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Serena conduce Opera & Classica puntata dedicata Gioachino Rossini, compositore

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Gioacchino Rossini nasce a Pesaro, nello Stato Pontificio, il 29 Febbraio del 1792 da padre (Giuseppe Antonio Rossini) musicista e madre (Anna Guidarini) modista ma con buone doti canore.
Il Giovane Rossini iniziò sin da bambino a dedicarsi alla musica ricevendo lezioni di canto, spinetta e corno (dal padre), prediligendo le composizioni di Mozart e Haydin tanto da essere soprannominato “Tedeschino”. Iniziò anche a comporre alcune musiche sacre e già a 13 anni ottenne il primo premio al liceo con la cantata “Pianto d’Armonia per la morte di Orfeo”.
Nel 1806 la compagnia di Bologna Mombelli commissionò al quattordicenne Rossini l’opera “
Demetrio e Polibio” che non venne però mai rappresentata fino al 1812.
Il suo esordio lo ebbe a Venezia, a soli 18 anni, quando venne rappresentata al Teatro S. Moisè “
La cambiale di Matrimonio” con un discreto successo.
Nei due anni successivi l’attività compositiva di Rossini fu intensissima e scrisse ben sette opere con risultati alterni sino a debuttare il 26 Settembre del 1812 alla Scala di Milano con “
La Pietra del Paragone” che meritò ben 53 repliche.

La consacrazione definitiva l’ebbe però con le opere “Tancredi” e “L’Italiana in Algeri” rappresentate a Venezia nel 1813 rispettivamente al Teatro La fenice e al Teatro S. Benedetto.
Nel maggio del 1815 Rossini parte da Bologna per Napoli sotto consiglio dell’impresario Barbaja e qui scrive “
Elisabetta Regina d’Inghilterra” rappresentata con grande successo al teatro S. Carlo nello stesso anno con Isabella Colbran nel ruolo di Elisabetta. Presenta a Roma “Torvaldo e Dorliska” che viene accolta senza entusiasmo, quindi il 20 Febbraio 1816 al Teatro Argentina di Napoli “Il Barbiere di Siviglia” che risulta inizialmente un totale fiasco (forse anche per la devozione dei Napoletani a Paisiello che aveva già composto un “Barbiere”) ma riscontrando poi nel resto d’Italia e poi all’estero un buon successo.
Per un paio d’anni Rossini fa la spola tra Roma e Napoli presentando “
La Gazzetta“, “Otello” con notevole successo, “Cenerentola” (accolta freddamente all’inizio), “Armida” e “Adelaide di Borgogna” che non incontrano i favori del pubblico. Nel mentre si afferma nuovamente alla Scala di Milano con “La Gazza Ladra” dove ottiene un grandissimo successo.

La fama di Rossini è alle stelle e a Napoli viene rappresentato “Mosè in Egitto” con un buon successo, mentre la sua città natale gli chiede, per l’apertura del nuovo teatro, di rappresentare la “Gazza” che viene accolta trionfalmente. A Pesaro però Rossini si ammala gravemente e guarisce solo dopo un lungo periodo di crisi raggiungendo i genitori a Bologna dove compone “Adina” che verrà rappresentata solo nel 1826 a Lisbona.
Napoli però lo reclama e lui vi ritorna componendo tra il 1818 e il 1819 “
Ricciardo e Zoraide” che spopola ed “Ermione” che invece ottiene un fiasco clamoroso.
Viene invece accolta con grandissimo entusiasmo l’opera successiva “
Edoardo e Cristina” (pasticcio di musiche precedenti) al Teatro S. Benedetto di Venezia.


Tornato pieno di allori a Napoli rappresenta “
La Donna del Lago” che rinnova totalmente l’Opera Drammatica, senza ottenere però un grande successo.
Dopo il mezzo fiasco di “
Bianca e Faliero” alla Scala la sua produzione musicale si riduce ed esegue la “Messa di Gloria” nella Chiesa di S. Ferdinando ed il “Maometto II” al Teatro S. Carlo con grande successo.
Nel 1821 viene rappresentata a Roma, nel Teatro Argentina, “
Matilde di Shabran” con la direzione di Paganini.
Nel 1822 accetta le proposte di Parigi e Londra e scrive l’ultima opera napoletana “
Zelmira” che viene accolta da un buon successo, quindi viene celebrato a Bologna il matrimonio con la Colbran e il giorno dopo Rossini parte per Vienna.Qui ottiene grandi consensi rappresentando alcune sue vecchie Opere e coglie l’occasione per incontrare l’ormai vecchio e sordo Beethoven che non mancherà però di fargli i suoi complimenti (“Non cercate di far altro che opere buffe: voler riuscire in un altro genere sarebbe far forza alla vostra natura”).
Sciogliendo l’impegno preso con Londra torna in Italia dove a Venezia otterrà dapprima un fiasco con la rappresentazione del “Maometto II”, poi un grandissimo successo con la “
Semiramide” che verrà replicata per ben 28 volte.
Alla fine del 1823 il Maestro chiude la sua carriera Italiana e si reca a Londra dove riceverà lauti compensi e doni senza però presentare nessuna  nuova opera.

Rossini accetta di diventare direttore del Théâtre Italien a Parigi dove esegue nel giugno del 1825 “Il Viaggio a Reims” scritta per l’incoronazione di Carlo X..
Ormai la vena prolifica creativa di Rossini stava scemando e iniziò a ripresentare all’Opéra lavori datati (Maometto II che divenne “
Le Siège de Corinthe” e “Moïse et Pharaon” tratto dal Mosè in Egitto) e pasticci creati dall’incastro di parti di opere precedenti (“Ivanhoe”) ottenendo però, soprattutto con le prime due, successi entusiastici per la confluenza della tragédie francese con il melodramma italiano.
Nel 1828, utilizzando parte del “Viaggio” e di “Edoardo e Cristina”, compone “
Le Comte Ory“, opera comica nuovissima, che otterrà l’ennesimo trionfo all’Opéra di Parigi.
Rifiuta alcune lusinghiere proposte dall’estero e dall’Italia decidendo di restare a Parigi dove firma’ un contratto in cui si impegna a realizzare 5 opere in dieci anni. Il risultato è il “
Guillaume Tell” che non viene però accolta inizialmente con il solito entusiasmo dal pubblico per le novità presenti. Presto però raccoglierà grandi consensi ed arriverà in Italia (tradotta) come “Guglielmo Tell”.
Nel 1831 inizia a comporre lo “
Stabat Mater” per l’Arcidiacono di Siviglia, però si ammala ed attraversa un grosso periodo di crisi. Conosce Olympe Pélissier, che si prende cura del maestro, e se ne innamora. Arriva quindi la separazione legale dalla Colbran e la rappresentazione dello “Stabat” (concluso da Tadolini) diretto da Donizetti.

La salute di Rossini va progressivamente peggiorando riuscendo oramai a scrivere solo puri divertissement musicali (“Soirées musicales“) in una continua ricerca di tranquillità.
Nel 1846 sposa la Pélissier e passa alcuni anni in Italia tra Bologna (
dove è direttore del Liceo Musicale e vittima di alcuni spiacevoli episodi di contestazione) e Firenze attraversando uno dei periodi più tristi e penosi della sua vita (come dimostra la lettera scritta all’amico Filippo Santocanale nel Febbraio del ’55), fino a decidere di lasciare definitivamente l’Italia per tornare a Parigi nell’aprile del 1855.
La salute di Rossini parve migliorare e compose alcuni pezzi per pianoforte e canto definiti “
Péchés de vieillesse” (tra cui la “Musique Anodine” scritta per la moglie). Nel 1860 riceve la visita di Richard Wagner ottenendo grandi lodi per il “Guillaume”.
Nel 1864 compone la “
Petite Messe Solennelle” che raccoglie consensi strepitosi e grandissimi entusiasmi.
Nel 1868 però la sua salute torna a peggiorare drasticamente, venendo operato due volte.
Il 13 Novembre del 1868, alle ore 23, Rossini muore.
Con un funerale solenne il suo corpo viene tumulato al cimitero di Père Lachaise accanto a Chopin e Bellini. Alla morte della Pélissier diviene esecutivo il testamento di Rossini che dichiarava erede la città di Pesaro dove viene fondata una Scuola di Musica.
Nel Maggio del 1887 la salma viene trasportata in S. Croce a Firenze vicino a quelle di grandi artisti italiani come Michelangelo, Machiavelli, Foscolo, Alfieri, Galileo e Cherubini.

 

 

 

 

 

Link per ascoltare: http://it.ivoox.com/en/opera-classica-puntata-dedicata-al-compositore-gioachino-audios-mp3_rf_11731757_1.html

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Serena Amato

2 giugno 2016, l’Italia festeggia i settant’anni della Repubblica

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Il 2 giugno di quest’anno si celebrerà un anniversario particolare, i 70 anni della Repubblica Italiana. Infatti nel 2 giugno 1946 il popolo italiano scelse, attraverso un referendum, di costituire la propria base politica sotto forma di repubblica e non più di monarchia.

Di dott. Silvio Majorino Collaboratore di ricerca R.U.O. Research Unit One

Gli elettori italiani il 2 giugno 1946 scelsero di essere governati non più da un re ma da un gruppo di persone direttamente votate da loro, una scelta storica che cambiò drasticamente il volto del paese.

Il 2 giugno infatti la storia dell’Italia si trovò ad un punto di svolta sotto vari punti di vista. Per la prima volta gli aventi diritto al voto furono 28 milioni, perché per la prima volta il voto fu a suffragio universale maschile e femminile. Questo aspetto è da considerare fondamentale perché il 2 giugno ha significato anche un riconoscimento concreto del valore di tutte le donne italiane, che avevano sofferto e in alcuni casi si erano esposte in prima persona per combattere il fascismo durante la seconda guerra mondiale.

Il voto del referendum fu poi lo specchio della profonda spaccatura tra Nord e Sud, che ancora dopo settant’anni rimane molto visibile. I risultati elettorali furono infatti molto contrastati: 54,3% a favore della repubblica e 45,7 % a favore della monarchia. Ed è noto che i repubblicani avessero votato quasi tutti a Nord mentre i monarchici quasi tutti al Sud. Diverse visioni, diversi modi di concepire lo Stato che sono però tutte confluite verso la forma repubblicana e verso una forma più solida e significativa di democrazia.

La definitiva scomparsa della monarchia fu confermata da un altro avvenimento significativo: il 9 maggio del 1946 re Vittorio Emanuele III abdicò in favore del figlio Umberto II di Savoia, che rimase regnante solo per un mese lasciando il paese il 13 giugno per andare a vivere in esilio in Portogallo. Il Consiglio dei Ministri lo aveva appena dichiarato decaduto.

Inoltre il 2 giugno non dovrebbe venire ricordato esclusivamente per questo referendum, di certo l’avvenimento più importante, ma anche per la contemporanea elezione dell’Assemblea Costituente. Quest’ultima è stata la prima vera istituzione repubblicana della storia italiana: sono i membri di questa assemblea che hanno eletto il primo presidente della Repubblica Italiana (Enrico De Nicola), ed è da questa Istituzione che è nata la base legislativa, morale, sociale e politica della nostra nazione: la Costituzione appunto, entrata in vigore due anni più tardi.

Questi settant’anni quindi devono essere i festeggiamenti di tante vittorie e di tante conquiste del nostro paese, che da quel giorno si ritrovò più unito e più forte, pronto a riprendersi dalle condizioni disastrose in cui si trovava alla fine della guerra.

Da quel momento le donne ebbero riconosciuto il loro diritto al voto, venne cancellata la monarchia e si cominciò quel processo politico e democratico che porterà di lì a poco alla nascita della Costituzione.

Se ben si riflette e’ stata la base di partenza per l’assetto attuale dell’Italia quale paese europeo.

Dopo tutti questi anni spesso ci si dimentica cos’è stato per tutti noi il 2 giugno 1946, perché alcuni valori ci sembrano scontati o perché dimentichiamo da dove eravamo partiti.

Questa importante ricorrenza deve servire per far capire a tutti che se l’Italia è rimasta unita e democratica fino ad oggi, nonostante i periodi bui e i continui attacchi alla democrazia, lo dobbiamo a quel 2 giugno 1946 nascita della Repubblica Italiana.

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dott. Silvio Majorino

RICCARDO CAROLI (Mille Favole)

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Ciao a tutti. Sono un papà di una meravigliosa bimba di 18 mesi e mia musa ispiratrice e adesso vi spiego il perché. Ho un lavoro ma, di questi tempi, un solo reddito in famiglia con tutte le spese che ci sono, non basta. Così mi diletto a sviluppare app per iPhone, iPad e iPod! Non sono un genio però me la cavo. Ho realizzato un app TOTALMENTE GRATUITA, dove ci sono favole per bambini. Troverete favole classiche, che conosciamo tutti, ma troverete anche favole scritte da persone comuni, da autori improvvisati o sconosciuti e, a volte, dalla stessa mano dei bambini. Non chiedo pubblicità, vi chiedo solamente di poterla scaricare e lasciare una recensione positiva. Così facendo la mia app può salire di posizione in classifica e avere più visibilità su AppStore. A voi non costa nulla se non 1 minuto del vostro tempo per scrivere una recensione. L’app pesa solo 20 mega, una scelta proprio per agevolare coloro che non hanno internet a casa e navigano con i soli giga del proprio smartphone. Vi lascio qui il link e confido nel vostro passaparola. Datemi una mano. Grazie a tutti P.S. Se sei un autore o conosci qualcuno che scrive favole per bambini e potrebbe essere interessato a vedersi pubblicata la propria favola nell’app, può mandando un messaggio privato.

Riccardo Caroli è originario da Lecce (Puglia), ma abita a Udine (Friuli Venezia Giulia)

Link: https://itunes.apple.com/it/app/mille-favole/id1082701995?l=en&mt=8

Serena conduce Opera & Classica puntata dedicata al pianista e direttore d’orchestra Francesco Libetta

 

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Francesco Libetta

La multiforme carriera di compositore, direttore e pianista ha portato Francesco Libetta a tenere concerti nelle sale di tutto il mondo: Roma (Villa Medici, Villa Borghese, Palazzo del Quirinale), Milano (Sala Verdi, Teatro alla Scala, Teatro Manzoni, etc.), Napoli (Auditorium della RAI, Teatro Augusteo, Metropolitan, etc), alla RTSI di Lugano, al Lincoln Center di Miami in Florida, a Tokyo; e ancora a Catania, Spoleto, Brescia, Livorno, Rimini, Venezia (per la Biennale di Musica) Firenze, a New York (Carnegie Hall, Steinway Hall), Londra, Osaka, Stoccolma, Oslo, Parigi, Hong Kong, in Spagna, Vietnam, Etiopia, Romania, Germania, Polonia, etc. sempre ricevendo recensioni entusiastiche dei critici più esigenti del mondo, quali John Ardoin (il quale dichiarò che, della nuova generazione di pianisti, Francesco Libetta è “il più ispirato e creativo”), Paolo Isotta (che ha scritto sul Corriere della Sera di “un virtuosismo così miracoloso e un così delicato senso dell’eloquio melodico, da indurci alla domanda: quale altro artista della sua generazione, non solo in Italia, può essergli accostato?”, Matthew Gurewitsch (“aristocratico poeta della tastiera con il profilo e il portamento di un principe rinascimentale” – New York Times), etc.

Harold Schönberg, scrisse che: “maestro di ogni periodo o stile, Libetta è il migliore rappresentante del gusto moderno (..) che considera il virtuosismo non come funambolismo, ma come un mezzo, dove il significato musicale è più importante di un tecnica che lascia allibiti”.

Francesco Maria Colombo gli riconobbe, sulle pagine del Corriere della Sera, “eleganza e charme […] uno smalto, uno spolvero di signorilità e di frivolezza, che credevamo perduto negli archivi dell’interpretazione pianistica”.

Francesco Libetta ha studiato in Italia con Vittoria De Donno, Igino Ettorre e Gino Marinuzzi, in Francia con Jacques Castérède. A Parigi ha seguito i corsi di Pierre Boulez, Tristan Murail e Pierre-Laurent Aimard presso l’IRCAM. A Mosca ha seguito lezioni di direzione d’orchestra con Gennadi Roshdestvenskij.

Ha fondato ed è direttore Artistico del Piano Festival di Miami in Lecce. E’ direttore artistico, dall’epoca della sua fondazione, delle manifestazioni annuali in Val di Rabbi, in memoria di Arturo Benedetti Michelangeli.

Ha debuttato con l’orchestra nell’Auditorium di Napoli con l’Orchestra “Scarlatti” della RAI con il Concerto K. 595 di Mozart e il Concerto n. 2 di Chopin, trasmesso in diretta radiofonica. Con la medesima orchestra ha debuttato anni dopo come direttore (musiche di Haydn e Wagner).

Nel suo Saggio sulla storia dell’Interpretazione delle Sonate di Beethoven pubblicato dalle Edizioni del Teatro alla Scala, Piero Rattalino cita Francesco Libetta come il terzo italiano, dopo Rendano e Ciani, ad aver eseguito l’intero ciclo delle 32 Sonate in pubblico.

Ha avuto modo di collaborare con numerosi esponenti del mondo musicale e del mondo dello spettacolo: ballerini (Carla Fracci; Alessandro Molin; Sophie Sarrote), coreografi (Fredy Franzutti), strumentisti (il Trio d’Archi della Scala con Pagliani, Rossi e Dindo; Giovanni Angeleri), compositori (Francesco d’Avalos; Claudio Ambrosini); oltre naturalmente a numerosi amici pianisti: Pietro De Maria, Roberto Prosseda, Ilya Itin, Emanuele Arciuli,, Francesco Caramiello, etc.); e inoltre Anna Caterina Antonacci, Simona Marchini, Michele Mirabella, Maurisa Laurito, Franco Battiato (che, dopo aver invitato Libetta a recitare nel suo secondo film, Musikanten, presentato alla Mostra di Venezia, è stato il regista di un dvd live di imminente pubblicazione), Denis Kriev, etc.

Il suo DVD realizzato a La Roque d’Anthéron da Bruno Monsaingeon è stato premiato con il Diapason d’Or, e lo CHOC – Le Monde de la Musique. I suoi compact disc e DVD sono pubblicati dalla V.A.I. (Stati Uniti d’America). Ha fondato e dirige la casa discografica Nireo (www.nireo.it )

Fonte: sito ufficiale Francesco Libetta www.francescolibetta.it 

Link per ascsoltare l’intervista: http://it.ivoox.com/en/serena-conduce-opera-classica-puntata-dedicata-al-audios-mp3_rf_11645924_1.html

Dott.ssa Serena Amato

Serena Amato, nata a Napoli trentuno anni fa, ha una laurea triennale in Conservazione Dei beni culturali DemoEtnoAntropologici del Mediterraneo conseguita con 110 e lode e menzione accademica della commissione esaminatrice unanime e una laurea specialistica in Scienze dello spettacolo e della produzione Multimediale reportage socio-antropologico anch’essa conseguita con la votazione 110 e lode. Ha partecipato alla stesura de “Il libro delle superstizioni” del Prof. M. Niola. e della Prof.ssa E. Moro. Ha collaborato presso la Cattedra universitaria di Antropologia ed Etnologia. Attualmente insegna latino ed italiano, conduce un programma dedicato all’opera e alla musica classica per una web radio e scrive articoli culturali per la rivista Eco Siciliano ed il sito Eco Italiano.

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Serena Amato

OLIMPIA CASARINO (la solidarietà come norma di vita)

 

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Olimpia Casarino è nata a Napoli nel 1950.  Laureata con lode in Materie Letterarie presso l’Istituto di Magistero “Suor Orsola Benincasa” di Napoli. Fino al 1990 ha lavorato come ricercatrice nella Facoltà di Scienze Politiche dell’Istituto Universitario Orientale di Napoli. Ha al suo attivo diverse pubblicazioni scientifiche su argomenti di storia sociale, storia delle donne e storia del movimento operaio.Attiva nel volontariato sociale è stata Presidente della Sezione campana dell’A.IT.A.

Link utili: https://olimpiacasarino.wordpress.com/shop-libri/

https://olimpiacasarino.wordpress.com/rendiconto-donazioni/

https://www.facebook.com/groups/112125768852832/?__mref=message_bubble

https://olimpiacasarino.wordpress.com/

https://www.facebook.com/terradeifuochiforsyria?__mref=message_bubble

 

LORENZO LEPORE (cantautore romano)

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Mi chiamo Lorenzo Lepore, ho 18 anni, vengo da Roma ed oltre ad essere uno studente liceale sono un cantautore. Ho cominciato a suonare la chitarra, cantare e scrivere canzoni da autodidatta all’età di 13 anni quando mio padre mi ha regalato la prima chitarra, e da due anni a questa parte suono le mie canzoni per molte serate in chiave acustica in diversi locali e palchi della mia città. In questi anni sono venuto a contatto del noto open mic Spaghetti Unplugged, che mi ha offerto molte opportunità e conoscenze. L’anno scorso ho inciso un singolo in versione acustica che si chiama “Notti” con la Kate Creative Studio, la casa discografica che in estate mi produrrà un Ep, inoltre ho vinto il concorso per talenti di Radioradiobynight Roma e quest’anno ho partecipato al noto talent show The Voice of Italy su Rai 2. Facendo il cantautore sono in grado di comunicare la parte più autentica di me a chi mi ascolta, forse la più vera. Credo in quello che faccio e lo vorrò fare per tutta la vita.

Intervista fatta per Eco Italiano:

 

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Email: lorenzo.lepore@live.it

La pesca illegale in Argentina e in Sicilia ( Dott.ssa Rosalinda Armenio)

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La pesca illegale rappresenta un fenomeno largamente diffuso a livello internazionale. L’abuso indiscriminato che viene attuato dai pescherecci di tutto il mondo comporta gravi conseguenze per l’ecosistema marino. Allo stesso tempo tale abuso pone delle difficoltà serie e concrete per i pescatori stessi.

Di Dott.ssa Rosalinda Armenio Research Assistant of R.U.O. Research Unit One www.ruo.it

I pescatori che con difficoltà portano avanti il proprio mestiere alla ricerca di risorse ittiche, oggi scarse, sono al contempo tenuti al rispetto di norme la cui violazione comporta sistemi sanzionatori molto rigidi. In Argentina il soggetto responsabile della corretta applicazione della legislazione della pesca è il Sottosegretario della Pesca e dell’Acquacoltura nell’ambito del Ministero Agroindustriale, responsabile per lo sviluppo sostenibile del settore. Nel paese vige un sistema di imposizioni di penalità (multe), diritto di recesso e altri pagamenti per le violazioni della legislazione sulla pesca. In termini di controllo vige un sistema di monitoraggio satellitare e i dati sulle attività di pesca (catture in primo luogo) sono raccolte su appositi rapporti mensili ad opera della Direzione Nazionale della Pianificazione della Pesca – Dirección Nacional de Planificación Pesquera (Coordnación del Gestion del Pesquerĺas y Dirección de Economĺa Pesquera). Nel paese vige anche un sistema di delimitazione di zone di accesso, delimitando aree di influenza nazionale e di influenza esterna. Lo scorso marzo 2016 un episodio ha scosso l’opinione pubblica internazionale. Si tè trattato del caso di inseguimento e affondamento da parte della Guardia Costiera Argentina di un peschereccio di bandiera cinese accusato di pesca illegale nelle acque argentine. Già nel 2012 le autorità del paese aveva catturato due navi con bandiera cinese con l’accusa di avere praticato pesca illegale di calamari nella propria zona economica esclusiva.

In Sicilia il fenomeno della pesca illegale è molto avvertito , data l’importanza del settore quale conseguenza naturale anche della sua posizione storicamente strategica. Sebbene a livello nazionale si possa rilevare una generica carenza dei sistemi di controllo delle autorità nazionali supportate da autorità europee, le coste siciliane e tutto il bacino Mediterraneo sono costantemente battute da navi ispettive della Guardia Costiera – tra gennaio e febbraio del corrente anno sono stati eseguiti 200 controlli nella sola Sicilia Orientale. L’Italia ha recepito i regolamenti europei disciplinanti la lotta alla pesca illegale non regolamentata e non riportata – IUU fishing. Il bacino Mediterraneo vanta una varietà e una ricchezza di specie non indifferente; allo stesso tempo estendendosi tra le coste europee e le coste africane, negli anni ha subito un indiscriminato abuso delle risorse da parte di pescherecci battenti bandiere di Stati Membri europei e non solo. Ciò comporta serie difficoltà nei rapporti anche con i Paesi Terzi e tra questi stessi paesi e le istituzioni europee che richiedono un rigore molto severo sul rispetto della normativa. Altrettanto severo e penalmente orientato è il sistema sanzionatorio nei confronti chi vive di tale mestiere che prevede anche un sistema a punti che può portare anche al ritiro definitivo della licenza di pesca. Le attività di controllo sono coordinate dal MIPAAF – Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali – Direzione generale della Pesca Marittima e dell’Acquacoltura. Essa, per l’espletamento di tali attività di controllo sul regolare svolgimento della pesca marittima, si avvale del Corpo della capitaneria di porto, quale Centro di Controllo Nazionale della Pesca.

Tutto ciò fa comprendere quanto tale tema richieda oggi un’attenzione sempre maggiore e una gestione volta alla sostenibilità delle attività, nel rispetto dei mari e di tutti coloro che vivono delle risorse che il mare offre.

La pesca ilegal en Argentina y en Sicilia

La pesca ilegal representa un fenómeno muy difundido a nivel internacional. El abuso indiscriminado de los buques pesqueros de todo el mundo provoca consecuencias graves para el ecosistema marino. Al mismo tiempo este abuso pone dificultades concretas para los pescadores mismos.

Por Rosalinda Armenio, Research Assistant en R.U.O. Research Unit One www.ruo.it

Los pescadores que con dificultad llevan a cabo su proprio trabajo buscando recursos pesqueros, hoy escasos, deben respetar también reglas cuya violación implica sistemas de sanciones muy rígidos. En Argentina el sujeto responsable de la correcta implementación de la legislación pesquera es el Subsecretario de la Pesca y Acuicultura del Ministerio Agroindustria, responsable del desarrollo sostenible del sector. En el país hay un sistema de imposición de sanciones (multas), derecho de desestimiento y otras multas por violaciones de la legislación pesquera. Por el lado del control hay un sistema de monitoreo por satélite, y los datos de las actividades pesqueras (captura especialmente) están recogidas en informes mensuales hechos por la Dirección Nacional de Planificación Pesquera (Coordinación de la Gestión de las Pesquerías y Dirección de Economía Pesquera). En el país hay también un sistema de delimitación de zonas de acceso, creando áreas de influencia nacional y de influencia exterior. En marzo 2016 un episodio interesó la opinión publica mundial. Se trató de la persecución y del hundimiento de un buque pesquero chino por la Prefectura Naval Argentina, acusado de pesca ilegal en aguas argentinas. Ya en 2012 las autoridades del país capturaron dos barcos con bandera china acusadas de haber practicado pesca ilegal de calamares en su propia Zona Económica Exclusiva.

En Sicilia el fenómeno de la pesca ilegal preocupa enormemente: el sector es fundamental gracias a su posición estratégica. Aunque a nivel nacional se pueda detectar una falta genérica de sistemas de control de las autoritades nacionales apoyadas por las autoridades europeas, las costas sicilianas y toda la cuenca del Mediterráneo están siempre controladas por barcos de la Guardia Costera. De hecho, entre Enero y Febrero de este año han sido realizados 200 controles únicamente en Sicilia Oriental.

Italia ha acogido los reglamentos europeos que regulan la lucha a la pesca ilegal, no reglamentada y no declarada – IUU fishing. La cuenca del Mediterráneo cuenta con una increíble variedad y riqueza de especies; al mismo tiempo, extendiéndose entre las costas europeas y aquellas africanas, con el paso de los años ha sufrido un abuso indiscriminado de los recursos por los buques pesqueros de otros estados europeos y extraeuropeos.

Esto implica serias dificultades en las relaciones con terceros países y entre estos y las instituciones europeas que requieren mucho rigor sobre el respeto de la normativa. En la misma manera el sistema de sanciones contra los que viven de este trabajo es muy severo y penalmente orientado, y está previsto también un sistema con puntos que puede conducir al secuestro definitivo de la licencia de pesca. Las actividades de control están coordinadas por el MIPAAF – Ministerio de las Políticas Agrícolas, Alimentarias y Forestales – Dirección General de Pesca Marítima y Acuicultura. Que, para la realización de estas actividades de control en el buen funcionamiento de la pesca marítima, está apoyada por el Cuerpo de la Capitanería de Puerto, como Centro de Control Nacional de la Pesca.

Todo esto hace comprender cuánto este tema requiere una atención siempre más grande y una gestión directa a la sostenibilidad de las actividades, en el respeto de los mares de todos los que viven de los recursos que el mar ofrece.

Programma Serena conduce Opera & Classica dedicato al maestro di musica e pianista Franco Trabucco

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Franco Trabucco, maestro di musica e pianista

Franco Trabucco è un pianista italiano.

Nato a Leivi in provincia di Genova ha compiuto gli studi musicali presso il Conservatorio Niccolò Paganini di Genova, diplomandosi con il massimo dei voti in pianoforte sotto la guida di Criscuolo e in organo sotto quella di Molfino.

Dal 1969 al 1974 ha frequentato i corsi di perfezionamento pianistico di Vincenzo Vitale a Napoli e a Venezia e i corsi all’Accademia Musicale Chigiana di Siena.

Dal 1969 al 2009 è stato docente di pianoforte principale al Conservatorio Niccolò Paganini di Genova. Ha interpretato prime esecuzioni di Flavio Testi, Gian Piero Reverberi, Raffaele Cecconi, Emilio Grimaldi. L’etichetta discografica Dynamic ha recentemente pubblicato l’opera omnia pianistica di P. I.Ciakovskij registrata dal vivo da Franco Trabucco nel salone dei concerti del Conservatorio “Paganini” di Genova.[1] Ha inoltre alternato l’attività concertistica a quella didattica, vincendo il concorso per pianoforte e organo presso l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI di Milano, il concorso per titoli ed esami inerente alla cattedra di accompagnatore di pianoforte nelle classi di canto del Conservatorio Niccolò Paganini di Genova. Organista e direttore del coro polifonico della Cattedrale di Chiavari. Franco Trabucco svolge attività concertistica come solista, in duo col fratello Mario violinista, con la sorella Maria mezzosoprano, e in trio con Mario Trabucco e Matteo Ronchini (violoncellista).

Classificato e vincitore in numerosi concorsi pianistici nazionali ed internazionali, come il “Casagrande” di Terni, il “ Beethoven” indetto dalla televisione italiana del 1970, il “Sergio Lorenzi” all’Accademia Musicale Chigiana di Siena, e altri.[senza fonte] Collaboratore al concorso violinistico internazionale “Paganini” di Genova, al Premio “Città Vittorio Veneto” ed ai Seminari internazionali tenuti da Salvatore Accardo e Uto Ughi.

FONTE: Wikipedia

Link per ascoltare: http://it.ivoox.com/en/serena-conduce-opera-classica-ospite-il-pianista-audios-mp3_rf_11573140_1.html

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Serena Amato

Programma Serena conduce Opera & Classica dedicato al tenore Jonas Kaufmann

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Jonas Kaufmann  è un tenore tedesco naturalizzato svizzero.

Kaufmann completa i suoi studi musicali a Monaco e comincia la sua carriera professionale allo Staatstheater di Saarbrücken nel 1994; viene presto invitato a fare altri debutti in importanti teatri tedeschi, tra cui il teatro dell’opera di Stoccarda e l’Opera di Amburgo; nel 1997-98 è a lungo impegnato con il Piccolo Teatro di Milano per l’ultima, geniale produzione di Giorgio Strehler: Così fan tutte di Mozart. Viene presto invitato anche in teatri stranieri, quali il Lyric Opera of Chicago, l’Opéra National de Paris e infine torna a Milano, ma stavolta per La Scala.

Nel 1999 debutta al Festival di Salisburgo, con il Doktor Faust di Ferruccio Busoni, mentre nel 2003 vi ritorna nel ruolo di Belmonte ne Il ratto dal serraglio di Mozart e per i concerti della nona sinfonia di Beethoven.

Nel 2006 interpreta il ruolo di Don José nella Carmen di Bizet alla Royal Opera House, a Covent Garden, Londra.
Nel
 2008 ha il ruolo di Alfredo ne La traviata alla Metropolitan Opera e al Covent Garden. Nel maggio dello stesso anno debutta nel ruolo di Cavaradossi nella Tosca di Puccini In seguito si esibisce anche nella Manon, a Chicago, e nel Lohengrin di Wagner. Nel 2009 inaugura la stagione della Scala con Carmen. Nel 2010 inaugura il Festival wagneriano di Bayreuth con Lohengrin e canta Fidelio al Festival di Lucerna con Nina Stemme diretto da Claudio Abbado di cui esiste un CD live della Decca.

Realizza le sue prime registrazioni con la Decca Records, pubblicate nel gennaio 2008. Registra anche un ciclo di musiche di Schubert con la stessa casa editrice e per l’EMIregistra Madama Butterfly nel ruolo di Pinkerton.

Fonte: Wikipedia

Link per ascoltare. http://it.ivoox.com/en/serena-conduce-opera-classica-puntata-dedicata-al-audios-mp3_rf_11491876_1.html

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Serena Amato

Programma Serena conduce Opera & Classica dedicato a Anna Corvino soprano

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Anna Corvino, soprano

Si è diplomata col massimo dei voti e la lode presso il conservatorio “G. Martucci” di Salerno, sotto la guida di Carlo Tuande Marilena Laurenza. Si è successivamente perfezionata con Raina Kabaivanska, Mirella Freni, Sherman Lowe, Bernadette Manca Di Nissa, Luciana Serra frequentando la Chigiana di Siena, il Cubec di Vignola, l’Ateneo della Lirica di Sulmona, l’Accademia della Voce di Torino. Nel settembre 2008 ha vinto una borsa di studio alla Scuola dell’Opera Italiana di Bologna, dove ha seguito masterclass con Ileana Cotrubas, Fiorenza Cedolins, Sonia Ganassi, Giuseppe Sabbatini, Carlo Colombara e dove nel 2010 si diploma con merito. Ha partecipato a numerosi concorsi nazionali e internazionali classificandosi tra i primi posti, tra cui ricordiamo: Camenae d’oro, Concorso Città di Bacoli, Vissi d’arte, “Concorso città di Spoleto”, Enrico Caruso e Giacomo Lauri Volpi per la sezione “Giovani promesse della lirica”. Si è aggiudicata il 1° Premio al “Francesco Albanese” di Torre del Greco (2009). Anna Corvino ha svolto un’intensa attività concertistica esibendosi come solista in rassegne tenutesi a Beit’She an, Tel Aviv, Roma, Napoli, Lamezia Terme, Catanzaro, Reggio Calabria e partecipando a varie produzioni con orchestre quali: Nuova Scarlatti di Napoli, Orchestra di Kiev, Symphonette Raanana Orchestra di Israele, Orchestra del Festival Pucciniano di Torre del Lago, Orchestra del Comunale di Bologna. Nelle passate stagioni ha interpretato: Magda ne La rondine per la direzione di José Cura e Gilda in Rigoletto al Teatro Comunale di Bologna; Musetta nella Bohème ad Ercolano. Al Teatro Comunale di Bologna ha interpretato La bohème (Musetta) e L’elisir d’amore (Adina). Tra gli ultimi impegni in ambito concertistico ricordiamo: lo Stabat Mater di Poulenc per l’apertura della stagione sinfonica del Teatro Comunale di Bologna; la Messa in sol magg. D167 di Schubert a Padova; un concerto sinfonico al Teatro Regio di Torino con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai. È stata impegnata al Teatro Ponchielli di Cremona per il concerto organizzato in occasione del Premio Monteverdi 2009. Ha partecipato quindi alla produzione della Betulia liberata di Mozart, diretta da Riccardo Muti al Ravenna Festival, ha quindi interpretato Monsieur Chouffleury (Ernestine) a Jesi; Don Giovanni (Donna Anna) al Teatro Comunale di Bologna; Napoli Milionaria! di Nino Rota, Requiem di Fauré e Gianni Schicchi al Lirico di Cagliari. Più recentemente ha cantato come Blumenmadchen nel Parsifal al Teatro Comunale di Bologna firmato per la regia da Romeo Castellucci e diretto da Roberto Abbado; Mimì nella Bohème a Salerno; Violetta ne La Traviata a Busseto; Rosina nel Barbiere di Siviglia a Lecce e Brindisi; è stata impegnata in concerto in un Gala Verdiano al Regio di Parma. Ha preso parte al un concerto di Gala al Festival Verdi di Parma in cui ha interpretato il ruolo di Violetta ne La Traviata a Busseto.

A maggio 2016 si è impegnata nel ruolo della contessa Olga per l’opera Fedora di Giordano al teatro San Carlo di Napoli.

Link Per ascoltare: http://it.ivoox.com/en/serena-conduce-opera-classica-ospite-il-soprano-audios-mp3_rf_11490620_1.html

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Serena Amato