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Festival delle Arti di Roma

Porto Expò

Il Festival del Porto di Roma”

 

Grande attesa per la prima edizione del Porto Expò da Venerdì 20 nell’incantevole cornice del Porto turistico di Roma (Ostia), promossa da Acca Edizioni Roma Srl in qualità di organizzatrice dell’evento, in collaborazione con la direzione del Porto Turistico di Roma, la Galleria Ess&rrE, il Museo Ugo Guidi di Forte dei Marmi, l’importante kermesse vedrà alternarsi, per nove giorni, momenti dedicati alle arti figurative, spettacoli che vanno dal cabaret alla musica, dalla poesia alle sfilate di moda ed a prestigiosi concorsi di bellezza. Fulcro della manifestazione sarà un polo centrale dedicato alle eccellenze enogastronomiche del territorio. Si potranno, infatti, degustare prodotti di alta qualità, rigorosamente Made in Italy.

L’evento nel suo complesso è riassunto nel titolo “Porto Expò” ed è rivolto alle “frontiere” più innovative del linguaggio culturale contemporaneo. Sul fronte delle arti figurative, Roberto Sparaci, direttore artistico ha ideato una esposizione d’arte (pittura, scultura, fotografia, grafica, installazioni) con oltre cento opere di noti artisti di fama nazionale e internazionale. I lavori in mostra saranno valutati da un comitato scientifico, composto da critici, storici ed esperti d’arte, con il compito di individuare tre artisti cui conferire il primo, secondo e terzo premio del concorso d’arte indetto da Acca Edizioni in occasione di Porto Expò 2017. La premiazione è prevista per Sabato 28 ottobre alle 18,00 con una Guestar d’eccezione, l’inviata di “Uno Mattina” Margherita Basso.

A ricoprire il ruolo di presentatore ufficiale dell’intera kermesse il conduttore radio-televisivo, Anthony Peth. Madrina d’eccezione l’affascinante Hoara Borselli. Il programma della prima serata prevede uno show della bravissima Paola Minaccioni, attrice affermata e protagonista di numerose pellicole cinematografiche e la rivelazione musicale del momento Marta Barrano direttamente da “Ti lascio una canzone”.

Nei giorni successivi a calcare il palcoscenico di Porto Expò saranno i comici Bianchi e Pulci, Maurizio Lastrico, Enzo Paci e Roberto Ranelli che arrivano direttamente da Zelig e Colorado. A loro e ai loro divertenti siparietti è affidato il compito di allietare il pubblico presente (che si prevede numeroso). Una originalissima performance poetica dell’attore Franco Costantini, dedicata all’ex capitano della Roma, Francesco Totti, e intitolata “Lo sport, l’amore, il calcio, la poesia” Franco Costantini e gli endecasillabi della “Totteide”, si terrà Venerdì 27 ottobre, a partire dalle ore 18,30. 

Durante i nove giorni di Porto Expò ampio spazio sarà dedicato alla moda con il concorso per giovani designer “Passerella da Sogno” di Daniela Valenzi in collaborazione con Elisabetta Viccica. Una giuria di esperti del settore presieduta dal noto stilista Mario Orfei, decreteranno il vincitore di questa edizione e vedremo come special guest della serata la bellissima Miss Italia Nadia Bengala.

Non mancheranno inoltre le selezioni di due prestigiosi concorsi di bellezza come “Il più bello d’Italia” diretto da Roul Morandi e presentato dalla cantautrice Star Elaiza in dirittura d’arrivo con le selezioni in attesa della Finale Nazionale il prossimo 10 Dicembre; e poi ancora “La bella d’Italia” di Laura Pudda, presentato dalla conduttrice Serena Grey, conduttrice di gran talento e charme.

Per gli appassionati di musica, motori ed enodegustazioni, nell’ambito di Porto Expò è prevista una rassegna musicale dal titolo “Vini in Jazz”. La manifestazione, che si svolgerà martedì 24 ottobre, a partire dalle ore 19,00, vedrà protagonisti i migliori musicisti del panorama nazionale insieme a sommelier stellati pronti a far assaporare il miglior vino delle Cantine più prestigiose. Alla iniziativa sarà presente il critico d’arte e sommelier, Alberto Gross, che interverrà sul tema del rapporto tra arte e vino. Nel corso della serata, sarà possibile ammirare l’esposizione di auto e moto storiche provenienti dai migliori Club.

Domenica 29 ottobrea conclusione della prima edizione di Porto Expò 2017, il programma prevede una importante iniziativa benefica e tanta musica d’autore. Alle ore 18,00 saranno messe all’asta opere donate da artisti particolarmente sensibili alle tematiche a sfondo sociale e umanitario; il ricavato di tale asta sarà interamente devoluto a favore della FAO- WFP United Nation. Madrina d’eccezione la pin up di “Avanti un altro” Francesca Giuliano. 

Alle 20,30, sempre di domenica 29 ottobre, la grande kermesse chiuderà i battenti con la manifestazione canora dei giovani talenti vincitori dello storico concorso “Il Cantagiro”.

 

 

Programma degli eventi

Venerdì 20 ottobre

Ore 17,30 Inaugurazione. Madrina Hoara Borselli

Ore 18,30 Marta Barrano “Ti lascio una canzone”

Ore 20,00 Presentazione eventi e programma

Ore 20,30 Paola Minaccioni show

Sabato 21 ottobre

Ore 17,30 Esibizione scuola di danza Dance Team

Ore 20,30 Cabaret con Alessandro Bianchi e Michelangelo Pulci da Zelig

Domenica 22 ottobre

Ore 17,30 Spettacolo scuola di danza Dance Team

Ore 20,30 Maurizio Lastrico (Poesia comica) da Zelig e Colorado

Lunedì 23 ottobre

Ore 18 Performance “Il folle delle Forbici”

Ore 19,00/22,00 “La Bella d’Italia”, concorso di bellezza

Martedì 24 ottobre-

Ore 16,30 Esibizione sport e fitness

Ore 19,00 Vini in jazz (enodegustazione e musica jazz dal vivo) con la preziosa partecipazione del critico d’arte e sommelier, Alberto Gross

 

Mercoledì 25 ottobre

Ore 16,30 Esibizione scuola di danza

Ore 20,30 “Il più bello d’Italia” concorso di bellezza

Giovedì 26 ottobre

Ore 18,00 “Passerella da sogno”, contest per giovani stilisti, in collaborazione con

Eva & Eva di Elisabetta Viccica

Venerdì 27 ottobre

Ore 16,30 Esibizione scuola di danza

Ore 18,00 “Lo sport, l’amore, il calcio, la poesia” Franco Costantini e gli endecasillabi della “Totteide”

Ore 20,30 Cabaret “Roberto Zambarelli”

Sabato 28 ottobre

Ore 18,00 Premio Arte Expò

Ore 18,30 Michele Sergianni (cantante)

Ore 20,30 Cabaret – Direttamente da Colorado “Enzo Paci”

Domenica 29 ottobre

Ore 18,00 Inizio asta beneficenza a favore della FAO-WFP United Nation

Ore 19,00 Roberto Ranelli (Er modifica) show comico

Ore 20,30 “Il Cantagiro” con i vincitori della manifestazione canora di Fiuggi

 

PORTO EXPO 2017 è prodotto da Acca Edizioni, sotto la direzione artistica del gallerista Roberto Sparaci, in collaborazione con Porto turistico di Roma, Galleria Ess&rrE, ed è patrocinato dalla Regione Lazio e dal Comune di Roma.

 

Con il contributo di:

Museo Ugo Guidi di Forte dei Marmi- Assicurazioni Generali – Opel Marinauto – Pacini Editore – Team Panella – NDL Vitolo – XEsempio – FAO-Wood Food Programme – Sky – Cantagiro

 

Info: T. 06 42990191

cell. 329 4681684

 

Comunicato stampa Fondazione Carispaq per Festival Nell’ Aterno scorre Musica 2017

La Fondazione Carispaq sostiene il festival “Nell’Aterno scorre Musica”

tre appuntamenti tra musica klezmer, cantautorato e canzone napoletana

L’Aquila 18 ottobre 2017 – E’ stato presentato questa mattina presso il Convento di Santa Chiara all’Aquila il festival “Nell’Aterno scorre Musica” a cura della pianista aquilana Sara Cecala con il sostegno della Fondazione Carispaq. Dopo lo spettacolo dedicato alla figura femminile del 1 settembre scorso inserito “Perdonanza Celestiniana 2017 – Aspettando il Jazz”, la programmazione musicale del Festival riprende con tre concerti in calendario a partire dall’esibizione dei Taraf de Gadjo dedicata alla musica gyspy e al repertorio klezmer fissata per sabato 21 ottobre, alle ore 18.00 nel Convento di Santa Chiara (borgo Rivera). Si prosegue l’11 novembre alle 17.30 con il Pop in chiave Jazz, nella rivisitazione moderna del cantautorato internazionale della band di Daniele Fratini previsto al MuNDA (Museo Nazionale d’Abruzzo); per concludere il programma con l’evento speciale di venerdì 15 dicembre, ore 18.00 al Palazzo di Giustizia di città, con un omaggio alla canzone colta napoletana del quartetto Caruso/Santoro/Adovasio/Ciccone.

La rassegna, giunta alla XI edizione, è nata come viaggio itinerante nei piccoli borghi dell’aquilano per rivitalizzare il legame identitario ed indissolubile tra il contado e la città e promuovere il connubio tra la natura e le arti musicali, tra il fiume Aterno, le cui acque uniscono virtualmente gli abitanti di Montereale ai popoli subequani e la storia del nostro adorato capoluogo. Quest’anno – , – spiega il direttore artistico Sara Cecala – diversamente dal passato, tutte le iniziative, ad ingresso libero, avranno come palcoscenico L’Aquila e i suoi tesori architettonici, quelli nati dopo il sisma (l’Auditorium del Parco del Castello ed il MuNDA), quelli restituiti alla collettività grazie agli interventi di restauro come il Convento dei Santi Francesco e Chiara, al riguardo, alle ore 17.00 del 21 ottobre è prevista una visita gratuita al complesso monastico e quelli simbolo della cultura della legalità come il Palazzo di Giustizia che all’uopo aprirà le porte ai suoi concittadini, a suggellare il sentimento di fiducia nelle istituzioni e nel diritto, troppo sovente affievolito, da ritenersi, viceversa, essenziale nel processo di ricostruzione materiale e morale del territorio tutto. Mi preme rivolgere un sentito ringraziamento – conclude Cecala – ai frati cappuccini, in particolare al Padre Provinciale Nicola Galasso e a Padre Bruno Cipriani, superiore del Convento, al dott. Mauro Congeduti e alla Soprintendente dott.ssa Lucia Arbace del Museo Nazionale d’Abruzzo, al presidente del Tribunale dott. Ciro Riviezzo e alla presidente della Corte d’Appello dott.ssa Fabrizia Ida Francabandera, al presidente del mio ordine professionale l’ avv. e collega Carlo Peretti per aver messo a disposizione questi spazi di straordinaria bellezza ed infine, un grazie speciale al presidente della Fondazione Carispaq dott. Marco Fanfani per aver sostenuto questa edizione del festival. Rinnovo un caloroso invito agli aquilani e ai residenti nelle frazioni e a tutti coloro che vorranno recarsi all’Aquila per partecipare agli eventi, vi aspettiamo numerosi!” 

OPERA LIEGI, DAVIDE GARATTINI RAIMONDI DIRIGE LA “NORMA”, UNA MONTAGNA MOLTO ALTA DA SCALARE: L’INTERVISTA

 

L’opera più celebre di Vincenzo Bellini si appresta ad arrivare a Liegi dove sarà in scena dal prossimo 19 ottobre fino al 31 ottobre: Norma è una di quelle opere con cui tutti vorrebbero misurarsi e questa volta nei panni della protagonista ci sarà Patrizia Ciofi, mentre la direzione musicale è affidata al Maestro Massimo Zanetti e la regia al milanese Davide Garattini Raimondi, che abbiamo intervistato.
 
Nella home page del suo sito si nota subito la frase “Chi si ferma… va indietro”. È una definizione che riassume la sua cifra registica? Può spiegarcela in relazione, ovviamente, alle sue scelte e alla sua carriera?
Sicuramente è una frase che mi ripeto spesso quando faccio teatro in qualsiasi sua forma o genere, mi è stata detta molti hanno fa da un grande maestro come Eugenio Barba, e ancora oggi dopo più di dieci anni la tengo a mente. Non è facile ma ci provo! Rispetto alle mie scelte o alla mia carriera cerco sempre di andare avanti, ogni titolo e ogni esperienza è uno o più passi avanti, anche di fronte ad un errore si cerca di capirlo per renderlo un passaggio positivo in futuro. Imparo molto da ogni produzione, osservo e mi correggo sempre, cerco ogni volta di sviluppare nuovi metodi per far capire le mie idee a chi mi sta accanto. Non do mai nulla per scontato e sono un insaziabile curioso!
Come sta applicando tutto ciò a un’opera come la “Norma”, attesa dal pubblico ogni volta che viene rappresentata?
Per Norma, così per molti dei grandi titoli, tutto questo non è stato per nulla facile, sentivo l’esigenza di proporre qualcosa di nuovo al pubblico ma al tempo stesso non sradicare l’opera dal suo contesto originale, volevo scavare nei solchi lasciati dalla tradizione e non volevo prendere scelte facili come la decontestualizzazione storica o altri trucchi registici ora molto di moda. Stando attento a tutto questo proponiamo una nostra revisione storica per quanto riguarda la parte più estetica, e per quanto riguarda il concetto generale volevo che il pubblico attraverso simboli precisi e controscena chiari potesse riassaporare il dramma tra due popoli e non solamente la tragedia fra tre persone.
 
Appena le hanno affidato la “Norma” a quale aspetto ha pensato immediatamente da realizzare nella sua regia?
Cosa potevo dare io a Norma, cosa mostrare di nuovo, cosa spolverare dalla tradizione, come rispettare il passato e sviluppare il contemporaneo, dove non cadere e dove restare focalizzato. Norma è una montagna molto alta da scalare, quando cominci il cammino capisci che sei sempre molto distante dalla cima.
 
Le sue profonde e tecniche conoscenze nella critica specializzata e nella scenografia sicuramente le avranno dato una visione a 360° del teatro: paradossalmente, però, potrebbero costituire un limite, nel senso che quando si alleste un’opera si potrebbe pensare più andare incontro ai gusti di spettatori e critici ed essere meno istintivi, osando dunque meno?
No, ho imparato alle prime esperienze di non cedere a queste Sirène, ho una visione ampia del mondo lirico e la reputo una grande fortuna, è una ricchezza che coccolo ma che non mi fa accomodare sugli allori e non cerco mai di dare al pubblico o alla critica quello che si aspetta, in questo caso non avrebbe più senso il mio mestiere di Regista, ogni volta cerco di dare qualcosa di nuovo sperando di arricchire lo spettatore.
 
C’è un passaggio della Norma che Le sta particolarmente a cuore?
Molti! Mi sono innamorato di Norma appena ho cominciato a studiarla, scontato dire Casta diva o i duetti in realtà sono molto legato a diverse pagine dell’opera e non riesco a dirne una… dovrei fare una lista!
 
C’è una parte particolarmente più difficile da restituire al pubblico?
La cabaletta di Casta diva, il terzetto finale del primo atto, il duetto finale fra Oroveso e Norma, la cattura di Pollione… tutti quei passaggi operistici che in dinamiche reali di vita non avrebbero quei passaggi immediati innaturali.
 
In una recensione del 2015 su una rappresentazione della Norma si legge: “nel capolavoro di Bellini la protagonista non basta a fare l’asso pigliatutto ma ci vogliono altri tre fuoriclasse nel cast vocale, un direttore sensibile alle esigenze belcantistiche e possibilmente un regista illuminato”. È d’accordo? cosa aggiungerebbe?
Sì, sono d’accordo … non posso parlare di me chiaramente ma per quanto riguarda il resto sono stato molto fortunato perché i protagonisti Ciofi-Kunde-Lo Monaco-Concetti sono davvero quattro assi e per quanto riguarda il direttore Zanetti abbiamo fatto un lavoro eccezionale insieme, abbiamo avuto un bellissimo dialogo artistico per tutta la produzione e credo che il risultato si sentirà e si vedrà!

Giovanni Zambito

intervista a Claudio Cangialosi, ballerino siciliano emigrato in Belgio

 

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INTERVISTA A CLAUDIO CANGIALOSI, BALLERINO E PITTORE AD ANVERSA: DICO GRAZIE A MIO PADRE E A MIO NONNO
All’Opera di Gent, è attualmente in scena un trittico di balletto incentrato sul tema del salvataggio: la terza parte s’intitola “The Heart of August” con le coreografie di Édouard Lock. Fra i ballerini solisti c’è il giovane Claudio Cangialosi di Borgetto (Palermo) che spiega il significato della danza eseguita. “Noi non abbiamo avute moltissime informazioni – ammette – però di mio ho dato un’interpretazione sul fatto che io sono Orfeo e la mia partner era Euridice. Gli altri personaggi possono rappresentare una copia di Euridice, vari stati d’animo di lei e Orfeo cerca di trovarla in tutti i modi fino a quando lei va all’Inferno e lui cerca di salvarla”.
Puoi riassumere le tappe e i luoghi più importanti della tua carriera?
Ho cominciato a 15 anni alla Scala di Milano; mi sono diplomato a 19 anni e poi sono andato a Dresda, in Germania, dove ho ballato per dieci anni e poi in Belgio, da un anno.
Tu provieni da Borgetto, in Sicilia: che cosa ti ha stimolato ad andare via?
Sicuramente mio papà, lo ringrazio tantissimo: io ero piccolissimo e gli dissi che volevo ballare e lui si è informato su una possibile carriera. Di punto in bianco abbiamo provato alla Scala senza avere alcuna base classica, ho avuto fortuna e sono entrato.
È stato duro?
Sì, all’inizio: avevo 15 anni e ho cominciato al quarto corso e dunque è stato difficile seguire gli altri allievi che erano più avanti, mentre io stavo ancora acquisendo le basi.
Di solito si impara da piccolissimi…
Io, invece, no: solo l’ultimo anno a Palermo ho frequentato una scuola privata molto buona che mi ha dato un po’ di basi che poi ho perfezionato alla Scala.
Come persona, in che modo ti ha cambiato la scuola di danza?
Mi ha aiutato la severa disciplina: noi eravamo abituati a restare in silenzio, rispettare gli adulti, gli altri ballerini. Questo mi ha permesso di sviluppare una disciplina interiore che aiuta tanto nella danza: puoi essere libero ma non fino a non avere una tua disciplina e un filo conduttore. Vedo che oggigiorno questo elemento si va perdendo in molte scuole.
Come ragazzo siciliano è stato difficile voler fare danza?
Sono stato fortunato perché la mia famiglia era abbastanza aperta di mentalità: di solito sono sempre i padri che si oppongono, il mio, invece, mi ha sostenuto. come anche mio nonno, che tre volte a settimana mi portava in auto a Palermo e aspettava che facessi la mia lezione per poi tornare insieme. Grazie a loro due sono dove sono adesso, se no, non ci sarei mai riuscito.
Hai condiviso il palco con Roberto Bolle: che ricordo hai di quell’esperienza?
Bellissimo. Ero a Napoli su un palcoscenico enorme, non ne avevo mai visto uno così grande: lui è una persona molto cordiale, bravissimo ballerino; è stato bello avere quel pubblico, quell’entusiasmo, essere insieme a lui e altri grandi artisti.
Borgetto, Milano, Dresda, Gent, Anversa…: c’è una differenza di percezione della danza da parte del pubblico?
Sì, cambia ovunque. Anche da Gent ad Anversa la gente reagisce diversamente ad un certo pezzo che fatto altrove provoca un’altra reazione. C’è chi ama più le linee, la danza neoclassica, chi più il contemporaneo con musiche più moderne e alternative: qui in Belgio il pubblico è abbastanza giovane.
Cos’è la danza per te?
Io direi arte. Sono anche un artista e dipingo: a dicembre farò un’esposizione ad Anversa. La mia è un’arte astratta dove riverso tutte queste emozioni esternate anche sulla scena.
In “The Heart of August” con la danza era integrata una forte dose di mimica, una forte espressività: secondo te, la danza nel futuro verso cosa va?
A mio parere, si sta evolvendo verso una dimensione più teatrale: non vuol dire togliere il movimento anzi, ci deve essere più movimento ma allo stesso tempo anche più teatralità e una base di soggetto dietro. Per il tipo di ballerino che sono, ho bisogno di avere un’idea e se in alcuni pezzi non c’è, la creo da me. È importante potersi immedesimare in un’emozione, che è quello che alla fine il pubblico sente: bisogna trasmettere qualcosa, comunicare gesti ed espressività, emozioni.

Giovanni Zambito

Serena conduce operaclassica Eco Italiano

 

Intervista esclusiva al tenore Saimir Pirgu

 

Biografia Saimir Pirgu, tenore

“Tra i più importanti interpreti al mondo dei ruoli di tenore lirico” (Opera Today)

Saimir Pirgu, tra le stelle più brillanti del panorama lirico internazionale, ha riscosso trionfi in tutti i teatri e festival più importanti al mondo, tra cui il Metropolitan Opera New York, il Teatro alla Scala di Milano, la Staatsoper di Vienna, la Royal Opera House di Londra, l’Opéra di Parigi, la Staatsoper e Deutsche Oper di Berlino, l’Opera di Zurigo, il Gran Teatre del Liceu di Barcellona, la San Francisco Opera e il Festival di Salisburgo.

Il giovane tenore completa i suoi studi vocali con Vito Maria Brunetti a Bolzano e si perfeziona sotto la guida di Luciano Pavarotti. All’età di soli 22 anni viene selezionato da Claudio Abbado per interpretare la parte di Ferrando in Così fan tutte a Ferrara, ruolo con il quale nel 2004 diventa il più giovane cantante nella storia a debuttare al Festival di Salisburgo in un ruolo principale.

Fra i suoi recenti successi spiccano Rigoletto alla Royal Opera House di Londra, La traviata al Metropolitan Opera di New York, Royal Opera House di Londra e Staatsoper Berlino, il debutto nel ruolo di Riccardo in Un ballo in maschera a Tel Aviv diretto da Zubin Mehta e nel ruolo del titolo de La damnation de Faust al Teatro Bol’šoj di Mosca, L’elisir d’amore alla Staatsoper di Vienna e alla Deutsche Oper di Berlino, Il flauto magico al Teatro Alla Scala di Milano, La Clemenza di Tito all’ Opéra National de Paris, La bohème al Gran Teatre del Liceu di Barcellona, Rigoletto all’Arena di Verona, il Requiem di Verdi al Festival di Salisburgo, al Musikverein Vienna, Bayerische Rundfunk di Monaco e al Concertgebouw di Amsterdam.

Saimir Pirgu ha collaborato con direttori d’orchestra quali Riccardo Muti, Zubin Mehta, Lorin Maazel, Claudio Abbado, Mariss Jansons, Nikolaus Harnoncourt, Seiji Ozawa, Daniel Barenboim, James Conlon, Antonio Pappano e Daniele Gatti.

Nel settembre 2013 Saimir Pirgu viene insignito del prestigioso “Pavarotti D’Oro”.

Maggio 2017

Biography Saimir Pirgu, tenor

“One of the world’s most important interpreters of lyric tenor roles” (Opera Today)  

Saimir Pirgu figures among the brightest stars in today’s international operatic firmament and has been celebrated at every major international operatic venue, including the Metropolitan Opera, the Teatro alla Scala, the Vienna State Opera, the Royal Opera House Covent Garden, the Paris Opéra, the Berlin Staatsoper and Deutsche Oper, the Zurich Opera, Barcelona’s Liceu, the San Francisco Opera, and the Salzburg Festival.

A protégé of Luciano Pavarotti, he completed his singing studies with Vito Maria Brunetti in Italy, where, at the mere age of twenty-two, he was chosen by Claudio Abbado to interpret Ferrando in Così fan tutte in Ferrara, the same role with which in 2004 Mr. Pirgu would become the youngest singer ever to debut in a principal role at the Salzburg Festival.

His recent successes include Rigoletto at the Royal Opera House Covent Garden, La traviata at The Metropolitan Opera New York, the Royal Opera House Covent Garden and the Berlin Staatsoper, his first Riccardo in Un ballo in maschera in Tel Aviv conducted by Zubin Mehta, L’elisir d’amore at the Vienna State Opera and at the Deutsche Oper Berlin, The Magic Flute at Teatro Alla Scala in Milan, La Clemenza di Tito at the Opéra National de Paris, La bohème at the Gran Teatre del Liceu in Barcelona, Rigoletto at the Arena di Verona, Verdi’sRequiem at the Salzburg Festival, at the Musikverein in Vienna, at the Bayerische Rundfunks in Munich and at the Concertgebouw in Amsterdam.

Pirgu has collaborated with eminent conductors Riccardo Muti, Zubin Mehta, Lorin Maazel, Claudio Abbado, Mariss Jansons, Nikolaus Harnoncourt, Seiji Ozawa, Daniel Barenboim, James Colon, Antonio Pappano and Daniele Gatti.

In September of 2013 he was awarded the coveted “Pavarotti d’Oro” (Gold Pavarotti Award).

March 2016

Fonte sito ufficiale del tenore maestro Saimir Pirgu

www.saimirpirgu.com 

Video:

https://www.youtube.com/watch?v=r03isX9VKyA 

Más 1 de 1 Imprimir todo En una ventana nueva A GALATONE UNA STRAORDINARIA SERATA DI TESTIMONIANZE SULLA PACE – Un successo l’evento conclusivo del Premio “Città del Galateo”, realizzato da VerbumlandiArt

 

5 ottobre 2017

A GALATONE UNA STRAORDINARIA SERATA DI TESTIMONIANZE SULLA PACE

Un successo l’evento conclusivo del Premio “Città del Galateo”, realizzato da VerbumlandiArt

LECCE – Non poteva concludersi meglio la grande kermesse artistica e letteraria promossa e organizzata dall’associazione culturale VerbumlandiArt: due Premi internazionali, l’uno artistico, l’International Art Gallipoli 2017, l’altro letterario di Poesia e Prosa “Città del Galateo”, entrambi nel segno del progetto “La Catena della Pace”, con il quale l’associazione guidata con sensibilità e straordinario impegno da Regina Resta da alcuni anni va rivolgendo grande attenzione ai temi della mondialità, sui valori della Pace e del dialogo tra Culture, sia in Italia e che all’estero, grazie a partenariati di assoluto rilievo.

Due giornate fittissime, il 29 e 30 settembre, la prima a Gallipoli e la seconda a Galatone, che hanno visto la consegna dei riconoscimenti ai vincitori del Premio d’arte e del Premio letterario. Ma l’evento conclusivo, un vero successo, è stata la Serata “Tutti insieme per la Pace”, svoltasi nel Teatro comunale di Galatone, pieno in ogni ordine di posti. Una serata ricca di spunti e di testimonianze sul tema della Pace e sul dialogo tra culture, dove il messaggio profondo dell’Associazione VerbumlandiArt, fondato sui valori universali della cultura e dell’amicizia tra i popoli, ha trovato magnifiche vestali nella comunicazione dello spirito della serata in Regina Resta, presidente dell’associazione, e Rosa Alò, presidente dei Probiviri e Console onoraria della Croazia in Puglia e Basilicata.

Molte le autorità e gli ospiti presenti alla serata, numerosi gli insigniti de riconoscimenti, motivati per la loro opera in vari campi di attività. Tante e profonde le testimonianze sul valore della Pace, portate con sensibilità e senza alcuno scadimento nella retorica, piuttosto affermate nel valore autentico nell’impegno di tutti i giorni, ciascuno nel proprio campo di attività. Ottima la conduzione della serata, affidata al garbo della scrittrice Giovanna Politi e alla professionalità del giornalista Giovanni Sparviero. Con giusta misura la lunga serata d’onore è stata contrappuntata da sprazzi di buona musica e belle performance di danza, intermezzando la serie delle testimonianze succedutesi sul palcoscenico, mantenendo un gradevole aspetto colloquiale lontano dai rigorosi formalismi che talvolta accompagnano tali eventi.

Ma veniamo alla prima testimonianza dell’On. Cosimo Maria Ferri, Sottosegretario alla Giustizia, affidata ad un messaggio nel quale, comunicando impegni che non hanno consentito la presenza, l’uomo di governo, tra l’altro, dice: “… E’ un grande onore per me ricevere la “Targa alla Carriera VerbumlandiArt – Città del Galateo” al pari di tante grandi personalità del mondo delle istituzioni, dell’università, della cultura, dell’arte, della finanza e della medicina in quanto è espressione del riconoscimento di un costante impegno sociale e culturale al servizio del bene comune. L’importante iniziativa è una preziosa occasione di confronto sui temi del dialogo tra i Popoli e la promozione di quell’ideale di pace perpetua nel senso kantiano del termine. La cultura del dialogo tra le civiltà, fa parte della nostra storia e cultura sociale e consente di creare ponti di solidarietà per rafforzare i processi d’integrazione sociale e la convivenza pacifica secondo i principi fondamentali contenuti nella nostra Carta costituzionale, nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e nella missione della Chiesa cattolica. Sono convinto che dall’incontro scaturiranno importanti spunti di riflessione sul cammino dell’uomo del terzo millennio attraverso l’impegno costruttivo dei singoli cittadini e di tutti gli Stati a creare nuovi equilibri tra gli ordini religiosi e le comunità e a svolgere un’azione educativa, pacificatrice e di confronto interculturale volta a promuovere una nuova fraternità universale, riconciliata”.

Messaggi di saluto, impossibilitati alla presenza, sono pervenuti dal Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e dalll’on. Massimo D’Alema. Ha portato il saluto della Municipalità di Galatone, assente in sindaco in viaggio di nozze, il vicesindaco Daniela Colazzo, cui è seguito il saluto del Sen. Rocco Palese, con un puntuale intervento sul valore della Pace, attualizzato alla difficile congiuntura che il mondo vive, e di Adriana Poli Bortone – già ministro e sindaco di Lecce e ora assessore alla Cultura nel Comune di Matera, con un intervento molto intenso. Toccante la testimonianza del prof. Hafez Haidar, insigne scrittore e poeta, candidato al Premio Nobel per la Pace. Si sono quindi succedute sul palcoscenico, ciascuno con la sua riflessione, le Personalità insignite del riconoscimento, costituito da una targa d’argento con la motivazione del Premio. Si citano di seguito, così come sono state chiamate sul palco.

SEBASTIANO LEO, Assessore Regione Puglia, Politiche per il lavoro, Diritto allo studio, Scuola, Università, Formazione Professionale

GENNARO PALMIOTTI, responsabile Unità Operativa di Oncologia – Bari

SALVATORE COSENTINO, Magistrato, Sostituto Procuratore Generale di Lecce

MARIELLA GARCOVICH, oncologa dermatologica

EUGENIO DI SCIASCIO, Rettore Magnifico del Politecnico di Bari

ANTONIO URICCHIO, Rettore Magnifico dell’Università degli Studi “Aldo Moro” di Bari

PASQUALE DI GIOACCHINO, Rettore Pusa University

LUCIO SCIANARO, Pediatra – Fasano

CARMEN TESSITORE, Avvocato, esperta in Politiche Sociali ed ex vicesindaco di Lecce

VINCENZO MOLINESE, Colonnello dei Carabinieri, Comandante provinciale di Bari

SIMONETTA LORUSSO, Imprenditrice, presidente Saicaf Vending, presidente del Circolo della Vela di Bari

SALVATORE D’ALESIO, Docente di Finanza e Legislazione Comunitaria” Presidente della Societa’ “KIKKI” srl

ANTONIO LA SCALA, Avvocato penalista, Presidente pugliese dell’associazione Penelope

GIORGIO CEGNA, Gran Cancelliere Confederazione Internazionale dei Cavalieri Crociati

SILVANA GENZONE, segretario generale ASPIM EUROPA, consulente Onlyrnye Italy e Istituto Piepoli

MARIANO CHIDICHIMO, Maestro d’Arte scultorea.

Premio Speciale della Critica letteraria

GOFFREDO PALMERINI, giornalista e scrittore Abruzzo

MARIA DE GIOVANNI, scrittrice Lecce

VALERIA SICLARI, scrittrice Calabria

Presenti alla serata altri importanti Ospiti e autorita’: Amedeo Postiglione, Presidente Emerito aggiunto della Suprema Corte di Cassazione e presidente Fondazione ICEF, Livio Nisi, consigliere comunale ed ex sindaco di Galatone, Carlo Alberto Augieri, docente Universita’ del Salento, Wojtek Pankiewicz, docente Universita’ del Salento e presidente Associazione culturale Valori e Rinnovamento, Vito Montanaro, direttore Generale ASL 5 Bari, Luca Filipponi, presidente Spoleto Festival Art, Angelo Sagnelli, direttore artistico Spoleto Festival Art, Carlo Roberto Sciascia, critico d’arte, presidente Pro Loco Caserta, Antonio Fiore, Consigliere regionale Ass. Finanzieri d’Italia, Francesco Battaglia, comandante Compagnia Carabinieri di Gallipoli, Agostino Terragno, Comandante Polizia Municipale Galatone. Presente, inoltre, una delegazione di scrittori e poeti dalla Serbia, con rapporti di collaborazione culturale con Verbumlandiart, costituita da Slavica Pejovic, Boris Blagojevic, Lidija Malovic e Недељко Терзић, e dall’Albania, con il pittore Mehmet Baci. Alla serata hanno presenziato numerosi artisti e poeti, che hanno preso parte ai due Premi internazionali, d’arte e letterario. La serata e’ stata davvero un evento significativo, degna cornice per due iniziative culturali che hanno illuminato Gallipoli e Galatone con l’arte e la letteratura.

Goffredo Palmerini

Ascoli Piceno, attesa per la 38^ edizione del Festival Nuovi Spazi Musicali

 

21 settembre 2017

Ascoli Piceno, attesa per la 38^ edizione del Festival Nuovi Spazi Musicali

ASCOLI PICENO – Grande attesa per il Festival di musica contemporanea “Nuovi Spazi Musicali”, diretto dalla compositrice Ada Gentile, giunto alla sua 38^ edizione. Si terrà dal 10 al 20 ottobre presso il foyer del Teatro Ventidio Basso della bella città marchigiana. E’ un’edizione del Festival che, a causa dei disastrosi eventi sismici che hanno colpito la regione, si presenta in forma ridotta con solo quattro concerti di altissimo livello, affidati ad esecutori italiani, croati e cubani.

Anche quest’anno viene offerto, come sempre, un panorama vasto ed aggiornatissimo della produzione contemporanea nel mondo, con opere commissionate per l’occasione o in Prima esecuzione italiana. Tutti i concerti saranno mandati in onda da Radio Cemat e proposti alla Radio italiana (Radio3 Rai) che negli anni scorsi è stata sempre interessata alla programmazione del Festival.

Nel concerto di apertura, il 10 ottobre alle 20:30, verranno eseguite due “operine tascabili” commissionate ai compositori Roberta Vacca e Biagio Putignano, che hanno utilizzato testi rispettivamente di Luca Capannolo e Paolo Peretti. All’esecuzione Sabrina Gentili (pianoforte), Gianluca Ciavatta (polistrumentista), Riccardo Sanna (fisarmonica), Luca Ventura (percussioni), Annalisa Di Cicco (soprano), Stefano Stella (basso), Pamela Olivieri (voce recitante). Si tratta di due operine buffe che si avvarranno di interpreti già apprezzati nelle precedenti edizioni del Festival.

Il secondo concerto, in programma il 13 ottobre, vedrà impegnati due solisti: il violinista Marco Serino ed il violoncellista Gianluca Giganti che proporranno all’ascolto opere in prima assoluta di Giovanni Sollima e Lucio Amanti, insieme ad altre di Ravel, Bartòk, Ligeti e Piazzolla. L’attore Valerio Cappelli leggerà alcune lettere scritte da Aldo Moro alla moglie.

Il terzo appuntamento, il 17 ottobre, vedrà in scena un insolito ensemble, il “Quartetto di chitarre APEIRON”, formato da due eccellenti chitarristi croati e due italiani, che proporrà un programma di “Musiche senza frontiere”, con brani di compositori brasiliani, spagnoli, inglesi, cubani, francesi ed italiani, tra cui un’opera in Prima assoluta di Alessandra Ciccaglioni.

La rassegna si concluderà il 20 ottobre con il concerto “Voci nuove dal mondo”, affidato ad un eccezionale pianista cubano, Marcos Madrigal, che eseguirà brani in Prima assoluta di Fabio Cifariello Ciardi e Stefano Cucci, in prima italiana dei cubani Yalil Guerra, Guido Lopez Gavilan, Aldo Lopez Gavilan e Lecuona, oltre a brani di Prokofiev.

Sono in programma anche tre “Guide all’ascolto” dei concerti che si terranno il 9 ed il 16 ed il 19 ottobre, alle ore 17:30, nell’Aula Magna dell’Istituto Musicale “Gaspare Spontini”, con la partecipazione di compositori ed interpreti introdotti dalla prof. Maria Puca.

La compositrice Ada Gentile, cui si deve l’organizzazione e la direzione artistica del Festival sin dalla prima edizione, è soddisfatta, nonostante le difficoltà incontrate: “Ringrazio il Sindaco di Ascoli Piceno, Guido Castelli, la Regione Marche e i pochi ma lungimiranti sponsor che ci hanno dato la possibilità di continuare ad offrire al pubblico una rassegna di altissimo livello e con tante interessanti novità. Ci saranno due operine divertenti aggiunge Ada Gentile che si avvarranno di testi scritti per l’occasione da Luca Capannolo e Paolo Peretti. Poi due concerti con un inusuale quartetto di chitarre (“Apeiron”, per metà italiano e per metà croato) ed un duo violino-violoncello formato da eccellenti solisti e la chiusura affidata ad un eccezionale pianista cubano con opere di autori cubani e di altri Paesi. Anche quest’anno abbiamo il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e la registrazione di tutti i concerti da parte di Radio Cemat, una web radio che copre ben 23 Paesi, con un’audience di oltre 400.000 ascoltatori”. 

Goffredo Palmerini

Link: Locandina NSM 2017

 

Uno showman Italiano che si è fatto conoscere in tutto il mondo: Francesco Caro Valentino

Francesco Caro Valentino è uno showman che si è esibito in tutto il mondo. Ha fatto conoscere l’Italia e le canzoni Italiane ma non solo.Ha vinto premi importanti ed è ambasciatore del festival di Velletri.
La sua carriera inizia da emigrante negli Stati Uniti alla fine degli anni 60.
Grazie alla sua bravura si fa subito notare oltre che per la sua prestanza fisica per la timbrica della sua voce.
Incide cosi per la CBS e la Apollo record alcune canzoni.
Approda quindi quasi subito a Las Vegas dove si esibisce nei locali più in voga.
Presto si interessano di lui sia le radio che le tv ed arriva al ”Joe Frankyn Show”.
Si esibisce quindi anche a Telemontecarlo facendosi conoscere anche in europa.
Arrivano recensioni lusinghiere da parte di molti giornalisti.
Diventa protagonista quindi insieme a Ray Anthony ed Abbe Lane in ”Las Vegas Extravaganza”. Questo prestigioso spettacolo era stato creato proprio per lui ed era il capolista.
Seguiranno numerose tournée a livello Internazionale.
Molti spettacoli sono stati fatti a scopo umanitario.
Francesco Caro Valentino che canta in 5 lingue non dimentica mai le persone meno fortunate e regala a loro sempre un sorriso.
Più recentemente è stato insignito del prestigioso titolo di ”Ambasciatore della canzone Italiana del Mondo” in occasione del festival della canzone di Velletri.
Nel 2013 arriva un’altro importante riconoscimento : il Premio Barocco per la musica.
Poi ancora altri riconoscimenti come nel 2016 ”Storie di donne nell’occhio dell’arte” ed altri ancora.
Recentemente ha addirittura recitato un cameo nel film ”Partendo da Venezia” di Fernando Mariani .Il film anche grazie alla sua partecipazione sta ottenendo critiche lusinghiere.
Ora prossegue la sua carriera a cavallo tra Stati Uniti ed Europa.
Fra poco ci saranno nuove partecipazioni televisive ,vi invitiamo tutti a seguirlo sui vari social network.

 

Manon Lescaut all’Opera di Liegi: intervista al tenore Marcello Giordani

MANON LESCAUT, MARCELLO GIORDANI È DES GRIEUX. 
L’INTERVISTA: IL MIO È IL LAVORO PIÙ BELLO DEL MONDO
Dal 19 settembre all’Opera di Liegi è di scena “Manon Lescaut” di Giacomo Puccini con la direzione musicale del Maestro Speranza Scappucci e la regia di Stefano Mazzonis di Pralafera. Accanto ad Anna Pirozzi c’è Marcello Giordani che intepreta il ruolo di Des Grieux. L’intervista.
Prima opera a Liegi: in questi giorni di prove sta imparando a conoscere la città?
Mi piacerebbe avere più tempo per visitare la città, ma tra l’intensità delle prove e inclemenza del tempo,non rimane molto tempo per godere della città. Mi ripropongo di farlo in futuro.
 
Come affronta ogni volta il “debutto” in un teatro nuovo, davanti a un pubblico nuovo? 
Con rispetto, interesse e curiosità. Queste sono le tre prerogative senza le quali questo forma d’arte non sopravviverebbe, per me.  Il RISPETTO è ciò che conta di più: per la musica, per il compositore, per gli esecutori, per i lavoratori tutti del teatro (artisti del coro, maestranze, macchinisti, portinai, ecc.ecc) ma sopratutto del pubblico pagante.
 
Nel corso della sua carriera ha già incrociato tanti rinomati colleghi, registi e direttori d’orchestra: ch e cosa cerca di serbare di ogni incontro? 
Più che altro cero di “rubare” sempre qualcosa, anche da artisti più giovani in carriera. C’è da imparare sempre; osservare quello che fanno gli altri mi aiuta tantissimo a crescere come artista, come musicista. È il lavoro più bello del mondo il nostro, perché ci permette di essere, contemporaneamente: pittore, scultore, architetto, attraverso la musica, attraverso la voce. Se poi hai la fortuna di lavorare con sommi personaggi (direttori d’orchestra, cantanti , o registi) allora puoi veramente considerarti baciato da Dio.
 
Le piace Des Grieux come personaggio nella trama dell’opera?
Dal punto di vista drammaturgico/musicale Puccini si è soffermato all’essenziale, tralasciando accadimenti non importanti per lui, mantenendo ferma e concentrata la trama sul rapporto infelice tra i due. Nella sua MANON, Puccini mette in evidenza la  tragicità della storia d’amore, senza mostrare mai i due amanti felicemente uniti. Mentre la Manon di Massenet si conclude a LE HAVRE, Puccini va oltre, creando la struggente scena dell’imbarco (atto terzo), fino alla scena del quarto atto nel deserto della Louisiana.
 
Cos’ha di stimolante dal punto di vista vocale?
Dal punto di vista vocale è un ruolo arduo poiché richiede una vocalità a 360 gradi, con dinamiche Debussyiane, e/o straussiane, con slancio verista.
 
Des Grieux s’innamora di Manon immediatamente: lei crede all’amore a prima vista? 
Diciamo che quando avevo l’età di DesGrieux, sì. Mi sono innamorato di una donna al primo sguardo: l’ho sposata  e siamo ancora insieme dopo quasi 30 anni.
 
Quale consiglio tiene sempre presente nel suo percorso artistico?
So di dire qualcosa che può dare adito a malintesi; ho imparato a guardare indietro. Cercare di non fare più gli stessi sbagli per migliorarsi come uomo e come artista. Si rimane umili, ravveduti. Si impara l’arte della pazienza, della tolleranza. Ho un motto che mi accompagna sempre: L’ARTE È COME IL VETRO. PIÙ BRILLA , PIÙ È FRAGILE.
 
Come formatore che cosa aspira a trasmettere più di ogni cosa? 
La mia esperienza di cantante e uomo. Praticamente le stesse cose che ho detto prima
 
Catania, Milano, Spoleto… può riassumerci brevemente che cosa significano per lei queste tre città?
Catania è la città natale dei miei genitori ed è stata la città che mi ha visto fare i primi passi come studente di canto e loggionista al Bellini. A Spoleto sono stato vincitore del Concorso nel 1986 ed , infine, Milano, dove è cominciata la mia carriera internazionale. A questa lista aggiungerei New York, il Metropolitan Opera.
 
In questi anni ha viaggiato tanto: facile tenere certi ritmi e allo stesso tempo preservare voce e vitalità per le opere da rappresentare? 
Non è stato facile: Grazie ad una moglie “normale” ho avuto la possibilità di avere la mia famiglia sempre con me, almeno nei primi anni. Facevamo base a NY, dove abbiamo un appartamento e i nostri figli frequentavano le scuole mentre io cantavo al MET. Passavamo anche lunghi mesi negli Stati Uniti, a Ny in particolare, quindi non subivo stress di viaggi o di lontananza.
 
Giovanni Zambito.

IL GUASTAFESTE – COMUNICATO STAMPA

COMUNICATO STAMPA

IL GUASTAFESTE”, CORTOMETRAGGIO DI GIUSEPPE TANDOI, PRESENTATO A VENEZIA

L’AQUILA – “Il Guastafeste”, il nuovo cortometraggio scritto e diretto da Giuseppe Tandoi prodotto dalla società di produzione aquilana Esprit Film, è stato presentato lo scorso 7 settembre alla 74° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica LA BIENNALE di Venezia. Il film è visibile dal pubblico per circa un mese sul web, precisamente su Rai Cinema Channel al seguente link:

http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-5ece79aa-9949-483c-b1eb-c98c632e3ca8-cinema.html

Il Guastafeste” è risultato tra i vincitori del bando MigrArti 2017 indetto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed il Turismo. Le riprese sono state effettuate all’Aquila dal 5 al 9 giugno scorso.

Il bando MigrArti sostiene diversi progetti culturali, tra cui cortometraggi, documentari e rassegne cinematografiche, tutti incentrati sul tema dell’integrazione degli immigrati. In questa edizione, è stato proposto il tema degli immigrati di seconda generazione, ossia dei figli di immigrati, spesso nati e cresciuti in Italia. Ma quanto effettivamente questi ragazzi si sentono italiani?

Questa è proprio la domanda che il cortometraggio “Il Guastafeste” si pone, interrogando un caso particolare e usando il linguaggio della commedia. Protagonista del corto è un adolescente albanese, di nome Dardan, cresciuto in Italia e con qualche difficoltà ad integrarsi, tanto da sentirsi – e forse essere davvero – un guastafeste.

Il corto non intende puntare il dito contro alcuno, ma volge l’attenzione, con la leggerezza di un sorriso, alle difficoltà di integrazione che sussistono ancora tra culture diverse, come quelle albanese e italiana, nonostante i tanti anni di convivenza. Gli attriti e le responsabilità sono molto spesso reciproche, soprattutto quando non si fa nulla per cercare di conoscere l’altro, per pregiudizio, pigrizia o paura.

La scuola, in questa problematica, è forse l’unico luogo dove l’incontro è possibile, per quanto sia un incontro forzato e mai volontario. La scuola è il principale agente per promuovere tale conoscenza. L’obbiettivo della Produzione è proprio quello di far circolare il corto nelle scuole. Se ne occuperà l’associazione per l’immigrazione Gentium, sotto la direzione di Paola Stagnini, che da anni lavora all’integrazione degli stranieri, e che da ottobre 2017 organizzerà, in collaborazione con gli istituti aquilani e non solo, momenti di visione e confronto con gli studenti. Perché parlare di un problema è il primo passo per iniziare a superarlo.

La produzione del cortometraggio è stata di per sé un vero laboratorio di incontro. Protagonisti del cast sono stati tre giovani aquilani di origine albanese. Il bravissimo Aldo Spahiu, attore professionista molto attivo in città già da tanti anni, e i giovani Klentjon Kapllani e Claudio Habazaj entrambi ventenni e alla loro prima esperienza scenica.

Ma, oltre a loro, nella troupe e fra le comparse del film, sono stati presenti dodici ragazzi tra i 16 e i 18 anni, tutti studenti dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Amedeo D’Aosta” dell’Aquila, che hanno partecipato ai lavori attraverso la formula di “alternanza scuola-lavoro”, guidati dalla professoressa Francesca Giandomenico. Fra di loro ragazzi italiani, ma anche di origine romena, marocchina, bulgara.

Il Guastafeste” è un corto ambientato e girato all’Aquila da una troupe di giovani professionisti abruzzesi, in maggior parte aquilani, tutti molto talentuosi: Francesco Colantoni, direttore della fotografia; Gabriele Sabatino Nardis, direttore di produzione; Fabrizio Pompei, aiuto regista; Francesco Paolucci, operatore; Vittoria Giampaolini, scenografa; Daniele De Santis, attrezzista; Barbara Vallese, truccatrice; Stefano Taccone, costumista; Matteo Di Simone, montatore; Simone D’Alessandro, microfonista; Valentino Secone, tecnico del suono; Antonio Tandoi, amministratore.

Aquilane sono anche le musiche, composte dal genio musicale del M° Manlio Fabrizi, che, con il gruppo vocale che dirige da diciott’anni il Concentus Serafino Aquilano, ha realizzato anche un brano ispirato alla tradizione albanese con sonorità balcaniche e testo in albanese.

Fondamentali per la produzione di questo cortometraggio sono stati anche gli apporti dell’IIS “Amedeo D’Aosta”, la cui Dirigente prof.ssa Maria Chiara Marola ha messo a disposizione gli ambienti scolastici per le riprese, di Agorà srl che ha fornito le luci, ed infine quello dell’Arch. Giulia Marrone che ha permesso di girare molte scene presso il Ristorante Villa Giulia e lo showroom Dama Giulia Arredamenti a Pizzoli. Un lavoro in cui tutti i partecipanti hanno sentito e vissuto l’afflato di una comunità vera, quella aquilana, che è sempre viva e palpitante, ricca di talenti e produttrice di bellezza.

Per informazioni: espritfilm@gmail.com – tel 391 4550016 (G. Tandoi) sito web: www.espritfilm.com