Archivo por meses: noviembre 2014

Il siciliano: nel mondo, una “lingua”; in Italia, un “dialetto”… (Fonso Genchi)

Fonso Genchi

Fonso Genchi

Esistono vari documenti dai cui testi si può evincere, direttamente o indirettamente, che il siciliano è da classificare nella categoria delle “lingue” (in particolare delle “lingue regionali”) e non in quella dei “dialetti”. Però tutti questi documenti non sono italiani ma stranieri o internazionali.

Infatti in Italia vige la pessima – a nostro modesto parere – abitudine di usare un criterio politico e di chiamare “lingue”, tra quegli idiomi attualmente parlati all’interno dei suoi confini, soltanto quelle ufficiali, cioè quegli idiomi riconosciuti politicamente dallo Stato. E’ per questo motivo che mai troveremo in alcun documento ufficiale – sia esso un testo legislativo o altro – né dello Stato italiano né della Regione siciliana, la denominazione “lingua siciliana” ma sempre e comunque quella di “dialetto siciliano”, non essendo il siciliano un idioma riconosciuto politicamente. Questa che abbiamo chiamato “abitudine” ma che, in realtà, è una forzatura politica, porta a situazioni a volte davvero buffe, se non addirittura grottesche. E’ il caso, per esempio, della legge regionale siciliana n°85 dal titolo “Provvedimenti intesi a favorire lo studio del dialetto siciliano e delle lingue delle minoranze etniche nelle scuole dell’Isola”: il siciliano, idioma che viene parlato in tutta la Sicilia ed anche fuori di essa, che ha una sua propria tradizione letteraria secolare mai interrotta, che risulta essere stato il primo tra i “volgari” di “sì” ad essere usato come lingua poetica, sarebbe, dunque, un “dialetto” (dialetto di quale lingua?!?); invece, facendo soltanto un esempio, tra quegli idiomi delle minoranze etniche a cui si riferisce tale legge regionale, l’arbërëshe, cioè un antico dialetto del tosco, il quale – a sua volta – è un dialetto (ossia una corruzione) della lingua albanese, sarebbe una lingua… (per carità: oggi, emigrato più di 5 secoli fa e modificatosi in Sicilia, lo è certamente).

La cosa più triste è che, in Italia, anche la maggior parte dell’ambiente accademico linguistico usa la definizione politica di lingua – seppur un po’ mascherata da riferimenti sociolinguistici – a dimostrazione,  se ce ne fosse bisogno, che la cultura accademica nel “Bel Paese” è legata a doppio filo al potere politico. Tutto ciò crea confusione e induce in errori; e, in effetti, ad esempio, molte persone in Italia – ragionando inconsapevolmente secondo criteri linguistici (dialetto = corruzione di una lingua ufficiale o, comunque, “principale”) e non politici – sentendo dire che il siciliano è un dialetto, pensano di conseguenza che il siciliano sia un dialetto dell’Italiano.

Uscendo fuori dall’Italia cambia tutto. Il documento ufficiale interstatale più importante in cui si definisce cosa è una “lingua regionale” e, indirettamente, cosa invece è un dialetto, è il Trattato Europeo chiamato “European Charter for Regional or Minority Languages”. In esso si può leggere testualmente:
Articolo 1 – Definizioni
Ai sensi della presente Carta:
a) per «lingue regionali o minoritarie» si intendono le lingue:
i) usate tradizionalmente sul territorio di uno Stato dai cittadini di detto Stato che formano un gruppo numericamente inferiore al resto della popolazione dello Stato; e
ii) diverse dalla(e) lingua(e) ufficiale(i) di detto Stato;
questa espressione non include né i dialetti della(e) lingua(e) ufficiale(i) dello Stato né le lingue dei migranti;

Un altro documento ufficiale importante (addirittura internazionale) è l’elenco dei codici ISO 639-3 che vengono assegnati solo alle lingue (e non ai dialetti). Il codice ISO è un codice di 3 lettere che identifica brevemente una lingua (Inglese: eng; Italiano: ita; ecc. ecc.). Tali codici vengono assegnati dall’Organizzazione Internazionale per la Normazione (International Organization for Standardization, abbreviata, appunto, in “ISO”) che ha sede a Ginevra e che è la più importante organizzazione a livello mondiale per la definizione di norme tecniche, i cui membri sono gli organismi nazionali di standardizzazione di 162 Paesi del mondo, tra cui l’Italia. Ebbene, nella lista codici ISO 639-3 assegnati alle lingue – ripetiamo: esclusivamente alle lingue e non ai dialetti – è presente il siciliano il cui codice è: scn.

Per stabilire a quali idiomi assegnare un codice, l’ISO si affida ai migliori linguisti del mondo, quelli del SIL International.

Siccome non esistono, per nessun idioma, altri tipi di documenti ufficiali specifici in cui si attesti se esso sia una lingua o un dialetto, nella Wikipedia in Italiano, in Inglese e nelle principali lingue del mondo, si è utilizzato come criterio per denominare un idioma “lingua”, proprio quello della sua presenza nella lista dei codici ISO 639-3: gli idiomi a cui è stato assegnato un codice ISO sono definiti “lingue”, quelli a cui non è stato assegnato alcun codice ISO sono, invece, definiti dialetti o parlate. Dunque, per esempio, se si va nella Wikipedia italiana si potrà trovare una voce “Lingua siciliana”, se si va nella Wikipedia inglese si troverà la voce “sicilian language” ma mai si troverà una voce “Lingua calabrese” o “calabrian language”; infatti, se si prova a digitare nella casella di ricerca “Lingua calabrese” (o “calabrian language” per la Wikipedia in Inglese), si verrà reindirizzati alla pagina “dialetti calabresi” (o “languages of Calabria”).

Per terminare, tra quelli che erroneamente in Italia vengono definiti “dialetti”, non c’è soltanto il siciliano; infatti anche altre lingue regionali o minoritarie parlate in alcune parti d’Italia hanno il loro codice ISO 639-3 e sono universalmente riconosciute come “lingue” (meno che in Italia…).

Fonso Genchi

 

 

 

ARCHIVO HISTÓRICO DE LA INMIGRACIÓN PIAMONTESA Y CENTRO DE INVESTIGACIONES (AHIP – AFAPIECO)

Facultad-de-Lenguas-Universidad-Nacional-de-Córdoba

Facultad-de-Lenguas-Universidad-Nacional-de-Córdoba

El Archivo Histórico de la Inmigración Piamontesa y centro de investigaciones (AHIP), fue creado en el año 2009 a partir de un proyecto presentado a la Comisión Directiva de la Asociación Familia Piemontesa de Córdoba (A.FA.PIE.CO). Actualmente, tiene su sede en el Área de Italianística de la Facultad de Lenguas de la Universidad Nacional de Córdoba (UNC) y trabaja sinérgicamente con el Laboratorio de Estudios de la Inmigración Europea en Argentina (LEIEA), unidad integrante del Centro de investigaciones de la Facultad de Lenguas (CIFAL) de la citada universidad.
El AHIP es la primera entidad argentina que a partir del empleo de metodología científica, se ocupa específicamente en la recuperación y estudio del patrimonio histórico-cultural legado de los grandes contingentes migratorios provenientes del Piamonte italiano, arribados a la Argentina a partir de mediados del Siglo XIX.
Sus objetivos principales son: 1) Recuperar, procesar y conservar las fuentes que constituyen el registro histórico del proceso de inmigración piamontesa en Argentina; 2) Producir conocimientos multidisciplinarios (Historia, Antropología, Sociología, Arqueología, etc.) desde su centro de investigaciones a partir del empleo de metodología científica; 3) Promover su divulgación a partir de la participación y organización de actividades científicas, de la elaboración de publicaciones, el dictado de conferencias, etc.; 4) Brindar asesoramiento y tutoría histórico-cultural a los entes públicos o privados que desarrollen actividades relacionadas al proceso histórico citado.
Este centro, significa un importante aporte para la producción y divulgación de conocimientos científicos interdisciplinarios relativos a la temática de la piamontesidad en Argentina. Para cumplir con la tarea propuesta, cuenta con profesionales con formación de grado y postgrado universitario, algunos de ellos egresados de Universidades de la Regione Piemonte, Italia.

Datos Institucionales:

Archivo Histórico de la Inmigración Piamontesa y centro de Investigaciones (AHIP)
Sede: Área Italianística – Facultad de Lenguas – U.N.C.
Director: Mgtr. Lic. Enrique H. Rossetto
Horario de atención: Martes (10-12 hs.) y Viernes (18-20hs.)
Tel:+54-351-4331073 al 75 – Int. 20
Av. Vélez Sársfield 187 – (X5000JJB) – Ciudad de Córdoba  –  Argentina
E-mail:archivo.piemonte@gmail.com
Página web: ahip-inmigracion.piamontesa.org.ar
LABORATORIO DE  ESTUDIOS DE LA INMIGRACIÓN EUROPEA EN ARGENTINA (L.E.I.E.A.)

El Laboratorio de Estudios de la Inmigración Europea en Argentina (L.E.I.E.A.), unidad integrante del Área de Italianística (ARIT) del Centro de Investigaciones de la Facultad de Lenguas (CIFAL) de la Universidad Nacional de Córdoba (UNC), se crea el 16 de abril del año 2014 (Res. H.C.D. Nº 132 – 2014). Su principal objetivo es la producción de conocimientos históricos y culturales referidos a los procesos de inmigración europea en Argentina, que se

desarrollaron en el país desde mediados del Siglo XIX. Este centro trabaja en forma sinérgica con el Archivo Histórico de la Inmigración Piamontesa y centro de investigaciones (AHIP), con sede en la citada área.

Datos Institucionales:

Laboratorio de Estudios de la Inmigración Europea en Argentina (L.E.I.E.A.)
Sede: Área de Italianística – Facultad de Lenguas – U.N.C.- Av. Vélez Sársfield 187 – (X5000JJB) – Ciudad de Córdoba  –  Argentina
Director: Mgtr. Lic. Enrique H. Rossetto
Horarios y días de atención: Miércoles de 17 a 19 hs. y Viernes de 16 a 18 hs.
Tel:+54-351-4331073 al 75 – Int. 20
E-mail: leiea@fl.unc.edu.ar leiea.unc@gmail.com

BACCALÀ ALLA TOSCANA

Bruno Bacherini

Ricetta di Bruno Bacherini

 

Il baccalà, è sempre stato apprezzatissimo in Italia. Ma solo gli operatori del settore conoscono che ne esistono diverse tipologie che fanno la differenza.Quello in assoluto più ricercato dai gourmet è il Cod,o baccalà di San Giovanni.,Diamo qualche consiglio pratico.Innanzitutto occorre sempre diffidare di un prodotto che costa poco. Poi, leggete sempre l’etichette, l’identificazione il nome scientifico che è una chiara traccia sull’origine del prodotto il nostro baccalà è il Gadus morhua.I In Italia e sui mercati si vendono Ling, brosme,e pollack che fanno parte della famiglia ma sono i cugini poveri del Baccalà..Il riconoscimento ,Il cod, Si differenzia per l’altezza dei filetti, per la grandezza del pesce e per la morbidezza delle carni. E’ proprio quest’ultimo che adopereremo per una grande ricetta Toscana.

_MG_8641Per 4 Persone:

/00 gr di baccalà già dissalato

2 barattoli di pomodoro pelato

2 cipolle dorate

3spicchi d’aglio puliti

1 rametto di rosmarino

olio extravergine di oliva Toscano e frantoiano

sale q.b

peperoncino a seconda dei gusti

2 girate di pepe nero di mulinello

Prendete il baccalà già bagnato oppure prendete quello salato e fatelo rinvenire nell’acqua fresca cambiandola 2 volte al giorno per 2/3 giorni a seconda di quanto ci piace il baccalà salato. Tagliatelo a pezzi, infarinatelo e inseritelo in una casseruola con olio di frantoio, tre spicchi di aglio, salvia e rosmarino. Dopo averlo cotto , scolatelo dall’olio e ponetelo su una carta assorbente da cucina.

In una padella con dell’olio fate soffriggere la cipolla, appena questa sarà dorata aggiungete dei pomodori pelati, sale e peperoncino

Fate insaporire i pomodoti per circa venti minuti, dopo di che inserite il baccalà e continuate la cottura per altri dieci minuti. Servite con del prezzomolo tritato.

Vino Consigliato : Rosso di Montepulciano di 2 anni

 

Baccalà alla toscana

 

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IX Encuentro de Danzas Mágicas de Oriente y el Mundo

Afiche encuentro - contacto

Gacetilla de Prensa – “Noches Mágicas”
La Tribu Nuralain invita a toda la ciudad a formar parte del “IX Encuentro de Danzas Mágicas de Oriente y el Mundo”. El mismo se llevará a cabo los dias 28, 29 y 30 de noviembre. Se trata de un evento totalmente abierto y gratuito que tiene como objetivo difundir las diferentes culturas del mundo mediante la danza y música, productos de la expresión de los pueblos, la forma de contar su historia mediante el arte. Danzas Étnicas, de la Ruta de la Seda, de los pueblos Originarios, de América y el Mundo se dan cita en nuestra Ciudad para transformarla por tres días en una ciudad de danzas mágicas al estilo de las de Las Mil y una Noches.

El espectáculo tendrá lugar durante las tres noches en el Anfiteatro Municipal “Héctor Santángelo” a partir de las 20: 30 hs. Allí se podrán apreciar bailarines/as de diferentes instituciones privadas, talleres del COPNAF, bibliotecas populares, comisiones vecinales de la Provincia y el país, como también números internacionales. Este año contará con la presencia de Tar, una joven bailarina tailandesa que brindará toda la magia de su danza, los grupos de música tradicional coreana “Nuripae Salmunori” y “Aritaum” enviados por la Embajada de Corea en Argentina, el grupo de música mediterránea recientemente llegado de su gira por Europa, Asia y África “SeinTempu”, las maestras de danza Sibel Mesian, Nanda, Laura Martínez.

Este encuentro busca la integración y difusión del conocimiento, por eso también brindará seminarios de danza por la mañana y tarde en las Salas V.I.P del Teatro Municipal “Tres de Febrero” y de música en el Centro Cultural “La Forja” (Pellegrini 94, esq. España); los mismos no tendrán costo alguno, son abiertos a todo público, estarán a cargo de maestros nacionales e internacionales y se entregaran certificados. Cabe destacar que el evento fue declarado de Interés Legislativo por la Honorable Cámara de Senadores de Entre Ríos y de Interés Educativo por el Ministerio de Educación de la Provincia mediante la Resolución N° 3981/14 del C.G.E.

Prof. Nora Aracil

Pte. Com. Organizadora – Pte. Asoc. Prof. de Danza de E.R

DNI 17.476.734

En Paraná, Argentina

El evento es totalmente gratuito, tanto los espéctaculos, que serán 28, 29 y 30 de noviembre de 2014, a partir de las 21:00 hs. en el Anfiteatro, como los seminarios de capacitación que serán durante la mañana y la tarde de los mismos dias en la Sala V.I.P del Teatro.

Para más información e inscripciones a los seminarios contactarse a los teléfonos (0343) 154 634 822 – 154 484 964 – 154 555 100 o por mail encuentrodedanzasparana@gmail.comnuralainturk@gmail.comaldana.del.mestre@hotmail.com .

 

 

Links: http://encuentrodedanza.wix.com/encuentrodedanzas
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Contacto Email: encuentrodedanzasparana@gmail.com 

 

Intervista a Simone Simons, la cantante degli Epica si racconta a CronacaTorino

 

Simone Simons.

Simone Simons.

La frontman olandese si racconta a CronacaTorino: la band, il jazz e le proprie passioni

Geniale. Con una voce divina o, più semplicemente, unica. Sono queste le definizioni che viene naturale attribuire alla cantante degli Epica Simone Simons. E, a dirla tutta, sono anche limitative. Nata a Hoensbroek, ma ormai una vera e propria cittadina del mondo, Simone Simons ha raccontato a Cronacatorino.it l’ultima fatica della sua band e qualcosa di lei. Un viaggio che parte da “The Quantum Enigna”, ma che finisce scoprendo la Simone Simons fuori dal palco.

 

Buongiorno miss Simons e grazie per l’intervista. Cominciamo parlando dei prossimi concerti in Italia… Cosa vi aspettate da queste due tappe del vostro tour?

E’ sempre bello tornare a suonare in Italia… Abbiamo già suonato tante volte nel vostro paese e lo amiamo davvero molto. I fans sono sempre davvero calorosi e ci regalano sempre momenti davvero belli.

 

Il vostro ultimo album “The Quantum Enigma” è stato promosso ampiamente dalla critica…. C’è una canzone preferita però?

Difficile sceglierne una perchè mi piace tutto l’album… Posso dirti però che sono molto legata ad “Unchain Utopia” per la sua melodia e perchè riesce a trasmettermi una grande energia quando la canto.

 

Gli Epica sono ormai da diversi anni on the road… Qual’è stato il miglior momento vissuto con la band?

Ce ne sono tantissimi, ma direi che la cosa più bella di quello che facciamo è suonare di fronte ai nostri fans.

 

Una curiosità: si vedrà un album metal di Simone Simons?

Ho lavorato con diverse band e quindi i miei orizzonti non sono solo stati legati agli Epica… Adesso ci sarà un piccolo progetto jazz, ma non ho qualcosa di solo mio in programma per quanto riguarda il metal.

Adesso penso al tour e al nuovo album degli Epica, ma ho anche una famiglia a cui badare e dunque non c’è proprio il tempo per un progetto mio.

 

Molte ragazzine sognano di diventare come Simone Simons… Che effetto fa?

Beh è sicuramente molto bello… Però bisogna anche ricordare che per fare questo mestiere serve talento, passione e anche fortuna. Noi siamo partiti molto giovani e abbiamo avuto la nostra dose di fortuna per arrivare a suonare davanti a così tanti fans e a girare il mondo.

 

Prima hai citato i tuoi lavori con altre band, ma c’è qualcuno con cui in futuro ti piacerebbe collaborare?

Mi piacerebbe lavorare con i Rammstein… Sono una delle mie band preferite!

 

Domande per conoscerti meglio: Piatto preferito?

Wow… Beh adoro la cucina asiatica e le sue spezie, ma anche quella italiana… Posso definirmi una fan della pizza e della pasta.

 

Ci sono altre passioni oltre alla musica?

La fotografia, il make up, la cucina e molto altri in realtà. Ho anche creato un blog personale dove riesco a condividere tutto quello faccio al di fuori della musica con i fans.

 

Sei una persona sportiva?

Sì, ma vado solamente in palestra in realtà… Non faccio molto altro!

 

Miss Simons… Un messaggio per i fan italiani?

Certamente! Siamo molto contenti di tornare in Italia per questi concerti e…. Non vediamo l’ora di incontrarvi!!

 

Grazie miss Simons è stato un vero piacere

Grazie a te! Ciao!

 

INVIATECI LE VOSTRE FOTO E SEGNALAZIONI – Per le vostre segnalazioni circa incidenti, emergenze, autovelox nascosti, strade dissestate e buchi sul manto stradale, disagi sociali, odissee burocratiche, truffe, rapine, aggressioni, zone carenti di sicurezza, aree preda di degrado o spaccio, problematiche sui mezzi pubblici, borseggi, maltrattamenti sugli animali o altro, scriveteci e mandateci le vostre foto a redazione@cronacatorino.it

– Il nostro Staff riserverà la massima attenzione ad ogni caso, per dar voce direttamente ai cittadini, senza “filtri politici”.

 

VISIBILITA’ ALLA VOSTRA ATTIVITA’ –  Se siete interessati a dare visibilità alla vostra attività commerciale, scriveteci a info@cronacatorino.it

– Il nostro Staff sarà a vostra disposizione per proporvi, senza alcun impegno, le migliori soluzioni pubblicitarie a partire da pochi euro.

Link: http://www.cronacatorino.it/cultura-societa/50058-intervista-simone-simons-cantante-degli-epica-si-racconta-cronacatorino.html#prettyPhoto

 

Gentilezza di Alessandro Gazzera di CronicaTorino

 

 

 

 

Centenario de la Primer Guerra Mundial y un homenaje a los voluntarios ítalo sudamericanos

A cien años del primer conflicto, el profesor e investigador italiano, Emilio Franzina, narra en su primer novela, “La Storia (quasi vera) del Milite Ignoto”1, las razones y sucesos de la participación en la guerra de los ítalo descendientes que se alistaron desde Brasil y Argentina.
Por Mirena J. Krichman

En los últimos meses, en Estados Unidos y en toda Europa se vienen realizando diversas actividades para conmemorar los casi 10 millones de muertos de la gran guerra: 300 mil pertenecieron a las filas de voluntarios italianos originarios de todos los países donde habían emigrado sus familias. En especial, desde Estados Unidos fueron más de 100 mil los ítalo descendientes que en 1915 decidieron dejar su tierra para unirse a las tropas, mientras que en el Río de la Plata partieron 42 mil (desde Argentina y Uruguay) y entre 10 y 12 mil fueron los repatriados desde Brasil . Aquellos voluntarios acudieron a las armas por los motivos más diversos, pero ante todo, convencidos de hacer lo que sentían como un deber patriótico.
El libro de Emilio Franzina publicado por el editor Donzelli y presentado en Buenos Aires en el Congreso de la Asociación de Docentes e Investigadores de Lengua y Literatura Italianas (ADILLI) en octubre pasado, nos brinda una ocasión para repensar estos hechos en su conjunto.

“La Storia (quasi vera) del Milite Ignoto” es una novela histórica o, más bien, la “autobiografía de otro”, como podría haberla definido el escritor Antonio Tabucchi.
Franzina es profesor ordinario de Historia Contemporánea en las universidades de Verona y Padua desde hace cuarenta años y es también un reconocido investigador de la historia de la emigración italiana, tema por el que ha sido invitado a participar en numerosos congresos en Europa y América, en Brasil y en Argentina. Es uno de los pioneros en estudiar los fenómenos migratorios desde la península al resto del mundo, en especial hacia Sudamérica, demostrando particular interés en los documentos históricos considerados menores como los intercambios epistolares. En el último tiempo su preocupación se ha basado en la transmisión de la historia y en cómo transformar el elemento académico en un objeto de acceso para el público general.
El libro en cuestión, es fruto de esta búsqueda y condensa su variada y sólida trayectoria profesional. Se trata de un texto que mantiene el suspenso y está a mitad de camino entre la reconstrucción histórica documentada y el relato de ficción, donde el protagonista narra en primera persona, desde la tumba del monumento al Soldado Desconocido emplazado en Roma, las peripecias que llevaron sus restos hasta allí. El joven es hijo de italianos emigrados a San Pablo, Brasil, a fines del 1800, nacido en Cravinhos en 1892 y muerto en circunstancias inesperadas en el frente italiano en octubre de 1918. Franzina nos diseña un pequeño y sugestivo cuadro de lo que habrá significado el contacto con la guerra para un hijo de expatriados de hace un siglo y traza un interesante perfil de la San Pablo de inmigración italiana de principios del 1900. Uno de los recursos que utiliza para este fin es la introducción en el relato de un intercambio epistolar entre el joven militar y su familia residente en Brasil, pero lo interesante es que las cartas no son una invención sino que pertenecieron a un reservista paulista llamado Americo Orlando y fallecido en Bainsizza, Italia en 1917.
No contento con esto y jugando con la lealtad del protagonista hacia sus dos patrias, la concreta: Brasil y la cultural: Italia, nos sumerge dentro de una gran cantidad de importantes sucesos históricos que van más allá de la simple vida de soldado. Estos hechos se relacionan intrínsecamente, a entender del autor, con quien se transformará en el héroe símbolo de “la Grande Guerra” en Italia, es decir, el soldado desconocido.
“Quien así lo desee, podrá realizar conjeturas hasta el infinito sobre lo que podré evocar, pero francamente, dudo que exista alguien, aunque fuera un historiador de oficio, de esos cabeza dura y obstinados, que sea capaz de orientarse con absoluta precisión en una maraña más enredada que un viejo nido de alambre de púas”, desafía en el prólogo el protagonista desconocido del que pronto conoceremos su vida en detalle, pero el autor sabe de antemano que él mismo ya ha vencido el desafío.
Nota: La Historia (casi verdadera) del Soldado Desconocido. La obra está disponible en italiano y próximamente también en portugués. Esperamos por una pronta traducción al español.-

 

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Emilio Franzina

Emilio Franzina