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REPORTAGE DAL CANADA: LE GIORNATE DI OTTAWA E MONTREAL – Gli incontri con la comunità italiana, il Forum sulle Culture del Mediterraneo, gli abruzzesi di vaglia

31 ottobre 2017

REPORTAGE DAL CANADA: LE GIORNATE DI OTTAWA E MONTREAL

Gli incontri con la comunità italiana, il Forum sulle Culture del Mediterraneo, gli abruzzesi di vaglia

di Goffredo Palmerini

L’AQUILA – Un magnifico pomeriggio di sole m’accoglie, dopo tre settimane all’estero, quando arrivo all’Aquila. Un’emozione profonda la vista della splendente facciata della Basilica di Santa Maria di Collemaggio, indorata dal tramonto. Abbiamo, noi aquilani, un rapporto intenso con questo luogo della nostra città, dove risiede tanta parte della memoria collettiva e della spiritualità che da secoli connota la vita della nostra comunità. Bastano solo cinque minuti di silenzio e contemplazione, davanti a tanta meraviglia di bellezza, per rientrare nella trama e nell’ordito della nostra storia quotidiana. Poi, però, occorre qualche giorno per riordinare sensazioni, emozioni e memoria per poter raccontare le giornate in Canada, seguite alla parte di missione svolta a New York, della quale già abbiamo dato conto. Erano 15 anni che non tornavo ad Ottawa. La prima volta fu nel dicembre 2001. Accompagnavo come rappresentante della Municipalità aquilana il Coro della Portella, famoso gruppo corale aquilano diretto da Vincenzo Vivio, in tournée nelle città di Hamilton, St. Catharines, Welland, Toronto, Ottawa e con uno sconfinamento negli States, a Buffalo. Anfitrioni di quell’indimenticabile tournée, un vero successo, furono Angelo Di Ianni, già direttore generale del distretto scolastico del Niagara ed esponente di punta della Federazione delle Associazioni Abruzzesi di Hamilton, e Nello Scipioni, presidente del Centro Abruzzese Canadese di Ottawa, all’epoca direttore generale del sindacato Liuna per l’area orientale del Canada e Stati Uniti. Poi l’anno seguente vi tornai in visita privata. Poi ancora sarebbe dovuto accadere nell’aprile 2004, con una missione ad Ottawa delle istituzioni cinematografiche aquilane (Accademia dell’Immagine e Lanterna Magica) e del sindaco dell’Aquila, ospiti d’onore dell’American Association for Italian Studies (Aais) – l’associazione dei professori di italiano nelle università delle Americhe – che teneva nella capitale canadese l’annuale meeting. Missione purtroppo annullata per l’improvviso sciopero dei dipendenti della nostra compagnia di bandiera che ci lasciarono a terra il giorno stesso della partenza.

Lunedì 16 ottobre 2017. Ci torno ora, con un tranquillo volo Delta da New York che atterra in perfetto orario a Montreal. Questa volta il motivo della mia missione sta nella partecipazione al Forum sulle Culture del Mediterraneo, organizzato presso l’Università di Ottawa dal prof. Franco Ricci, docente di Lingua e Letteratura italiana nella Facoltà delle Arti di quell’ateneo e Presidente emerito a vita dell’Aais. All’aeroporto Trudeau mi aspettano proprio Nello Scipioni e Franco Ricci. Una lunga e forte amicizia ci lega. Il cielo di Montreal è plumbeo, pioviggina e l’aria è quasi gelida. Mentre prendiamo l’autostrada per Ottawa mi fa quasi impressione questo sterminato cielo scuro, che incombe su una sterminata distesa di boschi, tutta piana, senza alcun rilievo o collina. Conosco la geografia di questo straordinario Paese, grande 30 volte l’Italia, dove ogni dimensione – pianure, fiumi, laghi – è moltiplicata a potenza. E tuttavia la ridotta scala delle grandezze del nostro Abruzzo ci è così cara da accompagnarci ovunque, e gli orizzonti privi di sagome di monti, che contornino una dimensione descrivibile dall’aurora al tramonto, ci impressionano. Il viaggio scorre sereno, velocità di crociera 100 chilometri orari come di regola qui in Canada. Due ore e poco più per raggiungere Ottawa, sfilando tra due quinte di verde e alberi d’alto fusto. Eccola la capitale del Canada, nella provincia dell’Ontario, di molto cresciuta nell’ultimi anni fino al milione d’abitanti. Una città con molto verde, attraversata nel suo territorio da tre fiumi: l’Ottawa imponente, che per un tratto marca il confine con la provincia francofona del Quebec, il Rideau e il Gatineau. Un’ottima cena abruzzese ci attende in casa Scipioni. Maria, la moglie di Nello, come me di Paganica, cucina davvero divinamente.

Martedì 17 ottobre. Con Franco Ricci, alle 11, si va al 90 di Spark Street. A poca distanza dal Parlamento e dal Palazzo del Primo Ministro, nel moderno edificio di vetro brunito ha sede il Ministero della Giustizia e due delle quattro Corti federali del Canada. Là ci aspetta Luciano Bentenuto. Figlio di emigrati abruzzesi di Torre de’ Passeri, in provincia di Pescara, 54 anni, Luciano è nato e vissuto a Montreal, ma da tre anni risiede a Ottawa, da quando è diventato direttore generale dei Servizi di sicurezza di tutte le Corti federali della Magistratura canadese, nella capitale e nelle 10 Province e 3 Territori che formano il Paese. Per molti anni nell’Intelligence, con ruoli di elevata responsabilità, Luciano Bentenuto ha condotto operazioni difficili e delicate in tutti gli scacchieri del mondo, con eccezionali risutati. Attualmente le incombenze sono svolte – di solito – sul territorio nazionale, dunque egli ha potuto seguire anche la vita di comunità come presidente della Federazione Nazionale degli Italiani in Canada, carica lasciata da poco per altri impegni di servizio, che spesso sfociano in iniziative di solidarietà. Molto presente nelle attività del Centro Abruzzese Canadese, Luciano ha un carattere fortemente positivo e ottimista. L’ho conosciuto due anni fa in Abruzzo, siamo diventati amici. Con doti di grande ironia, per simpatia ed efficienza fa il paio con Nello Scipioni. Oggi ci aspetta. Ci accoglie nel suo ufficio, dopo che un collaboratore ci ha fatto passare le forche caudine di strettissimi controlli. E’ una gran festa. Ci raccontiamo le cose, dell’Abruzzo e del suo lavoro, che lo vede al vertice dell’amministrazione, suoi referenti il Ministro e Sottosegretari alla Giustizia. Ha un rapporto di grande cordialità con i Giudici e con tutti i suoi dipendenti. Abbiamo modo di vedere e capire la complessa organizzazione della sicurezza in quel luogo tanto sensibile, dove hanno sede due Corti federali, altre due sono nel Palazzo della Corte Suprema del Canada. Una visita molto istruttiva. Consegno a Luciano una copia del mio ultimo libro “L’Italia nel cuore”, lui mi dona una sua pubblicazione sulla legalità, scritta per i ragazzi e diffusa nelle scuole dove spesso va a parlare dell’argomento. Alle 15:30 siamo in Ambasciata. Ci riceve l’Ambasciatore d’Italia Claudio Taffuri. Lo saluto e lo ringrazio per la cortesia d’accoglierci. Gli parlo della mia visita e degli impegni ad Ottawa, della mia attività verso le comunità italiane nel mondo, anche giornalistica attraverso la stampa italiana all’estero. Il prof. Ricci gli espone il programma del Forum sulle Culture del Mediterraneo, due anni fa tenutosi a Sulmona e prossimamente in Egitto. Molto interessato alle iniziative culturali, il dr. Taffuri, da pochi mesi a Ottawa, offre il suo sostegno alle proposte culturali che per sommi capi Ricci gli espone. Un’ora di colloquio, in grande cordialità. Con Franco Ricci facciamo un bel giro in città, per goderne i magnifici scorci e il cuore del centro storico, lungo il quale si snodano Chateau Laurier, il Parlamento, gli altri palazzi d’epoca destinati alle Istituzioni, la Corte Suprema. Affacciano tutti sulla riva del fiume Ottawa, mentre sull’altra c’è la città di Gatineau, in Quebec. Facciamo un rapido passaggio a Preston Street, la Little Italy nella capitale canadese, per raccontarci la stori della prima emigrazione italiana. A casa Ricci saluto Hoda, appena rientrata dal suo lavoro. Hoda, la moglie di Franco, è medico. Dal Libano è giunta in Canada quando aveva 12 anni. Ricercatrice insigne, svolge funzioni rilevanti nel Ministero della Salute canadese nel campo della certificazione e del controllo dei farmaci. Suoi studi e ricerche sulle cellule staminali del miocardio, risalenti al 1992, stanno ora aprendo nuove prospettive nella prevenzione e nella cura delle patologie cardiocircolatorie.

Mercoledì 18 ottobre. Franco Ricci mi fa da guida all’Università di Ottawa, ateneo con 70mila studenti, frequentato anche da molti stranieri. Belle architetture, d’inizio novecento e modernissime, nella città universitaria. A mezzogiorno si va a Casa Abruzzo, struttura di proprietà del Centro Abruzzese Canadese, l’unico sodalizio regionale nella capitale canadese ad avere una sede di proprietà. Tenaci e determinati questi Abruzzesi. Negli anni scorsi, richiamato alla presidenza Nello Scipioni, si sono realizzati molti lavori di miglioria sull’immobile, situato in Gladstone Avenue, praticamente in centro città. Materiali a prezzo di costo e manodopera gratuita, a testimonianza della stima di cui gode la dirigenza del club e del prestigio che Scipioni vanta in città. Nello è uno straordinario manager e un tornado d’allegria. La comunità italiana di Ottawa lo ha eletto qualche mese fa Uomo dell’Anno 2017, un riconoscimento che premia i meriti in seno agli italiani residenti nell’area della capitale canadese. Casa Abruzzo, comprata a suo tempo dal Centro Abruzzese Canadese, vale almeno dieci volte tanto. Recentemente ha ricevuto proposte d’acquisto per oltre un milione di dollari. Oggi il club è frequentato dalle prime ore della mattina fino a tarda sera. Molte le prenotazioni a pranzo e cena, perché la cucina è di ottima qualità. Ne abbiamo subito una prova, a riscontro della fama. Nel primo pomeriggio mi reco all’Italian Canadian Community Center, dove tra l’altro hanno sede il settimanale L’Ora di Ottawa, il mensile Il Postino, network di cui è editore l’abruzzese Angelo Filoso e direttore responsabile Antonio Giannetti, entrambi figure di spicco nella comunità italiana. Il network ha anche una Radio, per la quale rilascio un’intervista che a breve inaugurerà l’avvio delle trasmissioni. A sera, alle 7, il presidente del Centro Abruzzese Canadese ha chiamato a raccolta tutti i dirigenti del club, i dirigenti delle associazioni e gli esponenti della comunità abruzzese. E’ un evento cui partecipa anche l’addetto culturale dell’Ambasciata d’Italia, dr. Giorgio Taborri, che presto andrà in Germania come Console Generale di Hannover.

Nello Scipioni porta il saluto all’ospite venuto dall’Aquila, tracciandone la biografia e richiamandone l’impegno e la passione verso le comunità abruzzesi nel mondo. Un intervento che mi tocca nel profondo. Ringrazio Scipioni e tutti i presenti per l’accoglienza, ma ringrazio anche tutta la comunità italiana in Canada per l’onore che rende all’Italia con il lavoro, la creatività, l’ingegno e con testimonianze di vita esemplari. 30 milioni d’italiani, in un secolo, sono emigrati in ogni angolo del mondo. Dovunque si sono conquistata la stima, superando stigmi e pregiudizi. Facendo crescere i Paesi che li hanno accolti e dimostrando il valore della gente italiana. Dell’Italia hanno dato la migliore immagine. Per questo l’Italia sarà loro grata. Per sempre. Ma molto dovrà fare ancora il nostro Paese, perché l’epopea dell’emigrazione italiana entri finalmente nella Storia d’Italia. L’Italia sarà la grande Nazione che merita di essere quando in Patria l’altra Italia degli 80 milioni d’italiani nel mondo sarà conosciuta e riconosciuta. Quando termino l’intervento c’è nell’aria un velo di commozione. Nello mi consegna, in ricordo della visita, un souvenir in pietra scura. In miniatura è il simbolo di amicizia degli Inuit, gli abitanti delle terre del nord artico canadese. Prima della cerimonia la giornalista Diletta Toneatti, origini venete, aveva raccolto una mia intervista per Tele Capital 30, tv canadese che ogni settimana trasmette un programma in lingua italiana. Festosa la conviviale che ne segue. Rivedo con piacere Gino Buffone, Tony Mariani, Luigi Ricottilli, Lucia Alloggia, Delio D’Angelo. Luciano Bentenuto e Rocco Petrella documentano in foto e in video le parti culminanti della serata, postando le immagini sui principali social network.

Giovedì 19 ottobre. Alle 10 Francesco Di Candia, direttore di Chin Radio Ottawa, mi aspetta per registrare l’intervista che andrà in onda l’indomani. Chin Radio è un’emittente che nella capitale trasmette in 22 lingue, una grossa realtà nel campo della comunicazione. La sede di Toronto, più grande, trasmette in oltre quaranta lingue. Molto cordiale l’incontro con il dr. Di Candia. Entriamo subito in sintonia, anche per l’immediatezza della sua spontaneità. Nella mezz’ora d’intervista mi fa domande sull’Abruzzo. Parlo delle meraviglie e delle singolarità d’una regione ancora poco conosciuta, eppure uno scrigno ricco di bellezze. Il colloquio procede spedito mentre espongo le valenze più intriganti della regione più verde d’Europa, con un terzo del territorio protetto, cangiante dalle alte catene montuose, alle colline e al mare. Poi parlo dell’Aquila, la capitale dell’Abruzzo, città d’arte tra le più belle d’Italia. Sta rinascendo dalle lacerazioni del terremoto, più bella di prima. Non manco di ringraziare la comunità italiana in Canada per la vicinanza e l’aiuto che ha dato alla città dopo il sisma del 6 aprile 2009. Francesco Di Candia è una personalità di spicco nella comunità italiana, presidente del Comites di Ottawa. Di Candia ci invita a portare un saluto al Comites, che alle 19 tiene la sua riunione presso Villa Marconi, grande struttura di residenza assistita per anziani, costruita e gestita dalla comunità italiana, dove pure si svolgono numerose attività culturali e sociali. Franco Ricci mi ospita e mi accompagna in queste giornate nella capitale canadese. Nel corso della riunione del Comites il presidente Di Candia ci dà il benvenuto, quindi tra gli argomenti in agenda parla del Forum sulle Culture del Mediterraneo, cui parteciperà con una delegazione. All’evento assicura il sostegno, consegnando al prof. Ricci un assegno quale contributo per l’importante iniziativa culturale. Portando il saluto e la gratitudine dell’Abruzzo e dell’Aquila ringrazio il Comites per l’accoglienza. Di recente si è attivato in aiuto alle popolazioni d’Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria colpite dai terremoti del 2016 e 2017.

Venerdì 20 ottobre. Ha ritagliato parte della mattinata e del primo pomeriggio, Luciano Bentenuto, per vestirsi da cicerone. Con lui si può andare dove con altri non si può. E difatti riesco a conoscere una parte di Ottawa quasi esclusiva e luoghi con panorami d’incanto. Nella mattinata mi porta in visita sulla collinetta dove sta la residenza del Governatore del Canada, figura di rappresentanza della Regina Elisabetta. La bella villa è immersa in un enorme parco recintato. Nelle vicinanze c’è la residenza del Primo Ministro. Le architetture sono gradevoli, ma non eccessive in grandezza e ben inserite nel contesto, protetto dai rumori del traffico. Il nostro tour continua tra le residenze degli Ambasciatori, quella degli Stati Uniti è vastissima e protetta come una fortezza. Per chiudere la mattinata andiamo all’Accademia delle Giubbe Rosse, un luogo dove spesso Luciano si reca per tenere lezioni agli allievi ufficiali. Il posto è incantevole, degradante sul fiume Ottawa, con le sue acque placide intense d’azzurro e le rive boscose con i colori dell’autunno. Trapuntano tonalità dal verde all’ocra, dal ruggine al carminio, dal giallo al rosso. Meritano una visita i cavalli delle Giubbe Rosse. Magnifici, alteri, di colore nero e della medesima grandezza. Mi sembrano di razza araba. Lì, vicino alle stalle, ci sono diverse palestre d’addestramento e più in là l’ippodromo dove le Giubbe Rosse tengono caroselli molto apprezzati dal pubblico.

Con Luciano andiamo a pranzo a Casa Abruzzo. Oggi il menù concede, tra l’altro, bistecca e polenta. Suoi amici di varie nazionalità sono a tavola con noi. C’è anche Martino Lovato, che insegna in un College del Massachusetts e sarà tra i relatori al Forum. La sua professione l’ha portato per alcuni anni in Egitto, poi ad Austin nel Texas, infine da tre anni al Mount Holyoke College, in Massachusetts, dove si trova molto bene. A fine pranzo, Lovato ed io, andiamo con Luciano in visita alla Corte Suprema. Passati i controlli di sicurezza visitiamo la struttura, le aule di giustizia, mentre la nostra guida speciale ci informa sul funzionamento del sistema giudiziario canadese. Perfetto anche nel documentare la visita con immagini, il nostro “Virgilio”. Quest’anno il Canada celebra 150 anni dal Constitution Act, la legge del primo luglio 1867 che segnò la nascita del Paese. Un grande simbolo proprio di fronte al Palazzo del Parlamento richiama la ricorrenza. Ci avviciniamo al Monumento al Milite Ignoto, che onora i Caduti canadesi di tutte le guerre. Luciano ci informa che alle 15 in punto ci sarà il suggestivo cambio della guardia. Non posso non ricordare i 1300 soldati canadesi caduti nel dicembre 1943 durante la cruenta battaglia di Ortona. Riposano in Abruzzo, nel Cimitero militare dove ogni anno vengono ricordati. Il contributo del Canada, con le Forze Alleate e con la Brigata partigiana “Maiella”, continuò fino alla liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Ammiriamo il suggestivo cambio della Guardia. In un lato del Memoriale c’è una lapide in bronzo che ricorda il caporale Nathan Cirillo. Il 22 ottobre 2014 prestava il servizio di guardia al Monumento. Era d’origine italiana. Fu ucciso in un attacco terroristico. Luciano ricorda nitidamente quel fatto tragico, accaduto nei pressi del suo ufficio, dove da poco si era insediato. Anche questo fatto, per il quale sangue italiano è stato versato, dà il senso del contributo reso dai nostri emigrati alla sicurezza del Canada. Alle 17, presso Hamelin Hall dell’università, si apre il Convegno sulle Culture del Mediterraneo. Franco Ricci, docente di Cinema alla Facoltà delle Arti, svolge l’introduzione ai lavori richiamando il valore del dialogo tra civiltà e culture che affacciano sul Mediterraneo. Cultura e conoscenza sono il presidio essenziale per un mondo di convivenza e di pace. Segnalando la mia presenza come Special Guest dell’evento, Ricci esprime infine l’augurio che l’appuntamento prossimo possa tenersi in ad Alessandria d’Egitto, per il quale obiettivo già si sta lavorando. Chiama quindi a tenere la relazione d’apertura la prof. Graziella Parati, direttore del dipartimento di Studi italiani al Dartmouth College, nel New Hampshire (Usa). La prof. Parati svolge una splendida comunicazione sul tema delle migrazioni, sui risvolti sociali e culturali. Una relazione molto applaudita, a dimostrazione del prestigio scientifico della prof. Parati, da molti anni impegnata sull’argomento, con diversi volumi pubblicati. All’evento hanno partecipato alcune rappresentanze diplomatiche dei Paesi del Mediterraneo, altre hanno inviato messaggi di condivisione ed apprezzamento. Molte le domande, cui la relatrice dà ampio riscontro. La serata continua con una simpatica conviviale presso Casa Abruzzo, con i relatori, gli ospiti, una nutrita rappresentanza del Comites guidata dal presidente Francesco Di Candia, e giornalisti.

Sabato 21 ottobre. I lavori del Forum riprendono puntuali alle 10. Nell’ordine intervengono May Telmissany (University of Ottawa), Walid El Khachab (York University), Martino Lovato (Mount Holyoke College), Marie-Catherine Allard (Carleton University). Molto interessanti le relazioni svolte e proficuo il confronto che ne è seguito. Colgo il tempo della pausa per fare un salto al By Ward Market. Vado a salutare Luciano Pradal, un mio amico, persona di grande sensibilità e umanità. Dopo una vita passata come stationary engineer per una grande società canadese, giornalista e guida turistica, da alcuni anni Pradal ha un banco di caldarroste accanto all’ingresso della Bottega Nicitra, un emporio con specialità gastronomiche italiane. Lo vedo, con il suo grembiule nero con la scritta Ciao. Non mi riconosce subito, ma solo quando lo chiamo per nome. Gli chiedo notizie sul suo lavoro nel mercato tipico di Ottawa. Mi dice che ha il privilegio d’essere l’unico caldarrostaio della capitale, le castagne belle e grandi gli arrivano in sacchi di iuta dall’Italia, dalle montagne irpine. Luciano è una persona che ama comunicare con tutti, per ciascuno ha una parola di gentilezza e d’amicizia. Ha scelto questo modo singolare per parlare con le persone, raccogliere esperienze e storie, far felici i bambini regalando qualche castagna arrostita. “Oggi tutti hanno fretta e si parla poco o nulla, – mi dice Pradal, cui resta una bella inflessione veneta -, le relazioni umane si nutrono poco di parole e di emozioni. I telefonini sono diventati gli interlocutori inanimati del nostro tempo. Con questo banco ho invece l’occasione di parlare con le persone, di entrare un po’ in confidenza con loro. Qualcuno si apre, raccontandomi aspetti della propria vita, qualche sofferenza e qualche speranza. Ecco, ho scritto un libro raccogliendo alcune storie con gli incontri avuti qui al mercato. Te ne ho portato uno”. Il volume “Chronicles of an Ottawa Chestnut Lover” (Legas, 2013), con il suo volto di profilo in copertina, riporta storie di persone normali e straordinarie, scritto in tre lingue (inglese, francese e italiano). “A Goffredo, buona lettura e grazie per la visita a Ottawa”, la dedica di suo pugno. Mi parla del Parco del Gatineau, che mi vorrebbe far visitare. Sarà per la prossima volta, domani andrò a Montreal. Lo abbraccio, comprando alcune confezioni di castagne arrostite da portare al Forum. I lavori del convegno terminano alle 14. Si decide d’andare al By Ward Market per pranzare. Pradal è felice di vederci, di ricevere apprezzamenti per la bontà delle sue caldarroste. Facciamo una bella foto di gruppo con lui. I ristoranti sono pieni, abbiamo qualche difficoltà a trovare posto. Finalmente ce la facciamo alla Pizzeria The Grand. Restiamo molto soddisfatti, forse la gestione è italiana. Ottime le pizze. Nel locale accanto c’è un gruppo di tifosi del Toronto. Stasera si gioca Ottawa-Toronto di hockey su ghiaccio, qui accende le passioni sportive come un derby. Franco Ricci non si trattiene dal manifestare le sue preferenze, rintuzzando simpaticamente le grida di sostegno al Toronto. A sera sarà proprio la squadra di Ottawa ad aggiudicarsi l’incontro per 6 a 3, mentre ceniamo a casa di Nello Scipioni, con Luciano Bentenuto e Franco Ricci le rispettive consorti Antonietta e Hoda. Maria è insuperabile ospite con le leccornie della sua cucina. Una serata splendida, che tira ben oltre la mezzanotte.

22 ottobre, domenica. Nello passa alle 9 e mezza a prendermi per accompagnarmi in macchina a Montreal. Ringrazio commosso Franco e Hoda per la premurosa ospitalità. Alle 10 Luciano Bentenuto ci aspetta sotto il suo ufficio. Partiamo per Montreal. Un viaggio piacevole, con racconti divertenti e molte risate. Sono persone di grande ironia. Arriviamo a mezzogiorno al mio albergo, vicino al Villaggio olimpico. Abbiamo tempo di dare uno sguardo agli spettacolari impianti sportivi, realizzati dall’italo-canadese Joey Saputo. Facciamo qualche foto, prima che arrivi Arturo Tridico, direttore ed editore della rivista La Voce, magazine mensile di gran pregio diffuso in tutto il Canada e perfino negli Stati Uniti, nella rete delle Camere di Commercio. Sono da molti anni collaboratore della prestigiosa testata. Una grande amicizia con il direttore, coltivata attraverso l’etere, ora diventa finalmente diretta. Tridico, imprenditore di origine calabrese, è un punto di riferimento per le comunità regionali italiane, anche attraverso l’intensa attività editoriale che, se da un lato mette in luce gli italiani affermatisi nei vari campi in Canada, narrandone le storie d’emigrazione, dall’altro racconta l’Italia nelle sue eccellenze e nelle sue valenze artistiche e culturali. Eccolo arrivare, Arturo. Ci incontriamo finalmente di persona. Ce ne andiamo tutti e quattro a pranzo, al ristorante Milano. Nel pomeriggio un bel giro turistico tra le bellezze di Montreal, passando anche al porto sul fiume San Lorenzo, larghissimo, la cui sponda opposta sta negli Stati Uniti. Per quel fiume è passata sulle navi tanta nostra emigrazione in Canada. Poi ammiriamo la città dalla sommità del colle dove s’erge il Santuario di San Giuseppe, con la maestosa cupola visibile da ogni angolo di Montreal. A sera Giovanna Giordano riunisce il Comites, di cui è presidente, per un saluto e una mia conversazione. Ci eravamo incontrati a New York, alla Parata del Columbus Day, e mi aveva anticipato l’evento. Ma prima dell’incontro al Centro Leonardo da Vinci, Giovanna ha voluto tenerci a cena nella sua bella casa a Laval, zona residenziale ad una ventina di chilometri da Montreal. Troviamo altri ospiti tra i quali Guido Piccone, presidente della Famiglia Abruzzese, e Giovanni Rapanà, già parlamentare italiano eletto nella Circoscrizione Nord-Centro America. Giovanna ci serve un’ottima cena, con un vino eccellente. Ma dobbiamo presto lasciare il desco per l’incontro programmato. E’ quasi al completo il Comites, ma sono presenti anche altre realtà associative, come l’Anfe, con Anna Maria Maturi, e Adriano Rossi, per l’Oratorio San Gabriele. Giovanna mi presenta come giornalista e scrittore. Mi invita a parlare del mio ultimo libro e della mia attività. Ma il mio discorso verte sopra tutto sul valore e sul significato della nostra emigrazione. Sul contributo reso alla Patria dai nostri emigrati, facendo conoscere al mondo il valore della gente italiana. L’intervento apre una conversazione sui temi più attuali, in specie sulla discutibile norma all’esame del Senato che consente di candidare nelle Circoscrizioni estere anche chi non vi risiede. Intervengono Giovanni Rapanà, Angela Di Benedetto, Anna Maria Maturi, Adriano Rossi, Arturo Tridico, infine Luciano Bentenuto e Nello Scipioni. Giovanna Giordano, davvero uno donna tenace e preparata, presenta due giovani che stanno dimostrando il loro talento nella promozione di vini italiani di qualità. Occorre dare spazio alle loro idee innovative. Presenta poi un anziano pasticciere napoletano che in questi giorni sta insegnando l’antica arte in una grande pasticceria di Montreal. Consegno a Giovanna L’Italia nel cuore, a ricordo dell’incontro. Ma c’è un’appendice inattesa: il conferimento a Nello Scipioni e Luciano Bentenuto di un Attestato di Merito in pergamena per l’opera svolta in rappresentanza della comunità italiana in Canada. Un brindisi con un eccellente spumante italiano e con dolci caldi di pasticceria concludono la serata. Arturo Tridico, tra i finanziatori del Centro Leonardo da Vinci, come ricordano i ritratti nella Sala dei Governatori, ci porta alla scoperta della struttura: migliaia di metri quadrati di sale di riunioni, sale espositive, uffici, palestre, campi di bocce, ristorante e bar, e un magnifico teatro da 550 posti. Molte le associazioni e le attività di rappresentanza che hanno sede nel Centro Leonardo da Vinci, opera interamente italiana. Ringrazio e saluto tutti, in particolare Giovanna Giordano. Nello e Luciano mi accompagnano in albergo e ripartono per Ottawa. Li abbraccio, sono amici davvero straordinari. L’indomani Arturo Tridico mi accompagna in aeroporto. Sono davvero lieto di collaborare alla sua bella rivista. E’ una bella persona, con una signorilità d’altro tempo. Il mio volo per New York ha un ritardo di un’ora e mezza. Mette a rischio la coincidenza con il mio volo per l’Italia. Ma la missione è sotto una buona stella e, sebbene di corsa, ogni cosa alla fine si tiene. Qualcuno lassù mi vuol bene!

MONOLOGHI – 30 monologhi per attori e attrici Copertina flessibile – 27 ott 2017

 

30 monologhi originali per attori e attrici scritti da Fabrizio Romagnoli: autore, attore, regista teatrale e insegnante di recitazione e di interpretazione canora. Per saperne di più potete visitare il suo sito ufficiale www.fabrizioromagnoli.it Molti attori e attrici, spesso anche gli allievi che ancora frequentano le scuole di recitazione, mi chiedono quale monologo portare ad un provino o quale monologo poter studiare per tenersi in allenamento nei periodi in cui non lavorano. Dopo anni di insegnamento e reduce dalla pubblicazione dei miei due libri di atti unici, mi sono chiesto se un attore giovane ai primi provini di teatro o di cinema o, addirittura, un allievo attore, potesse portare ad un’audizione un monologo di Shakespeare, Goldoni, Feydeau oppure un monologo tratto da una tragedia greca… Ovviamente, la mia risposta è no! No, perché sarebbe molto difficile essere naturali, spontanei e quotidiani con un linguaggio così pesante e che richiede l’uso di una tecnica spesso ai giovani ancora sconosciuta o inculcata a forza dagli insegnanti e, quindi, non gestibile perché ancora non metabolizzata. Basta sentirsi dire che siamo teatrali o stucchevoli o leziosi ad un provino, anche basta! Essere naturali mentre si recita è molto, ma molto difficile e si deve studiare talmente tanto che alla fine si diventa naturali ma se si è aiutati da un linguaggio più quotidiano, alla portata di tutti, il linguaggio parlato nella vita reale, allora il processo può risultare un po’ più facile. Quando qualcuno di “quelli che decidono” si esprimono dicendo: “Guarda, ecco, devi recitare come se non facessi niente, naturale, spontaneo… ecco, fai te stesso!” E magari stai facendo il provino per un killer… Ecco quello è il momento in cui dobbiamo capire che chi è davanti a noi di recitazione non ne sa proprio niente o quasi, dato che la parola recitazione implica che si stia recitando qualcosa che non siamo noi e l’unica ancora di salvezza per non essere denunciati per aver picchiato l’eventuale interlocutore è quello di non arrivare a farselo dire presentandosi con testi che narrino la vita quotidiana e scritti con un linguaggio il più possibile vicino alla lingua parlata. Dopo tanti traumi subiti in prima persona, questo era il mio scopo: poter aiutare me stesso e i miei colleghi con del materiale adatto a sostenere eventuali provini ma anche utile per studiare e mantenersi reattivi in attesa del prossimo casting. Spero di esserci riuscito. Buono studio e… in bocca al lupo a tutti noi! Fabrizio Romagnoli

 

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31 OTTOBRE, 500 ANNI FA: LA RIFORMA DI MARTIN LUTERO – di Mario Setta

31 OTTOBRE, 500 ANNI FA: LA RIFORMA DI MARTIN LUTERO

Dal travaglio interiore di Martin Lutero su Martin Lutero

è uscita, tutta in armi, la protesta del 31 ottobre.

Lucien Febvre

Il 31 ottobre di quest’anno, 2017, ricorre il quinto centenario della rivolta in Germania di Martin Lutero con la pubblicazione delle 95 tesi, nella cappella del castello di Wittenberg. Una “riforma” che parte da motivazioni di ordine strettamente economico-pastorale (la vendita delle indulgenze) e sfocia nella critica all’apparato teologico (ideologico) della struttura ecclesiastica. Sarà il Concilio di Trento a riaffermare le posizioni dogmatiche del cattolicesimo con una violenza verbale da spavento (…anathema sit) e con conseguenze fisiche da condanna a morte.

Nei confronti della Riforma Luterana, papa Francesco ha cercato di dare spazio al dialogo. Il problema ecumenico dell’Unità delle chiese cristiane resta fondamentale, perché i cristiani siano “sale della terra” (Mt. 5.13) e “luce del mondo” (Mt. 4.16). Incontrando in Vaticano la comunità luterana, riunitasi a Lund in Svezia, il 31 ottobre 2016, papa Francesco ha detto: “Abbiamo la possibilità di riparare ad un momento cruciale della nostra storia, superando controversie e malintesi che spesso ci hanno impedito di comprenderci gli uni e gli altri”.

C’è un’evidente stranezza nel percorso storico del Cristianesimo, in cui è stata privilegiata ed egemonizzata la virtù della “Fede”, ridotta spesso ad enunciati da “Credo” (“Fides quae creditur”), a scapito delle altre due virtù cardinali, la Speranza e la Carità. C’è stata una lotta fratricida, con migliaia di morti, in nome della “fede”, dimenticando che il fondamento del Cristianesimo è l’Amore. Il messaggio di Cristo si basa su un solo comandamento: “Amatevi gli uni e gli altri” (Gv.13.34) e non sulle diatribe circa il valore e l’importanza dei sacramenti o su altre controversie di lana caprina.

Negli ultimi tempi, l’esigenza del rinnovamento è emersa in modo indiscutibile, iniziata con Giovanni XXIII che usava la parola “aggiornamento”, anche se il termine più usato sotto il profilo biblico è e resta “metànoia”, parola greca che significa cambiamento di mentalità. Oggi, con papa Francesco soffia un vento di innovazione, un profondo spirito che si attua prevalentemente sul piano pastorale (comportamentale): fraternità, accoglienza, comprensione, perdono. Ne è testimonianza la prima esortazione apostolica intitolata “Evangelii Gaudium”. L’accentuazione dell’idea di “Chiesa dei poveri” e della scelta concreta di essere dalla parte dei poveri è certamente un fatto di importanza storica nella vita della Chiesa.

Certe frasi-slogan sono diventate linee programmatiche: chiesa in uscita, chiesa dalle porte aperte, chiesa casa aperta del Padre, ecc. Nei primi secoli del Cristianesimo, la fede non si basava sul “proselitismo”, cioè sulla capacità di aggregare, di predicare, di diffondere la parola, ma sull’esempio di vita che davano i cristiani. Ecco la descrizione che ne fanno gli Atti degli Apostoli: “Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune; chi aveva proprietà e sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti… il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati” (2,44ss).

Il tema della fede apre una delle pagine più tristi e sconvolgenti della storia della chiesa. Non per nulla la rivoluzione di Lutero assunse come principio teologico il motto “sola fides”. Purtroppo la codificazione in formule dogmatiche o in posizioni ideologiche categoriche ha dato campo libero al Potere politico di usare la religione (fede) come “instrumentum regni”. Infatti dal primo concilio ufficiale, quello di Nicea, nel 325 dopo Cristo, la religione cristiana diventa religione dell’imperatore Costantino. Nasce l’epoca costantiniana, durata fino al Concilio Vaticano Secondo (1962-1965). Tutti i concili sono stati controllati dal potere politico: la fede a servizio dei governanti del momento.

Cristo non ha fondato una chiesa-istituzione, ma una comunità umana d’amore e di pace. Solo se si aboliranno le formulazioni dogmatiche e l’idea che la salvezza derivi dai sacramenti, il Cristianesimo potrà rivolgersi a tutta l’umanità e diventarne “casa comune, umana famiglia”. Le chiese, oggi, giocano la loro sopravvivenza, confrontandosi col mondo al futuro, con una umanità che va verso la planetizzazione.

Fortunatamente, una serie di posizioni in contrasto con i dogmatismi, soprattutto col dogma del peccato originale, sembra ora montare come un terremoto ideologico. Kant riteneva “sconveniente” l’idea che il male ci venga per eredità dai nostri progenitori. Anzi col gesto di Eva nasce la filosofia, l’amore del sapere. È stato Erich Fromm a dire: “l’atto di disobbedienza di Eva è l’inizio della storia umana, perché è l’inizio della libertà umana”.

Sono numerose le interpretazioni di vari autori e teologi che lo ritengono: “insulto alla vita” (Mancuso), “dottrina di cui dobbiamo assolutamente liberarci” (Delumeau), “qualcosa di perverso” (Maggi) “dottrina inesistente nel Vecchio Testamento” (Haag), “disobbedienza mai esistita” (Castillo), “dottrina devastante” (Fox), “priva di fondamento l’accusa di un’offesa a Dio” (Valerio). L’elenco potrebbe proseguire citando i volumi che, negli ultimi tempi, sono stati pubblicati sul problema (Domiciano Fernandez, André-Marie Dubarle, Luciano Cova, ecc.).

Alla base del peccato originale c’è una concezione pessimistica dell’Uomo. Una concezione antievangelica, anticristiana, disumana, che permea da sempre la weltanschauung dell’uomo e del mondo. Si è quindi creato un Cristianesimo imprigionato nelle strutture ecclesiastiche (le varie denominazioni cristiane) che offrono ai loro fedeli grazia e salvezza, tradendo il messaggio universale di Cristo. Cristo si è rivolto agli uomini. Tutti, non ad alcuni soltanto. Il superamento dello scoglio del peccato originale minerebbe certamente la concezione teologica della storia della salvezza, ma ridarebbe alla missione di Cristo il suo valore profondo e autentico: l’esemplarità umana. Cristo non è venuto per redimere da una colpa mai esistita, ma per elevare la natura umana al suo grado più alto. Cristo, modello universale di HOMO: “Homo Homini Deus”.

Mario Setta

Serena conduce operaclassica Eco Italiano

 

Intervista al soprano Tamara Kalinkina

 

 

Tamara Kalinkina, soprano

Biografia

Name

Tamara Kalinkina

Voice

Soprano

Repertoire in brief

Violetta,Tatiana, Iolanta, Susanna, Angelica, Mimì, Desdemona, Natalka, Katerina, Rosalinde, Sylva Varescu, Liù etc.

Nata a Kiev è vincitrice del Primo Premio al Concorso Vocale Riccardo Zandonai di Riva del Garda (June 2012) e vincitrice del Secondo Premio al Mikola Lisenko nel 2012 presso l’Opera Wiekl. Debutta nel ruolo di Tatiana in Eugene Onegin, diretta da Kery Lynn Wilson. In Italia debutta come Violetta Valery in La Traviata alla “Musica Riva Festival” in seguito al Primo Premio ricevuto nel concorso Zandonai. Al Teatr Wielki Opera Narodowa di Varsavia, ha cantato Tatiana in Eugene Onegin, per la direzione di  Keri – Lynn Wilson. Esegue alcuni concerti presso la Shostakovich Philarmonic di San Pietroburgo.

Nel 2016 è Tatiana per la premiere di una nuova produzione di Onegin con la Macedonia National Opera, il 2017 inizia con un concerto di Capodanno “Russian Fairy Tale”  presso la National Opera of Macedonia, è poi impegnata in un concerto con l’Orchestra Sinfonica del Estado de Mexico a Mexico City. A luglio debutta nei ruoli di Nedda ne I Pagliacci e Lauretta in Gianni Schicchi in occasione del festival Mediterraneo presso l’anfiteatro dei Ruderi di Cirella a Diamante. Ad Agosto è in tournèe a Dubai per la produzione di Don Giovanni del Teatro San Carlo Di Napoli.

Biography

Born in Kiev she is the winner of the First Prize at the Vocal Competition Riccardo Zandonai of Riva del Garda (June 2012) and winner of the Second Prize at Mikola Lisenko in 2012 at the Opera Wiekl. She made her debut in the role of Tatiana in Eugene Onegin, directed by Kery Lynn Wilson. In Italy she made her debut as Violetta Valery in La Traviataon Musica Riva Festival after having received the First Prize in the Zandonai Competition. At Warsaw National Opera (Teatr Wielki Opera Narodowa) she sang  Eugene Onegin (Tatiana) under the baton of Keri – Lynn Wilson.  In 2013 she performed some concerts at the Shostakovich Philarmonic of St. Petersburg.

Fonte: www.iumamanagement.com

 

Serena conduce operaclassica Eco Italiano

Intervista al soprano Maria Grazia Schiavo

Maria Grazia Schiavo, soprano

Biografia

Napoletana, diplomata al Conservatorio S. Pietro a Majella sotto la guida del Maestro R. Passaro, vince numerosi concorsi internazionali tra cui Santa Cecilia di Roma e Clermont Ferrand.

Il suo debutto operistico avviene giovanissima nella compagnia teatrale diRoberto De Simone, portando in scena il ruolo titolo ne’ La Gatta Cenerentola, debuttando nei principali teatri italiani ed esteri.

Affermata come uno dei soprani italiani di riferimento nel repertorio belcantistico e barocco, ha cantato il ruolo titolo ne laLucia di Lammermoor al Teatro Regio di Torino, Konstanze nel Ratto dal Serraglio all’Opera di Roma e all’Opéra Royal di Liegi ed il ruolo di Dircea nel Demofoonte di Jommelli a Salisburgo, Ravenna e Parigi diretta da Riccardo Muti, Almirena nel Rinaldo di Haendel diretta da Ottavio Dantone Accademia Bizantina al tournèe in Italia e al Théâtre de Champs Elysées, Don GiovanniDonna Anna al Teatro Regio di Torino diretto da C.Hogwood.

Tra gli impegni futuri di spicco citiamo: Lucia di Lammermoor al Real Teatro di San Carlo di Napoli; TraviataVioletta, al Real Teatro di San Carlo di Napoli; Il Viaggio a Reims al Teatro dell’Opera di Roma; Il Tamerlano, Asteria al Teatro La Scala di Milano.

Tra gli impegni dell’ultimo periodo (2015/2016) citiamo: Lucia di Lammermoor a Verona; Elisir,Adina, all’Opéra Royal di Liege; Traviata,Violetta, al Teatro San Carlo, Napoli ;Die Zauberflöte , Pamina, a Bologna; Elisir d’amoreAdina, al Teatro Petruzzelli di Bari ; Flauto MagicoPamina, al Teatro Regio di Torino; Morte e Sepoltura di Cristo di Caldara a Stavangher con Fabio Biondi; Don Giovanni,Donna Anna al Teatro Regio di Torino; Messa in c – di Mozart diretta da Christophe Rousset al Mozartheum di Salisburgo; Messiah di Haendel al Teatro Massimo di Palermo con Fabio Biondi.

Ha cantato: Cartina Burana con Riccardo Muti a Chicago; Cleopatra nel Giulio Cesare dir. Ottavio Dantone al Festival di Bremen ed in tournèe europea; Marito Disperato di Cimarosa in tournèe ad Hong Kong con il San Carlo di Napoli; Trionfo di Clelia di Gluck, ruolo titolo, al Teatro Comunale di Bologna (per il bicentenario del teatro); Konstanze nelRatto dal Serraglio a Pragha;Enfant et les SortilegesLe Feu, la Princesse e le Rossignol al Massimo di Palermo;Concerto Mozart Messa Incoronazione al Teatro Lirico di Cagliari; Arianna nel Giustino di Vivaldi diretta da Stefano Molardi al Theater An der Wien e al Théâtre de Champs Elysées; Stabat Mater di Rossini in Sala Nervi Vaticano per il Santo Padre diretta da J. Lopez Cobos; Amital nella Betulia Liberata di Mozart al Festival di Salisburgo diretta da Riccardo Muti; Dalinda nell’ Ariodante di Handel al Theater an der Wien con Christoph Rousset; Zerlina nel Don Giovanni con Lorin Maazel per l’inaugurazione del Palau de las Arts di Valencia;ruolo titolo neLa Partenope di Haendel a Beaune; la Fida Ninfa di Vivaldi al Festival Opera Rara di Cracovia diretta da Spinosì; Cleopatra nel Giulio Cesare di Haendel diretta da Ottavio Dantone, Accademia Bizantina a Ravenna e Ferrara; Asteria nell’Olimpiade di Pergolesi al San Carlo di Napoli; Berenice nel Farnace di Vivaldi al Theater an der Wien e Théâtre de Champs Elysées diretta da Stefano Molardi.

Specialista del repertorio Napoletano del 18th secolo ha cantato i Demofoonte di Jommelli a Salisburgo e Parigi ed il Veni Creator Spiritus di Jommelli al Teatro San Carlo diretta dal Maestro Muti;Pulcinella Vendicato di Paisiello, La FintaGiardiniera di Pasquale Anfossi,La Didone abbandonata di Piccinni, Motezuma di Di Majo e la La Partenope di Vinci con Antonio Florio, etc. Nel repertorio seicentesco italiano ha cantato EuridiceLa Musica e Proserpina nell’ Orfeo di Monteverdi al Teatro Real di Madrid con William Christie e Pierluigi Pizzi;Venere neLa Didone di Cavalli con Fabio Biondi al Teatro La Fenice; Floralba ne La Statira di Cavalli al Teatro San Carlo di Napoli. Nel repertorio sacro citiamo la Messa per l’Incoronazione di Napoleone di Paisiello al Festival di Saint Denis; L’Exultate Jubilate di Mozart al Teatro Real di Madrid.

Ha inciso, per Naïve Pulcinella Vendicato di Paisiello,La Statira di Cavalli, Coralità e Devotione di Francesco Provenzale e per Eloquentia lo Stabat Mater di Pergolesi con Stéphanie D’Oustrac sotto la direzione di Antonio Florio. Di recente uscita una raccolta di autori Veneziani sugli Ospedali con il Vocal Concert Dresden e il disco solista Arie di furore di Terradellas con Dolce Tempesta e Le cantate Italiane di Haendel con La Risonanza per Glossa.

Ultimo aggiornamento Gennaio 2017

Fonte sito ufficiale del soprano Maria Grazia Schiavo www.mariagraziaschiavo.com

About Me

Born in Naples, Maria Grazia Schiavo studied with R. Passaro at the Conservatory in Naples, graduating with honours. First Prize in Santa Cecilia Competition in Rome and First Prize in Clermont Ferrand International Singing Competition, she made her debut on stage with Roberto De Simone, performing the leading role in La Gatta Cenerentola touring in the most important theatres in Italy and abroad.

She began a career of concerts and opera at a young age, specializing in chamber music and baroque repertoire. Her renditions of thetitle role in Lucia di Lammermoor in Turin, Almirena in Handel’s Rinaldo at the Théâtre des Champs-Elysées with Ottavio Dantone, Konstanze in Mozart’s Die Entführung aus dem Serail in Rome,Violetta in Traviata, at the Teatro San Carlo, Naple and Jommelli’s Demofoonte in Salzburg and Paris with Riccardo Muti, recently affirmed her as one of the most interesting soprano of her generation in belcanto repertoire.

Among her latest engagements are: Lucia di Lammermoor, title-role, in Verona; Elisir,Adina, at the Royal Opera in Liège; Die ZauberflötePamina, in Bologna and Teatro Regio, Torino; ElisirAdina, in Bari, Teatro Petruzzelli; Don GiovanniDonna Anna at the Teatro Regio Torino; Mozart‘s Die Entführung aus dem SerailKonstanze, in Prahga; Amital in Betulia Liberata at the Salzburg Festival under the baton of Riccardo Muti; Dalinda in Handel’s Ariodante with Christophe Rousset at Theater an der Wien; Handel’s Partenope (title-role) at the international baroque festival in Beaune and Vivaldi’s Fida Ninfa with Jean-Christophe Spinosi in Opera Rara Festival in Krakow; Vivaldi’s Giustino at the Theater an der Wien; Pergolesi’s Olimpiade in Naples; Carmina Burana with Riccardo Muti in Chicago; Clelia in Gluck’s Trionfo di Clelia in Teatro Comunale Bologna.

Considered one of the great specialist of the 18th century Neapolitan repertoire she sang Demofoonte and Veni Creator in Naples with Maestro Muti and Paisiello’sIl Pulcinella Vendicato, Anfossi’sLa Finta Giardiniera, Piccini’s La Didone Abbandonata, De Majo’s Motezuma and Vinci’s Partenope all with renowned napolitan Maestro Antonio Florio.

In the early baroque Italian repertoire she sang EuridiceLa Musica and Proserpina in Monteverdi’s Orfeo at Teatro Real in Madrid with William Christie and Pierluigi Pizzi; Venere in Cavalli’sLa Didone with Europa Galante in Venice La Fenice and Floralba in Cavalli’s Statira at the Teatro San Carlo in Naples; Caldara’s Morte e Sepoltura di Cristo in Stavangher with Fabio Biondi; Cimarosa’s Il Marito Disperato in Naples and Hong-Kong with Christoph Rousset. In sacred music, she has sung Messa per l’Incoronazione di Napoleone di Paisiello in Festival St-Denis; and Mozart’s Exultate Jubilate at Teatro Real in Madrid; Mozart’s Messa in C – with Christophe Rousset at the Mozartheum Salisburgo…

She has recorded several cds for Naïve:Pulcinella Vendicato by Pasiello;La Statira by Cavalli and Coralità e Devotione by Provenzale. She has also recorded Pergolesi’s Stabat Mater for the label Eloquentia with Stéphanie D’Oustrac and Antonio Florio. It was recently released by Glossa Cantate Italiane by Handel with la Risonanza and a program on the Venetian Ospedali with the Vocal Concert Dresden. Her first solo cd “Furor” with music by Spanish composer Terradellas received a great critical acclaim.

Recent and future engagements include:

Traviata , Violetta, at the Teatro dell’Opera di Roma; Don Giovanni, Donna Anna, in Liége, Opéra Royal de Liège; TraviataVioletta, at the Gran Teatro La Fenice, Venice; Lucia di Lammermoor, title-role, in Naples, Teatro San Carlo; Mozart’s Die Entfuhrung aus dem Serail, Konstanze, in Bologna; Handel’s Messiah in Palermo, Teatro Massimo; Viaggio a Reims,La Contessa di Folleville at the Teatro dell’Opera in Rome,Tamerlano, Asteria , at Teatro alla Scala in Milano…

Last edited January 2017

Fonte sito ufficiale del soprano Maria Grazia Schiavo www.mariagraziaschiavo.com 

 

A 51 anni dalla morte, ricordo di Donna Gemma, maestra nell’arte della terra e fotografa. Gli scatti storici di un secolo fa. – di Domenico Logozzo

 

A 51 anni dalla morte, ricordo di Donna Gemma, maestra nell’arte della terra e fotografa. Gli scatti storici di un secolo fa.

di Domenico Logozzo *

GIOIOSA JONICA – L’arte, la cultura, la creatività, la determinazione delle donne del profondo Sud, soprattutto negli anni difficili della prima metà del Novecento, meritano di essere conosciute a fondo e studiate nelle scuole. Perché hanno effettivamente contribuito a porre con molto coraggio la questione della parità uomo-donna. Una questione che, ancora oggi, non ha trovato la soluzione giusta e definitiva. Ci sono stati notevoli passi in avanti. Le distanze da colmare sono tuttora rilevanti. Ma alle donne del primo Novecento va riconosciuto il merito di avere cominciato a demolire muri molto alti e resistenti. Tanto alti e resistenti che dopo oltre un secolo di lotte non sono stati abbattuti completamente. Le forti donne dell’inizio Novecento hanno dato le prime “picconate”. Provvidenziali picconate contro umilianti sottomissioni e contro i pesanti e ingiusti condizionamenti psicologici. Il secolare predominio del “troppo maschile”, favorito soprattutto dall’arretratezza culturale, veniva messo in discussione con le azioni positive, usando le formidabili armi dell’arte e della cultura, grazie alla intraprendenza di donne illuminate che hanno inciso sulla crescita civile, sociale e culturale. L’emancipazione femminile, da sogno impossibile cominciava ad essere possibile realtà. Hanno trovato la forza di andare avanti dopo le prime “sfide” vinte nonostante i mille ostacoli. Quando l’ingresso delle donne nel mondo del lavoro era sbarrato. E l’accesso a certi mestieri e professioni era consentito solo agli uomini.

Storie esemplari. Da raccontare ed impedire che finiscano per scivolare nell’oblio, come purtroppo avviene in questa Italia senza memoria. Facciamo un tuffo nel lontano passato. Gioiosa Jonica, Calabria, 1902. Il “Diario” di donna Gemma Incorpora Murizzi, grande artista della creta e apprezzata fotografa del Novecento, racconta una delle storie che hanno segnato il cambiamento. L’inizio della svolta. “Tu figlia mia sei femminuccia, non puoi fare quello che fa Nicolino”, rispose il padre alla piccola Gemma che aveva 6 anni e gli aveva chiesto di lavorare la creta come il fratello. Non ne poteva più di vedere il padre scultore che insegnava l’arte al figlio maschio, mentre lei era invece “con la calza in mano perché mia mamma me la dava per lavorare”. Pianse, chiese insistentemente di essere messa alla prova. Il padre finì con l’accontentarla: “Prendi questo pezzo di creta e fai…”. Per Gemma l’occasione buona, da non sprecare. “Io mi sono sentita piena di forza e di arte sicura con quel pezzo di creta…”. E fece bene e stupì il padre. Gemma si era messa in gioco. Ed aveva vinto. Ci sapeva fare, aveva doti creative straordinarie. Il padre andò di corsa a mostrare il lavoro di Gemma alla moglie: “Guarda che bell’opera ha fatto. E’ brava. Le farò lavorare la creta come il fratello”. Differenza di genere superata. Parità conquistata dalla piccola con la forza della volontà e la bravura. Iniziava così il meraviglioso cammino di donna Gemma nel mondo artistico. Niente più lavori con la calza in mano. Mani invece impegnate a modellare magistralmente la creta. Una vita per il lavoro. Alcuni mesi prima della morte, avvenuta il 17 novembre 1966, aveva ottenuto l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica.

Il lavoro mi dava forza, coraggio e orgoglio”, scriveva nel “Diario” pubblicato postumo nel 2002 dal comune di Gioiosa Jonica. Il percorso descrittivo era stato curato del figlio Gaudio, mentre il prologo e l’epilogo erano stati curati dal nipote Giovanni Incorpora. Un “Diario” da ristampare, diffondere nelle scuole e spiegarlo ai giovani d’oggi. Che devono conoscere le persone che hanno agito per il bene della comunità locale. E non solo. Era un’artista che guardava davvero molto lontano. Come conferma il nipote Giovanni “in quegli anni di oscurantismo bellico, Gemma è luce non solo per la sua Gioiosa”. Donna Gemma aveva tutto il diritto di sentirsi orgogliosa per quello che aveva fatto. Era molto apprezzata dal mondo dell’arte e della cultura italiana. A partire da Corrado Alvaro, al quale aveva fatto pervenire alcune opere che lo scrittore di San Luca aveva tanto gradito ed elogiato. “Quanta festa abbiamo fatto al Suo presepe”, scrisse all’artista nel 1946. Festa fatta con i figli di donna Gemma che erano saliti dalla Calabria a Roma per consegnare la preziosa opera nelle mani di Alvaro. “La cura e l’amore che Ella ha messo fanno parte della Sua e nostra poesia della vita”, sottolineò Alvaro.

I doni di Donna Gemma li metteva bene in vista nel suo studio. Come evidenziava nel 1960 lo scrittore calabrese Domenico Zappone in un articolo pubblicato sul Giornale d’Italia. Descriveva la sala dedicata ad Alvaro nella Biblioteca di Reggio Calabria, con la ricostruzione dello studio “dove egli lavorava nella romantica casa, in via del Bottino, a Roma, presso Trinità dei Monti”. Sul tavolo di Alvaro notava “quella piccola testa in creta, raffigurante lo scrittore, di donna Gemma Incorpora da Gioiosa, colei che un giorno gli inviò a Roma pastori e maddamme perché gli parlassero della sua terra”. Donna Gemma, sì, è vero, faceva parlare le sue opere. Ed era per questo molto ammirata. Francesco Messina scrisse al figlio Salvatore Incopora qualche tempo dopo la morte: “Donna Gemma rappresenta un personaggio storico, tipico della Magna Grecia nella direzione Tanagra Gioiosa Ionica”. Ricordo molto significativo ed illuminante del critico d’arte Alfonso Frangipane: “Piccola, solitaria, nel segreto della sua vita, donna Gemma ebbe come i Grandi, una fede costante ed una dedizione d’amore per l’Idealità artistica. E sia benedetta – aggiungeva – per le sue ansie, per le sue opere raggiunte o non realizzate, ma sognate sempre nella luminosità della terra Jonica”. E sulla lapide posta dal comune di Gioiosa Jonica nella casa dell’artista nel centenario della nascita, si evidenzia la capacità che ha dimostrato di avere nell’ “eternare con la creta gli squarci luminosi della bellezza della vita”. Grandissima e celebrata artista della creta, si era distinta anche come fotografa. Immagini che realizzava nell’ “ARTISTICO STUDIO FOTOGRAFICO AL MAGNESIO”, come si legge sul retro delle foto -“Cartoline Postali“ dell’epoca. Ricorda il nipote Giovanni Incorpora: “Con cinque figli da allevare, Gemma in aiuto economico al marito, impiegato delle poste, si mette anche a fare la fotografa. L’attrezzatura nella sua casa atelier è quella dei nostri più antichi ricordi di macchine a soffietto e il laboratorio di sviluppo e stampa con acidi per fissaggio delle lastre. Dai paesi vicini venivano a farsi fotografare”. Donna Gemma e il marito Giovanni erano molto legati. Sentendo che le forze le stavano venendo meno, qualche ora prima di morire predisse che un mese dopo la sua morte il marito l’avrebbe seguita. Così fu. Il cuore dell’amato Giovanni cessò di battere esattamente trenta giorni dopo. 51 anni fa abbiamo raccontato la loro storia d’amore sul quotidiano “La Tribuna del Mezzogiorno” di Messina. Una storia che appassionò i lettori del quotidiano, dopo avere commosso l’intera comunità di Gioiosa Jonica che aveva sempre voluto tanto bene alla magnifica coppia. 

Abbiamo avuto la possibilità di ammirare alcune foto fatte in epoche diverse da donna Gemma. L’anno scorso l’amica Maria Casamassima di Gioiosa Jonica ci ha fatto vedere l’album di famiglia, che abbiamo sfogliato con la nuora Antonella Negri ed il simpaticissimo nipote Matteo. E tra le vecchie foto, c’era anche una realizzata da donna Gemma in occasione del Carnevale del 1929. Una testimonianza significativa di quando bastava poco per essere felici. E far felici anche gli altri. Che sia benedetta questa donna di grande fede, per la ricchezza dei valori storici, umani e culturali che ci ha lasciato in eredità. Sempre e ovunque ci metteva un tocco della sua creatività. Foto preziose, condivise con le persone care, per ricordare il giorno di gioia. “Al mio compare Antonio Alì, come ricordo della domenica di Carnevale dell’anno 1929”. Il papà dei bambini, Salvatore Murdocca, è stato un grande sarto di Gioiosa Jonica. I figli mascherati di Carnevale erano Tito e Francesco. Quest’ultimo è stato un luminare del foro di Messina. Questa estate un’altra cara amica, Edera Saggiorato, ci ha fatto conoscere altre significative foto realizzate da donna Gemma all’inizio degli Anni Quaranta. Amava tutto il bello che c’era. Amava la semplicità. E con estremo garbo costruiva le immagini. Sempre belle immagini. Se le mamme le chiedevano di fotografare le bambine senza vestitini, lei utilizzava una delle sue creazioni di creta “per non far vedere le parti intime”. Come nel caso della nostra amica, simpatica bimbetta di un anno e mezzo “coperta” da un gattino colorato. Giocattoli fai-da-te anche per mantenere …calme le bambine e realizzare ottimi scatti. La bimbetta è oggi una bella signora. Amica d’infanzia, la ricordiamo come una brillante e corteggiatissima ragazza. Edera, dopo il diploma di ragioniera, si è trasferita con i suoi a Torino. Ha perso il marito alcuni anni fa. Ora vive con il figlio in Sardegna. In estate ritorna in Calabria, a Gioiosa Jonica. E in occasione della sua ultima vacanza ci siamo visti più volte e abbiamo parlato a lungo del tempo passato. Abbiamo sfogliato i suoi album fotografici. Tanti bei ricordi. Ci siamo soffermati particolarmente sulle foto di donna Gemma.

La prima foto che mi ha fatto, con il gattino che mi…copre. L’altra bella immagine della mia infanzia è quella con mia madre vestita da “maddamma”. Io avevo due anni e mezzo. Mia madre ci portava sempre da donna Gemma. Diceva che era molto brava, la migliore”. Erano rarissime le fotografe, ma bravissime. Ricordiamo donna Rosa Gallucci, fotografa di Mammola, un paese poco distante da Gioiosa Jonica. Presentando il catalogo di una mostra della Gallucci a L’Aquila nel 2004, Dacia Maraini scriveva: “Per una che ama la microstoria come me, queste fotografie sono davvero appassionanti. Mettono voglia di camminare per quei paesi. Di entrare in quelle case, conoscere meglio quelle famiglie, prendere dimestichezza con le storie di ciascuno di loro. E’ il miracolo che compie la migliore fotografia, mimando l’arte della pittura: introdurci, attraverso la combinazione delle luci e dei volumi, dentro mondi e storie lontane che ci seducono per via ottica. Siamo sorpresi e felici che l’archivio fotografico Gallucci si sia conservato, nonostante le guerre, le emigrazioni, i terremoti, per la gioia dei nostri occhi. Ringraziamo i fratelli fotografi, Nicodemo e Piero, ormai trasferitisi in un mondo migliore e poi Rosa, la coraggiosa professionista in epoche davvero ostili alle donne, per averci voluto dare questo ritratto complesso e intelligente di un piccolo paese della Calabria, Mammola. Il loro sguardo mai sentimentale né agiografico, ma anzi teso nell’ironia e nell’asciuttezza, ci suggerisce una grande tenerezza storica”. Donna Gemma aveva belle e forti radici artistiche, ereditate dal padre Rocco Murizzi, “scultore di statue realizzate in legno per le chiese del sud”. Con determinazione, intelligenza e fantasia aveva costruito il suo futuro. Sognava e realizzava. E ai figli Salvatore e Gaudio aveva trasmesso l’eredità artistica e culturale. Passione, studio e straordinarie capacità. Apprezzatissimi. Hanno ricevuto tanti e prestigiosi riconoscimenti. Con la mamma hanno dato lustro al Mezzogiorno, onorando le belle radici della Magna Grecia.

*già Caporedattore TGR Rai

Foto

1 – Donna Gemma Incorpora Murizzi al lavoro nella sua casa di Gioiosa Jonica, dove è morta il 17 novembre 1966

2 – Una foto giovanile di donna Gemma tratta dal suo Diario, pubblicato nel 2002 per iniziativa del Comune di Gioiosa Jonica e curato dal figlio Gaudio e dal nipote Giovanni Incorpora

3 – Scena di vita paesana. Opera in creta realizzata da donna Gemma e pubblicata sul suo Diario postumo

4 – Foto dal Diario di Donna Gemma. Era una donna di grande fede.

5 – Foto dal Diario di Donna Gemma Incorpora Murizzi

6 – Scene paesane. Gioiosa Jonica, fontana borbonica, opera in creta di donna Gemma

7 – Particolare

8 – Altra opera

9 – Gioiosa Jonica, Carnevale 1929. Donna Gemma Incorpora Murizzi era stata anche una brava fotografa

10 – Il retro della foto scattata da Gemma Incorpora Murizzi nel 1929

11 – Gioiosa Jonica, inizio Anni Quaranta. La piccola Edera Saggiorato fotografata da donna Gemma

12 – La piccola Edera Saggiorato fotografata nei primi Anni Quaranta con la mamma vestita da “maddamma”.

CS congiunto ISA, Camerata sulmonese, Associazione Fenaroli e foto, protagonisti per celebrazioni Bi-millenario ovidiano

BIMILLENARIO OVIDIANO

Progetto celebrativo

PROGRAMMA DELLE MANIFESTAZIONI

26 ottobre – 16 novembre 2017

Giovedì 26 ottobre, ore 17,30

Camerata Musicale Sulmonese

Sulmona – Auditorium dell’Annunziata

Convegno “Metamorfosi in musica”

Michele Mirabella, Valentina Lo Surdo

Sista Bramini, Camilla Dell’Agnola

………………………………………………………

Venerdì 27 ottobre, ore 21

Associazione musicale F. Fenaroli – EMF

Lanciano – Teatro Comunale Fedele Fenaroli

Sabato 28 ottobre, ore 18

Istituzione Sinfonica Abruzzese

L’Aquila – Ridotto del Teatro Comunale “V. Antonellini”

Domenica 29 ottobre, ore 18

Camerata Musicale Sulmonese

Sulmona – Teatro Maria Caniglia

CONCERTO SINFONICO

ORCHESTRA SINFONICA ABRUZZESE

RAINER HONECK, direttore e violino solista

SISTA BRAMINI, voce

programma

Lettura dal V Libro de Le Metamorfosi di OVIDIO

C. A. Ditter von DITTERSDORF Sinfonia VI “La pietrificazione di Fineo e dei suoi compagni”

Wolfgang A. MOZART Concerto n.5 in la magg. per violino e orchestra K 219

Franz SCHUBERT Sinfonia n.3 in re magg. D 200

………………………………………………………….

Giovedì 16 novembre, ore 17,30

Camerata Musicale Sulmonese

Sulmona – Auditorium dell’Annunziata

MOZART_OVIDIO METAMORFOSINTRECCI

Emanuele Rulli soprano – Vittorio Prudente baritono

Stefania Evandri voce recitante – Sabrina Cardone pianoforte

Testi da Metamorfosi, Amores, Ars Amandi di OVIDIO

Arie e duetti da opere di W. A. MOZART

L’ABRUZZO CELEBRA OVIDIO

Sulmona, Lanciano e L’Aquila insieme per celebrare il bi-millenario ovidiano

dal 26 al 29 ottobre un convegno e tre concerti

Duemila anni fa, nel 17 d.C. moriva a Tomi, sul Mar Nero, in esilio, il grandissimo poeta latino Ovidio, nato a Sulmona nel 43 a.C. e autore non solo di opere di poesia altissima, ma della più grande opera mai dedicata alla mitologia, Le Metamorfosi, in cui raccoglie e tramanda alla posterità oltre 250 miti di tutte le culture del mondo antico: un testo di importanza fondamentale, per sé stesso e per gli influssi che ha esercitato nella Storia della letteratura di tutti i tempi.

L’Abruzzo lo celebra quest’anno con importanti iniziative. In particolare la Camerata Musicale Sulmonese si fa promotrice, insieme al Comune di Sulmona, alla Regione Abruzzo e a soggetti privati come la Fondazione Carispaq, di un programma composito dal titolo “Metamorfosi in Musica”, che si apre con il convegno “Ovidio in Musica” giovedì 26 ottobre, alle 17:30 all’Auditorium dell’Annunziata.

La Camerata sulmonese si è fatta promotrice dell’esecuzione di una delle Dodici Sinfonie che l’illustre compositore austriaco Ditter von Dittersdorf, contemporaneo di Haydn e Mozart, dedicò ad altrettanti miti ovidiani: questo progetto è stato condiviso dall’Istituzione Sinfonica Abruzzese e dalla Associazione Musicale Fedele Fenaroli Estate Musicale Frentana di Lanciano, che insieme alla Camerata musicale sulmonese ospitano nelle loro stagioni un importante programma concertistico dedicato al bimillenario ovidiano, che sarà presentato venerdì 27 ottobre, alle 21 presso il Teatro Fenaroli di Lanciano, sabato 28 ottobre alle 18 presso il Ridotto del Teatro Comunale “V. Antonellini” all’Aquila, e domenica 29 ottobre alle 17:30 presso il Teatro Maria Caniglia di Sulmona.

Una iniziativa condivisa da tre enti musicali abruzzesi, che si fa promotrice per eventi di grande respiro culturale, come il bimillenario ovidiano, di programmi importanti di collaborazione a livello regionale” dichiarano Gaetano Di Bacco, direttore artistico della Camerata, Omar Crocetti, Sovrintendente della F.Fenaroli di Lanciano e Luisa Prayer, direttore artistico dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese.

Il programma e gli interpreti – Protagonisti del concerto l’Orchestra Sinfonica Abruzzese e Rainer Honeck, da oltre trent’anni Konzertmeister dei Wiener Philarmoniker, in veste di direttore e solista. Allievo di Starr, esponente della grande tradizione violinistica viennese, musicista di rango, attivo come solista e direttore in tutto il mondo, Honeck dirigerà la Sinfonia V di Dittersdorf “La pietrificazione di Fineo e dei suoi compagni”, ispirata da un passaggio del libro V de Le Metamorfosi, e che discende dal mito di Perseo e della Gorgone.

In questa Sinfonia, l’autore cita all’inizio di ciascun movimento i versi di Ovidio cui si è ispirato, e che saranno richiamati all’inizio del concerto dalla lettura di Sista Bramini, attrice e drammaturga, narratrice di miti per antonomasia, che con il suo progetto di Teatro Natura ha fecondato il teatro contemporaneo italiano con la pratica antichissima della tradizione orale del mito classico.

Nel segno del rapporto con la cultura classica e del riflesso che ebbe nell’estetica dei grandi autori del Classicismo viennese, il programma prevede poi l’esecuzione della Terza Sinfonia D200 di Franz Schubert, e del magnifico Concerto n. 5 K 219 in La magg. per violino e orchestra di Mozart, l’ultimo della serie di cinque Concerti composti a diciannove anni dal genio salisburghese, che grazie ai viaggi compiuti in tutta Europa con il padre Leopold aveva potuto apprendere i segreti della grande scuola violinistica italiana. Concerto di fulgida ispirazione e grande inventiva, racchiude nell’Adagio una delle più belle pagine liriche mozartiane, e nel Rondò Minuetto finale un saggio di straordinaria inventiva, che diverte il pubblico con il riferimento alla musica popolare turca e zigana. Il pubblico abruzzese avrà il privilegio di ascoltarlo nell’interpretazione di Rainer Honeck, che può considerarsi interprete tra i più accreditati del grande repertorio classico viennese.

Comunicato congiunto della Camerata Musicale Sulmonese, della Associazione Musicale F. Fenaroli – Estate Musicale Frentana e dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese

Info:

www.estatemusicalefrentana.it; www.sinfonicaabruzzese.it; www.cameratamusicalesulmonese.it

Ufficio stampa ISA – Marianna Di Nardo 349.2509539 

L’artista americana Beverly Pepper per la rinascita dell’Aquila

COMUNICATO STAMPA

BEVERLY PEPPER PER LA RINASCITA DELL’AQUILA

Ospite della Fondazione Carispaq l’artista ha donato due opere alla città

L’Aquila 25 ottobre 2017 – La Fondazione Carispaq ha accolto oggi l’artista americana Beverly Pepper in visita all’Aquila per un sopralluogo al Parco del Sole dove si sta realizzando la sua opera “Amphiteather” per la quale ha donato, tramite la Fondazione stessa, alla città due sue sculture storiche: “le Colonne di Narni”, dell’altezza di oltre 6 metri e diametro di 60 centimetri. Beverly Pepper, artista di fama mondiale, è uno dei massimi esponenti del movimento della Land Art, è conosciuta per le sue opere monumentali e architettoniche. La Pepper è presente in tutti i più importanti musei del mondo e attualmente vive e lavora tra Todi e  New York, all’Aquila sta realizzando, appunto, il progetto “Amphiteather” che vedrà posizionate all’ingresso le due Colonne di Narni. Amphiteather fa parte dell’intervento di riqualificazione dello spazio verde di Parco del Sole che sta effettuando l’Eni S.p.a. La visita odierna, organizzata dalla Fondazione Carispaq ha avuto un primo momento di sopralluogo nell’area verde in questione dove andranno installate le opere; successivamente Beverly Pepper è stata salutata e ringraziata in un incontro svoltosi presso la sede del Consiglio Regionale d’Abruzzo dal Presidente Giuseppe Di Pangrazio, dal Sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi e dal Presidente della Fondazione Carispaq Marco Fanfani.

Il progetto di donazione, iniziato alcuni anni fa con il Comune dell’Aquila, è stato portato a termine dalla Fondazione Carispaq a cui Beverly Pepper ha donato le due sculture, per questo la stessa Fondazione ha sostenuto tutte le spese di trasporto delle opere dagli Stati Uniti all’Aquila. Tutta la vicenda rientra nell’ambito di un più vasto programma denominato NOVE ARTISTI PER LA RICOSTRUZIONE a cura del critico d’arte Roberta Semeraro, proposto nel 2010 al Comune dell’Aquila in seguito al dibattito apertosi nell’ambito della Biennale d’Architettura del 2009 con l’evento collaterale E-picentro sul tema della ricostruzione nel territorio aquilano come ricostruzione di un’identità collettiva. Il progetto è stato sostenuto nella fase organizzativa iniziale dalla Fondazione Cassa di Risparmio dell’Aquila, e dall’Ambasciata degli Stati Uniti d’America in Italia (limitatamente all’opera dell’artista americana Beverly Pepper). Il 30 ottobre del 2012 il Comune ha deliberato la donazione di Beverly Pepper e il 29 agosto del 2013 è stato firmato un protocollo d’intesa con ENI S.p.A. per il restauro della Basilica di Collemaggio e la riqualificazione di Parco del Sole il cui fulcro è l’ amphiteather di Pepper. Il 3 agosto del 2017 Beverly Pepper ha donato le due sculture storiche denominate “Colonne di Narni” alla Fondazione Carispaq per essere installate permanentemente all’ingresso del teatro che sarà inaugurato nella primavera/estate del 2018.

AMPHITEATHER di Beverly Pepper

La scultrice statunitense Beverly Pepper conosciuta nel mondo per le sue splendide sculture monumentali e opere di Land Art, ha ideato per lo spazio verde pubblico di Parco del Sole dove si trova la Basilica di Collemaggio, un grande teatro all’aperto considerando che la città dell’Aquila dopo il terremoto si è trovata sprovvista di luoghi di aggregazione soprattutto per i giovani. L’Anfiteatro della Pepper assume questa emergenza sociale, diventando un luogo d’incontro e come ha dichiarato l’artista “Sarà una scultura ambientale che le persone possono utilizzare, non solo per eventi teatrali, ma anche per scopi sociali e culturali. E’ stato progettato anche per riunire le persone durante gli inverni freddi d’Abruzzo: lo stadio può diventare una pista di pattinaggio.” La promozione dell’opera di Pepper per l’Aquila ha ricevuto il sostegno dall’Ambasciata degli Stati Uniti d’America. L’8 giugno del 2012 il bozzetto dell’opera è stato presentato per la prima volta da Jaqueline Falk Maggi alle sue associate, nell’ambito della riunione AWAR (American Women Association Rome) con la partecipazione dell’assessore alla Cultura del Comune dell’Aquila Stefania Pezzopane, Beverly Pepper e Roberta Semeraro. Dal 2 dicembre 2014 al 30 marzo 201, la città di Roma ha dedicato all’artista americana una grande mostra di scultura ambientale al Museo dell’Ara Pacis. La mostra è stata curata da Roberta Semeraro con il fondamentale contributo della Fondazione Roma Arte-Eventi e la partecipazione dell’Ambasciata degli Stati Uniti d’America. Nel mese di gennaio 2015 il Presidente Napolitano ha riconosciuto il lungo operato di Beverly Pepper nel nostro Paese e la sua grande donazione alla città dell’Aquila, conferendole l’onorificenza di Commendatore all’Ordine del Merito della Repubblica Italiana. Come ha dichiarato Roberta Semeraro: “Attraversando circa un secolo di storia Beverly Pepper ha dimostrato con il suo lavoro, come l’arte sia un linguaggio internazionale che supera il tempo e i confini fisici e geografici. Dalle monumentali sculture urbane alle opere di land art realizzate in tutto il mondo, Pepper dialoga sempre con l’ambiente circostante. Le sue opere s’inseriscono nello spazio come presenze concrete con le quali lo spettatore può relazionarsi e interagire. Lo spazio per Pepper è anche il luogo della memoria, ed è per questo che l’artista statunitense nella sua Amphiscultpture ideata per la città dell’Aquila, richiama la Basilica di Collemaggio nei suoi materiali e motivi architettonici. Progettare una grande scultura pubblica non può prescindere dal considerare il contesto architettonico e naturalistico nel quale si inserisce, affinché la modernità si ponga in un rapporto di continuità e non di rottura con il passato e con il territorio. L’8 marzo del 2011 durante il suo primo sopralluogo all’Aquila, Beverly Pepper oltre ad ammirare la bellezza del Parco del Sole incorniciato dalle splendide montagne, ha incontrato alcuni giovani seduti sul prato a prendere il sole e a chiacchierare. Ed è soprattutto a loro che l’artista ha pensato quando ha ideato l’Amphisculpture perché possano continuare ad avere un luogo comune dove vivere insieme momenti di svago e di cultura. Infatti il teatro di Pepper potrà accogliere durante la stagione estiva spettacoli, concerti ed eventi culturali mentre d’inverno si trasformerà in una pista di pattinaggio. L’aspetto funzionale caratterizza l’opera pubblica destinandola alla comunità che ne fruisce dal punto di vista ideologico, estetico e pratico. L’Amphisculpture non è un monumento celebrativo dell’arte ma una scultura, una forma viva, un teatro universale dove troveranno posto tutti coloro che vorranno accedervi e dove si svolgerà l’intramontabile spettacolo della natura. Questo senso di grande apertura che si respira in tutta l’opera Beverly Pepper è espressione di alta modernità.”

Info:

www.noveartistiricostruzione.com; www.rosam.it; www.beverlypepper.net;

Contacts:

semeraro.roberta@gmail.com ; ass.rosam@gmail.com ; peppertodi@gmail.com 

CS AENR-Associazione Europea NikolaosRoute-la Via Nicolaiana(R) a NOSTOS 2017 in Grecia, una delle Fiere turistiche internazionali più importanti, 13-15 ottobre 2017

COMUNICATO STAMPA

 

NOSTOS 2017

La rete pubblico-privata del Lazio, Puglia e Grecia,  e la rappresentanza di AENR (Associazione Europea NikolaosRoute-la Via Nicolaiana®), riscuotono grande successo, dall’enogastronomia alle Cultural Routes, in una delle Fiere turistiche internazionali più importanti.

 

 

Ritmi di lavoro e di incontri, serrati e sinergici, sono stati vissuti nello stand di 75 mq allestito a Nafpaktos, in Grecia, dalla Camera di Commercio e Industria di Aetolokarnania, da Assonautica Italiana-UnionCamere e da AENR, l’Associazione Europea NikolaosRoute-la Via Nicolaiana® , Carrier Network che gestisce la proposta di Cammino di San Nicola.

Il partenariato si è dato appuntamento  nei giorni scorsi,  13, 14 e 15 ottobre,  a NOSTOS 2017, Fiera del Turismo Alternativo e Sostenibile della storica Città di Lepanto, con le proprie eccellenze che hanno attratto le Istituzioni civili e imprenditoriali, i media e i buyers. Le tre iniziative proposte, articolate in forma organica in un unico spazio espositivo, sono state patrocinate dalla Città di Nafpaktos ospitante, dalla Città Sacra di Messolongi , dalla Regione Western Greece, dal Consiglio Regionale del Lazio, dal Comune di Bari, dal Forum delle Camere di Commercio dell’Adriatico e dello Ionio. Presente una nutrita delegazione invitata dalla rete della Via Nicolaiana, e  proveniente dal Consiglio Regionale del Lazio,  e  altri associati AENR: Massimo Calpicchi, consigliere del Comune di Bracciano  in  intesa con Associazione Piramide e Parco Regionale di Bracciano-Martignano; Monia Franceschini, Associazione Work in Progress 10; Mariangela Petruzzelli, presidente dell’Associazione Miss Chef®; Monica Paola Monaco di AEM Italia, che con i suoi enti associati promuove letica, il benessere e lo sviluppo del potenziale umano.

La Camera di Commercio della Regione greca Aetolokarnania ha ricevuto gli imprenditori interessati ai nuovi programmi QSN di investimento e ad altri  strumenti finanziari e di performance aziendale,  compresi i servizi in cloud, il mercato elettronico, la firma digitale di nuova generazione, i portali panellenici  www.directmarket.gr e www. filoxeno.com , nonché  il pannello-vetrina  di prodotti a disposizione di ciascuna azienda stakeholder, visibile in nove lingue. Il Presidente della Camera di Commercio di Aetolokarnania, Panagiotis Tsicritzis ha fatto brillantemente gli onori di casa anche per conto delle altre presentazioni in stand  ed in workshop: il Progetto Cambusa di Assonautica Italiana, partner pluriennale della Camera, e NikolaosRoute-La Via Nicolaiana® di cui l’Ente Camerale ha recentemente riconfermato l’incarico di VicePresidenza in Direttivo.

La Cambusa di Assonautica®, iniziativa di marketing territoriale delle eccellenze italiane presso i porti ospiti, ha riscosso un grande successo con le ricette semplici pugliesi e molisane a base di caciocavalli e  stracciatelle gustati con friselle, taralli e un’accurata selezione di olio extravergine e vini primitivi. Assonautica Italiana, che ha già promosso l’iniziativa in eventi e regate nazionali ed internazionali, trae spunto dall’usanza propria degli antichi Greci di imbarcare doni tipici della loro terra e tradizioni destinati ai porti visitati. Un concetto, quello del Dono, che è anche trait d’union del partenariato dell’Associazione Europea La  Via Nicolaiana, di cui Assonautica-Unioncamere è Direttivo Tesoriere. AENR ha, invece, esposto le prime due proposte di turismo culturale internazionale: St. Nicholas Giftgiver, From Origin to Legend che interessa Roma e la Valle dell’Aniene, Bari e Provincia e la Città di New York; St. Nicholas Miysterious Monasteries, da Bari e San Nicola de Casole a San Nicola Mesopotam in Albania, fino a San Nicola di Varasova, Kremastos, Mokista, in Grecia. I due turbo, attualmente in versione demo, coniugano, in forma modulare, lo storytelling delle genti e territori attraversati dai pertinenti percorsi immateriali.

L’obiettivo è di recuperare a regime una dimensione più umana dell’esistenza non solo attraverso l’esperienza del viaggio in modalità lenta, ma anche con i contenuti e i valori di economia ed occupazione etica, solidale  e sostenibile che questo intende offrire attraverso la chiave di lettura nicolaiana e del suo approccio primordiale al  Dono.

Una prima sperimentazione era stata realizzata in questo senso negli anni precedenti, originando nuove forme di relazione, dalla rete di promozione della Via Nicolaiana, nelle Comunità Montane dei Monti Simbruini Lucretili e dell’Aniene, oggi Segretario Generale di AENR. In quell’alveo a forte tradizione e patronato nicolaiano, parte la Storia che ha ispirato gli odierni Itinerari Culturali Europei, in quanto tappa fondamentale del Grand Tour del 1800 dove gli intellettuali più illustri d’Europa (ma anche dalla Russia, dalle Americhe, dall’Australia e dal Giappone) hanno generato le suggestioni  per le loro eredità al mondo, oggi distribuite nei vari Musei. Il Dono perfetto in risposta alla Land Art Europea, ma anche dell’ideale antropologico europeo, sintetizzati nel fascino dei luoghi e degli abitanti locali, nella naturale disposizione verso le Genti e le Arti,  e nella proverbiale ospitalità che ha accolto e nutrito la conoscenza. La sfida delle origini ora si intensifica nel sistema tecnologico e sociale più complesso di oggi, in cui comunità ospitanti e ospitate sappiano rinnovare, con nuove modalità, il proprio contributo libero e solidale nel sistema nella logica de “Il dono come forma elementare di circolazione delle cose che impedisce agli uomini di diventare delle cose” (M. Mauss). Una ricerca alle soluzioni che AENR intende condividere sui tratti comuni con il Cammino TransHumance-Vie e Civiltà della Transumanza, impegnato nella fase operativa sul coinvolgimento/restituzione dei fruitori finali del Cammino, e presentato dal Direttore A.Svi.R. Moligal  Nicola Di Niro nel Workshop “Our Common Cultural Values on Common Cultural Routes” presso l’Expo Center Nostos 2017.

Di Niro, dopo il focus sull’azione in Grecia della Nicolaiana da parte del Presidente di AENR, Monia Franceschini, ha rimarcato il collegamento tra l’heritage della transumanza e dei tratturi -che  hanno caratterizzato nel tempo gli aspetti del paesaggio, la topografia e persino la morfologia dei centri abitati-, e quello nicolaiano, spesso presente nel nucleo della communitas ancora prima del centro abitato, e trasportato solo successivamente sulle correnti d’acqua sia interne che marittime.

L’intervento del Presidente della Regione Western Greece – Kostadinos  Karpetas-  e del Consiglio Regionale del Lazio –  rappresentato da Giovanni Calvario e Patrizio Chiarappa, della Segreteria del VicePresidente Mario Ciarla- si è focalizzato sulla disponibilità ad attivare un percorso di scambio di buone pratiche tra i due Enti, sull’implementazione di una normativa ad hoc sui Cammini Culturali, sia regionali che parte di Itinerari Europei, che possa efficacemente canalizzare i pertinenti fondi europei e i fondi strutturali, aspetto maggiormente sviluppato dall’intervento di George Siamadas,  ViceSindaco di Nafkatos, referente per Leader+ Culture Routes Program 2014/2020. L’esperienza performante della legge regionale 2/2017 “Sistema della Rete dei  Cammini nel Lazio” che include il Catasto dei Sentieri e le Case del Camminatore, ha raccolto l’interesse degli stakeholder pubblici greci a proseguire il processo di apprendimento e tutoraggio in ambito normativo e di applicativo della legge, in occasione della imminente presentazione degli Stati Generali di  NikolaosRoute-La Via Nicolaiana a Roma presso la sede dell’ente regionale laziale previsti all’inizio del mese di dicembre. Il Presidente della Camera di Commercio di Aetolokarnania, Panagiotis Tsicritzis ha evidenziato il ruolo strategico della Camera nell’implementazione e nella crescente crescita del partenariato pubblico-privato in Aetolokarnania, la sinergia con i tour operators (Discover Messolonghi) e le potenzialità in termini di sviluppo di turismo alternativo e di crescita occupazionale che il territorio può ricavare con lo storytelling di NikolaosRoute, in presenza di testimonianze storico-archeologiche concrete, valorizzate dall’ottima enogastronomia e dall’eccezionalità dell’ambiente floro-faunistico protetto dalla convenzione Internazionale Ramsar e Natura 2000. Alfredo Malcarne, Presidente della Camera di Commercio della Città di Brindisi e di Assonautica Italiana, ha portato anche gli apprezzamenti del Forum delle Camere di Commercio dell’Adriatico e dello Ionio di cui è VicePresidente, assicurando come l’azione dei Cammini, specie svolta in forma sinergica con la rete camerale e imprenditoriale, rappresenti oggi un motore concreto di sviluppo dell’economia sostenibile, dallo start up d’impresa alla creazione di  nuove reti e prodotti, riconosciuto e compatibile con gli assi macroregionali e le direttive europee. Massimo Calpicchi, consigliere comunale del Comune di Bracciano -che interviene nella tratta Laziale Le Origini del Dono Tourbox St. Nichlas Giftgver – ha ricordato i collegamenti utili alla rete sulla valorizzazione del proprio Comune in sinergia con il Parco Regionale di Bracciano-Martignano sulle ciclovie dei boschi e dei laghi, di cui anche Aetolokarnania è ricca; già implementazione di legge nazionale italiana, n. 135/2001, oggi progettualità similari sulle ciclovie ed altri itinerari come quelli sulla transumanza locale, sono possibili anche con i Programmi di Sviluppo Rurale Regionali.

Interventi di particolare rilievo direttamente in stand sono stati quelli del Dr. George Tziallas, Segretario per le Politiche del Turismo e dello Sviluppo del Ministro del Turismo Elena Kountoura, il quale, apprezzando il percorso greco di NikolaosRoute, ha reso la propria disponibilità ad approfondire relazioni e progetti anche in Italia con le Regioni Puglia e Lazio; e di Sua Eminenza il Metropolita Hierotheos Vlachos, autorevole teologo con distinzioni in numerosi patriarcati e chiese ortodosse all’estero, che ha  accordato una favorevole e importante valutazione del progetto del Cammino di San Nicola in Aetolokarnania. Apprezzata durante i lavori in stand alla Fiera NOSTOS 2017 anche l’attività dell’Associazione culturale Miss Chef®- uno dei soci fondatori di AENR, con ruolo di VicePresidenza- che promuove in Italia ed all’estero, le migliori ricette della cucina italiana attraverso l’operato delle Chef  Donne professioniste.  Mariangela Petruzzelli, presidente di Miss Chef®, ha illustrato in Grecia il lavoro svolto con successo a New York-Usa, dal 6 al 12 ottobre scorsi, durante le celebrazioni del Columbus Day, con la quarta edizione del Premio Miss Chef® 2017. A NY  Miss Chef®  con AENR-La Via Nicolaiana® ha presentato il “Piatto della Pace” in nome di San Nicola: uno “Sformato di pane, scarola e formaggio” immerso in un ottimo brodo vegetale.

La conferenza stampa e la firma del protocollo di intesa sull’adesione al partenariato tra il Sindaco di Nafkatos, Panagiotis Loukopoulos ed il Presidente dell’Associazione Europea AENR, Monia Franceschini ha concluso, domenica 15 ottobre, il programma del network italo-greco a NOSTOS 2017. La Comunità Montana dei 31 Comuni dell’Aniene in Regione Lazio, ha rappresentato efficacemente la delegazione della Via Nicolaiana con una stampa originale del 1800 della Festa Internazionale degli Artisti di Cervara di Roma, comune socio fondatore AENR, donata alla Città di Nafkatos.

 

Ufficio stampa AENR NikolaosRoute-La Via Nicolaiana®

Mariangela Petruzzelli

Vicepresidente e Resp.le Comunicazione e Rapporti Internazionali

cell. +39 331/5934925-333/4532314

vicepresidentepetruzzelli@nikolaosroute-lavianicolaiana.com; mariangelapetruzzelli@gmail.com

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO

NOSTOS 2017: la rete pubblico-privata del Lazio, Puglia e Grecia, e la rappresentanza di AENR, l’Associazione Europea NikolaosRoute-la Via Nicolaiana®, riscuotono grande successo, dall’enogastronomia alle Cultural Routes, in una delle Fiere turistiche internazionali più importanti.”

Ritmi di lavoro e di incontri, serrati e sinergici, sono stati vissuti nello stand di 75 mq allestito a Nafpaktos, in Grecia, dalla Camera di Commercio e Industria di Aetolokarnania, da Assonautica Italiana-UnionCamere e da AENR, l’Associazione Europea NikolaosRoute-la Via Nicolaiana® , Carrier Network che gestisce la proposta di Cammino di San Nicola.

Il partenariato si è dato appuntamento nei giorni scorsi, 13, 14 e 15 ottobre, a NOSTOS 2017, Fiera del Turismo Alternativo e Sostenibile della storica Città di Lepanto, con le proprie eccellenze che hanno attratto le Istituzioni civili e imprenditoriali, i media e i buyers. Le tre iniziative proposte, articolate in forma organica in un unico spazio espositivo, sono state patrocinate dalla Città di Nafpaktos ospitante, dalla Città Sacra di Messolongi , dalla Regione Western Greece, dal Consiglio Regionale del Lazio, dal Comune di Bari, dal Forum delle Camere di Commercio dell’Adriatico e dello Ionio. Presente una nutrita delegazione invitata dalla rete della Via Nicolaiana, e proveniente dal Consiglio Regionale del Lazio, e altri associati AENR: Massimo Calpicchi, consigliere del Comune di Bracciano in intesa con Associazione Piramide e Parco Regionale di Bracciano-Martignano; Monia Franceschini, Associazione Work in Progress 10; Mariangela Petruzzelli, presidente dell’Associazione Miss Chef®; Monica Paola Monaco di AEM Italia, che con i suoi enti associati promuove letica, il benessere e lo sviluppo del potenziale umano.

La Camera di Commercio della Regione greca Aetolokarnania ha ricevuto gli imprenditori interessati ai nuovi programmi QSN di investimento e ad altri strumenti finanziari e di performance aziendale, compresi i servizi in cloud, il mercato elettronico, la firma digitale di nuova generazione, i portali panellenici www.directmarket.gr e www. filoxeno.com , nonché il pannello-vetrina di prodotti a disposizione di ciascuna azienda stakeholder, visibile in nove lingue. Il Presidente della Camera di Commercio di Aetolokarnania, Panagiotis Tsicritzis ha fatto brillantemente gli onori di casa anche per conto delle altre presentazioni in stand ed in workshop: il Progetto Cambusa di Assonautica Italiana, partner pluriennale della Camera, e NikolaosRoute-La Via Nicolaiana® di cui l’Ente Camerale ha recentemente riconfermato l’incarico di VicePresidenza in Direttivo.

La Cambusa di Assonautica®, iniziativa di marketing territoriale delle eccellenze italiane presso i porti ospiti, ha riscosso un grande successo con le ricette semplici pugliesi e molisane a base di caciocavalli e stracciatelle gustati con friselle, taralli e un’accurata selezione di olio extravergine e vini primitivi. Assonautica Italiana, che ha già promosso l’iniziativa in eventi e regate nazionali ed internazionali, trae spunto dall’usanza propria degli antichi Greci di imbarcare doni tipici della loro terra e tradizioni destinati ai porti visitati. Un concetto, quello del Dono, che è anche trait d’union del partenariato dell’Associazione Europea La Via Nicolaiana, di cui Assonautica-Unioncamere è Direttivo Tesoriere. AENR ha, invece, esposto le prime due proposte di turismo culturale internazionale: St. Nicholas Giftgiver, From Origin to Legend che interessa Roma e la Valle dell’Aniene, Bari e Provincia e la Città di New York; St. Nicholas Miysterious Monasteries, da Bari e San Nicola de Casole a San Nicola Mesopotam in Albania, fino a San Nicola di Varasova, Kremastos, Mokista, in Grecia. I due turbo, attualmente in versione demo, coniugano, in forma modulare, lo storytelling delle genti e territori attraversati dai pertinenti percorsi immateriali.

L’obiettivo è di recuperare a regime una dimensione più umana dell’esistenza non solo attraverso l’esperienza del viaggio in modalità lenta, ma anche con i contenuti e i valori di economia ed occupazione etica, solidale e sostenibile che questo intende offrire attraverso la chiave di lettura nicolaiana e del suo approccio primordiale al Dono.

Una prima sperimentazione era stata realizzata in questo senso negli anni precedenti, originando nuove forme di relazione, dalla rete di promozione della Via Nicolaiana, nelle Comunità Montane dei Monti Simbruini Lucretili e dell’Aniene, oggi Segretario Generale di AENR. In quell’alveo a forte tradizione e patronato nicolaiano, parte la Storia che ha ispirato gli odierni Itinerari Culturali Europei, in quanto tappa fondamentale del Grand Tour del 1800 dove gli intellettuali più illustri d’Europa (ma anche dalla Russia, dalle Americhe, dall’Australia e dal Giappone) hanno generato le suggestioni per le loro eredità al mondo, oggi distribuite nei vari Musei. Il Dono perfetto in risposta alla Land Art Europea, ma anche dell’ideale antropologico europeo, sintetizzati nel fascino dei luoghi e degli abitanti locali, nella naturale disposizione verso le Genti e le Arti, e nella proverbiale ospitalità che ha accolto e nutrito la conoscenza. La sfida delle origini ora si intensifica nel sistema tecnologico e sociale più complesso di oggi, in cui comunità ospitanti e ospitate sappiano rinnovare, con nuove modalità, il proprio contributo libero e solidale nel sistema nella logica de “Il dono come forma elementare di circolazione delle cose che impedisce agli uomini di diventare delle cose” (M. Mauss). Una ricerca alle soluzioni che AENR intende condividere sui tratti comuni con il Cammino TransHumance-Vie e Civiltà della Transumanza, impegnato nella fase operativa sul coinvolgimento/restituzione dei fruitori finali del Cammino, e presentato dal Direttore A.Svi.R. Moligal Nicola Di Niro nel Workshop “Our Common Cultural Values on Common Cultural Routes” presso l’Expo Center Nostos 2017.

Di Niro, dopo il focus sull’azione in Grecia della Nicolaiana da parte del Presidente di AENR, Monia Franceschini, ha rimarcato il collegamento tra l’heritage della transumanza e dei tratturi -che hanno caratterizzato nel tempo gli aspetti del paesaggio, la topografia e persino la morfologia dei centri abitati-, e quello nicolaiano, spesso presente nel nucleo della communitas ancora prima del centro abitato, e trasportato solo successivamente sulle correnti d’acqua sia interne che marittime.

L’intervento del Presidente della Regione Western Greece – Kostadinos Karpetas- e del Consiglio Regionale del Lazio – rappresentato da Giovanni Calvario e Patrizio Chiarappa, della Segreteria del VicePresidente Mario Ciarla- si è focalizzato sulla disponibilità ad attivare un percorso di scambio di buone pratiche tra i due Enti, sull’implementazione di una normativa ad hoc sui Cammini Culturali, sia regionali che parte di Itinerari Europei, che possa efficacemente canalizzare i pertinenti fondi europei e i fondi strutturali, aspetto maggiormente sviluppato dall’intervento di George Siamadas, ViceSindaco di Nafkatos, referente per Leader+ Culture Routes Program 2014/2020. L’esperienza performante della legge regionale 2/2017 “Sistema della Rete dei Cammini nel Lazio” che include il Catasto dei Sentieri e le Case del Camminatore, ha raccolto l’interesse degli stakeholder pubblici greci a proseguire il processo di apprendimento e tutoraggio in ambito normativo e di applicativo della legge, in occasione della imminente presentazione degli Stati Generali di NikolaosRoute-La Via Nicolaiana a Roma presso la sede dell’ente regionale laziale previsti all’inizio del mese di dicembre. Il Presidente della Camera di Commercio di Aetolokarnania, Panagiotis Tsicritzis ha evidenziato il ruolo strategico della Camera nell’implementazione e nella crescente crescita del partenariato pubblico-privato in Aetolokarnania, la sinergia con i tour operators (Discover Messolonghi) e le potenzialità in termini di sviluppo di turismo alternativo e di crescita occupazionale che il territorio può ricavare con lo storytelling di NikolaosRoute, in presenza di testimonianze storico-archeologiche concrete, valorizzate dall’ottima enogastronomia e dall’eccezionalità dell’ambiente floro-faunistico protetto dalla convenzione Internazionale Ramsar e Natura 2000. Alfredo Malcarne, Presidente della Camera di Commercio della Città di Brindisi e di Assonautica Italiana, ha portato anche gli apprezzamenti del Forum delle Camere di Commercio dell’Adriatico e dello Ionio di cui è VicePresidente, assicurando come l’azione dei Cammini, specie svolta in forma sinergica con la rete camerale e imprenditoriale, rappresenti oggi un motore concreto di sviluppo dell’economia sostenibile, dallo start up d’impresa alla creazione di nuove reti e prodotti, riconosciuto e compatibile con gli assi macroregionali e le direttive europee. Massimo Calpicchi, consigliere comunale del Comune di Bracciano -che interviene nella tratta Laziale Le Origini del Dono Tourbox St. Nichlas Giftgver – ha ricordato i collegamenti utili alla rete sulla valorizzazione del proprio Comune in sinergia con il Parco Regionale di Bracciano-Martignano sulle ciclovie dei boschi e dei laghi, di cui anche Aetolokarnania è ricca; già implementazione di legge nazionale italiana, n. 135/2001, oggi progettualità similari sulle ciclovie ed altri itinerari come quelli sulla transumanza locale, sono possibili anche con i Programmi di Sviluppo Rurale Regionali.

Interventi di particolare rilievo direttamente in stand sono stati quelli del Dr. George Tziallas, Segretario per le Politiche del Turismo e dello Sviluppo del Ministro del Turismo Elena Kountoura, il quale, apprezzando il percorso greco di NikolaosRoute, ha reso la propria disponibilità ad approfondire relazioni e progetti anche in Italia con le Regioni Puglia e Lazio; e di Sua Eminenza il Metropolita Hierotheos Vlachos, autorevole teologo con distinzioni in numerosi patriarcati e chiese ortodosse all’estero, che ha accordato una favorevole e importante valutazione del progetto del Cammino di San Nicola in Aetolokarnania. Apprezzata durante i lavori in stand alla Fiera NOSTOS 2017 anche l’attività dell’Associazione culturale Miss Chef®- uno dei soci fondatori di AENR, con ruolo di VicePresidenza- che promuove in Italia ed all’estero, le migliori ricette della cucina italiana attraverso l’operato delle Chef Donne professioniste. Mariangela Petruzzelli, presidente di Miss Chef®, ha illustrato in Grecia il lavoro svolto con successo a New York-Usa, dal 6 al 12 ottobre scorsi, durante le celebrazioni del Columbus Day, con la quarta edizione del Premio Miss Chef® 2017. A NY Miss Chef® con AENR-La Via Nicolaiana® ha presentato il “Piatto della Pace” in nome di San Nicola: uno “Sformato di pane, scarola e formaggio” immerso in un ottimo brodo vegetale.

La conferenza stampa e la firma del protocollo di intesa sull’adesione al partenariato tra il Sindaco di Nafkatos, Panagiotis Loukopoulos ed il Presidente dell’Associazione Europea AENR, Monia Franceschini ha concluso, domenica 15 ottobre, il programma del network italo-greco a NOSTOS 2017. La Comunità Montana dei 31 Comuni dell’Aniene in Regione Lazio, ha rappresentato efficacemente la delegazione della Via Nicolaiana con una stampa originale del 1800 della Festa Internazionale degli Artisti di Cervara di Roma, comune socio fondatore AENR, donata alla Città di Nafkatos.

Inizio porto expò

 

ARTE E CULTURA – Il festival delle arti Porto Expo’

Grande inizio per la prima edizione del Porto Expò, nell’incantevole cornice del Porto turistico di Roma (Ostia), venerdì 20 si è inaugurata la manifestazione con una madrina d’eccezione Hoara Borselli.

L’importante kermesse presentata da Anthony Peth ha visto questo week end di inizio del Festival alternarsi momenti dedicati alle arti figurative e spettacoli dal vivo, con l’arrivo di Paola Minaccioni che ha fatto divertire il pubblico con il suo show per proseguire in musica con la soave voce di Marta Barrano direttamente da “Ti lascio un canzone” e nelle serate successive con i comici di Zelig e Colorado.

Fulcro della manifestazione il polo centrale dedicato alle eccellenze enogastronomiche del territorio, prodotti di alta qualità, rigorosamente Made in Italy. Sul fronte delle arti figurative, Roberto Sparaci, direttore artistico della manifestazione ha ideato una esposizione d’arte (pittura, scultura, fotografia, grafica, installazioni) con oltre cento opere di noti artisti di fama nazionale e internazionale che, in questi giorni, la commissione scientifica sta valutando attentamente per decidere a chi conferire il premio come vincitore assoluto.

Tante le personalità ospiti in queste prime tre giornate, a premiare la madrina ufficiale Hoara Borselli insieme a Roberto Sparaci, in rappresentanza della Regione Lazio il consigliere Fabrizio Sartori, e poi ancora direttamente da Zelig Alessandro Pulci; Come eccellenza nel turismo ritira il premio il dott.Gianluca Planamente per la Geo Travel Network.

In questa prima edizione di Porto Expò, il programma prevede una importante iniziativa benefica, saranno infatti messe all’asta opere donate da artisti particolarmente sensibili alle tematiche a sfondo sociale e umanitario e l’intero ricavato di tale asta sarà interamente devoluto a favore della WFP United Nation.

Come eccellenza sulla solidarietà è stato premiato nei giorni scorsi l’On.Aurelio Pace, sensibile alle tematiche umanitarie e sostenitore del Made in Italy.

Non sono mancati i momenti di intrattenimento pomeridiani con la presenza degli allievi della Scuola di Danza New Dance Team diretti da Stefania Eleuteri. Tanti saranno gli appuntamenti previsti questa settimana, serata di intrattenimento con l’arrivo di nuovi comici da Zelig e serate dedicate alla bellezza, questa sera infatti vedremo in passerella “La bella d’Italia” di Laura Pudda, con un presidente di giuria d’eccezione, la designer Cinzia Maria Statuto.

Ingresso libero!!! Porto Expò –Festival delle Arti fino a Domenica 29 una lunga settimana ricca di appuntamenti e intrattenimento.