Archivo de la categoría: Información

Presentato alla città il dossier della candidatura di Macerata a Capitale italiana della Cultura 2020

 

mercoledì 18 ottobre 2017

Presentato alla città il dossier della candidatura di Macerata

a Capitale italiana della Cultura 2020

MACERATA – Investimento, carattere, micropolitana sono le tre chiavi che hanno ispirato il dossier della candidatura di Macerata a capitale italiana della Cultura 2020 presentato il 17 ottobre al Teatro Lauro Rossi e intorno al quale tutti gli attori, istituzionali e non, che hanno contribuito alla sua stesura si sono stretti condividendone obiettivi e strategie per arrivare all’obiettivo finale.

A svelarle il sindaco Romano Carancini che ha aperto la presentazione del documento, trasmesso il 15 settembre scorso al Mibact, spiegando il significato politico dei tre termini. “Investimento perché candidare Macerata a Capitale italiana della Cultura 2020 – ha detto il sindaco – diventa immediatamente palpabile per gli investimenti, per il turismo, per la capacità di avere infrastrutture e portare benefici alla città”. Per quanto riguarda il carattere “abbiamo immaginato che questa città, fedele alla propria identità modesta, scettica, non avesse mai potuto valorizzare se stessa e raccontarsi. Avere la possibilità di proporsi senza presunzione, ma con la consapevolezza che può restituire moltissimo mettendosi a disposizione non solo della città, ma anche del territorio e dell’Italia”. Per ciò che concerne micropolitana “non vuol dire supremazia sugli altri – ha affermato Carancini – ma la volontà di difendere un luogo baricentrico che lavora con l’intero territorio in una fase fragile della propria vita e la capacità di elaborare e individuare un luogo inedito per farlo rinascere”.

Ancora chiavi, ma sono quelle del nome del progetto: ESTro.versa2020. “Capacità di coltivare il proprio estro – ha spiegato il sindaco -. Da centro baricentrico dedito ai servizi per sconfinare nella volontà di entrare nell’obiettivo di città fabbrica della cultura e non ripiegarsi su se stessa. Si passa da una Macerata introversa a una Macerata estroversa che non si accontenta e l’estro si concretizza attraverso la produzione culturale diffusa in cui tutti sono protagonisti. Est dove Padre Matteo Ricci e Giuseppe Tucci rappresentano la traiettoria internazionale del nostro progetto attraverso valori globali quali accoglienza e amicizia. E infine Roversa, arcaico di riverso, capovolta, termine che non può che essere riferito agli eventi che sono accaduti, il terremoto. Un termine che è una sfida del territorio verso la ricostruzione. La candidatura di Macerata è un’opportunità che fa immaginare la creazione di un patrimonio e per arrivare è necessario fare squadra e remare tutti dalla stessa parte”.

A illustrare il progetto sono stati Massimiliano Colombi e Marco Maracatili della Nomisma. Progetto che vale 6 milioni di euro con tanti fattori di valutazione. Macerata attualmente conta 40 mila turisti stranieri, 200 mila italiani e 100 milioni di effetto economico incrementale e la previsione in caso Macerata diventi capitale italiana della cultura parla di un incremento del 33% per gli stranieri, 27% italiani e 28 milioni di euro in più frutto delle attività culturali. Il nocciolo del progetto culturale è stato illustrato dal vice sindaco e assessore alla Cultura, Stefania Monteverde. Lo strumento scelto è stato quello delle mappe, in totale 4, con 100 progetti, 180 operatori culturali e 60 città coinvolte, per costruire un nuovo mappamondo 2020.

Ecco allora la mappa dei Viaggi che porta alla scoperta di musiche, arti, pensieri, storie e culture diverse, quella degli Incontri con le relazioni, i luoghi, le situazioni in cui le persone si mettono insieme per nuove imprese creative e per i giovani all’insegna dell’inclusione, la mappa dei Paesaggi che parla di rigenerazione dei territori con una attenzione speciale allo sviluppo della smart land e della microsensible city per la ricostruzione dell’equilibrio armonico tra spazi urbani, paesaggi naturali e comunità e infine la mappa dell’Ospitalità con al centro l’idea di Macerata città accogliente e solidale.

Un progetto, come ha detto l’assessore regionale alla Cultura Moreno Pieroni con cui “ancora una volta Macerata ha dimostrato grande solidità culturale. Vogliano essere le Marche tutte al fianco di Macerata a dimostrazione che una regione anche in questo momento deve essere unita. E per dimostrarlo stiamo predisponendo proprio in questa città una mostra con risonanza nazionale legata a Lotto”.

Un progetto interessante” lo ha definito anche lo scenografo maceratese più volte premio Oscar Dante Ferretti che ha partecipato alla presentazione al Teatro Lauro Rossi: “Mi piacerebbe far parte del gruppo di lavoro – ha detto – affinché Macerata sia eletta Capitale italiana della Cultura 2020” e nel dossier uno spazio per il celebre concittadino c’è, come ha riferito il sindaco Carancini onorato della presenza del maestro in sala, e si tratta del Dante Ferretti Space che verrà realizzato indipendentemente dalla candidatura.

In chiusura gli interventi dei Rettori delle Università di Macerata e Camerino Francesco Adornato e Flavio Corradini, del presidente dell’Anci Maurizio Mangialardi, il vice presidente di Musicultura Ezio Nannipieri, Mauro Evangelista direttore Ars in Fabula, Paola Taddei direttrice dell’Accademia delle belle Arti, del sindaco di Pievetorina Alessandro Gentilucci, del sindaco di Treia Franco Capponi, di Silvano Gattari consigliere della Camera di commercio, di Gianni Niccolò direttore di Confindustria e di Rosaria Del Balzo Ruiti presidente della Fondazione Carima. Un coro unanime di apprezzamento, sostegno e condivisione. (lb)

Nelle foto: un momento della presentazione del dossier di candidatura di Macerata a Capitale italiana della Cultura 2020 e il sindaco Carancini insieme allo scenografo Premio Oscar Dante Ferretti.

Goffredo Palmerini a Ottawa, il 18 ottobre sara’ a Casa Abruzzo

Goffredo Palmerini a Ottawa, il 18 ottobre sara’ a Casa Abruzzo

OTTAWA – Si aggiungono due tappe canadesi all’annuale missione di Goffredo Palmerini in Nordamerica. Dopo la sua consueta visita a New York, dove sara’ ambasciatore d’Abruzzo dal 5 al 15 ottobre, impegnato in diversi eventi culturali nel mese che New York dedica alla cultura italiana con un ricco calendario di appuntamenti e alle manifestazioni del Columbus Day piu’ famoso d’America, Palmerini sara’ ospite della comunita’ abruzzese di Ottawa. Arrivera’ in Canada il 16 ottobre. Stara’ a Ottawa fino al 22, poi si recherà a Montreal, dove incontrera’ la comunita’ italiana in un evento organizzato dal Comites. Il 23 pomeriggio ripartira’ per New York e Roma.

Quest’anno siamo particolarmente privilegiati di poter annunciare che nella serata del 18 ottobre, dalle ore 19:00 in poi, Palmerini terra’ una conferenza sull’Abruzzo trattando le bellezze della nostra terra: storia, borghi, arte e ambiente, le eccellenze e singolarita’ di una regione ricca di straordinarie suggestioni. Piu’ che una conferenza, la serata si propone come una conversazione tra amici che hanno sempre l’Italia nel cuore, per parafrasare se non citare il titolo dell’ultimo libro di Goffredo, L’Italia nel cuore, fresco di stampa. E’ un felice ritorno, quello di Palmerini, che e’ stato gia’ nella capitale canadese nel dicembre 2001, accompagnando in una entusiasmante tournée in Canada (Hamilton, St. Catharines, Welland, Toronto, Ottawa) il Coro della Portella dell’Aquila – egli era in rappresentanza della Municipalità della citta’ capoluogo d’Abruzzo -, e l’anno successivo in visita privata.

Il 20 e 21, inoltre, Palmerini partecipera’ al convegno presso l’Universita’ di Ottawa sulle Culture del Mediterraneo. Un forum che come docente dell’ateneo ho organizzato anche in Italia, due anni fa a Sulmona. Il convegno sara’ aperto dalla relazione della prof. Graziella Parati (Dartmouth College, Usa), cui seguiranno gli interventi dei professori May Telmissany (University of Ottawa), Walid El Khachab (York University), Martino Lovato (Mount Holyoke College), Marie-Catherine Allard (Carleton University). Goffredo Palmerini sara’ Special Guest dell’evento. Nelle giornate precedenti avra’ diversi incontri con esponenti della comunita’ italiana e con la stampa.

In Canada Palmerini conta molte amicizie, nell’Ontario e nel Quebec. Sono particolarmente numerose a Ottawa, tra le quali spicca il forte rapporto con Nello Scipioni, presidente del Centro Abruzzese Canadese, eletto Uomo dell’Anno 2017 della capitale canadese. Con chi scrive la collaborazione e l’amicizia si rinnovano ogni anno in Abruzzo, in occasione delle mie visite e delle Summer School degli studenti della mia universita’, verso i quali Palmerini dedica particolare attenzione, guidandoli tra le meraviglie d’arte dell’Aquila e nelle prestigiose scuole e istituzioni di Cinema del capoluogo abruzzese.

Franco Ricci 

Migrantes: martedì la presentazione del Rapporto Italiani nel Mondo

Migrantes: martedì la presentazione del Rapporto Italiani nel Mondo

ROMA – Sarà presentato martedì 17 ottobre, alle ore 10.00, a Roma, presso l’Auditorium “V. Bachelet” nel The Church Palace (Via Aurelia, 481), la XII edizione del “Rapporto Italiani nel mondo”, della Fondazione Migrantes. L’incontro sarà aperto dal saluto di Don Giovanni De Robertis, Direttore generale della Fondazione Migrantes e dall’introduzione di S.E. Mons. Guerino Di Tora, Presidente dello stesso organismo pastorale della Cei. Seguirà la presentazione del video del “Rapporto Italiani nel Mondo 2017” da parte del Direttore di Tv2000 Paolo Ruffini e la proiezione dello stesso.

A presentare nel dettaglio il Rapporto, la curatrice Delfina Licata che si soffermerà  sul tema “La mobilità italiana tra ‘doppi altrove’, periodici spaesamenti e identità arricchite”. Seguiranno gli interventi su “Pensionati italiani nel mondo: approccio concreto a un fenomeno” di Salvatore Ponticelli, della Direzione Centrale Pensioni dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale (Inps); su “Cultura e lingua: lo stile italiano nel mondo”, di Andrea Riccardi, Presidente della Società Dante Alighieri. La “voce delle istituzioni” è affidata a Vincenzo Amendola, Sottosegretario al Ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionale con delega agli italiani nel mondo. Le conclusioni saranno affidate a S.E. Mons. Nunzio Galantino, Segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana. A moderare i lavori il giornalista Franz Coriasco.

 

Presentazione del Dossier Statistico Immigrazione 2017

Verrà presentato il 26 ottobre in tutta Italia il Dossier Statistico Immigrazione 2017

Questa 27a edizione esce a 20 anni della scomparsa di mons. Luigi Di Liegro

La presentazione del Dossier Statistico Immigrazione è stata fissata a Roma, come di consuetudine, presso il Nuovo Teatro Orione, vicino alla centralissima Piazza Re di Roma, il 26 ottobre 2017 alle ore 10.30 e, nello stesso giorno, si svolgeranno anche presentazioni in tutte le Regioni e Province Autonome d’Italia ad opera delle redazioni regionali del Dossier.

Durante questi eventi, in contemporanea e successivi, lo scopo è di fornire un’informazione corretta e quanto più possibile completa sul fenomeno migratorio in Italia, pur così vasto e complesso. Per la passata edizione del Dossier gli eventi di presentazione sono stati 115, numero che quest’anno si intende ampliare in collaborazione con una rete di associazioni coordinate dall’Ong Amref nell’ambito del progetto “Voci di confine”, cofinanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, in considerazione della crescente necessità di una narrazione corretta della migrazione, che contribuisca a evitare derive xenofobe e intolleranti.

In tutti gli eventi è prevista la distribuzione gratuita del rapporto grazie al contributo che i Centri Studi Idos e Confronti, curatori del Dossier, hanno ottenuto dall’Otto per Mille della Tavola Valdese – Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi. Negli anni immediatamente precedenti, l’opera è stata realizzata con i fondi dell’Unar, che anche quest’anno ha assicurato la propria collaborazione.

Nel 2017 cade anche il ventesimo anniversario della morte di mons. Luigi Di Liegro, scomparso il 12 ottobre 1997, il quale, come indimenticato fondatore della Caritas di Roma e propugnatore della solidarietà nei confronti degli immigrati, oltre che di ogni altra persona in situazione o a rischio di emarginazione, fu convinto sostenitore del Dossier. La sua figura, tenuta viva a Roma dall’omonima Fondazione, verrà commemorata da Idos e da Confronti in questa occasione.

Il Dossier, nato nel 1991 per raccogliere e commentare quanti più dati disponibili sul fenomeno migratorio, ha impegnato quest’anno più di 130 autori del mondo accademico, sociale, associativo e istituzionale, i quali hanno contribuito a redigere le varie parti del volume (internazionale, nazionale e regionali), con il supporto dei dati statistici più aggiornati relativi a molteplici e importanti aspetti che riguardano gli immigrati in Italia.

Alla presentazione di Roma, cui parteciperà Mauro Biani con una rassegna appositamente predisposta di sue vignette, interverrà Luca Anziani, vice moderatore della Chiesa Valdese che, sostenendo questo progetto, ha inteso promuovere una maggiore sensibilizzazione sia verso gli immigrati e i richiedenti asilo sia nei confronti del dialogo inter-religioso. In un contesto sociale così profondamente diviso al suo interno su questi temi, due voci cercheranno di far capire meglio le ragioni dell’apertura: Insaf Dimassi, studentessa presso la Facoltà di Scienze Politiche Internazionali a Bologna, rappresentante delle seconde generazioni candidate alla cittadinanza italiana, e don Vinicio Albanesi, presidente della Comunità di Capodarco, infaticabile animatore dell’impegno sociale e amico di vecchia data di mons. Di Liegro. A concludere sarà, come sempre, un rappresentante delle istituzioni, di cui si sta aspettando la conferma.

La campagna di sensibilizzazione potrà avvalersi anche di una scheda sintetica sui dati più significativi del Dossier, che sarà messa a disposizione di quanti la richiederanno, oltre che di una presentazione in slide del volume e altro materiale di supporto per i giornalisti.

Ugo Melchionda e Claudio Paravati, nell’Introduzione del rapporto scritta congiuntamente, invitano a guardare all’immigrazione come a uno dei fattori chiave dello sviluppo umano, sociale, demografico ed economico, non solo dei paesi del Sud del mondo ma anche per gli stessi paesi di destinazione. Un’ottica, questa, che trova conforto proprio nei contenuti del Dossier.

Per informazioni:

Centro Studi e Ricerche IDOS: tel. 06.66514345 int. 1 o 2; e-mail: idos@dossierimmigrazione.it;

website: www.dossierimmigrazione.it; https://www.facebook.com/dossierimmigrazione/

ufficio stampa: +39.380.90.23.947 (attivo fino alla conclusione dell’evento di presentazione nazionale)

Centro Studi Confronti: tel.: 06.4820503; e-mail: info@confronti.net; website: www.confronti.net; https://www.facebook.com/confrontiCNT/

11 ottobre 1962: 55 anni fa iniziava il Concilio Vaticano II

This is a general view of the central nave of Saint Peter’s Basilica, transformed into the “hall” of the Roman Catholic Ecumenical Council, during the opening ceremony of the Council on Oct. 11, 1962 in Rome. All the Council Fathers have taken their seats in the stands erected left and right, while Pope altar, under Bernini’s huge bronze canopy, is seen in far background. (AP Photo/Leslie Priest)

55 ANNI FA: IL CONCILIO VATICANO II

L’11 ottobre 1962, verso le otto di sera, in via della Conciliazione, davanti alla basilica di S. Pietro, si snoda una processione di migliaia di persone con le torce in mano che confluiscono sulla piazza. Dall’alto, si vedrà poi per televisione, la massa di gente forma una croce di fuoco. E’ la festa per l’apertura del Concilio Vaticano II.

Il papa, Giovanni XXIII, quella sera si affaccia dalla finestra e pronuncia parole semplici e spontanee che hanno fatto il giro del mondo: «Tornando a casa, troverete i bambini; date loro una carezza e dite: questa è la carezza del papa. Troverete qualche lacrima da asciugare. Abbiate per gli afflitti una parola di conforto. Sappiano gli afflitti che il papa è con i suoi figli specialmente nelle ore di mestizia e di amarezza».

E’ il “discorso della luna” perché, iniziando a parlare, il papa aveva rivolto lo sguardo al cielo e, scorgendo la luna, l’aveva fatta partecipe dell’eccezionalità dell’evento: “Si direbbe che persino la luna si è affrettata questa sera”.

Dal 25 gennaio 1959, giorno in cui nella basilica di S. Paolo il papa ha annunciato la convocazione di un Concilio Ecumenico si è parlato moltissimo ed è stata prodotta una gran quantità di materiale dalle commissioni preparatorie. Oggi, finalmente, l’inaugurazione. Circa tremila vescovi, da tutti i continenti, sono a Roma. Stamattina hanno celebrato la Messa in S. Pietro, predisposta come una immensa aula magna. Sbirciando attraverso qualche pertugio, appare lo spettacolo: maestoso, impressionante.

Forse anche l’Assemblea degli Stati Generali nella Francia del 5 maggio 1789, a Versailles, doveva offrire la stessa imponenza. E il raffronto tra gli Stati Generali e il Concilio Vaticano II non sembra del tutto improprio, alla luce di come procederanno i lavori. Se nell’Assemblea degli Stati Generali il primo momento di contrasto avviene sulla questione del voto, anche nell’Assemblea Conciliare il primo contrasto si verifica sulla votazione per l’elezione dei membri delle dieci commissioni. In seguito si parlerà di “tumultuosa apertura dei lavori”.

Il 13 ottobre si apre la prima congregazione generale. Si deve votare. Tutto dovrebbe svolgersi in poco più di un’ora. Ma c’è sconcerto, indecisione tra le migliaia dei padri. Il cardinal Liénart di Lilla chiede la parola. Il cardinale Tisserant, che presiede, risponde di non potergliela dare perché il regolamento non prevede la discussione sull’argomento. Liénart prende ugualmente la parola e chiede che la votazione sia rinviata di qualche giorno, per dar modo ai padri di conoscersi meglio e informarsi sui candidati da proporre. Un lungo applauso corona l’intervento dell’anziano porporato francese. Interviene il cardinal Frings, tedesco, a nome anche di Döpfner e König, in appoggio alla richiesta di Liénart. Il consiglio di presidenza accoglie la proposta: la votazione verrà rinviata di tre giorni. Lo stesso Liénart ha poi raccontato che Giovanni XXIII lo aveva elogiato per il suo intervento, affermando:“Per questo ho convocato i vescovi al concilio”.

Emerge, da subito, l’esigenza di ridiscutere i grandi temi ecclesiali su tutti i fronti, senza il vincolo dei documenti già predisposti. Pur non partecipando fisicamente ai lavori dell’assemblea, Giovanni XXIII segue le riunioni attraverso un circuito televisivo interno e decide per la via dell’apertura, del dialogo.

Nel 1789 il re Luigi XVI si oppose al dialogo e l’assemblea procedette al giuramento della pallacorda, un escamotage col quale la borghesia francese tentava di rispondere alla questione posta dall’abate Sieyès: “Che cos’è il Terzo Stato? Tutto. Che cosa rappresenta? Nulla. Che cosa vuol essere? Qualche cosa”. L’assemblea degli Stati generali diventerà subito Assemblea Nazionale Costituente.

Anche per la Chiesa del XX secolo il Concilio avrebbe dovuto dare la risposta alla domanda: “Che cos’è la Chiesa per sé e per il mondo?” Una domanda alla quale bisognava dare risposte adeguate.

Purtroppo il 3 giugno 1963, dopo una lunga agonia, vissuta sotto i riflettori della televisione, col fiato sospeso di milioni di credenti e non credenti, muore Giovanni XXIII. Centinaia di migliaia di persone, giorno e notte, sfilano davanti alla salma. Se n’era andato un amico, un uomo che aveva parlato col cuore.

I lavori del Concilio continueranno con Paolo VI e i documenti conciliari offriranno una nuova immagine della Chiesa: Popolo di Dio. Un rinnovamento che non sempre ha visto la Chiesa rinnovarsi all’interno. Soprattutto ai vertici, tanto che si è parlato di “tradimento del Concilio”. È rimasta una Chiesa troppo legata alle strutture di tipo statale (Stato Città del Vaticano). Il Potere non è diventato collegiale, l’Autorità non è diventata servizio.

Oggi, dopo più di mezzo secolo dai tempi del Concilio, la situazione ecclesiale sembra assumere i toni della tragedia. Con Papa Francesco il vento del Concilio è arrivato come un impeto. E c’è molta parte del clero che ricalcitra o addirittura mette il pontefice sotto accusa. D’altronde anche il cosiddetto “basso clero” non respira l’aria di rinnovamento. In una recente inchiesta sociologica sulla crisi della Chiesa in Italia di Marco Marzano, dal titolo “Quel che resta dei cattolici” si rileva: “Per ammissione praticamente unanime, i nuovi preti, quelli degli ultimi due decenni, sono tendenzialmente molto conservatori, attentissimi a tutti gli aspetti liturgici ed esteriori legati al ruolo, ai paramenti, alle vesti, ai formalismi, ai tridui e alle novene, all’ossequio della tradizione”. Soprattutto i preti stranieri, che in certe diocesi come quelle abruzzesi raggiungono il 30% e in altre come nel Lazio superano il 40%, avulsi dal contesto culturale locale concentrano la loro attività sulla distribuzione dei sacramenti, la pastorale liturgica, le forme devozionali. E tutto ciò a scapito della presentazione d’un Annuncio più rispondente alle esigenze dei fedeli.

Resta, tuttavia, obbligatoria e urgente la missione per la Chiesa di realizzare per gli uomini e tra gli uomini il comandamento di Cristo, suo Fondatore: “Amatevi gli uni e gli altri”.

Mario Setta

ALL’ALLENATORE DEL MILAN VINCENZO MONTELLA IL PREMIO “NILS LIEDHOLM” 2017

 

ALL’ALLENATORE DEL MILAN VINCENZO MONTELLA IL PREMIO “NILS LIEDHOLM”

Un riconoscimento per lo stile e la correttezza. La cerimonia di consegna nella cantina dell’azienda vinicola fondata dal Barone, che oggi avrebbe compiuto 95 anni.

ALESSANDRIA – È andato a Vincenzo Montella il Premio “Nils Liedholm” 2017, giunto alla settima edizione. Il tecnico rossonero entra così a far parte dell’albo d’oro del prestigioso riconoscimento (dopo Carlo AncelottiVicente del BosqueMichel PlatiniPaolo MaldiniRoberto Donadoni e Claudio Ranieri) con questa motivazione: “per le qualità umane dimostrate, sempre privilegiando il sorriso, lo stile e la correttezza, che unite alle grandi qualità tecniche, lo hanno portato ad essere apprezzato e ricordato in tutte le piazze vissute nella propria carriera sportiva”. La cerimonia della consegna ha avuto luogo anche quest’anno nella cantina dell’azienda vinicola di Cuccaro Monferrato, in provincia di Alessandria, fondata dallo stesso Barone quarant’anni fa e che in seguito è stata guidata dal figlio Carlo. Sono intervenuti, oltre allo stesso Carlo Liedholm anche il sindaco di Cuccaro Fabio Bellinaso e il giornalista della Gazzetta dello SportAlberto Cerruti. Ha moderato l’incontro Giorgio Pomponi.

Il premio intitolato a Nils Liedholm, che proprio oggi 8 ottobre avrebbe compiuto 95 anni, viene assegnato sempre a uno sportivo che si sia particolarmente distinto non solo per i risultati raggiunti, ma per quei valori di lealtà, correttezza, signorilità, trasparenza ed eleganza che tanto hanno contrassegnato la vita e la carriera sportiva del grande allenatore svedese. E costituisce un’occasione unica per ricordare un simbolo di un’epoca in cui il calcio era considerato ancora un gioco e non aveva del tutto smarrito la sua innocenza. Un uomo e un campione apprezzato da tutti per aver saputo incarnare nel corso di una lunga carriera di calciatore prima e poi di allenatore i valori sportivi più autentici. Doti umane e valori che, grazie soprattutto all’esempio, ha sempre saputo trasmettere con grande passione ai suoi allievi, dimostrando con i fatti come nello sport sia possibile raggiungere i massimi traguardi senza mai venir meno al rispetto e alla lealtà nei confronti dell’avversario. Un personaggio dotato di un carisma eccezionale, che ha segnato come pochi la storia del calcio dal dopoguerra a oggi e che è venuto a mancare nel novembre del 2007.

Sono 10 anni che è mancato Liedholm e manca a tutti – ha detto Alberto Cerruti nell’introdurre il vincitore del premio. “Questo è un premio che va a chi ricorda Liedholm: abbiamo pensato a Montella per quello che ha fatto in campo e fuori. La battuta su Ancelotti è una battuta che avrebbe fatto Liedholm. La settimana scorsa ho incontrato Ancelotti a Gerusalemme: mi ha detto di dire a Vincenzino di stare tranquillo. ‘Non voglio il suo posto, ora vado in Canada’”. Montella insomma è un personaggio che incarna perfettamente lo spirito del premio. Lo ha sottolineato lo stesso Carlo Liedholm: “Qui non si premia un vincitore, ma una persona. Un uomo con un certo stile: lealtà, signorilità, sobrietà, qualità che Montella ha in pieno, sono veramente contento di premiarlo e gli auguro il meglio”.

Nel corso della premiazione Vincenzo Montella ha voluto ricordare il suo rapporto con Liedholm, conosciuto di persona nel 1999 quando arrivò alla Roma e l’allenatore svedese svolgeva l’attività di consulente tecnico dell’allora presidente Franco Sensi. “Liedholm era sempre molto vicino alla squadra – ha affermato. “Della sua personalità mi rimasero impresse in particolare la sua eleganza, l’ironia, la competenza e la sua capacità di sdrammatizzare: si tratta di valori molto importanti nel calcio e anche per questo il riconoscimento ricevuto oggi mi emoziona e mi riempie di orgoglio.” Montella ha anche raccontato di aver scoperto alcune affinità professionali con Liedholm, non solo per aver seguito da allenatore un percorso professionale molto simile (come il Barone ha allenato infatti prima del Milan la Roma e la Fiorentina). “Certo, Liedholm ha vinto due scudetti importanti da allenatore, tra cui quello della stella nel Milan, il mio sogno è quello di seguirlo anche su quella via. Lui inoltre veniva spesso definito il più napoletano degli svedesi, a me dicono che sia più nordico che napoletano. In realtà sono semplicemente un cittadino del mondo, come in fondo credo lo fosse anche Liedholm.”

Sebastiano Catte

PALMERINI IN MISSIONE DAL 5 AL 23 OTTOBRE: NEW YORK, OTTAWA E MONTREAL

010917-N-7479T-512
Ground Zero, New York City, N.Y. (Sept. 17, 2001) — The twin towers of Manhattan’s World Trade Center had been a prominent feature in views such as this one of the Statue of Liberty. The World Trade Center collapsed following the Sept. 11 terrorist attack on the structure. Surrounding buildings were heavily damaged by the debris and massive force of the falling twin towers. Clean-up efforts are expected to continue for months. U.S. Navy photo by Chief Photographer’s Mate Eric J. Tilford. (RELEASED)

4 ottobre 2016

PALMERINI IN MISSIONE DAL 5 AL 23 OTTOBRE: NEW YORK, OTTAWA E MONTREAL

Una fitta agenda di incontri con le comunità abruzzesi, nelle università e al Columbus day

L’AQUILA – Goffredo Palmerini è in partenza per New York, poi in Canada, Ottawa e Montreal. Dal 5 al 16 ottobre nuova missione negli Stati Uniti, a New York. Una fitta agenda di incontri con le comunità abruzzesi, visite alle università (Columbia University, Queens College) e alle testate giornalistiche con le quali collabora. Inoltre, partecipazione ad eventi culturali e alle manifestazioni del Columbus day in rappresentanza dell’ANFE, la più grande associazione internazionale dell’emigrazione, nata nel 1947. Quest’anno la missione coincide con l’attesa visita del Presidente del Consiglio Regionale d’Abruzzo, Giuseppe Di Pangrazio, agli abruzzesi della Grande Mela. Palmerini accompagnerà la delegazione nei vari impegni. E’ la prima volta che una delegazione della Regione Abruzzo visita la comunità abruzzese di New York, segnatamente nei giorni del Columbus Day. Il Presidente Di Pangrazio ha infatti accolto l’invito rivoltogli nell’aprile scorso dal presidente dell’Orsogna Mutual Aid Society, Tony Carlucci. L’associazione, con sede in Astoria, ha chiamato a raccolta tutti gli abruzzesi di New York – dunque anche l’associazione Orsogna Club e il suo presidente Rocco Pace – per la sera del 6 ottobre, con ripetuti annunci a pagamento sul quotidiano America Oggi nei quali si esprime grande soddisfazione per la visita del Presidente del Consiglio Regionale. Alla serata sarà presente come ospite d’onore anche il drammaturgo Mario Fratti.

Il Presidente Di Pangrazio, con Gino Milano responsabile della sua Segreteria e con Palmerini, il 7 ottobre parteciperà insieme agli abruzzesi di New York alla Parata del Columbus Day nel distretto di Queens, poi lunedì 9 ottobre alla grande e famosa Parata sulla Quinta Avenue. 35mila persone – gruppi in costume, bande, carri, rappresentanze civili e militari, delegazioni dall’Italia – sfilano nella Parata, la più imponente manifestazione dell’orgoglio italiano negli Stati Uniti. Un milione gli spettatori lungo il percorso, dalla 44^ alla 72^ Strada, oltre quelli ancor più numerosi che la seguono nelle dirette televisive. La delegazione del Consiglio Regionale sarà anche impegnata nelle altre manifestazioni organizzate dalla Columbus Citizen Foundation. Nella mattinata del 6 ottobre la delegazione farà visita al prof. Domenico Accili, direttore del Russ Berrie Pavilion della Columbia University, Centro d’eccellenza nella ricerca sul diabete e sull’alimentazione. Il prof. Accili, insigne cattedratico d’origine aquilana, nel 2016 è stato insignito dal Consiglio Regionale della nomina onorifica di Ambasciatore d’Abruzzo nel mondo. Molti altri gli appuntamenti e le visite (a Ellis Island e all’Italian American Museum, sull’emigrazione italiana) nel programma della delegazione regionale abruzzese, che lascerà New York il 10 ottobre.

Nei giorni successivi numerosi incontri nell’agenda di Palmerini, con una visita al Westchester Italian Cultural Center. Il 16 ottobre partirà da New York per il Canada. Diversi gli incontri con personalità di spicco della comunità italiana nella capitale canadese, con la stampa, poi la sera del 18 ottobre, presso Casa Abruzzo, l’incontro con la comunità abruzzese. Sarà il presidente del Centro Abruzzese Canadese, Nello Scipioni, a portare il saluto all’ospite, cui seguirà la presentazione del suo ultimo libro “L’Italia nel cuore” con l’intervento del prof. Franco Ricci, docente dell’Università di Ottawa. Palmerini terrà una conversazione sulle singolarità e le meraviglie dell’Abruzzo. Il 20 e 21 ottobre sarà poi impegnato nel Convegno sulle Culture del Mediterraneo, presso l’Università di Ottawa, organizzato dal prof. Ricci, al quale parteciperanno docenti di diverse università degli Stati Uniti e del Canada, e lo stesso Palmerini, “special Guest” dell’evento. Il 22 ottobre, infine, lo scrittore aquilano andrà a Montreal per incontrare la comunità italiana, tenendo una conversazione su L’Aquila e l’Abruzzo. Sarà Angela Di Benedetto, giovane notaio a Montreal e vice Presidente del CRAM, a presentare l’ospite nel corso della serata. L’indomani ripartirà per fare rientro in Italia. 

JOHN BAILEY E’ IL NUOVO PRESIDENTE DELL’ACADEMY AWARDS – Più volte nella città capoluogo d’Abruzzo, è membro onorario dell’Istituto Cinematografico dell’Aquila

Mandatory Credit: Photo by Picture Perfect/REX/Shutterstock (4433070i)
John Bailey and Lawrence Kasdan
American Society of Cinematographers 29th Annual Outstanding Achievement Awards, Los Angeles, America – 15 Feb 2015

 

4 ottobre 2017

JOHN BAILEY E’ IL NUOVO PRESIDENTE DELL’ACADEMY AWARDS

Più volte nella città capoluogo d’Abruzzo, è membro onorario dell’Istituto Cinematografico dell’Aquila

di Goffredo Palmerini

L’AQUILA – Una vittoria a sorpresa quella di John Bailey, eletto alla Presidenza dell’Academy Awards, prestigiosa istituzione delle Arti e delle Scienze del Cinema che ogni anno organizza e presenta a Hollywood gli Oscar per i grandi protagonisti della settima arte. L’elezione è avvenuta all’inizio di agosto nella riunione mensile del Consiglio di amministrazione dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences. Bailey, 75 anni, direttore della fotografia, americano del Missouri (è nato a Moberly il 10 agosto 1942), succede a Cheryl Boone Isaacs che ha guidato l’Academy negli ultimi 4 anni. Dopo gli studi alla Loyola University di Chicago, John Bailey ha seguito a Los Angeles la scuola di cinema dell’University of Soutern California, esordendo nel campo della fotografia cinematografica all’inizio degli anni Settanta come assistente operatore alla macchina da presa con grandi maestri del settore, come Vilmos Zsigmond, Don Peterman e soprattutto Nestor Almendros, con il quale Bailey collabora nelle riprese del film I giorni del cielo (1978) di Terrence Malick, film che consegna l’Oscar al grande maestro della fotografia. Professionista ormai apprezzato, da quegli anni John Bailey lavora come autore della fotografia ad una lunga serie di film famosi, come Il grande freddo, Silverado, American Gigolo, Mishima per citarne alcuni, tratti dal suo curriculum davvero molto corposo. C’è tuttavia da osservare che quantunque Bailey sia un direttore della fotografia di significativo valore, non ha mai avuto una candidatura all’Oscar, anche se insignito di altri riconoscimenti.

Ciò che più preme sottolineare di questa straordinaria elezione, che porta Bailey ad assumere la carica più importante nel mondo dello spettacolo e lo impone come una delle personalità più influenti attualmente nel campo cinematografico, e non solo, è il fatto che John è un grande amico dell’AquilaNella città capoluogo d’Abruzzo è venuto infatti diverse volte, sin dai primi anni Ottanta, quando L’Aquila, con il suo centro storico, diventava set cinematografico all’aperto dove grandi maestri della fotografia e degli altri mestieri della settima arte sperimentavano nuove vie nel Festival “Una Città in Cinema“. Un evento culturale che fece conoscere L’Aquila in tutto il mondo. John Bailey raccolse volentieri l’invito al Festival rivoltogli di Gabriele Lucci, fondatore ed anima dell’Istituto Cinematografico dell’Aquila “La Lanterna Magica”, prestigiosa istituzione culturale che dal 1981 ha organizzato 10 edizioni del Festival, evento tributato da un successo strepitoso grazie alla sua formula originale che svelava il cinema dal di dentro, sul come quell’arte “si fa”. Centocinquantamila presenze, decine di incontri internazionali, realizzazione di cortometraggi, centinaia di artisti da tutto il mondo, tra i quali numerosi premi Oscar, professionisti e studenti di 26 nazioni hanno reso “Una Città in Cinema” un’eccezionale kermesse delle arti dell’immagine in movimento. John Bailey venne nel 1985, la prima volta, e tenne uno stage presso la monumentale Chiesa di San Domenico, trasformata appositamente in set cinematografico. S’innamorò subito dell’Aquila. E di quell’istituzione culturale guidata dal talento del suo amico Gabriele Lucci.

Tornò due anni dopo, nel 1987, quando la Lanterna Magica organizzò nel Castello cinquecentesco il workshop “I ritmi della Luce”, tenuto da Bailey per allievi provenienti da varie parti del mondo. Ancora fu presente in città nel 1995, per inaugurare l’avvio del Corso quinquennale di Studi dell’Accademia internazionale per le Arti e le Scienze dell’Immagine, nata da un’altra intuizione di Lucci. Una scuola di alta formazione che fino al 2011 ha diplomato con successo centinaia di giovani, diventati professionisti per il cinema, la televisione e per i vari settori dell’immagine. Nel 1988, invece, nella città capoluogo d’Abruzzo John Bailey ricevette la pergamena di nomina a Membro onorario dell’Istituto Cinematografico dell’Aquila, consegnatagli dal sindaco Enzo Lombardi.

Su proposta di Lucci, infatti, il Consiglio di Amministrazione dell’Istituto Cinematografico aveva accolto all’unanimità la proposta di nomina a Socio onorario, come era già avvenuto, o sarebbe ancora avvenuto, per altri insigni artisti del Cinema e delle altre arti, che attualmente formano la compagine onoraria della Lanterna Magica. Oltre a John Bailey, infatti, altri grandi maestri del cinema sono attualmente Membri onorari dell’Istituto (Barry Rebo, Carol Littleton, Richard Marks, Jim Morris, Roberto Perpignani, Luciano Tovoli, Rupert L. Stow, Mario Garbuglia, Sondra Lee), o lo sono stati fino alla loro scomparsa, come Nestor Almendros, Lazlo Kovacs, Jean Rouch, Vilmos Zsigmond.

Dunque, con buona ragione e viva soddisfazione L’Aquila può accogliere l’elezione di John Bailey alla presidenza dell’Academy Awards. Insieme alle grandi figure del cinema italiano e mondiale – Vittorio Storaro, Dante Ferretti, Francesca Lo Schiavo, Ennio Morricone, Manoel de Oliveira, Jim Morris, Ettore Scola, Giuliano Montaldo, Nanni Moretti, Marco Bellocchio, Francesco Rosi, Ferzan Ozpetek, Gianni Amelio, Gabriele Muccino, Robert Benton, Liliana Cavani, Marco Tullio Giordana, Sergio Castellitto, Michele Placido, Luciano Tovoli John Bailey ha contribuito a scrivere la storia delle prestigiose istituzioni cinematografiche dell’Aquila.

Ne fa fede la dichiarazione rilasciata da Gabriele Lucci sull’elezione di Bailey a Presidente dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences: “Mi ha fatto particolarmente piacere l’elezione a Presidente del mio vecchio amico John Bailey, che proposi già nel 1988 a membro onorario della Lanterna Magica. E’ anche un riconoscimento alla visione strategica di questo Ente, che si aggiunge alla gratificazione per la stima da lui sempre dichiarata nei confronti dell’Istituto Cinematografico per l’attività culturale e l’eccellente qualità degli eventi svolti nel corso degli anni. Ricordo, peraltro, che in un’intervista rilasciata ad una giornalista del più importante magazine dello spettacolo, VARIETY, che gli chiedeva cosa pensasse del nostro Festival, Bailey dichiarò: È incredibile quello che sono riusciti a fare…l’organizzazione è ottima! Ne fummo tutti gratificati e con noi, ritengo, la città e l’Abruzzo intero”.

Non bisogna smarrire la memoria su cosa abbia significato per L’Aquila e l’Abruzzo “Una Città in Cinema” e l’intensa attività culturale seguita a quegli anni nel campo della settima arte. Dopo il terremoto del 2009, con la sede operativa nel Parco di Collemaggio massacrata dal sisma, l’Istituto Cinematografico ha necessariamente dovuto rimodulare le attività e le missioni dell’ente, investendo sull’ingente patrimonio archivistico, sulla prestigiosa Cineteca tra le migliori d’Italia, sul Museo dei Mestieri e delle Arti e del Cinema, che custodisce preziosi fondi, sul restauro del patrimonio filmico. A queste missioni si aggiunge l’intensa attività di promozione della cultura cinematografica nelle scuole e sul territorio abruzzese, la realizzazione di importanti rassegne a tema, incontri con artisti del settore, l’attivazione di progetti di protezione e valorizzazione del patrimonio cinematografico, che vanno sempre più collocando l’Istituto Cinematografico dell’Aquila (www.istitutocinematografico.org), Ente morale, tra le migliori realtà in Italia nel campo della conservazione archivistica e della tutela del patrimonio filmico.

 

Processed with MOLDIV

Pisa: Convegno sulla Scienza della MENTE, punto di svolta per gli studi tesi ad integrare culture diverse.

 

La Scienza della Mente, un evento pisano dal sapore universale
con illustri Scienziati, tanti giovani ricercatori, Richard Gere e il XIV Dalai Lama

PISA – Dopo il Festival Mondiale della Robotica, Pisa ha ospitato un evento svoltosi in 3 sessioni incentrate sui rapporti che la Scienza della Mente ha sia con la Meccanica Quantistica, le Neuroscienze e la Filosofia.

Impreziosito dalla partecipazione dell’attore Richard Gere – il cui carisma ha incantato i presenti – Ospite d’Onore dell’evento è stato la massima autorità della tradizione buddhista, il XIV Dalai Lama, Tenzin Gyatso, a cui il Rettore dell’Università di Pisa ha conferito la Laurea Honoris Causa in Psicologia Clinica e della Salute (www.unipi.it).

The Mindscience of Reality vuole espandere le Neuroscience, favorendo la cooperazione fra culture, esperienze e metodologie diverse che studiano i processi mentali per migliorare il benessere personale e sociale, valorizzando l’Interazione con la realtà esterna, la Percezione, il Training, il Controllo, la Consapevolezza, lo Sviluppo di Potenzialità, etc…

Per studiare la mente con approcci fra loro complementari (quello delle Scienze Occidentali e quello delle Tradizioni culturali d’Oriente) bisogna creare luoghi di incontro tra la filosofia/psicologia del buddhismo (ad es. analisi in prima persona dei processi mentali, introspezione, meditazione, concentrazione, ecc.) e la filosofia/scienza occidentale (ad es. analisi in seconda e terza persona del comportamento umano, vista in chiave psicologica, psichiatrica, psicofisiologica, neurofisiologica e neuro-scientifica)… continua a leggere il Comunicato Stampa


Richard GERE durante il suo discorso sul Buddhismo
all’Università di Pisa (20 Settembre 2017)

Tenzin GYATSO, XIV DALAI LAMA, riceve la LAUREA in PSICOLOGIA
dal RETTORE dell’Università di Pisa (21 settembre 2017)

San Francesco in adorazione, affresco del 1568
nel Monastero del 3° Millennio a Mesagne

Tenzin GYATSO, XIV DALAI LAMA,
Ospite d’Onore dell’evento

Bhaiṣajyaguru, il Buddha della medicina
in una antica versione tibetana

De la Comisión Directiva Asociación Italiana de Resistencia

 

 

Resistencia, 25 de Septiembre de 2017

Egregio _________________,

L’Associazione Italiana di Resistencia ha avuto il piacere di ospitare, dal 18 al 22 settembre un giovane ragazzo ITALIANO: Fabio Castellini, originario di Padova e laureato in architettura.

I l ragazzo e’ giunto fino a noi, a Resistencia, grazie ad una Borsa di Studio promossa da Agisco in Italia e conveniata con FACA in Argentina. Essendo che Marcela Murgia Lamanna e’ la vicepresidente della Faca Argentina e la Presidente dell’Associazione Italiana di Resistencia nonche’ dell’Assocacione Calabresa del Chaco abbiamo potuto accogliere il ragazzo qui a Resistencia.

Fabio , appena giunto nella nostra citta’ ha avuto modo di conoscere il Chalet Perrando attraverso una visita giudata, poi ha fatto colazione insieme ai ragazzi dell’Associazione ed insieme ai ragazzi che collaborano con noi grazie al convenio con Iprodich (per l’inclusione lavorativa di persone con handicapp della provincia del Chaco). Durante la colazione con il classico cafe con leche argentino e facturas (caffe latte e brioches) si e’ parlato del convenio, si e’ spiegato a Fabio come funziona l’Associazione e di cosa si occupa, gli si e’ raccontata la storia del Dott. Perrando senza scordare tutti i processi che hanno permesso la ristrutturazione della Casona che abbiamo oggi come sede della nostra Assocazione.

Il giovane ha anche tenuto un discorso mercoledi 20 durante il pomeriggio nell’aula dell’Associazione, presentando e spiegando il progetto di borse di studio con cui e’ giunto fino a noi. Destinatari del discorso sono stati gli alunni dei corsi di Italiano della nostra Associazione e tutte le persone che si sono avvicinate per curiosita.

Sempre lo stesso giorno nel pomeriggio Fabio e’ andato a visitare la Societa Italiana di Corrientes ed ha avuto modo di conoscere la Direttora Marta Mezzi. Ha poi visitato Corrientes con una delle nostre professoresse di italiano che lo ha accompagnato per il lungo fiume tipico della movida Correntina. Durante la serata invece e’ stato invitato a cena a casa di uno dei nostri soci.

A ll’altro giorno, di prima mattina il nostro ragazzo italiano e’ andato a intrattenere un’argomentazione all’istituto bilingue Amici, dove ha conosciuto la sua direttrice, Signora Margarita Bussolon. Ha partecipato al classico Alzabandiera, cerimonia solenne caratteristica di tutta l’Argentina che si effettua tutte le mattine prima dell’ingresso a scuola degli alunni.

Ha raccontato a bambini ed adolescenti presenti della sua esperienza in Argentina, delle borse di studio che gli hanno permesso di giungere fin qui ed ha risposto alle tantissime domande che i ragazzini erano curiosi di scoprire. Finita l’esperienza nell’instituto bilingue si e’catapultato a intrattenere un intervista presso il giornale “El Norte” della citta’ di Resistencia insieme ad una delle nostre collaboratrici. I due ragazzi sono usciti nella pubblicazione del giorno 22 settembre 2017. La pubblicazione ha avvicinato ancora piu’ gente alla nostra associazione perche’ ha attirato l’attenzione di molti “curiosi” che hanno scoperto che l’Associazione Italiana di Resistencia non e’ solo corsi di italiano ma anche attivita’ culturali, corsi di diverso genere (cucina, botanica, alimentazione bio, yoga, salute e benessere ecc) borse di studio per stranieri e per argentini, dibattiti di diverso genere (storici, culturali, ecc) .

Fabio ha collaborato in maniera efficiente con l’Associazione apportando molti conoscimenti e novita’. Una delle novita’ piu’ importanti e’ stato il corso di cucina che ha dettato nella mensa del foro (ancora in ristrutturazione) la sera del 21, corso che ha ha ottenuto un successo incredibile. Tantissimi partecipanti hanno assistito al corso in cui sono state presentate due ricette della tradizione Trentina: la fregolotta (un dolce tipico simile ad un torrone) e i gnocchi di patate al ragu’. Tale e’ stato il successo che su facebook un sacco di gente ha chiesto che il corso sia ripetuto.

Siamo stati incredibilmente soddisfatti da Fabio Castellini. Ci ha dimostrato collaborazione ed interesse, ha sempre partecipato ai lavori ed alle attivita’ (mattina e pomeriggio) che si svolgevano nel Chalet Perrando. Ha aportato ricette ed idee.

Alleghiamo foto delle attivita’ svolte e cogliamo l’occasione per porgere i nostri piu cordiali saluti.

Per conto di Marcela Murgia Lamanna

Comisión directiva

Asociacion Italiana de Resistencia