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LA MISSIONE DI GOFFREDO PALMERINI. Riflessione a margine della presentazione del volume L’Italia nel cuore – di Antonio Bini

 

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Riflessione a margine della presentazione del volume L’Italia nel cuore

di Antonio Bini

L’AQUILA – Alla presenza di un ampio e qualificato pubblico è stato presentato nell’Aula magna del Gran Sasso Science Institute dell’Aquila il nuovo libro di Goffredo PalmeriniL’Italia nel cuore – Sensazioni, emozioni, racconti di viaggio”, pubblicato da One Group Edizioni (351 pagine, accompagnate da un rilevante corredo fotografico). Dopo il saluto del rettore, prof. Eugenio Coccia, sono intervenuti Luisa Prayer, docente del Conservatorio “A. Casella” e direttore artistico dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese; Carlo Fonzi, presidente dell’Istituto Abruzzese di Storia della Resistenza e dell’Italia contemporanea; Carla Rosati, già docente all’Università per Stranieri di Perugia; Francesca Pompa, presidente della casa editrice One Group. L’incontro è stato moderato dal giornalista Angelo De Nicola. Franco Ricci, docente di Arte e Letterature moderne all’Università di Ottawa (Canada), impossibilitato ad intervenire per motivi di salute, ha inviato un interessante contributo scritto in cui ha spiegato la condizione di italo-americano.

Infine ha preso la parola l’autore che, non senza emozione, ha raccontato il suo lungo viaggio intorno al mondo, avviato una decina di anni fa. Un viaggio, ha spiegato, che ha “per radice profonda un valore identitario e comunitario che lega l’Abruzzo dentro a quello fuori i confini, l’Italia verso l’altra Italia nel mondo, a quegli 80 milioni di italiani che amano il nostro Paese più di noi che ci abitiamo”.  Si tratta di viaggi reali e rapporti diretti con varie comunità di emigrati italiani che Palmerini ha sviluppato nel corso degli anni fino a costruire una crescente rete di rapporti, divenendo interfaccia e snodo tra numerose comunità, associazioni, gruppi, testate giornalistiche e siti di informazione, nei quali è stato avvertito il comune desiderio di superare, per quanto possibile, le separatezze createsi nel tempo. Un terreno fertile che sembra corrispondere alla visione del grande sociologoZygmunt Bauman, recentemente scomparso, che in un convegno tenutosi qualche anno fa a Vicenza disse: “Io credo che voi italiani, a differenza di quanto avviene altrove in Europa, non abbiate distrutto le vostre comunità”, riferendosi non solo alle comunità nazionali (cfr. Z. Bauman, Lo spirto e il clic, ed. San Paolo, 2013, p. 29).

Quella portata avanti è da considerare un’opera immensa al servizio delle comunità, iniziata dopo aver acquisito la consapevolezza dello scarso spazio dedicato alle tematiche dell’emigrazione. Oggi è pienamente condivisibile quanto sostenuto dalla prof. Carla Rosati nella Prefazione del libro, quando scrive che sono “ormai tantissime persone che identifica l’Abruzzo proprio con lui (Goffredo Palmerini, ndr). E grazie a lui hanno recuperato memorie, riscoperto luoghi, rincontrato persone”. Un concetto, ribadito anche nel corso della presentazione, che fa riflettere, tenuto conto che al suo gravoso e appassionato impegno fa da parallelo la sostanziale assenza di attività e relazioni sistematiche da parte delle istituzioni regionali, che difficilmente vanno oltre l’episodicità e frammentarietà degli interventi, mentre la conoscenza del fenomeno emigrazione – in costante aggiornamento anche nei flussi in uscita – rimane sempre molto superficiale e incompleta.

“Missione” ha definito l’impegno di Palmerini il prof. Ricci nella conclusione del suo contributo scritto. “La missione di Goffredo Palmerini è centrale e maestra. Dando voce a chi non l’aveva, fa capire a chi non ci ha mai pensato o a chi ha facilmente dimenticato, che esiste un fitto arazzo di personaggi e situazioni, di comunità ed eventi che varcano i confini di quell’Italia brava gente che è rimasta a giocare in casa. Questo suo giornalismo ricco di curiosità e desiderio di conoscenza varca frontiere invisibili, creando un mondo virtuale pulsante di chiarezza e nettezza, al di là del solito reportage colonialistico di osservatore colto, per diventare invece un tramite di colloqui vivaci e di reciproco rispetto. E per questo, da italo-americano con l’Italia nel cuore, non posso che ringraziarlo”. Anche per questi motivi il volume, il settimo della serie, rappresenta un’opera di importante valore sociale e culturale al servizio delle comunità. Che il viaggio continui.

19260528_10211646416429009_770926242360409226_n Prof. Eugenio Coccia, Rettore GSSI 19260528_10211646416429009_770926242360409226_n 19260504_10211646417909046_5480733421442208624_n 20170621_185520

VIAJE EN SEPTIEMBRE A ITALIA – Federación Asociaciones Piemontesas Argentinas

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Per Valeria venti anni dopo

cassaniti mastrojeni presidente AIFVS

Messina, 20 giugno: nel ricordo di Valeria Mastrojeni

”20 anni di impegno per la prevenzione e la giustizia’’

MESSINA – Riflettere sul valore della vita e sul bisogno che la società ricordi, per ricavare frutti di civiltà dal sacrificio di una vita irresponsabilmente distrutta. Come quella di Valeria, spezzata improvvisamente nel cuore di Messina, la sera del 20 giugno 1997, al suo rientro a casa, con il fratello Marcello. Vittima di un incidente stradale enigmatico, inquietante,incomprensibile, Valeria Mastrojeni, raggiungeva per sempre un’altra dimensione lasciando nel dolore più profondo, mamma Pina e  papà Emilio. Da quella tragica notte, venti anni sono trascorsi nell’impegno a sostegno degli obiettivi di prevenzione e giustizia nel superamento delle aberrazioni giudiziarie, per una società più civile e più giusta.
La storia emblematica di Valeria e di tante vittime della strada deve contribuire al miglioramento sociale in una circolarità di rapporto tra ricordo e cambiamento, secondo i principi avviati dall’AIFVS. Il sacrificio di Valeria, creatura bella, brillante e dolcissima, scomparsa impietosamente a soli 17 e mezzo, diviene risorsa di redenzione umana e sociale. L’impegno per un risorgimento morale, contro le tentazioni egoistiche e gli imbrogli, rappresenta un simbolo di riscatto per Messina. Un simbolo che merita di essere tangibilmente ricordato nel luogo in cui il sacrificio è avvenuto.
Ed è nel 20° anniversario dell’uccisione di Valeria e nel suo ricordo che il 20 giugno l’associazione Italiana Familiari e Vittime della strada (AIFVS) promuove in città un evento nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, alle ore 15:30 ‘’Valeria Mastrojeni, 20 anni d’impegno per la prevenzione e la giustizia‘’. “Per ricercare e continuare insieme quei cambiamenti – ha sottolineato Giuseppa Cassaniti Mastrojeni, presidente nazionale dell’associazione e madre della ragazza  – che interessino il nostro territorio in un impegno a tutto campo che ha visto Messina in prima linea fin dall’inizio, a seguito della morte di mia figlia. Abbiamo puntato sulla necessità di un coinvolgimento diffuso – ha spiegato ancora la dottoressa Cassaniti – perché solo insieme, istituzioni e società civile, possiamo prevenire la strage stradale, non dovuta a fatalità ma alla colpevole trasgressione delle norme di persone e istituzioni. Va, pertanto, recuperato il valore dell’osservanza della norma, consapevoli che la prima risorsa per il cambiamento e la legalità siamo noi stessi, operando nei diversi contesti istituzionali e sociali. Molto resta da fare – ha concluso la presidente AIFVS soprattutto per la prevenzione, che necessita di coordinamento, controlli e informazione formativa, per la quale la scuola non basta: ciascuno deve fare la propria parte, non vogliamo né vittime e né imputati’’.
Nel corso dell’incontro in memoria di Valeria Mastrojeni, sarà presentato il progetto di un’opera, da collocare nel luogo in cui Valeria ha perso la vita: un segno tangibile di un percorso di cambiamento che onora la città.
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“L’Italia nel cuore”, il nuovo libro di Goffredo Palmerini – La presentazione a L’Aquila, nell’Aula Magna del GSSI, il 21 giugno alle ore 18

 

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16 giugno 2017

L’ITALIA NEL CUORE”, IL NUOVO LIBRO DI GOFFREDO PALMERINI

La presentazione a L’Aquila, nell’Aula Magna del Gran Sasso Science Institute, il 21 giugno alle ore 18

L’AQUILA – “L’Italia nel cuore”, l’ultimo libro di Goffredo Palmerini uscito in questi giorni per le edizioni One Group, sarà presentato in prima a L’Aquila mercoledì 21 giugno alle ore 18 presso l’Aula Magna del Gran Sasso Science Institute (GSSI), in viale Crispi 7. Dopo il saluto del Rettore, prof. Eugenio Coccia, interverranno Luisa Prayer, docente del Conservatorio “A. Casella” e direttore artistico dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese, Carlo Fonzi, presidente dell’Istituto Abruzzese di Storia della Resistenza e dell’Italia contemporanea, Carla Rosati, già docente di Letteratura italiana all’Università per Stranieri di Perugia, Franco Ricci, docente di Arti e Letterature moderne all’Università di Ottawa (Canada), Francesca Pompa, presidente One Group. Presente l’autore, modererà gli interventi Angelo De Nicola, giornalista e scrittore. Dopo la prima aquilana, inizierà il tour delle presentazioni in Italia e all’estero.

Scrive Palmerini nella Nota introduttiva al volume: “[…] Una grande attesa mi è dato rilevare negli Abruzzesi che vivono in ogni angolo del mondo e, in Italia, fuori dalla loro regione. Aspettano ogni “parto” con premura, essendo ogni libro un Annuario di fatti, eventi, viaggi, avventure e incontri di personaggi, densi d’umanità, che per loro costituisce motivo di ravvivare il cordone ombelicale con la terra d’origine. E’ così che questa avventura continua, avendo per radice profonda un valore identitario e comunitario che lega l’Abruzzo dentro a quello fuori i confini, l’Italia dentro all’altra Italia nel mondo, a quegli 80 milioni d’italiani che amano il nostro Paese più di noi che vi abitiamo. Sarà questa la cifra, inespressa quanto reale, che fa d’ogni uscita d’un nuovo libro un evento seguito con straordinario interesse, dando forma e anima a quell’afflato collettivo che unisce gli italiani in ogni latitudine, facendo apparire miserrime le piccole beghe di casa nostra che inquinano la vita politica e istituzionale, limitando la cura del bene comune. Quando 10 anni fa lasciai la mia vita pubblica, dopo un trentennio passato negli scranni di Palazzo Margherita al servizio della comunità aquilana, mi chiesi come avrei potuto continuare a servire la mia Città, una delle bomboniere d’arte più belle e preziose d’Italia. Ma anche poco conosciuta, specie fuori dei nostri confini. Le sue bellezze artistiche e architettoniche, le sue valenze naturalistiche ed ambientali, le sue ricchezze storiche e culturali, le sue eccezionali singolarità, avevano necessità d’essere comunicate, diffuse, raccontate, fatte conoscere al lato mondo. Così iniziò la mia avventura di narratore. Tante storie diverse, ma tutte tenute da un filo rosso che man mano si srotolava riempiendo pagine e pagine di giornali e riviste abruzzesi, di testate italiane, di agenzie internazionali e sopra tutto della stampa italiana all’estero. Una rete straordinaria. Un conto approssimato per difetto stima in 50mila le pagine di giornali, cartacei e on line, che hanno ospitato miei articoli su L’Aquila e l’Abruzzo, sulle meraviglie del Bel Paese, sul valore della gente italiana nel mondo, sulle storie d’emigrazione, sul talento e la creatività degli italiani che ovunque rendono onore all’Italia, offrendone il volto migliore, sulla ricchezza morale e sull’umanità delle nostre comunità all’estero. Tutti i miei libri, di cui ad altri è dato giudicare la forma, sono densi di amore e passione per le cose belle dell’Italia e degli italiani, per il nostro meraviglioso Paese. Che dobbiamo amare, rispettare e trasmettere a chi verrà, possibilmente più bello e migliore. Noi, nel nostro piccolo, rendiamo il nostro contributo. […]”

Scrive, tra l’altro, Luisa Prayer nella pagina di Presentazione che apre il volume: “[…] Goffredo Palmerini è un testimone avido di positività: è un narratore di storie esemplari che hanno come protagonisti quegli italiani e quelle italiane che hanno vissuto la condizione di migranti e emigrati come una opportunità, e grazie al loro impegno e al loro talento hanno vinto una sfida difficile ma importante. E’ innamorato delle storie che racconta, delle persone che incontra, perché è capace di una meravigliosa disposizione interiore, aperta, disinteressata, pronta a gioire dei successi dei protagonisti dei suoi reportage, e soprattutto a rappresentare con intelligenza e sincera adesione il senso profondo di quelle esistenze, viste nella prospettiva della migrazione. Questo suo ormai decennale lavoro di raccolta di storie di italiani fuori d’Italia assume infine, nella dimensione quantitativa e cronologica che si è venuta configurando, un significato generale che non solo trascende il singolo caso, ma si rivela oggi come un percorso di grande attualità. Che porta la nostra riflessione oltre le storie che lui stesso racconta. […]”.

Così, tra le argomentazioni della bella Prefazione al volume, annota Carla Rosati: “[…] Goffredo Palmerini, in questo suo ultimo lavoro, ci prende per mano e ci accompagna in giro per il mondo ma, senza andare lontano, ci fa anche attraversare la sua terra, ci presenta paesi caratteristici e a volte poco noti che ognuno di noi ha così il piacere di scoprire o di riscoprire. Ci descrive paesaggi magici, ci fa attraversare i vicoli e le strade di antichi borghi arricchendo la descrizione precisa, minuziosa, realistica e insieme poetica che ne fa, con note storiche e culturali che presuppongono uno studio e un approfondimento continuo. […] Tra un viaggio e l’altro, tra una conferenza e l’altra, tra un trasferimento da un posto all’altro, egli annota con finezza di scrittura le sue sensazioni ed emozioni, descrivendo luoghi, paesaggi, persone, con uno stile così appassionante e coinvolgente che il lettore ha l’impressione di stargli accanto e di viverle con lui. […]”.

Dunque ancora una perla ci regala il fecondo scrittore aquilano, di recente insignito del Premio internazionale di giornalismo “Gaetano Scardocchia” con Medaglia del Presidente della Repubblica. Il libro: 352 pagine di narrazione, con storie coinvolgenti e 276 belle immagini, una copertina originale e una grafica come sempre eccellente su carta avorio di gran pregio. Personaggi, fatti significativi, eventi, racconti di viaggio che illustrano la più bella Italia, dentro e fuori i confini, facendo assaporare al lettore l’orgoglio per la nostra millenaria cultura, per le meraviglie del Bel Paese e le straordinarie personalità che con il loro talento rendono onore all’Italia, ovunque nel mondo.

Non casuale la scelta della sala per presentare il volume. Una preferenza che vuol testimoniare attenzione e l’orgoglio tutto aquilano per una delle più recenti Scuole Universitarie Superiori d’Italia, il Gran Sasso Science Institute (www.gssi.infn.it). Riconosciuto dallo Stato nel 2016 centro di alta formazione scientifica e d’eccellenza per studi di dottorato (PhD), il GSSI è diventata la settima Scuola universitaria autonoma italiana, con la Normale e la Sant’Anna di Pisa, IUSS di Pavia, SISSA di Trieste, SUM di Firenze e Istituto di Studi Avanzati di Lucca. Un vero fiore all’occhiello, il GSSI, che insieme all’Università dell’Aquila esalta la vocazione del capoluogo d’Abruzzo come Città degli studi, della Ricerca e dell’alta Formazione.

***

Goffredo Palmerini è nato a L’Aquila nel 1948. Per quasi trent’anni è stato amministratore della Città capoluogo d’Abruzzo, più volte assessore e vice sindaco. Lasciata la politica attiva nel 2007, ha iniziato un’intensa attività giornalistica su agenzie internazionali e sulla stampa italiana all’estero. Suoi articoli sono pubblicati su numerose testate in Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo, Messico, Perù, Repubblica Dominicana, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Svizzera, Sud Africa, Uruguay e Venezuela. Ha pubblicato i volumi Oltre confine (2007), Abruzzo Gran Riserva (2008) L’Aquila nel mondo (2010), L’altra Italia (2012), L’Italia dei sogni (2014), Le radici e le ali (2016), L’Italia nel cuore (2017). Numerosi i riconoscimenti ricevuti per la sua attività giornalistica e culturale. Studioso di migrazioni, è componente del Comitato scientifico del Dizionario Enciclopedico delle Migrazioni Italiane nel Mondo (ed. SER e Fondazione Migrantes, 2014), per la quale opera è anche uno degli autori. Esponente di diversi enti ed organismi nazionali che operano nel campo dell’emigrazione, è tra i più impegnati ambasciatori dell’Abruzzo nel mondo.

Link: 2_pdf-leggero-italia-nel-cuore_goffredo-palmerini

cover - L'Italia nel cuore Invito web

Premiazione “Palma d’oro 2017” di Assisi Pax International- ASSISI, 17 giugno 2017 ore 16

assisipaxdirettivo

COMUNICATO STAMPA

 

“PREMIO PALMA D’ORO 2017”

PRESTIGIOSA INIZIATIVA SOCIO-CULTURALE DELL’ASSOCIAZIONE

ASSISI PAX INTERNATIONAL

Sabato, 17 giugno 2017-dalle ore 16,00

Palazzo Comunale-Sala della Conciliazione

ASSISI

Assisi, 15 giugno 2017


L’Associazione Assisi PAX International (www.assisipax.org), con sede in Assisi (Perugia)-Umbria, nel Convento Chiesa Nuova, casa natale di San Francesco, organizza – in occasione dell’Assemblea Annuale 2017 dei suoi soci – da venerdì 16 giugno fino a domenica 18 giugno prossimi, un ricco e prestigioso calendario di eventi socio-culturali in nome della Pace, del Rispetto, della Solidarietà, della Fratellanza e della Divulgazione morale ed etica inerenti il valore profondo della Cultura dell’Uomo,  tutti temi fondanti l’azione di Assisi PAX International che, quest’anno, festeggia il ventennale della sua nascita.

ASSISI PAX è un movimento che lavora per creare una civiltà di pace. Leggendo il libro “Civiltà di pace” di Padre Gian Maria Polidoro, suo fondatore, si può ben comprendere cosa significhi lavorare per una civiltà di pace e cosa si intenda per civiltà e per pace. Dal movimento Assisi Pax è nata l’Associazione ASSISI PAX INTERNATIONAL, di cui è presidente Gerardo Navazio, che accoglie Soci ed Amici che desiderano lavorare per la pace. Dallo stesso movimento è nato ASSISIPAX ONLUS che è il braccio operativo dell’Associazione e del movimento e, secondo i fini del proprio Statuto, si adopera per aiutare chi soffre in Italia e nel mondo.

I Premi “Palma d’oro di Assisi Pax”, “Palma d’Argento di Assisi Pax” e “Arbor Pacis” sono Riconoscimenti od Onorificenze offerte da Assisi Pax per quanti si impegnano nel lavoro di pace. Il riferimento alla “Palma” è dovuto ad un evento ormai famoso nella storia del cammino di pace nel mondo. Il 27 ottobre 1986 Papa Giovanni Paolo II, ora Santo, convocò in Assisi i Rappresentanti delle varie Religioni mondiali per pregare e per attuare un cammino di pace nel mondo. Il frutto di tale incontro fu chiamato “Spirito di Assisi” che, nell’nterpretazione del fondatore di Assisi Pax, Padre Gian Maria Polidoro, ha come significato fondamentale il fatto che la spiritualità (terreno comune delle varie religioni) è motore principale della storia nel mondo.

Al termine di quello storico incontro il Papa fece dono ad ogni Rappresentante di una piccola pianta di ulivo in vaso, simbolo di pace che cresce. La pianticella donata al rappresentante religioso delle religioni tradizionali d’America non poteva essere portata negli USA a motivo delle restrizioni doganali. Pertanto fu affidata al Prof. Carlo Laudenzi. La famiglia Laudenzi, successivamente ha fatto dono dell’ormai piccolo albero ad Assisi Pax che lo ha posto a dimora nel piccolo giardino presso la Casa Natale di san Francesco (Convento Chiesa Nuova) in Assisi, sede di Assisi Pax International. Da quel tempo Assisi Pax coglie ogni ramoscello (Palma) che, bagnato nell’oro o nell’argento, viene dato, come riconoscimento a chi lavora per la pace.

Naturalmente la “Palma d’Oro” è riservata prevalentemente a Capi di Stato o Personaggi particolarmente benemeriti per il loro lavoro di pace, per la loro testimonianza di pace o per altro grande merito riconosciuto da Assisi Pax. La “Palma d’Argento” ha lo stesso scopo della Palma d’Oro e viene assegnata a quanti hanno particolare benemerenza a favore della pace in azioni o testimonianza. La Palma vuole significare un’eccellenza riconosciuta. L’onorificenza “Arbor Pacis” testimonia un particolare amore per il tema della Pace mostrato con azioni e testimonianze. La “Palma d’Oro 2016” fu consegnata al noto imprenditore Bruno Cucinelli.

L’evento prestigioso “Palma d’Oro 2017” si svolgerà Sabato 17 giugno 2017, dalle ore 16, presso il Palazzo Comunale di Assisi, nella Sala della Conciliazione. Quest’anno la “Palma d’Oro” ha un significato molto importante poiché verrà assegnata da Padre Gian Maria Polidoro al Corpo Nazionale Italiano Vigili del Fuoco nella veste del Comandante Generale Ing. Gioacchino Giomi ed allaCroce Rossa Italiana nella veste del suo Maggior Generale Gabriele Lupini, per onorare l’azione meritevole e determinante svolta sia dal Corpo dei Vigili del Fuoco che della Croce Rossa Italiana in occasione della recente tragedia del terremoto che ha flagellato la nostra penisola. Dopo la consegna della “Palma d’Oro 2017” si svolgerà, sempre Sabato dalle ore 20:30, una Cena dell’Amicizia nella Sala delle Volte nel Palazzo Comunale in Assisi (costo euro 50-per aderire rivolgersi a Luigi Sammarco-cell. 348/5165040), a scopo umanitario per raccogliere il contributo di Assisi Pax Internationalin aiuto ai terremotati italiani.

I lavori di Assisi Pax International, in occasione della consegna della “Palma d’oro 2017”, si svolgeranno con un fitto e ben strutturato programma: si inizia venerdì 16 giugno 2017, dalle ore 18, con l’accoglienza degli ospiti presso la DOMUS, sede dell’Associazione in Corso Mazzini, n.18-Assisi e si prosegue alle ore 19 con un Momento di spiritualità presso la Chiesa Nuova. Sabato 17 giugno 2017, alle ore 9.15 si terrà l’Assemblea Ordinaria dei Soci di Assisi Pax presso la Sala della Biblioteca Francescana. Alle ore 10 inizierà la tavola rotonda, dal titolo “Ventennale di Assisi Pax nella visione della costruzione di una civiltà di pace”, i cui relatori autorevoli saranno: il presidente di Assisi Pax International dr. Gerardo Navazio, dr. Delio Napoleone, dr.ssa M. Moroni e dr. C. De Camillis, Gen. V. Ferraro, il Sindaco di Assisi, Massimiliano Beghella, il dr. Cosimo De Tommaso, la dr.ssa Gina Della Fazia.  La tavola rotonda verrà moderata dalla dr.ssa G. Corona.

Numerosi rappresentanti di varie istituzioni civili, militari e religiose hanno assicurato la loro presenza all’evento “Palma d’oro 2017”. Il Presidente di Assisi Pax International, dr. Gerardo Navazio, ha affermato: “Le iniziative socio-culturali che si svolgeranno nei giorni 16-18 giugno prossimi andranno a completare ed arricchire l’Assemblea annuale dei Soci di Assisi PAX International per l’anno 2017 e costituiscono una nuova traccia per il percorso futuro che l’Associazione intende intraprendere, dopo aver compiuto 20 anni di esistenza, volendo affrontare  temi salienti del mondo contemporaneo in un’ottica di approfondimento culturale e spirituale che possa contribuire a diffondere lo “spirito” di Assisi e i  valori  francescani della pace e della fraternità, eredità preziosa che Francesco d’Assisi ci ha consegnato, che abbiamo raccolto e da sempre conservato fedelmente quale guida e ispirazione per l’operato del nostro domani”.

 

SI ALLEGANO: IL PROGRAMMA DETTAGLIATO DEGLI EVENTI ed UNA FOTO DI PADRE GIAN MARIA POLIDORO CON IL DIRETTIVO ASSISI PAX.

 

Per info: Mariangela Petruzzelli-giornalista; cell.331/5934925;

e-mail: mariangelapetruzzelli@gmail.com

 

Link:

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Intitolazione a Maria Stella Ardizzone e Silvia Frezzolini di due laboratori del Liceo di Anzio

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Il Liceo Chris Cappell College di Anzio dedica due laboratori alle docenti

Silvia Frezzolini e Maria Stella Ardizzone

ANZIO (Roma– Il 9 giugno prossimo, dalle ore 9.00, presso i locali del Liceo Chris Cappell di Anzio, si svolgerà la Giornata dedicata all’inaugurazione del Laboratorio Smart Lab, intitolato alla professoressa Silvia Frezzolini, e del Laboratorio multimediale, intitolato alla professoressa Maria Stella Ardizzone.

Seguiranno le illustrazioni dei prodotti finali dei Progetti realizzati dagli alunni: la presentazione del CD curato dall’attuale classe IV M nell’ambito del progetto di Audio Branding  – Alternanza Scuola Lavoro – realizzato con la collaborazione del Museo Nazionale Etnografico Pigorini di Roma, padiglione Africa; la presentazione della Ricerca-azione elaborata nell’a.s. 2016-2017 dalla classe 2B del Liceo classico, dal titolo Quella notte, a Troia…’ nell’ambito della Didattica delle Culture Classiche; la presentazione dell’indirizzo Visual Arts del Liceo.

Seguirà infine la premiazione degli alunni che si sono distinti nella prima edizione del Concorso Il Giovane Favoloso, promosso dalla famiglia Frezzolini, in memoria della prof.ssa Silvia, per l’assegnazione di borse di studio agli alunni delle classi quinte dell’ indirizzo classico e musicale.

GRANDE PUBBLICO ALL’INAUGURAZIONE DEL CENTRO POLIFUNZIONALE DI CAMARDA – L’audiomessaggio di Gianna Nannini, le testimonianze dei donatori, il saluto del sindaco Cialente

 

Massimo Cialente e Donato Scipioni al taglio del nastroGRANDE PUBBLICO ALL’INAUGURAZIONE DEL CENTRO POLIFUNZIONALE DI CAMARDA

L’audiomessaggio di Gianna Nannini, le testimonianze dei donatori, il saluto del sindaco Cialente

di Franco Ricci *
L’AQUILA – E’ stato inaugurato sabato scorso il Centro Polifunzionale “Insieme per Camarda”, progettato dall’architetto Cinzia Carrozzi e dal geometra Carlo Cipriani. Un’opera importante per la piccola frazione aquilana alle falde del Gran Sasso, realizzata con le donazioni dall’Italia e dall’estero dopo il terremoto del 2009. Questo importante obiettivo è stato raggiunto grazie all’impegno di Donato Scipioni, presidente dell’Associazione onlus “Insieme per Camarda”, al lavoro di tutti i componenti del Consiglio di Amministrazione e all’impegno dell’arch. Carrozzi, che è andata ben oltre i suoi doveri di progettista. E’ stata una bella giornata di festa, baciata dal sole, con i monti verdi d’Abruzzo a contorno, caratterizzata da buon umore, gioia, gentilezza e fierezza dei partecipanti. Il Centro è situato alle pendici occidentali del Gran Sasso, lungo la strada statale 17 bis che sale alla base della Funivia e poi fino a Campo Imperatore. Grazie all’impegno degli organizzatori, è stata coinvolta una cittadinanza numerosa ed entusiasta.

Ora, finalmente, tutti gli abitanti di Camarda e zone limitrofe potranno disporre di una nuova efficiente struttura per la comunità, bella, moderna ed accogliente, che ospiterà numerose attività aperte agli abitanti del territorio. Il Centro ospiterà diverse iniziative a carattere sociale e culturale come mostre, congressi, concerti, convegni, corsi di formazione e aggiornamento. Ed ha l’obiettivo di proporsi alla cittadinanza come luogo d’incontro, di aggregazione e nascita di nuove progettualità sociali e associative, integrandosi con l’area circostante. Vi si promuoveranno attività orientate ad un’ottica di benessere per i giovani del territorio, sempre pronti alle nuove iniziative culturali. Alla cerimonia erano presenti, accanto agli esponenti dell’Associazione “Insieme per Camarda”, il Sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, l’assessore alla ricostruzione Pietro Di Stefano, l’ex assessore comunale Pasquale Corriere, dal Canada il prof. Franco Ricci e Berardino Carrozzi (ITAL-UIM), il Cav. Enzo Alloggia dalla Svizzera, Dino Scipioni dal Belgio, la progettista Cinzia Carrozzi e rappresentanti delle varie associazioni che hanno contribuito alla realizzazione dell’opera.

“Siamo felici di aver inaugurato questa nuova struttura – ha commentato Donato Scipioni – un’opera fondamentale per la nostra comunità. Da oggi il nostro piccolo borgo potrà finalmente avere un luogo di socialità, di aggregazione o più semplicemente uno spazio a disposizione della comunità. È con orgoglio che sono qui a presentare a voi tutti il nostro ed il vostro Centro Polifunzionale, con orgoglio non tanto per quanto noi abbiamo fatto, ma soprattutto per ciò che voi tutti avete fatto e per quanto ci avete permesso di realizzare, orgoglioso del cuore degli abruzzesi e degli italiani. Siamo semplicemente felici per quanto realizzato finora, anche se il progetto si è dovuto ridimensionare. La volontà di “fare” per la comunità è stata più forte degli ostacoli e ci ha portato ad impegnarci ben oltre le nostre disponibilità economiche, grazie anche a chi ha creduto in noi e ha lavorato con la sola promessa di essere pagato. Un ringraziamento a quanti hanno contribuito a rendere possibile tutto ciò credendo in noi, iniziando da Gianna Nannini che ha dato il LA a questo progetto, alla progettista Cinzia Carrozzi, a Nello Scipioni e Franco Ricci, a Berardino Carrozzi, al Cav. Enzo Alloggia, a tutte le associazioni di emigrati in Canada, Svizzera e Germania, al MASCI, a Liliana Lacana, al Gruppo del Ministero dei Trasporti, a Pasquale Corriere, a Mario Cavalcante, a Ivo D’Angelo e a tutti i Camardesi che si sono adoperati per aiutarci. Grazie a tutti. Spero che questo rapporto che si è creato possa continuare per farci migliorare. Grazie di nuovo a tutti.”

La giornata inaugurale, aperta dall’audiomessaggio di Gianna Nannini – che avrebbe voluto essere presente e invece è rimasta bloccata a Londra per il sistema informatico dell’aeroporto andato in tilt -, ha visto l’intervento delle autorità locali, il taglio del nastro da parte del sindaco Massimo Cialente e il saluto del dirigente tecnico del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Brevi interventi anche da parte dei rappresentanti dei donatori che hanno contribuito a finanziare l’opera: Franco Ricci, quale presidente del Comitato per la racconta fondi tra la comunità italiana di Ottawa, il cav. Enzo Alloggia, coordinatore degli aiuti dalla Svizzera, Goffredo Palmerini incaricato a portare il saluto del prof. Angelo Di Ianni, presidente del Comitato raccolta fondi tra la comunità italiana di Hamilton in Canada, il presidente del Comitato del Canton Ticino e il rappresentante del MASCI.

Il primo cittadino, che ha voluto richiamare la complessità dell’iter autorizzativo dell’opera, ha dichiarato che l’operazione è stata resa possibile grazie ai provvedimenti di sistemazione urbanistica adottati dalla Giunta comunale, che hanno permesso l’acquisizione dell’area. La nuova struttura è stata realizzata per offrire alla cittadinanza occasioni d’incontro, dibattito e animazione, magari anche attraverso la sperimentazione di nuove forme di promozione sociale, offrendosi come punto di riferimento per enti ed associazioni che operano sul territorio comunale. Fondamentale per la riuscita della cerimonia inaugurale la collaborazione dell’Associazione culturale “Il Treo”, presente con il suo presidente Walter Scipioni, e del Gruppo Alpini Valleverde di Camarda con il capogruppo Antonio Spagnoli. Dopo il taglio del nastro e gli interventi di saluto don Nelson Callegari, parroco di Camarda, ha impartito la benedizione alla struttura.

Non va dimenticato che le Associazioni degli Abruzzesi all’estero si mobilitarono immediatamente, dopo il 6 aprile 2009, in una gara di solidarietà per sostenere le popolazioni colpite dal terremoto. Spinti dall’amore per la loro terra d’origine, subito vollero dare una mano attivandosi nella raccolta di fondi a favore degli abitanti dei centri colpiti. Numeroso è l’elenco delle associazioni abruzzesi di Svizzera, Germania, Belgio e Canada, come dei singoli donatori, tutti elencati su una Targa affissa all’interno della struttura. Va ricordato, in particolare, il Centro Abruzzese Canadese di Ottawa, il suo presidente Nello Scipioni ed il Chair del Comitato Raccolta Fondi per i Terremotati, prof. Franco Ricci, il quale nel suo intervento ha espresso gli auguri del presidente del Centro Abruzzese e del Comitato. Ricci ha ricordato l’impegno della comunità italiana di Ottawa, che ha generosamente donato per fare fronte all’emergenza del terremoto aquilano. Ha peraltro sottolineato l’importante opera sociale che proprio un figlio di Camarda, Nello Scipioni, rende all’intera comunità italiana di Ottawa, tanto da essere stato scelto ed insignito come Uomo dell’Anno 2017 dal Comites della capitale canadese. Sono seguiti caldi e generosi applausi.

Alla cerimonia è stata forzatamente assente Gianna Nannini. Grazie a lei e alle colleghe “Amiche per l’Abruzzo” fu raccolta gran parte dei fondi necessari alla realizzazione della struttura. La popolare cantante è rimasta bloccata all’aeroporto londinese di Heathrow a causa d’un guasto informatico al server della British Airways. Comunque, non è del tutto mancata all’appuntamento, avendo inviato un affettuoso messaggio d’augurio registrato e trasmesso a tutti i presenti. A completare la magnifica giornata un gustoso buffet di specialità gastronomiche locali, di preparazioni dolciarie tipiche, di ottimo vino e d’un eccellente spumante italiano. Un complesso musicale ha brillantemente accompagnato la serata di festa.

* presidente Comitato Raccolta Fondi pro Terremotati L’Aquila

29 maggio 2017

WP_20170527_16_40_33_Pro WP_20170527_16_40_37_Pro Centro polifunzionale Camarda Centro polifunzionale, interno Enzo Alloggia,nel suo saluto inaugurazione Centro polivalente Camarda Inaugurazione.1 Inaugurazione.2

La guida operativa di Lenoci e Rocca per il bilancio consolidato

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La guida operativa di Lenoci e Rocca per il bilancio consolidato

La stagione dei bilanci consolidati è in pieno svolgimento e, in concomitanza con questa fondamentale scadenza per i gruppi di imprese, l’Unione Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Monza e Brianza ha organizzato a Monza, presso The Bank, l’evento “Aperitivo e nuovo bilancio consolidato”.

Protagonista dell’evento è stato il libro di Francesco Lenoci e Enzo Rocca “Bilancio consolidato”, Wolters Kluwer, maggio 2017.

Il vantaggio competitivo è la capacità distintiva di un gruppo di imprese di presidiare, sviluppare e difendere nel tempo, con maggiore intensità e competenza dei concorrenti, un fattore critico di successo in un mercato.

L’osservazione degli accadimenti degli ultimi anni ha enfatizzato, ai fini dell’acquisizione del vantaggio competitivo, le capacità d’impresa volte: all’individuazione e all’acquisizione di nuove tecnologie; ad una maggiore flessibilità organizzativa; a migliori e più articolati rapporti con gli interlocutori aziendali.

La complessità che caratterizza l’attuale scenario è dovuta in gran parte alla velocità ed alla scarsa prevedibilità dei cambiamenti e degli avvenimenti in generale; ciò significa che è sempre più difficile procedere a una valutazione analitica e costante dei soggetti con i quali si sviluppano relazioni economico-sociali. Visibilità e trasparenza diventano, pertanto, gli elementi fondamentali sulla base dei quali accordare fiducia e credibilità ai propri interlocutori.

Il gruppo di imprese trasmette e riceve informazioni al proprio interno e con l’esterno. Col termine “informazioni” si intendono sia quelle accumulate all’interno, come il know-how di marketing tecnologico, produttivo, finanziario, manageriale, sia i canali tramite i quali le informazioni sono veicolate all’esterno per contribuire a creare risorse immateriali quali la stima, la credibilità, la reputazione e la fiducia ovvero, in altri termini, l’immagine aziendale.

Per ottenere un duraturo successo, il gruppo di imprese deve saper fare e farlo sapere. Il saper fare di un gruppo di imprese deriva dall’efficacia e dall’efficienza del suo sistema di governo, ossia dalla coerenza esistente tra i vari elementi che compongono il suo sistema manageriale e gestionale. Il farlo sapere implica un’attività di comunicazione che si esplica nell’implementazione delle attività operative e strategiche d’impresa e, quindi, sia in comportamenti che nell’attivazione di messaggi intenzionali.

L’applicazione operativa del saper fare (il fare), ossia l’agire integrato del gruppo di imprese dà concretezza al saper fare: le attività operative e strategiche d’impresa rappresentano, quindi, il fare e l’efficacia del fare dipende dalla consonanza esistente non più solo fra le variabili del sistema di gestione, ma anche fra queste e l’ambiente in cui l’impresa opera.

Tale efficacia va incrementata mediante la gestione dell’immagine, ossia il farlo sapere tramite lo strumento di un bilancio consolidato “ben fatto”.

Così il gruppo di imprese realizza un contatto migliore con i suoi interlocutori, interni ed esterni, rispondendo alle attese dei molteplici soggetti interessati alle performance aziendali, che richiedono maggior trasparenza e chiarezza nelle loro relazioni con il gruppo. In altri termini, il bilancio consolidato non va più considerato uno dei tanti documenti contabili predisposto ai sensi di legge, bensì la fotografia della bontà o meno del lavoro svolto da quanti operano nel e per il gruppo di imprese.

L’esigenza di un’informativa tempestiva delle performance e qualitativa dei dati di bilancio consolidato coinvolge una serie differente di attori all’interno di un quadro normativo di riferimento: diverse figure professionali sono coinvolte nella predisposizione, supervisione, approvazione, revisione, analisi ed utilizzo di report che comunicano informazioni e dati aziendali.

Le principali figure coinvolte nella catena dell’informazione societaria sono le seguenti:

  • management. Predispone il bilancio consolidato in conformità al D.Lgs.n. 127/1991 oppure agli IAS/IFRS;

  • investor relator. Rappresenta l’impresa presso la comunità finanziaria comunicando il suo valore, i suoi dati, le sue performance, le sue strategie. Contribuisce alla catena dell’informazione economica-finanziaria, alimentando la fiducia degli investitori e rendendo intelligibile il valore del Gruppo;

  • auditor e altri organi di controllo. Interagiscono con il management e gli organi di governance e contribuiscono alla trasparenza della comunicazione finanziaria;

  • media. Contribuiscono alla distribuzione delle informazioni;

  • analisti finanziari. Valutano i dati diffusi e sono interpreti nell’utilizzo delle informazioni a favore degli investitori e degli stakeholder.

In questo contesto interagiscono anche altre figure: i regolatori e gli standard setter, che forniscono il quadro normativo di riferimento agli altri attori.

Il ciclo termina con gli investitori e gli altri stakeholder che usufruiscono delle informazioni diffuse per valutare il proprio investimento e che, quindi, fanno pressione sugli altri soggetti per ottenere dati e informazioni il più possibile attendibili, trasparenti, comprensibili e affidabili.

Comunicare significa condividere, mettere qualcosa in comune con gli altri: nel mercato finanziario la comunicazione è l’insieme delle strategie e degli strumenti utilizzati per rendere fruibili informazioni di carattere economico-finanziario ad investitori e parti terze. Il processo di trasformazione del puro dato numerico in informazione inizia da una fase di interpretazione dei risultati aziendali che vengono analizzati e valutati.

Tale processo consente di comprendere:

  • l’identità finanziaria-patrimoniale dell’impresa e l’insieme dei risultati che sostengono la validità del modello imprenditoriale prescelto;

  • il posizionamento aziendale nel settore di riferimento, declinato nella logica di differenziale competitivo, ossia definendo la sostenibilità finanziaria del modello imprenditoriale nel medio-lungo termine;

  • l’orientamento strategico volto a mantenere o ad ampliare il differenziale competitivo;

  • la stima dei risultati attesi, intesi come obiettivi economici-patrimoniali-finanziari raggiungibili grazie alla strategia.

Obiettivo del libro di Francesco Lenoci e Enzo Rocca è offrire un supporto concreto e innovativo per la realizzazione di un bilancio consolidato “ben fatto” e per la sua comunicazione “efficace” a tutte le figure coinvolte nella catena dell’informazione societaria.

Il libro di Francesco Lenoci e Enzo Rocca è diviso in tre parti:

  • la prima parte illustra la logica di gruppo e il salto di qualità che il bilancio consolidato consente di fare nell’informativa patrimoniale, economica e finanziaria. Contiene, peraltro, un dettagliato confronto tra due bilanci consolidati dell’esercizio 2015 redatti con normativa differente (norme di legge e principi contabili italiani versus principi contabili IAS/IFRS) volto a denunciare l’assurdità di bilanci consolidati ugualmente corretti quantunque profondamente diversi;

  • la seconda parte, relativa ai gruppi non quotati, fornisce una metodologia ragionata per la predisposizione dello stato patrimoniale consolidato, del conto economico consolidato, del rendiconto finanziario consolidato, del prospetto di movimentazione del patrimonio netto consolidato e del prospetto di raccordo fra bilancio della capogruppo e bilancio consolidato;

  • la terza parte, concernente i gruppi quotati, fornisce una metodologia ragionata per la predisposizione degli schemi contabili richiesti dagli IAS/IFRS, in sede di bilanci annuali e infrannuali.

Arricchiscono il libro di Francesco Lenoci e Enzo Rocca:

  • oltre 110 esempi, selezionati tra la prassi più recente e proposti quali model solution. Si segnala, in particolare, un bilancio consolidato 2016, completo di nota integrativa consolidata e di relazione sulla gestione del gruppo, già conforme alle significative novità che il D.Lgs. n. 139/2015 e i nuovi OIC pubblicati a fine 2016 hanno apportato al D.Lgs. n. 127/1991;

  • la soluzione di oltre 50 casi, formulati in maniera tale da risultare dei validi practice aid, sia per chi deve redigere, sia per chi deve controllare i bilanci consolidati.

Completa il libro di Francesco Lenoci e Enzo Rocca l’allegato CD-Rom che, con riferimento ai gruppi industriali, consente di: redigere il bilancio aggregato; effettuare il consolidamento; predisporre lo stato patrimoniale ed il conto economico consolidati; predisporre la movimentazione del patrimonio netto di gruppo; ottenere il raccordo tra il patrimonio netto e il risultato d’esercizio della capogruppo e del gruppo.

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Alla scoperta delle meraviglie del Bel Paese – Calabria d’incanto, tra Magna Grecia e New York Times

Basilicata e Calabria - Parco del Pollino

28 maggio 2017

Alla scoperta delle meraviglie del Bel Paese

L’AQUILA – Il numero Primavera 2017 del magazine i-Italy NY – attualmente in distribuzione a New York, Washington DC, Los Angeles, San Francisco, Boston e presto anche in altre città degli States – dedica sei pagine alla Calabria. La rivista diretta da Letizia Airos, dopo gli speciali sull’Abruzzo, sul Gargano, su Matera e la Basilicata, sul lago di Garda, con questo servizio sulla Calabria jonica continua il viaggio nel Bel Paese per interessare i lettori americani – il magazine è in lingua inglese – alle straordinarie meraviglie e singolarità dell’Italia. Come già per i precedenti, il direttore del magazine ha chiesto a me di scrivere anche l’articolo sulla Calabria. Se può essere d’interesse, qui di seguito ne riporto il testo in italiano, che la redazione del magazine ha tradotto per l’impaginazione. Il servizio, da pag. 68 a 73, reca l’aggiunta di annotazioni gastronomiche a cura della redazione. Esprimo ogni buon augurio alla testata, che da questo numero amplia lo sguardo e la diffusione, oltre che a New York, in altre grandi città degli Stati Uniti. La rivista ha pure aumentato le pagine da 80 a 124. (G.P.)

http://www.i-italyny.com/magazine/2017_SPRING/index.html#68

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Calabria d’incanto, tra Magna Grecia e New York Times

di Goffredo Palmerini

CROTONE – Il primo sole indora i Sassi, mentre l’ombra ancora domina la profondità della gravina. Quando lasciamo le meraviglie di Matera, occorre fare un lungo giro per guadagnare l’altra costa della gravina, dove abbondano grotte e chiese rupestri scavate nella roccia. Sono di epoche diverse. Risalgono in gran parte all’alto Medioevo, le più interessanti conservano affreschi e sculture d’impronta bizantina. Testimoniano una forte presenza attraverso i secoli di monaci bizantini e benedettini, dediti alla contemplazione e alla preghiera in un ambiente suggestivo e selvaggio, di rocce e arbusti, affacciato sullo squarcio della gravina. Meriterebbero tutte una visita meticolosa per apprezzarne la sobria bellezza. Ma siamo diretti in Calabria e possiamo fare solo alcune soste. La prima alla chiesa rupestre di Cristo la Selva, con la sua facciata romanica e l’interno a pianta quadrata. Presenta affreschi dedicati ai santi Giovanni e Giuseppe, un magnifico candelabro in ferro battuto e un contesto ambientale incantevole. Altra sosta la dedichiamo ad un complesso di grotte scavate su quattro distinti livelli, collegate da una rete di scalette e cunicoli scavati nella pietra bianca. Nell’agglomerato rupestre c’è la chiesetta di San Nicola all’Ofra, una cappella ad una sola navata con nicchia absidale e un affresco di Madonna con Bambino. Scendiamo verso Montescaglioso, facendo ancora una sosta alla Cripta della Scaletta. Il luogo e la vista mozzano il fiato. Piante e arbusti rigogliosi rendono stupendo il paesaggio, siamo nelle vicinanze di una murgia. Il piccolo tempio scavato nella roccia è in due ambienti, un muretto di pietra divide il presbiterio dall’area destinata ai fedeli.

Riprendiamo il viaggio, nella sinuosa discesa verso il Bradano. Il fiume volteggia tra canneti e una vegetazione prossima ad esplodere un verde lussureggiante, con l’entrata della primavera. In lontananza il blu e turchese del mar Jonio rimandano riflessi di sole da oriente. Prima di Metaponto prendiamo la superstrada jonica che ci porta in Calabria. Non prima, però, d’una visita a Policoro, dove nel VII secolo a.C. si formò Heraclea, una delle colonie più floride che i Greci insediarono, cominciando dalle coste salentine affacciate sul golfo di Taranto, poi lungo tutta la costiera jonica della Calabria e quindi in Sicilia, in quelle terre che presero il nome di Magna Grecia. I resti archeologici testimoniano un impianto urbano ortogonale, con un’acropoli nel sito ove attualmente c’è il Castello di Policoro, e i santuari dedicati a Demetra e Dioniso. Una visita al Museo della Siritide, con i suoi preziosi reperti archeologici, conferma la ricchezza e la raffinatezza degli antichi abitatori dell’area, sotto l’influenza della civiltà degli Achei. Il viaggio prosegue. A sinistra il mare porge bagliori, profumi d’eucalipto e d’erbe salmastre. A destra la grande piana rigogliosa, un tempo infestata d’acquitrini, si prepara a produrre frutti prelibati e sapidi ortaggi per i mercati italiani e di mezza Europa. All’orizzonte già si staglia il profilo montuoso del Pollino, emergente dal verde intenso dei boschi, quasi smeraldo dalle foliazioni di primavera. Scende fino al mare, il monte, con le sue balze e gli stretti canaloni incisi dai torrenti.

Siamo già in Calabria, la regione che il New York Times ha recentemente consacrato come terra di bellezze, di eccellente cucina, di ottimi vini e di luoghi ricchi di storia e d’arte. Autentiche sorprese per chi predilige itinerari fuori dalle consuete rotte del turismo di massa e del supermercato vacanziero. E infatti all’ingresso calabro ci accoglie Rocca Imperiale, un antico borgo sorto intorno all’anno Mille, appollaiato sulla collina e a poca distanza dal mare. Fu fatto fortificare da Federico II di Svevia. Magnifica la vista delle sue case omogenee, disposte a gradoni salienti fino alla sommità del colle, dove imponente s’erge il Castello, simile a quelli di Lagopesole e Lucera di medesima impronta federiciana. Fertile lembo della Magna Grecia, considerato tra i più fecondi, dovette subire nei secoli le azioni predatorie degli eserciti di Pirro, di Annibale, dei gladiatori di Spartaco in rivolta contro Roma e dei Goti. Ora queste campagne producono limoni di eccelso sapore ed altre produzioni biologiche di qualità.

Il viaggio procede spedito, con l’andamento mutevole delle colline, solcate dai calanchi quando salgono verso i monti coperti di boschi, mentre in giù verso il mare il verde dirada, sostituito da siepi di cactus che, in estate, colorano di giallo e di rosso i loro frutti gustosi. Ancora borghi si susseguono sulla collina e paesini sulla marina. Sul colle c’è Amendolara, con il suo Castello svevo. Più avanti Trebisacce anticipa la Piana di Sibari. C’è Cassano allo Jonio, ora una bella cittadina, ma con antiche radici nel periodo Neolitico, come confermano i rinvenimenti di ceramiche e utensili nelle Grotte carsiche di Sant’Angelo. Là nel 720 a.C. gli Achei fondarono Sibari, che divenne fiorente colonia per due secoli fin quando non venne distrutta dall’esercito crotonese al comando di Milone, famoso atleta greco. Sotto la dominazione di Roma, Cassano divenne Municipium romano. Poi ebbe una serie di dominazioni – Longobardi, Normanni, Svevi, Angioini e Aragonesi – subendo, nei decenni a cavallo del Mille, diversi saccheggi dai Saraceni. Tornando all’antica Sibari, il porto della città magno-greca era il principale scalo nell’occidente dei mercanti di Mileto, che commerciavano le preziose mercanzie provenienti dall’Asia. Sibari era famosa per la ricchezza della sua terra e per la raffinatezza dei suoi cittadini. Dopo la distruzione operata dai Crotonesi nel 510 a.C., Pericle dispose la fondazione, sulle sue rovine, della colonia ellenica di Thurii, diventata colonia romana tre secoli dopo con il nome di Copia. Oggi i resti dell’antica città di Sibari sono visibili in un’ampia area archeologica, dove emergono il teatro, le terme, un tempietto e i resti di Thurii. Preziosi reperti sono conservati nel Museo Archeologico della Sibaritide.

Riprendiamo il viaggio, con l’arteria viaria che discende quasi lambendo il mare. E’ intenso il colore dello Jonio, al largo, mentre è color perla vicino alla battigia di sabbia dorata. L’acqua trasparente. C’è un senso di amenità. Le architetture dei paesini lungo la costa sono modeste, non invasive. Siamo in prossimità del bivio per Corigliano Calabro. La città si scorge bene, là in alto sulla collina. Sarebbero arabe le sue origini, due decenni anteriori all’anno Mille. Dopo la conquista normanna, ad opera di Roberto il Guiscardo, nel 1073 venne edificato il Castello e la chiesa di San Pietro. Intorno si sviluppò la città. Corigliano fu feudo dei conti di Sangineto, poi dei Sanseverino. Belle e da visitare la Collegiata di San Pietro, la chiesa carmelitana della SS. Annunziata, la chiesa di Sant’Antonio, la chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, con un bel Crocifisso seicentesco opera di Umile Pintorno. E ancora la chiesa madre di Santa Maria Maggiore, risalente al X secolo, con preziosi arredi lignei intagliati e un dipinto seicentesco attribuito a Cesare Fracanzano. Notevoli anche le chiese di Sant’Anna e San Francesco di Paola. Superbo è il Castello ducale.

Neanche 20 km e s’arriva a Rossano Calabro, altra magnifica cittadina che conserva, nel Museo diocesano, il Codex Purpureus, uno dei Vangeli più antichi al mondo, patrimonio dell’Unesco. La città ha origini antichissime (XI secolo a.C.), diventata colonia della Magna Grecia e successivamente avamposto romano. L’imperatore Adriano vi fece edificare un porto capace di ospitare fino a 300 navi. Grande lo splendore economico e culturale della città sotto la dominazione bizantina, per cinque secoli fino al 1050, riuscendo a non farsi espugnare dagli invasori barbari, longobardi e saraceni. Le splendide testimonianze artistiche bizantine la fanno definire “Ravenna del Sud”. Il Codice Purpureo di Rossano è una preziosa pergamena di color violaceo, 188 fogli scritti in argento e oro, in un bellissimo carattere greco mirabilmente miniato. Risale a 14 secoli fa. L’influsso d’una delle miniature del Codice – la resurrezione di Lazzaro – sembra possa rilevarsi perfino in un affresco di Giotto, nella Cappella degli Scrovegni a Padova, e in un affresco del Beato Angelico, nel convento di San Marco a Firenze. Il Codice è davvero un’opera di straordinaria bellezza. In alto, dietro Rossano, si notano i contrafforti della Sila, vasta catena montuosa coperta di foreste che con il Pollino e l’Aspromonte costituisce la spina dorsale appenninica della Calabria.

Da Rossano Calabro s’avanza verso Crotone. A metà strada s’incontra Cirò Marina, bella cittadina sorta sull’antico sito dov’era la colonia magno-greca di Krimisa. Nelle vicinanze, presso punta Alice, i resti del Tempio di Apollo Aleo. Apprezzata come città balneare per il suo mare pulito e per la qualità dei servizi, Cirò è rinomata per l’omonimo vino (bianco, rosato e rosso classico), ricavato dal vitigno Gaglioppo, e per l’agrume “clementina di Calabria”. Altri vini dell’area sono il Greco (bianco e nero) e il Savuto. E’ una bella città Cirò Marina, con numerosi monumenti da visitare. Ancora una quarantina di chilometri e siamo a Crotone, città capoluogo di provincia, 63mila abitanti, l’antica Kroton colonia della Magna Grecia, famosa per le ricchezze, per Pitagora e la sua Scuola dei metafisici. Il possente Castello, edificato sul promontorio dov’era l’antica acropoli, e i baluardi cinquecenteschi fatti edificare dal viceré di Napoli Pedro da Toledo a difesa delle incursioni turche, connotano l’intrico della città vecchia che affaccia sul grande porto. Crotone, infatti, è il più grosso centro industriale della Calabria. Meritano una visita il Duomo, il      Castello che ospita il Museo Civico, il Museo Archeologico con i reperti recuperati a Capo Colonna e nell’area dell’antica Kroton. A Capo Colonna sono visitabili i resti del santuario di Hera Licinia – ne restano il basamento e la colonna d’un tempio dorico –, mentre arredi funebri, monete, terrecotte votive ed altri reperti sono esposti nel Museo Archeologico. Rilevata sul mare, selvaggia e bellissima, la costa che da Capo Colonna va a Capo Rizzuto. Scogliere scoscese, tra sprazzi di macchia mediterranea e piccole calette di sabbia dorata, e il mare che ostenta una varietà di colori dall’azzurro intenso al verde smeraldo, con fondali stupendi per flora e fauna. Una puntatina anche a Isola Capo Rizzuto, quasi 18mila abitanti, nel cui centro storico campeggiano resti del Castello Feudale, avanzi delle antiche mura urbiche e una porta del borgo medievale, con torretta e orologio, che divide la parte antica da quella nuova della cittadina. Il tratto di costa è dichiarata “Area marina protetta di Capo Rizzuto” e conserva un patrimonio naturalistico di pregio. Numerose le strutture turistiche, ben inserite nell’ambiente. La costa rialzata prosegue fino alla località Le Castella, un isolotto con un piccolo incantevole Castello aragonese, ora destinato ad attività ricettive. E qui, in questo luogo incantevole, fermiamo il nostro viaggio, in riva allo Jonio, con le acque diafane che giocano tra piccoli scogli intorno al maniero e il sole che va calando, su verso Catanzaro.

Capo Rizzuto, Le Castella Capo Rizzuto Cassano allo Ionio, la Cattedrale chiesa rupestre di Cristo la Selva chiesa rupestre, interno Ciro Marina, il mare Corigliano Calabro, con vista sul mare Corigliano Calabro, panorama Corigliano Calabro Crotone, Capo Colonna Crotone, il Castello dall'alto

castle of santa severina calabria italy

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Crotone, Museo Archeologico Nazionale Il mare di Capo Rizzuto Le Castella Policoro, il Castello Policoro, il litorale ionico Policoro, il porto turistico di Marinagri Policoro, Museo della Siritide Policoro, resti di Heraclea, il teatro Policoro, resti di Heraclea, il teatro Policoro, spazi espositivi al Castello Rocca Imperiale, il Castello svevo Rocca Imperiale.1 Rossano Calabro Sibari, area archeologica Sibari, il Parco archeologico Sibari, Parco archeologicocodex purpureus rossanensis.1 Codex Purpureus Rossanensis Codex purpureus.2 Codex purpureus.3

Per una medicina dal volto umano, un convegno a Sassari

 

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L’umanizzazione delle cure in ambito sanitario: questo il tema della giornata di studi che si terrà presso la Camera di Commercio di Sassari venerdì 26 maggio. Il convegno, che sarà moderato dal professor Andrea Montella(Direttore del Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Sassari) e dal dottor Salvatore Salis (Coordinatore del tavolo tecnico della Regione Sardegna per le Cure Palliative e Direttore dell’Hospice di Nuoro) ha la qualifica di evento ECM, accreditato presso la Commissione Nazionale del Ministero della Salute.

Per umanizzazione delle cure si intende l’attenzione posta alla persona nella sua totalità in un mondo sanitario che sembra aver perso questa fondamentale dimensione di assistenza: è un’esigenza che segna il passaggio da una concezione del malato come mero portatore di una patologia ad una come persona con i suoi sentimenti, le sue conoscenze, le sue credenze rispetto al proprio stato di salute. Le recenti scoperte in campo medico-scientifico e la conseguente iperspecializzazione ci permettono oggi di trattare patologie una volta incurabili, ma spesso restano disgiunte, nella quotidianità della pratica clinica, dalla necessaria consapevolezza dell’importanza degli aspetti relazionali e psicologici legati all’assistenza, senza riuscire a cogliere l’interiorità irripetibile di ogni essere umano. Da qui l’attenzione verso una medicina in grado di accompagnare i pazienti e la famiglia lungo il percorso della malattia, in cui il malato dovrà essere considerato non come un insieme di organi ma come soggetto umano completo.

Salvatore Salis auspica che vi sia anche da parte della politica e delle direzioni sanitarie una maggiore sensibilità rispetto a questi temi, iniziando a mettere al centro dei piani strategici il concetto della umanizzazione e contribuire così a creare una sanità davvero moderna. Lo scopo del convegno è proprio quello di ribadire e approfondire questi concetti e mettere i discenti nelle condizioni di acquisire strumenti in grado di sviluppare competenze che consentano di attuare una relazione di cura adeguata all’umanità sofferente. Un approccio decisamente interdisciplinare: non è un caso che tra i relatori, oltre a medici e docenti nel campo della salute, figurino così anche dei filosofi, come i ricercatori Luca Nave dell’Università di Torino e Fabrizio Arrigoni dell’Università di Brescia, che da anni focalizzano i loro studi sulle implicazioni etiche della medicina, intesa anche come pratica narrativa. Si parla quindi di Medical Humanities, che hanno avuto origine negli anni Sessanta negli Stati Uniti per ricercare una necessaria sinergia tra l’anima scientifica della medicina sperimentale fondata sulle prove di efficacia (Evidence Based Medicine) e la dimensione di humanitas propria delle scienze umane, “in vista di una pratica medica – sottolinea Nave – che sappia curare e prendersi cura, che sia cioè in grado di garantire terapie efficaci dal punto di vista biologico e insieme rispettose di tutta la molteplicità dei bisogni dell’essere umano e della comunità sociale nella quale è inserito”.

Salis, autore del recente volume Storie di vita dall’Hospice (Ethos Edizioni) è da anni un convinto sostenitore di questo tipo di approccio, fondato sul bisogno di passare dal curare all’aver cura. In tale prospettiva al medico è richiesto pertanto non solo un bagaglio di competenze più ampio rispetto al passato ma anche un modo diverso di relazionarsi con il paziente, che può essere ben sintetizzato da questa efficace ed eloquente citazione del professor Vittorio Ventafridda, uno dei padri delle cure palliative in Italia: “Chi non sa ascoltare, chi non sa d’arte e chi non sa di musica non può dare una valida relazione di aiuto”.

Sebastiano Catte

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