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Opera di Bruxelles, Castellucci rifà “Il Flauto Magico” di Mozart. La recensione

Opera Bruxelles, Castellucci rifà “Il Flauto Magico” di Mozart. La recensione

Via i preconcetti, via tutti quelle rappresentazioni viste e ascoltate nelle nostre vite precedenti: Il Flauto Magico di Mozart è stato riscritto, reinventato, personalizzato. Lo scorso 18 settembre alla Monnaie di Bruxelles ha avuto luogo un evento, probabilmente il primo grande avvenimento sociale della stagione. Alla prima dell’opera del compositore austriaco la regia del nostro Romeo Castellucci ha stupito tutti: spazzando ogni certezza, sconvolgendo canoni, rielaborando contenuti, sorprendendo il pubblico. Molti in sala, diciamocelo pure, presenti proprio perché una “première” socialmente imperdibile, non hanno saputo trovare una ragione e una logica nella messa in scena concepita dall’artista.

Nel primo atto tutto sembrava amalgamato: l’orchestra (egregiamente direttamente dal M° Antonello Manacorda, che ben si è saputo inserire nei silenzi e e nelle interruzioni della musica per dare spazio alla narrazione), la scenografia, gli artisti (cantanti, danzatori, figuranti, coro). Ogni elemento era fuso in un insieme che in un primo momento sembrava sminuire la portata e il contributo di ciascuno, ma che alla fine si è rivelato funzionale e perfettamente coerente con ‘l’ovattata giostra’ creata da Castellucci.

I colori tenui, la scena leggera, i costumi, le nuvole e le piume che sembravano di panna montata o di zucchero filato hanno fornito allo spettatore l’atsmofera di una storia dai contorni molto labili, a cavallo fra il reale e l’irreale. Da qui, dunque, l’ardita scelta della soppressione di dialoghi del libretto che aiutano a dare un contorno e un’introduzione ai personaggi che qui perdono una precisa connotazione e che è difficile distinguere: necessario, quindi, conoscere benissimo l’opera mozartiana per intuire i momenti che non hanno trovato spazio.

La seconda parte dello spettacolo cambia e sciocca ancora di più e l’etereo lascia spazio alla realtà: vengono narrate, dai protagonisti stessi, storie di donne e uomini condannati alla cecità o deturpati da incendi. Impossibile non ascoltarli: ma anche qui la scelta ha suscitato non poche perplessità forse perché un po’ troppo allungata, forse perché è un’altra cosa, un altro spettacolo.

Uno sguardo quello di Romeo Castellucci che preferisce guardare alla realtà vera degli individui. Una scelta coraggiosa da parte della Monnaie che ha aperto la stagione con una sfida di cui intuiva approccio e rischio.

Un’esperienza senza dubbio unica che si può vivere a Bruxelles fino al 4 ottobre 2018.

Giovanni Zambito

 

Il cantante Angelo Seretti conclude la tournée estiva tra le miss

 

Il cantante Angelo Seretti conclude la tournée estiva tra le miss.

Angelo Seretti il cantante friulano che si esibisce cantando in 5 lingue conclude la stagione estiva con una serata di musica e spettacolo tra le Miss.
Il concorso ”Miss Blumare” premia da sempre il talento e la bellezza delle ragazze in tutt’Italia.
Sia l’anno scorso che quest’anno il cantante Angelo Seretti è stato scelto per intrattenere con le sue canzoni il folto pubblico accorso per molte tappe della gara di fascino.
Grazie alla sua voce e la spigliatezza che lo contraddistinguono Angelo si è subito fatto amare dalle persone presenti nelle piazze.Si conferma cosi un vero showman in grado di intrattenere il pubblico in modo piacevole e completo.
Proprio pochi giorni fa a Cornedo Vicentino insieme alle miss del concorso,si è cosi conclusa la tournée estiva del cantante.Inizia per lui ora una serie di date tra cui sono previste anche diverse aperture di concerto al collega ed amico Bobby Solo.
Angelo Seretti sta inoltre ultimando alcune nuove canzoni. Verranno registrate al   ”Master Studio” di Massimo Passon con sede a Udine.E’infatti fra i migliori studi di registrazione che abbiamo in Italia. Si parla anche di molti brani inediti scritti insieme ad altri grandi nomi della canzone Italiana.
I nuovi brani saranno poi inviati a varie radio in tutto il mondo. Angelo Seretti è infatti riuscito più volte ad entrare nella classifica delle radio nazionali.  Non solo, visto che le sue canzoni sono anche state e sono tutt’ora trasmesse anche all’estero. Infatti è entrato addirittura nella TOP 20 della classifica Euro Indie Music. Un’impresa piuttosto difficile visto che Angelo non ha alcun produttore con ampio budget o manager alle spalle. Da anni infatti ha preferito  la non certo facile strada dell’autoproduzione.
Vi invitiamo a seguire Angelo sui vari social network, li troverete tutte le informazioni che lo riguardano.Inoltre potete anche ascoltare la sua musica sul web.
Fred Di Tonno New Music.

 

Il festival “L’Eredità delle Donne” si presenta – Diretto da Serena Dandini – Dal 21 al 23 settembre 2018 – Firenze

L’EREDITÀ DELLE DONNE

LE NOSTRE GIORNATE DEL PATRIMONIO

 

PRIMA EDIZIONE con la direzione artistica di SERENA DANDINI

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Firenze, dal 21 al 23 settembre 2018

Serate speciali, talk, incontri, visite guidate, percorsi urbani, reading, rassegne cinematografiche, spettacoli, concerti e tant’altro

in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio

 

Manifestazione promossa e sostenuta

da Fondazione CR Firenze e da Elastica

Tre serate teatrali originali ideate e condotte da Serena Dandini per mettere in scena capacità, biografie e professionalità diverse a rappresentare tutte le sfumature del talento femminile. La partecipazione straordinaria di Ségolène Royal per siglare il gemellaggio con Parigi. Quasi 100 appuntamenti26 location da visitare e da scoprire, e 140 ospiti nazionali e internazionali, tra cui alcune Grandi Madri come Franca ValeriLina Wertmüller e Natalia Aspesi, poi il Premio Pulitzer Jhumpa Lahiri.

La prima edizione del festival L’Eredità delle Donne sta per invadere la città di Firenze, dal 21 al 23 settembre. Nel segno dell’Elettrice Palatina, ovvero Anna Maria Luisa de’ Medici, e con un messaggio augurale di Ruth Bader Ginsburg, giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti, nominata come seconda donna a coprire questo ruolo dal Presidente Clinton.

 

Fulcro centrale del festival saranno le tre serate inedite curate, dirette e condotte da Serena Dandini (Direttore artistico di tutto il festival) al Teatro della Pergola e al Cinema Teatro Odeon. I tre eventi-spettacolo focalizzeranno la forza pulsante del festival che, dando luce in maniera del tutto originale al grande contributo delle donne alla storia dell’umanità, è riuscito in breve tempo a diventare patrimonio della città per un pubblico nazionale.

 

Si parte venerdì 21 settembre (Teatro della Pergola, ore 20.15), con l’apertura ufficiale alla presenza di Dario Nardella, Sindaco di Firenze, e di Umberto Tombari, Presidente Fondazione CR Firenze, l’Istituzione che ha promosso e sostenuto il progetto assieme ad Elastica, società di comunicazione ed eventi che ha avuto l’idea.

 

A dare subito il timbro alle tre serate teatrali sarà la prima ospite internazionale: Ségolène Royal, politica francese già candidata all’Eliseo, in dialogo con Serena Dandini. A seguire il talk, sempre condotto dalla Dandini, «Dacci oggi il nostro fare quotidiano: le cre-attive» con grandi personalità provenienti da diversi settori e ambiti della cultura. Sono Suad Amiry, scrittrice e architetto palestinese, Liza Donnelly, vignettista del New Yorker che disegnerà live i contenuti della serata, Amalia Ercoli-Finzi, prima donna ingegnere aerospaziale, Cecilia Laschi, bioingegnere e pioniera nel campo della robotistica soft, e la scrittrice Angela Terzani Staude.

 

Sabato 22 settembre (Cinema Teatro Odeon, ore 21) sarà la volta de L’Abbecedario delle donne, una serata di speech teatrali dal ritmo serrato affidato a donne di grande capacità narrativa per illustrare le parole chiave di un mondo riscritto al femminile. In scena le scrittrici Silvia AvalloneTeresa Ciabatti e Michela Murgia, le attrici Anna BonaiutoLunetta SavinoAlessandra FaiellaFrancesca ReggianiMarica Branchesi, astrofica italiana definita dal Time come una delle 100 persone più influenti del mondo, Donatella Carmi Bartolozzi, Vice Presidente della Fondazione CR Firenze, e Livia Sanminiatelli Branca, nipote di Donna Elena Corsini.

 

L’ultima serata – domenica 23 settembre (Cinema Teatro Odeon, ore 21) – si aprirà con l’intervista di Serena Dandini a una decana del giornalismo nazionale, Natalia Aspesi. Si prosegue con il talk «Nessuna donna è un’isola: una per tutte e tutte per una» che vedrà la presenza sul palco della spagnola Itziar Ituño, nota per il suo ruolo dell’ispettore Raquel Murillo nella serie La Casa di CartaDori Ghezzi, autrice e presidente della Fondazione De Andrè, Elena Ioli, fisica e reduce da una spedizione scientifica tutta al femminile in Antartide, Donatella Lippi, storica della medicina a capo di  una ricerca internazionale sulle salme della famiglia Medici, la giurista Livia Pomodoro e l’attrice Carla Signoris.

 

L’Eredità delle Donne, festival dedicato al contributo della donna nei vari campi del sapere attraverso i secoli, animerà il capoluogo fiorentino in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, in gemellaggio con l’evento Les Journées du Matrimoine di Parigi e dedicato alla figura di Anna Maria Luisa de’ Medici, nota come l’Elettrice Palatina, ultima della dinastia medicea e icona del mecenatismo al femminile (celebrata in questa tre-giorni con appuntamenti alle Cappelle Medicee e a Villa la Quiete) .

 

Il progetto è patrocinato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, dal Comune di Firenze e dall’Estate Fiorentina, con la partnership di Gucci, con il contributo di Poste ItalianeIntesa Sanpaolo e Banca CR FirenzePitti Immagine e “Tuscany, la bellezza della carta”, un marchio di Cartiere Carrara, in collaborazione con Publiacqua SpA, con Unicoop Firenze come sponsor tecnico, in gemellaggio con HF Ile-de-France e con l’Associazione MèMO. Media partnership di RAI Radio 2.

 

HIGHLIGHTS DEL PROGRAMMA

 

Il programma si snoderà tra diversi appuntamenti inediti, svelamenti, anteprime e con aperture straordinarie del patrimonio artistico cittadino, tra cui la quadreria di Palazzo Corsini. Poi spunti di riflessione al Caffè Letterariovisite guidate per le famiglie e i bambini, percorsi urbani in bicicletta e una rassegna di documentari selezionati e presentati dalla regista Adele Tulli.

Di cinema si parlerà anche negli eventi organizzati al Cinema La Compagnia, organizzati in collaborazione con Quelli della Compagnia di Fondazione Sistema Toscana: sabato 22 settembre, serata con la straordinaria partecipazione dell’attrice Franca Valeri che, insieme a Serena Dandini, presenterà la proiezione del suo film “Il segno di Venere”; sempre sabato, alle ore 20.30 al Cinema La Compagnia la scrittrice Elena Stancanelli intervisterà Lina Wertmüller, prima donna candidata all’Oscar come regista (introducono Maresa D’Arcangelo e Paola Paoli del Festival internazionale Cinema e Donne), e a seguire il film “Un complicato intrigo di donne, vicoli e delitti”. Alice RohrwacherFrancesca MarcianoMaura MisitiVelia Santelli e Adele Tulli (condotte da Simonetta Fiori) animeranno l’incontro “Il senso delle donne per il cinema” (sabato, ore 19, Cinema La Compagnia).

 

Di grande emozione l’appuntamento con Jhumpa Lahiri, scrittrice statunitense di origine indiana e vincitrice del Premio Pulitzer, che si racconterà insieme a Pierluigi Battista in occasione dell’uscita del suo ultimo libro “Dove mi trovo”, portato in scena con letture di Lunetta Savino (domenica 23, al Cinema Teatro Odeon alle 18.30).

 

Il festival ospita anche il punto di vista maschile, con la lectio di Stefano Bartezzaghi “Cosa ci andavano a fare le donne di mondo, a Cuneo?” (sabato 22 alle ore 18.00 allo Spazio Alfieri), e Telmo PievaniFederico Taddia e la Banda Osiris con “Il maschio inutile”, spettacolo teatrale in scena allo Spazio Alfieri domenica alle ore 16.

 

Donne che fanno notizia” è il talk al Cinema Teatro Odeon il 22 settembre alle 18.30 con le giornaliste Lucia Goracci e Fiorenza SarzaniniAnnamaria Testa, esperta di comunicazione, la scrittrice Igiaba Scego e il giornalista e scrittore Adriano Sofri (modera  Tiziana Ferrario). In programma anche l’incontro “Protagoniste dell’industria culturale” il 23 settembre alle 18.00 alla Terrazza della Biblioteca delle Oblate con la partecipazione di Ilaria Bortoletti Buitoni, già sottosegretario al MIBACT, la collezionista d’arte Valeria Napoleone, l’imprenditrice Giannola Nonino, la gallerista Lia RummaPatrizia Sandretto Re Rebaudengo, Presidente dell’omonima Fondazione e Silvia Foschi, Responsabile Patrimonio Storico Artistico e Attività Culturali Intesa Sanpaolo. Modererà la giornalista Michela Ponzani.

 

L’Eredità delle Donne celebra un’altra grande protagonista della cultura e dell’arte con le visite guidate alla mostra “Marina Abramovic. The Cleaner” condotte in esclusiva per il festival dal critico Costantino D’Orazio. Infine, atelier d’artiste aperti al pubblico domenica, visite alla scoperta del Cimitero degli Allori e alle icone della Medicina fiorentina.

 

Si parlerà di musica nella serata “Melodie di sabato 22 (ore 19.30) alla Basilica di Santa Crocecon Cristina ScabbiaDori GhezziLadyvetteChiara GaliazzoIrene Grandi, conduce Gino Castaldo, con la partecipazione di Ernesto Assante. Assante e Castaldo saranno i protagonisti anche dell’appuntamento “Le voci femminili della musica – Speciale lezione di rock” (sabato, ore 16, Spazio Alfieri).

 

Fondazione CR Firenze partecipa al programma con due proprie iniziative dedicate al tema del festival. Nello spazio mostre della Fondazione (Via Bufalini 6) è allestita dal  settembre al 18 novembre la mostra “Artiste. Firenze 1900 – 1950”. L’esposizione ha per perno le figure di Leonetta Pieraccini e Filide Giorgi che furono unite da una profonda amicizia. Allieve di Giovanni Fattori all’inizio del Novecento, si interessarono alle novità artistiche internazionali, dimostrandosi pittrici di grande qualità. E’ stato anche prodotto il libro “Venti donne in Toscana” di Silvio Balloniin uscita in occasione del festival. Il volume ripercorre in 20 biografie di donne fiorentine o che hanno a lungo vissuto a Firenze, identificandosi tout court con la città, la storia della presenza femminile nella cultura, nelle arti e nella politica in Toscana tra la seconda metà del Settecento agli anni Duemila. Il libro sarà presentato all’interno del Caffè Letterario con la partecipazione dell’autore Silvio Balloni e Carlo Sisi, membro del Consiglio Scientifico del Mart di Rovereto e Direttore della Commissione Tecnica Arte della Fondazione CR Firenze, con la moderazione dello scrittore Luca Scarlini. In più, il libro sarà il protagonista delle ciclovisite del festival: a partire proprio da questo volume, in collaborazione con MUS.E Firenze, saranno organizzate nella giornata di domenica 23 settembre delle visite guidate in bicicletta che invitano a scoprire, pedalando per le vie del centro di Firenze, storie sorprendenti di donne altrettanto sorprendenti.

 

Tra gli eventi, anche l’open discussion e il workshop gratuito (su iscrizione, entro il 18 settembre) di arte visiva con una delle figure di spicco del panorama italiano dell’arte urbana: MP5. I due eventi si svolgeranno sabato 22 e domenica 23 settembre al MIP Murate Idea Park con un format professionale e all’avanguardia per tutti coloro che apprezzano o vogliono scoprire le peculiarità dell’intervento artistico nello spazio urbano. L’evento è organizzato in collaborazione con Le Murate. Progetti Arte Contemporanea e MUS.E Firenze.

 

Infine, le strade di Firenze saranno invase sabato pomeriggio dalla Caccia al Tesoro Fotograficadell’Eredità delle Donne che partirà alle ore 15.00 da Piazza Santa Maria Novella. Le iscrizioni sono aperte sul sito ereditadelledonne.eu e disturbo.net

 

IL PROGRAMMA COMPLETO E RAGIONATO SULLA PRESS ROOM DEL SITOhttp://ereditadelledonne.eu/sala-stampa/

 

BLOG

 

Sarà possibile rimanere costantemente aggiornati sui contenuti del festival grazie alla redazione livedi Fenysia – Scuola dei linguaggi della cultura che curerà la sezione blog del sito www.ereditadelledonne.eu, seguendo tutti gli eventi principali con interviste e materiale video e fotografico.

 

INFORMAZIONI UTILI

 

TITOLO: L’Eredità delle Donne. Le nostre Giornate del Patrimonio

QUANDO: dal 21 al 23 settembre 2018

DOVE: Firenze

 

L’ACCESSO A TUTTE LE INIZIATIVE È GRATUITO fino ad esaurimento posti. In alcuni casi è richiesta la prenotazione al sito www.ereditadelledonne.it

 

CONTATTI:

ELASTICA | info@elastica.eu | 051.221411

 

SITO – www.ereditadelledonne.eu

FACEBOOK- https://www.facebook.com/ereditadelledonne/

INSTAGRAM – https://www.instagram.com/ereditadelledonne/

 

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Pressoffice

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Culturalia di Norma Waltmann per Elastica

Bologna, Vicolo Bolognetti 11

Tel. 051 6569105; Mob. +39  392-2527126

info@culturaliart.com – www.culturaliart.com

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Riccardo Galli

Responsabile Relazioni, Comunicazione Istituzionale e Ufficio Stampa

Fondazione CR Firenze

Via Bufalini 6, 50122 Firenze

Tel. 0555384503 – Mob. +39 3351597460 – riccardo.galli@fcrf.it

Con la collaborazione di Federica Sanna – Mob. +39 333 4885476 – federica.sanna@gmail.com

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CULTURALIA DI NORMA WALTMANN

 

Agenzia di comunicazione e ufficio stampa

 

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email: info@culturaliart.com web: www.culturaliart.com

 

Opera, intervista al regista Stefano Vizioli

OPERA, STEFANO VIZIOLI REGISTA DE “IL TROVATORE” A LIEGI: SI CANTA NON SOLO CON LA VOCE, MA CON GLI OCCHI, LA POSTURA… L’INTERVISTA

Una co-produzione firmata Opéra Royal de Wallonie-Liège e Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste per “Il Trovatore“, opera di Giuseppe Verdi, che assieme a “La Traviata” e “Rigoletto” ha segnato profondamente la cultura del XIX secolo. L’amore, l’odio, la vendetta che l’attraversano rivivranno sul palco dell’Opera di Liegi da domenica 16 settembre per cinque rappresentazioni, fino al 28 settembre. La regia è di Stefano Vizioli, che abbiamo intervistato.
Dal punto di vista registico, come marcare il significato e la differenza de “Il Trovatore” rispetto alle altre due opere della cosiddetta “trilogia popolare”?

Trovatore è fra le opere più difficili che ho messo in scena, un’opera che ha quattro protagonisti dove, al contrario delle due “sorelle” Rigoletto e Traviata, le azioni sono raccontate e raramente vissute: è un testo carico di contraddizioni, pervaso da un sentimento di amori dolorosi e infelici, un’opera di perdenti dove nessuno riesce a trovare una risoluzione alla propria ansia emotiva.

L’utopia del Trovatore è l’utopia del cuore che si scontra con la realtà. Un grandissimo aiuto me lo ha dato la lettura e lo studio del testo originale di Gutierrez, che dà ulteriori stimoli per approfondire e scavare dentro i personaggi, e rivela note molto interessanti per definire i rispettivi caratteri. Queste contraddizioni caratteriali le amo proprio in quanto esprimono contrasti enormi tra la musica e la definizione considerata a torto un po’ stereotipa dei personaggi. Da pianista poi ho la chance di leggere lo spartito al pianoforte e scoprire quante intuizioni “registiche” offre Verdi nelle indicazioni agogiche, un ulteriore aiuto per entrare nelle pieghe più riposte di questo capolavoro.

Come rendere il più possibile visibili i tanti sentimenti che connotano l’opera?

Questo spettacolo nasce nel 2009 e ancora viene richiesto in giro, l’anno prossimo approda in Spagna, ogni volta la sfida è trovare nel nuovo cast e nel rapporto col direttore d’orchestra nuovi stimoli e opportunità di riflessioni diverse: non amo mettere il “pilota automatico” ma mi lascio ogni volta anche coinvolgere dalla fisicità e dalle intuizioni di chi mi trovo di fronte.

Il lavoro più sottile è quello di individuare la rete di contraddizioni dei personaggi: la trama è piuttosto complicata proprio perché le azioni in Trovatore sono raccontate ed evocate più che vissute “in diretta”, ma detto ciò è importante una certa fedeltà ai suggerimenti della “parola scenica” verdiana: i tempi scenici sono legati ad una totale aderenza al testo, si canta non solo con la voce, ma con gli occhi, con la postura, col sesso, è fondamentale che ogni cantante conosca a memoria non la propria parte, ma l’intero testo dell’opera, per comprendere le ragioni emotive e direi fisiologiche del proprio ruolo, e trovare quindi l’”accento” giusto in un gioco scenico sempremobile, attento, sorvegliato e partecipe. Il rischio quando affronto Verdi è una certa ansia da prestazione che rende alcuni cantanti riottosi ad un più approfondito rapporto con il testo, e a volte la domanda che mi viene rivolta, dopo ore di spiegazione sul concetto dell’opera, è “sì maestro, ma io la MIA aria dove la canto?”. Talvolta ho come l’impressione che alcuni cantanti non sappiano nemmeno la trama dell’opera, ma abbiano studiato solo la propria parte, magari col pennarello evidenziatore, in un disinvolto disinteresse delle motivazioni che portano un personaggio ad essere parte di una intera concezione drammaturgica, creata e voluta principalmente dal compositore stesso: con Verdi siamo di fronte ad un musicista “regista” delle proprie opere, basta leggere le indicazioni agogiche dello spartito e l’epistolario: le Disposizioni Sceniche di opere come Simon Boccanegra o Otello sono autentici libri di regia ancor oggi insuperati per intuizioni musicali, drammaturgiche e poetiche.

Quale personaggio de “Il Trovatore” preferisce?

Amo Manrico, è un personaggio straordinario perché è un perdente nato, un poeta, un romantico, un musicista, un soldato, è continuamente in dubbio sulle sue sicurezze, non sa di chi è figlio, entra in scena dubitando subito dell’amore di Leonora. Non riesce mai a stare con le donne del suo destino. È un uomo di grande solitudine, di grande bellezza emozionale. I perdenti mi piacciono, provo compassione per loro. Forse in modo troppo prevedibile si è sempre visto Manrico come una sorta di “superman”, dall’acuto insolente e muscolare, invece è un uomo che perde su tutti i fronti, lacerato da dubbi e incertezze. E tutti perdono, in quest’opera: Azucena, Manrico, Leonora, il Conte di Luna.

Che cosa dei personaggi cerca in modo particolare di restituire al pubblico con la sua direzione?

Questo senso di sconfitta, di incertezza, questo essere tanti ruoli insieme, questa meravigliosa incoerenza emozionale e psicologica che porta ogni personaggio ad essere un prisma di emozioni contraddittorie, ripeto che in questo mi ha aiutato enormemente un approfondito studio della fonte originale di Gutierrez, senza la quale molte intuizioni sarebbero mancate.

Nella sua già lunga carriera quale regia ricorda come una particolare sfida?

Ogni regia è sempre una sfida e la preparazione parte da almeno un anno prima della sua realizzazione in scena: recentemente ho affrontato le Prophète di Meyerbeer, un’opera difficile sia per la drammaturgia violenta ed a volte soffocante, sia per l’architettura formale del Grand Opera a cui appartiene, quindi grandi cori, balletto, trio di protagonisti dove accanto al virtuosismo vocale bisognava unire un’estrema partecipazione fisica e gestuale. Ma è forse nelle mie “scorribande” interculturali delle esperienze come Opera Bhutan dove mi sono molto messo in gioco, anche fisicamente: portare Acis and Galatea di Handel nel cuore dell’Himalaya confrontando il linguaggio della musica barocca con la tradizione performativa di quel lontano paese è stata non solo un’esperienza artistica esaltante, ma un autentico viaggio esistenziale.

Quattro tesi di laurea sono state redatte sulle sue produzioni: una bella soddisfazione, immagino…

È motivo di orgoglio e sono molto onorato, in due casi i laureandi facevano parte dello spettacolo che stavo montando ed evidentemente l’entusiasmo e il coinvolgimento “ in diretta” li ha spronati a scegliere come tesi della loro laurea l’opera di cui facevano parte: leggendo queste tesi non poche volte ho trovato stimoli di riflessione ed analisi che hanno ulteriormente aperto la mia mente a prospettive e angolazioni diverse ed affascinanti.

Difficile concepire una messa in scena di opere così celebri?

Sì, perché c’è sempre il confronto con edizioni prestigiose che facilmente possono essere trovate su you tube o in streaming e che virtualmente “appartengono” ormai alla consapevolezza dello spettatore, che oggi ha molta più facilità di accesso di prima a sapere cosa succede nel mondo in tempo reale. Io la Traviata di Visconti la posso conoscere per quello che ho letto, ma non potrò mai sapere com’era realmente in quanto non c’è traccia video alcuna di quello spettacolo, di cui ci restano le foto o la registrazione audio o le recensioni, ora è tutto molto più accessibile quindi la sfida si moltiplica nella ricerca di una visione originale o quanto meno personale.

Che cosa aspettarsi dal suo “Trovatore”?

Trovatore come tutti i capolavori è un’opera immortale, mi chiedo sempre cosa ancora dopo più di 150 anni riesca come un filo rosso ad emozionare il pubblico di oggi come quello del Teatro Apollo alla sua prima apparizione, io stesso non mi stanco mai di sentirla di provarla e di amarla. Incondizionatamente, anzi credo che l’amore dipenda dal fatto che questo titolo appartenga ad una sorta di nostro Dna culturale Ho scelto con lo scenografo e costumista Ciammarughi una scena severa e mobile, che permetta ai solisti di attingere alla propria energia piuttosto che a un decorativismo scenico e passivo, in grandi spazi vuoti si esalta maggiormente la complessità dei caratteri, le loro contraddizioni, le loro ansie e paure, e lo spazio si riempie di energia dell’interprete.

Non dimentichiamo che è anche un’opera sulla diversità che appare pericolosa, nemica, ostile all’ordine delle cose: gli zingari, le maghe, i “trovatori”, fanno si che i “diversi” vadano allontanati se non proprio eliminati, niente di nuovo con i nostri giorni. Da un punto di vista scenografico ho cercato di eliminare quanto possibile la separazione fra una scena e l’altra per concatenare le azioni senza soluzione di continuità e inchiodare lo spettatore alla tensione emotiva sprigionata dallo spartito.

Il pubblico dell’opera è cambiato negli anni secondo la sua percezione?

Nella mia veste di direttore artistico del teatro Verdi di Pisa, ruolo che ricopro dalla fine del 2016, nonché nel confronto accademico universitario dove spesso sono invitato per lectures e incontri, ho dovuto molto studiare il “fenomeno Pubblico”: è importantissima la comunicazione, gli incontri con i giovani, uscire dalle auguste mura autoreferenziali del Teatro per andare nelle scuole e portare già alle elementari la passione per un genere che comunque appartiene al nostro dna culturale: l’opera lirica resta un genere popolare e fino a pochi anni fa si frequentava con la stessa passionalità che hanno i tifosi allo stadio. Certo oggi l’offerta è enorme, e su internet si può stare comodamente a casa e vedere sullo schermo i propri beniamini senza molta fatica. Ma, senza falsa retorica, nulla può restituire la magia del rito di una sala che va al buio, di un sipario che si apre su un mistero, dell’esecuzione dal vivo. Una politica anche di prezzi abbordabili per giovani e gli anziani è importante, aprire le prove è altrettanto utile per capire che per realizzare una magia, c’è un mondo di lavoratori e addetti che si sfianca per un mese per dare due ore di felicità, soprattutto che l’opera è un indotto economico enorme perché ci lavorano tantissime realtà, quindi pensare con miopia avvilente che i teatri d’opera siano solo voragini di perdite di soldi la dice lunga su quanto povera e sterile sia questa posizione. Giovanni Zambito.

 

 

Il Lago InCantato

 

Domenica 9 Settembre, a Giulianello, la XXVI rassegna di oralità contadina che celebra la musica popolare. Tra le iniziative in programma dell’evento conclusivo della VII edizione del PÉ Ì NDÓ – Festival di musica, radici e sentimenti impopolari – la consegna del Premio Raffaele Marchetti a Marco Omizzolo e lo spettacolo di e con Ascanio Celestini e Giovanna Marini, “Racconti e Canzoni”.

Domenica 9 Settembre, presso il Monumento Naturale Lago di Giulianello (LT) si svolgerà a la XXVI rassegna di oralità contadina che celebra la musica popolare “Il Lago InCantato”, atto conclusivo della VII edizione del PÉ Ì NDÓ – Festival di musica, radici e sentimenti impopolari – organizzato col sostegno del Comune di Cori, Rete Di Imprese e SPRAR. La giornata avrà inizio alle ore 09:30 con la pulizia della strada Doganale e sarà allietata dal Coro delle Donne di Giulianello, con interventi di musicisti, cantori, poeti e artisti del territorio. Il pomeriggio, alle ore 16:00, l’incontro pubblico per fare il punto su “La lotta contro l’autostrada Roma-Latina e Cisterna-Valmontone”.

Alle ore 18:30, a Piazza Umberto I, la consegna del Premio Raffaele Marchetti, istituito in memoria dell’avvocato giulianese, tra i massimi esperti in usi civici e diritto agrario, studioso della cultura popolare e contadina locale, creatore de “Il Lago InCantato” e autore della poesia PÉ Ì NDÓ. Ne sono destinatari coloro che, nel corso del tempo, si sono distinti per azioni nell’ambito della legalità, della tutela e della valorizzazione ambientale, della salvaguardia e della promozione del patrimonio storico, culturale e paesaggistico nelle Province di Latina e Roma. Il riconoscimento verrà assegnato quest’anno a Marco Omizzolo, per il suo impegno contro lo sfruttamento e il caporalato.

Alle ore 22:00 lo spettacolo di e con Ascanio Celestini e Giovanna Marini“Racconti e Canzoni” – per parlare di lavoro, immigrazione, guerra e pace, solidarietà e indifferenza. In un tempo invaso dalle immagini provocanti della pubblicità e da quelle scandalose della politica, immagini affascinanti usate per vendere prodotti e chiedere voti mescolando tutto in uno stesso gioco … in questo tempo presente cerchiamo di rimettere in fila le parole per continuare ostinatamente a dire le cose – si legge nella nota di presentazione dell’iniziativa che chiuderà la manifestazione PÉ Ì NDÓ 2018, con il suo programma di eventi ad ingresso gratuito.

Ascoli Piceno, 39^ edizione del Festival “Nuovi Spazi Musicali” La rassegna dedicata quest’anno a Spagna, Gran Bretagna, Serbia e Italia

 

Ascoli Piceno, 39^ edizione del Festival “Nuovi Spazi Musicali”

ASCOLI PICENO – Il 9 ottobre prenderà il via ad Ascoli Piceno la 39^ edizione del Festival di musica d’oggi “Nuovi Spazi Musicali” curato dalla compositrice Ada Gentile. La rassegna si articolerà in 4 concerti che si terranno al Foyer del Teatro Ventidio Basso e che saranno dedicati a 4 Paesi: Italia, Spagna, Gran Bretagna e Serbia. Il concerto di apertura, come sempre, è dedicato all’Italia, con due nuove “operine tascabili” commissionate per l’occasione ai compositori romani Daniele Carnini ed Antonio Di Pofi che utilizzeranno testi divertenti di due personaggi molto noti nel campo musicale: il musicologo Sandro Cappelletto (curatore da vari anni di una rubrica musicale della Radio Italiana) e Giovanni D’Alò (redattore del quotidiano “La Repubblica”). L’esecuzione sarà affidata a quattro eccellenti musicisti che sono ormai “ensemble in residence” del Festival, al soprano Annalisa Di Ciccio, al basso ascolano Andrea Tabili (new entry) ed all’attrice-voce recitante Pamela Olivieri.

Il secondo concerto è dedicato alla Serbia, con il Trio Pokret (affermato nel suo Paese), composto dalla pianista Maija Mihic, dalla violinista Madlen Stokic e dal clarinettista Milos Nikolic, cui si aggiungerà un virtuoso del bayan, Madlen Vukmir. Il 15 ottobre, alle ore 17, alla Sala dei Savi del Palazzo dei Capitani, ci sarà un evento eccezionale: il Presidente dell’Unione dei Compositori Polacchi di Cracovia, Jerzy Stankiewicz, presenterà, per la prima volta in Italia, un film del regista francese Buenaventura Vidal, dal titolo “Il fascino dell’impossibile” dedicato al grande compositore francese Olivier Messiaen, prigioniero nello Stalag VIII di Gorlitz nella cerchia dei prigionieri polacchi. Un documento di grande valore sulla figura del compositore francese, autore del famoso brano “Quatuor pour la fin du temps” scritto tra il 1940 ed il 1941 durante la sua permanenza nel campo di concentramento nazista.

Il terzo appuntamento è dedicato alla Spagna con un duo formato dal pianista Alejandro Anton Camara e dal sassofonista Alejandro Martinez Arias che si cimenterà in un programma dedicato alla Sibilla, in onore del territorio marchigiano, con brani di autori spagnoli e due opere, scritte per l’occasione dai compositori italiani Paolo Rosato e del giovanissimo ascolano Andrea Parissi. Il concerto di chiusura, sarà invece affidato, come sempre, ad un giovane pianista già affermato in Gran Bretagna, Joseph Houston, che eseguirà opere del ‘900 storico (Rachmaninov, Liszt e Debusssy) insieme a nuove opere di autori inglesi (Stringer, Simaku e Mason) ed italiani (il veneziano Claudio Ambrosini e la bolognese Andreina Costantini).

Tutti i concerti verranno registrati da RADIO CEMAT e sarà possibile ascoltarli collegandosi al sito www.radiocemat.org. La registrazione dei concerti verrà inoltre inviata alla Radio Italiana che prenderà in esame la possibilità di mandarli in onda in differita, così come è accaduto per le edizioni precedenti. La realizzazione di questa edizione della rassegna è stata resa possibile grazie al contributo del Comune di Ascoli Piceno, della Regione Marche e della Fondazione Carisap di Ascoli. Hanno invece concesso il patrocinio il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, nonché il “Nuovo Imaie” di Roma.

Locandina: Locandina NSM 2018

Fiuggi, va in scena il Canzoniere Anticolano, domenica 19 agosto

 

Fiuggi, domenica 19 agosto va in scena il Canzoniere Anticolano

FIUGGI – Dopo il battesimo del palcoscenico, l’estate passata a FiuggiPlateaEuropa e il successo riscosso alla sala Margana di Roma nel dicembre scorso, i cantori fiuggini del “Canzoniere Anticolano” tornano a grande richiesta ad esibirsi a Fiuggi, domenica 19 agosto (Giardino dell’Excelsior, Bar DueP, Via Ernesta Besso, 9. Fiuggi Città). La serata intitolata “NoveVolte Cento” è un collage di canti popolari assemblati daPino Pelloni a raccontare il nostro Novecento e organizzati dalla solerzia di Sonia Principia della Art and Passion. Dalle strofe ereditate dal Risorgimento alla prima Guerra mondiale, dai canti di lotta e di protesta a quelli d’amore, di lavoro e di emigrazione in una narrazione corale a raccontare la storia delle nostre genti.

Il canto popolare (stornelli, ninne nanne, serenate) espressione di cultura delle classi subalterne, di cui testimonia i sentimenti, le aspirazioni e le lotte, in Italia era legato alle culture regionali e sottoregionali ed a quella civiltà prevalentemente agricola rintracciabile nel nostro paese prima che iniziasse il processo di industrializzazione. Un patrimonio melodico e di poesia tramandato per via orale attraverso generazioni di famiglie e arrivato ai cantori fiuggini che tengono da sempre alta la bandiera di questa tradizione che viene da lontano e che restituisce dignità alla “lingua del popolo”, esaltandone la sua cultura e la sua storia. Questa tradizione del canto corale, gelosamente conservata e tramandata da alcune famiglie fiuggine (Incocciati, Principia, Meloni,) pur avendo subìto nel corso degli anni contaminazioni sonore e linguistiche, riesce ancora a coniugarsi con la creazione collettiva, tanto che lo storico sociale Pino Pelloni ha deciso il suo recupero e la sua valorizzazione. Si tratta di un patrimonio culturale di inestimabile valore riproposto nel segno della tradizione e della cultura popolare come accade da secoli per l’Agonia cantata il venerdì Santo e del Pianto della Madonna nella processione del Cristo morto. Come accade, ogni domenica delle Palme e da oltre un decennio, con la rievocazione storica della Passione di Cristo mutuata da quella storica degli anni’70 ideata da Erio Alessandri.

Fanno parte del “Canzoniere Anticolano”: Romano Incocciati (alla fisarmonica); cantori: Gino Principia, Luciano Meloni, Filippo Severa, Angelo Girolami, Claudio Merletti, Sandro Tucciarelli, Antonio Ambrosetti, Mario Severa, Daniele Ambrosetti, Roberto Girolami, Giovan Battista Ambrosi, Attilio Cardinali, Massimo Ludovici, Giuseppe Incocciati, Gino Incocciati, ndrea onorati, Roberta Terrinoni, Luisa Latini, Adele Ludovivi, Paola Cinetri, Sandra Scardella, Orietta Motta, Gabriella Terrinoni, Sonia Principia. Collaborazione tecnica ed iconografica di MediaEventi.

(com.unica/18 agosto 2018)

Festival “Nell’Aterno scorre Musica” XII ed., 1° appuntamento – 21 AGO 2018 DE SICA/FELLINI IN MUSICA – EMICICLO AQ

 

 

Nell’Aterno scorre Musica XII edizione, evento inaugurale con Girotto, Di Sabatino e Cavuti interpreti delle melodie dei maestri Cicognini e Rota”

Il prossimo 21 agosto, alle ore 21.00, nello splendido scenario del Palazzo dell’Emiciclo all’Aquila (sede del Consiglio Regionale), si apre, con lo spettacolo musicale “Fellini/De Sica in musica”, la dodicesima edizione del Festival “Nell’Aterno scorre Musica”, con l’ideazione e la direzione artistica della pianista aquilana Sara Cecala.

Ospitare come evento inaugurale del Festival – commenta Sara Cecala – tre big del jazz italiano, e non solo, come Javier Girotto, Paolo Di Sabatino e Davide Cavuti mi riempie di gioia ed entusiasmo, anche e soprattutto per l’amicizia che mi lega da tempo a questi straordinari musicisti, tre uomini di grande sensibilità umana oltre che artistica.

Lo spettacolo è un cine-concerto ideato da Davide Cavuti, autore di un lavoro encomiabile di riscoperta del compositore abruzzese di musiche da film, spesso ingiustamente trascurato, Alessandro Cicognini (Pescara, 25 gennaio 1906Roma, 9 novembre 1995) che come il grande Nino Rota, ha composto le più intense melodie per le pellicole di illustri cineasti quali Vittorio De Sica e Federico Fellini. Spartiti che hanno impreziosito la cinematografia italiana, da “Sciuscià” (film del 1946) a “Ladri di biciclette”, entrambi Premi Oscar diretti da De Sica, passando per “Peccato che sia una canaglia” (1954) di Alessandro Blasetti (con la Loren nazionale) e “Miracolo a Milano”, capolavori del neorealismo italiano divenuti tali anche grazie alla bravura del nostro Cicognini, senza tralasciare le colonne sonore di altri celebri film, curati anch’essi dal maestro, ed interpretati da Totò tra cui “La banda degli onesti, “Siamo uomini o caporali” e “Totò, Peppino e i fuorilegge”. E poi “La dolce vita di Fellini”, “8 e ½” e “I Vitelloni”, solo per menzionarne alcuni, dove i temi di Nino Rota, altro illustre autore che verrà eseguito durante lo spettacolo, restano pietre miliari della storia della musica e del cinema di tutti i tempi”.

Gli artisti proporranno, inoltre, un omaggio all’indimenticabile scrittore, sceneggiatore e drammaturgo felliniano Ennio Flaiano. Ci sarà spazio per godere di un repertorio appassionato e originale, reso unico dal talento del trio, e condito con un po’di “a m’arcord”!

In autunno – prosegue il direttore Cecala – è in programma il secondo appuntamento della Rassegna dal titolo “La Terra è di chi la suona” con la chitarrista e cantautrice sansalvese Lara Molino, spettacolo tratto dal suo nuovo lavoro discografico Fòrte e gendìle”, prodotto dal violinista e song writer Michele Gazich che raccoglie dieci brani folk, quasi tutti scritti da Lara insieme al padre e poeta Michele Molino, e molto altro è in cantiere!

Anche questa edizione – chiude Sara Cecala – che predilige ospitare le migliori espressioni artistiche regionali, e sono tante, di pregio e variegate, prende il via grazie al sostegno della Fondazione Carispaq con la quale è in itinere un altro progetto, ritengo di rilievo per la città dell’Aquila, un reading di musica e teatro, prodotto in collaborazione col T.S.A., ideato e scritto da me, con la partecipazione di Giampiero Mancini, straordinario attore pescarese del teatro e del piccolo schermo, ispirato al libro del giornalista (e scrittore) Angelo De Nicola sul “Principe del Foro”, l’avv. don Attilio Maria Cecchini, nostro illustre concittadino”.

L’appuntamento, ad ingresso gratuito, è patrocinato e realizzato in collaborazione con il Consiglio regionale dell’Abruzzo.

Per info: ass.operaprima@gmail.com – 329.3637552

Tortoreto. Il rione Terranuova vince il XVIII Palio del Barone 2018. Palio del Duca di Ascoli vince il premio Gabriele Di Davide

 

LE FOTO POSSO ESSERE USATE LIBERAMENTE PER GLI USI EDITORIALI

COMUNICATO STAMPA

XVIII PALIO DEL BARONE – 2018 – Grande evento Città di Tortoreto (TE)

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Il rione Terranova si aggiudica il XVIII Palio del Barone 2018

1° Premio speciale “Gabriele Di Davide” al Palio del Duca di Ascoli

Bagno di folla alla presenza di tutti i sindaci della Val Vibrata

TORTORETO (Teramo) – Con una sfida sul filo del rasoio, con conseguente spareggio, per aggiudicarsi il 18° Drappo della vittoria del Palio del Barone (realizzato dall’artista senese, Caterina Moscadelli), il rione “Terranova”, con l’emblema del Corvo con i colori bianco-verde, ha trionfato conquistando il Drappo (ad oggi 10 ne ha vinti) che conserverà fino alla prossima sfida del 16 agosto 2019. Amaro in bocca per l’altro rione, “Terravecchia”, con simbolo la Tortora con i colori bianco-azzurro, che poteva ambire al pareggio dei titoli, vista la classifica favorevole.

La serata era iniziata con l’avvertimento, tra la popolazione locale e i numerosi turisti, della scossa di terremoto di magnitudo 5.2 in Molise delle 20:19, quando gli stessi residenti, si sono riversati in strada. Nonostante tutto, il Palio, ha registrato un bagno di folla di oltre 4000 persone, tra la piazza principale (con una seconda tribuna allestita da quest’anno), i vicoli e i locali stracolmi di turisti. La manifestazione è stata aperta con il maestoso corteo storico di circa 400 figuranti provenienti da MarcheAbruzzoToscana e Emilia Romagna.

Il borgo è stato uno splendido palcoscenico medievale, in una cornice di bracieri, fiaccole e tripudio di bandiere. All’inizio del corteo c’era il gonfalone del Barone con al seguito il gruppo dei tamburi. Poi è stata la volta del Barone di Turturitus e la Baronessa, interpretati da una giovane coppia di Tortoreto: Cristiano Scarpantonio e Martina Zacchei (saranno in carica fino al 2020), accompagnati dagli armigeri, che lungo il corteo hanno incontrato i titolari dei vari esercenti commerciali con cui hanno brindato in segno di buon auspicio per la città. Per la seconda volta consecutiva, la Gran Dama, Letizia Albi, è uscita dalla dimora storica, recentemente restaurata, di Villa Mascitti; mentre la coppia dei Baroni è uscita dallo storico Palazzo Liberati.

Seguivano i notabili con le ancelle, giullari di corte, damigelle, dame di corte con i cavalieri. A seguire le delegazioni ospiti con la partecipazione di gruppi storici dalle Marche e Abruzzo, i più numerosi sono stati: Acquaviva Picena con il Palio del Duca, San Severino Marche con il Palio dei Castelli, Mosciano Sant’Angelo con il Palio delle Torri, Ascoli Piceno con La Quintana, GuardiagreleBucchianico e Grottazzolina. Hanno chiuso il corteo: arcieri, falconieri ed infine i gruppi che si sono esibiti in performance artistiche: Scuola Sbandieratori di Sestiere Porta Solestà (neo vincitori della Quintana di Ascoli), La Dama della Luna, Giullar Jocoso e i figuranti di Tortoreto con il Palio del Barone.

Mercanti e mestieranti dell’epoca hanno allietato e animato fin dal pomeriggio il borgo e le vie del centro storico, provenienti da Falconara, Fermo e Ascoli Piceno. La serata è stata condotta dal direttore artistico e “dicitore” medievale, Fabio Di Cocco, sotto la supervisione del Regista e Presidente dell’Associazione Culturale “Due Torri”, Ennio Guercioni. Soddisfatto il Sindaco, Domenico Piccioni, e l’Assessore alla Cultura e Turismo della città rivierasca, Giorgio Ripani. Entrambi, durante la presentazione, hanno speso parole di apprezzamento verso tutti i partecipanti per aver dato lustro in questi due giorni alla città di Tortoreto.

Tutti i comuni della Val Vibrata erano presenti con i loro rappresentanti: Sindaci, Vicesindaci e Assessori. Il momento più toccante della manifestazione è stato il ricordo da parte dell’Associazione organizzatrice “Due Torri”, della figura del compianto Gabriele Di Davide, che da quest’anno inaugura l’istituzione del 1° Premio speciale “Gabriele Di Davide” al miglior gruppo che in ogni edizione porti lustro all’evento. Quest’anno il premio (opera pittorica su tela) è stato vinto dal Palio del Duca di Ascoli rappresentato dal suo Presidente, Nello Gaetani, premio consegnato dal figlio, Alfredo Di Davide. Prima dello spettacolo pirotecnico dell’incendio della torre, si è esibito l’artista “ToiAhi – Danza Del Fuoco”proveniente da Pesaro. successivamente l’estrazione della lotteria di autofinanziamento, questi i numeri dal primo premio al decimo: 1603, 931, 498, 1846, 2227, 2348, 1640, 2274, 1915 e 1952, che vincono rispettivamente: soggiorno a Bahia Carovigno (BR), tablet, borsa, percorso spa, borsa, book fotografico, buon atelier, vini, taglio capelli e prosciutto. Il servizio di sicurezza è stato garantito dalla locale caserma dei Carabinieri, Protezione Civile, Croce Bianca e Polizia Municipale.

Walter De Berardinis

Comunicato stampa “SUONI D’ESTATE” SOLOTAREV TRIO – BEFFI 16 AGO 2018 ore 20,30

 

 

Il castello di Beffi si accende con le fisarmoniche talentuose del Solotarev Trio

Si accende con “Suoni d’Estate”, sotto la guida della pianista e direttore artistico dell’evento Sara Cecala e con le note virtuose e suadenti di tre giovani accordèonisti Fernando Mangifesta, Lorenzo Scolletta e Alberto Vernarelli, il borgo medievale di Beffi e la sua splendida torre castellata.

Il Sirente, i suoi scorci magici e i borghi della subequana rappresentano un patrimonio prezioso non solo per le comunità locali, ma anche e sopra

ttutto per la conca aquilana e per la sua provincia” così apre il suo intervento Sara Cecala. “Per tali ragioni, insieme con il sindaco di Acciano Fabio Camilli vogliamo ridestare, grazie al linguaggio artistico che mi è più familiare, l’attenzione sui tesori come quello del borgo storico di Beffi e del suo Castello affinché quest’ estate non trascorra senza lasciare una traccia che si tramuterà in un afflato musicale con i residenti e con chi deciderà giovedì 16 agosto, alle ore 20.30, di godere sia dell’ incantevole scenario, sia della bravura del trio Solotarev.

Nutro un affetto autentico e profondo per i borghi del Sirente – Velino e per i suoi abitanti – prosegue Cecala – da quando, nel lontano 2006, con il sostegno economico della Comunità montana (sirentina), la cui presidenza era affidata a Peppe Venta, ideai “Sirente in Festival”, una rassegna itinerante di Arte, Musica e Teatro che abbracciava tutti i paesi dell’omonimo Parco regionale.

Michele Placido, Vanessa Gravina, Edoardo Siravo, Caterina Vertova, e musicisti del calibro di Paolo Di Sabatino, insieme con l’Orchestra dell’ ISA e l’istrionico Gabriele Cirilli, furono alcuni degli ospiti e dei protagonisti di quella kermesse estiva, rimasti tutti sedotti dalle bellezze architettoniche e naturalistiche delle locations scelte per gli appuntamenti, che, le menziono anche con un po’ di saudade, furono la chiesa di Santa Croce e il Tempio Italico di Castel di Ieri, la Collegiata di Tione degli Abruzzi (ancora in restauro), il chiostro di San Francesco a Castelvecchio Subequo, e molti altri siti di pari e raro fascino.

Gli eventi occorsi hanno impedito, dopo alcune entusiasmanti edizioni, la prosecuzione di quel cammino artistico che oggi, seppure in punta di piedi, riprende, ostinato e fiducioso, grazie alla lungimiranza dell’amministrazione comunale che ringrazio assieme all’associazione “Aternostrum” di Acciano per il supporto logistico offertomi.

Riservo, infine, con sincera gratitudine, un plauso a due società impegnate nella ricostruzione, proprio nel Comune di Acciano, la Renaissance srl e la Veba snc (quest’ultima con sede nella frazione di Succiano).

Entrambe, con entusiasmo, hanno aderito alla manifestazione finanziando integralmente l’iniziativa, segno che le sinergiche producono sempre buoni frutti, anche immateriali, atti a cibare la nostra anima e lo spirito battagliero che alberga in noi abruzzesi, testimoni e fautori di slanci resilienti, anche e soprattutto per preservare, con cura e dedizione la cultura e le tradizioni dei luoghi del cuore”.

L’appuntamento è ad ingresso gratuito.

In caso di maltempo il concerto si terrà nella vicina Chiesa di San Michele.

Per info: ass.operaprima@gmail.com – 329.3637552