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IN SCENA!: Online il bando per partecipare all’Italian Theater Festival New York 2019 e per il Premio teatrale Mario Fratti

New York City Maggio 2019

INSCENA! Online il bando con scadenza il 15 settembre
Aperta la selezione di spettacoli da inserire nella settima edizione del Festival di teatro italiano a New York e l’iscrizione al Premio Mario Fratti.

Kairos Italy Theater e KIT Italia annunciano la nuova edizione di In Scena! Italian Theater Festival NY 2019, il primo festival di teatro italiano a coinvolgere tutti i cinque distretti della città, realizzato in collaborazione con le principali Istituzioni culturali italiane e americane.
E’ aperta la selezione delle proposte per il programma che sarà presentato a New York nel mese di maggio 2019 (varie sedi nei 5 distretti della città: Manhattan, Brooklyn, Queens, Staten Island e The Bronx). Il Bando , aperto anche al teatro ragazzi, si articola in due sezioni, entrambe con scadenza 15 settembre 2018:
1.    Spettacoli
2.    Premio Mario Fratti
Il Festival seleziona spettacoli in prosa basati su testi e drammaturgie italiane, già presentati in Italia ma inediti a New York. I 7/9 spettacoli selezionati per il 2019, saranno assimilabili a ciascuna delle seguenti categorie: Women (W)LGTBQRagazzi (R). In particolare, la categoria Women fa riferimento a spettacoli creati e prodotti da un team che sia almeno al 50% femminile. La selezione degli spettacoli sarà ultimata entro il 15 ottobre 2018.
Il Mario Fratti Award premia un testo teatrale italiano mai messo in scena prima, che sia – in senso lato – rappresentativo della cultura italiana, anche locale/dialettale. L’autore riceverà come riconoscimento un’opera appositamente realizzata dall’artista spagnola Victoria Febrer, oltre alla traduzione in lingua inglese del testo e alla sua presentazione, in forma di lettura, nell’ambito del Festival.
Nato con il fine ultimo di creare un dialogo permanente fra la nostra cultura e quella USA attraverso il mezzo vitale ed inclusivo del Teatro, alla sua sesta edizione In Scena! si è affermato come l’unica vetrina del Teatro Off italiano. Dal 2019, con la nascita in Italia del gemello OnStage! Festival, avrà un alter ego fondamentale per la costruzione di network internazionale permanente, solido riferimento sia per gli artisti, sia per gli operatori culturali italiani e statunitensi.
Sul sito https://inscenany.com/ sono disponibili maggiori informazioni su mission e obiettivi del Festival.

Bando integrale in pdf: Bando Unico 2018.pdf
Dettagli e schede di partecipazione su www.inscenany.com
Aggiornamenti sulla pagina fb: https://www.facebook.com/InScenaItalianTheaterFestivalNY
Per ulteriori informazioni info@inscenany.com


OnStage! Festival (Roma, gennaio 2019)
http://onstagefestival.it/

Ufficio stampa : Elisabetta Castiglioni
+39 06 3225044 – +39 3284112014 – info@elisabettacastiglioni.it

Fiuggi, Gran Gala del Teatro italiano

 

 

Fiuggi, Gran Gala del Teatro italiano

Premiati Gigi Proietti, Francesca Benedetti, Edoardo Siravo, Manuela Kustermann, Viviana Toniolo, Giovanni Agostinucci, Luca Verdone, Daniele Cipriani, Bruno Biriaco, Laura Pontecorvo e Alberto Pavoncello. Riconoscimenti anche ad Antonio Calbi e Juan Diego Puerta Lopez.

FIUGGI  Sabato 30 giugno, presso il Giardino Excelsior di Fiuggi Città è andata in scena la serata dedicata al teatro, al cinema, alla musica, alla televisione, alla scenografia e alla danza con la consegna del ‘Premio Fiuggi per lo Spettacolo-Europa alle Fonti’. L’ambito riconoscimento di questa edizione, promosso dalla Fondazione Levi Pelloni, va alla grande carriera di Gigi Proietti che, non presente alla serata per altro impegno professionale riceverà il riconoscimento il 4 dicembre prossimo a Roma, in occasione del Premio FiuggiStoria nazionale presso la Biblioteca dell’Esercito in via XX Settembre a Roma.

Premiati anche Francesca Benedetti e Edoardo Siravo per il teatro, il regista Luca Verdone per il cinema, Manuela Kustermann e Viviana Toniolo, Daniele Cipriani per la danza, il maestro Giovanni Agostinucci per la scenografia, Bruno Biriaco per la televisione, Laura Pontecorvo per la musica, Alberto Pavoncello e la sua compagnia del Teatro giudaico romanesco. Un riconoscimento speciale offerto dalla Municipalità di Fiuggi al direttore del Teatro Argentina di Roma Antonio Calbi e al regista e coreografo Juan Diego Puerta Lopez.

La manifestazione, nata e voluta negli anni ’90 da Pino Pelloni nell’ambito del Festival Internazionale FiuggiPlateaEuropa, viene recuperata e riproposta oggi da Giovanna Napolitano Morelli, con l’intento di rilanciare l’immagine della Fiuggi turistica, termale e culturale. Il nobile intento di creare una vetrina per il mondo dello spettacolo, da proporre anche negli anni a venire, non gode di alcun finanziamento pubblico ma dell’apporto della Fondazione Levi Pelloni, della Federalberghi di Fiuggi, dell’Associazione Art and Passion e dell’ausilio tecnico di MediaEventi. Soprattutto dell’adesione e dell’affetto del pubblico fiuggino.

“In questi nostri desolati anni – ha detto Pino Pelloni – recuperare una doverosa attenzione nei riguardi del mondo della scena italiana è un dovere civile. Questo annuale appuntamento nella cittadina termale di Fiuggi serve a far conoscere i personaggi e le proposte che artisti di fama collaudata e giovani pionieri della sperimentazione offrono ad un pubblico che va riconquistato nel segno della civiltà del nostro Paese”.

Sebastiano Catte

Macerata, la stagione di Appassionata: presentati i concerti 2018/19

 

Macerata, la stagione di Appassionata: presentati i concerti 2018/19

 Musicisti di straordinaria grandezza, novità per gli abbonamenti e ampliamento dello staff  i punti cardine della stagione

MACERATA – La stagione 2018-2019 dei Concerti di Appassionata, è stata presentata il 29 giugno a Macerata, nel foyer del Teatro Lauro Rossi, baricentro dell’attività. “La stagione musicale del Teatro Lauro Rossi grazie alla attenta direzione artistica di Appassionata porta in città  artisti di altissimo livello internazionale e fa di Macerata una tappa prestigiosa dei grandi tour mondiali.” ha esordito l’assessore alla Cultura Stefania Monteverde. “L’altro punto di forza è il coinvolgimento dei giovani sia delle scuole che universitari, ai quali si offre occasioni speciali di crescita e di conoscenza. Una bella realtà della città di cui andare fieri”.

“Grazie all’impegno profuso dal direttivo dell’associazione e al sostegno dei soci, dei partner istituzionali, in primis il Comune di Macerata, e degli sponsor privati”, ha affermato la presidente Daniela Gasparrini, “Appassionata è in grado di presentare il cartellone artistico per la prima volta nella sua storia con ampio anticipo. Un’operazione che ci mette in linea con altre importanti realtà nazionali e che ci consente di lanciare la seconda grande novità di questa stagione: la possibilità per gli spettatori di abbonarsi secondo modalità semplici e convenienti. Terza, non meno significativa, novità è la collaborazione con Ottavia Maria Maceratini in veste di coordinatrice dei progetti speciali”.

La stagione 2018-2019 di Appassionata si inaugura il 16 ottobre prossimo con la celebrazione del genio Gioachino Rossini. “Il cartellone si contraddistingue per tre appuntamenti volutamente celebrativi”, ha spiegato David Taglioni,direttore artistico dei Concerti di Appassionata, “in onore del compositore pesarese nel 150° dalla morte, di Leonard Bernstein per i cento anni dalla nascita e di Histoire du soldat di Igor Stravinskij a cento anni dalla prima rappresentazione. Più in generale, da ottobre a marzo si susseguiranno tredici concerti di interpreti leggendari come la pianista Elisabeth Leonskaja, esuberanti come Marialy Pacheco, raffinati come Renaud Capuçon e Guillaume Bellom, e artisti emergenti ma di spessore come Erica Piccotti e Filippo Gamba in duo e solisti come Leonardo Colafelice“.

Il concerto di apertura è affidato a Veronika Eberle (violino) ed Edicson Ruiz (contrabbasso) che si esibiscono insieme all’Orchestra da camera di Mantova. Il cartellone prevede poi Katia e Marielle Labèque (22 ottobre), il Trio Metamorfosi (10 novembre), Moni Ovadia e il Mach Ensemble (22 novembre), il Danish String Quartet (2 dicembre), Marialy Pacheco (17 dicembre), Erica Piccotti e Filippo Gamba (14 gennaio), Leonardo Colafelice (24 gennaio), Ziyu He e Marie Sophie Hauzel (6 febbraio), il Quartetto Adorno (25 febbraio), per il teatro musicale la rilettura di Lucia Ronchetti delle Avventure di Pinocchio (12 marzo), Renaud Capuçon e Guillaume Bellom (18 marzo), Elisabeth Leonskaja (29 marzo).

Le principali realtà del territorio collaborano per promuovere la cultura musicale, come ha sottolineato il direttore generale dei Concerti di Appassionata Andrea Trettaccone: “La prossima stagione è improntata sul consolidamento dei rapporti con la Società Civile dello Sferisterio-Eredi dei Cento Consorti, l’APM, l’ANMIG, l’Università di Macerata, l’Istituto Confucio e l’Accademia di Belle Arti di Macerata, ma anche su nuove collaborazioni come con il Politeama di Tolentino e l’associazione Musica con le Ali, e il ritorno della Fondazione CARIMA. Inoltre, nel 2018 abbiamo aderito al Consorzio Marche Spettacolo che, insieme a Marcheconcerti, proietta Appassionata ai vertici regionali dello spettacolo dal vivo”.

L’ingresso di Ottavia Maria Maceratini nello staff di Appassionata come coordinatrice dei progetti speciali è motivo di soddisfazione per l’associazione che coinvolge nella propria attività un’artista di chiara fama e di straordinaria capacità divulgativa. “Sono molto grata all’Associazione Appassionata per avermi coinvolto”, dichiara Maceratini, “questo incarico arriva in un momento in cui sento la gioia e il dovere di promuovere l’arte come mezzo di risveglio delle nostre energie vitali affievolite dalla criticità del momento storico che stiamo vivendo. Nell’epoca della connessione, l’Arte educa a connettersi con sé stessi, con gli altri, con la vita, con il mistero”.La stagione 2018-2019 dei Concerti di Appassionata è organizzata dall’associazione musicale Appassionata con il contributo del Comune di Macerata, MiBACT, Regione Marche, Società Civile dello Sferisterio-Eredi dei Cento Consorti, APM, Fondazione Cassa di Risparmio di Macerata, Università degli studi di Macerata, Istituto Confucio, ANMIG. In collaborazione con Marcheconcerti, Consorzio Marche Spettacolo e Accademia di Belle Arti di Macerata.

ABBONAMENTI E BIGLIETTI

A partire dal 16 luglio, per due mesi (fino al 15 settembre), sono in vendita due tipologie di abbonamenti: i 13 concerti dell’intera stagione (220 euro, 150 euro per i soci) e i primi 6 concerti (100 euro, 75 euro per i soci). Dal 16 settembre e fino al giorno del concerto inaugurale, il 16 ottobre, sarà attiva la prevendita dei biglietti presso la biglietteria dei teatri in piazza Mazzini a Macerata e online su vivaticket. Rimangono immutate le tariffe relative al biglietto singolo e le agevolazioni per soci, studenti e accompagnatori (20, 15, 5 euro).  Per informazioni www.comune.macerata.itwww.appassionataonline.it.

 

 

 

Anna Pisani

Responsabile UO Comunicazione – Web

tel. 0733 256236

mob. 347 4461245

 

UNICA TAPPA ONNA PER SIGNUM SAXOPHANE

 

 

COMUNICATO STAMPA

Il SIGNUM SAXOPHONE QUARTET

a ONNA

per non dimenticare

Sarà Onna l’unica tappa del tour estivo del SIGNUM SAXOPHONE QUARTET, prestigioso gruppo musicale che ha portato già da vari anni un vento di novità sui palcoscenici europei.

Il concerto si terrà il 24 giugno nella piazza antistante la chiesa di San Pietro Apostolo,ore 18.00, grazie alla collaborazione tra il Goethe Institute e Onna onlus. Ed è il segno di un legame tra Italia e Germania che, a partire dalla notte del 6 aprile 2009, non si è più spezzato. Si tratta, inoltre, del primo evento di una lunga serie, poiché in progetto ci sono altre iniziative, da tenersi nel,piccolo borgo, sempre in collaborazione con il Goethe Institute.

I quattro musicisti Blaž Kemperle sassofono soprano, Erik Nestler sassofono contralto,
Alan Lužar sassofono tenore, Guerino Bellarosa sassofono baritono si incontrano a Colonia dove fondano l’ensemble nel 2006, studiando a Vienna, Colonia e Amsterdam.

 

Il Signum Saxophone Quartet conquista il pubblico delle metropoli musicali con la sua straordinaria passione e l’entusiasmante gioia di fare musica.
Dopo aver vinto numerosi premi internazionali (Lugano, Berlino, Verona), il Signum è invitato in alcune delle maggiori sale quali Konzerthaus di Berlino, Philharmonie di Colonia e di Monaco, Carnegie Hall di New York e in importanti Festival, tra i quali Mecklenburg-Vorpommern Festival, Schleswig-Holstein Musik Festival, Musical Olympus Festival di San Pietroburgo e Ludwigsburger Schlossfestspiele.
Alla sua attività concertistica affianca progetti di formazione, per esempio nel programma 
Rhapsody in School di Lars Vogt e Philharmonie-Veedel a Colonia, dove l’ensemble risiede.Fonte di ispirazione rimangono sempre il Quartetto Ébène, il Quartetto Artemis e Gabor Takács-Nágy. La duttilità e curiosità artistica dell’ensemble si esprime nell’ampio repertorio che spazia dal Barocco al contemporaneo, con molte opere commissionate e trascrizioni dal repertorio sia cameristico che sinfonico. Il Quartetto esegue i programmi a memoria per sentirsi più libero di creare suggestive coreografie con la gestualità del corpo.
La rarità unita all’altissimo livello di questo giovane ensemble è documentata sin dal disco di esordio (Ars) con opere di Edvard Grieg, Maurice Ravel, Béla Bartók e Dmitri Šostakovič.

IL 7 e 8 LUGLIO PESCARA COMIC CONVENTION, TUTTI GLI OSPITI DEL MONDO DEL FUMETTO

 

IL 7 e 8 LUGLIO PESCARA COMIC CONVENTION
Torna la manifestazione dedicata a fumetti, giochi e mondo cosplay
 
 
PESCARA – Ci sarà il più giovane copertinista della Bonelli, Fabrizio De Tommaso, che ha disegnato la locandina del Pescara Comic Convention interpretando con la sua insuperabile matita il tema dell’edizione 2018: l’esordio. Con lui, il 7 e l’8 luglio, tra corso Umberto I, piazza Sacro Cuore e il lungomare pescarese arriveranno tantissimi fumettisti, editori, sceneggiatori e graphic designer quali Michele MonteleoneGiulio RincioneWalter TronoDavide La RosaFrancesco SavinoMarco NucciSimona BinniJacopo VanniAntonio Sepe e tanti altri.
La seconda edizione del Pescara Comic Convention, la manifestazione gratuita interamente dedicata agli appassionati di fumetti, manga, cosplay, giochi e non solo, si arricchisce con un parterre di ospiti che abbraccia le più svariate realtà della Penisola. Una due giorni tutta da vivere fra cosplay contest, presentazioni e incontri con autori provenienti da tutta Italia. Ma anche una performance di disegno lungo corso Umberto, mostre, tornei, workshop e una grande area mercato. La manifestazione è realizzata grazie alla collaborazione di realtà professionali quali Scuola Internazionale di Comics di Pescara e Games Academy Pescara, con il coordinamento dell’ENDAS Abruzzo e il sostegno del Comune di Pescara.
Novità di quest’anno è il tema scelto come filo conduttore del Pescara Comic Convention: l’esordio. Nelle intenzioni degli organizzatori, infatti, l’obiettivo è riuscire a dare risalto agli autori esordienti in un viaggio ideale tra case editrici, temi e personaggi che sarà coordinato da Giulio Antonio Gualtieri e Bruno Letizia, i due “magister” del Pescara Comic Convention, ossia le due figure di riferimento del mondo del fumetto che rispecchiano le caratteristiche del tema annuale e che delineano il programma culturale. Gualtieri è scrittore, sceneggiatore e direttore della Editoriale Cosmo, mentre Letizia è sceneggiatore, disegnatore e insegnante di fumetti.
«Pescara Comic Convention – sottolinea Bruno Letizia – ruota intorno al concetto di esordio. Questa è l’identità che abbiamo deciso di dare alla fiera e porteremo a Pescara una bella fetta della meglio gioventù del fumetto italiano. Il fumetto ha diverse sfumature e, per noi, era importante avere ospiti che potessero rappresentare ogni sfaccettatura della nona arte».
Ci saranno in fiera autori legati al fumetto da edicola, come Dario Sicchio, sceneggiatore Cosmo, Alessio Moroni, che quest’anno ha esordito in Bonelli come disegnatore, o Marco Nucci, sceneggiatore, sempre per Bonelli. Assieme a loro anche autori completi che racconteranno le loro esperienze sulla pubblicazione del loro primo libro a fumetti: Gaia Cardinali, fresca vincitrice del premio Nuovo Talenti del Concorso Romics dei libri a fumetti, autrice di Viktoria (Tunuè); Nova Sin, che presenterà Stelle o Sparo (Bao publishing); Lorenza Natarella, autrice di Sempre Libera (Bao publishing) e Francesco Guarnaccia, autore di Iperurania (Bao publishing) e già giovanissimo autore di From Here to Eternity (Shockdom). Inoltre, arriveranno a Pescara anche rappresentanti dell’autoproduzione, come il Caos Studio e Daniele De Sando, che presenterà il toccante La Rabbia Sul Fondo.
«Gli autori – prosegue Bruno Letizia – saranno presentati sotto l’ala protettiva del padrino della manifestazione: Fabrizio De Tommaso, il più giovane copertinista di un seriale Bonelli, autore del bellissimo manifesto di quest’anno. Anche Giulio Rincione, autore di Paperi (Shockdom) e disegnatore di un Dylan Dog Color Fest (Bonelli), ci aiuterà a presentare questi ragazzi in fiera. Gli autori saranno infatti coinvolti in diverse conferenze e presentazioni, che verteranno sul racconto dell’esordio e coglieranno ogni aspetto professionale del fumetto: dalla sceneggiatura al disegno, ma anche grafica, lettering, colore ed editoria, un aspetto in cui sarà coinvolto Francesco Savino. Inoltre, saranno parte attiva della manifestazione anche gli insegnanti della Scuola Internazionale di Comics, che terranno diversi workshop in fiera. Un’opportunità aperta a chiunque: un primo passo che si spera possa portare a nuovi esordi».
 

Concerto in memoria di Walter Tortoreto

 

COMUNICATO STAMPA

L’Associazione Insieme Strumentale “Serafino Aquilano”, Mercoledì 13, alle ore 21, presso la Basilica di San Giuseppe Artigiano all’Aquila, in occasione della festività di San Antonio da Padova, propone un concerto in ricordo di Walter Tortoreto, protagonista della cultura abruzzese: critico musicale, scrittore, giornalista, intellettuale a tutto tondo, infaticabile organizzatore di eventi e osservatore attento della politica e della società. La sua missione era quella di emancipare il popolo, di renderlo consapevole protagonista, mediante la fruizione di una cultura alta, musicale o di qualunque altro tipo essa fosse.” Così lo definisce lo storico Walter Cavalieri.

L’evento ha il patrocinio del Comune dell’Aquila, Archidiocesi Aquilana, Fondazione Carispaq, Associazione I Solisti Aquilani, Ente Musicale Società Aquilana dei Concerti “B. Barattelli” ,Conservatorio “Alfredo Casella” dell’Aquila, Istituzione Sinfonica Abruzzese ed è in collaborazione con l’Associazione Corale Novantanove e l’Associazione Orchestrale da Camera “Benedetto Marcello”.

Ad introdurre il concerto sarà il Prof. Gianluca Tarquinio. Il programma prevede l’esecuzione dello Stabat Mater di Fedele Fenaroli, di cui ricorre in questo anno il duecentesimo anno dalla morte e il Gloria di Antonio Vivaldi. Voci soliste Maria Tomassi, soprano e Federica Carnevale, contralto, Direttore del Coro Ettore Maria Del Romano, Direttore Sabatino Servilio.

L’Insieme Strumentale “Serafino Aquilano” si è ufficialmente costituito nel 1992 sotto la direzione del M° Sabatino Servilio. Il Gruppo ha partecipato al VII Concorso Nazionale “Giovani Musicisti Gargano” 1992, ottenendo il 1° dei premi assegnati; il 2° premio al Concorso “A.M.A. Calabria” 1993; il 2° premio al Concorso Internazionale di Musica per i Giovani “Città di Stresa” 1994.

Ha tenuto numerosi concerti in Italia e all’estero, suonando per Istituzioni prestigiose ed avvalendosi della collaborazione di musicisti di chiara fama. Ha collaborato con Enti e Associazioni presenti nella Regione. L’ensemble è composto da strumentisti ad arco, a seconda delle esigenze di programma si avvale della collaborazione di strumentisti a fiato. Il repertorio spazia dall’antico al moderno, con particolare riguardo ad opere di compositori contemporanei, pur con l’attenzione a linguaggi diversi.

INGRESSO GRATUITO

Insieme Strumentale “Serafino Aquilano” Violini: Luca Matani, Sara Tortoreto, Claudio Moroni, Carolina Giuliani, Andrea Petricca, Sergio Colantoni, Massimo Pacella Serena Di Iulio, Alessandra Chiarelli, Luvi Gallese; Viole: Luca Giuliani Paolo Bertollo; Violoncelli: Giancarlo Giannangeli, Graziano Nori; Contrabasso :Mariano Innocenzi; Oboe : Riccardo Bricchi; Tromba:Giuseppe Zanfini; Organo: Ettore Maria Del Romano

E-MOTION FRANCESCA LA CAVA A NEW YORK

 

COMUNICATO STAMPA

Di fronte alle barriere che si alzano nel mondo, l’opera del gruppo e-Motin è un percorso artistico emozionante che invita gli spettatori a farsi stranieri

Saranno tre le tappe internazionali che aspettano il gruppo E-Motion, con una propria produzione Apriti ai nostri baci, 27 maggio, a New York e due produzioni ospiti: Demetra di e con Anouscka Brodacz il 22 maggio ad Haiti al PAP-lab di Port au Prince e Crossover il 23 maggio, di Manolo Perazzia a Eupen (Belgio), all’interno del festival TanzArt.

L’appuntamento più prestigio è sicuramente quello del 27 maggio, Apriti ai nostri baci-studio sul concetto di muro per IDACO festival (Italian Dance Connection) organizzato da Flusso Dance Project in collaborazione con Istituto Italiano di Cultura di New York al Baruch Performing Arts Center.

La rassegna coinvolgerà più di venti compagnie di danza, artisti e registi provenienti da tutto il mondo per un incontro di esperienze artistiche nella Grande Mela.

Apriti ai nostri baci, nasce da una sinergia artistica tra Francesca La Cava-direttore artistico di EMotion –  che cura regia e coreografia, Guido Barbieri per la drammaturgia, Fabio Cifariello Ciardi ideatore della musica originale e live electronics.

Cifra stilistica di Francesca La Cava insieme al suo gruppo e-Motion è una ricerca del gesto che da vita a coreografie che sono viaggi poetici e introspettivi all’interno dell’essere umano e della società contemporanea.

L’idea di Apriti ai nostri baci – studio sul concetto di muro, nasce dalla necessità e dal desiderio di riflettere sul valore simbolico acquisito, tra il Novecento e il Duemila, da un elemento architettonico ed edilizio apparentemente insignificante e puramente funzionale come il muro.

In realtà il muro ha iniziato ben presto, nella storia delle idee, ad assumere una precisa connotazione simbolica. Non a caso ha assunto una posizione di privilegio, nella mitologia classica, da quando Ovidio lo ha elevato a “protagonista silenzioso” del mito di Piramo e Tisbe. Ed è proprio alle parole di Ovidio che è ispirato, come si può facilmente intuire, il titolo del progetto.

Oggetto dello “studio” drammaturgico sul concetto di muro sono dunque alcuni muri reali, concreti tra i molti che sono nati, e che continuano a nascere, lungo i solchi più profondi del pianeta. Ad esempio il muro di sabbia che separa il Marocco dal Sahara Occidentale, il muro di Tijana, ossia la barriera di sicurezza che divide il Messico dagli Stati Uniti, la Peace Lines di Springmartin Road a Belfast, cioè la parete di cemento che divide la comunità cattolica da quella protestante, la barriera di dodici chilometri lungo il fiume Evros che separa la Grecia dalla Turchia, le inferriate costruite per separare Ceuta e Melilla dal territorio del Marocco e infine il muro di cemento che per 790 chilometri chiude in un cerchio quasi perfetto l’intero territorio della Cisgiordania.

I “materiali di costruzione” del “muro di scena” saranno costituiti dai corpi dei danzatori. Saranno loro a costruire e a de-costruire, ad alzare e ad abbattere le barriere che di volta in volta prenderanno forma. I muri della storia, quelli di Belfast o della Cisgiordania, saranno solamente “dipinti”, proiettati sui corpi “nudi” dei danzatori. Le figure umane saranno dunque al tempo stesso schermo e materiale, riflesso della realtà, ma anche superficie mobile, instabile, inquieta, in costante e perenne movimento. Le moltitudini di donne, di uomini e di bambini che sono stati divisi, in quest’ultimo mezzo secolo, dai muri del mondo diventeranno dunque, nello spazio della rappresentazione, parte, anzi essenza di quell’intollerabile, opprimente, ingiusto strumento di separazione».

.LA SCHEDA

coreografia e interpretazione: Francesca La Cava

drammaturgia: Guido Barbieri

musica originale: Fabio Cifariello Ciardi 

video: Salvatore Insana

scene e costumi: Chiara Defant

disegno luci: Carlo Oriani Ambrosini

foto: Paolo Porto

produzione: GRUPPO e-MOTION con il contributo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, della Regione Abruzzo e del Comune dell’Aquila 

residenze e coproduzione: Festival Oriente Occidente, CID Centro Internazionale della Danza di Rovereto (TN) e I Cantieri dell’Immaginario 

con il sostegno per le residenze di ACS Abruzzo Circuito Spettacolo

Giulianova. Sostegno al docufilm “Terra Bruciata” per un riconoscimento al Premio Internazionale della Fotografia Cinematografica “Gianni Di Venanzo” di Teramo

 

COMUNICATO STAMPA

Da Giulianova parte il sostegno al docufilm “Terra Bruciata” per un riconoscimento al Premio Internazionale della Fotografia Cinematografica Gianni Di Venanzo di Teramo

Il prof. Giuseppe Angelone collaborerà con De Berardinis per chiedere la Medaglia al Valor Civile alla popolazione giuliese durante la 2° Guerra Mondiale

Giulianova. Mercoledì scorso è stata una giornata ricca di emozioni per gli oltre 270 studenti dell’Istituto “Crocetti –Cerulli” di Giulianova, nell’unica data in Abruzzo al Cinema Moderno Multiscreen, per la proiezione del docufilm “Terra Bruciata”. Il progetto del film documentario “Terra Bruciata” nasce dall’incontro tra il regista Luca Gianfrancesco e il prof. Giuseppe Angelone, docente di Cinema, Fotografia e Televisione presso la Seconda Università di Napoli, che da anni conduce ricerche sullo stragismo nazista nell’alto casertano e basso Lazio, sulla base di numerose fonti documentali, racconti dei testimoni e materiale cinematografico dell’epoca. Un film che ha impiegato oltre quattro anni di lavorazione, ottenendo il contributo di diversi comuni del casertano. L’evento è stato possibile grazie all’interessamento della Prof.ssa Lucia Marcone, docente negli istituti superiori e il supporto storico di Walter De Berardinis, ricercatore locale sugli avvenimenti militari nella 1° e 2° Guerra Mondiale nella Città di Giulianova e delegato dell’A.N.V.C.G. (Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra). La prof. Marcone e De Berardinis, dopo le tre proiezioni, hanno ufficializzato l’intento di candidare il docufilm al prossimo 23° Premio Internazionale della Fotografia Cinematografica Gianni Di Venanzo di Teramo. Anche il prof. Giuseppe Angelone e Walter De Berardinis inizieranno una collaborazione tesa alla raccolta di dati utili al riconoscimento da parte dello stato italiano per una Medaglia al Valor Civile per la popolazione civile giuliese vittima della guerra nel periodo 1943/1944. Anche Giulianova fu pesantemente colpita durante la 2° Guerra Mondiale – come è stato documentato dalle recentissime ricerche di De Berardinis nel saggio “Giulianova sotto le bombe nella 1° e 2° Guerra Mondiale” edito da Artemia editrice – a Giulianova si registrarono 24 morti immediati (2 fucilazioni da parte dei tedeschi). I bombardamenti degli angloamericani iniziarono il 12 ottobre 1943 per terminare il 14 giugno 1944. Oggi, la Piazza posta dietro il comune di Giulianova, su suggerimento dello storico locale, porta il nome di “29 febbraio 1944” in ricordo del pesante bombardamento sul centro storico dove morirono 10 persone, tra di loro il famoso giornalista giuliese Francesco Manocchia con il ferimento della moglie e dei suoi figli (Benny, Franco e Omero). Per non dimenticare la fucilazione da parte dei tedeschi di Vincenzo Alleva, reo di aver rubato dei cavi telefonici e di Flaviano Pultrone, perché si oppose alla consegna del proprio cavallo. Altro dato importante per la stesura della relazione storico-scientifica da consegnare al Ministero sarà la produzione di carteggi sugli spostamenti e gli arrivi degli sfollati provenienti dalle zone della linea Gustav: Ortona, Francavilla al Mare e Pescara. Il docufilm “Terra Bruciata” concorrerà al “Ciak d’Oro 2018” per le categorie miglior film e miglior regista.

Rino Gaetano, cantante sempre più attuale – Battitore libero, fuori dai conformismi che appiattivano le coscienze. Canzoni vive, mai diventate reperti

 

 

Rino Gaetano, cantante sempre più attuale

Battitore libero, fuori dai conformismi che appiattivano le coscienze. Canzoni vive, mai diventate reperti

di Domenico Logozzo *

PESCARA – Rino Gaetano, a 37 anni dalla morte, è più attuale che mai. Le sue canzoni vengono cantate da tutti, non solo dai giovani di allora, ma soprattutto dai giovani di oggi. “Almeno quattro generazioni parlano di lui, lo ricordano, lo amano, lo citano, lo diffondono”, si legge sulla pagina facebook a lui dedicata. Consensi sempre maggiori. E davvero “il cielo è sempre più blu” per Rino “artista di culto”. E lui continua a regalarci forti emozioni. E belle sorprese. L’ultima è di qualche giorno fa: pubblicato un brano inedito e incompleto registrato poco tempo prima del mortale incidente stradale del 2 giugno 1981.Rino aveva appena 30 anni. Aveva certamente ancora tanto da dirci. “Ascoltare la voce di Rino Gaetano – ha scritto Pietro D’Ottavio su Repubblica – fa venire i brividi. È l’effetto che regala Ti voglio, canzone scritta e cantata dal cantautore scomparso, ma rimasta incompleta fino a poco tempo fa”.

La riscoperta si deve alla sorella dell’artista, Anna Gaetano. Ha affidato il brano al cantautore romano Artù che ha completato il testo, con l’arrangiamento della Rino Gaetano Band, guidata da Alessandro Greyvision, nipote di Rino. Nel finale l’incisione originale con la voce del cantautore calabrese. Il videoclip firmato dal regista Maurizio Nichetti. Il brano sarà proposto per la prima volta al pubblico il 2 giugno prossimo a Roma, durante l’ottavo raduno nazionale del RINO GAETANO DAY, che ogni anno richiama oltre trentamila persone in piazza Sempione, nel quartiere tanto caro all’artista. L’ospite speciale dell’edizione di quest’anno sarà Simone Cristicchi.

Il “Rino ritrovato” riporta alla mente ricordi preziosi. La pagina facebook “Rino Gaetano-Rino Gaetano Day”, mette in copertina i “40 anni di Nuntereggae più”, scrivendo: “La canzone avrebbe dovuto essere presentata a Sanremo 1978 ma il cantautore fu convinto, per motivi discografici, a sostituirla con “Gianna“; divenne estremamente popolare dopo la partecipazione al Festivalbar 1978 a Verona con l’esibizione in accappatoio ed il simbolico lancio della trottola”. E proprio quaranta anni fa Rino Gaetano creava a Pescara la canzone “E cantava le canzoni”. Quaranta anni dopo, in Calabria, il titolo di quel brano che l’indimenticato artista di Crotone interpretò magistralmente al Cantagiro del 1978, proprio in riva all’Adriatico, dà origine al nome del concerto a lui dedicato “… e cantavo le canzoni”, della nota cantante e attrice calabrese Manuela Cricelli.

Un nuovo ed importante impegno, dopo quello dello scorso anno come cantante solista del gruppo Phaleg nello spettacolo “Sulle orme di Annibale” con Michele Placido. E’ stata protagonista dello spettacolo teatrale “L’ultima cantastorie”, omaggio a Rosa Balistreri con un concerto anche al Quirinale. Intensa attività. Ha partecipato, insieme al suo gruppo storico Arlesiana Chorus Ensemble, come vocalist e solista ai progetti musicali “Ballata per una madre” e “Taranta Opera” di Eugenio Bennato. Laureata in psicologia clinica e di comunità all’ università di Torino, Manuela Cricelli è esperta nell’utilizzo del canto come strumento terapeutico e di indagine psicologica. “Attualmente sono impegnata nella conduzione di Azione canora, un progetto di cantoterapia”, ci dice la brillante e molto apprezzata artista. “L’idea del concerto-tributo a Rino è nata in una notte d’estate, l’anno scorso, in Calabria, sulla costa jonica della provincia di Reggio, mentre tornavo a Roccella. In auto ascoltavo alla radio Sei ottavi, che è anche la mia canzone preferita. Mi sono immaginata sul palco, con il suo classico cilindro, a dare la mia interpretazione delle sue ballate! Ed ecco che, subito dopo l’estate, cominciammo le prove per realizzare il progetto con Peppe Platani, Vincenzo Oppedisano, Gianfranco Ozzimo e Paolo Staltari”.

E non si può non condividere il pensiero di Manuela. Sei ottavi è effettivamente una delle più belle canzoni di Rino. Testo meraviglioso. Come una poesia “… la luce discreta spiava e le ombre inventava/mentre sul mare una luna dipinta danzava…”. Da sogno “…mentre la notte scendeva stellata stellata/lei affusolata nel buio dormiva incantata/chi mi dirà buonanotte stanotte mio Dio/la notte le stelle la luna o forse io”.

Perché a 37 anni dalla morte tutti cantano ancora Rino Gaetano?

Rino aveva una straordinaria dote: l’ironia”, ci risponde Manuela Cricelli. E sottolinea:”E’ questa sua caratteristica che lo ha reso immortale. Lo sberleffo intelligente, sempre attuale, che utilizzava nelle sue canzoni, contro la scena politica e sociale. E’ questa sua ironia, quindi, che determina la modernità del suo linguaggio accessibile a tutti e la sua “sempreverde” popolarità, anche tra i giovani di oggi! Del resto Rino stesso aveva dimostrato lungimiranza quando affermò:” …Sento che, in futuro, le mie canzoni saranno cantate dalle prossime generazioni. Che, grazie alla comunicazione di massa, capiranno cosa voglio dire. Capiranno e apriranno gli occhi, anziché averli pieni di sale”.

Cosa apprezza maggiormente di Rino?

La sua enorme creatività, la sua fantasia, la ruvidezza del suo canto, e il coraggio di fare, nelle sue canzoni, nomi e cognomi di uomini politici corrotti! Apprezzo il fatto che la sua arte non è mai stata condizionata dagli schieramenti politici! Lui diceva la verità. E la verità non ha colore politico. Le sue erano canzoni d’amore per la collettività, contaminata dal potere corrotto”.

Qual è il suo messaggio più attuale?

Credo che nelle sue canzoni lui non smetta mai di dirci di essere fuori dagli schemi, di non restare ingabbiati nelle logiche di un sistema vizioso e perduto. Con i suoi testi intelligenti e ironici, ci urla le contraddizioni sociali e le passioni, ci urla di essere individui pensanti e pieni di sentimento. Di amare e vivere con pienezza la nostra esistenza. Un messaggio più che mai attuale e universalmente valido”.

Sempre fuori dagli schemi. “Un battitore libero, fuori dai conformismi che appiattivano le coscienze”, ha scritto nel 2001 il giornalista del Tg1 di origini calabresi Vincenzo Mollica, presentando il libro “Rino Gaetano live”, pubblicato da Emanuele Di Marco. Le canzoni, l’impegno sociale, di denuncia, l’amicizia, l’amore: “Il problema me lo pongo al di fuori, con distacco, e colgo il lato tragicomico”, diceva Rino Gaetano che negli anni iniziali della carriera aveva fatto la “sperimentazione” in Abruzzo. Tante serate e anche seguitissime trasmissioni su “Radio 103”, l’emittente privata abruzzese anticipatrice dei tempi, che diede spazio alle originali proposte di tanti cantautori emergenti divenuti poi molto famosi. Gente che ha lasciato il segno. Come Rino Gaetano che ci ha consegnato messaggi ancor oggi attualissimi.

Lo ha ricordato qualche anno fa a Pescara, nella trasmissione televisiva Rai “Settimanale Tgr”, il prof. Andrea Ledda, che nel 1975 era stato l’animatore dell’avventura radiofonica coraggiosa e straordinaria di “Radio 103”. Trampolino di lancio per tanti artisti. “Cantanti-poeti”, li ha definiti Ledda, intervistato dal giornalista della Rai Berardo Aurini. “Qualcosa di diverso” entrava nel mondo della musica leggera italiana. Pescara allora era una piazza importante, anche perché proprio qui la casa discografica RCA aveva una “agenzia strategica” per il Centro-Sud. E la promozione dei cantanti partiva spesso dall’Abruzzo. Dalla radio alle feste in piazza: Pescara, Francavilla al Mare, Silvi, Città Sant’Angelo, Montesilvano e via via tutti i luoghi del divertimento della riviera adriatica.

Il prof. Ledda ricorda ancora: “Rino Gaetano era misconosciuto e aveva inciso un disco strepitoso Ma il cielo é sempre più blu. In Abruzzo tornava spesso. E proprio a Pescara gli era venuta l’idea di scrivere nel 1978 E cantava le canzoni, dopo avere fatto amicizia con un gruppo di emigranti che lavoravano in un’industria automobilistica tedesca. Li aveva incontrati in uno stabilimento balneare. E gli era rimasta impressa la ripetitività con la quale selezionavano ed ascoltavano al jukebox sempre le stesse canzoni, i successi del momento”. Dedicata agli emigranti “E cantava le canzoni” evidenziava la capacità che Rino aveva nel mettere insieme, senza banalità, la tristezza, la speranza, la bellezza della donna amata, tante sensazioni. “E partiva l’emigrante e portava le provviste/ due o tre pacchi di riviste /E partiva l’emigrante/ ritornava dal paese/ con la fotografia di Bice bella come un’attrice/ E cantava le canzoni che sentiva sempre a lu mare …” E qui l’abruzzesità dell’ispirazione l’ha voluta sottolineare, usando il dialettale “lu mare”, anzichè “al mare”. Una espressione tipica della gente d’Abruzzo che dal legame fortissimo con le radici montanare fa emergere la nostalgia del ritorno “a lu mare”.

Emigrazione e pregiudizi. Questioni importanti, affrontate da Rino sempre con molta determinazione. In un’intervista a “Ciao 2001”, che Emanuele Di Marco ha ripreso in “Rino Gaetano live”, il cantautore fece questa riflessione: “Essere emigrati è uno dei gravi problemi del Sud. In alcune città del Nord mi sono trovato con gente che ci resta male quando gli dici che sei calabrese: si aspettano ancora il baffone con la lupara, scuro e piccoletto, lo sguardo torvo e il cappellaccio. Io oltretutto sono alto e neppure moro di capelli. Ricordo che a Milano il gestore di un locale, per vendicarsi dell’ostracismo per gli italiani in Svizzera, aveva appeso un cartello: vietato l’ingresso agli svizzeri. E a un giornalista accorso a complimentarsi, rispose: “devono smetterla questi svizzeri di trattare anche noi milanesi come terroni”. Beh, credo che i portoricani stiano meglio di noi”. Una amara constatazione che evidenziava una triste realtà, facendo capire le difficoltà e le umiliazioni subite dai nostri emigranti.

L’attualità di Rino e la crescente attenzione che c’è nei confronti della sua produzione musicale, è confermata anche dal fatto che “le canzoni del cantautore – scrive Repubblica- hanno avuto persino più successo negli ultimi vent’anni di quando l’artista era in vita. “Le sue canzoni non sono mai diventate dei reperti, per il semplice fatto che sono vive”, ha scritto Vincenzo Mollica. Canzoni vive come “Mio fratello è figlio unico”. Rino, parlando nel 1976 del suo nuovo 33 giri, disse al giornalista di “Ciao 2001”: “Il tema unitario delle canzoni é quello degli emarginati. Ma non sono tanto quelli tradizionalmente riconosciuti, come i sottoproletari, gli alcolisti, i drogati, quanto noi stessi. Pochi si occupano delle cosiddette persone normali. Pensa solo ad un incidente per strada, con la gente che scappa per paura che la polizia faccia perdere tempo. Questo è “Mio fratello é figlio unico”, una persona tutto sommato normalissima”. Spiega: “Mi dispiace esasperare un po’ le cose, amo i paradossi. In fondo Ionesco, uno degli autori teatrali che preferisco, é tutto un paradosso.Vedi, dire che mio fratello è figlio unico perché é convinto che esistono ancora gli sfruttati, i malpagati e i frustrati, non è demagogia. C’è gente che sta male e non crede ci sia chi sta ancora peggio”. E a proposito dei ricchi e dei poveri, conclude: “Con i primi fai sempre le classifiche: il miliardario più ricco lo conosci. Il povero più povero no”.

*già Caporedattore TGR Rai

A LIEGI L’ELEGANZA DI UNA “DONNA DEL LAGO”, LETTA COME UN PERCORSO “À REBOURS”. La recensione di Giovanni Zambito

 

 

OPERA, A LIEGI L’ELEGANZA DI UNA “DONNA DEL LAGO” LETTA COME UN PERCORSO “À REBOURS”. ARTISTI AL TOP. LA RECENSIONE

Passato e presente, ricordi, ricostruzioni del cuore e della mente, personaggi dell’oggi che vanno a ritroso nel tempo rievocando e incontrando le persone che erano ieri. Una scenografia che da un piccolo ordinario spazio d’interno si allarga, si apre per abbracciare e diventare un paese, una storia, una distesa naturale, una riva, una casa, una reggia.

È «La donna del lago» di Rossini che rivive all’Opera di Liegi con la direzione orchestrale del Maestro Michele Mariotti e che si anima e rinnova grazie alle luci di Alessandro Carletti, i costumi di Klaus Bruns, la scenografia di Paolo Fantin e la regia di Damiano Michieletto (questi ultimi già apprezzati per Cavalleria rusticana/Pagliacci alla Monnaie di Bruxelles).

L’opera in sé, tratta dal romanzo di Walter Scott e ambientata nella Scozia del XVI secolo, frutto di un periodo di transizione del compositore, musicalmente non presenta dei particolari momenti di esplosione e vivacità, quasi a lasciare totalmente alle voci la missione di raccontare. E in questa co-produzione dell’Opéra Royal de Wallonie-Liège con il Rossini Opera Festival di Pesaro, l’intento è perfettamente conseguito. Ineccepibile, impeccabile il livello degli artisti.

Durante il primo atto Elena sembra un po’ distante dal ruolo, ma nella seconda parte la performance del soprano giorgiano Salome Jicia risulta eccezionale e gareggia in bravura cogli altri.

I quattro uomini che si contendono l’affetto di lei (il padre, l’innamorato, il re e il fidanzato imposto) danno una prova artistica alta e naturale.

Il basso-baritono spagnolo Simón Orfila è un prestante, fascinoso, deciso Douglas che vuole solo obbedire alla legge del dovere e non può accettare che la figlia pensi di rifiutare le nozze con l’uomo da lui prescelto, Rodrigo.

Questi, l’ottimo tenore russo Sergey Romanovsky, si mostra in tutta la sua intrinseca brutalità anche se la prospettiva di una donna che lo ami sembri addolcirlo un po’: sfumatura che l’interprete riesce appieno a cogliere e restituire al pubblico.

E poi Giacomo/Uberto, il tenore russo Maxim Mironov: brillante, convincente, con una voce potente e sempre controllata, dà la giusta immagine di un uomo infatuato che però non perde di vista la dignità consona a un sovrano.

E arriviamo a Malcolm, l’uomo di cui Elena è innamorata, che ha volto e voce (e che voce!) della siciliana Marianna Pizzolato. Nel primo atto lentamente e dolcemente invoca la sua amata e già nel pronunciare “Elena” si intuisce quello che poi verrà confermato da applausi a scena aperta: il suo bel canto si muove con disinvoltura nei differenti registri che il personaggio richiede. Da citare anche il tenore belga Stefan Cifolelli (Serano/Bertram) e il mezzo-soprano Julie Bailly (Albina).

Menzione a parte per gli attori Giusi Merli e Alessandro Baldinotti, rispettivamente Elena e Malcolm del presente, che interagiscono e quasi attivamente collaborano con i due giovani che erano un tempo riconciliandosi alla fine con la memoria. La loro presenza si rivela decisiva e allo stesso tempo leggera e discreta alla riuscita della messa in scena. Sono quasi sempre presenti ma a completo servizio della storia.

Damiano Michieletto con la sua regia permea di dolcezza l’intera narrazione, che anche nei suoi momenti di pathos e forza espressiva, non viene meno alla misura, in piena coerenza con la direzione musicale del Maestro Mariotti, un continuo alternarsi di luci e ombre, di attesa e sospensione. Un ringraziamento a tutto ciò che ha trasmesso e insegnato loro il Maestro Alberto Zedda  alla cui memoria è dedicata la rappresentazione.


Fino al 15 maggio 2018.


Foto Opéra Royal de Wallonie-Liège