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La mia intervista al tenore Leonardo Cortellazzi

 

 

 

Leonardo Cortellazzi, tenore

Biografia

Leonardo Cortellazzi

Nato a Mantova è laureato in Economia e Commercio e diplomato in canto con Lelio Capilupi al Conservatorio di Parma. Nel 2006 vince il Concorso internazionale Giuseppe Di Stefano per il ruolo di Ferrando nel Così fan tutte di Mozart e debutta al Luglio Musicale Trapanese. Nel 2007 inizia il suo impegno con l’Accademia d’arti e mestieri del Teatro alla Scala durante il quale partecipa tra l’altro al Concerto Pucciniano diretto dal M° Chailly, ai Vesperae solennes de confessore di Mozart diretti dal M° Chung e canta nel Così fan tutte diretto da Ottavio Dantone.

Successivamente ha cantato tra l’altro al Teatro Comunale di Bologna, Don Giovanni di Mozart, Pagliacci di Leoncavallo e Risorgimento di Ferrero, al Teatro La Fenice di Venezia, Lucia di Lammermoor (Arturo), Don Giovanni Così fan tutte di Mozart, al Teatro alla Scala, Le nozze di FigaroLe convenienze ed inconvenienze teatraliIl ritorno di Ulisse in patria (Telemaco), L’occasione fa il ladro (Conte Alberto) e Don Pasquale (Ernesto), all’Egandin Festival, Anna Bolena (Percy), al Rossini Festival di Wilbad Don Giovanni di G. Pacini, a Reggio Emilia, Modena e Treviso, L’occasione fa il ladro di Rossini (Conte Alberto), a Sassari, Lucia di Lammermoor (Arturo) e nel Circuito Lirico lombardo, Il cappello di paglia di Firenze di Rota e Il flauto magico (Tamino).

Attivo in campo concertistico è stato apprezzato interprete del Requiem, della Messa dell’Incoronazione e della Missa Brevis KV 192 di Mozart, della Messa in do maggiore di Beethoven, della Cantata Erschallet, ihr Lieder di Bach, del Gloria RV 588 di Vivaldi e del Nisi Dominus di Haendel.Tra gli ultimi impegni L’elisir d’amore all’Opera di Massy e al Teatro Filarmonico per la Fondazione Arena di Verona, il Dido and Aeneas (protagonista) al Teatro Ristori a Verona sempre per la Fondazione Arena , Il caso Makropulos (Vitek) al Teatro La Fenice, Don Giovanni di Mozart all’Engandin Festival a St. Moritz, Falstaff (Fenton) al Teatro Verdi di Busseto per il Teatro Regio di Parma e al Teatro Petruzzelli di Bari, Pagliacci (Arlecchino) ad Avignone, Don Pasquale a Clermont Ferrand, Limoges Avignon e Vichy, il Requiem di Mozart e L’elisir d’amore al Teatro di San Carlo a Napoli, Armida di Traetta al Festival della Valle d’Itria, La Traviata (Alfredo) al Teatro La Fenice a Venezia, L’incoronazione di Poppea (Nerone) al Teatro alla Scala e Dido and Aeneas a Firenze.

Tra gli impegni recenti e futuri: Roméo et Juliette (Tybalt) all’Arena di Verona, Il diario di uno scomparso La Traviata al Teatro La Fenice di Venezia, La vedova allegra a Cagliari, Il trionfo del tempo e del disinganno al Teatro alla Scala, L’elisir d’amore a Muscat, Falstaff, Zenobia in Palmira a Napoli, La Mirandolina a Venezia e L’Incoronazione di Poppea al Teatro alla Scala.

Leonardo Cortellazzi, tenore

Biography

Leonardo Cortellazzi

Leonardo Cortellazzi graduates in Economics and Commerce and in singing in Parma under Lelio Capilupi.

In 2006 he wins the Giuseppe Di Stefano International Competition for the role of Ferrando in Mozart’s Così fan tutte, then staged at Luglio Musicale Trapanese.

In 2007 he spends a period at La Scala at the Accademia d’arti e mestieri, where he takes part in a concert dedicated to Puccini conducted by Riccardo Chailly, Mozart’s Vesperae solennes de confessore conducted by Myung Wung Chung and performes Ferrando (Così fan tutte) conducted by Ottavio Dantone.

Later on he’s on Teatro Comunale di Bologna stage with Mozart’s Don Giovanni, Leoncavallo’s Pagliacci and Ferrero’s Risorgimento; at Teatro La Fenice in Venice with Lucia di Lammermoor (Arturo), Don Giovanni and Mozart’s Così fan tutte; al Teatro alla Scala in Le nozze di FigaroLe convenienze ed inconvenienze teatraliIl ritorno di Ulisse in patria (Telemaco), L’occasione fa il ladro (Conte Alberto) and Don Pasquale (Ernesto); at Egandin Festival with Anna Bolena (Percy); at Rossini Festival in Wilbad with Pacini’s Don Giovanni; at Reggio Emilia, Modena and Treviso with Rossini’s L’occasione fa il ladro (Conte Alberto); in Sassari performing Lucia di Lammermoor (Arturo) and in Circuito Lirico lombardo in Rota’s Il cappello di paglia di Firenze and Die Zauberflöte (Tamino).

He’s active with concerts, and has been appreciated in Mozart’s RequiemMessa dell’Incoronazione and Missa Brevis KV 192, Beethoven’s Messa in do maggiore, Bach’s Erschallet, ihr Lieder, Vivaldi’s Gloria RV 588 and Haendel’s Nisi Dominus.

He performes L’elisir d’amore at Opéra de Massy, at Teatro Filarmonico in Verona and at Teatro di San Carlo in Naples, Dido and Aeneas (title role) at Teatro Ristori in Verona and in Florence, Il caso Makropulos  (Vitek) at Teatro La Fenice, Mozart’s Don Giovanni  at the Engandin Festival in St. Moritz, Falstaff (Fenton) at Teatro Verdi in Busseto and at Teatro Petruzzelli in Bari, Pagliacci (Arlecchino) in Avignone, Don Pasquale in Clermont  Ferrand, Limoges Avignon and Vichy, Mozart’s Requiem, Traetta’s Armida at the Festival della Valle d’Itria, La Traviata (Alfredo) at Teatro La Fenice in Venice, L’incoronazione di Poppea (Nerone) at Teatro alla Scala .

Among recent and future engagements: Roméo et Juliette(Tybalt) at Arena di Verona, Il diario di uno scomparso, La Mirandolina and La Traviata at Teatro La Fenice in Venice, The merry widow in Cagliari, Il trionfo del tempo e del disinganno at Teatro alla Scala, L’elisir d’amore in Muscat, Falstaff and Zenobia in Palmira at Teatro San Carlo in Naples, L’Incoronazione di Poppea at Teatro alla Scala and at Carnegie Hall in New York, Don Giovanni in Liège, Anna Bolena in Lisboa, Die Zauberflöte and Idomeneo in Florence, again La Traviata in Venice, Che originali! in Bergamo, Elisir d’amore at La Fenice, Alceste in Florence, Fin de partie at La Scala, La Clemenza di Tito in Liège.

Fonte: www.inartmanagement.com

Peccato d’orgoglio e damnatio memoriae: le compositrici ritrovate di Enza Maria D’Angelo

 

Se per tanto tempo la storia della musica ha fatto silenzio sulle donne che si sono dedicate alla musica, ha fatto un torto ad oltre 600 compositrici, oggi dimenticate se non addirittura di cui si è volutamente negata l’esistenza stessa. Dettagli insignificanti?
Nella cultura medievale i trovatori itineranti, uomini o donne che fossero, potevano suonare liberamente nelle corti. Tra questi solo alcune donne seppero distinguersi. Nella musica medievale troviamo delle musiciste, ma sempre accanto a figure maschili che ne permisero la visibilità: Eleonora d’Aquitania, regina di Francia e poi d’Inghilterra, mecenate dei trovatori; Beatrix contessa di Dia e moglie di Guglielmo di Poitiers, forse la più alta tra le voci femminili della scuola trabadorica; Tibors de Sarenom, sorella di Raimbaut d’Orange e Maria de Ventadorn, moglie del trovatore Bernard; Hildegarde von Bingen, cosmologa, drammaturga, linguista, botanica e filosofa.
Tra Cinquecento e Seicento le musiciste erano semplicemente identificate come figlie, mogli o sorelle di uomini illustri. Parliamo di donne come Isabella Leonarda, “la Musa Novarese”; come lei anche Francesca Caccini, “la Cecchina”, è accolta nella corte medicea grazie alla notorietà di suo padre, Giulio, divenendo un’apprezzata musicista barocca.
A partire dal ‘600 le donne di buona famiglia rivelavano nella capacità di suonare la loro educazione raffinata, come “signore della musica”, non esattamente come musiciste. È il caso di Barbara Strozzi, che si esibiva con successo nei salotti nobiliari.
L’occasione di acquistare notorietà arriva per le musiciste con l’affermarsi del melodramma nel Seicento. Le donne che si conquistavano una notorietà erano però in antitesi con la morale comune, perché troppo distanti dall’ideale femminile. Un posto a parte occupa la compositrice francese Elisabeth-Claude Jacquet de la Guerre, la più importante musicista del Seicento.
Ma bisognerà aspettare il Settecento perché possano arrivare alla pubblicazione le composizioni di ben ventitré musiciste italiane.
All’inizio dell’Ottocento una donna, Maria Rosa Coccia, potrà definirsi propriamente “musicista”. Lei resta comunque senza occupazione nell’ambito musicale, perché le leggi vigenti vietavano alle donne di esercitare la professione nelle chiese e nei teatri di Roma.
Rimane da chiedersi se la damnatio memoriae sia un destino riservato alle donne o una conseguenza della presenza di un padre, un fratello o un marito talmente luminoso da relegare all’ombra la donna. Il pensiero va immediatamente a Nannerl Mozart, che riscuoteva lo stesso successo del fratello come enfant prodige nelle corti europee, ma interruppe presto la sua attività musicale; Fanny Mendelsshon, che pubblicò opere a suo nome, mentre si esibiva spesso eseguendo il repertorio del fratello; Clara Schumann, straordinaria pianista e compositrice talentuosa, nonché insegnante innovativa, che promuoveva insieme a Brahms la musica del marito.
Finalmente nel Novecento le donne cominceranno ad ambire ad un ruolo da protagonista, ed è il caso anche di musiciste  palermitane come  le  sorelle  Maria Giacchino Cusenza e Livia Giacchino Paunita, o anche Barbara Giuranna. Ma solo tra  gli anniOttanta e Novanta de Novecento le artiste si imporranno incontestabilmente e definitivamente negli scenari musicali, e saranno le star della musica conosciute in tutto il mondo. Finalmente le donne si affermano nel mondo musicale, non più come caso straordinario ma ordinario. Possiamo oggi citare compositrici come Amy Beach e Rebecca Clarke, o Nadia Boulanger e Sofia Guibaudolina, il soprano Maria Callas, la pianista Martha Argerich o la violinista Anne-Sophie-Mutter e la prima direttrice d’orchestra alla Scala, Susanna Malkki, per cui dobbiamo aspettare fino al 2011!
La conquista della cultura odierna è aver dato alle donne la possibilità di ricoprire determinati ruoli, senza che ci sia più necessità di porsi questioni sulla differenza di genere e su una presunta superiorità maschile in quanto a valore artistico.
Ormai è chiaro che la genialità non è una questione di genere!