “consacrati” eccellenze, eminenze, mentre nel Vangelo si parla di “servi inutili” (Lc 17.10), perché “il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito, ma per servire” (Mc 10.45). In questi quattro anni del pontificato “francescano”, stiamo vivendo una rivoluzione epocale, come ogni rivoluzione che abbia Gesù Cristo come modello di riferimento. Ma non sono pochi quelli che vi si oppongono: preti e vescovi che continuano a presentarsi come “signorotti” d’altri tempi, distribuendo sacramenti a suon di denari o accaparrando poteri per i propri fini individualistici. Un nuovo cielo e una nuova terra, come afferma l’apostolo Pietro nella seconda lettera (3.13), si intravedono, ma restano ancora lontani.

*Storico

LE VIE DELL’AQUILA IN UN BEL LIBRO FOTOGRAFICO DI GIANNI AMBROSIO – Il volume sarà presentato a L’Aquila il 15 dicembre, alle ore 17, al Palazzetto dei Nobili

 

11 dicembre 2017

LE VIE DELL’AQUILA IN UN BEL LIBRO FOTOGRAFICO DI GIANNI AMBROSIO

Il volume sarà presentato a L’Aquila il 15 dicembre, alle ore 17, al Palazzetto dei Nobili

L’AQUILA – Sarà presentato a L’Aquila venerdì 15 dicembre, alle ore 17, al Palazzetto dei Nobili, il volume “Le Vie dell’AquilaToponomastica per immagini delle vie dell’Aquila intra moenia” di Gianni Ambrosio (Edizioni Libreria Colacchi, L’Aquila, 2017). Interverranno alla presentazione Sabrina Di Cosimo, assessore alla Cultura del Comune dell’Aquila, Walter Capezzali, presidente della Deputazione Abruzzese di Storia Patria ed estensore della Prefazione, Walter Cavalieri, storico, Cesare Ianni, presidente del Gruppo di Azione Civica “Jemo ‘Nnanzi”, e l’Autore. Il curatissimo libro fotografico – 512 pagine con 618 foto, 40 b/n e tutte le altre a colori e inedite – documenta per immagini tutte le vie aquilane all’interno delle Mura urbiche, per ciascuna annotando in didascalia anche l’origine del nome. Le foto sono state scattate tra l’aprile 2009 e il dicembre 2013. Per dare un’idea più compiuta dell’opera, conviene qui di seguito riportare la nota che lo stesso Gianni Ambrosio ha scritto quale Introduzione al suo volume.

«Nel volume ho proposto un’ampia lettura per immagini fotografiche delle vie dell’Aquila dentro le mura, raggruppate nei tradizionali “Quattro Quarti”. Le immagini stesse – tutte di mia proprietà – sono state scattate in bianco/nero negli anni ‘50 e ’70; la maggior parte, a colori e inedite, sono state da me realizzate tra l’aprile 2009 ed il dicembre 2013. Come fotografo, sia pure non professionista, ho sempre pensato che la fotocamera non dovesse essere una “fotocopiatrice” del mondo circostante; oggi, ho trovato conforto nella poetica della “Immagine immaginata” del noto fotografo aquilano Gianfranco Lelj e della supremazia dell’uomo sul mezzo tecnico. Ho, pertanto, deliberatamente aumentato la saturazione cromatica delle immagini al fine di rendere una Città meno “morta” e, nell’ambito di tale mancata fedeltà di riproduzione, mi sono voluto spingere anche oltre eliminando le scritte insulse sui muri ed i veri e propri rifiuti. Non le macerie.

Molteplici ed intuibili le finalità dell’opera. In primis ho voluto tributare un affettuoso omaggio all’Aquila ferita, mia Città di nascita, quindi rappresentare, in favore dei concittadini ma, soprattutto, dei nati dopo il 2009, quei luoghi di memoria che costituiscono patrimonio di ognuno. E, ancora, ho inteso indicare praticamente le vie all’interno delle antiche mura di cinta avendo cristallizzato con le immagini l’irripetibile momento storico dell’immediato post-terremoto. Ho anche voluto dare contezza della “ratio” della nomenclatura delle vie, sia quella originaria, derivante dai primitivi insediamenti dei castelli, sia quella storica successiva, e sia, infine, quella direttamente ispirata alla vita vissuta del Popolo Aquilano.

Nel lavoro mi hanno giovato il libro “L’Aquila nei cortili” di Walter Capezzali e Franco Soldani, “Le 170 chiese dell’Aquila dal ‘200 al ‘900” di Domenico Chiodi, “Le Vite degli Illustri Aquilani” di Alfonso Dragonetti, “La Città dell’Aquila” di Giorgio Stockel. E anche la “Toponomastica storica della Città di Aquila” di Quirino Bernardi e “Aquila in cartolina” di Maria Pia Renzetti, Luigi Marra e Franco Capaldi. Mio puntuale e quasi pedissequo riferimento, infine, è stato il “Viario Comunale” edito dall’Assessorato ai Servizi Demografici del Comune dell’Aquila. Un percorso, come è evidente, triste e difficile che, tuttavia, permetterà a tanti concittadini di oggi di rivivere i luoghi a loro più cari ed a quelli di domani di poter effettuare un utile raffronto con la “Civitas nova” nel frattempo sorta. »

Gianni Ambrosio nasce a L’Aquila nel 1949 e sin da giovanissimo s’interessa all’immagine. I suoi primi scatti risalgono agli anni ’50 e da lì prosegue lungo la strada che lo porterà ad essere un fotoamatore evoluto sviluppando e stampando da sé il bianco-nero. I successivi, crescenti impegni professionali – Funzionario e Segretario Generale della Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila – non gli impediscono di continuare ad avere quel rapporto diretto con L’Aquila e le sue immagini. Passa, necessariamente, alla fotografia elettronica maturando, anche, qualche tecnica di post-produzione. Al verificarsi dei tristi eventi cittadini ha l’intuizione di fotografare, alla luce della nobile teoria della “immagine immaginata”, tutte le vie dell’Aquila “intra moenia” in un periodo “irripetibile” che va dal 2009 al 2013. Ancora oggi è possibile vederlo immerso nelle vie della sua amata Città, sempre con la fotocamera al seguito.

Goffredo Palmerini

Link: Gianni Ambrosio – Locandina

I tre Re Magi Precari. Comunicato stampa

 

I tre Re magi precari

Questo natale sarà diverso dal solito. Lontano dalle luci colorate che siamo abituati a vedere ogni anno, dai panettoni per chi festeggia l’evento annuale e i regali per chi è stato più buono.

Come si può festeggiare senza pensare al prossimo? Se faccio una considerazione che è anche il mio “pensiero” come posso essere felice se c’è gente intorno a me che è infelice? Come faccio a godere dell’atmosfera natalizia se mia sorella è disoccupata, se mio cugino è disoccupato, il mio amico è “Precario” e se la mia vicina di casa non riceve lo stipendio da mesi e alcuni lavoratori e lavoratrici hanno perso il lavoro e si trovano nella condizione di “cassaintegrazione” senza certezza per il presente imminente e il futuro prossimo. In queste condizioni mi ritroverei solo è in nessun modo potrei manifestare la mia felicità.

Lo status di lavoratore precario lo trovi, da Nord a Sud, in qualsiasi luogo d’Italia da San Remo (Im), Forlì-Cesena (Fc), passando per Rossano (Cs) e arrivando a Sant’Angelo di Brolo (Me).

Quest’anno nella grotta dove è nato Gesù bambino insieme a Giuseppe e Maria il bue e l’asinello, i Re Magi, gli Angeli ed ai noti pastorelli e le pecorelle, troveremo vicino i tre “Re magi Precari”. Le tre statuine in formato su “scala” rappresenterebbero un po’ la vita è il percorso di un ex-precario della Scuola Pubblica, Euristeo Ceraolo (nativo di Rossano (Cs) ed è stato precario a Forlì) che con questa singolare ed unica iniziativa del genere ha voluto mettere in evidenza il disagio di tutti i lavoratori “Precari” e non solo, ricordando quando quel contesto lo ha vissuto in prima persona sulla propria pelle e adottando ogni volta forme di lotta creativa. La prima statuina (uno dei tre Re magi precari) è una provocazione con la maglietta “Euristeo precario…sposerò la Carfagna”. La provocazione è servita per far conoscere all’opinione pubblica il disagio che in quel periodo stava attraversando la scuola statale sia per i tagli alla Cultura, l’Istruzione Università e Ricerca e sia per i tagli al personale precario “Docente e Ata”. La seconda statuina con lo slogan: Euristeo Precario… Ma Sto Cercando di SMETTERE. Ed infine la terza miniatura con la maglietta: Euristeo VIP (Vincere Il Precariato) dove realizza foto con i “Vip” a sostegno dei lavoratori precari. Il presepe che ospita i tre “Re Magi Precari” lo si trova in un’unica esposizione nazionale, per tutto il periodo Natalizio, in occasione della manifestazione denominata “Natalitia 2017, presso Palazzo S. Bernardino a Rossano (Cs). Ingresso gratuito per il pubblico.

Buon Natale Precario

Guardate il video dei “Tre Re Magi Precari”.

YouTube EuristeoVip: https://www.youtube.com/watch?v=gW3w-6U7nH0&feature=share

Pagina Pubblica: Euristeo Ceraolo https://www.facebook.com/euristeoceraoloofficial/

Gruppo Fbook: VIP Vincere Il Precariato https://www.facebook.com/groups/VIPvincereIlPrecariato/

Instagram: @euristeoceraolo ; Twitter: @EuristeoVIP

 

Nota stampa/rendiconto sull’importante giornata a L’Aquila: EVENTO FINALE DEL PROGRAMMA IPA ADRIATIC CBC 2007-2013

COMUNICATO STAMPA

L’EVENTO FINALE DEL PROGRAMMA IPA ADRIATIC CBC

2007-2013

L’Aquila – lunedì 4 dicembre 2017

Auditorium Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza

Alla presenza del Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani

L’AQUILA, 4 DICEMBRE 2017 – “Un progetto di grande rilievo politico, di cui ringrazio l’avvocato Paola Di Salvatore, autorità di gestione del Programma Ipa Adriatic Cbc, per il lavoro non facile che ha svolto, ma ora dobbiamo guardare al di là dei contenuti individuali. Come Europei abbiamo il dovere di capire come possiamo allargare i confini della nostra Unione, guardando in modo particolare a una regione complessa come quella dei Balcani”. Lo ha detto il presidente del Parlamento europeo On. Antonio Tajani intervenendo questa mattina all’evento finale del Programma IPA Adriatic Cross-Border Cooperation 2007-2013, che si è tenuto all’auditorium della Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza all’Aquila.

IPA Adriatic Cross-Border Cooperation 2007-2013 è il più importante Programma di Cooperazione Territoriale Europea dell’area Adriatica, con uno stanziamento di circa € 244.000.000, punto di partenza per un dialogo condiviso sul futuro della politica di coesione europea nell’area Adriatico-Ionica, nell’ambito del quale ha avuto un ruolo centrale la Regione Abruzzo.

“Progetti come questi – ha aggiunto Tajani – servono a far capire ai Balcani che noi abbiamo a cuore il loro destino e vogliamo che siano parte integrante dell’Europa di domani, perché anch’essi sono europei e certamente vivono una situazione di grande instabilità. Devono fare dei progressi per raggiungere tutti i criteri indispensabili per esserne parte, ma devono anche essere messi fuori dalla tentazione dei rischi che corrono nel momento in cui non soltanto i flussi migratori ma interessi extra europei cercano di mettere le mani sui Balcani. Non è un segreto che molto foreign fighters si stiano insediando in Kosovo e negli altri Paesi dei Balcani”. Per il presidente dell’Europarlamento “occorre aumentare la lotta alla corruzione, contro le frodi e i flussi finanziari del terrorismo, ecco perché occorre moltiplicare gli sforzi per favorire sviluppo e integrazione europea di quei Paesi”. L’azione che svolge la Guardia di Finanza nella realizzazione di questo progetto è fondamentale secondo Tajani: “La Guardia di Finanza darà un contributo fondamentale anche per combattere la corruzione in quei Paesi”. Al termine del suo intervento Tajani ha anche ricordato l’impegno dell’Europa per le terre colpite dal sisma nel 2009 e poi nel 2016 e nel 2017, con particolare riferimento all’Abruzzo: “L’Europa è stata vicina a questa terra, ha erogato mezzo miliardo di euro dopo il terremoto del 2009. Cercheremo di fare in modo che l’Europa possa essere sempre amica di una terra così profondamente ferita”. Infine un appello agli allievi della Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza: “Da padre di famiglia non posso non dire a chi rappresenta il futuro della nostra società, che l’uniforme che indossano è un pezzo di responsabilità. Avrete tanti rischi e tentazioni da affrontare, anche missioni all’estero: dovete essere fieri. Dietro l’uniforme e le stellette voi rappresentate una parte della migliore gioventù”.

Soddisfatta delle parole del presidente del Parlamento europeo l’autorità di gestione del Programma Ipa Adriatic Cbc, Paola Di Salvatore: “Il presidente ha avuto parole straordinarie di grande fiducia e di speranza – ha detto Di Salvatore – oggi non è un addio ma un arrivederci, non possiamo lasciare che il patrimonio del programma di Ipa Adriatic termini a marzo 2018, ma dobbiamo lavorare per un futuro Ipa 2021-2027 perché l’area balcanica è un’area di grande convergenza con la politica europea”. Così ha commentato Di Salvatore riferendosi al Programma Ipa, che è stato “non solo un lavoro di dati finanziari e di progetti, ma soprattutto un difficile lavoro di cooperazione che oggi ha avuto un grande riconoscimento istituzionale. Il Programma Ipa Adriatic Cbc ha rappresentato un’azione di prolifero lavoro, intensificato ancor più di fronte a sfide consapevoli nella politica di coesione europea, come la “New target Call EUSAIR”, che ha visto l’approvazione dei primi progetti attuativi del Piano di Azione Tecnico della Strategia Adriatico-Ionica. Questo è il programma più complesso dell’Unione europea, perché ha 4 Stati in pre-adesione che sono stati scenario di una drammatica guerra. L’obiettivo di oggi è proprio questo: metterci insieme: qui all’auditorium della Guardia di Finanza erano seduti, ad esempio, la Repubblica Srpska con il Montenegro e la Bosnia Herzegovina e con l’Albania. Stati che insieme devono costruire un sentimento comune: la cooperazione territoriale europea”.

Di Salvatore, che ha ringraziato il comandante generale della Guardia di Finanza, il generale di Corpo d’Armata Giorgio Toschi, per aver accolto l’evento finale di Ipa Adriatic cross border cooperation nella sede della Finanza all’Aquila, ha ricordato le “linee di scommessa” affrontate da Ipa Adriatic. Nell’ambito di tale programma sono stati finanziati e portati a termine centinaia di progetti che hanno implicato la collaborazione stretta di oltre 750 partner appartenenti ai seguenti paesi: Albania, Bosnia, Croazia, Grecia, Italia, Montenegro, Serbia e Slovenia. Progetti che hanno avuto il fine ultimo di armonizzare i rapporti tra questi Paesi, concentrandosi svariate tematiche: dallo sviluppo delle infrastrutture e delle attività turistiche alla tutela delle coste; dalla salvaguardia dell’ambiente, alla gestione delle risorse naturali; dalla valorizzazione delle tradizioni e della cultura locale alla ricerca.

“A cosa serve l’evento finale, quindi? A far comprendere all’Europa che questo patrimonio di conoscenze e di esperienze, con il quale affrontare le nuove sfide dell’area adriatica e del mediterraneo, dovrebbe essere rifinanziato”, ha concluso Di Salvatore. A rafforzare l’appello è anche il vicepresidente del Parlamento europeo David Sassoli: “Ipa Adriatic ha permesso di costruire integrazione culturale, geografica, politica, economica – ha detto – ora dobbiamo fare in modo che non si concluda la collaborazione fra 8 Paesi che hanno un mare in comune. Ci dev’essere l’impegno del sistema italiano a fare in modo che ci sia subito l’investimento a un altro progetto, per dare senso alla regione adriatico-ionico. Ipa Adriatic finirà nel marzo 2018 ma noi vogliamo scommettere che subito ne partirà un altro, in quanto ha rappresentato un momento fondamentale anche per quanto riguarda i temi della sicurezza, del mantenimento della pace e della gestione dei migranti. Permettere una nuova programmazione Ipa, significherebbe far sì che i fondi europei vengano utilizzati per costruire progetti condivisi di inclusione sociale e valorizzazione delle diversità”.

Nel corso dell’evento si è fatto il bilancio dei risultati e prospettive nelle regioni adriatiche coinvolte: Abruzzo, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche, Molise, Puglia e Veneto e alcuni territori dall’altra parte dell’adriatico in Albania, Bosnia Erzegovina, Croazia, Montenegro, Serbia e Slovenia. Oltre a Tajani e al vice presidente del Parlamento Europeo Sassoli, hanno preso parte all’evento anche la sottosegretaria alla Giustizia Federica Chiavaroli, il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, le delegazioni degli altri Stati partecipanti al programma: il ministro per gli Affari Europei della Repubblica di Montenegro Aleksandar Andrija Pejovic, il ministro dell’Interno della Regione Herzegovina-Neretva in Bosnia Erzegovina Sladan Bevanda, il primo ministro della Repubblica serba di Bosnia Erzegovina, Zeljka Cvijanovic, il presidente del Consiglio regionale di Tirana e vice presidente dell’Euro-regione Adriatico-Ionica Aldrin Dalipi, il sindaco di Tirana Erion Veliaj.

A fare gli onori di casa il generale di divisione Gianluigi Miglioli, nuovo comandante della Scuola sottufficiali, e il generale di corpo d’armata Giorgio Toschi, comandante generale del corpo. “Vorrei ribadire l’impegno di tutte le fiamme gialle per un rafforzamento della cooperazione tra i Paesi coinvolti per migliorare la sicurezza economico-finanziaria in un quadrante decisivo per il futuro del mediterraneo – ha detto Toschi – in tale contesto, i risultati progettuali e giuridico-economici del programma Ipa Adriatic si sommano al successo delle iniziative finalizzate a conferire efficacia, efficienza ed economicità all’azione investigativa a contrasto delle frodi e delle irregolarità a danno del bilancio dell’unione europea e degli stati partecipanti. Il corpo sta investendo molto nel proprio ruolo di polizia comunitaria. Del resto, le responsabilità di polizia economico-finanziaria, che la legislazione italiana demanda alla Guardia di Finanza, rendono la tutela dell’integrità del bilancio dell’Unione europea un obiettivo prioritario della complessiva missione istituzionale”. Il primo consigliere del Decano-Camera V, Corte dei Conti europea Gabriele Cipriani ha fatto un richiamo alla qualità amministrativa, mentre per il ministro per gli Affari europei della Repubblica di Montenegro Aleksandar Andrija Pejovic “il Montenegro sarà partner affidabile nel processo per l’integrazione europea”. Infine, il vicepresidente dell’Euroregione Adriatico-Ionica Aldrin Dalipi ha sostenuto che “come Euroregione sosteniamo la ripresa del Programma per continuare a lavorare insieme su questo ponte di comunicazione e collaborazione”.

Nel corso dell’evento sono intervenuti anche il giudice Ezio Perillo, componente italiano del Tribunale dell’Unione Europea presso la Corte di Giustizia Europea, il Segretario Generale del Comitato delle Regioni Periferiche Marittime (CRPM) Eleni Marianou, il Membro della Sezione di Controllo Affari Comunitari e Internazionali della Corte dei Conti Italiana Carlo Mancinelli, ed il Generale di Divisione Comandante del Nucleo della Guardia di Finanza per la repressione delle frodi nei confronti della UE presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri Francesco Attardi.

Ha moderato l’evento Marco Panara, giornalista del quotidiano La Repubblica.

Sintesi del Programma

IPA ADRIATIC CBC 2007-2013

IPA (Instrument for Pre-Accession Assistance) CBC (Cross-Border Cooperation), strumento di assistenza per i Paesi candidati o potenziali candidati all’adesione alla UE, è un Programma di Cooperazione Territoriale Europea (CTE) transfrontaliero della Commissione Europea – DG Regio, rivolto al conseguimento dell’acquis communitaire nell’area adriatica per permettere l’adesione all’UE, degli Stati dell’area balcanica, scenario della drammatica e violenta guerra dei Balcani. Programma diretto a creare e costituire un dialogo tra ben 8 Stati che, sebbene affacciati sullo stesso mare Adriatico hanno diversità ordinamentali, politiche e socio-economiche ancor oggi molto profonde.

Al Programma IPA Adriatic CBC partecipano otto Stati di cui quattro in UE (Italia, Grecia, Slovenia, la Croazia dal 2013) e i Paesi candidati o potenziali candidati (Albania, Bosnia-Herzegovina, Montenegro). La Serbia partecipa al Programma in phasing-out.

Dal 13 marzo 2013 l’incarico di Autorità di Gestione del Programma IPA Adriatic CBC è stato affidato all’Avv. Paola Di Salvatore, Dirigente nel ruolo della Regione Abruzzo, titolare del Servizio della Cooperazione territoriale IPA e dal 2017 del Servizio Europrogettazione, superando la gravissima situazione creatasi a seguito delle vicende giudiziarie che hanno coinvolto il Programma nel gennaio 2012.

Il Programma IPA Adriatic ha subito una dolorosa sospensione con Decisione della Commissione Europea, revocata grazie al complesso, difficile e tenace lavoro dell’Autorità di Gestione Avv. Paola Di Salvatore, neo insediata, che, con un Action Plan trasmesso alla Commissione Europea, in rafforzamento del principio di affidabilità tra gli Stati membri e le Istituzioni europee, rilevando gravi irregolarità imputabili in via diretta alle annualità 2009-2010-2011-2012, è riuscita a far revocare la sospensione. Questo complesso lavoro tecnico-amministrativo ha ricevuto una nota formale di apprezzamento dalla stessa Commissaria Europea Corina Cretu, con la successiva Decisione del febbraio 2016 di sblocco dei fondi. Ma ancor più ha contribuito a creare un clima di dialogo per lo sviluppo progettuale innovativo con i territori dei Balcani, monitorando in una complessa analisi finanziaria, l’intera attuazione progettuale di circa 244.000.000,00 €. A corollario delle attività, nella fase finale del Programma, ben tre Protocolli di intesa a titolo gratuito, sono stati siglati nell’area balcanica a Mostar ed a Tirana, creando il primo polo di formazione sulla Politica di coesione Europea.

Il Programma IPA Adriatic CBC è il più importante strumento di Cooperazione Territoriale dell’area Adriatico-Ionica, con un budget di circa 244 milioni di euro, ha finanziato ben 104 progetti con il coinvolgimento del rilevante numero di 893 beneficiari e 191 associati aventi sede legale nei territori di eleggibilità degli 8 Stati partecipanti.

Tra i 104 progetti, rivestono particolare rilevanza gli 11 nuovi progetti finanziati nel 2016 con l’innovativa “Targeted call on Eusair”, fortemente voluta dall’Autorità di Gestione quale prima concreta attuazione del Piano di azione tecnica dell’EUSAIR, che rappresenta la Strategia adottata dalla Commissione Europea per l’area Adriatico-Ionica. Il rilevante valore aggiunto apportato dal bando riguarda la capitalizzazione dei risultati di ben 38 progetti precedentemente finanziati dal Programma IPA Adriatic, attraverso la condivisione, l’ottimizzazione e il trasferimento degli output realizzati, con l’obiettivo di rafforzare la Cooperazione Transfrontaliera coniugando, attraverso studi di fattibilità e la condivisione delle best practices, le priorità del Programma IPA Adriatic con i quattro pilastri dell’EUSAIR.

Il Programma Adriatic IPA CBC, su iniziativa dell’Autorità di Gestione ed in stretta collaborazione con il Nucleo antifrode della Guardia di Finanza presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento delle Politiche europee, si è fatto promotore di un ciclo seminariale dal titolo “La prevenzione e il contrasto delle irregolarità e delle frodi nei Programmi di Cooperazione Territoriale Europea”, che ha consentito di valorizzare e capitalizzare l’esperienza del Programma IPA Adriatic in Italia e nei Paesi partecipanti al Programma al fine della creazione di una metodologia condivisa, conforme ai Regolamenti ed alle fonti tecniche dell’Unione Europea, in materia di gestione dei fondi e nelle opportune azioni e misure amministrative e finanziarie. L’azione è stata finalizzata al rafforzamento delle funzioni di controllo di primo livello, da capitalizzare in tutti i Programmi di CTE, sia nell’arco temporale di programmazione 2014-2020, ma ancor più per la futura programmazione 2021-2027, sia negli Stati in UE che negli Stati in pre-adesione, a tutela del bilanci europeo e nazionali.

Il Programma IPA Adriatic, così come da Regolamento attuativo CE n. 718/2007, termina tutte le sue funzioni al 31.3.2018, con l’obbligo per l’Autorità di Gestione di inviare alla Commissione Europea tutti i documenti di chiusura, completando in questi giorni le fasi finanziarie, di monitoraggio sui progetti e di verifica del conseguimento degli output attesi. In tal modo sarà possibile procedere al pagamento delle fasi di spesa finale a favore di tutti i Partners, svolgendo un’ulteriore analisi amministrativa su ogni Ufficio di controllo di primo livello, nonché sulle performance amministrative e finanziarie anche in relazione al percorso di preadesione.

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Evento a San Marco in Lamis (Foggia), 2 dicembre teatro Giannone: Storie numerate di creazione di valore

Storie Numerate di Creazione di Valore
SAN MARCO IN LAMIS. Nell’ambito dell’alternanza scuola lavoro, sabato 2 dicembre dalle 9,30 alle 12,30, a San Marco in Lamis il teatro Giannone ospiterà le “Storie Numerate di Creazione di Valore”.
La giornata di studio è organizzata dallo  STUDIO LONGO in collaborazione con l’ASNALI (Associazione Nazionale Autonoma Liberi Imprenditori), dall’IISS Pietro Giannone di San Marco in Lamis, con il patrocinio del Comune di San Marco in Lamis.
Relatore sarà il Professor Francesco Lenoci, docente Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, che parlerà di bilanci e di storie aziendali, andando oltre i numeri con una narrazione emozionale.
Interverrà l’On. Michele Bordo Presidente della XIV commissione Politiche dell’Unione Europea della Camera dei Deputati.
Infine il dott. Michele Longo Presidente territoriale ASNALI e titolare dello Studio Longo e il dott. Severino Ruggieri, responsabile finanziamenti agevolati dello stesso Studio, illustreranno sommariamente i finanziamenti europei diretti ed indiretti, con una breve panoramica sulle opportunità per le start up e le aziende già esistenti.
La giornata di studio sarà coordinata dal Preside Raffaele Cera, con la partecipazione del Dirigente Scolastico dell’IISS Pietro Giannone Prof. Costanzo Cascavilla.
A San Marco in Lamis il 2 dicembre si parlerà di bilanci, di storie aziendali e di finanziamenti che cattureranno l’attenzione al massimo. Il risultato sarà semplicemente affascinante.
L’evento è aperto al pubblico.
* Francesco Lenoci – Patriae Decus di Martina Franca, vive, lavora e insegna a Milano (viene definito “Il miglior ambasciatore della Puglia a Milano”).
Francesco Lenoci, quando non fa lezione all’Università, o non lavora nel suo studio a pochi metri dal Duomo, “fa attività di sviluppo”, incontrando in Puglia, al Vinitaly di Verona, al Cibus di Parma, al TuttoFood di Milano, alla Bit di Milano, alla Milano Fashion Week, a BookCity Milano, al Salone del Mobile di Milano, al Pitti di Firenze….produttori di salumi, maestri frantoiani, panificatori dalla storia decennale, titolari di caseifici e di masserie, artisti della ceramica, stilisti….. E li racconta con sapienza mediante storie di creazione di valore, che emozionano e appassionano.
Nel 2014 ha sviluppato il format Storie di Creazione di Valore. Le narrazioni hanno avuto inizio a Lecce e sono proseguite a Grottaglie, Bari, Laterza, Martina Franca, Altamura, Andria, Verona, Taranto, Locorotondo, Corato, Messina, Monza, Sannicola, Orsara di Puglia e varie volte nella città che, grazie a EXPO 2015, ha avuto il mondo dentro: Milano.

Intervista 2° finalista narrativa, Kaos

 

 

 

KAOS 2017, ALESSANDRO SAVONA “ONORATO E FELICE” FINALISTA CON “CI SONO IO”. L’INTERVISTA: M’INTERESSA L’ONESTÀ NEI CONFRONTI DEI LETTORI E DELLA MIA COSCIENZA

“Onorato e felice”: si definisce così lo scrittore Alessandro Savona, fra i cinque finalisti per la narrativa all’edizione 2017 di Kaos, festival dell’editoria, della legalità e dell’identità siciliana che l’8 e il 9 dicembre avrà luogo nei locali dell’Accademia Michelangelo di Agrigento. Il suo romanzo s’intitola “Ci sono io. Un adulto, un bambino, un viaggio. Oppure un rapimento?” (Dario Flaccovio editore, 240 pag., 18€). L’intervista.

Il titolo è davvero molto evocativo, sembra contenere in sé tutto il sentimento del piccolo protagonista: è così?

La frase “Ci sono io” può significare “Non preoccuparti, ti aiuto e difendo io” oppure, da un punto di vista diametralmente opposto, “Mi vedi? Ti accorgi di me? Guarda che esisto”. Rispecchia pertanto i sentimenti sia dell’adulto che del bambino, nel primo in quanto adulto e depositario di una maturità socialmente pretesa, nel secondo perché è chiara la richiesta di attenzione, di protezione. Ma sappiamo che ogni adulto è anche il bambino che è stato in passato. Quindi, nella doppia valenza, la frase si accorda sia all’uno che all’altro.

È stato facile scegliere il titolo per una storia così delicata?

Il primo titolo conteneva la parola “viaggio” ed era descrittivo. Aggiungerei, inutilmente descrittivo. “Ci sono io” è invece una frase che ricorre nel libro un paio di volte, la seconda nell’ultima parte in cui se ne rivelano altre sfumature. Sì, è stato facile sceglierla.

Come separare gli eventi della propria vita privata da quelli riportati su una pagina? Lei lo ha fatto? in che maniera e misura?

C’è soltanto un modo, lasciare che il tempo trascorra. Tra la mia prima esperienza di volontario di una casa famiglia e il momento in cui ho iniziato a scrivere questa storia intercorrono circa quattro anni. Nel mezzo c’è l’essere diventato affidatario di un minore. Ogni autore racconta sempre di sé, pure se narra la storia di una foglia. E’ importante che la materia narrata sia trattata con lucidità, non perdendo di vista gli elementi della costruzione. Solo così si evitano le trappole di inutili sentimentalismi e sdolcinature che allontanano il lettore dal sentirsi partecipe della storia, attraverso quel magico processo che è l’immedesimazione.

Il libro fa conoscere la possibilità di affido anche a una coppia gay: può condividere con noi qualche ricordo e risultato dell’esperienza sua e del suo compagno?

Lo fa indirettamente perché di fatto non si parla di affido ma del rapporto tra un non padre e un non figlio, tra un adulto e un bambino ospite di una casa famiglia, due estranei che si cercano nell’amore di una famiglia utopica. L’adulto ha il desiderio di salvare il bambino dal tempo morto delle lungaggini burocratiche, dalla diffusa mancanza di sensibilità, dall’essere un numero tra i numeri, un bambino dall’infanzia tradita. Ho assistito a molti episodi deplorevoli durante il volontariato e non mi riferisco soltanto all’insensibilità dei burocrati. Molti bambini sono spesso “restituiti al mittente” da famiglie selezionate per l’adozione per i più disparati motivi: non va bene il colore dei capelli, l’odore della pelle, l’età. E’ il momento di dire basta a questa mercificazione che, a mio avviso, è frutto di insano egoismo. L’istituto dell’affido, disciplinato dalla stessa legge dell’adozione, è di fatto una soluzione per garantire a tanti bambini – ricordiamo che in Italia i minori in attesa di adozione o affido sono oltre 28.000 – il diritto a crescere tra persone che li amano e li rispettano. Quando ci è stato proposto l’affido di un minore eravamo frastornati, felici e spaventati di non essere all’altezza della circostanza. Si trattava di un ragazzo di sedici anni. I suoi fratellini avevano già trovato accoglienza presso altre famiglie. In genere i bambini che superano i sei anni sono considerati scarti, non li vuole nessuno e sono destinati a essere sballottati da una comunità all’altra fino al raggiungimento della maggiore età.

Ricordo ancora con emozione il primo incontro, l’aria smarrita di Marco – il nostro piccolo eroe – e la sua allegria. Oggi ha superato i vent’anni e, per sua scelta, seguita a vivere con noi. Siamo orgogliosi di lui, dei suoi risultati nel campo del lavoro e, inutile dirlo, lo amiamo enormemente.

Cercando su internet, ho notato che a partire dal suo libro ci si è concentrati molto sulla questione dell’affido e delle adozioni e forse il valore in sé del romanzo viene un po’ tralasciato. Era quello che voleva ottenere o comunque è contento intanto del riscontro ottenuto?

Parte dei proventi del libro andrà, per mia scelta, a una associazione onlus che si occupa attivamente di sensibilizzazione in materia di affido. Penso che un libro abbia quasi sempre una funzione sociale, racconta di noi, ci mette di fronte alle nostre paure, all’avventura dell’amore, all’incertezza del vivere e alla meraviglia del quotidiano. In più gode del privilegio di rivolgersi senza filtri a ogni singolo lettore. Mi fa piacere essere invitato in TV – da Bianca Berlinguer come da Maurizio Costanzo – ma so che la vera sfida la giocherà il libro. Sfida che spesso ha vinto perché le redazioni serie invitano gli scrittori solo dopo aver letto le loro opere. A me, sinceramente, interessa l’onestà nei confronti dei lettori e della mia coscienza.

Cosa le piacerebbe che i lettori percepissero a livello di sensibilità dalla lettura di “Ci sono io”?

Mi auguro che il libro induca a riflettere sul senso distorto dell’amore al quale spesso siamo abituati. E a correggere il tiro.

Nel romanzo l’adulto e il bambino in che modo si conosceranno fra loro e in quale aspetto ognuno riscoprirà se stesso?

Si conosceranno attraverso un viaggio di tre giorni che li porterà avanti e indietro nel tempo, lungo strade impervie, tra paesaggi reali, incursioni tra le ombre e luoghi magici. Saranno l’uno lo specchio dell’altro. Nel bene e nel male. Perché così è la vita. Giovanni Zambito.

IL LIBRO

Un adulto e un bambino di sei anni. L’adulto è un uomo alla resa dei conti con la propria vita e le incertezze sentimentali di un’omosessualità consapevole. È anche volontario, nel tempo libero, in una casa-famiglia di cui il bambino è uno degli “inquilini” in attesa di adozione. Insieme affrontano un viaggio di due giorni che prende l’aspetto di una fuga, se non di un rapimento. Li unisce l’intesa che può esservi soltanto tra un padre e un figlio. Il romanzo invita a una riflessione sul tema dell’infanzia, sulle comunità di accoglienza, sul rapporto tra genitori biologici e/o affidatari e adottivi. E su cosa sia l’amore, quando esso è negato ai bambini che spesso pagano per le colpe dei padri.

Il romanzo dà anche voce ai minori che non hanno la forza di affrontare la palude burocratica nelle cui maglie si inceppa il loro diritto all’infanzia. Una corsa contro il tempo, un viaggio tra passato e presente, mentre la complicità, le risate, i dialoghi tra un non-padre e un non-figlio si intrecciano fino a un inatteso epilogo. Una lettura capace di emozionare.

Ci sono io si rivolge a tutti, in particolare a chi è interessato alle tematiche sociali e civili e a chi cerca una lettura capace di fare emozionare.

L’AUTORE

Alessandro Savona ha pubblicato romanzi e racconti con vari editori, tra cui “Etica di un amore impuro” che dal 2008 continua a riscuotere interesse. Libero professionista (arredatore di interni e scenografo), si occupa intensamente di volontariato e affido; dal 2013 il suo stato di famiglia include Marco, un ragazzo che lui e il suo compagno hanno avuto in affido come seconda coppia in Italia, con un decreto che segna una svolta nazionale in materia di affidamento minorile alle coppie omosessuali.

Vive e lavora a Palermo.

PROGRAMMA IPA ADRIATIC – EVENTO FINALE, lunedì 4 dicembre Scuola Ispettori GdF L’AQUILA

 

 

L’EVENTO FINALE DEL PROGRAMMA IPA ADRIATIC CBC

2007-2013

            L’Aquila – lunedì 4 dicembre 2017 ore 10.00

 

Auditorium Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza

 

 

Alla presenza del Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani

Si svolgerà il prossimo 4 dicembre in L’Aquila, presso l’Auditorium della Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza, l’evento finale del Programma IPA Adriatic Cross-Border Cooperation 2007-2013, con l’autorevole presenza del Presidente del Parlamento Europeo On. Antonio Tajani. L’evento, fortemente voluto dall’Autorità di Gestione del Programma IPA Adriatic CBC,  Avv. Paola Di Salvatore, si tiene nella città di L’Aquila, sede della Managing Authority, per condividere con le più alte cariche istituzionali nazionali, europee e dei Paesi in pre-adesione partecipanti al Programma, non solo i rilevanti obiettivi conseguiti in tutte le fasi attuative del Programma IPA Adriatic, il più importante Programma di Cooperazione Territoriale Europea dell’area Adriatica, con uno stanziamento di circa €  244.000.000, ma ancor più per un dialogo condiviso sul futuro della Politica di Coesione Europea nell’area adriatico-ionica, con un ruolo centrale della Regione Abruzzo, coniugando anche le risultanze del tavolo tecnico riunitosi in Bruxelles il giorno 8 novembre 2017 su “Il futuro della Politica di Coesione Europea: dialogo aperto sulla pre-adesione”.

Dopo il saluto di benvenuto del Comandante della Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza, Generale di Divisione Gianluigi Miglioli, seguirà l’intervento tecnico dell’Autorità di Gestione sulle fasi più rilevanti del Programma IPA Adriatic CBC, sull’impatto del Programma, sul complesso percorso di pre-adesione degli Stati dell’area balcanica, sulla capitalizzazione dei risultati conseguiti attuando nel 2016 i primi progetti del Piano di Azione Tecnica della Strategia Adriatico Ionica, sull’adozione di misure ed azioni finanziarie  preventive delle irregolarità e frodi nell’utilizzo dei fondi UE a tutela del bilancio dell’UE, sulla necessità di un sistema di governance delle nuove sfide dell’Area Adriatico-Ionica, per condividere obiettivi strategici dell’UE nella Politica di vicinato e di adesione. Seguiranno gli interventi del Generale di Corpo d’Armata Giorgio Toschi, Comandante Generale della Guardia di Finanza, del Sottosegretario di Stato con delega alla Giustizia Federica Chiavaroli, del Presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso e del Presidente del Parlamento Europeo On. Antonio Tajani.

Dopo la proiezione di un breve video-intervento del Membro del Parlamento Europeo On. Cecile Kyenge, interverranno il Giudice Ezio Perillo, componente italiano del Tribunale dell’Unione Europea presso la Corte di Giustizia Europea,  il Segretario Generale del Comitato delle Regioni Periferiche Marittime (CRPM) Eleni Marianou, il Primo consigliere del Decano – Camera V della Corte dei Conti Europea Gabriele Cipriani, il Membro della Sezione di Controllo Affari Comunitari e Internazionali della Corte dei Conti Italiana Carlo Mancinelli, ed il Generale di Divisione Comandante del Nucleo della Guardia di Finanza per la repressione delle frodi nei confronti della UE presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri Francesco Attardi.

Presenti le delegazioni di tutti gli Stati partecipanti al Programma con le più alte cariche istituzionali: il Ministro per gli Affari Europei della Repubblica di Montenegro Aleksandar Andrija Pejovic, il Ministro dell’Interno della Regione Herzegovina-Neretva (Bosnia Erzegovina) Sladan Bevanda, il Primo Ministro della Repubblica Srpska Zeljka Cvijanovic, il Presidente del Consiglio Regionale di Tirana e Vice Presidente dell’Euro-regione Adriatico-Ionica Aldrin Dalipi, il Sindaco di Tirana Erion Veliaj. Modera l’evento Marco Panara, giornalista de La Repubblica.

Breve sintesi sul Programma

IPA ADRIATIC CBC 2007-2013

IPA (Instrument for Pre-Accession Assistance) CBC (Cross-Border Cooperation), strumento di assistenza per i Paesi candidati o potenziali candidati all’adesione alla UE, è un Programma di Cooperazione Territoriale Europea (CTE) transfrontaliero della Commissione Europea –  DG Regio, rivolto al conseguimento dell’acquis communitaire nell’area adriatica per permettere l’adesione all’UE, degli Stati dell’area balcanica, scenario della drammatica e violenta guerra dei Balcani. Programma diretto a creare e costituire un dialogo  tra ben 8 Stati che, sebbene affacciati sullo stesso mare  Adriatico hanno diversità ordinamentali, politiche e socio-economiche ancor oggi molto profonde.

Al Programma IPA Adriatic CBC partecipano otto Stati di cui quattro in UE (Italia, Grecia, Slovenia, la Croazia dal 2013) e i Paesi candidati o potenziali candidati (Albania, Bosnia-Herzegovina, Montenegro). La Serbia partecipa al Programma in phasing-out.

Dal 13 marzo 2013 l’incarico di Autorità di Gestione del Programma IPA Adriatic CBC è stato affidato all’Avv. Paola Di Salvatore, Dirigente nel ruolo della Regione Abruzzo, titolare del Servizio della Cooperazione territoriale IPA e dal 2017 del Servizio Europrogettazione, superando la gravissima situazione creatasi a seguito delle vicende giudiziarie che hanno coinvolto il Programma nel gennaio 2012.

Il Programma IPA Adriatic ha subito una dolorosa sospensione con Decisione della Commissione Europea, revocata grazie al complesso, difficile e tenace lavoro dell’Autorità di Gestione Avv. Paola Di Salvatore, neo insediata, che, con un Action Plan trasmesso alla Commissione Europea, in rafforzamento del principio di affidabilità tra gli Stati membri e le Istituzioni europee, rilevando gravi irregolarità imputabili in via diretta alle annualità 2009-2010-2011-2012, è riuscita a far revocare la sospensione. Questo complesso lavoro tecnico-amministrativo ha ricevuto una nota formale di apprezzamento dalla stessa Commissaria Europea Corina Cretu, con la successiva Decisione del febbraio 2016 di sblocco dei fondi. Ma ancor più ha contribuito a creare un clima di dialogo per lo sviluppo progettuale innovativo con i territori dei Balcani, monitorando in una complessa analisi finanziaria, l’intera attuazione progettuale di circa 244.000.000,00 €. A corollario delle attività, nella fase finale del Programma, ben tre Protocolli di intesa a titolo gratuito, sono stati siglati nell’area balcanica a Mostar ed a Tirana, creando il primo polo di formazione sulla Politica di coesione Europea.

 

Il Programma IPA Adriatic CBC è il più importante strumento di Cooperazione Territoriale dell’area Adriatico-Ionica, con un budget di circa 244 milioni di euro, ha finanziato ben 104 progetti con il coinvolgimento del rilevante numero di 893 beneficiari e 191 associati aventi sede legale nei territori di eleggibilità degli  8 Stati partecipanti.

Tra i 104 progetti, rivestono particolare rilevanza gli 11 nuovi progetti finanziati nel 2016 con l’innovativa “Targeted call on Eusair”, fortemente voluta dall’Autorità di Gestione quale prima concreta attuazione del Piano di azione tecnica dell’EUSAIR, che rappresenta la Strategia adottata dalla Commissione Europea per l’area Adriatico-Ionica. Il rilevante valore aggiunto apportato dal bando riguarda la capitalizzazione dei risultati di ben 38 progetti precedentemente finanziati dal Programma IPA Adriatic, attraverso la condivisione, l’ottimizzazione e il trasferimento degli output realizzati, con l’obiettivo di rafforzare la Cooperazione Transfrontaliera coniugando, attraverso studi di fattibilità e la condivisione delle best practices, le priorità del Programma IPA Adriatic con i quattro pilastri dell’EUSAIR.

Il Programma Adriatic IPA CBC, su iniziativa dell’Autorità di Gestione ed in stretta collaborazione con il Nucleo antifrode della Guardia di Finanza presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento delle Politiche europee, si è fatto promotore di un ciclo seminariale dal titolo “La prevenzione e il contrasto delle irregolarità e delle frodi nei Programmi di Cooperazione Territoriale Europea”, che ha consentito di valorizzare e capitalizzare l’esperienza del Programma IPA Adriatic in Italia e nei Paesi partecipanti al Programma al fine della creazione di una metodologia condivisa, conforme ai  Regolamenti ed alle fonti tecniche dell’Unione Europea, in materia di gestione dei fondi e nelle opportune azioni e misure amministrative e finanziarie. L’azione è stata finalizzata al rafforzamento delle funzioni di controllo di primo livello, da capitalizzare in tutti i Programmi di CTE, sia nell’arco temporale di programmazione 2014-2020, ma ancor più per la futura programmazione 2021-2027, sia negli Stati in UE che negli Stati in pre-adesione, a tutela del bilanci europeo e nazionali.

Il Programma IPA Adriatic, così come da Regolamento attuativo CE n. 718/2007, termina tutte le sue funzioni al 31.3.2018, con l’obbligo per l’Autorità di Gestione di inviare alla Commissione Europea tutti i documenti  di chiusura, completando in questi giorni le fasi finanziarie, di monitoraggio sui progetti e di verifica del conseguimento degli output attesi. In tal modo sarà possibile procedere al pagamento delle fasi di spesa finale a favore di tutti i Partners, svolgendo un’ulteriore analisi amministrativa su ogni Ufficio di controllo di primo livello, nonché sulle performance amministrative e finanziarie anche in relazione al percorso di preadesione.

Links: COMUNICATO STAMPA 04.12_evento finale_ENG

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Roma, LUMSA: Convegno internazionale sulla Scuola 1° dicembre – Workshop sulle Migrazioni 2 dicembre

 

Chi ha paura della scuola: nuovi bisogni e desideri, sfide e proposte credibili

Roma, Università Lumsa

1° dicembre Convegno internazionale

2 dicembre Workshop sui fenomeni migratori,

a cura di Tiziana Grassi

(programma in allegato)

ROMA – Un nuovo Convegno sulla scuola? Sì, ma si tratta di un evento di diverso segno. Il VII Convegno internazionale promosso a Roma per i giorni 1 e 2 dicembre 2017 dai Consorzi Universitari Fortune e Humanitas in collaborazione con la Lumsa, intende affrontare gli aspetti di criticità che interessano da tempo la nostra scuola, che sembra disallineata rispetto alle esigenze che la contemporaneità propone; ma, accanto a pericoli, minacce e paure in atto, è possibile leggere sotto l’interrogativo retorico (“Chi ha paura della scuola”) che dà titolo al Convegno anche desideri, voglia di bellezza e ricerca di senso.

Tutto ciò nella direzione della volontà di rilegittimare un’istituzione, quella scolastica, che ha perso credibilità in un quadro sociale in forte mutamento.

Sono invitati a discuterne, tra gli altri, Derrick De Kerckhove (Università di Toronto-Politecnico di Milano), sociologo e pensatore di fama mondiale, Gianpiero Gamaleri (Uninettuno Roma), Luca Serianni, Accademico dei Lincei, la scrittrice Wanda Marasco, entrata nella cinquina dell’ultimo Premio Strega, la nota psicologa e psicoterapeuta Maria Rita Parsi.

Sarà il direttore di Tuttoscuola, Giovanni Vinciguerra, ad aprire i lavori. Dopo i saluti e gli interventi istituzionali (Francesco Bonini, Rettore della LUMSA; Carmela Di Agresti, Presidente del Consorzio Universitario Humanitas; Gildo De Angelis, Direttore Generale USR-Lazio, Virginia Kaladich, Presidente FIDAE; Laura Baldassarre, Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità solidale del Comune di Roma) il prof. Antonio Augenti, curatore del convegno, ne introduce le tematiche. Il Convegno si svolge presso l’Aula Magna dell’Università LUMSA in Roma, Borgo S.Angelo 13.

Dalle 11,15 gli interventi di Luca Serianni (Università La Sapienza Roma) «Per una scuola che insegni a pensare e a convivere» e di Maria Maddalena Novelli (Dirigente Generale del Miur) «Linee innovative del piano di formazione dei docenti». Dalle 12,30 alle 13,30 si parla di «Pietro Prini: attualità di un pensiero» con Gianpiero Gamaleri (curatore del “Il paradosso di Icaro”), Walter Minella e Giorgio Sandrini (Università degli Studi di Pavia). Il pomeriggio (ore 14,30) è dedicato alla presentazione di testimonianze ed esperienze, con l’intervento di Wanda Marasco (finalista Premio Strega 2017) sul disagio scolastico ed educativo e di Marcella Vaccari educatrice specializzata che insieme allo studente Achille Missiroli parla di «Come vivere una relazione credibile». Segue la relazione di Gabriella Agrusti (Università Lumsa) e Maria Cinque (Università Lumsa) su «Identità digitale e web literacy: implicazioni didattiche e valutative».

Chiude la giornata la presentazione di esperienze-problemi, affidata al dirigente scolastico Ottavio Fattorini, che funge da introduzione ai

6 workshop paralleli su alcune delle principali tematiche affrontate nel convegno (tra cui fenomeni migratori del passato e contemporanei, a cura della giornalista e studiosa di migrazioni Tiziana Grassi, referente comunicazione INMP Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti e per il contrasto delle malattie della Povertà, ente pubblico del Ssn, afferente al Ministero della Salute), in programma per la mattina del 2 dicembre dalle ore 9:00 alle 12:30.

Per informazioni: convegni@consorziohumanitas.com

Dr.ssa Anna Camana 335 6186478

 

Link: Convegno sulla Scuola 1° Dicembre – Workshop su Migrazioni 2 dicembre – LUMSA

Comunicato su mostra fotografica

“Asinara”, isola alla luce della luna

A Cagliari una mostra di Marco Delogu, fotografo di fama internazionale, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura a Londra

Paesaggi sospesi, catturati alla “luce e temperatura perfette delle lune d’estate”: torri, carceri, strade, golfi, spiagge, cisterne, piccoli villaggi e molta natura. Scorci quasi metafisici, che raccontano la bellezza sublime dell’archetipo isolano e i segni dell’intervento dell’uomo sul paesaggio. C’è tutto questo al centro di “Asinara”, mostra fotografica di Marco Delogu, promossa dalla Fondazione di Sardegna nell’ambito di AR/S – Arte Condivisa in Sardegna, la piattaforma progettuale che – alla promozione di mostre dedicate all’arte sarda – alterna progetti dedicati all’attualità, diffusi su tutto il territorio regionale. La mostra comprende 25 opere che saranno esposte negli spazi della Fondazione di Sardegna, in via San Salvatore da Horta 2 a Cagliari, a partire dal 30 novembre 2017 sino a fine febbraio 2018.

Così Marco Delogu spiega la genesi del progetto artistico: “Ho scelto di lavorare sull’Asinara per via della sua storia e della sua geografia. Da bambino l’isola mi veniva narrata come una specie di inferno, e da ragazzo mi colpivano i racconti di un amico di famiglia, avvocato, che difendeva Renato Curcio e Raffaele Cutolo e andava a incontrarli sull’isola. Più tardi, a partire dal 1997, lavorando a Rebibbia per i ritratti di «Cattività», avevo incontrato una serie di detenuti che erano stati all’Asinara, e dalle loro voci avevo ascoltato la storia delle rivolte di Fornelli. Non sono andato in Sardegna per moltissimi anni e per il mio «ritorno» fotografico ho scelto un’isola che non conoscevo, così piena di ricordi dolorosi a contrasto con il grandissimo senso di bellezza e libertà che ora si prova”.

Delogu, fotografo di fama internazionale e attuale direttore dell’Istituto Italiano di Cultura a Londra, ha operato un lavoro di ricognizione sul paesaggio “notturno” dell’Asinara, nella splendida ambiguità di un contesto ambientale profondamente segnato da 100 anni di storia. “L’isola è fortemente connotata dalle metamorfosi territoriali legate all’umana costrizione, prima sanitaria e poi carceraria, che l’ha caratterizzata nel corso di oltre un secolo fino al 1997, anno di fondazione dell’Ente Parco”, scrive Antonello Cabras, presidente della Fondazione di Sardegna. Con Delogu, aggiunge Cabras, assistiamo al recupero dello spazio simbolico e di riflessione rispetto al nostro patrimonio identitario, i cui orizzonti interpretativi inevitabilmente mutano in funzione della luce (o dell’ombra) con cui li osserviamo”.

La mostra “Asinara” sarà raccontata anche nelle pagine di un volume edito da Punctum con le opere fotografiche di Marco Delogu affiancate dai testi dello scrittore Edoardo Albinati, vincitore del Premio Strega 2016. Per oltre 20 anni insegnante nel carcere di Rebibbia, vicino alle tematiche della detenzione, Albinati come Delogu ha vissuto un’esperienza di residenza all’Asinara, prestando le proprie parole allo sguardo dell’artista.

Scrive Albinati: “Con le sue fotografie notturne, Marco Delogu raggiunge un punto inedito dove le tensioni estreme sono sospese. Le figure e i profili si spogliano del loro significato, e, se non ci fosse il titolo a ricordare la funzione che rivestivano (“Check point”, “Il bunker”, “Ossario”), diventano meravigliosamente anonime. Misteriose sì, ma non più minacciose. La bellezza e il male, poli assoluti e intransitivi dell’isola, non vengono eliminati, né conciliati tra loro (impossibile) ma messi tra parentesi. Almeno per una notte”.

La mostra, visitabile gratuitamente, tutti i giorni dalle 10 alle 19, sarà inaugurata presso la sede cagliaritana della Fondazione di Sardegna giovedì 30 Novembre 2017, a partire dalle ore 18.



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Sebastiano Catte

Agenzia Comunica