Archivo por meses: julio 2017

Un nuova singolo per il cantante friulano Angelo Seretti

 

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E’ uscito infatti in questi giorni ”Sway remix 2017”. Dopo i successi ottenuti negli anni scorsi,Angelo Seretti che canta in 5 lingue è stato infatti in classifica radio nazionale per ben due anni di seguito. Anzi è anche riuscito ad entrare nelle classifiche radio di diverse emettenti anche in Europa.Sono seguite numerose apparizioni televisive insieme ad altri nomi importanti del panorama musicale internazionale quali: Bobby Solo,Amedeo Minghi,I cugini di campagna e molti altri.Ha anche duettato con la star della italodisco George Aaron nella canzone ”Let it be me” che è stata trasmessa anche negli Stati Uniti ed in Messico.

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Un bel risultato ottenuto con tanta passione e costanza.

Ora,Angelo Seretti ha appena lanciato il suo nuovo singolo estivo ”Sway remix 2017”.

Il pezzo ,già in disponibile  su tutte le e store,che riprende un classico della musica swing. E’ stato riarragiato in chiave ”dance” dal famoso DJ producer Pierluigi Cerin di Sensorama TV. La registrazione della voce è invece stata curata da Master Studio di Massimo Passon uno dei più importanti studi del nord Italia.

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Su you tube è inoltre possible guardare il video.

Angelo Seretti che si esibisce spesso per cause benefiche è sempre in movimento e sta ora preparando un’album che sarà pubblicato tra qualche mese.Si parla anche di una collaborazione con un famoso artista più volte vincitore di Sanremo.

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Mesagne (Brindisi), Monastero Terzo Millennio, 3 agosto ore 20: tutte le declinazioni dell’Amore, con lo scrittore Mino Milani

 

Mino MILANI nel suo studio a Pavia

L’AMORE e le sue declinazioni nella FILOSOFIA, nella LETTERATURA, nella RELIGIONE, nella SCIENZA, nel GIORNALISMO e nel TEATRO

Monastero del 3° Millennio

Mesagne, dalle ore 20, in via Reali di Bulgaria

Affascinato dalla lettura dei romanzi di Joseph Conrad, Mino Milani – giornalista, storico e fumettista ha iniziato a scrivere libri, senza mai fermarsi. E’ il creatore del cowboy Tommy River, pubblicato a puntate sul “Corriere dei Piccoli” sul quale sono stati pubblicati i suoi primi racconti. Ha collaborato con alcuni dei più importanti disegnatori italiani tra cui Hugo Pratt, Milo Manara, Dino Battaglia, Sergio Toppi. Divenne famosa anche la sua rubrica “La realtà romanzesca” su La Domenica del Corriere. Scrittore prolifico, ha al suo attivo decine di romanzi oltre che una lunga serie di premi prestigiosi. Fantasma d’amore è uno dei suoi più letti. È il romanzo da cui nel 1981 nacque l’omonimo film diretto da Dino Risi ed interpretato da Romy Schneider e Marcello Mastroianni. Il romanzo è ambientato a Pavia, città dagli scorci misteriosi e dai labirinti di stradine che, avvolti dalla nebbia, sembrano set naturali per puntare la macchina da presa. Appassionato di storia, Milani ha scritto una biografia critica su Giuseppe Garibaldi, con prefazione di Giovanni Spadolini. “Casa Milani” – così appare su una targa – è il palazzo di inizio Novecento di fronte alla chiesa di San Pietro in Ciel d’Oro, a Pavia, dove è nato, vive e lavora. Infatti, Milani ha ottantanove anni e continua a lavorare. E’ prossima l’uscita di un romanzo d’avventura sulla prima nave italiana che fece il giro del mondo tra il 1866 e il 1868. Il mestiere dello scrittore per Milani è soprattutto metodo e disciplina, così come il giornalismo; è stato direttore del quotidiano “La Provincia Pavese”. Sveglia alle 6 per la colazione, e dalle 8,30 Milani scrive, fino ad un quarto d’ora prima di mezzogiorno; quindi pausa per un Martini dry che, a differenza di James Bond, beve liscio, senza ghiaccio, prima di pranzare in modo frugale, preferibilmente con un risotto. Altri segreti della vita di Mino Milani si conosceranno direttamente da lui, perché giovedì 3 agosto 2017 sarà l’Ospite d’Onore di una serata dedicata al tema dell’amore, declinato in vari modi che spaziano dalla filosofia alla letteratura, dalla religione alla scienza, dal giornalismo fino al teatro. La bella sede del “Monastero del 3° Millennio” vi aspetta dalle ore 20 di giovedì, in via Reali di Bulgaria, a Mesagne. Mino MILANI e il Ponte Coperto a Pavia

Mino MILANI all'ISBEM

Mimmo Spina, giornalista

Macerata Opera Festival, Sferisterio: Aida, 11 e 14 agosto, per i comuni del cratere sismico

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Lo Sferisterio per il territorio

L’11 e il 14 agosto il Comune e la Provincia di Macerata invitano i sindaci e i cittadini delle zone colpite dal terremoto per una serata di opera

Per scaricare le fotografie di Aida allo Sferisterio (2017)
https://www.dropbox.com/sh/linjlal761vqlyx/AACFOtT7ekipKps9CNbTIxJ1a?dl=0

Due serate all’insegna della solidarietà (11 e 14 agosto) per le popolazioni del maceratese colpite dal sisma: il Comune e la Provincia, in collaborazione con l’Associazione Arena Sferisterio e il sostegno dell’azienda Vemac, hanno deciso di accogliere in occasione dell’Aida al Macerata Opera Festival una rappresentanza di tutta la popolazione che lo scorso anno ha vissuto il dramma del terremoto, forti della convinzione che la musica e la cultura in genere sono alla base delle azioni per la ripresa delle attività quotidiane e per la ricostruzione.

Il Sindaco di Macerata, Romano Carancini, e il Presidente della Provincia di Macerata, Antonio Pettinari, attraverso i sindaci dei comuni del cratere, accoglieranno simbolicamente il territorio colpito dal terremoto allo Sferisterio per condividere la soddisfazione e l’orgoglio per i risultati dell’attuale stagione del Macerata Opera Festival, una manifestazione che pone le Marche al centro dell’interesse turistico e culturale internazionale sia durante le serate di spettacolo nel singolare e affascinante spazio dello Sferisterio, sia nelle numerose attività collaterali del Festival OFF.

“Saranno bellissimi momenti di condivisione fra le istituzioni, ma prima di tutto fra le persone – sottolinea il sindaco di Macerata Romano Carancini –. Vogliamo vivere insieme al territorio l’ultima notte del Macerata Opera Festival 2017, confidando che la paura dei mesi scorsi resti fuori dagli archi dello Sferisterio, per testimoniare quanto siamo uniti”.

“Con gli appuntamenti dell’11 e 14 agosto – dichiara il presidente della provincia Antonio Pettinari – vogliamo rafforzare il coinvolgimento di tutto il territorio in quella che è la manifestazione estiva per eccellenza del capoluogo, attraverso la quale lanciare un messaggio di speranza, che si unisce alla nostra volontà di ripartire. Le parole d’ordine sono: solidarietà, coesione e vicinanza”.

Saranno quindi due i momenti principali, concentrati significativamente alla fine del festival per un abbraccio conclusivo che possa segnare l’edizione 2017 del Festival.
La prima data è quella dell’11 agosto, per l’ormai consueta serata dei Sindaci del maceratese, che assume anor più un significato di coesione per il territorio dopo il terremoto dello scorso anno. A sostenere l’iniziativa è la società Atlantico, operante nel settore dell’energia rinnovabile e del risparmio energetico che, oltre a curare il progetto di riqualificazione dell’illuminazione pubblica di Macerata, ha deciso di partecipare alla 53° stagione operistica maceratese attraverso Art Bonus, dimostrando la sua vicinanze alle Marche.

La seconda è invece rivolta alle comunità residenti nella zona rossa della regione. La volontà del Comune e della Provincia, come anche del Festival, è quella di dedicare l’ultima serata di questa edizione 2017 ai cittadini terremotati come gesto di affetto e solidarietà. Saranno messi a disposizione circa 500 biglietti per lo spettacolo di Aida del 14 agosto in una quantità definita secondo la popolazione del comune (10 biglietti fino a 5.000 abitanti, 16 biglietti fino a 10.000 abitanti, 24 biglietti oltre i 10.000 abitanti).
Grazie al sostegno dell’azienda Vemac, i biglietti per questa causa sono totalmente gratuiti e sarà inoltre organizzato un servizio di navette ad hoc per coloro che prenderanno parte all’evento. Nata a Pescara nel 1976, Vemac è oggi leader in Abruzzo e Marche nella vendita di materiali per l’edilizia, con 10 magazzini e 4 showroom dedicati alle finiture, in particolare piastrelle, arredo bagno e infissi. Nel maggio 2017, Vemac è entrata a far parte del gruppo Eternedile, nato nel 1949, che è diventato in questo modo uno dei più importanti in Italia, grazie alla capillare distribuzione con 37 magazzini per l’edilizia e 11 showroom.

“La scelta di organizzare queste iniziative per il territorio nelle serate conclusive del Festival – precisa il sovrintendente Luciano Messi – rinnova il ruolo di catalizzatore dello Sferisterio, attorno al quale in questo caso si aggregano Atlantico e Vemac. È grazie all’impegno di questo partner che possiamo offrire questo contingente di biglietti omaggio alla popolazione del cratere. Siamo particolarmente soddisfatti che al segnale forte che lanciato dallo Sferisterio, fa sempre eco una risposta altrettanto forte di aziende e privati”.

“Quando il terremoto ha colpito questa terra – ricorda il direttore artistico Francesco Micheli – subito abbiamo cercato di capire cosa avremmo potuto fare. Oggi è bello constatare che in un anno cosi difficile il Macerata Opera Festival dimostra di godere di ottima salute e di essere il maggior momento di rinascita. Sono particolarmente felice che quel sto abbraccio collettivo coinciderà con Aida della quel curo la regia. Nella vicenda verdiana di questa ragazza etiope inconsapevolmente c’è il racconto di tanti uomini e donne, tante persone che nei mesi scorsi hanno dovuto lasciare forzatamente la propria terra, i propri borghi incantevoli per andare verso il mare, come Aida aveva lasciato la sua terra rigogliosa verso la sabbia del deserto egiziano. Nell’aria “O cieli azzurri” sembra che riecheggino i versi leopardiani e il paesaggio dei Sibillini. Richiamare i sindaci e i cittadini di questi paesi ci sembra una sorta di rito di riconciliazione tra noi e il territorio. Questo è il secolo che ci ha insegnato che non di soli beni materiali vive l’uomo e lo Sferisterio ci sembra un ottimo luogo dove poter trarre nutrimento per la nostra anima, così come dichiaravamo all’inizio di questo triennio operistico”

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Macerata, 29 luglio 2017

Anna Pisani
Responsabile UO Comunicazione – Web
tel. 0733 256236

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Da: “Floriana Tessitore” <ufficiostampa@sferisterio.it>
A: “anna pisani” <anna.pisani@comune.macerata.it>
Inviato: Sabato, 29 luglio 2017 17:02:46
Oggetto: Aida 11 e 14 agosto per i comuni del cratere

Lo Sferisterio per i comuni del cratere
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comunicato stampa

 

Lo Sferisterio per il territorio

L’11 e il 14 agosto il Comune e la Provincia di Macerata invitano i sindaci e i cittadini delle zone colpite dal terremoto per una serata di opera

Per scaricare le fotografie di Aida allo Sferisterio (2017)
https://www.dropbox.com/sh/linjlal761vqlyx/AACFOtT7ekipKps9CNbTIxJ1a?dl=0

Due serate all’insegna della solidarietà (11 e 14 agosto) per le popolazioni del maceratese colpite dal sisma: il Comune e la Provincia, in collaborazione con l’Associazione Arena Sferisterio e il sostegno dell’azienda Vemac, hanno deciso di accogliere in occasione dell’Aida al Macerata Opera Festival una rappresentanza di tutta la popolazione che lo scorso anno ha vissuto il dramma del terremoto, forti della convinzione che la musica e la cultura in genere sono alla base delle azioni per la ripresa delle attività quotidiane e per la ricostruzione.

Il Sindaco di Macerata, Romano Carancini, e il Presidente della Provincia di Macerata, Antonio Pettinari, attraverso i sindaci dei comuni del cratere, accoglieranno simbolicamente il territorio colpito dal terremoto allo Sferisterio per condividere la soddisfazione e l’orgoglio per i risultati dell’attuale stagione del Macerata Opera Festival, una manifestazione che pone le Marche al centro dell’interesse turistico e culturale internazionale sia durante le serate di spettacolo nel singolare e affascinante spazio dello Sferisterio, sia nelle numerose attività collaterali del Festival OFF.

“Saranno bellissimi momenti di condivisione fra le istituzioni, ma prima di tutto fra le persone – sottolinea il sindaco di Macerata Romano Carancini –. Vogliamo vivere insieme al territorio l’ultima notte del Macerata Opera Festival 2017, confidando che la paura dei mesi scorsi resti fuori dagli archi dello Sferisterio, per testimoniare quanto siamo uniti”.

“Con gli appuntamenti dell’11 e 14 agosto – dichiara il presidente della provincia Antonio Pettinari – vogliamo rafforzare il coinvolgimento di tutto il territorio in quella che è la manifestazione estiva per eccellenza del capoluogo, attraverso la quale lanciare un messaggio di speranza, che si unisce alla nostra volontà di ripartire. Le parole d’ordine sono: solidarietà, coesione e vicinanza”.

Saranno quindi due i momenti principali, concentrati significativamente alla fine del festival per un abbraccio conclusivo che possa segnare l’edizione 2017 del Festival.
La prima data è quella dell’11 agosto, per l’ormai consueta serata dei Sindaci del maceratese, che assume anor più un significato di coesione per il territorio dopo il terremoto dello scorso anno. A sostenere l’iniziativa è la società Atlantico, operante nel settore dell’energia rinnovabile e del risparmio energetico che, oltre a curare il progetto di riqualificazione dell’illuminazione pubblica di Macerata, ha deciso di partecipare alla 53° stagione operistica maceratese attraverso Art Bonus, dimostrando la sua vicinanze alle Marche.

La seconda è invece rivolta alle comunità residenti nella zona rossa della regione. La volontà del Comune e della Provincia, come anche del Festival, è quella di dedicare l’ultima serata di questa edizione 2017 ai cittadini terremotati come gesto di affetto e solidarietà. Saranno messi a disposizione circa 500 biglietti per lo spettacolo di Aida del 14 agosto in una quantità definita secondo la popolazione del comune (10 biglietti fino a 5.000 abitanti, 16 biglietti fino a 10.000 abitanti, 24 biglietti oltre i 10.000 abitanti).
Grazie al sostegno dell’azienda Vemac, i biglietti per questa causa sono totalmente gratuiti e sarà inoltre organizzato un servizio di navette ad hoc per coloro che prenderanno parte all’evento. Nata a Pescara nel 1976, Vemac è oggi leader in Abruzzo e Marche nella vendita di materiali per l’edilizia, con 10 magazzini e 4 showroom dedicati alle finiture, in particolare piastrelle, arredo bagno e infissi. Nel maggio 2017, Vemac è entrata a far parte del gruppo Eternedile, nato nel 1949, che è diventato in questo modo uno dei più importanti in Italia, grazie alla capillare distribuzione con 37 magazzini per l’edilizia e 11 showroom.

“La scelta di organizzare queste iniziative per il territorio nelle serate conclusive del Festival – precisa il sovrintendente Luciano Messi – rinnova il ruolo di catalizzatore dello Sferisterio, attorno al quale in questo caso si aggregano Atlantico e Vemac. È grazie all’impegno di questo partner che possiamo offrire questo contingente di biglietti omaggio alla popolazione del cratere. Siamo particolarmente soddisfatti che al segnale forte che lanciato dallo Sferisterio, fa sempre eco una risposta altrettanto forte di aziende e privati”.

“Quando il terremoto ha colpito questa terra – ricorda il direttore artistico Francesco Micheli – subito abbiamo cercato di capire cosa avremmo potuto fare. Oggi è bello constatare che in un anno cosi difficile il Macerata Opera Festival dimostra di godere di ottima salute e di essere il maggior momento di rinascita. Sono particolarmente felice che quel sto abbraccio collettivo coinciderà con Aida della quel curo la regia. Nella vicenda verdiana di questa ragazza etiope inconsapevolmente c’è il racconto di tanti uomini e donne, tante persone che nei mesi scorsi hanno dovuto lasciare forzatamente la propria terra, i propri borghi incantevoli per andare verso il mare, come Aida aveva lasciato la sua terra rigogliosa verso la sabbia del deserto egiziano. Nell’aria “O cieli azzurri” sembra che riecheggino i versi leopardiani e il paesaggio dei Sibillini. Richiamare i sindaci e i cittadini di questi paesi ci sembra una sorta di rito di riconciliazione tra noi e il territorio. Questo è il secolo che ci ha insegnato che non di soli beni materiali vive l’uomo e lo Sferisterio ci sembra un ottimo luogo dove poter trarre nutrimento per la nostra anima, così come dichiaravamo all’inizio di questo triennio operistico”

Macerata, 29 luglio 2017

Floriana Tessitore – Skill&Music | Responsabile Ufficio Stampa | +39 3387339981
Carlo Scheggia | Ufficio Stampa Istituzionale e locale | +39 3398775717
ufficiostampa@sferisterio.it
Associazione Arena Sferisterio – Teatro di Tradizione | Via S. Maria della Porta, 65 – 62100 Macerata
info@sferisterio.it | www.sferisterio.it | tel. +39 0733261334-5 | fax +39 0733261499

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Barbara Alberti vince il Premio internazionale Lettera d’Amore, la serata di gala del premio l’8 Agosto

 

BARBARA ALBERTI

BARBARA ALBERTI VINCE LA XVII EDIZIONE DEL PREMIO LETTERA D’AMORE

PER LA PRIMA VOLTA IN ABRUZZO I BHANGRA BOYS

Gabriel, tu avevi 29 anni, io 19. Era il 1987. Ci incontrammo a un convegno di poesia sulle Alpi Marittime. Io venivo da Roma, tu da Nantes. Eri piccolo e brutto come Picasso, ma con una testa da torero”, inizia così la lettera con cui Barbara Alberti ha vinto la XVII Edizione del Premio Lettera d’Amore, a cui anche quest’anno hanno partecipato scrittori da ogni regione d’Italia e anche dall’estero, dalla Francia, dal Belgio, dal Canada. La cerimonia di premiazione si terrà martedì 8 agosto alle 20 e 30, con la straordinaria presenza, per la prima volta in Abruzzo, della compagine di danza orientale dei “Bhangra Boys”, comparsa in diversi film di Bollywood. In questa danza, molto gioiosa e festosa, i residenti del Punjab indiano esprimono l’amore per la loro terra. Ad introdurre la compagnia sarà il Presidente dell’Associazione “Vivere con Gioia” Michele Meomartino.

La manifestazione, patrocinata dall’Amministrazione Comunale di Torrevecchia Teatina, presieduta dal Sindaco Katja Baboro, organizzata dal Museo della Lettera d’Amore, sarà presentata da Massimiliano Elia e Kristine Rapino, giovani attori e scrittori. Sarà ospite Franca Minnucci, che parlerà della sua ultima curatela, riguardante la raccolta delle lettere di Gabriele D’Annunzio a Luisa De Benedictis, la madre. La giuria presieduta da Vito Moretti e composta da Massimo Pamio e Massimo Pasqualone si è espressa favorevolmente sulla qualità dei testi in gara. Vincitrice del primo premio è risultata Barbara Alberti, che ha preceduto al secondo posto ex aequo Laura D’Angelo e Michela Bresciani, al terzo Therry Ferrari. La giuria ha voluto assegnare un premio speciale a testi che si sono distinti per la particolare qualità letteraria e per l’originalità, i cui autori sono: Amalia Cavorso, Margherita Di Sipio, Katia Enzo, Fantino Mincone, Alessandra Nepa, Giuliano Petaccia. Sono stati considerati meritevoli di segnalazione: Daniela Basti, Liliana Capone, Benito Crea e Diana Mazzone, Andrea Del Coco, Giorgio De Luca, Sabatino De Sanctis, Gabriele Di Giorgio, Rosanna Di Iorio, Antonio Di Marino, Vincenzina Di Muzio, Silvana Marrone, Paolo Miscia, Lelia Ranalletta, Aissa Sow, Alice Valente. Riceveranno inoltre un riconoscimento tutti gli studenti delle scuole partecipanti: gli alunni della III F delle Scuole “Chiarini-De Lollis” (Insegnante Monica Ferri), gli alunni della II A delle Scuole “Vicentini-Della Porta” (Insegnante Lorella Di Renzo), gli alunni della I E delle Scuole “Chiarini-De Lollis” (Insegnante Monica Ferri), gli alunni della IV B della Scuola Primaria di Torrevecchia Teatina – Istituto Statale Comprensivo di Ripa Teatina (Insegnante Concetta De Francesco). Barbara Alberti è nata in Umbria e vive a Roma, dove si è laureata in filosofia. È scrittrice, giornalista e sceneggiatrice, autrice di romanzi, saggi e biografie fantastiche. Impegnata anche in ambito cinematografico, ha firmato le sceneggiature di pellicole quali Il portiere di notte (1974) per la regia di Liliana Cavani, e Melissa P (2005) diretto da Luca Guadagnino. Tra i suoi romanzi e saggi, ricordiamo il picaresco Memorie malvage (1976), il meditativo Vangelo secondo Maria (1979), prove venate di umorismo e provocazione come Il signore è servito (1983), Povera bambina (1988), Parliamo d’amore (1989), Delirio e Gianna Nannini da Siena, entrambe del 1991, e Il promesso sposo (1994), un gustoso profilo dedicato al critico d’arte Vittorio Sgarbi e presentato sotto le spoglie di un’autobiografia “mancata”. Di genere umoristico è La donna è un animale stravagante davvero: ottanta ritratti ingiusti e capricciosi (1998), nel quale la Alberti ha rappresentato un Don Giovanni immaginario con accanto alcune figure femminili note della sua generazione. Nel 2003 ha pubblicato Gelosa di Majakovskij, romanzo ispirato dalla vita del celebre poeta (per il quale, nello stesso anno, ha ricevuto il Premio Alghero Donna, e Il principe volante, in cui ha raccontato con malizia e amorevolezza la vita di Antoine de Saint-Exupéry, mentre nel 2006 il libro di racconti Il ritorno dei mariti.

BHANGRA BOYS

Farindola – La cuccumella della speranza

 

 

inaugurazione

FARINDOLA ACCOMPAGNA CON SPERANZA L’IMPRESA DEI RAGAZZI DI RIGOPIANO

Inaugurata la “Cuccumella”, struttura turistica realizzata con il sostegno della CEI e la solidarietà di una intera comunità

Antonio Bini

A Napoli per Cuccumella si intendeva la tradizionale caffettiera in alluminio, in Etruria il termine indica il tumulo funerario etrusco, mentre in Abruzzo la parola identificava nel linguaggio popolare un’umile scodella. Ed é a quest’ultima accezione che riconduce la denominazione prescelta per la nuova struttura turistica inaugurata a Farindola, nel paese ancora sconvolto dalla tragedia di Rigopiano dello scorso mese di gennaio, che si è venuta ad aggiungere ai riflessi provocati dal terremoto e dal maltempo.

A dare vita all’impresa sette giovani di Farindola, già dipendenti del resort travolto dalla valanga, che hanno costituito la cooperativa TU.TE.VE (Turismo Terre Vestine), che comprende come partner tecnico anche il T.O. Wolftour di Penne.

La piccola struttura, con 12 posti letto e una sala ristorante-pizzeria, che può ospitare fino a 100 persone, alla quale si aggiunge un’area relax, sorge al di sopra dell’area nuova del paese, cresciuta disordinatamente negli ultimi anni. Un paradosso, considerato che il paese, che oggi conta 1500 abitanti ca., in sessant’anni ha perduto due terzi della popolazione. Ma la posizione della struttura, una sorta di terrazza panoramica, è tale da essere orientata soltanto verso il grandioso paesaggio del Gran Sasso d’Italia.

L’iniziativa è stata possibile grazie al sostegno economico della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), che ha permesso la ristrutturazione e l’adeguamento della struttura attraverso i fondi dell’8x mille.

Ho voluto raggiungere Farindola prima dell’inaugurazione per cogliere il clima dei preparativi e per cercare di comprendere lo spirito che anima questi giovani, sui quali, oltre al lavoro perduto, pesa il ricordo delle 29 vittime dell’Albergo ed in particolare dei 10 colleghi morti e dello stesso gestore, Roberto Del Rosso, che avevo conosciuto negli anni scorsi come appassionato sognatore dello sviluppo turistico del Gran Sasso. Alcuni di loro sarebbero dovuti essere lì quel tragico 18 gennaio, dando il cambio ai loro colleghi, se solo la neve l’avesse permesso.

Ho potuto facilmente riscontrare come i ragazzi – Paolo Misero, Grazia Colangeli, Alice Misero, Giovanni Nebbioso, Fiorella Costantini, Alice Misero e Alessandro Iezzi – fossero affettuosamente circondati da familiari, parenti e amici impegnati in una miriade di azioni di completamento, decoro e preparazione dei vari contorni legati alla inaugurazione. Percepisco come questa viva partecipazione si sia registrata anche nelle precedenti settimane, con interventi di recupero realizzati a tempo di record, che hanno permesso alla preesistente struttura di tornare a nuova vita. Parlando con Paolo Misero, presidente della Cooperativa, appena ventiquattrenne, ma già con cinque anni di esperienza maturata alle spalle a Rigopiano come addetto alla reception del centro benessere, colgo il senso di responsabilità di questa operazione, che rappresenta per lui e gli altri l’unica occasione per restare, non disperdendo, quel sorprendente patrimonio di professionalità sorprendente sviluppate nel resort, una struttura che nel corso degli anni era stata in grado di attrarre e ospitare personaggi di fama internazionale, come George Cloney, Giseppe Tornatore e altri, che anche per questo ha rappresentato una straordinaria “scuola” di formazione on the job per tanti giovani del territorio. Si percepisce che Paolo e gli altri giovani costituiscono un team legato da un mix fatto di amicizia e di un collaudato affiatamento professionale.

L’importanza materiale e simbolica dell’inaugurazione è testimoniata dalla partecipazione del segretario generale della CEI, monsignor Nunzio Galantino, che ha affermato come: «A differenza di qualche mese fa, le lacrime di stasera sono di speranza. La speranza di un gruppo di ragazzi che si ritrovano insieme, con il coraggio e la voglia di ricominciare.

Alla inaugurazione è intervenuto anche il direttore della Caritas italiana, don Francesco Soddu, che nel suo breve intervento come si sia voluto lasciar un segno “che però non deve restare chiuso in se stesso, ma deve diventare attrattore di altre risorse che nel territorio ci sono, le quali devono mettersi in moto».” Insomma, un invito a fare sistema, anche con altri paesi limitrofi.

Presente anche l’arcivescovo della Diocesi Pescara-Penne, Tommaso Valentinetti, che è stato vicino alla comunità vestina e parenti delle vittime e che ha ricordato i momenti di sofferenza e di dolore vissuti, “ma in essi non potevamo rimanervi prostrati. Dovevamo rimettere al centro la speranza.” A lui e a don Marco Pagnello, responsabile della Caritas di Pescara, si devono i proficui rapporti con la CEI e altre forme di assistenza.

Un invito a non dimenticare ma al tempo stesso una forte esortazione ad andare avanti, superando una sorta di angosciosa paralisi che ha avvolto il paese, dopo la situazione di emergenza del gennaio scorso, con il rischio concreto del suo abbandono da parte di molti dei suoi abitanti. Sotto questo aspetto, il mirato intervento della CEI si presenta in modo esemplare, non essendo in alcun modo assimilabile ad ordinari strumenti finanziari pubblici, cogliendo nel sostegno dato una occasione per una più ampia opportunità di rilancio sociale riguardante non già una cooperativa ma un’intera comunità. Non a caso nel suo intervento il giovane sindaco Ilario Lacchetta, ha parlato, senza retorica, di “giornata di sole, dopo tanto buio”.

Antonio Stroveglia (Wolftour), che vive nella vicina Penne, divenuto una sorte di fratello maggiore dei sette, mi conferma come dietro quest’impresa nelle ultime settimane si sia sorprendentemente mosso un intero paese.

Con piacere apprendo che dopo il terribile gennaio si è registrato il superamento della forte conflittualità che ha caratterizzato in passato i rapporti tra i principali esponenti delle due parti politiche che si contendono la guida dell’amministrazione cittadina. Oggi queste persone sono tornate a salutarsi e probabilmente a collaborare per cercare di salvare insieme il paese.

Si intuisce facilmente il clima positivo che si muove intorno a questi giovani. Ma tutto è vissuto con sobrietà. Una forma di rispetto per quanti hanno lasciato la vita in quella tragedia, la cui memoria accompagnerà ancora per molto tempo questa comunità.

Una solidarietà e una vicinanza al progetto che non sono certamente meno importante del sostegno economico. Il percorso rimane complicato da vari fattori, a cominciare dalla strada per Rigopiano, non ancora riaperta al traffico, che pure rappresenta uno snodo tra le province di Pescara, L’Aquila e Teramo, in particolare per gli escursionisti diretti a Campo Imperatore, a Castel del Monte, Calascio, Santo Stefano di Sessanio e quindi a Castelli. Ma oggi i presupposti per ripartire ci sono. Praticamente collaterale all’apertura della nuova è il ripristino della sagra del pregiato pecorino di Farindola (3-7 agosto), prodotto bandiera del territorio.

Concludo queste note ricordando l’appello della scrittricei Dacia Maraini sulle colonne del Corriere della Sera nei giorni successivi alla tragedia di Ricopiano: “Dobbiamo risalire” – scrisse – “ritrovare il piacere di fare progetti, di credere nel futuro, di rimboccarci le maniche e ricostruire un senso della comunità, che vinca l’eterno brontolio, l’eterno insultarsi e disprezzarsi a vicenda, l’eterno dire no alle cose e al mondo”. C’è da augurarsi che il progetto della “Cuccumella” (l’equivalente dialettale di piccola scodella o recipiente), pur con le sue specificità, possa ispirare altre piccole comunità in difficoltà.

La nostra chiacchierata si conclude con un forte paterno abbraccio a Paolo Misero, che troverà il coraggio necessario per guidare la nuova impresa.

Prima di lasciare Farindola, noto nella piazza del paese un manifesto che annuncia la celebrazione di una messa in memoria di Gabriele Z. deceduto qualche giorno prima, a 80 anni, in Canada. Manifesti del genere si incontrano frequentemente girando tra i paesi spopolati dell’Appennino, costituendo una sorta di estremo saluto rivolto alle comunità di origine da tanti emigrati nel mondo alla conclusione della loro vita terrena. Davanti a questo manifesto, non posso fare a meno di pensare che questa piccola e familiare “Cuccumella” rappresenti oggi un simbolo di speranza affinché Paolo e gli altri giovani restino per concorrere alla rinascita di Farindola, anche come esempio per altri paesi dell’Italia centrale.

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VISITA TUTTO IL MONDO CON L’ITALIA NEL CUORE – di Franco Presicci

 

46-New York, Wiccny

 

26 luglio 2017

VISITA TUTTO IL MONDO CON L’ITALIA NEL CUORE

Goffredo Palmerini incontra gli italiani che hanno dovuto lasciare il loro paese, raccoglie storie e le racconta con stile amabile nei suoi libri. Il più recente sta riscuotendo consensi ovunque, anche oltre confine.

di Franco Presicci *

 

MILANO – Ogni capitolo un incontro, un viaggio, un evento, una scoperta…I libri di Goffredo Palmerini, giornalista e scrittore, sono sempre ricchi di fatti. Li va a cercare dappertutto: a Boston, a New York, in Romania, in Friuli…, dovunque un nostro migrante abbia dimostrato il proprio talento. E nei luoghi in cui venga celebrata la propria terra: l’Abruzzo. Immagino che abbia sempre pronta una valigia. Al Westchester Cultural Center della Grande Mela sono o stanno per essere esposte le eccellenze del Molise e dell’Abruzzo: arte, cultura, gastronomia, tradizioni, artigianato…? Ci va per fare cronaca e commenti con il suo linguaggio limpido, attraente, con sincerità e senza enfasi, senza ridondanze. A “Casa Abruzzo”, in via Fiori Chiari a Milano, in zona Brera, si parla di Perdonanza e del messaggio universale di Celestino V? Goffredo ascolta, annota, medita e poi scrive pagine esaurienti. In questi giorni da One Group Edizioni è uscita la sua opera più recente: “L’Italia nel cuore” (sottotitolo: “Sensazioni, emozioni, racconti di viaggio”).

Un libro che si legge con molto piacere; che ti prende per mano e ti conduce in paesi vicini e lontani, dandoti l’impressione di occupare un posto fra il pubblico in una manifestazione artistica; in una cerimonia per la consegna di una medaglia; in una grande serata newyorchese dedicata al teatro italiano; o di assistere a un’intervista dell’autore ad un poeta, ad un capitano d’industria, ad un uomo politico… Ci sono anche pagine sulle invasioni che i forestierismi compiono nella nostra lingua: offese contro la bellezza, l’armonia di espressioni spesso onomatopeiche. Si dice “cult” per indicare ciò che, per esempio nell’agone artistico, riscuote uno speciale apprezzamento; “movida” per vita notturna; “training” per allenamento sportivo; “tour operator” per organizzatore di viaggio; “tout court”, “location”… Anche l’uomo comune usa “management” per le funzioni relative alla conduzione di una struttura aziendale. E’ “chic”. Oddio, non è meglio elegante? No, bisogna distinguersi. Il provincialismo incalza.

E pensare che i nostri connazionali all’estero – rileva Palmerini, che li conosce bene – difendono con tenacia, convinzione e passione l’idioma della madre patria, cercano di tenerlo vivo anche perché è un legame indissolubile con il luogo d’origine. Questa meditazione è scaturita da una rappresentazione teatrale promossa a Firenze dalla Società Dante Alighieri in collaborazione con la Compagnia Le Seggiole. Testo, “Sao ko kelle terre” (l’inizio della Carta di Capua del 960), di Marcello Lazzerini, giornalista Rai e scrittore, Una domanda era d’obbligo, e Goffredo al commediografo l’ha fatta: il motivo di quel titolo dato allo spettacolo? “E’ il certificato di nascita della nostra lingua, sancito in un atto giuridico, il Placito Capuano, in cui la frase è riportata per la prima volta non in latino ma in volgare…”. Idea splendida, realizzata con supporto di immagini, filmati, esecuzioni musicali e l’interpretazione di brani tra i più notevoli della letteratura italiana. Un purista come Goffredo Palmerini non poteva lasciarsi sfuggire l’avvenimento. Come non si è lasciato sfuggire il convegno dedicato al ricordo di due donne abruzzesi straordinarie: Maria Federici e Filomena Delli Castelli, componenti dell’Assemblea Costituente e poi della Camera dei Deputati.

Affacciano sulla Constitution Avenue a Washington i due edifici della National Gallery of Art. Il più antico inaugurato nel 1941, fu progettato dall’architetto americano John Russell Pope. Conosciuto come il Palazzo Federale, ha ingressi su ognuno dei quattro lati, mentre la facciata principale è stata modellata con una rotonda a colonne, a guisa del Pantheon. Ha l’aspetto d’un grande complesso neoclassico, imponente, raffinato nel suo rivestimento in marmo rosa del Tennessee. Il progettista ha dato molta importanza alla luce naturale…”. E’ in questo edificio che, nel 1936, Andrew Mellon, banchiere, uomo politico, già ambasciatore in Gran Bretagna, volle istituire la National Gallery of Art con la propria straordinaria collezione d’arte. Palmerini non si limita a descrivere l’aspetto architettonico e la storia di questo capolavoro e dell’altro ad esso collegato, ma racconta puntualmente l’attività che vi si svolge, tra cui la messa in scena, il 25 gennaio scorso, di uno eccezionale evento letterario, artistico, musicale attorno a uno degli episodi più drammatici della “Gerusalemme liberata” di Torquato Tasso. Più d’uno i capitoli che ne “L’Italia nel cuore” danno notizie del teatro italiano a New York e in altre zone del mondo.

Naturalmente Palmerini rende omaggio a Mario Fratti, che, trapiantato nella Grande Mela dal ’63, ha dominato come autore i palcoscenici più famosi nel mondo. Il suo “Nine”, “tra i più affermati ‘musical’ di Broadway e vincitore di 30 premi internazionali, è in scena in Brasile con una nuova produzione artistica diretta Charles Moeller e Claudio Bothelo, per la regia di Paulo Nogueira”. Il 24 novembre del ’14, Fratti è tornato all’Aquila, dove è nato, e nell’aula magna dell’Università, presso la facoltà di Scienze Umane, è stata letta e commentata la sua raccolta di poesie giovanili, “Volti”. Goffredo dunque è anche un cronista scrupoloso, preciso, attento al dettaglio. Toccanti le pagine sulla croce di Lampedusa. “Portatela ovunque”, aveva detto Papa Francesco benedicendola il 9 aprile dell’anno scorso in piazza San Pietro. E la Croce ha fatto il giro d’Italia, con tappa a L’Aquila, per prendere poi la via per Squinzano, nel Leccese. Un viaggio per sensibilizzare la gente all’accoglienza di chi fugge dalla fame, dall’orrore della guerra. Un “forte segno di testimonianza spirituale, di armonia tra fedi e culture diverse, di solidarietà umana…”. Ce n’è bisogno. La cecità va diffondendosi; il cinismo alza sempre più i toni.

L’Italia nel cuore” è un libro interessantissimo. Popolato di personaggi che danno o hanno dato lustro al nostro Paese. Non solo all’Abruzzo. Tra questi, Dan Fante, deceduto a 71 anni a Los Angeles il 23 novembre 2015. Secondogenito del grande John, era scrittore, drammaturgo, poeta consacrato. Dan amava profondamente l’Italia, soprattutto la sua regione. Più volte tornò a Torricella Peligna, per partecipare al Festival letterario dedicato al padre, i cui libri in Italia sono pubblicati da Einaudi. Dan era amico di Goffredo. Si conobbero a Los Angeles nel gennaio del 2005. “Ero andato con una delegazione guidata dal sindaco della mia città per una serie di incontri istituzionali e di iniziative culturali…”. All’estero Goffredo Palmerini viene ricevuto da direttori di giornali, governanti, intellettuali e anche da semplici immigrati, di cui raccoglie sconfitte e conquiste. A Little Italy, dove è di casa, una folla entusiasta assistette alla presentazione del suo libro “L’Italia dei sogni”.

Il console generale d’Italia a Buenos Aires, Giuseppe Scognamiglio (dal 2015 ambasciatore in Kuwait), gli ha rilasciato una lunga intervista; e sempre a Buenos Aires Goffredo ha incontrato il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura, Maria Mazza. I dialoghi li ritroviamo in questo libro, che è presentato da Luisa Prayer, concertista internazionale (esibizioni in Austria, Polonia, Germania, Olanda, Stati Uniti, Giappone…); e da Carla Rosati, già docente di lingua e cultura italiana all’Università per stranieri di Perugia. ”L’Italia nel cuore” è stata già protagonista in diverse sedi, ricevendo consensi unanimi. Nato nel ’48 a L’Aquila, di cui per anni è stato amministratore, vincitore di numerosi premi e riconoscimenti, Goffredo Palmerini segue le comunità italiane all’estero da molti anni. La sua attività pubblicistica è intensa. Ricordiamo “Le radici e le ali”; “L’Aquila nel mondo”; “Oltre Confine”; “L’altra Italia”; “Abruzzo gran riserva”; “L’Italia dei sogni”. E’ inoltre un eminente studioso di emigrazione e fa parte, anche come autore, del comitato scientifico internazionale del Dizionario enciclopedico delle Migrazioni italiane nel mondo. Dal 2015 è coordinatore dell’Osservatore regionale dell’emigrazione della Regione Abruzzo.

*giornalista e scrittore

Franco Presicci, giornalista e scrittore, è nato nel 1933 a Taranto. Milanese d’adozione, ha lavorato per un’intera carriera come cronista di nera al quotidiano “Il Giorno” di Milano. Giornalista professionista, Presicci è un’istituzione tra i cronisti della cronaca nera milanese. Ha attraversato tutte le stagioni della criminalità, dai tempi dei sequestri e delle bische, fino al terrorismo e alla mafia. Tra gli altri riconoscimenti, nel 2016 gli è stato tributato il Premio alla carriera dal Gruppo cronisti lombardi “per una vita al servizio dell’informazione e del giornalismo”.

cover - L'Italia nel cuore 61-franco presicci 52-Dan Fante con Goffredo Palmerini 41-Perdonanza a Milano 23-Paganica-Clarisse con Croce di Lampedusa 21-Sao ko kelle terre, sulla scena 15-National Gallery of Art-West Building 11-Pescara, convegno su Maria Federici e Filomena Delli Castelli 7-Fratti e Tusiani.3 5 - Javier Girotto, Davide Cavuti, Paolo Di Sabatino 2d - Boston 1n - New York

IN-HABIT, studio sul concetto di muro – L’Aquila, Cantieri dell’Immaginario, 26 luglio ore 21:30 presso Museo Nazionale d’Abruzzo (MUNDA)

 

 

L’AQUILA

26 LUGLIO

Munda- Museo Nazionale d’Abruzzo

IN-HABIT – 3° studio sul concetto di muro h. 21.30

a seguire- Piazzale antistante il MUNDA

SATURA…SI

Una serata interamente dedicata alla danza, e non solo. Perché ci consentirà di apprezzare da vicino l’arte di Gino Sabatini Odoardi, artista poliedrico, ma con solidi riferimenti all’arte concettuale. A proporla il GRUPPO e- MOTION, compagnia di danza contemporanea con sede a L’Aquila, unica realtà di produzione della danza in Abruzzo finanziata dal Ministero dei Beni delle Attività Culturali e del Turismo. Alle ore 21.30 in scena In-Habit, prodotto da GRUPPO e-Motion, per I Cantieri dell’Immaginario. Lo spettacolo nasce da un’idea di Francesca La Cava, coreografa e direttore artistico del GRUPPO e-Motion, che si sviluppa attraverso un’accurata indagine sul concetto di “muro”; sull’esigenza sempre più presente nell’essere umano di creare e crearsi barriere, difensive spesso, ma al contempo estranianti, escludenti. Da questa attitudine (habit, abitudine) umana di edificare “per lasciare tracce” come sosteneva W. Benjamin e dunque di “abitare” (Inhabit) segnando al contempo un confine con il mondo e le persone, si è sviluppato il senso di In-habit che corrisponde all’abitudine di abitare luoghi, spazi e corpi: un viaggio artistico multidisciplinare che contiene non solo diverse culture ma anche e soprattutto diversi e rigenerati sguardi dell’arte contemporanea (e nello specifico dell’arte concettuale) della musica e dell’arte performativa che interagiscono tra di loro dando vita ad un nuovo rapporto con lo spazio e i confini, i luoghi e il corpo, apertura percettiva al mondo, veicolo stesso dell’essere al mondo. La drammaturgia è di Anouscka Brodacz(docente di regia e drammaturgia all’Accademia Nazionale di danza) che ha accompagnato il percorso di ricerca dell’interprete;ideazione e installazione scenica di Gino Sabatini Odoardi, musica di Lorenzo e Federico Fiume (Resiliens). I costumi sono di Maria Grazia Cimini, il disegno luci di Michele Innocenzi e la coreografia e interpretazione di Francesca La Cava. Residenze: Spazio Matta progetto Corpografie e Florian Metateatro.

Lo spettacolo si sviluppa e si snoda attorno alla installazione scenica ideata e realizzata da Gino Sabatini Odoardi, che ha al suo attivo un nutrito curriculum di mostre importanti, personali e collettive. Si è diplomato al Liceo Artistico di Pescara e successivamente in Pittura all’Accademia di Belle Arti di L’Aquila discutendo una tesi in Estetica sulla fenomenologia del “Silenzio” con Massimo Carboni.

Tra i suoi 2incontri” più significativi Mauri e Carmelo Bene.

Nel 2010 è uscito il grande volume monografico che raccoglie gli ultimi 15 anni del suo lavoro e curato da Francesco Poli e Massimo Carboni nelle ed. Logos. Nel 2011 è invitato alla 54° Esposizione Internazionale d’Arte LA BIENNALE DI VENEZIA. Un artista a tutto campo, che il pubblico potrà apprezzare in occasione dello spettacolo, dove danza e installazione scenica si compenetrano.

All’interno del Munda, infatti, gli spettatori di troveranno avvolti da “Ventiquattro panneggi termoformati manualmente in polistirene bianchi che scendono dal soffitto appesi da altrettante corde nere”. Commenta Sabatini Odoardi. “E’ un lavoro che attraverso la metafora e la sublimazione della “piega” cerca di definire la sua incessante volontà di stratificarsi, produrre composizioni visive, rapporti aritmetici, “accordi”, che contribuiscono ad una diversa armonia(…)”.

In-Habit

Un happening “annodato” e “congelato” la cui narrazione è affidata alla danza di Francesca La Cava.

In_Habit 1 Gino sabatini Odoardi

A seguire, ma all’esterno del MUNDA, SATURA…SI. La narrazione di una società, quella odierna, completamente appiattita sulla tecnologia. Una tecnologia fatta di televisione, di smartphone, di social network che ci condiziona, che influenza i nostri rapporti e il nostro modo di agire, che ci omologa. Un lavoro coreografico fortemente esplicativo portato in scena con la giusta leggerezza, senza cadere in toni censori. Un invito, ironico e provocatorio, a prendere le distanze, anche solo per un momento, da tutto questo “essere hi-tech”, proprio come ci esortano gli stessi danzatori sul finale della coreografia “spegnendo” la loro performance.” (Simona Pucciarelli, Teatrionline).

Luca Castellano, Sara Pischedda, coreografia, danza e costumi; musica AAVV, Ivano Cugia luci

produzione ASMED – Balletto di Sardegna

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA PER IN- HABIT

TF. 3395838563

INGRESSO LIBERO PER SATURA…SI

Musicarte nel parco 2017

gabry

25 luglio 2017

MUSICARTE NEL PARCO 2017 – XXII Edizione
Pescara – Aurum Sala Flaiano – 24 Luglio/11 Settembre 2017

PESCARA – Ha preso il via ieri sera con un Galà di danza classica – suite “Cenerentola” di S. Prokofiev, coreografie di Ludovica Veronica Serafini, con la partecipazione di ballerini diplomati all’Accademia nazionale di danza di Roma – la XXII edizione di Musicarte nel Parco 2017, manifestazione ideata dalla musicista Maria Gabriella Castiglione, che ne cura la direzione artistica sin dall’esordio. Il Festival si avvale da anni del prestigioso riconoscimento della Presidenza della Repubblica. Un ricco cartellone di concerti ed eventi contrappunterà il Festival.  Tutti i concerti, con inizio alle 21:15, sono ad ingresso libero, con offerta simbolica di 2 euro. Così annota la direttrice artistica Maria Gabriella Castiglione, mutuando una riflessione di David Ackert.

Cantanti e Musicisti sono fra le persone più forti e coraggiose sulla faccia della terra. In un solo anno affrontano il rifiuto quotidiano da parte delle persone in misura maggiore di quello che gli altri vivono in un’intera vita. Ogni giorno affrontano la sfida finanziaria di vivere uno stile di vita freelance, la mancanza di rispetto della gente che pensa che dovrebbero trovarsi un lavoro vero, e la loro stessa paura di non lavorare più in futuro. Ogni giorno, devono ignorare la possibilità che la visione a cui hanno dedicato la propria vita sia un sogno irrealizzabile. Con ogni nota espongono se stessi, emotivamente e fisicamente, rischiando critiche e giudizi. Ogni anno che passa, molti di loro guardano come i loro coetanei raggiungono gli obiettivi di una vita normale – la macchina, la famiglia, la casa, i risparmi. Perché? Perché musicisti e cantanti sono disposti a dare la loro intera vita ad un solo momento, a quella melodia, a quella frase, a quell’accordo o a quell’interpretazione che toccherà l’anima del pubblico. Cantanti e Musicisti sono persone che hanno assaporato il succo della vita in quel momento cristallino in cui hanno fatto uscire il loro spirito creativo e hanno toccato il cuore di qualcun altro. In quell’istante erano più vicini alla magia, a Dio e alla perfezione di quanto chiunque altro avrebbe mai potuto. E nei loro cuori, sanno che dedicarsi a quel momento vale più di mille vite intere.”

MUSICARTE NEL PARCO 2017 XXII edizione – AURUM sala Flaiano – parco D’Avalos – Pescara

24 Luglio –lunedì Galà di danza classica

suite “Cenerentola” di S. Prokofiev – Coreografie: Ludovica Veronica Serafini

con la partecipazione di ballerini diplomati all’Accademia nazionale di danza di Roma

25 Luglio – martedì – I° parte: “Anima carioca duo” – presentazione cd

Mirco Bussi – clarinetto Fabio Selvini – chitarra

II° parte: Coro “Harmonia mundi” diretto dal M° E. Fusco – Voce Patrizia Starinieri

5 Agosto – sabato – Coro “Francesco Paolo Tosti” di Francavilla al Mare

diretto dal M° Loretta D’ Intino

6 Agosto – domenica – “Coro Colline Verdi Teatine” di S.Giuliano Teatino

diretto dal M° Giuliano Di Beradino fisarmonica: Diana Baboro, basso: Eugenio Surricchio

7 Agosto – lunedì – h19:“I giovani pianisti dell’associazione MusicArte

Concerto di musica classica e moderna per pianoforte

9 agosto – mercoledì – Recital di pianoforte – direzione Maria Gabriella Castiglione

10 Agosto – giovedì – “Teate clarinet ensemble

Rocco Masci,Mariano Aquilano,Ricky Orlando,Leontino Iezzi – clarinetti

22 Agosto – martedì – “Recital di fisarmoniche

Manuel Marcheggiani- fisarmonica Giuseppe Falco-fisa jazz,

Andrea Di Giacomo-fisa elettrica –direzione M°Renzo Ruggieri

28 Agosto – lunedì – Professione Danza di Michela Sartorelli presenta:

La Bayadere”- Musica di Ludwig Minkus

coreografie: Marius Petipa, Michela Sartorelli,Nicolò Noto

1 Settembre– venerdì – Spettacolo focloristico gruppo:Giuseppe Di Pasquale- proloco Pescara

5 settembre – martedì – “Suoni in…cantati” Coro “Incanto teatino” di

Torrevecchia Teatina diretto dal M° Anna Tilde D’Anastasio

pianoforte:Aurora Merciaro sax:Alessia Mincone Fisarmonica:Francesco Monaco

9 Settembre– sabato – “L’ECOLE de DANCE “ Accademia di danza di Chieti

presenta: “Les Sylphides” – musica di F. Chopin e II° parte “Omaggio a Franz Schubert

Coreografie: M. Fokine, Regina Salvatore,Cristina Squartecchia

10 Settembre – domenica – “Canti della nostra tradizione”

Le VOCI DELLE VILLE di Ortona” direttore: Rosanna Meletti

fisarmonica:Daniele Iacovella – Piano Mauro D’Alfonso voci Gioia Granata, Daniele Di Nunzio

11 Settembre – lunedì – Spettacolo di Teatro-Danza: “PINOCCHIO

regia Delia Montebello, aiuto regia: Lina Bortolazzi Dir.art: Rita Di Giovanni

a cura di “L’isola di Amantani” –associazione onlus e palestra “New Dragonda”

Direzione artistica : Maria Gabriella Castiglione

Tutti gli spettacoli avranno inizio alle ore 21.15 – ingresso offerta di euro 2

 

SOLISTI AQUILANI E VIAGGI VIRTUALI

 

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Ripensando e riascoltando Santa Maria Paganica

L’AQUILA

25 luglio

Palazzo Pica Alfieri

Galleria Marchesa Donna Evelina

ore 21.00

replica ore 22.30

Musica e architetture virtuali, “tenute” insieme dalla voce narrante di Paola Quattrini per uno degli appuntamenti clou dei Cantieri dell’Immaginario, proposto da I Solisti Aquilani: Pensando e riascoltando Santa Maria Paganica.

La tecnologia degli oculus rift, integrati con il software per la realtà virtuale IRISVR, consentirà un’esperienza immersiva che coinvolge in prima persona lo spettatore, facendolo muovere all’interno di uno dei monumenti simbolo della città.

La memoria di Santa Maria Paganica, saldamente ancorata alle origini religiose e culturali della città, prenderà forma attraverso la possibilità di penetrare “di nuovo” nell’antico sito, oggi ancora ferito dal terremoto di otto anni fa, con una tecnica innovativa di uso della realtà tridimensionale e virtuale, oggetto di ricerca di studiosi dell’Università dell’Aquila (ingegneri, informatici, archeologi e storici) e di archivisti. Sarà possibile entrare in punta di piedi dal portone d’ingresso della chiesa, accompagnati dalla musica, per attraversare la navata principale, e poi quelle laterali, sostare davanti alle cappelle, ai dipinti, le lapidi e il fonte battesimale, per poi spostarsi verso l’altare e il soffitto. Il tutto all’interno di Palazzo Pica Alfieri ( riaperto per l’occasione), in un affascinate, quanto inedito gioco di un palazzo virtuale dentro un palazzo in ricostruzione. Il prestigioso palazzo, ancora in parte cantiere, posto proprio nel Quarto omonimo della Chiesa, diventa lo spazio in cui le parole, la musica e le immagini tridimensionali della ricostruzione virtuale dell’interno della Chiesa di Santa Maria Paganica interagiscono, consentendo al pubblico di percepire un” luogo” oggi inesistente.

E questa splendida cornice rappresenterà la scenografia del concerto dei Solisti Aquilani Quartetto (Daniele Orlando e Federico Cardilli violini; Giulio Ferretti, violoncello; Ettore Maria Del Romano, basso continuo). In programma musiche di Gaetano Pugnani (Trio op. 1 n. 6 in do maggiore per due violini e basso); Luigi Boccherini (Trio op. 4 n. 6 in fa maggiore per due violini e violoncello- nell’edizione di Alessandro Mastropietro); Antonio Vivaldi (Sonata da camera a tre op. 1 n. 12 in re minore ‘La follia’ per due violini e basso) e ancora Gaetano Pugnani (Andante dal Trio op. 1 n. 6 in do maggiore per due violini e basso). Ad affiancare gli strumentisti dell’ensemble Nicola Marvulli, violino e Arianna Serafini, azione coreografica in video.
Lo spettacolo nasce da un progetto ideato e curato da Silvia Mantini, Stefano Boero, Giovanni De Gasperis, Alessio Cordisco, Piero Tognolatti e Alessia Di Stefano

NECESSARIA LA PRENOTAZIONEA A PARTIRE DAL 24 LUGLIO

TF. ASSOCIAZIONE I SOLISTI AQUILANI 0862-420369

Si ringraziano:

  • il maestro Fabrizio Pica Alfieri

  • don Stefano Rizzo, parroco di Santa Maria Paganica

  • l’impresa “Soc. Aldo Del Beato & C.”

– l’ingegnere Giacomo di Marco

Macerata, conferimento cittadinanza onoraria alla vice Presidente dell’Argentina, Gabriela Michetti

Consegna delle chiavi della città

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COMUNICATO STAMPA

LA VICE PRESIDENTE DELL’ARGENTINA MARTA GABRIELA MICHETTI CITTADINA ONORARIA DI MACERATA

Il sindaco Romano Carancini ha consegnato alla vice presidente le chiavi della città, che ha dato i natali ai suoi avi. In serata ha assistito alla prima della Turandot allo Sferisterio. La vice presidente Michetti “Questa giornata sarà uno dei più importanti ricordi della mia vita.”

MACERATA 21 luglio 2017 – La vice presidente dell’Argentina Marta Gabriela Michetti è cittadina onoraria di Macerata. A consegnare l’onorificenza, deliberata dal Consiglio comunale nei giorni scorsi, è stato il sindaco Romano Carancini e il Presidente del Consiglio comunale Luciano Pantanetti durante una cerimonia svoltasi venerdì 21 luglio nel cortile del Palazzo Municipale, alla presenza delle autorità regionali, locali e dei rappresentanti della varie istituzioni cittadine. Marta Gabriela Michetti origini maceratesi da parte della famiglia paterna, radici che l’alta carica dello Stato argentino non dimentica mai di ricordare, con orgoglio, nelle occasioni pubbliche e private.

Un conferimento – ha detto il presidente del Consiglio comunale Pantanetti aprendo la cerimonia – che vuole testimoniare pubblicamente l’onore che sente questa città di annoverare la vice presidente Marta Gabriela Michetti tra quei personaggi illustri che con la loro opera, il loro impegno, il loro spessore culturale e sociale, sono collegati, nella loro vita, alla comunità maceratese, apportando un significativo contributo a rendere la nostra città più conosciuta, più apprezzata e più amata in tutto il mondo. Credo che questa cittadinanza onoraria coroni il rapporto che da anni unisce Macerata all’Argentina – ha proseguito Pantanetti – grazie alla foltissima comunità di nostri concittadini molto integrata in quel Paese dell’America Latina, un rapporto antico, profondo, variegato, e possa rappresentare un ponte in grado di avvicinare maggiormente le nostre realtà e arricchire i rapporti a livello economico, sociale e culturale”. 

da sin Vice Presidente consiglio_ sindaco_ michetti_ presidente regione marche

Subito dopo ha preso la parola il sindaco Romano Carancini. «Il riconoscimento che oggi la Città di Macerata le conferisce, cara Vice Presidente – ha detto il sindaco –, vuole comunicare messaggi diversi e complementari: vuole innanzitutto essere una testimonianza di rispetto e un’assunzione di impegno verso l’Istituzione nelle sue cariche più alte e quindi verso chi, come Lei, sceglie di essere in prima linea e si assume la responsabilità di adempiere a importanti funzioni pubbliche per il bene di un intero Paese che, seppur dall’altra parte dell’oceano, ospita una folta comunità di italiani, molti dei quali di origini maceratesi, la cui provincia, non a caso, viene definita la più argentina d’Italia. Con questo conferimento, Macerata vuole farle una promessa, quella di avviare con forza e convinzione un percorso reciproco che possa aprire scenari di dialogo e permettere la costruzioni di ponti che possano essere attraversati in andata e in ritorno. Un percorso che Lei stessa ci ha invitato a intraprendere e che certamente consentirà alle nostre rispettive terre di dare e di ricevere, di scoprire e di accogliere».

Il sindaco, nel suo discorso, ha anche toccato il tema dell’internazionalizzazione, auspicando che, in un momento in cui i muri vanno superati e non eretti, «questo filo trasparente possa rafforzare anche il sistema delle Università e la rete di dialogo tra tutte quelle realtà che producono conoscenza, affinché possa tradursi in realtà la prospettiva di scambi di formazione e di interazioni volte allo sviluppo culturale e sociale dei nostri popoli. L’augurio è che si possano egualmente programmare azioni sinergiche che aiutino il reciproco sviluppo economico e che possano valorizzare le eccellenze e il valore delle arti e dei mestieri». 

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E’ stato anche toccato il tema Sferisterio e il sindaco ha espresso il desiderio «di portare un pezzo di Macerata al Teatro Coliseo di Buenos Aires, luogo dell’anima e gioiello di commistione culturale e artistica tra l’Italia e l’Argentina», individuando nella “Traviata” l’opera simbolo della nostra tradizione lirica.

A seguire la consegna della pergamena con la motivazione con cui il Consiglio comunale ha conferito la cittadinanza onoraria “Per l’affetto e l’attenzione che ha dimostrato nei confronti della città di Macerata e per aver rinsaldato e rinvigorito, con la sua vicinanza nei riguardi della nostra comunità, il sentimento di amicizia che lega indissolubilmente Macerata all’Argentina e ai tanti argentini che vantano origini maceratesi” e una chiave d’argento con lo stemma del Comune, un regalo simbolico per sottolineare che l’alta carica istituzionale argentina possa considerare Macerata come la sua casa. 

VPresiente Michetti

La vice presidente Marta Gabriela Michetti ammettendo la sua emozione ha detto: ”Non potete immaginare cosa significhi per me. Grazie mille per tutto quello che avete fatto affinché io potessi ricongiungermi alle mie radici. Questa giornata sarà uno dei più importanti ricordi della mia vita. L’ultima volta che sono venuta a Macerata avevo 14 anni e allora era impensabile che sarei tornata a Macerata come vice presidente del mio Paese. Mi piacerebbe tanto avere qui mio padre ma è affetto da una malattia che non gli consente più di viaggiare, una cosa che ha amato tantissimo e ha permesso a noi figli di girare in mondo. Voglio rendere omaggio a lui che è sempre stato orgoglioso di essere italiano, da otto generazioni. In Argentina siamo tantissimi italiani e tutti abbiamo la stessa passione che avete voi verso la vita. Grazie al mio amico Romano”.

A chiudere la cerimonia il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli che ha ricordato l’importanza che riveste il legame degli emigrati marchigiani in Argentina con il loro Paese d’origine e per sottolinearla ha ricordato che: “Venti anni è stata istituita la Giornata delle Marche proprio per celebrare il senso di appartenenza e di identità con questa regione. Si è creato un rapporto di vicinanza con chi è partito tanti anni fa dalla nostra terra e ritrovare le radici è una cosa importante. L’iniziativa del Comune di Macerata è molto bella e la speranza è che queste radici diano frutti. Quella di oggi è una giornata di festa straordinaria, Una giornata magica”.

Al termine della cerimonia, che è stata accompagnata dalle note degli inni argentino e italiano eseguiti dalla Birbanda Santacroce diretta dal M° Emiliano Bastari, è stato organizzato un momento conviviale nel cortile di Palazzo Conventati. La serata si è conclusa all’arena Sferisterio dove la vice presidente Marta Gabriela Michetti ha assistito alla Turandot dei registi Forte/Ricci per la 53^ stagione lirica del Macerata Opera Festival. Sabato 22 luglio replica la Michetti assisterà all’esordio in arena di Madama Butterfly diretta da Nicola Berloffa.

La vice presidente lascerà Macerata domenica per Pieve Torina, centro durante colpito dal terremoto dell’autunno scorso, dove incontrerà il sindaco Alessandro Gentilucci da lì poi il viaggio verso Roma.

Nelle foto: alcuni momenti della cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria alla vice presidente dell’Argentina Marta Gabriela Michetti