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Mostra “Le Vecchie Fontanelle. Immagini e Documenti”

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-Comunicato Stampa –

Mostra “Le Vecchie Fontanelle. Immagini e Documenti” Sabato 10 Giugno 2017 alle ore 18.00 presso Villa: “La Meridiana” a Santa Maria di Leuca sarà inaugurata la mostra “Le Vecchie Fontanelle. Immagini e Documenti”. La seconda edizione a livello internazionale della mostra fotografica che racconta, con immagini e documenti, la memoria delle fontanelle pubbliche, sarà parte di una serie di esposizioni che, partendo da un luogo fortemente evocativo, la “finis terrae”, nonché casa della più meridionale delle fontanelle dell’Acquedotto Pugliese, attraverseranno l’intera penisola fino ad arrivare nel cuore dell’Europa. La prima dell’itinerario sarà ospitata in due location d’eccellenza: dal 10 al 30 Giugno presso la Villa La Meridiana (lungomare di Leuca) e dal 1 al 15 Luglio sarà visitabile presso la Pinacoteca della Basilica di Santa Maria de finibus terrae. Si tratta di un evento legato ad un progetto culturale, curato e ideato da Stefano D’Aprile e realizzato in collaborazione con l’associazione culturale Tour up ‘n Down di Lecce. L’obbiettivo è quello di rivalutare le fontanelle pubbliche, il loro valore di memoria popolare e culturale, e di sostenerne conservazione e recupero. Saranno esposti oltre 120 documenti, tra cui immagini e informazioni storiche provenienti dall’archivio dell’Acquedotto Pugliese e fotografie inedite (foto amatoriali di fontanelle pubbliche di numerosi comuni pugliesi, di molte città italiane e da alcuni paesi europei) scattate, queste, dai follower del profilo Facebook “Le Vecchie fontanelle”, seguito ad oggi da circa 4000 utenti e che, in poco più di un anno, ha raccolto una collezione unica di circa 1200 immagini: foto amatoriali, scatti d’autore, foto ritrovate nelle soffitte tra gli oggetti dei nonni creano un circuito di interazione tra social, utenti del social network e storia che è in piena crescita e che sta contribuendo a preservare e valorizzare un importante simbolo della nostra storia contemporanea, la fontanella pubblica, oggi spesso maltrattato o dimenticato. Un oggetto che ha visto guerre, miseria, amori segreti, è stato pretesto di incontri fugaci tra amanti, ha dissetato bimbi, grandi, anziani, ha aiutato i paesi a rialzarsi dalle guerre mondiali, dai terremoti ed oggi Stefano spera che tutto il suo impegno sia servito a qualcosa. In occasione dell’inaugurazione della mostra sarà presentato – alla presenza dell’autore – il libro di Vito Palumbo “La terra delle fontane”, edito per Adda. Palumbo è responsabile delle comunicazioni esterne di Acquedotto Pugliese, ed ha contribuito ampiamente alla realizzazione dell’evento, grazie alla sua competenza, al suo talento e all’affetto per la storia dell’acquedotto e delle fontanelle. Tutte le foto inviate dai seguaci del profilo facebook: “Le vecchie fontanelle” faranno anche parte di un cortometraggio musicato da composizioni di Stefano D’Aprile. La presente comunicazione vale come INVITO.

 

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GRANDE PUBBLICO ALL’INAUGURAZIONE DEL CENTRO POLIFUNZIONALE DI CAMARDA – L’audiomessaggio di Gianna Nannini, le testimonianze dei donatori, il saluto del sindaco Cialente

 

Massimo Cialente e Donato Scipioni al taglio del nastroGRANDE PUBBLICO ALL’INAUGURAZIONE DEL CENTRO POLIFUNZIONALE DI CAMARDA

L’audiomessaggio di Gianna Nannini, le testimonianze dei donatori, il saluto del sindaco Cialente

di Franco Ricci *
L’AQUILA – E’ stato inaugurato sabato scorso il Centro Polifunzionale “Insieme per Camarda”, progettato dall’architetto Cinzia Carrozzi e dal geometra Carlo Cipriani. Un’opera importante per la piccola frazione aquilana alle falde del Gran Sasso, realizzata con le donazioni dall’Italia e dall’estero dopo il terremoto del 2009. Questo importante obiettivo è stato raggiunto grazie all’impegno di Donato Scipioni, presidente dell’Associazione onlus “Insieme per Camarda”, al lavoro di tutti i componenti del Consiglio di Amministrazione e all’impegno dell’arch. Carrozzi, che è andata ben oltre i suoi doveri di progettista. E’ stata una bella giornata di festa, baciata dal sole, con i monti verdi d’Abruzzo a contorno, caratterizzata da buon umore, gioia, gentilezza e fierezza dei partecipanti. Il Centro è situato alle pendici occidentali del Gran Sasso, lungo la strada statale 17 bis che sale alla base della Funivia e poi fino a Campo Imperatore. Grazie all’impegno degli organizzatori, è stata coinvolta una cittadinanza numerosa ed entusiasta.

Ora, finalmente, tutti gli abitanti di Camarda e zone limitrofe potranno disporre di una nuova efficiente struttura per la comunità, bella, moderna ed accogliente, che ospiterà numerose attività aperte agli abitanti del territorio. Il Centro ospiterà diverse iniziative a carattere sociale e culturale come mostre, congressi, concerti, convegni, corsi di formazione e aggiornamento. Ed ha l’obiettivo di proporsi alla cittadinanza come luogo d’incontro, di aggregazione e nascita di nuove progettualità sociali e associative, integrandosi con l’area circostante. Vi si promuoveranno attività orientate ad un’ottica di benessere per i giovani del territorio, sempre pronti alle nuove iniziative culturali. Alla cerimonia erano presenti, accanto agli esponenti dell’Associazione “Insieme per Camarda”, il Sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, l’assessore alla ricostruzione Pietro Di Stefano, l’ex assessore comunale Pasquale Corriere, dal Canada il prof. Franco Ricci e Berardino Carrozzi (ITAL-UIM), il Cav. Enzo Alloggia dalla Svizzera, Dino Scipioni dal Belgio, la progettista Cinzia Carrozzi e rappresentanti delle varie associazioni che hanno contribuito alla realizzazione dell’opera.

“Siamo felici di aver inaugurato questa nuova struttura – ha commentato Donato Scipioni – un’opera fondamentale per la nostra comunità. Da oggi il nostro piccolo borgo potrà finalmente avere un luogo di socialità, di aggregazione o più semplicemente uno spazio a disposizione della comunità. È con orgoglio che sono qui a presentare a voi tutti il nostro ed il vostro Centro Polifunzionale, con orgoglio non tanto per quanto noi abbiamo fatto, ma soprattutto per ciò che voi tutti avete fatto e per quanto ci avete permesso di realizzare, orgoglioso del cuore degli abruzzesi e degli italiani. Siamo semplicemente felici per quanto realizzato finora, anche se il progetto si è dovuto ridimensionare. La volontà di “fare” per la comunità è stata più forte degli ostacoli e ci ha portato ad impegnarci ben oltre le nostre disponibilità economiche, grazie anche a chi ha creduto in noi e ha lavorato con la sola promessa di essere pagato. Un ringraziamento a quanti hanno contribuito a rendere possibile tutto ciò credendo in noi, iniziando da Gianna Nannini che ha dato il LA a questo progetto, alla progettista Cinzia Carrozzi, a Nello Scipioni e Franco Ricci, a Berardino Carrozzi, al Cav. Enzo Alloggia, a tutte le associazioni di emigrati in Canada, Svizzera e Germania, al MASCI, a Liliana Lacana, al Gruppo del Ministero dei Trasporti, a Pasquale Corriere, a Mario Cavalcante, a Ivo D’Angelo e a tutti i Camardesi che si sono adoperati per aiutarci. Grazie a tutti. Spero che questo rapporto che si è creato possa continuare per farci migliorare. Grazie di nuovo a tutti.”

La giornata inaugurale, aperta dall’audiomessaggio di Gianna Nannini – che avrebbe voluto essere presente e invece è rimasta bloccata a Londra per il sistema informatico dell’aeroporto andato in tilt -, ha visto l’intervento delle autorità locali, il taglio del nastro da parte del sindaco Massimo Cialente e il saluto del dirigente tecnico del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Brevi interventi anche da parte dei rappresentanti dei donatori che hanno contribuito a finanziare l’opera: Franco Ricci, quale presidente del Comitato per la racconta fondi tra la comunità italiana di Ottawa, il cav. Enzo Alloggia, coordinatore degli aiuti dalla Svizzera, Goffredo Palmerini incaricato a portare il saluto del prof. Angelo Di Ianni, presidente del Comitato raccolta fondi tra la comunità italiana di Hamilton in Canada, il presidente del Comitato del Canton Ticino e il rappresentante del MASCI.

Il primo cittadino, che ha voluto richiamare la complessità dell’iter autorizzativo dell’opera, ha dichiarato che l’operazione è stata resa possibile grazie ai provvedimenti di sistemazione urbanistica adottati dalla Giunta comunale, che hanno permesso l’acquisizione dell’area. La nuova struttura è stata realizzata per offrire alla cittadinanza occasioni d’incontro, dibattito e animazione, magari anche attraverso la sperimentazione di nuove forme di promozione sociale, offrendosi come punto di riferimento per enti ed associazioni che operano sul territorio comunale. Fondamentale per la riuscita della cerimonia inaugurale la collaborazione dell’Associazione culturale “Il Treo”, presente con il suo presidente Walter Scipioni, e del Gruppo Alpini Valleverde di Camarda con il capogruppo Antonio Spagnoli. Dopo il taglio del nastro e gli interventi di saluto don Nelson Callegari, parroco di Camarda, ha impartito la benedizione alla struttura.

Non va dimenticato che le Associazioni degli Abruzzesi all’estero si mobilitarono immediatamente, dopo il 6 aprile 2009, in una gara di solidarietà per sostenere le popolazioni colpite dal terremoto. Spinti dall’amore per la loro terra d’origine, subito vollero dare una mano attivandosi nella raccolta di fondi a favore degli abitanti dei centri colpiti. Numeroso è l’elenco delle associazioni abruzzesi di Svizzera, Germania, Belgio e Canada, come dei singoli donatori, tutti elencati su una Targa affissa all’interno della struttura. Va ricordato, in particolare, il Centro Abruzzese Canadese di Ottawa, il suo presidente Nello Scipioni ed il Chair del Comitato Raccolta Fondi per i Terremotati, prof. Franco Ricci, il quale nel suo intervento ha espresso gli auguri del presidente del Centro Abruzzese e del Comitato. Ricci ha ricordato l’impegno della comunità italiana di Ottawa, che ha generosamente donato per fare fronte all’emergenza del terremoto aquilano. Ha peraltro sottolineato l’importante opera sociale che proprio un figlio di Camarda, Nello Scipioni, rende all’intera comunità italiana di Ottawa, tanto da essere stato scelto ed insignito come Uomo dell’Anno 2017 dal Comites della capitale canadese. Sono seguiti caldi e generosi applausi.

Alla cerimonia è stata forzatamente assente Gianna Nannini. Grazie a lei e alle colleghe “Amiche per l’Abruzzo” fu raccolta gran parte dei fondi necessari alla realizzazione della struttura. La popolare cantante è rimasta bloccata all’aeroporto londinese di Heathrow a causa d’un guasto informatico al server della British Airways. Comunque, non è del tutto mancata all’appuntamento, avendo inviato un affettuoso messaggio d’augurio registrato e trasmesso a tutti i presenti. A completare la magnifica giornata un gustoso buffet di specialità gastronomiche locali, di preparazioni dolciarie tipiche, di ottimo vino e d’un eccellente spumante italiano. Un complesso musicale ha brillantemente accompagnato la serata di festa.

* presidente Comitato Raccolta Fondi pro Terremotati L’Aquila

29 maggio 2017

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I SOLISTI AQUILANI IN CONCERTO AL QUIRINALE PER LA FESTA DELLA REPUBBLICA

 

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COMUNICATO STAMPA

Giovanni Sollima e I Solisti Aquilani

al Quirinale per la Festa della Repubblica

Saranno il violoncellista Giovanni Sollima e I Solisti Aquilani i protagonisti del tradizionale concerto del 1° giugno che il Capo dello Stato offre al corpo diplomatico accreditato in Italia per la Festa della Repubblica. Il concerto, che si tiene nel Salone dei Corazzieri al Quirinale, sarà trasmesso in diretta da Rai Uno dalle 18.00.

Un bel riconoscimento per l’ensemble abruzzese e una sfida entusiasmante e impegnativa per I Solisti che si confermano attivissimi sulla scena nazionale e internazionale.

Il sodalizio con Sollima, ospite della rassegna Musica per la città, organizzata dalla Associazione I Solisti Aquilani, ha preso il via nel novembre del 2015. Un concerto indimenticabile e appassionato, il primo di una lunga serie che ha portato l’ensemble e Giovanni Sollima nei teatri più prestigiosi del nord Italia.

Sollima è un autentico virtuoso del violoncello. Suonare per lui non è un fine, ma «un mezzo per comunicare con il mondo». È un compositore originale, con una vena melodica tipicamente italiana che nel contempo riesce a raccogliere tutte le epoche. Fin da giovanissimo collabora con musicisti quali Claudio Abbado, Giuseppe Sinopoli, Jörg Demus, Martha Argerich, Riccardo Muti, Yuri Bashmet, Katia e Marielle Labèque, Ruggero Raimondi, Bruno Canino, DJ Scanner, Victoria Mullova, Patti Smith, Philip Glass e Yo-Yo Ma. La sua attività, in veste di solista con orchestra e con diversi ensemble, si dispiega fra sedi tradizionali e spazi alternativi. Virtuoso e compositore alquanto energico e originale, con la sua personalità fuori dagli schemi ha scritto un’opera anche per Elisa e, nel 2013 e 2014 è stato direttore artistico e maestro concertatore del festival salentino della Notte della Taranta. Suo è anche l’inno di Expo 2015.

Per il concerto al Quirinale il programma è dedicato interamente alla musica italiana. In scaletta Vivaldi, Donizetti, Boccherini  e una composizione dello stesso Sollima.

 

Un duetto canoro molto atteso : Bobby Solo e George Aaron firmano insieme un brano dance

 

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Bobby Solo e George Aaron, due grandi artisti uniti da una profonda amicizia e stima reciproca, si sono uniti in un duetto. Ecco ‘Russian Ladies’, un brano dance di sicuro impatto
 
Bobby Solo, non ha bisogno di presentazioni. Ciuffo da eterno ragazzo ribelle, voce che definire inconfondibile è riduttivo. Arriva a Sanremo nel 1964 con Una lacrima sul viso, il 45 giri italiano più venduto di tutti i tempi, e da allora la sua carriera non si è più fermata. Altri successi, due primi posti a Sanremo; negli anni ‘80 arrivano canzoni indimenticabili -come Gelosia e tanti, tanti concerti, sia in Italia che all’estero. Bobby Solo ha mille idee, ed un sorriso contagioso. Ama circondarsi di persone brillanti e acute, ma soprattutto di giovani, che lo cercano per il suo realismo, ben noto alla gente. E lui, senza la condiscendenza che potrebbe altrochè permettersi, li consiglia senza illuderli né disilluderli. I suoi progetti futuri lo vedono partecipare con diversi artisti emergenti, nei quali ha visto una possibilità.
Insieme a lui George Aaron storica voce di band dance quali Video e Time . 4 dischi d’oro, costantemente nelle classifiche di Italia, Europa e USA, vincitore di ‘Un disco per l’estate’ 1984  Una delle ultime compilation dance che celebra l’epoca, della Italo disco (anni 80) appena pubblicata, include due brani cantati da lui. E’ apprezzato da sempre per il suo stile e la sua voce dal timbro molto particolare. Dal duettare con Tiziana Rivale -trionfatrice di Sanremo nel 1983- ai costanti concerti live in tutto il mondo (è appena rientrato da un tour in Messico dove si è esibito davanti a ventimila persone), non si ferma mai.
Questi due grandi, amici fraterni da una vita, hanno unito le loro Storie musicali, ed eccoRussian ladies, realizzato grazie anche al DJ producer Pierluigi Cerin: un ritmo incalzante tipico della migliore dance music, con tutti i numeri per diventare una hit.
 
A breve sarà diffuso nelle radio, sicuramente farà ballare e parlare di sé.. come il video, una vera sorpresa con molte chicche per i fans dei due artisti. Sarà presto disponibile anche su I Tunes e tutti gli e-stores oltre che in vinile, formato oggi ritornato prepotentemente di moda tra i deejay.
 
Questi artisti hanno già in cantiere un’altra novità, che pare coinvolga un cantante friulano.. George Aaron ha duettato con Angelo Seretti nel 2016, nella versione dance di Let it be me.
 
Ricordiamo che Bobby Solo si esibirà dal vivo l’ 11 giugno a Buttrio(UD). George Aaron e Angelo Seretti si esibiranno il 7 luglio a Goricizza di Codroipo(UD), nell’ambito di una manifestazione benefica.
Seguiranno molti live in tutt’Italia.
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La guida operativa di Lenoci e Rocca per il bilancio consolidato

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La guida operativa di Lenoci e Rocca per il bilancio consolidato

La stagione dei bilanci consolidati è in pieno svolgimento e, in concomitanza con questa fondamentale scadenza per i gruppi di imprese, l’Unione Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Monza e Brianza ha organizzato a Monza, presso The Bank, l’evento “Aperitivo e nuovo bilancio consolidato”.

Protagonista dell’evento è stato il libro di Francesco Lenoci e Enzo Rocca “Bilancio consolidato”, Wolters Kluwer, maggio 2017.

Il vantaggio competitivo è la capacità distintiva di un gruppo di imprese di presidiare, sviluppare e difendere nel tempo, con maggiore intensità e competenza dei concorrenti, un fattore critico di successo in un mercato.

L’osservazione degli accadimenti degli ultimi anni ha enfatizzato, ai fini dell’acquisizione del vantaggio competitivo, le capacità d’impresa volte: all’individuazione e all’acquisizione di nuove tecnologie; ad una maggiore flessibilità organizzativa; a migliori e più articolati rapporti con gli interlocutori aziendali.

La complessità che caratterizza l’attuale scenario è dovuta in gran parte alla velocità ed alla scarsa prevedibilità dei cambiamenti e degli avvenimenti in generale; ciò significa che è sempre più difficile procedere a una valutazione analitica e costante dei soggetti con i quali si sviluppano relazioni economico-sociali. Visibilità e trasparenza diventano, pertanto, gli elementi fondamentali sulla base dei quali accordare fiducia e credibilità ai propri interlocutori.

Il gruppo di imprese trasmette e riceve informazioni al proprio interno e con l’esterno. Col termine “informazioni” si intendono sia quelle accumulate all’interno, come il know-how di marketing tecnologico, produttivo, finanziario, manageriale, sia i canali tramite i quali le informazioni sono veicolate all’esterno per contribuire a creare risorse immateriali quali la stima, la credibilità, la reputazione e la fiducia ovvero, in altri termini, l’immagine aziendale.

Per ottenere un duraturo successo, il gruppo di imprese deve saper fare e farlo sapere. Il saper fare di un gruppo di imprese deriva dall’efficacia e dall’efficienza del suo sistema di governo, ossia dalla coerenza esistente tra i vari elementi che compongono il suo sistema manageriale e gestionale. Il farlo sapere implica un’attività di comunicazione che si esplica nell’implementazione delle attività operative e strategiche d’impresa e, quindi, sia in comportamenti che nell’attivazione di messaggi intenzionali.

L’applicazione operativa del saper fare (il fare), ossia l’agire integrato del gruppo di imprese dà concretezza al saper fare: le attività operative e strategiche d’impresa rappresentano, quindi, il fare e l’efficacia del fare dipende dalla consonanza esistente non più solo fra le variabili del sistema di gestione, ma anche fra queste e l’ambiente in cui l’impresa opera.

Tale efficacia va incrementata mediante la gestione dell’immagine, ossia il farlo sapere tramite lo strumento di un bilancio consolidato “ben fatto”.

Così il gruppo di imprese realizza un contatto migliore con i suoi interlocutori, interni ed esterni, rispondendo alle attese dei molteplici soggetti interessati alle performance aziendali, che richiedono maggior trasparenza e chiarezza nelle loro relazioni con il gruppo. In altri termini, il bilancio consolidato non va più considerato uno dei tanti documenti contabili predisposto ai sensi di legge, bensì la fotografia della bontà o meno del lavoro svolto da quanti operano nel e per il gruppo di imprese.

L’esigenza di un’informativa tempestiva delle performance e qualitativa dei dati di bilancio consolidato coinvolge una serie differente di attori all’interno di un quadro normativo di riferimento: diverse figure professionali sono coinvolte nella predisposizione, supervisione, approvazione, revisione, analisi ed utilizzo di report che comunicano informazioni e dati aziendali.

Le principali figure coinvolte nella catena dell’informazione societaria sono le seguenti:

  • management. Predispone il bilancio consolidato in conformità al D.Lgs.n. 127/1991 oppure agli IAS/IFRS;

  • investor relator. Rappresenta l’impresa presso la comunità finanziaria comunicando il suo valore, i suoi dati, le sue performance, le sue strategie. Contribuisce alla catena dell’informazione economica-finanziaria, alimentando la fiducia degli investitori e rendendo intelligibile il valore del Gruppo;

  • auditor e altri organi di controllo. Interagiscono con il management e gli organi di governance e contribuiscono alla trasparenza della comunicazione finanziaria;

  • media. Contribuiscono alla distribuzione delle informazioni;

  • analisti finanziari. Valutano i dati diffusi e sono interpreti nell’utilizzo delle informazioni a favore degli investitori e degli stakeholder.

In questo contesto interagiscono anche altre figure: i regolatori e gli standard setter, che forniscono il quadro normativo di riferimento agli altri attori.

Il ciclo termina con gli investitori e gli altri stakeholder che usufruiscono delle informazioni diffuse per valutare il proprio investimento e che, quindi, fanno pressione sugli altri soggetti per ottenere dati e informazioni il più possibile attendibili, trasparenti, comprensibili e affidabili.

Comunicare significa condividere, mettere qualcosa in comune con gli altri: nel mercato finanziario la comunicazione è l’insieme delle strategie e degli strumenti utilizzati per rendere fruibili informazioni di carattere economico-finanziario ad investitori e parti terze. Il processo di trasformazione del puro dato numerico in informazione inizia da una fase di interpretazione dei risultati aziendali che vengono analizzati e valutati.

Tale processo consente di comprendere:

  • l’identità finanziaria-patrimoniale dell’impresa e l’insieme dei risultati che sostengono la validità del modello imprenditoriale prescelto;

  • il posizionamento aziendale nel settore di riferimento, declinato nella logica di differenziale competitivo, ossia definendo la sostenibilità finanziaria del modello imprenditoriale nel medio-lungo termine;

  • l’orientamento strategico volto a mantenere o ad ampliare il differenziale competitivo;

  • la stima dei risultati attesi, intesi come obiettivi economici-patrimoniali-finanziari raggiungibili grazie alla strategia.

Obiettivo del libro di Francesco Lenoci e Enzo Rocca è offrire un supporto concreto e innovativo per la realizzazione di un bilancio consolidato “ben fatto” e per la sua comunicazione “efficace” a tutte le figure coinvolte nella catena dell’informazione societaria.

Il libro di Francesco Lenoci e Enzo Rocca è diviso in tre parti:

  • la prima parte illustra la logica di gruppo e il salto di qualità che il bilancio consolidato consente di fare nell’informativa patrimoniale, economica e finanziaria. Contiene, peraltro, un dettagliato confronto tra due bilanci consolidati dell’esercizio 2015 redatti con normativa differente (norme di legge e principi contabili italiani versus principi contabili IAS/IFRS) volto a denunciare l’assurdità di bilanci consolidati ugualmente corretti quantunque profondamente diversi;

  • la seconda parte, relativa ai gruppi non quotati, fornisce una metodologia ragionata per la predisposizione dello stato patrimoniale consolidato, del conto economico consolidato, del rendiconto finanziario consolidato, del prospetto di movimentazione del patrimonio netto consolidato e del prospetto di raccordo fra bilancio della capogruppo e bilancio consolidato;

  • la terza parte, concernente i gruppi quotati, fornisce una metodologia ragionata per la predisposizione degli schemi contabili richiesti dagli IAS/IFRS, in sede di bilanci annuali e infrannuali.

Arricchiscono il libro di Francesco Lenoci e Enzo Rocca:

  • oltre 110 esempi, selezionati tra la prassi più recente e proposti quali model solution. Si segnala, in particolare, un bilancio consolidato 2016, completo di nota integrativa consolidata e di relazione sulla gestione del gruppo, già conforme alle significative novità che il D.Lgs. n. 139/2015 e i nuovi OIC pubblicati a fine 2016 hanno apportato al D.Lgs. n. 127/1991;

  • la soluzione di oltre 50 casi, formulati in maniera tale da risultare dei validi practice aid, sia per chi deve redigere, sia per chi deve controllare i bilanci consolidati.

Completa il libro di Francesco Lenoci e Enzo Rocca l’allegato CD-Rom che, con riferimento ai gruppi industriali, consente di: redigere il bilancio aggregato; effettuare il consolidamento; predisporre lo stato patrimoniale ed il conto economico consolidati; predisporre la movimentazione del patrimonio netto di gruppo; ottenere il raccordo tra il patrimonio netto e il risultato d’esercizio della capogruppo e del gruppo.

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Alla scoperta delle meraviglie del Bel Paese – Calabria d’incanto, tra Magna Grecia e New York Times

Basilicata e Calabria - Parco del Pollino

28 maggio 2017

Alla scoperta delle meraviglie del Bel Paese

L’AQUILA – Il numero Primavera 2017 del magazine i-Italy NY – attualmente in distribuzione a New York, Washington DC, Los Angeles, San Francisco, Boston e presto anche in altre città degli States – dedica sei pagine alla Calabria. La rivista diretta da Letizia Airos, dopo gli speciali sull’Abruzzo, sul Gargano, su Matera e la Basilicata, sul lago di Garda, con questo servizio sulla Calabria jonica continua il viaggio nel Bel Paese per interessare i lettori americani – il magazine è in lingua inglese – alle straordinarie meraviglie e singolarità dell’Italia. Come già per i precedenti, il direttore del magazine ha chiesto a me di scrivere anche l’articolo sulla Calabria. Se può essere d’interesse, qui di seguito ne riporto il testo in italiano, che la redazione del magazine ha tradotto per l’impaginazione. Il servizio, da pag. 68 a 73, reca l’aggiunta di annotazioni gastronomiche a cura della redazione. Esprimo ogni buon augurio alla testata, che da questo numero amplia lo sguardo e la diffusione, oltre che a New York, in altre grandi città degli Stati Uniti. La rivista ha pure aumentato le pagine da 80 a 124. (G.P.)

http://www.i-italyny.com/magazine/2017_SPRING/index.html#68

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Calabria d’incanto, tra Magna Grecia e New York Times

di Goffredo Palmerini

CROTONE – Il primo sole indora i Sassi, mentre l’ombra ancora domina la profondità della gravina. Quando lasciamo le meraviglie di Matera, occorre fare un lungo giro per guadagnare l’altra costa della gravina, dove abbondano grotte e chiese rupestri scavate nella roccia. Sono di epoche diverse. Risalgono in gran parte all’alto Medioevo, le più interessanti conservano affreschi e sculture d’impronta bizantina. Testimoniano una forte presenza attraverso i secoli di monaci bizantini e benedettini, dediti alla contemplazione e alla preghiera in un ambiente suggestivo e selvaggio, di rocce e arbusti, affacciato sullo squarcio della gravina. Meriterebbero tutte una visita meticolosa per apprezzarne la sobria bellezza. Ma siamo diretti in Calabria e possiamo fare solo alcune soste. La prima alla chiesa rupestre di Cristo la Selva, con la sua facciata romanica e l’interno a pianta quadrata. Presenta affreschi dedicati ai santi Giovanni e Giuseppe, un magnifico candelabro in ferro battuto e un contesto ambientale incantevole. Altra sosta la dedichiamo ad un complesso di grotte scavate su quattro distinti livelli, collegate da una rete di scalette e cunicoli scavati nella pietra bianca. Nell’agglomerato rupestre c’è la chiesetta di San Nicola all’Ofra, una cappella ad una sola navata con nicchia absidale e un affresco di Madonna con Bambino. Scendiamo verso Montescaglioso, facendo ancora una sosta alla Cripta della Scaletta. Il luogo e la vista mozzano il fiato. Piante e arbusti rigogliosi rendono stupendo il paesaggio, siamo nelle vicinanze di una murgia. Il piccolo tempio scavato nella roccia è in due ambienti, un muretto di pietra divide il presbiterio dall’area destinata ai fedeli.

Riprendiamo il viaggio, nella sinuosa discesa verso il Bradano. Il fiume volteggia tra canneti e una vegetazione prossima ad esplodere un verde lussureggiante, con l’entrata della primavera. In lontananza il blu e turchese del mar Jonio rimandano riflessi di sole da oriente. Prima di Metaponto prendiamo la superstrada jonica che ci porta in Calabria. Non prima, però, d’una visita a Policoro, dove nel VII secolo a.C. si formò Heraclea, una delle colonie più floride che i Greci insediarono, cominciando dalle coste salentine affacciate sul golfo di Taranto, poi lungo tutta la costiera jonica della Calabria e quindi in Sicilia, in quelle terre che presero il nome di Magna Grecia. I resti archeologici testimoniano un impianto urbano ortogonale, con un’acropoli nel sito ove attualmente c’è il Castello di Policoro, e i santuari dedicati a Demetra e Dioniso. Una visita al Museo della Siritide, con i suoi preziosi reperti archeologici, conferma la ricchezza e la raffinatezza degli antichi abitatori dell’area, sotto l’influenza della civiltà degli Achei. Il viaggio prosegue. A sinistra il mare porge bagliori, profumi d’eucalipto e d’erbe salmastre. A destra la grande piana rigogliosa, un tempo infestata d’acquitrini, si prepara a produrre frutti prelibati e sapidi ortaggi per i mercati italiani e di mezza Europa. All’orizzonte già si staglia il profilo montuoso del Pollino, emergente dal verde intenso dei boschi, quasi smeraldo dalle foliazioni di primavera. Scende fino al mare, il monte, con le sue balze e gli stretti canaloni incisi dai torrenti.

Siamo già in Calabria, la regione che il New York Times ha recentemente consacrato come terra di bellezze, di eccellente cucina, di ottimi vini e di luoghi ricchi di storia e d’arte. Autentiche sorprese per chi predilige itinerari fuori dalle consuete rotte del turismo di massa e del supermercato vacanziero. E infatti all’ingresso calabro ci accoglie Rocca Imperiale, un antico borgo sorto intorno all’anno Mille, appollaiato sulla collina e a poca distanza dal mare. Fu fatto fortificare da Federico II di Svevia. Magnifica la vista delle sue case omogenee, disposte a gradoni salienti fino alla sommità del colle, dove imponente s’erge il Castello, simile a quelli di Lagopesole e Lucera di medesima impronta federiciana. Fertile lembo della Magna Grecia, considerato tra i più fecondi, dovette subire nei secoli le azioni predatorie degli eserciti di Pirro, di Annibale, dei gladiatori di Spartaco in rivolta contro Roma e dei Goti. Ora queste campagne producono limoni di eccelso sapore ed altre produzioni biologiche di qualità.

Il viaggio procede spedito, con l’andamento mutevole delle colline, solcate dai calanchi quando salgono verso i monti coperti di boschi, mentre in giù verso il mare il verde dirada, sostituito da siepi di cactus che, in estate, colorano di giallo e di rosso i loro frutti gustosi. Ancora borghi si susseguono sulla collina e paesini sulla marina. Sul colle c’è Amendolara, con il suo Castello svevo. Più avanti Trebisacce anticipa la Piana di Sibari. C’è Cassano allo Jonio, ora una bella cittadina, ma con antiche radici nel periodo Neolitico, come confermano i rinvenimenti di ceramiche e utensili nelle Grotte carsiche di Sant’Angelo. Là nel 720 a.C. gli Achei fondarono Sibari, che divenne fiorente colonia per due secoli fin quando non venne distrutta dall’esercito crotonese al comando di Milone, famoso atleta greco. Sotto la dominazione di Roma, Cassano divenne Municipium romano. Poi ebbe una serie di dominazioni – Longobardi, Normanni, Svevi, Angioini e Aragonesi – subendo, nei decenni a cavallo del Mille, diversi saccheggi dai Saraceni. Tornando all’antica Sibari, il porto della città magno-greca era il principale scalo nell’occidente dei mercanti di Mileto, che commerciavano le preziose mercanzie provenienti dall’Asia. Sibari era famosa per la ricchezza della sua terra e per la raffinatezza dei suoi cittadini. Dopo la distruzione operata dai Crotonesi nel 510 a.C., Pericle dispose la fondazione, sulle sue rovine, della colonia ellenica di Thurii, diventata colonia romana tre secoli dopo con il nome di Copia. Oggi i resti dell’antica città di Sibari sono visibili in un’ampia area archeologica, dove emergono il teatro, le terme, un tempietto e i resti di Thurii. Preziosi reperti sono conservati nel Museo Archeologico della Sibaritide.

Riprendiamo il viaggio, con l’arteria viaria che discende quasi lambendo il mare. E’ intenso il colore dello Jonio, al largo, mentre è color perla vicino alla battigia di sabbia dorata. L’acqua trasparente. C’è un senso di amenità. Le architetture dei paesini lungo la costa sono modeste, non invasive. Siamo in prossimità del bivio per Corigliano Calabro. La città si scorge bene, là in alto sulla collina. Sarebbero arabe le sue origini, due decenni anteriori all’anno Mille. Dopo la conquista normanna, ad opera di Roberto il Guiscardo, nel 1073 venne edificato il Castello e la chiesa di San Pietro. Intorno si sviluppò la città. Corigliano fu feudo dei conti di Sangineto, poi dei Sanseverino. Belle e da visitare la Collegiata di San Pietro, la chiesa carmelitana della SS. Annunziata, la chiesa di Sant’Antonio, la chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, con un bel Crocifisso seicentesco opera di Umile Pintorno. E ancora la chiesa madre di Santa Maria Maggiore, risalente al X secolo, con preziosi arredi lignei intagliati e un dipinto seicentesco attribuito a Cesare Fracanzano. Notevoli anche le chiese di Sant’Anna e San Francesco di Paola. Superbo è il Castello ducale.

Neanche 20 km e s’arriva a Rossano Calabro, altra magnifica cittadina che conserva, nel Museo diocesano, il Codex Purpureus, uno dei Vangeli più antichi al mondo, patrimonio dell’Unesco. La città ha origini antichissime (XI secolo a.C.), diventata colonia della Magna Grecia e successivamente avamposto romano. L’imperatore Adriano vi fece edificare un porto capace di ospitare fino a 300 navi. Grande lo splendore economico e culturale della città sotto la dominazione bizantina, per cinque secoli fino al 1050, riuscendo a non farsi espugnare dagli invasori barbari, longobardi e saraceni. Le splendide testimonianze artistiche bizantine la fanno definire “Ravenna del Sud”. Il Codice Purpureo di Rossano è una preziosa pergamena di color violaceo, 188 fogli scritti in argento e oro, in un bellissimo carattere greco mirabilmente miniato. Risale a 14 secoli fa. L’influsso d’una delle miniature del Codice – la resurrezione di Lazzaro – sembra possa rilevarsi perfino in un affresco di Giotto, nella Cappella degli Scrovegni a Padova, e in un affresco del Beato Angelico, nel convento di San Marco a Firenze. Il Codice è davvero un’opera di straordinaria bellezza. In alto, dietro Rossano, si notano i contrafforti della Sila, vasta catena montuosa coperta di foreste che con il Pollino e l’Aspromonte costituisce la spina dorsale appenninica della Calabria.

Da Rossano Calabro s’avanza verso Crotone. A metà strada s’incontra Cirò Marina, bella cittadina sorta sull’antico sito dov’era la colonia magno-greca di Krimisa. Nelle vicinanze, presso punta Alice, i resti del Tempio di Apollo Aleo. Apprezzata come città balneare per il suo mare pulito e per la qualità dei servizi, Cirò è rinomata per l’omonimo vino (bianco, rosato e rosso classico), ricavato dal vitigno Gaglioppo, e per l’agrume “clementina di Calabria”. Altri vini dell’area sono il Greco (bianco e nero) e il Savuto. E’ una bella città Cirò Marina, con numerosi monumenti da visitare. Ancora una quarantina di chilometri e siamo a Crotone, città capoluogo di provincia, 63mila abitanti, l’antica Kroton colonia della Magna Grecia, famosa per le ricchezze, per Pitagora e la sua Scuola dei metafisici. Il possente Castello, edificato sul promontorio dov’era l’antica acropoli, e i baluardi cinquecenteschi fatti edificare dal viceré di Napoli Pedro da Toledo a difesa delle incursioni turche, connotano l’intrico della città vecchia che affaccia sul grande porto. Crotone, infatti, è il più grosso centro industriale della Calabria. Meritano una visita il Duomo, il      Castello che ospita il Museo Civico, il Museo Archeologico con i reperti recuperati a Capo Colonna e nell’area dell’antica Kroton. A Capo Colonna sono visitabili i resti del santuario di Hera Licinia – ne restano il basamento e la colonna d’un tempio dorico –, mentre arredi funebri, monete, terrecotte votive ed altri reperti sono esposti nel Museo Archeologico. Rilevata sul mare, selvaggia e bellissima, la costa che da Capo Colonna va a Capo Rizzuto. Scogliere scoscese, tra sprazzi di macchia mediterranea e piccole calette di sabbia dorata, e il mare che ostenta una varietà di colori dall’azzurro intenso al verde smeraldo, con fondali stupendi per flora e fauna. Una puntatina anche a Isola Capo Rizzuto, quasi 18mila abitanti, nel cui centro storico campeggiano resti del Castello Feudale, avanzi delle antiche mura urbiche e una porta del borgo medievale, con torretta e orologio, che divide la parte antica da quella nuova della cittadina. Il tratto di costa è dichiarata “Area marina protetta di Capo Rizzuto” e conserva un patrimonio naturalistico di pregio. Numerose le strutture turistiche, ben inserite nell’ambiente. La costa rialzata prosegue fino alla località Le Castella, un isolotto con un piccolo incantevole Castello aragonese, ora destinato ad attività ricettive. E qui, in questo luogo incantevole, fermiamo il nostro viaggio, in riva allo Jonio, con le acque diafane che giocano tra piccoli scogli intorno al maniero e il sole che va calando, su verso Catanzaro.

Capo Rizzuto, Le Castella Capo Rizzuto Cassano allo Ionio, la Cattedrale chiesa rupestre di Cristo la Selva chiesa rupestre, interno Ciro Marina, il mare Corigliano Calabro, con vista sul mare Corigliano Calabro, panorama Corigliano Calabro Crotone, Capo Colonna Crotone, il Castello dall'alto

castle of santa severina calabria italy

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Crotone, Museo Archeologico Nazionale Il mare di Capo Rizzuto Le Castella Policoro, il Castello Policoro, il litorale ionico Policoro, il porto turistico di Marinagri Policoro, Museo della Siritide Policoro, resti di Heraclea, il teatro Policoro, resti di Heraclea, il teatro Policoro, spazi espositivi al Castello Rocca Imperiale, il Castello svevo Rocca Imperiale.1 Rossano Calabro Sibari, area archeologica Sibari, il Parco archeologico Sibari, Parco archeologicocodex purpureus rossanensis.1 Codex Purpureus Rossanensis Codex purpureus.2 Codex purpureus.3

Per una medicina dal volto umano, un convegno a Sassari

 

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L’umanizzazione delle cure in ambito sanitario: questo il tema della giornata di studi che si terrà presso la Camera di Commercio di Sassari venerdì 26 maggio. Il convegno, che sarà moderato dal professor Andrea Montella(Direttore del Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Sassari) e dal dottor Salvatore Salis (Coordinatore del tavolo tecnico della Regione Sardegna per le Cure Palliative e Direttore dell’Hospice di Nuoro) ha la qualifica di evento ECM, accreditato presso la Commissione Nazionale del Ministero della Salute.

Per umanizzazione delle cure si intende l’attenzione posta alla persona nella sua totalità in un mondo sanitario che sembra aver perso questa fondamentale dimensione di assistenza: è un’esigenza che segna il passaggio da una concezione del malato come mero portatore di una patologia ad una come persona con i suoi sentimenti, le sue conoscenze, le sue credenze rispetto al proprio stato di salute. Le recenti scoperte in campo medico-scientifico e la conseguente iperspecializzazione ci permettono oggi di trattare patologie una volta incurabili, ma spesso restano disgiunte, nella quotidianità della pratica clinica, dalla necessaria consapevolezza dell’importanza degli aspetti relazionali e psicologici legati all’assistenza, senza riuscire a cogliere l’interiorità irripetibile di ogni essere umano. Da qui l’attenzione verso una medicina in grado di accompagnare i pazienti e la famiglia lungo il percorso della malattia, in cui il malato dovrà essere considerato non come un insieme di organi ma come soggetto umano completo.

Salvatore Salis auspica che vi sia anche da parte della politica e delle direzioni sanitarie una maggiore sensibilità rispetto a questi temi, iniziando a mettere al centro dei piani strategici il concetto della umanizzazione e contribuire così a creare una sanità davvero moderna. Lo scopo del convegno è proprio quello di ribadire e approfondire questi concetti e mettere i discenti nelle condizioni di acquisire strumenti in grado di sviluppare competenze che consentano di attuare una relazione di cura adeguata all’umanità sofferente. Un approccio decisamente interdisciplinare: non è un caso che tra i relatori, oltre a medici e docenti nel campo della salute, figurino così anche dei filosofi, come i ricercatori Luca Nave dell’Università di Torino e Fabrizio Arrigoni dell’Università di Brescia, che da anni focalizzano i loro studi sulle implicazioni etiche della medicina, intesa anche come pratica narrativa. Si parla quindi di Medical Humanities, che hanno avuto origine negli anni Sessanta negli Stati Uniti per ricercare una necessaria sinergia tra l’anima scientifica della medicina sperimentale fondata sulle prove di efficacia (Evidence Based Medicine) e la dimensione di humanitas propria delle scienze umane, “in vista di una pratica medica – sottolinea Nave – che sappia curare e prendersi cura, che sia cioè in grado di garantire terapie efficaci dal punto di vista biologico e insieme rispettose di tutta la molteplicità dei bisogni dell’essere umano e della comunità sociale nella quale è inserito”.

Salis, autore del recente volume Storie di vita dall’Hospice (Ethos Edizioni) è da anni un convinto sostenitore di questo tipo di approccio, fondato sul bisogno di passare dal curare all’aver cura. In tale prospettiva al medico è richiesto pertanto non solo un bagaglio di competenze più ampio rispetto al passato ma anche un modo diverso di relazionarsi con il paziente, che può essere ben sintetizzato da questa efficace ed eloquente citazione del professor Vittorio Ventafridda, uno dei padri delle cure palliative in Italia: “Chi non sa ascoltare, chi non sa d’arte e chi non sa di musica non può dare una valida relazione di aiuto”.

Sebastiano Catte

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Il cardinale Tagle e il Volto Santo

 

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IL VOLTO DELLA VERITA’

La diffusione del culto del Volto Santo nelle Filippine e tra i cattolici di altri paesi asiatici nella testimonianza del cardinale Luis Antonio Tagle

Antonio Bini

Soltanto pochi anni fa la secolare festa di maggio del Volto Santo a Manoppello vedeva l’esclusiva partecipazione di devoti del paese e di quelli provenienti da alcune località della regione, che fino agli anni sessanta raggiungevano a piedi il santuario, organizzati in compagnie, con in testa un crocifero o l’insegna del Volto Santo, che nei restanti giorni dell’anno custodito nelle rispettive chiese.

Quest’anno la festa ha visto la straordinaria partecipazione del cardinale di Manila, Luis Antonio Tagle, che ha presieduto la celebrazione della messa e ha poi partecipato alla processione che conduce la sacra immagine dal Santuario verso la chiesa parrocchiale di San Nicola, nel centro storico di Manoppello, ossia nel luogo dove un misterioso pellegrino la portò nel Cinquecento.

In continuità con la devozione popolare del passato, quest’anno sono arrivate le Compagnie di Vacri e di Contrada Santa Giusta di Lanciano, mentre sono stati in tanti i pellegrini che hanno raggiunto il santuario da ogni parte d’Italia e dall’estero. Tra quest’ultimi anche un gruppo di ortodossi russi. Tutti insieme, accomunati dal desiderio di partecipare ad un rituale che presenta aspetti molto suggestivi e assolutamente unici. Un segno di quanto quel mondo che per secoli aveva nascosto il Volto Santo si sia aperto al mondo.

Nella sua introduzione alla messa, il rettore del Santuario ha ringraziato il cardinale per aver voluto aderire all’invito, nonostante i suoi numerosi impegni internazionali, essendo anche responsabile della Caritas Internazionale. P. Carmine Cucinelli ha voluto ricordare come nell’agosto 2015, nell’imminenza della seconda missione internazionale del Volto Santo nelle Filippine, Canada e Usa, il cardinale di Manila aveva voluto rivolgere un sentito saluto a vescovi, religiosi e devoti delle Filippine e allo stesso p. Carmine, per la sua presenza in occasione dell’ anniversario dell’intronizzazione del Volto Santo a Nampicuan, nella chiesa ora divenuta il primo Santuario del Volto Santo in Asia. Il porporato, accolto da uno spontaneo e prolungato applauso, ha voluto farsi personale interprete e testimone del crescente culto del Volto Santo nelle Filippine e, di conseguenza, anche tra i cattolici di altri paesi asiatici, portando “i suoi saluti e auguri di pace dalle Filippine, dove la devozione al Santo Volto è viva, vibrante e largamente diffusa”.

Iniziando la sua omelia, ha affermato che “con gioia partecipava alla festa del Volto Santo”. Nello sviluppare riflessioni teologiche sul volto umano di Cristo, Tagle – innanzi alla sacra immagine – ha affermato che la stessa rappresenta una grande benedizione concessa a tutti noiLa processione si è poi sviluppata mantenendo il rituale tradizionale di sempre. Al termine della messa, ha raggiunto il Santuario il Santo Patrono di Manoppello, san Pancrazio, venuto “a prendere” il Volto Santo, fermandosi in attesa sul sagrato. Un esempio seguito in passato anche da diversi paesi vicini, con intere comunità in processione al Volto Santo insieme ai loro santi patroni, a testimonianza dell’importanza che la devozione popolare attribuiva all’immagine di Cristo, prima ancora che studi e ricerche negli ultimi anni ne rivelassero l’unicità e l’autenticità, riconoscendola infine nella leggendaria Veronica (vera-ikon), per anni avvolta e forse protetta dall’oblio.

Poi il coro della basilica, diretta dal maestro Nicola Costantini, la banda, una doppia fila di bambini vestiti da angioletti e quindi il cardinale, insieme a p. Carmine Cucinelli, p. Paolo Palombarini, e altri religiosi tra cui don Bonifacio (Ted) Lopez, sacerdote filippino della Diocesi di Roma, che precedono il Volto Santo, con a seguire il sindaco di Manoppello insieme ad altri sindaci dei comuni limitrofi, che indossano la fascia tricolore e quindi da lunga folla di partecipanti. Durante il percorso sono visibili i manifesti di saluto e benvenuto che il Comune ha fatto affiggere sui muri della cittadina.

Al termine della discesa i portatori del Volto Santo si fermano, facendo ruotare il trono sul quale è fissato l’ostensorio per la benedizione, un tempo diretta alle popolazioni e ai territori circostanti. Ma oggi il cardinale Tagle impartisce la sua benedizione sul mondo.

La processione poi riprende lentamente il suo percorso, tra canti, preghiere, pause di meditazione e suoni di banda. Avvicinandosi al paese iniziano vibranti e prolungati spari, il cosi detto “Saluto al Volto Santo”. La processione raggiunge il centro storico tra ali di folla, mentre dai balconi, sui quali sono esposte coperte lavorate a mano, piovono petali di fiori al passaggio del Volto Santo. All’inizio del corso principale, la processione si ferma all’inizio di corso Santarelli, per consentire il rientro della statua di San Pancrazio nell’omonima chiesa, salutato dall’applauso dei presenti.

Il Volto Santo riprende il cammino, raggiungendo la chiesa di San Nicola, dove sarà vegliato tutta la notte, per poi far rientro al santuario nella mattina successiva.

Incontro tante persone, tra cui lo scrittore Paul Badde, le studiose tedesche s. Blandina Paschalis Scloemer e sr. Petra-Maria Stainer. Mi fermo a salutare sr. Laura. Quando l’anziana suora mi vede si commuove, inizia a piangere. Era ed è legatissima al Volto Santo. E’ tornata a Manoppello per la festa, dopo che il suo convento della Alcantarine, adiacente alla chiesa di S. Nicola, è stato chiuso dal dicembre, scorso dopo oltre un secolo di vita.

Il sindaco, Giorgio De Luca, invita il cardinale nella sede del Comune, a poca distanza, per un saluto ufficiale alla presenza di altri amministratori. Lo seguono molte persone.

Nel corso di una intervista alla domanda su quali fossero state le sue prime impressioni provate nell’incontrare per la prima volta il Volto Santo, il cardinale Tagle ha confessato di possedere una riproduzione dell’immagine ricevuta in dono da parte dall’Ambasciatrice delle Filippine presso la Santa Sede, Mecedes A. Tuason. Ha poi aggiunto che entrando in chiesa e fermandomi in preghiera al primo banco vicino all’altare, si era sono “sentito accolto, raggiunto da uno sguardo di tenerezza da parte di quel Volto che parla, che vive e che non incute timore. Un volto di verità”.

Tornando alla conoscenza e al culto del Volto Santo, il cardinale non ha dimenticato di ricordare il ruolo rivestito da Daisy Neves, devota americana di origini filippine, che da alcuni è impegnata con straordinaria generosità e instancabile dedizione nella divulgazione della sacra immagine, con numerose iniziative, in vari paesi, tra cui Filippine, Canada, Usa, Italia, Libano. Scorrendo le pagine del volumetto “The Holy Face, from Manoppello to the world”, da me pubblicato lo scorso anno – Tagle ha voluto ringraziare dal Santuario del Volto Santo la signora Neves e la crescente rete di amici e religiosi, diffusa in vari paesi del mondo, insieme a quanti sono impegnati nel divulgare la conoscenza del Volto Santo. ”. Il cardinale è tornato ad approfondire alcuni aspetti specifici della teologia del Volto Santo nel corso di una intervista rilasciata a Vittoria Biancardi di TV2000.

Prima di lasciare Manoppello, il porporato ha ringraziato i cappuccini per la fraterna e calorosa accoglienza, affermando che per lui è stata una grazia celebrare la festa del Volto Santo alla presenza di tanti pellegrini, invitando infine a pregare – da Manoppello – per la pace in Siria e Venezuela e per le popolazioni che soffrono la fame in Africa.

Infine una piccola curiosità. In questi ultimi anni sono stati tanti i cardinali a visitare il Volto Santo, prima e dopo l’arrivo di Benedetto XVI, eppure Luis Antonio Tagle è il primo cardinale a presenziare la festa del Volto Santo, guidando e partecipando per intero all’intero percorso della processione, che misura oltre due chilometri. Per registrare la presenza di un cardinale alla festa del Volto Santo bisogna andare indietro nel tempo, al 18 maggio 1947, quando a Manoppello giunse a Manoppello il cardinale Benedetto Aloisi Masella, per benedire il nuovo prezioso reliquario che la popolazione e gli emigranti vollero realizzare in ringraziamento al Volto Santo per essere stati risparmiati dalle distruzioni della guerra. In quell’occasione, il cardinale prese parte alla processione, limitatamente alla parte finale, percorrendo soltanto un centinaio di metri.

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Link: copertina_volto santoprove aprile 2016

MilleVoci 2017 si sono appena concluse ad Aprilia le registrazioni del format TV

 

18274965_1862523883773156_7599281070415473821_n”Mille Voci” è un format televisivo di intrattenimento musicale nato dall’idea dell’inossidabile ed eclettico Gianni Turco. In onda a livello nazionale su oltre 300 TV locali , fortemente voluto senza scopo di lucro e senza pubblicità per questa nuova edizione 2017 si è completamente ampliato ed arricchito. Le scorse edizioni hanno visto cantanti e uomini dello spettacolo di fama internazionale esibirsi sul palco di ”Mille Voci”. Infatti artisti del calibro di Bobby Solo,Amedeo Minghi,I Cugini di campagna,Dino ,I Vianella,I Romans ,I Jalisse ,Don Backy e moltissimi altri si sono esibiti nelle scorse edizioni insieme ,ed è anche questa la chiave del successo del programma, a molti bravi artisti emergenti . Quest’anno ”MilleVoci 2017” è stata registrata al dancing ‘Satiricon’ di Aprilia e andrà in onda da Giugno su oltre 300 TV locali a copertura Nazionale sia su Sky che all’estero. Infatti Mille voci andrà in onda anche in Giappone ,Stati Uniti e Brasile dove si sono da poco termite le registrazioni di alcune puntate con anche li personaggi noti in tutto il mondo Ângelo Maximo, Jerry Adriani, Luis Vagner, Deny, Sergio Reis, Waldireni, Nilton César, Yara Coelho, Gruppo Sunday, Luíz Américo, Mauricio Gasperini. A condurre questa edizione ci saranno :le bellissime e bravissime Giò Di Sarno e Stefania Cento ed il menestrello della canzone d’autore Gianni Drudi. Turco ci ha comunque assicurato che non mancheranno le sorprese tra nomi noti e cantanti emergenti anche giovanissimi ma con un grande talento. MilleVoci è distribuito gratuitamente alle Tv che ne fanno richiesta ed è diffuso su tutto il territorio italiano. L’elenco tv è lo trovate direttamente sul sito. Via satellite invece è diffuso sul canale Sky 879 di Viva Italia Channel, per la copertura europea e Paesi limitrofi, Stati Uniti, e Canada. Turco tiene a specificare che MilleVoci non è un concorso, come qualcuno erroneamente capisce, ma un vero e proprio spettacolo d’intrattenimento musicale, una vetrina canora a livello nazionale ed internazionale. Non ci sono costi d’iscrizione e non serve far spendere soldi per girare l’Italia intera per le audizioni, basta inviare un provino via mail. Seguite questo programma e questa edizione sarà ancora più ricca ed interessante di sempre.

Quest’anno ci sarà un’altra novità per MilleVoci . Infatti MilleVoci talent si rivolgerà ai giovani emergenti che hanno voglia di esprimere il loro talento davanti alle telecamere. MilleVoci talent si svolgerà ad ottobre troverete tute le info sul sito di MilleVoci.
Gianni Turco ha sempre pensato agli emergenti e molti grazie a lui si sono fatti conoscere ben al di là dei confini nazionali.

Canzoni Buone Come il Pane presenta el lanzamiento mundial del nuevo single del cantante italiano Marco Nodari “ Solo Pido Verdad ”

 

SoloPidoVerdad TAPA

Comunicado de Prensa

Canzoni Buone Come il Pane presenta el lanzamiento mundial del nuevo single del cantante italiano Marco Nodari “Sólo Pido Verdad”

Video: Solo Pido Verdad

https://www.youtube.com/watch?v=aHrOGflrsAI&feature=youtu.be

https://play.spotify.com/album/7cph1Lv3BvmFhx0V9o65qJ Temas en Spotify

Canal Youtube: https://www.youtube.com/channel/UCKLmW9vQpB_Ah5fd9qp7YEw/videos 

Twitter: @marconodari

Por informaciones y shows: gpnoda@gmail.com

 

Marco Nodari, la nueva Voz de Italia

La pasión por la música de Marco Nodari comienza a los 6 años con el estudio de la guitarra y posteriormente del piano. En estos años nacen los ensayos de construcción y composición de sus primeras canciones. A la edad de quince años comienza a tocar en los primeros grupos realizando conciertos en la provincia de Mantua y en varias regiones de Italia como músico y compositor.

A los veinte años, es seleccionado en la prestigiosa escuela CET fundada por Mogol (el más importante letrista de Italia) y posteriormente aceptado en el curso de composición. Egresado con brillantes resultados, se le propone permanecer en la escuela como asistente de los cursos y de varios profesores: Mango, Lucio Dalla, Cheope (autor de la cantante Laura Pausini) Stelvio Cipriani para la música de cine, Ornella Vanoni, Gianni Bella, Mario Lavezzi y muchos otros.

Mientras tanto, con Mogol se instaura una relación de confianza profesional cada vez más fuerte; Marco participa con el maestro en muchos eventos nacionales como músico, artista y compositor, presentando los grandes éxitos de Mogol y las propias canciones.

Canta en los partidos de la “Nazionale Cantanti”, participa en los programas de televisión RAI – Mediaset (en la sonorización de algunos famosos programas como “Ulises” de Alberto y Piero Angela y otros de tipo documental) y realiza conciertos con artistas como Mango, Umberto Tozzi, Marco Masini, entre otros.

Después de la experiencia de 8 años al lado de Mogol emprende el camino como productor de otros proyectos musicales: música para teatro, comerciales, música dance para el mercado extranjero, producción de discos para otros artistas, además de madurar su experiencia como compositor y artista. De ahí nace la idea de realizar su propio sello discográfico independiente: Discográfica y Editorial “Canzoni Buone Come il Pane” que se ocupa de la producción y distribución de música on line en todo el mundo.

El sello “Canzoni Buone Come il Pane” ha producido el primer álbum de Marco Nodari, Buonasera Signorina (editado en la Argentina por De Angel Feg y distribuido por Sony Music) un proyecto realizado e ideado por el mismo Nodari en colaboración con Bob Benozzo, destacado productor en el ámbito internacional nominado varias veces a los Grammy Awards de música latina y Cesare Chiodo, bajista y productor de Laura Pausini, Mina y Celentano.

Buonasera Signorina ve, finalmente, como protagónico la madurez artística y musical de Nodari. Canciones que desembocan en una fusión única y original entre baladas y versiones de clásicos de la música italiana. A la comunidad italiana en el mundo, de hecho, está dedicado este proyecto, que incluye algunos covers de clásicos italianos, canciones en español y canciones inéditas del autor.

“Bella Italiana”, tema que forma parte del disco, fué elegido por varios sitios web en Estados Unidos (ciaoamerica.net & others) para convertirse en la banda sonora oficial de Miss Italia América y, en America Latina, de Miss Italia Uruguay.

El primer single de difusión “Historia de una Historia” fué una de las canciones mas escuchadas en importantes radios latinoamericanas.

MARCO NODARI

presenta Una Mañana Especial

El nuevo trabajo discografico del cantante italiano Marco Nodari cuenta con temas que bien representan las múltiples facetas musicales de este extraordinario artista polifacético, que enamora con sus baladas románticas y hace bailar con sus temas movidizos y alegres.

El disco contiene canciones pop, pop-rock, hay un reagge y un homenaje a la Argentina, país que abrió sus puertas a este cantante que supo ganarse el cariño y la estima del público argentino.

El primer corte de difusión “Una mañana especial”, que le da nombre al álbum (online a partir de noviembre 2014), es un tema divertido y pegadizo en linea con “La Redonda”, canción dedicada a la nacional de fútbol argentina que sonó en muchísimas radios del país durante el Mundial 2014 y fué cortina de varios programas deportivos.

El video se rodó en Roma y alrededores y cuenta con la participación de la actriz italiana Eleonora Albrecht. Romper la rutina de lo cotidiano para regalar a la mujer amada una mañana especial, este el sueño de muchos en las palabras de Nodari, que quiere ofrecer, con su música, un momento especial a todo su querido público.

Los músicos que contribuyeron a la realización del álbum son amigos de Nodari e importantes figuras a nivel nacional e internacional: Cesare Chiodo (bajista, productor y autor de Laura Pausini, Adriano Celentano, Mina y otros); Valter Vincenti (guitarra), Giulio Proietti (bateria) e Sandro Rosati (bajo) colaboran con Nodari desde hace años en distintos proyectos musicales y tocan con importantes cantantes italianos como Umberto Tozzi, Ornella Vanoni, Loredana Bertè etc.; Andrea “Cucchia” Innesto (en los temas “Sé” y “Bella mia”) es uno de los mejores saxofonista de la música italiana y músico historico del ícono del rock italiano, Vasco Rossi.

La grabación, el mixaje y el mastering han sido realizados en el Mulino Recording Studio con el reconocido ingeniero de sonido Francesco Luzzi que trabajó con figuras internacionales como Sergio Dalma, Laura Pausini, Eros Ramazzotti, Toquinho, Sin Banderas, entre otros.

Otros temas presentes del disco han sido masterizados en los famosos estudios Abbey Road de Londres.El sound del álbum refleja por lo tanto, no sólo lo mejor de la cultura musical italiana sino tiene el aire interacional que pone a Marco Nodari entre los grandes artistas de la música mundial.

En la actualidad el corte de difusión “Una mañana especial” es cortina de mas de 90 programas de radio en la Argentina y en otros países de latinoamerica y Estados Unidos. El tema es cortina también del programa de Mario Pereyra “Juntos” en Cadena 3 de Cordoba. Otros temas del album están en programación en otras importantes radios nacionales como La100, Radio Continental, etc.

http://www.cadena3.com/contenido/2015/06/26/Cadena-3-tuvo-una-manana-especial-con-Marco-Nodari-147659.asp

“Marco Nodari, el músico que le pone el corazón a su segunda patria” FOX SPORT

Nodari, una música con sabor genuinamente italiano” EL DIARIO de Santa Fé

“La elegancia de su voz, el sonido y los arreglos destacan la madurez artística y musical de Nodari” LA CUERDA PLANETARIA

“Marco Nodari, un artista con un tinte único” PLANETA Santa Fé

“El cantante Marco Nodari, una figura de marcada ascendencia en la musica” Diario CRONICA

“El cantante italiano suena fuerte con su hit mundialista” Diario POPULAR

https://play.spotify.com/album/7cph1Lv3BvmFhx0V9o65qJ

Twitter: @marconodari

Por información escribir a:

gpnoda@gmail.com

https://www.youtube.com/watch?v=_2G9nHeVWUM