Archivo por meses: julio 2016

Serena conduce Opera & Classica puntata dedicata al tenore Simone Francesco Liconti

 

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Tenore Simone Francesco Liconti

Sin da giovanissimo manifesta una grande sensibilità per la musica classica inizialmente con lo studio della chitarra classica e poi del flauto traverso. Successivamente la maturità scientifica intraprende professionalmente lo studio del canto artistico presso il Conservatorio G. Verdi di Milano ed in seguito partecipa a numerose Master class di alto perfezionamento tecnico/stilistico tenuti da insigni artisti di livello internazionale quali Luciana Serra, Montserrat Caballe, Fiorenza Cedolins, Simone Alaimo. Ha seguito corsi di perfezionamento musicale dello spartito con il direttore d’orchestra M° Maurizio Arena. Il suo repertorio comprende gran parte dei ruoli dell’ 800 e ‘900 dal romanticismo al verismo. Di Gaetano Donizetti, Lucia di Lammermoor e Roberto Devereux; di Giuseppe Verdi, La Traviata, Un ballo in maschera, Simon Boccanegra, Giovanna d’Arco, Luisa Miller, Nabucco, I Lombardi alla prima crociata; di Giacomo Puccini Madama Butterfly, Tosca, La Bohème, La Rondine; di Charles Bizet Carmen; di J. Massenet, Werther, di Pietro Mascagni, Cavalleria Rusticana; di Ruggero Leoncavallo I Pagliacci.

ESPERIENZE PROFESSIONALI E DEBUTTI: L’anno 2007 lo vede protagonista in tre opere nei ruoli principali, nella “Tosca”, ne “la Traviata” e nella “Madama Butterfly” come J.F Pinkerton, nei teatri auditorium dell’Abruzzo e delle Marche sotto la direzione del M°G. Montanari. Nel Luglio 2010 è Turiddu nella Cavalleria Rusticana e Canio ne I Pagliacci di Ruggero Leoncavallo presso il Teatro del Luglio Musicale Trapanese sotto la direzione del M° Ivo Lipanovic per la regia di Giovanni Scandella. Sempre lo stesso anno, prende parte a numerose manifestazioni concertistiche, per citarne alcune importanti, presso il teatro Sociale di Bergamo e la prestigiosissima Sala Alfredo Piatti per la commemorazione del grande Maestro bergamasco G. Gavazzeni dove avrà l’onore di cantare ancora negli anni a venire.

Nell’Aprile 2011 canta nella Tosca (Cavaradossi) presso il Teatro Aurora di Scandicci (FI) e ad Agosto come Don Josè in Carmen a Bergamo, insieme a quello di Ismaele del Nabucco e a Turiddu nella Cavalleria Rusticana di Mascagni. Nel Settembre 2012 ha tenuto vari recital lirici a Rzeszow (Polonia) e Sanok.

Il 5 e 7 Ottobre 2012 interpreta il ruolo di Alfred nell’opera “Die Fledermaus” di R. Strauss a Dublino, Irlanda. Il 2013 lo vede impegnato in numerose manifestazioni concertistiche in Italia (Puglia) ed ancora all’estero in Polonia, presso i teatri di Sosnowiec e Katowiec, dove si è esibito per la commemorazione del celebre Tenore polacco Jan KIEPURA proponendo le pagine più belle del panorama internazionale e della musica national popolare italiana e del melodramma italiano, di cui la televisione locale ne ha ripreso la diretta video dei concerti.

Nel settembre ’13 debutta come tenore solista nella Messa di Requiem di W.A. Mozart presso il Duomo di Busto Arsizio (VA). Il 5 dicembre 2013 è inviato a cantare un concerto lirico sinfonico presso il Teatro T. Traetta di Bitonto. Nel maggio 2014 sarà ancora Cavaradossi a Medesano (PR) per la commemorazione del M° Romano Gandolfi, mentre a Luglio veste ancora i panni di Pinkerton a Parma (Montechiarugolo, PR). Lo scorso Settembre 2014 prende parte assieme ad altri artisti ad un concerto lirico straordinario in memoria del grande maestro bergamasco G. GAVAZZENI presso il Teatro Donizetti di Bergamo.

IMPEGNI 2015

30 aprile 2015 concerto lirico in onore del grande soprano Renata TEBALDI presso il teatro di Collesalvetti (LI) 17 luglio sarà Pinkerton nella Madama Butterfly di G. PUCCINI a Varazze, 22 luglio 2015 a Jesolo debutto come Radames in Aida di G VERDI sotto la direzione di Marco Paladin. 27 Luglio Villa Comunale di Villorba concerto straordinario in onore del centenario della nascita di Mario del Monaco accompagnato dall’orchestra della Filarmonia Veneta. 7 agosto Desenzano del Garda, concerto lirico 10-11 agosto – Locrì -Concerto lirico, regia Mario de Carlo e l’orchestra diretta dal M° David Crescenzi. 21 agosto – San Felice del Benaco – concerto lirico 20 Settembre – Milano – Concerto lirico in onore di Mario Del Monaco 28 Novembre – Imperia – Recital lirico Auditorium 8 Dicembre – Bergamo – Concerto Sacro per l’Immacolata Basilica S.Maria Maggiore Bergamo 12 Dicembre – Bari – Concerto Sacro 19 Dicembre – Bergamo – Concerto per Santo Natale

RUOLI DEBUTTATI: Turiddu nella Cavalleria Rusticana di Mascagni Canio ne I Pagliacci di R Leoncavallo Alfredo (Traviata di G. Verdi) Mario Cavaradossi nella Tosca di Puccini Pinkerton nella Madama Butterfly di Puccini Don Josè nella Carmen di G Bizet Ismaele nel Nabucco di G Verdi Alfred, Die Fledermaus, R. Strauss

RUOLI PRONTI DA DEBUTTARE: Riccardo, Un ballo in Maschera G VERDI Rodolfo, Luisa Miller, G VERDI Gabriele Adorno, Simon Boccanegra, G VERDI Ruggero, La Rondine, G PUCCINI Rodolfo, La Bohème, G PUCCINI

Link per ascoltare: http://ar.ivoox.com/es/serena-conduce-opera-classica-ospite-il-tenore-audios-mp3_rf_12389051_1.html

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Serena Amato

Serena conduce Opera & Classica puntata dedicata al violoncello

 

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Il violoncello è uno strumento musicale del gruppo dei cordofoni a corde sfregate (ad arco), appartenente alla famiglia degli archi; è dotato di quattro corde, accordate ad intervalli di quinta giusta. Rientra nella sottofamiglia dei “violini”, di cui fanno parte quegli strumenti ad arco con quattro corde, accordati ad intervalli di quinta, che presentano dei tagli ad “effe” sulla tavola armonica (o piano armonico). La sottofamiglia dei “violini” si differenzia così dalla sottofamiglia delle “viole” che comprende invece la viola da gamba e altri strumenti antichi con tagli a “C”, accordati per quarte e terze, con corde in numero variabile da tre, a sei-sette o più.
Si suona da seduti tenendo lo strumento tra le gambe, poggiato su un puntale presente nella parte inferiore dello strumento. L’esecutore muove l’archetto trasversalmente sulle corde.

Il violoncello moderno possiede quattro corde accordate ad intervalli di quinta giusta: la corda del La (cantino), del Re, del Sol e delDo. La corda del La emette un suono tre semitoni più in basso del Do centrale e la corda del Do è due ottave più basse del Do centrale. L’accordatura dello strumento è dunque una ottava sotto a quella della viola.

Il violoncello è strettamente associato alla musica classica, è parte dell’orchestra d’archi e dell’orchestra sinfonica, del quartetto d’archi e di molte altre formazioni di musica da camera. Molti sono i concerti e le sonate scritte per violoncello.

Link per ascoltare: http://ar.ivoox.com/es/serena-conduce-opera-classica-puntata-dedicata-al-audios-mp3_rf_12357936_1.html?utm_expid=113438436-22.LBPD_S1hTXysAhC8VfQJjA.0&utm_referrer=http%3A%2F%2Fit.ivoox.com%2Fen%2FzonaPrivada_zm.html

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Serena Amato

Fonte: Wikipedia

Anthony Peth

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Top Music Estate, al via le migliori Hit dell’estate

Parte Sabato 30 luglio, su Sky canale Lombardia Sat alle 14.00 e alle 16.00 il nuovo format musicale condotto da Anthony Peth dal titolo “Top Music Estate”; il programma, prodotto da Carmosina Srl e registrato per il momento in uno studio a Roma, ha debuttato come format nel palinsesto invernale con il nome di “Top Music. La tua musica a portata di click” ma è stato riproposto in altri Paesi tra i quali Spagna, Cina, Stati Uniti e Belgio. Come avverte il conduttore, quella italiana sarà una rivisitazione poiché come ha sottolineato in una intervista del settimanale Vip da tempo voleva “sperimentare un format per l’estate”.

Il format è molto semplice: per chi ancora non ha avuto modo di vedere la versione invernale, il format di Top Music Estate, ricorda per impostazione i programmi musicali di fine anni ’90, come Top of the Pops, il famosissimo programma musicale originario nel Regno Unito che è andato in onda anche in vari paesi europei tra cui l’Italia, dove fu trasmesso da Rai 2 ogni sabato a partire dal 16 settembre 2000 fino al 2003. Naturalmente tutto è stato rivisitato in chiave moderna, tra cui lo studio virtuale da cui ogni settimana il presentatore Anthony Peth con la sua energia ci racconta la top teen degli album più venduti e la condivisione sui social, per concludere in ogni puntata le nuove proposte. Uno studio nuovo e un nuovo mood per questa versione estiva he rispetto alla precedente, con record di ascolti, ha una ventata di novità.

Saranno otto le nuove puntate che ci terranno compagnia ogni settimana, in compagnia dei nostri beniamini, a ritmo di musica. Scritto da Stefano delle Cave, con la regia del giovanissimo Andrea Romano, grazie al supporto di Dario Riccardo Martucci con Graziella Terrei. Edito dal gruppo Lombardia Sat per Sonia Vaccariello in collaborazione con la testata web Cno Web Tv per Pietro delle Cave.

Se amate la buona musica e volete essere sempre aggiornati su ciò che succede nel panorama musicale sia nazionale che internazionale, Top Music Estate è il format adatto a voi…

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Serena conduce Opera & Classica puntata dedicata al pianista Dario Candela

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Dario Candela, pianista

Allievo di Aldo Ciccolini. La sua formazione è avvenuta a Napoli dove si è diplomato in pianoforte, in Musica corale e Direzione di coro e in Composizione, quindi in Francia.
E’ laureato in Lettere presso l’ “Università “Federico II” di Napoli, presso la quale ha vinto una borsa di studio e collabora per progetti di ricerca musicologica.
Ha inciso per la Phoenix Classic, e ha suonato in diretta per la RadioRAI 3 e per Radio France.
Ha partecipato a vari concorsi pianistici nazionali ottenendo 5 Primi premi.
Premier prix à l‟unanimité al Conservatorio Superiore Cortot di Parigi.
Suona da solista e in varie formazioni cameristiche.
Ha suonato con i Virtuosi Italiani, i Solisti del San Carlo, Rocco Filippini, Alain Meunier, Antony Pay, Luca Signorini, Quartetto Savinio e collaborato con Aldo Ciccolini, Bruno Canino e Roberto De Simone, in sedi e enti come il Teatro La Fenice di Venezia, Teatro Mercadante di Napoli, Teatro de la Commedie Francaise di Parigi, Teatro delle Erbe di Milano, Università Bocconi di Milano, Accademia Filarmonica e Dams di Bologna, Ass. Scarlatti di Napoli, Zappion Palace di Atene.
Ha scritto musica per teatro in Francia (Winter Afternoons -premio alla creazione dal Ministero della Cultura Francese 2001; La Legende des siecles di Victor Hugo, rappresentata al Teatro della Comédie Francaise; Le viceconsul) e in Italia (Erotismo barocco, rappresentato nei teatri La Soffitta-Bologna, La pergola- Firenze, Nuovo-Napoli). Le sue musiche per Emily L. sono state pubblicate dalle Editions Armiane (Versailles).
Ha pubblicato saggi di musicologia per le Ediz.Scient.Italiane, la LIM, la Fond. Morra, l’Università Federico II.
Da tre anni tiene un corso al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli sulla Fisiologia e Didattica pianistica.
E’ fondatore de Il Circolo Artistico Ensemble, (CAE) che si occupa di riscoprire la musica del Novecento Italiano, è Direttore della Biblioteca sul Novecento Musicale intitolata a Mario Pilati.

Link per ascoltare:  http://ar.ivoox.com/es/serena-conduce-opera-classica-ospite-il-pianista-audios-mp3_rf_12286388_1.html?var=2&utm_expid=113438436-22.LBPD_S1hTXysAhC8VfQJjA.1&utm_referrer=http%3A%2F%2Fit.ivoox.com%2Fen%2FzonaPriva da_zm.html

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Serena Amato

Serena conduce Opera & Classica puntata dedicata al baritono Alessandro Luongo

 

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ALESSANDRO LUONGO

Baritono

Uno dei baritoni più promettenti della sua generazione, Alessandro Luongo ha già avuto modo di calcare  alcuni fra i più importanti palcoscenici del mondo, fra i quali Teatro Real di Madrid, Teatro alla Scala, Théâtre des Champs -Élysées de Paris, Festival di Glyndebourne, Opera di Beijing, Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Teatro Regio di Torino, Teatro dell’Opera di Roma, Teatro La Fenice di Venezia, Teatro Massimo di Palermo, Teatro di San Carlo, Filarmonico di Verona, Ravenna Festival, Teatro Carlo Felice di Genova.

Ha collaborato con prestigiosi direttori quali Riccardo Muti, Zubin Mehta, Fabio Luisi, Michele Mariotti, Seiji Ozawa, Bruno Campanella ed Evelino Pidò, e con registi come Pier Luigi Pizzi, Jean-Louis Grinda, Cristina Mazzavillani, Andrea De Rosa, Damiano Micheletto.

Nel corso della stagione 2012/13 ha interpretato con grande successo Don Giovanni (ruolo del titolo) al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino con la direzione di Zubin Mehta, Il trovatore(Conte di Luna) alla Royal Swedish Opera di Stoccolma, Don Pasquale(Malatesta) al Teatro Real di Madrid con la direzione di Riccardo Muti e al Teatro dell’Opera di Roma diretto da Bruno Campanella. Ha debuttato inoltre presso il National Centre for the Performing Arts di Beiing interpretando il ruolo del Conte Almaviva ne Le nozze di Figaro.

Nel corso della stagione 2013/14 ha debuttato presso il Festival di Glyndebourne con L’elisir d’amore (Belcore), ed ha interpretato Don Giovanni(ruolo del titolo) all’Opera de Tenerife, La traviata (Germont) al Teatro Petruzzelli di Bari, L’elisir d’amore(Belcore) al Teatro dell’Opera di Roma, La bohème (Marcello) al Festival Puccini di Torre del Lago, nonché la nuova opera di Battistelli, Il medico dei pazzi, all’Opéra de Nancy.

Ha inaugurato la stagione 2014/15 interpretando Don Giovanni(ruolo del titolo) al Teatro La Fenice di Venezia, La bohème (Marcello) al Teatro Filarmonico di Verona, Falstaff (Ford) al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino con la direzione di Zubin Mehta e Don Giovanni (ruolo del titolo) a Modena, Piacenza e Lucca.

Reduce dal successo ne Le nozze di Figaro (Conte d’Almaviva) al Teatro dell’Opera di Roma nel famoso allestimento scaligero firmato Giorgio Strehler e quello napoletano del Teatro di San Carlo nella Bohème inserita nel festival estivo, fra i suoi prossimi impegni annovera Roberto Devereux (Nottingham) a Bilbao, l’Elisir d’amore (Dulcamara) al Teatro Comunale di Bologna, Le Nozze di Figaro (Figaro) al Petruzzelli di Bari e al Teatro di San Carlo di napoli, Benvenuto Cellini (Fieramosca) all’Opera di Roma, La Fanciulla del West Teatro alla Scala.

La sua discografia include l’incisione di Roméo et Juliette di Gounod (Mercutio) dal Teatro Carlo Felice di Genova (cd Decca).

Ha iniziato lo studio del canto con la signora Fulvia Bertoli, per poi continuare a perfezionarsi col M° Marco Bargagna.

Vincitore di svariati concorsi internazionali si segnalano il primo premio nel concorso As.Li.Co. nel 2005 e Spiros Argiris nel 2009.

Link per ascoltare: http://ar.ivoox.com/es/serena-conduce-opera-classica-ospite-il-baritono-audios-mp3_rf_12213706_1.html

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Serena Amato

Paolo Restani – un uomo ed il suo pianoforte (Serena Amato)

PAOLO RESTANI

Un uomo ed il suo pianoforte

di Serena Amato

Caro lettore, in questo mio scritto non voglio raccontarti in maniera scarna e schematica la formazione e le esperienze professionali del pianista Paolo Restani, sarebbe triste e riduttivo, poiché si tratta di un uomo, di un pianista che porta dentro di se la musica come valore, come un prolungamento della sua anima che si scatena su quegli 88 tasti che possono innescare infinite sfumature di suoni ed emozioni. Non si può dare un tempo ad ogni emozione che veicola nel momento in cui si ascolta un brano interpretato dal maestro, perché in un solo attimo non c’è una unica sensazione e palpitazione ma si incrociano e si intessono insieme un arcobaleno di sentimenti, emozioni di incanti nella mente. In un suo brano, in un suo concerto, si può soffrire, amare, cadere, rialzarsi, si può sentire il cuore sgretolarsi per poi vederlo ricomporsi e riprendere fiato, con la stessa precisione tecnica con cui è stato sfaldato: i pezzi che cadono non sono persi, quei frammenti di cuore si rinnovano nelle note successive come una catarsi, come un cambiamento improvviso che lascia senza fiato e si sente nel petto che qualcosa di meraviglioso è entrato nel nostro io e nella nostra mente attraverso quella musica.

Paolo Restani esegue il suo primo recital a dodici anni e nel 1984 a sedici anni, debutta all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia su invito del direttore artistico Francesco Siciliani. Qui ottiene un enorme successo a tal punto che molti critici ritengono possa inserirsi, senza problemi, nella tradizione pianistica italiana, sancendo cosi la nascita di una meravigliosa stella della musica.

Da quel momento arrivano le scritture coi teatri più importanti: tra i concerti indimenticabili, degno di nota quello alla Sala Verdi di Milano per le Serate Musicali del Gennaio 1988: il maestro fu chiamato a sostituire Alexis Weissenberg con poco preavviso, presentando un programma che include le Variazioni Eroica di Beethoven e i dodici studi di esecuzione trascendentale di Liszt. La sua carriera trenta cinquennale lo ha visto protagonista dei più importanti e prestigiosi centri musicali del mondo. Il suo è un percorso sempre soggetto a variazioni, mutamenti, una musica in progress che cambia e matura insieme a lui. Restani possiede padronanza tecnica ed una particolare profondità di lettura che rendono limpido e senza veli ogni dettaglio, ogni particolarità dello spartito, plasmando cosi un pianista straordinario soprattutto nel repertorio che predilige, ossia quello romantico, dove il virtuosismo può esprimersi in tutto il suo splendore. C’è da dire che il maestro Restani non ama particolarmente essere definito “virtuoso” perché, a suo parere, il termine virtuoso e il virtuosismo, in determinati casi, si allontanano troppo dalla musica e dal significato romantico delle opere.

Da un grande maestro grandi responsabilità: questo Paolo Restani lo sapeva, lo sa e lo saprà sempre dal momento che è stato allievo fino al 1984 di Vincenzo Vitale a cui deve tanto per il miglioramento della tecnica e per la crescita umana e spirituale, una guida, un mentore che Restani porterà sempre con se nella sua vita e nei suoi concerti. Memorabile il debutto del 2004 con l’Orchestra Filarmonica della Scala diretta dal maestro Riccardo Muti (anche lui allievo di Vitale), quel concerto numero due di Liszt è entrato a far parte della storia della musica ed è indelebile nel cuore di molti ascoltatori, commossi e coinvolti da quella particolare atmosfera di appartenenza ad un tutto quasi magico che quella sera la musica e il genio umano seppero creare. Vitale era li con loro, nelle loro menti e tra le loro dita.

In Italia Restani ha suonato in tutti i teatri più importanti, ha preso parte a molti festival prestigiosi, ma la sua arte ha anche attraversato l’oceano ed è arrivata in America, a New York dove, in una fredda sera nevosa del Gennaio 2016, il calore della sua musica ha ammaliato tante menti e tanti cuori americani al Carnegie Hall con uno straordinario debutto, coronato da molti apprezzamenti.

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Da Rachmaninoff, Chopin, Brahms, Berlioz, passando per Schubert, Schumann, sino al suo adorato Liszt, Restani possiede la capacità di leggere gli autori nel loro cuore, nella loro essenza come se quelle note palpitassero sullo spartito come se ci dialogasse al chiaro di luna, attendendo una loro risposta, in modo da mettersi a proprio agio per rendere realtà quell’inchiostro. E girano, si alzano, balzano in avanti si abbracciano queste note, sembrano il ricamo minuzioso e gentile che le donne facevano per diletto dando vita a disegni melodici e incantevoli. Restani usa tutto se stesso nell’interpretazione di un brano, rispetta l’autore, studia la tecnica e dopo si lascia andare alla magia e all’incanto della musica, sia nel suo cuore che nel suo corpo, ogni gesto, ogni postura, ogni cenno del viso sono segni visibili al pubblico della sua interazione intangibile con quel magnifico mondo di note che insegna, in maniera cosi semplice e limpida, a soffrire con la musica, ad amare con essa ad esasperarsi sino al sospiro. Ogni goccia di sudore che cade sulla tastiera innesca un meccanismo di metamorfosi, rendendo evidente ed udibile quella costellazione cosi intima dei suoi pensieri musicali, facendo si che l’intoccabile essenza della musica del suo pianoforte si concretizzi, entrando in ogni uditore disposto ad aprire il proprio cuore a tale incanto. Forse in molti si fermano all’apparenza e vedono un uomo che è stato bambino prodigio, ma Restani è oltre quel suo essere prodigioso, è quell’amalgama di sogno e speranza, di dannazione e malinconia, di studio matto e disperatissimo che sfocia nell’abbandono totale ed estatico al brano interpretato, come una carezza, la sua musica sfiora chi l’ascolta, come un abbraccio che conduce verso qualcosa di immenso che non ha spiegazione. Il mito del pianoforte trova nel suo interprete Restani il rito che gli fa esprimere tutte le sue potenzialità empatiche. Il maestro è solo un uomo davanti al suo pianoforte, “suo” nel senso più intimo, tratta il pianoforte come fosse una parte del suo corpo, a volte capita nei suoi concerti che si poggi ad esso con delicatezza o lo osservi quasi come se gli volesse parlare, trema, ma è come se cercasse sicurezza in quei tasti che poi gli rispondono e gli permettono di andare avanti. C’è in quello spazio che intercorre tra le mani del maestro e la tastiera del pianoforte tutto un mondo di emozioni e di incanti che il maestro Restani cerca di spiegarci con la sua commozione ed il suo umile studio, infatti egli si definisce “servo della musica”. Quando ci si pone all’ascolto del maestro è un po’ come trovarsi di fronte ad un foglio bianco, ma appena inizia ad accarezzare quei tasti è come se il cuore la mente e l’anima si munissero di penna ed iniziassero a scrivere in armonia le pagine più belle del nostro mondo interiore. Ascoltare la musica di Restani sembra come percorrere un sentiero poi, durante il cammino, un attimo e si inizia ad ansimare, la musica da la sensazione di mancanza d’aria di impossibilità di parlare poi quiete come una ripresa , una risalita, attimi di tranquillità meditazione, pausa dalla paura, poi mentre la serenità sembra quasi a portata di mano, un senso di malinconia, di turbamento ad interrompere l’ordine. Sconvolgimento. Scoperta. Corsa verso qualcosa di straordinario ed affascinante come correre in una foresta a piedi nudi. Battiti cardiaci sempre più veloci. Poi un tripudio di pace e bellezza come un bellissimo sogno, delicatezza che fa sospendere i pensieri in dimensioni eteree. La musica di Restani è riconoscibile perché molto potente nel suono, aggressiva, forte, arrabbiata e poi, dopo una tempesta ed un tripudio di passione, diventa soave, sembra quasi che sfori i tasti e le note come soffio. Meravigliose le pause che sono loquaci e riprendono la musica più intensa della precedente. Questa musica è come un discorso, un dialogo tra due anime quella dell’autore e quella di Restani: in queste interpretazioni c’è molto Restani si avverte il suo “sentire” la musica, i suoi sentimenti forti, la sua musica si riconoscerebbe tra mille suoni. Il maestro dialoga silenziosamente con il pianoforte. Un sinusoide emotivo, di empatia calzante sempre più forte con pause e riprese, strazio e delizia, grazia e bellezza, tensione e dinamicità, dolcezza e leggiadria ed in tutto questo il coreografo Restani è la chiave di volta, la sensazione che ha studiato un certo brano su misura, ascoltando con uno orecchio l’autore e con l’altro la sua anima di pianista. La musica di Restani è un viaggio che coinvolge e trasporta, poiché è bravo a veicolare con le note le menti di chi ascolta, essendone coinvolto lui stesso in prima persona sia fisicamente, sia spiritualmente.

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Le emozioni che comunica attraverso quel pianoforte sono intense e straordinarie, mani non comuni per emozioni fuori dall’ordinario. Ascoltare una interpretazione di Restani è come vivere in un film dalla trama sottile e concatenata di sensazioni contrastanti, come trascendere la semplice nota per vederne dietro un panorama empatico – emotivo che supera gli orizzonti dello scibile per toccare la materia onirica più profonda. Quando Restani suona, egli stabilisce un appuntamento con la vita, quella vita che giace dentro di noi e che grazie al suo pianoforte scaturisce e zampilla in superficie come fresca acqua di un fiume, sempre la stessa eppure sempre diversa. L’umiltà che abbraccia la grandezza e la tecnica che osserva l’emozione, la raffinata trama musicale di cui si fa mentore Restani sono di una bellezza e di uno splendore cosi abbagliante che rimangono nella mente e nel cuore di chi ascolta, sente e percepisce che dietro questo pianista c’è soprattutto l’uomo, con la sua esistenza intrisa di passioni ed esperienze.

Restani è un pianista in progress sempre pronto a svelare nuove sfumature tra note ed emozioni. Lui è l’essenza più intima della musica, l’emozione e la professionalità che prendono forma in un musicista spezzino che suona intensamente il suo pianoforte, che studia gli autori in tutte le loro sfaccettature, che deduce l’amalgama di sentimenti e fatiche di un brano musicale e ti accompagna per mano in quel mondo cosi emozionante che è la musica. Ogni goccia di sudore, ogni dolore, ogni gioia, ogni movimento della mano ed ogni palpito che si intravede in Restani durante le sue performance sono un meraviglioso affresco di un genio che dona bellezza e armonia in una sinfonia pianistica di raro splendore.

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La musica del maestro Restani è la più bella dichiarazione d’amore che potesse fare al pianoforte.

Dott.ssa Serena Amato

Serena Amato, nata a Napoli trentuno anni fa, ha una laurea triennale in Conservazione Dei beni culturali DemoEtnoAntropologici del Mediterraneo conseguita con 110 e lode e menzione accademica della commissione esaminatrice unanime e una laurea specialistica in Scienze dello spettacolo e della produzione Multimediale reportage socio-antropologico anch’essa conseguita con la votazione 110 e lode. Ha partecipato alla stesura de “Il libro delle superstizioni” del Prof. M. Niola. e della Prof.ssa E. Moro. Ha collaborato presso la Cattedra universitaria di Antropologia ed Etnologia. Attualmente insegna, conduce un programma radio dedicato all’opera e alla musica classica e scrive per la rivista italo argentina Eco Siciliano e il sito Eco Italiano.

Serena conduce Opera & Classica puntata dedicata al pianista Riccardo Caruso

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Riccardo Caruso nasce a Napoli il 14 Febbraio 1992.

Fin dall’età di 8 anni prende lezioni di pianoforte e a 13 anni è ammesso alla classe di pianoforte del Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli con il M° Luigi Averna. In seguito prosegue nella classe del M° Carlo Alessandro Lapegna presso il Conservatorio Domenico Cimarosa di Avellino diplomandosi nell’anno accademico 2014/2015 con il massimo dei voti, lode e menzione speciale della Commissione.

Vincitore di numerosi concorsi nazionali ed internazionali: “L.Mugnone” di San Leucio (Caserta), “Napolinova” organizzato da Napolitano pianoforti, “Ischia Piano Competition”, “Città di Airola” (Benevento). In occasione del bicentenario della nascita di Chopin e Schumann (1810-2010) partecipa ai concerti di commemorazione tenutisi presso il Conservatorio di Napoli e successivamente alla realizzazione di un disco con musiche dei due compositori, registrando parte dei Preludi op.28 di F. Chopin. Nell’ inverno del 2012 ha partecipato alla produzione del film “Song’ ‘e Napule” (uscito nel 2013 nelle sale italiane e vincitore di diversi premi internazionali) diretto dai Manetti Bros, in qualità di controfigura del protagonista, un pianista, a cui ha prestato mani e suono. Tra il 2013 e il 2014 ha collaborato regolarmente come pianista accompagnatore e maestro sostituto del coro giovanile “I Sancarlini” del Teatro San Carlo di Napoli sotto la guida del M° Carlo Morelli.

Nell’estate del 2015 partecipa ai corsi di perfezionamento del “Forum Musikae” tenuti dalla “Universidad Alfonso X el Sabio” di Madrid, esibendosi in concerto. Nell’autunno del 2015 ha tenuto un recital presso la Sala Eutherpe di León (Spagna) e ha partecipato per il secondo anno consecutivo alla manifestazione “Piano City Napoli” esibendosi come solista in tre diverse occasioni. Nel maggio 2016 tiene due lezioni-concerto presso il Liceo Classico “F. Maurolico” di Messina in collaborazione con la “Filarmonica Laudamo” e si esibisce in concerto presso La Feltrinelli della città. Nello stesso mese si esibisce presso la sala eventi della Feltrinelli di Napoli.

Si è perfezionato con Laura De Fusco, Paolo Francese, Aldo Ciccolini, Bruno Canino e Giuseppe Devastato.

Link per ascoltare: http://it.ivoox.com/en/serena-conduce-opera-classica-ospite-il-pianista-audios-mp3_rf_12140930_1.html

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Serena Amato

Paola Ferrulli: tante novità a Luglio!

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Eccola! La giovanissima Paola Ferrulli, dopo la vittoria a “Ti lascio una canzone”, il successo dell’ep “Passo dopo Passo”, del singolo “Stella Cadente”, presenta il suo progetto estivo, una vera e propria hit dell’estate 2016, che ha fatto ballare intere generazioni. Una scelta mirata ad un brano estremamente estivo ma qual è la novità? ovviamente un nuovo arrangiamento, d’impatto radiofonico, con l’approvazione dello stesso Riccardo Del Turco (e Edizioni Sugar)…
Il brano è presentato da un videoclip che rispecchia la freschezza della giovane artista, che si presenta in una veste nuova e con un’interpretazione originale:

Paola Ferrulli – Luglio (official video) https://www.youtube.com/watch?v=Jl_UhUDD7us 

Pagina ufficiale Facebook: https://www.facebook.com/paola.ferrulli.officialpage/

Credits: ILLY MASPER PRODUCTION

Contact: music.62@libero.it

(Dino Ferli 3939402885)