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Serena conduce Operaclassica Eco Italiano

Serena intervista il mezzosoprano di fama internazionale

 
Ketevan Kemoklidze  

Ketevan Kemoklizde, mezzosoprano

biografia

Richiestissima dai maggiori teatri del mondo per le sue straordinarie doti vocali e sceniche, il mezzosoprano Ketevan Kemoklidze nasce a Tbilisi (Georgia), città in cui, oltre al Master universitario in Relazioni Economiche Internazionali, consegue il Dipolma al Conservatorio Statale V. Sarajishvili sotto la supervisione di Giuliko Kariauli. Dopo l’assegnazione del Premio Speciale del Teatro alla Scala al concorso Hans Gabor Belvedere, viene ammessa senza prove d’ingresso all’Accademia dello stesso Teatro. Risulta ben presto vincitrice di prestigiosi concorsi internazionali, tra cui l’Operalia di Placido Domingo, il Concours International de Chant de la Ville de Toulouse, il Concorso Internazionale di Canto F. Viñas, il Concorso Internazionale Hans Gabor Belvedere di Vienna, il Concorso E. Obraztsova di San Pietroburgo, i Concorsi Nazionali della Georgia.

Nel 2002, ancora in formazione, Ketevan Kemoklidze esordisce sul palcoscenico georgiano e si distingue per raffinate e promettenti qualità canore nei ruoli di Maddalena (Rigoletto), Emilia (Otello) e Amadigi (opera omonima). Di ampio successo e grande favore le successive comparse sui più importanti palcoscenici del mondo, in alcuni dei quali nelle vesti dell’affascinante Rosina (Il barbiere di Siviglia): Deutsche Oper Berlin, Théâtre du Capitole di Tolosa, Teatro Regio di Parma, Teatro Massimo di Palermo, Teatro Municipal di Santiago, Opéra de Nice, Opéra National di Montpellier, Deutsche Operam Rhein, Opéra Municipal di Marsiglia; e ancora alla Washington National Opera su invito del Maestro Domingo in quanto vincitrice del suo concorso. E sempre grazie al suo invito debutta con onori, nel ruolo di Cenerentola, alla Los Angeles Opera. Nel 2017 debutta magistralmente in panni di Giovanna Seymour in Anna Bolena al Teatro de la Maestranza e al Opéra Grand Avignon. Nel 2015 Ketevan debutta con grande successo nei ruoli come Eboli (Don Carlo) al El Escorial, e, a seguire al Opera di Tbilisi, anche con la Elisabetta (Maria Stuarda) a Varsavia al Teatr Wielki – Opera Nazionela di Polonia. Nel 2014 ottiene particolare successo nel ruolo di Carmen al Nuovo Teatro Nazionale di Tokyo e, a seguire, nel Teatro Mariinskij e nel Deutshe Oper am Rhein. È dello stesso anno il grande esordio scandinavo con l’apprezzatissima interpretazione di Isolier nel Comte Ory messo in scena alla Malmö Opera. Ritorna, poi, alla Washington National Opera e al Nuovo Teatro Nazionale di Tokyo nelle vesti di Preziosilla (La forza del destino). Nel 2010 Ketevan Kemoklidze debutta trionfalmente al Covent Garden di Londra con Stéphano (Roméo et Juliette). Al Premio Speciale del Concorso Belvedere fa seguito, nel 2006, il suo apprezzatissimo debutto spagnolo al Gran Teatre del Liceu con Otello, Il barbiere di Siviglia, Linda di Chamounix, Rigoletto e Faust; il suo ritorno in Spagna è per Le nozze di Figaro e per L’arbore di Diana sul prestigioso palco del Teatro Real di Madrid. Sullo stesso palco ha debutto con enorme successo nelle vesti di Adalgisa accanto al leggendario soprano Italiano Mariela Devia e, a seguire al Opera di Tbilisi. È, inoltre, ospite gradita dei maggiori palchi italiani: al Teatro alla Scala si esibisce in Così fan tutte, Ascanio in Alba, Salomè, Manon, Il barbiere di Siviglia e Sogno di una notte di mezza estate e Rigoletto in quale ha cantado anche in Tournée di La Scala in Giappone e al Sanxay Festival in Francia. All’Arena di Verona e al Teatro La Fenice in Roméo et Juliette; al Teatro dell´Opera di Roma in Linda di Chamounix. Ha cantato Olga in Eugeni Onegin al Teatro San Carlo di Napoli. Ha debutta come Cleopatra al Festival di Spoleto in La morte de Cleopatre di Berlioz. Su invito del Maestro Pizzi è Siebel in Faust e Dorabella in Così fan tutte nelle suggestive scene dello Sferisterio Opera Festival di Macerata; recita anche in Così fan tutte al Teatro delle Muse di Ancona, in Faust e in Thaïs al Teatro Regio di Torino. Alla Oper Graz interpreta magistralmente Fenena (Nabucco) e la Principessa Clarice (L’amore delle tre melarance) e al Teatro Municipal di Santiago e all’Opera di Monte Carlo conquista il pubblico con un Cherubino mozzafiato (Le nozze di Figaro). Si esibisce anche nel ruolo di Ines nella Maria Padilla al celeberrimo Festival di Wexford e debutta in Grecia nei panni di Giulio Cesare al Megaron di Salonicco.

Ketevan Kemoklidze segna il suo eccezionale esordio cinematografico come Adriana Ferrarese (Donna Elvira) nel film Io, Don Giovanni del noto regista spagnolo Carlos Saura, premiato in diversi festival internazionali di cinema.

Della sua attività professionale si ricordano le esibizioni in prestigiose e importanti manifestazioni musicali: Ivan il Terribile e Alexander Nevsky di Prokofiev nel tour concertistico con la St. Petersburg Orchestra Filarmonica sotto la direzione di Yuri Temirkanov; e ancora al Donastia San-Sebastian Music Festival, all’Annecy Classic Festival, alla Sagra Musicale Malatestiana, all’International Music Festival “MITO”. Canta anche in Alexander Nevsky al Palau de la Musica a Valencia. Debutta con onori in Berlioz´s La morte de Cleopatre con ROSS sotto la direzione di John Axelroad. Degni di particolare menzione sono l’interpretazione dello Stabat Mater di Pergolesi nella Basilica di San Marco a Venezia con “I Solisti Veneti”; il concerto Placido Domingo e i suoi amici Georgiani a Batumi; lo Stabat Mater di Pergolesi, il Messiah di Handel e il Magnificat di Vivaldi a Padova all’Inaugurazione del Veneto Festival Internazionale con “I Solisti Veneti”; Il Dolore di Maria Vergine con “I Virtuosi delle Muse” al Teatro Campos di Bilbao; il Requiem di Mozart al Teatro Regiodi Torino; il Kindertotenlieder e Rükert Lieder di Mahler al Menhir Music Festival e a Tbilisi. Importantii successi al Music Festival Internazionale “Settimane Musicali di Stresa”; con il récital al Théâtre du Capitole di Tolosa, al Wexford Festiva, al Hohenems Palest, al Neuburg Kongregationssaal e a Tbilisil; al Al Bustan Festival, al Mozartfest 2006 a Mannheim; con la Pulcinella di Stravinski al Teatro alla Scala e al 43° Festival Internazionale A. B. Michelangeli a Brescia. Concerto di musica di Baroque con Ansamble del Arte a Neuburg. Non passano sotto silenzio i vari concerti al Teatro alla Scala, al Teatro di Basilea, all’Oper Leipzig, all’Opera di Tbilisi; l’AIDS-Gala alla Deutsche Oper di Berlino e alla Deutsche Oper am Rein; il Messiah di Handel, l’Oratorio di Natale di Bach, La morte de Cleopatre di Berlioz (prima esecuzione in Georgia); la IX Sinfonia di Beethoven, il Requiem e la Messa Brevis di Mozart al Festival Internazionale “Autunno Tbilisi”.

La sua discografia comprende Il barbiere di Siviglia, Roméo et Juliette, Faust, AIDS-Gala a Berlino, Thaïs, Otello, Sogno di una notte di mezza estate e Salome.

Negli anni 2000-2004 risulta titolare di una borsa di studio del Presidente della Georgia.

Ketevan Kemoklidze, mezzosoprano

biography

In high demand by major theaters of the world for her extraordinary vocal and stage skills. Born in Tbilisi (Georgia), received Master degree at the V. Sarajishvili State Conservatoire (Proff. G. Kariauli). Having been awarded Special Prize of Teatro alla Scala at H.G. Belvedere competition she was admitted in the Academy of Teatro alla Scala without an entrance exam. She is a winner of prestigious international voice competitions including the P. Domingo’s Operalia, the Concourse International de Chant de la Ville de Toulouse, the F. Viñas Competition of Barcelona, the H.G. Belvedere International Competition in Vienna, the E. Obraztsova International Vocal Competition in Saint-Petersburg and the Georgian Musicians National and Youth Competitions.

In 2002, still a student of Conservatory, Ketevan Kemoklidze made her debut as Maddalena in Rigoletto, title role in Amadigi and Emilia in Otello, distinguished by fine singing and promising quality. Subsequently appears successfully at many of the world’s major opera houses including: as a charming Rosina at Deutsche Oper Berlin, Théâtre du Capitole in Toulouse, Teatro Regio di Parma, Teatro Massimo in Palermo, Opéra de Nice, Opéra National in Montpellier, Deutshe Oper am Rhein, Teatro Municipal de Santiago, Opéra Municipal de Marseille and at Washington National Opera where was invited by Maestro Domingo after winning his competition. Also thanks to his invitation she made her notable role and house debut as Cenerentola at the Los Angeles Opera. Ketevan made her important and acclaimed debuts: one as Princess Eboli in Don Carlo at Auditorio de El Escorial, later at Tbilisi Opera and Israel Opera under the baton of legendary Daniel Oren, as well as Elisabetta in Maria Stuarda at Teatr Wielki – Polish National Opera. At Tokyo New National Theatre she made her outstanding debut as Carmen, later sang same role at Mariinsky Theatre, at Deutsche Oper Rhein and in Boston. She returned to Tokyo and to Washington as Preziosilla in La forza del destino. She made her successful Scandinavian debut as Isolier in “Le comte Ory” at Malmö Opera. In 2010 she made her successful Royal Opera House debut as Stephano in Romeo et Juliette. The Special Prize of Gran Teatre del Liceu won at the Belvedere Competition is followed, in 2006, by her appreciated debut in Otello and then in Il Barbiere di Siviglia, in Faust and in Linda di Chamounix and in Rigoletto at the same stage. She made her acclaimed debut as Adalgisa opposite legendary Mariela Devia at Teatro Real Madrid where she has already performed in Le nozze di Figaro and in L’arbore di Diana. Ketevan Kemoklidze is the first Georgian singer having sang Zarzuela at Teatro de la Zarzuela in Madrid.Spanish and French press praised as an unforgettable her debut as Giovanna Seymour in Anna Bolena at Teatro de la Maestranza and at Opéra Grand Avignon. Ketevan Kemoklidze is a frequent and welcome guest at Italian theaters: At Teatro alla Scala she performed in different titles as Cosi fan tutte, Il barbiere di Siviglia, Ascanio in Alba, Salome, Manon, A Midsummer’s Night Dream and Rigoletto. She sang Maddalena also on tour in Japan with Teatro alla scala and at Sanxay Festival in France. She sang Stephano in Romeo et Juliette at Arena di Verona and at Teatro La Fenice in Venice, Olga in Eugeni Onegin at Teatro San Carlo in Naples. She appeared at Spoleto Festival in La morte de Cleopatre of Berlioz. She was invited by Maestro Pizzi as Dorabella in Cosi fan tutte and as Siebel in Faust at Sferisterio Festival in Macerate. With Pierotto in Linda di Chamounix  she made her successful debut at Teatro dell´Opera di Roma and returned to Rome with Carmen at Terme di Caracalla. She stared in Cosi fan tutte at Teatro delle Muse in Ancona, in Faust and in Thais at Teatro Reggio Torino under the baton of Maestro Gianandrea Noseda. Guest appearance at Oper Graz as Fenena in Nabucco and as Princess Clarice in Love for the three oranges. She conquested with her breathtaking Cherubino public of Teatro Municipal de Santiago and Opera de Monte Carlo. She performed Innes in Maria Padilla at Irish most famous Festival in Wexford. She made her Greek debut as a Giulio Cesare at Megaron in Thessaloniki.

From her prestigious concert activities are important: Ivan the Terrible and Alexander Nevsky on tour with St. Petersburg Philharmonic Orchestra under baton of Yuri Temirkanov at Donastia San-Sebastian Music Festival, at Annecy Classic Festival, at Sagra Musicale Malatestiana, at International Music Festival “MITO”. She appeared in Alexander Nevsky also at Bratislava Music Festival, philarmonic season opening Gala at Teatro San Carlo in Naples and Palau de la Musica in Valencia.

She made her successful Sevilian debut in Berlioz´s La morte de Cleopatre with ROSS undert the baton of John Axelroad.

By invitation of Meastro Claudio Scimone Ketevan sang in Pergolesi’s Stabat Mater in Basilica di San Marco in Venice, Handel’s Messiah and Vivaldi’s Magnificant  at inauguration of Veneto International Festival with “I Solisti Veneti”.

She also sang Il Dolore di Maria Virgine with “I Virtuosi delle Muse” at Teatro Campos in Bilbao, Mozart’s Requiem at Teatro Reggio in Turin, Mahler’s Kindertotenlieder and Rückert Lieder at Menhir Music Festival and with Georgian Philharmonic Orchestra in Tbilisi, Stravinsky’s Pulcinella at Teatro alla Scala and at 43rd International Festival of A. B. Michelangelo in Brescia.

Ketevan gave the recitals at Theatre du Capitole in Toulouse, Wexford Festival, Hohenems Palast, Neuburg Kongregationssaal, at Victoria Los Angeles Festival in Barcelona and Tbilisi Grand Hall.

She appeared in the different concerts at Teatro alla Scala, at the Theatre of Basel, at Oper Leipzig, at Tbilisi State Opera, at the International Music Festival “MITO”, at the Batumi MusicFest, at the International Music Festival “Settimane Musicali di Stresa”, at the Al Bustan Festival, at the Mozartfest 2006 in Mannheim, in the concert “Placido Domingo and his Georgian friends” in Batumi and etc.

She often takes part in charity concerts AIDS-Gala at Deutsche Oper Berlin and Deutsche Oper am Rein, Theater Bonn and Autism Awareness Supporting Gala at Tbilisi Opera and etc.

In Georgia, with her participation was the first time performed Handel’s Messiah and Bach’s Christmas Oratory and Berlioz´s La morte de Cleopatre. She successfully sang Beethoven’s IX Symphony, Mozart’s Requiem and Messa-Brevis at International Festival “Autumn Tbilisi”.

Kemoklidze made her outstanding film debut as Adriana Ferrarese (Donna Elvira) in famous Spanish film director Carlos Saura’s film Io Don Giovanni, having won a special prize at various International Film Festivals.

Her discography includes Il barbiere di Siviglia, Romeo et Juliette, Faust, Aids-Gala Berlin, Thais, Otello, A Midsummer’s night dream and Salome.

During 2000-2005 she received scholarship of President of Georgia.

In 2005 she received Master’s Degree in International Economic Relation.

Ketevan Kemoklidze, mezzosoprano

biografia

Altamente demandada por los principales teatros del mundo dadas sus extraordinarias habilidades vocales e interpretativas. Nació en Tbilisi (Georgia) y obtuvo el título de Master en el Conservatorio Nacional V. Sarajishvili (Prof. G. Kariauli). Habiendo sido galardonada con el Premio Especial del Teatro alla Scala en la competición H.G. Belvedere, fue admitida en la  Academia del Teatro alla Scala sin previo examen de admisión. Ha sido ganadora de múltiples competiciones internacionales de prestigio, como la Operalia de P. Domingo, el Concourse International de Chant de la Ville de Toulouse, la competición F. Viñas Competition de Barcelona, la competición internacional H.G. Belvedere en Vienna, la Competición Vocal Internacional E. Obraztsova en Saint-Petersburg y las Competiciones Nacional y Juvenil de Músicos Georgianos.

En 2002, siendo aún estudiante del Conservatorio, Ketevan Kemoklidze hizo su debut como Maddalena enRigoletto, en Otello y como protagonista en Amadigi, reconociendo sus prometedoras cualidades y aptitudes vocales. Posteriormente aparece con éxito en las principales operas del mundo: como encantadora Rosina (Il barbiere di Siviglia) en: la Deutsche Oper de Berlin, Théâtre du Capitole en Toulouse, Teatro Regio di Parma, Teatro Massimo en Palermo, Ópera Nacional de Montpellier, Deutshe Oper am Rhein, Teatro Municipal de Santiago, Ópera Municipal de Marseille y en la Ópera Nacional de Washington a esta ultima fue invitada por el Maestro Domingo tras ganar su competición. Y de nuevo gracias a su invitación debuta con honores, en el papel de Cenerentola, la Opera de Los Angeles. En 2015 Ketevan interpretó el papel de la reina Elisabetta en Maria Stuarda al Teatr Wielki – Ópera Nacional de Polonia. En 2014 tuvo un aclamado debut como Carmen en el New National Theatre Tokyo y luego también cantó este papel en el Teatro Mariinsky. En ese mismo año hizo tuvo su exitoso debut escandinavo como Isolier en Le comte Ory, en el Malmö Opera. Además a regresado a Tokio y Washington como Preziosilla en La forza del destino. En 2010 tuvo lugar su exitoso debut en la Royal Opera House como Stephano en Romeo et Juliette. Tras ganar el Premio Especial del Gran Teatre del Liceu en la Competición Belvedere, en 2006 debutó en Otello y después en Linda di Chamounix y en Faust en el mismo escenario. A España volvió con Le Nozze di Figaroy L’arbore di Diana en el Teatro Real Madrid. Kemoklidze es una invitada habitual y querida en los teatros italianos: En el Teatro alla Scala ha actuado en diversas óperas como Cosi fan tutte, Ascanio en Alba, Salome, Manon, Il barbiere di Siviglia, A Midsummer’s Night Dream y Rigoletto en gira por Japón con la producción del Teatro alla Scala; Cantó Stephano en Romeo et Juliette en el Arena di Verona y en el Teatro La Fenice de Venecia; Ha cantado el papel de Olga en Eugene Onegin en el Teatro San Carlo de Nápoles. Ha actuado en el Festival de Spoleto en la opera La mort de Cleopatre de Berlioz. Fue invitada por el Maestro Pizzi como Dorabella en Cosi Fan Tutte y como Siebel en Faust en el Festival Sferisterio de Macerate. Actuó en Cosi Fan Tutte en el Teatro delle Muse en Ancona, en in Faust y en Thais en el Teatro Reggio Torino. Hizo una aparición como invitada en la Oper Graz como Fenena en Nabucco y como Pricess Calrice en El amor de las tres naranjas. Conquistó al público del Teatro Municipal de Santiago y la Opera de Monte Carlo con su magnífica actuación como Cherubino. Representó a Innes en Maria Padilla en Irlanda, en su famoso Festival en Wexford. Debutó en Grecia como Giulio Cesare en Megaron, en Thessaloniki.

Kemoklidze hizo su brillante debut cinematográfico como Adriana Ferrarese (Donna Elvira) en la película Io, Don Giovanni del famoso director de cine español Carlos Saura; película galardonada con un premio especial en diversos Festivales de Cine Internacionales.

De sus prestigiosas actividades de conciertos cabe destacar: Iván el Terrible y Alexander Nevsky de Tour con la St. Petersburg Philharmonic Orchestra bajo la dirección de Yuri Temirkanov en el Donastia San-Sebastian Music Festival, en el Annecy Classic Festival, en Sagra Musicale Malatestiana, en el Festival Internacional de Música MITO; Stabat Mater de Pergolesi con “I Solisti Veneti” en la Basilica di San Marco en Venecia; el concierto “Plácido Domingo y sus amigos georgianos” en Batumi; Stabat Mater de Pergolesi y Magnificant de Vivaldi en la inauguración del Veneto Festival Internacional de Música con “I Solisti Veneti;” Il Dolore di Maria Virgine con “I Virtuosi delle Muse” en el Teatro Campos de Bilbao; Requiem de Mozart en el Teatro Reggio en Turin;  Kindertotenlieder de Mahler en el Menhir Music Festival, el Festival Internacional de Música MITO y el Festival Internacional de Stresa, el Mozartfest 2006 en Mannheim, el recital en el  Théâtre du Capitole en Toulouse y el Wexford Festival, Pulcinella de Stravinsky en el Teatro alla Scala y en el 43o Festival Internacional de A. B. Michelangeli en Brescia, los conciertos en el Teatro alla Scala, el Theatre Basel, en la Oper Leipzig, y en la Ópera Estatal de Tbilisi. Participa habitualmente en conciértos benéficos como por ejemplo la AIDS-Gala en la Deutsche Oper Berlin y Deutsche Oper am Rein, etc. La primera ejecución en Georgia de Messiah de Handel y Oratorio de Navidad de Bach. Su exitosa aparición en la Sinfonía n.º 9 de Beethoven, Requiem de Mozart y Messa-Brevis en el Festival Internacional Otoño de Tbilisi;

Su discografía incluye títulos como:  Il barbiere di Siviglia, Romeo et Juliette, Aids-Gala Berlin, Thais, Otello, El sueño de una noche de verano y Salome.

De 2000-2005 le fue otorgada una beca por el Presidente de Georgia.

En 2005 obtuvo el título de master en Relaciones Economicas Internacionales.

Missione culturale in Giappone per la scrittrice aquilana Laura Benedetti – Conferenze all’Istituto italiano di Cultura di Osaka e alla Ritsumeikan University di Kyoto

 

31 luglio 2018

Missione culturale in Giappone per la scrittrice aquilana Laura Benedetti

Conferenze all’Istituto italiano di Cultura di Osaka e alla Ritsumeikan University di Kyoto, ma anche “scoperte”

di Goffredo Palmerini

L’AQUILA – Missione culturale in Giappone per la scrittrice aquilana Laura Benedetti, docente di Letteratura italiana alla Georgetown University di Washington (Usa). Un viaggio che ha toccato Tokio, Osaka, l’antica capitale Kyoto ed altre città del grande Paese del Sol Levante. Su invito di Stefano Fossati, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Osaka, venerdì scorso 27 luglio ha tenuto presso la Sala conferenze dell’IIC nella seconda città del Giappone un’apprezzata relazione sulla scrittrice Elena Ferrante e sul suo ultimo romanzo “L’amica geniale”. Annunciata con grande evidenza, la conversazione della prof. Benedetti, studiosa del mondo letterario femminile sin dal Rinascimento, si è soffermata sull’amicizia intima tra due donne sullo sfondo della costa amalfitana. Questo il tema del romanzo L’amica geniale, il capolavoro di Elena Ferrante, una delle scrittrici italiane degli ultimi anni più conosciute a livello internazionale. Una serie di quattro volumi che ripercorre sessant’anni di storia italiana, dal dopoguerra alla Seconda Repubblica, attraverso le vicende di due personaggi femminili, una storia di amicizia profonda sin da bambine in grado di rimanere salda, pur attraversando le fasi difficili della vita di una donna.

Motivo dell’invito è la traduzione in giapponese dei primi due volumi della tetralogia L’amica geniale. Titolo della conferenza “L’amica geniale di Elena Ferrante: un’amicizia che cresce in un’Italia che cambia“. In estrema sintesi, queste le principali annotazioni dell’articolato intervento svolto dalla prof. Benedetti. “I quattro romanzi che compongono la serie L’amica geniale ripercorrono sessant’anni di storia italiana, dal 1950 al 2010, dal dopoguerra alla Seconda Repubblica, attraverso le vicende di due personaggi, Elena e Lila, che si incontrano da bambine per intrecciare un legame privilegiato. Presto divenute l’una il punto di riferimento dell’altra, le due affrontano le tappe cruciali della vita – relazioni, maternità, lutti – rimanendo legate anche quando le vicende personali sembrano portarle in direzioni diverse. Elena Ferrante mette risolutamente al centro della narrazione l’amicizia tra due donne – un sentimento, come scrisse Virginia Woolf, tradizionalmente ignorato dalla letteratura – indagandone i complessi nodi di affetto e rivalità, dedizione e emulazione. Il primo volume esplora il nascere di questo legame in una Napoli ancora sconvolta dalla seconda guerra mondiale, in un quartiere popolare e violento da cui le due protagoniste cercano di evadere per vedere il mare e vivere una magica avventura che mette in evidenza le loro somiglianze e differenze. Storia personale e storia nazionale, dialetto e lingua ufficiale si intrecciano nel delineare una vicenda che affonda le sue radici nel carattere di una città per rivolgersi ai lettori del mondo intero”. Laura Benedetti ha parlato in italiano, con la traduzione in giapponese di Miko Nakai.

Domenica 29 luglio, su invito del prof. Hideyuki Doi, Laura Benedetti è stata a Kyoto, alla Ritsumeikan University, per una conferenza su Torquato Tasso. Il titolo dell’intervento “Dalla Gerusalemme terrena alla Gerusalemme celeste: Torquato Tasso e il poema di una vita”, svolgendo il suo intervento in italiano, senza traduzione. L’occasione è stata utile per conoscere più da vicino la situazione della cultura italiana in Giappone e la diffusione della nostra lingua. Ne ha parlato con il prof. Doi, avendo da lui puntuali ragguagli che dimostrano quanto sia amata ed apprezzata la nostra cultura e la lingua italiana. “In Giappone – ha affermato il prof. Doi – esistono più di 700 università, tra cui oltre 100 hanno corsi di italiano. All’Associazione di Studi Italiani in Giappone, fondata nel 1950, aderiscono più di 300 soci professionisti tra italianisti, storici e storici dell’arte (http://studiit.jp/). Da noi, alla Ritsumeikan University che è un ateneo privato, abbiamo 44 corsi di italiano – lingua, storia, arte – in Lettere, con circa 300 iscritti.”

Anche singolari “scoperte” ha potuto fare Laura Benedetti nel corso del suo viaggio in Giappone, iniziato l’11 luglio e che terminerà a fine mese. Tra le simpatiche cose osservate, a cena alcuni giorni fa nella piccola città di Takayama, ha avuto la sorpresa di un cameriere che parlava italiano. “Gli ho chiesto dove l’avesse imparato – riferisce Laura – e mi ha risposto: qui!” A Kyoto, capitale del Giappone per oltre un millennio fino a metà Ottocento, città di un milione e mezzo di abitanti, Laura ha potuto anche osservare come negozi e ristoranti facciano a gara per usare nomi italiani: tra le “perle” notate il ristorante “Pecora” – chissà se pure con gli arrosticini abruzzesi! -, la “Trattoria De Cecco” e addirittura un parrucchiere “Hair L’Aquila”.

Laura Benedetti è nata e cresciuta a L’Aquila. Dopo una Laurea in Lettere con il massimo dei voti all’Università “La Sapienza” di Roma, ha continuato i suoi studi in Nord America, conseguendo in Canada un Master of Arts alla University of Alberta e un Ph.D. alla Johns Hopkins University di Baltimora (Usa). Ha insegnato 8 anni alla Harvard University di Cambridge (Usa) e dal 2002 alla Georgetown University di Washington (Usa), dove attualmente è professore ordinario. Come direttrice del dipartimento di italiano dal 2009 al 2015 ha organizzato numerosi convegni e seminari, spesso in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia e l’Istituto Italiano di Cultura di Washington. Ha pubblicato, tra l’altro, una monografia su Torquato Tasso (La sconfitta di Diana. Un percorso per la “Gerusalemme liberata”), gli atti di due convegni (Gendered Contexts: New Perspectives in Italian Cultural Studies) e l’edizione di un trattato rinascimentale (Giovambattista Giraldi Cinzio, Discorso dei romanzi). I suoi articoli spaziano dalla letteratura medievale alla produzione narrativa più recente, che ha seguito da vicino per dieci anni quale curatrice della voce “letteratura italiana” per l’Encyclopedia Britannica Year in Review. Il suo volume The Tigress in the Snow: Motherhood and Literature in Twentieth-Century Italy ha ricevuto nel 2008 il Premio Internazionale Flaiano per l’italianistica, mentre la sua traduzione inglese dell’ultimo lavoro di Lucrezia Marinella (Venezia, 1571 – Venezia, 1653) Esortazioni alle donne e agli altri se a loro saranno in grado, corredata di un’introduzione e di un apparato critico di oltre quattrocento note, ha reso di nuovo accessibile questo rarissimo volume.

Recente l’ingresso di Laura Benedetti nella narrativa: il suo primo romanzo Un paese di carta (Pacini Editore, Pisa, 2015), molto apprezzato da critica e lettori, traccia il percorso di tre generazioni di donne tra l’Italia e gli Stati Uniti. Nel 2017 ha pubblicato, sempre per l’Editore Pacini, il romanzo Secondo piano, presentato in Italia e negli Stati Uniti. Intensa la sua attività per la Georgetown University nell’organizzazione e direzione di Summer School in Abruzzo, in collaborazione con l’Università degli Studi dell’Aquila, e di due convegni tematici tenutisi all’Aquila, con relatori dei due atenei. Per la sua attività di studiosa e per il suo impegno nella diffusione della cultura italiana, Laura Benedetti è stata insignita nel 2014 del premio “Wise Woman” dalla National Organization of Italian American Women di Washington DC e della Medaglia d’oro conferitale nel 2015 a Boston dalla Federazione delle Associazioni Abruzzesi in Usa.

Laura Benedetti rientrerà il 1° agosto a L’Aquila, dove si fermerà ancora per un mese. Il 3 agosto, a Tagliacozzo, per i suoi meriti culturali e professionali, in una suggestiva cerimonia in Piazza dell’Obelisco, sarà insignita dal Consiglio Regionale d’Abruzzo dell’onorificenza di “Ambasciatore d’Abruzzo nel mondo”. Insieme a lei riceveranno il prestigioso riconoscimento lo scienziato, fisico del clima, prof. Filippo Giorgi – premio Nobel per la Pace con Al Gore per le ricerche sui cambiamenti climatici realizzate all’ICPP –, il Comandante Generale della Guardia di Finanza Giorgio Toschi e il prof. Rony Pedro Colanzi, medico, docente universitario e direttore della Facoltà di Medicina a Santa Cruz, in Bolivia.

L’AQUILA 31 LUGLIO, I SOLISTI AQUILANI AL MUSEO NAZIONALE D’ARTE – MUNDA

 

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COMUNICATO STAMPA

L’AQUILA 31 LUGLIO, I SOLISTI AQUILANI AL MUSEO NAZIONALE D’ARTE – MUNDA

L’AQUILA – Per la rassegna Musica e Territorio, appuntamento il 31 luglio, alle 18.30, al Munda con I Solisti Aquilani Quartetto (Daniele Orlando e Nicola Marvulli, violini; Margherita Di Giovanni, viola, Giulio Ferretti, violoncello) e Cesare Chiacchiaretta, fisarmonicista a tutto tondo, e appassionato di bandoneon. Il concerto è interamente dedicato a Piazzolla del quale Chiacchiaretta è un profondo conoscitore. Nato a Chieti, Chiacchiaretta si dedica sin da giovanissimo allo studio della fisarmonica per poi intraprendere ed affiancargli quello del bandoneon. Ha studiato con il M° Claudio Calista presso l’Accademia Musicale Pescarese, diplomandosi con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio “N. Piccinni” di Bari nel 1995. In seguito si è perfezionato con maestri del calibro di M. Bonnay, V. Zubitsky e M. Ellegaard.

E’ stato premiato nei più importanti concorsi nazionali ed internazionali ottenendo tra gli altri il primo premio, nel 1993, al Concorso internazionale “Città di Castelfidardo”. Nel 1991 è prescelto quale unico rappresentante italiano alla Coppa del Mondo dell’Unesco. Nel 1993 viene invitato a partecipare, in rappresentanza per l’Italia, al 43° trofeo Mondiale della Fisarmonica a Setubal (Portogallo). Ha tenuto oltre 1.000 concerti in 35 Paesi al mondo e suonando da solista con importanti orchestre. Ha suonato sotto la direzione del Maestro Riccardo Muti presso il Teatro dell’Opera di Roma con l’orchestra Cherubini eseguendo musiche di Nino Rota. Ha collaborato con Eddie Daniels, Amanda Sandrelli, Elio, Enzo Iacchetti, Giampaolo Bandini, Corrado Giuffredi, Trio di Parma, Enrico Fagone.

Nel 2008 ha svolto una tournée in veste di bandoneonista con Fernando Suarez Paz, (il violinista di Astor Piazzolla) e con il quale ha inciso un disco risultato vincitore del premio della Critica Orpheus Award. Nel 2011 ha vinto il Premio Astor Piazzolla per la divulgazione dell’opera del grande maestro argentino. Ha tenuto Masterclasses nelle Università di Missoula (Montana-USA), San Pietroburgo (Russia), Loyola University (Los Angeles-USA) e Conservatorio Centrale di Pechino (Cina). Recentemente ha inciso per la Naxos Productions il concerto di Roberto Di Marino e le Five Tango Sensations di Astor Piazzolla con l’Orchestra Croatian Philarmonic diretta da Miran Vaupotic.


Il cartellone della serata attraversa le partiture più note e affascinanti di Astor Piazzolla
, uno straordinario genio musicale che ha saputo rivoluzionare ciò che in Argentina è considerato intoccabile, ossia il tango e la musica del tango, e creare un nuovo tango tra spirito e colori argentini e strumenti e tecniche più classici e tradizionali che lo legano ai grandi maestri, soprattutto europei.

Per gli abbonati alla rassegna “Musica per la città” 2017-2018, l’ingresso è gratuito, dal momento che il concerto sostituisce quello previsto il 21 febbraio scorso e annullato a causa di sopraggiunti impegni dell’artista ospite, Roby Lakatos. E non solo sarà possibile farsi ammaliare dalla musica di Piazzolla, ma anche ammirare un’opera di Cola dell’Amatrice, che esposta nel Museo Nazionale d’Abruzzo al Castello Cinquecentesco fino al sisma, ritorna a casa dopo 9 anni nelle sale del Munda: La Sacra Famiglia con San Giovannino e San Francesco d’Assisi.


INGRESSO 5,00 EURO

Comunicato Comune Macerata

 

 

COMUNICATO STAMPA N. 2 sabato 28 luglio 2018

Laboratorio permanente delle dieci città finaliste al titolo di Capitale Italiana della Cultura 2020, parte da Macerata l’idea di un protocollo d’intesa

MACERATA – Capitalizzare il lavoro svolto, renderlo strutturato e visibile in una prospettiva triennale attraverso un Grand Tour, il viaggio delle conoscenza, delle città incluse nella top ten delle finaliste per diventare Capitale italiana della Cultura 2020. Da qui l’esigenza di arrivare a un protocollo d’intesa condiviso dai vari Comuni che definisca gli obiettivi delle rete, un programma delle attività e delle specificità da promuovere, progetti di formazione, fino a ipotizzare un bando per individuare un’agenzia che possa investire sul “racconto” del Grand Tour e la costruzione di una rete degli uffici stampa degli enti coinvolti.

Queste tra le tante idee emerse nella seconda tappa del percorso intrapreso dalle dieci città finaliste che ha visto la luce lo scorso aprile a Casale Monferrato e proseguito il 26 e 27 luglio a Macerata, a Palazzo Buonaccorsi, convocato su iniziativa del vice sindaco e assessore alla Cultura, Stefania Monteverde, che ha guidato è coordinato l’incontro. “Due giorni molto intensi e ricchi, un laboratorio tra comuni che ha dato il via a una infrastruttura culturale per l’Italia, la rete delle piccole e medie città che fanno della cultura un punto di forza per la crescita della comunità – afferma l’assessore Monteverde -. È un progetto ambizioso e molto importante perché parte dal basso e dalle città che sono periferiche ma rappresentano l’Italia dei comuni. Mettiamo insieme i giovani, le imprese culturali, gli eventi, le storie di ciascuno per percorrere un insolito Grand Tour dell’Italia”.

Al tavolo dei lavori hanno partecipato il sindaco di Macerata Romano Carancini, il sindaco e l’assessore alla Cultura di Casale Monferrato, Titti Palazzetti e Daria Carmi, il primo cittadino di Bitonto Michele Abbaticchio, gli assessori alla Cultura di Piacenza e Nuoro Massimo Polledri e Sebastiano Cocco, la responsabile dell’ufficio stampa Antonietta Demurtas e il funzionario alla Programmazione Salvatore Boeddu del Comune di Nuoro, Simona Teoldi responsabile del servizio Beni e attività culturali della Regione Marche, il sovrintendente e la direttrice artistica del Macerata Opera Festival Luciano Messi e Barbara Minghetti, la dirigente del servizio Cultura del Comune di Macerata Alessandra Sfrappini, Massimiliano Colombi e Marco Marcatili, sociologo ed economista coordinatori del dossier di candidatura di Macerata Capitale Italiana della Cultura 2020.

Tema del confronto “Una mappa di sviluppo territoriale e progettazione integrata” intorno a cui si è sviluppato un intenso e partecipato dibattito, ricco di contributi, che ha toccato tematiche che hanno visto al centro dello scambio di idee per la creazione della rete della città anche buone pratiche su cui costruire consenso, produzione e condivisione culturale, alleanze economiche con le realtà dei diversi territori. Sottolineata l’esigenza di stringere un rapporto con le varie Regioni di appartenenza e la necessità di contatti con il Ministero competente.

“Questo secondo incontro – ha detto l’assessore di Casale Monferrato Daria Carmi – è stato fondamentale per delineare struttura o e obiettivi della rete delle dieci città finaliste a capitale Italiana della Cultura 2020. Abbiamo confermato l’impegno a sviluppare politiche cittadine dove la cultura è cuore di crescita e sviluppo”. Per Sebastiano Cocco, vice sindaco e assessore alla Cultura del Comune di Nuoro “il sistema reticolare, proprio della proposta culturale di Nuoro 2020, trova maggiore compimento nella costituzione della rete delle città finaliste. L’intreccio delle varie specificità, la connessione tra le buone pratiche in ambito culturale, la promozione di una dimensione insolita delle varie realtà italiane, diventando un soggetto unico, rappresenteranno un interlocutore importante per le realtà pubbliche e private, nell’ottica delle rigenerazione dei territori e della creazione di nuove opportunità di sviluppo”.

“L’Italia è l’Italia del Comuni – ha affermato invece nel corso dei lavori l’assessore alla Cultura di Piacenza Massimo Polledri – dove identità, storia, usanze di vita hanno creato una cultura ineguagliabile. Metterle vicino e accostarle rappresenta un valore umano di convivenze e turistico senza uguali”. Prossima tappa del laboratorio permanente delle dieci città finaliste al titolo di capitale Italiana della Cultura 2020 sarà il 28 e 29 settembre a Nuoro dove verrà definito il protocollo d’intesa che ogni Amministrazione dovrà approvare e sottoscrivere, un comune documento di identità che aprirà le porte delle successive fasi attuative della rete. (lb)

Nelle foto: alcuni momenti dell’incontro delle dieci città finaliste al titolo di Capitale Italiana della Cultura 2020 a Palazzo Buonaccorsi a Macerata

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Costituita a Bari l’Associazione Internazionale Italiani all’Estero “Radici” – L’organigramma e la mission

Costituita a Bari l’Associazione Internazionale Italiani all’Estero “Radici”

BARI – E’ stata costituita a Bari l’Associazione Internazionale Italiani all’Estero “Radici”, il cui scopo sociale è diretto a promuovere l’immagine delle Regioni del Sud Italia presso i nostri connazionali emigrati in vari Paesi del mondo ed a favorire il cosiddetto “turismo di ritorno” nei paesi d’origine attraverso la conoscenza del territorio, dei prodotti dell’agroalimentare, dell’ospitalità rurale e delle tradizioni culturali e religiose.

L’avv. Mario Pavone è il Presidente dell’Associazione e il Consiglio Direttivo è composto da Gregorio De Luca (Vice Presidente), Franco Censi, Maria Catalano Fiore, Anna Maria Stoico, Giovanni Bernardino Sebastiani, Luigi D’Amico, Silvana Virgilio, Tiziana Mastroscusa, Domenico Zoccali, Antonio Peragine, Vito Mariano Verzillo, Gennaro Ruggiero, Gennaro Ascione.

Il Comitato ha affidato al dr. Antonio Peragine, direttore del Corriere Nazionale, la direzione della Rivista “RADICI”, organo ufficiale dell’Associazione, allo scopo di diffondere il Progetto ai nostri connazionali residenti all’Estero anche avvalendosi di nuovi strumenti di comunicazione, oltre alla versione cartacea rivista che sarà presentata nel suo primo numero alla prossima Fiera del Levante di Bari. La Rivista si avvarrà di uno staff di collaboratori, specializzati nei settori di attività previsti dallo Statuto dell’Associazione, di un Comitato Scientifico e di un Comitato d’onore. La Rivista si occuperà, inoltre, per conto dell’Associazione, dell’Ufficio stampa, delle Pubbliche Relazioni e delle Conferenze Stampa.

L’Associazione promuoverà l’organizzazione e preparazione di Workshop, Convegni e Meeting, opererà nel campo delle strategie di marketing turistico, culturale ed enogastronomico, viaggi di studio per i giovani, cooperazione internazionale e gemellaggi con realtà estere di grande pregio. Offrirà inoltre servizi di comunicazione per associazioni di categoria e no profit, Enti ed Imprese, realizzando monografie per enti pubblici e aziende private.

L’Associazione, inoltre, allo scopo di valorizzare l’impegno professionale dei nostri conterranei nei Paesi d’emigrazione, ha deciso d’istituire il Premio internazionale “Radici”, che sarà conferito agli imprenditori di origine italiana ed ai loro discendenti che si siano distinti nelle attività professionali, industriali e commerciali nei Paesi di Emigrazione, contribuendo con il proprio lavoro ad avvalorare l’immagine dell’Italia all’Estero. Infine, tutti i prodotti delle Aziende d’eccellenza, partner dell’Associazione, saranno connotati dal logo “RADICI”, allo scopo di meglio caratterizzarne l’origine e la qualità. L’Associazione ha sede a Bari, in Viale della Repubblica n.71/n.

Il Presidente Mario Pavone, a commento della costituzione dell’Associazione, in una lettera inviata ieri ai componenti del Consiglio Direttivo, si è così espresso: Cari Amici, scrivo questa lettera con l’obiettivo di comunicarVi, da parte mia, stima e gratitudine per il lavoro svolto in sinergia negli ultimi mesi. Questa prima collaborazione ci ha permesso di raggiungere gli obiettivi prefissati con risultati sopra le aspettative e grazie al Vostro prezioso contributo abbiamo risolto con rapidità questioni di primaria importanza, tra cui quella della costituzione di una regolare Associazione che aspira a diventare un importante punto di riferimento in Italia ed all’Estero per i nostri connazionali emigrati in vari Paesi del mondo.

Posso solo pensare che, negli anni di impegno spesi per la creazione di una Associazione come “Radici”, questo sia il risultato migliore che potessi sperare. Ne sono veramente felice e commosso… Grazie di Cuore. Sono certo che avremo modo di proseguire questo nostro felice rapporto professionale per molte altre occasioni. Dico “nostro” perché la realizzazione di questo Progetto è stato un traguardo raggiunto insieme. Il contributo che avete fornito è stato non solo indispensabile per la buona riuscita del Progetto “Radici “ma anche unico nel suo genere, in una giusta com-binazione di creatività e professionalità.

Grazie della fiducia che avere riposto nella mia modesta persona, affidandomi la Presidenza del Consiglio Direttivo, augurandomi che la stessa sia stata ben riposta. Questa lettera è, quindi, solo un sincero ringraziamento a tutti Voi per la collaborazione dimostrata nei mesi di lavoro e per aver creduto senza riserve nel nostro Progetto comune, nella speranza di mantenere viva e forte questa fruttuosa collaborazione. Siamo partiti con grandi idee ma è solo grazie a Voi se siamo riusciti a diventare grandi in tutto quello che facciamo per il bene del Paese, senza alcuno scopo di lucro ma solo con la nostra volontà indomabile. In attesa di rivederVi presto, auguro a tutti Voi una continuazione ricca di successi, soddisfazioni personali e professionali, e di un meritato riposo in questo periodo feriale, in vista dell’importante lavoro che ci attende nei mesi a venire Con i più cordiali saluti. Il Presidente, Mario Pavone.

Appuntamento a Bari, dunque, per l’82^ Fiera del Levante (8-16 settembre 2018), nel corso della quale il Progetto avrà la sua prima uscita ufficiale, con la presentazione del primo numero della Rivista “RADICI” e con la comunicazione delle missioni che l’Associazione avvierà, in Italia e all’Estero, per promuovere il territorio delle regioni del Mezzogiorno, le sue eccellenze, le valenze artistiche e architettoniche, il paesaggio, le tradizioni, lo straordinario patrimonio culturale, il turismo sostenibile e il turismo delle Radici per gli italiani nel mondo.

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Sede

Viale della Repubblica 71n

70125 BARI(Italia)

Tel 0039 339 7421201- 0039 333 7052057

eMail direttore@corrierenazionale.net

Istituto Cinematografico dell’Aquila – Quattro grandi capolavori cinematografici nello splendido scenario di Alba Fucens

 

 

 

COMUNICATO STAMPA

Quattro grandi capolavori cinematografici nello splendido scenario di Alba Fucens

Prenderà il via Mercoledì 1 Agosto a partire dalle ore 21.15 nell’incantevole sito archeologico di Alba Fucens, all’interno dell’Anfiteatro romano, la rassegna cinematografica denominata CINESTORY. Sul grande schermo, direttamente dagli archivi della Cineteca dell’Aquila “Maria Pia Casilio”, le magie di Welles, Fellini, Scorsese, Tarantino che abbracciano mezzo secolo di Storia del Cinema. Tutte le pellicole in calendario sono conservate, restaurate e digitalizzate dagli operatori culturali della “Lanterna Magica”.

L’iniziativa si inserisce in un programma più ampio che prevede opera lirica, danza, jazz, musica rock ed appunto una sezione cinematografica. L’evento estivo denominato Festival’Alba, giunto quest’anno alla sua seconda edizione è promosso ed organizzato dall’Associazione culturale Harmonia Novissima e vede la presenza del MIBACT/Beni e Attività culturali e del Turismo, della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio dell’Abruzzo e del Polo Museale dell’Abruzzo, Fondazione Carispaq, DMC Marsica Terrextra, il Comune di Avezzano, Massa d’Albe, Magliano de’ Marsi e della Regione Abruzzo. Per il secondo anno consecutivo dunque, l’Istituto Cinematografico dell’Aquila “La Lanterna Magica” ha l’opportunità di arricchire un programma di iniziative di grande qualità artistica per migliaia di turisti e visitatori grazie all’importanza del suo Centro Archivio.

Proprio grazie al grande patrimonio acquisito nel corso degli anni dall’Istituto Cinematografico dell’Aquila, sono stati ottenuti significativi risultati a livello internazionale: presso l’Austrian Film Museum di Vienna, lo scorso mese di febbraio nelle giornate del 17 e 28, è stata proiettata la pellicola in formato 35mm I nuovi mostri di Mario Monicelli (Italia, 1977), conservata nella Cineteca dell’Aquila “Maria Pia Casilio”. Inoltre, dal prossimo 10 Ottobre fino al 28 Gennaio 2019 presso La Cinémathèque française di Parigi sarà previsto un omaggio al regista italiano Sergio Leone in collaborazione con la Fondazione Cineteca di Bologna. Saranno esposti alcuni bozzetti del film C’era una volta il west realizzati dalla costumista italiana Marilù Carteny. Anche questo raro e pregiato materiale è conservato nel Centro Archivio Cinematografico della “Lanterna Magica”.

Infine, un’altra interessante iniziativa in programma per il prossimo mese di Ottobre è un’esposizione di rari oggetti appartenuti ad una grande artista del nostro Paese: Paola Borboni. Costumi, fotografie di scene originali, contratti di lavoro, sceneggiature teatrali, materiali inediti personali dell’attrice emiliana saranno esposti a Parma in una bellissima iniziativa curata dall’Associazione Onlus “La doppia Elica”. Tutto il materiale è conservato ed esposto all’interno del Museo dei Mestieri e delle arti del cinema all’interno dei locali della Biblioteca Regionale “S. Tommasi”.

L’Aquila, lì 28 Luglio 2018

l’Ufficio Stampa

CINESTORY

Alba Fucens, ore 21,15

Alcuni grandi capolavori che abbracciano

mezzo secolo di Storia del Cinema. Sul grande schermo le magie di Welles, Fellini, Scorsese, Tarantino

nello splendido scenario di Alba Fucens

Mercoledì 1 Agosto

Quarto Potere di Orson Welles (Usa, 1941)

Giovedì 2 Agosto

La dolce vita di Federico Fellini (Italia, 1960)

Lunedì 6 Agosto

Toro scatenato di Martin Scorsese (Usa, 1980)

Martedì 7 Agosto

Pulp Fiction di Quentin Tarantino (Usa, 1994)

Libri presentazione_ Roberto Sciarrone

 

Libri, La primavera dei popoli: Roberto Sciarrone racconta Messina al centro della Rivoluzione siciliana del 1848. 

A Furci Siculo (Me) il 29 luglio ore 20

L’autore, docente alla Sapienza Università di Roma racconterà Messina, protagonista di una delle pagine più cruente della storia delle rivoluzioni europee del ’48

 

:: Cultura Arte Spettacolo

Gio 26 Luglio 2018 – 13:05

Immagine Principale

Immagine Principale

Domenica 29 luglio 2018 – ore 20.00

Comune di Furci Siculo (Me)

Piazza largo Pizzolo (lungomare)

Messina, 25 luglio 2018 –  Il comune di Furci Siculo (Me), nell’ambito degli incontri culturali organizzati per la stagione estiva 2018, in collaborazione con l’Associazione culturale Tamaricium, l’Associazione Giornalisti Europei (AGE), l’Associazione Culturale L’Aquilone Onlus, “Edas Casa Editrice dal 1970”, l’Associazione Paese Italia, promuove la presentazione del libro “La primavera dei popoli – La rivoluzione siciliana del 1848” di Roberto Sciarrone, ricercatore in storia contemporanea presso il Dipartimento di Storia Culture Religioni di Sapienza Università di Roma.

 

L’evento culturale è curato da Rosanna Garufi, consigliere con delega all’Istruzione del comune di Furci Siculo e dall’operatrice culturale e docente Pina D’Alatri. L’incontro si svolgerà domenica 29 luglio 2018 a partire dalle ore 20 presso via Roma, piazza Octeville Sur Mer, Furci Siculo.

 

Apriranno l’incontro i saluti istituzionali del sindaco di Furci Siculo, Matteo Francilla; dell’assessore alla Cultura del comune di Messina, Roberto Vincenzo Trimarchi; del sindaco di Santa Teresa, Danilo Lo Giudice. Aprirà i lavori il consigliere con delega all’Istruzione del comune di Furci Siculo Rosanna Garufi e introdurrà la presentazione Pina D’Alatri, docente e operatrice culturale.

 

Il dibattito vedrà l’intervento dell’autore e la partecipazione di Domenico Interdonato, Presidente Ucsi Sicilia (Unione Stampa Cattolica Italia), di Mimma Cucinotta, direttore responsabile Paese Italia Press, di Carmelo Occhino, Segretario Generale Associazione Giornalisti Europei (Age) per la sezione d’Italia in Roma, di Domenica Puleio, condirettore Paese Italia Press e di Rosario Messina direttore responsabile Sicilia Felix.

 

IL 4 AGOSTO, NELLA CHIESA DI PETTINO, 50° DI SACERDOZIO DEL NUNZIO MONS. ORLANDO ANTONINI

 

27 luglio 2018

IL 4 AGOSTO, NELLA CHIESA DI PETTINO, 50° DI SACERDOZIO DEL NUNZIO MONS. ORLANDO ANTONINI

Celebrerà insieme a P. Carmine Serpetti, con il quale fu ordinato da Mons. Stella il 29 giugno 1968

di Goffredo Palmerini

L’AQUILA – Mons. Orlando Antonini, Nunzio apostolico, il 4 agosto alle ore 18:30, nella Chiesa di San Francesco a Pettino, festeggerà il suo 50° di Sacerdozio presiedendo la celebrazione eucaristica, concelebrante, tra gli altri, Padre Carmine Serpetti, il francescano insieme al quale il 29 giugno 1968 egli venne ordinato dall’Arcivescovo Costantino Stella, nella Chiesa abbaziale di Arischia. La significativa ricorrenza, in un primo tempo prevista per il 29 giugno scorso, è stata dilazionata al 4 agosto perché nel frattempo diventata concomitante con le cerimonie in San Pietro, il 28 e 29 giugno scorsi, per la creazione dei nuovi Cardinali da papa Francesco, tra i quali l’arcivescovo dell’Aquila, Card. Giuseppe Petrocchi. In una cronaca di 50 anni fa, apparsa sul settimanale diocesano Voce Amica, viene sottolineato come l’arcivescovo Mons. Stella nella sua omelia richiamasse il significato dell’ordinazione dei due sacerdoti nel giorno dei Santi Pietro e Paolo, esortandoli ad iniziare la loro nuova vita “…con grande fede, alla luce della santità e del martirio dei due gloriosi Principi degli Apostoli”.

L’articolo riporta, oltre la notizia della grande partecipazione delle due comunità di Villa Sant’Angelo e Arischia, paesi natali dei due sacerdoti, anche le presenze della chiesa aquilana accanto all’arcivescovo, nel suggestivo rito dell’ordinazione presbiterale. Nomi che per gli aquilani di una certa età rievocano davvero un’epoca: l’arcidiacono Mons. Mario Durante, i canonici Mons. Gustavo Cinque e Mons. Alfredo Orpelli, il parroco di Arischia, don Giovanni D’Eramo, il parroco di Villa Sant’Angelo, don Serafino Del Giudice. E ancora don Mario Ciocca, arciprete di Cittaducale (allora diocesi dell’Aquila) e già parroco di Villa Sant’Angelo e P. Giacinto Marinangeli, Provinciale dei Frati minori d’Abruzzo, insieme a numerosi confratelli di Padre Carmine dei conventi di San Giuliano, a L’Aquila, e Lanciano, in particolare P. Ludovico Aureli, con tanti giovani studenti delle famiglie minoritiche. Insufficiente a contenere tutti i fedeli accorsi, la chiesa parrocchiale San Benedetto di Arischia, fu scelta tuttavia per consentire alla madre malata di Padre Carmine di poter assistere alla cerimonia di ordinazione del figlio.

Don Orlando, giovane prete 23enne (nato a Villa Sant’Angelo il 15 ottobre 1944, allora frazione di San Demetrio ne’ Vestini), viene subito nominato vice Rettore al Seminario dell’Aquila, mentre nel 1970 gli vengono affidate per il servizio pastorale le Parrocchie di San Martino e S. Maria ab Extra, a Picenze, dove opera fino al 1976. Erano ricchi di novità e fermenti quegli anni post Concilio Vaticano II, nelle importanti fasi di rinnovamento della Chiesa avviato con il Concilio da Giovanni XXIII e concluso da Paolo VI, non solo nei cambiamenti dei riti liturgici – con la Messa e le altre funzioni non più in latino – ma anche nell’attenzione ai temi sociali, all’apertura alla mondialità e al dialogo, al sapere scrutare e cogliere “il segno dei tempi”, nello spirito dell’insegnamento giovanneo. Con buona lena don Orlando da subito opera nelle parrocchie che gli sono affidate, avendo come punti di riferimento i principii del Concilio, di una Chiesa autentica, lontana dai privilegi, povera e attenta agli ultimi. In questo anche riducendo all’essenziale le forme, che abbandonavano rituali talvolta ridondanti. Peraltro segnando una significativa novità, come la condivisione collaborativa con altri 5 parroci – don Natale Chelli, don Alfredo Cantalini, don Domenico Marcocci, don Lucio Antonucci, don Ruggero Gallo –con i quali c’è comunione nella preghiera e nelle iniziative, in primis nel non avanzare richieste di offerte per i servizi religiosi: Messe, funerali, matrimoni e così di seguito. Una “rivoluzione” che, per quanto in linea con le riforme del Concilio, qualche insofferenza all’epoca destò e anche un qualche clamore, quando i sei giovani preti decidono che, per il loro sostentamento non affidato alle “entrate” dai servizi religiosi, debbano cercarsi un lavoro, compatibile con il loro ministero sacerdotale.

E’ così che don Orlando trova occupazione, presso la Piccola Opera Caritas di Padre Serafino Colangeli, che assiste ragazzi disagiati o portatori di handicap, allora sistemati in un’ala del Convento dei Frati minori di Paganica. Vi lavora quasi tre anni, addetto alla Segreteria, con significativa efficienza organizzativa e con una spiccata sensibilità “sindacale”, nel senso di promuovere la stipula di contratti al personale, fino ad allora retribuiti senza un criterio uniforme, dando regole certe sia riguardo le competenze nel lavoro che nel corrispettivo per le prestazioni. E tuttavia, questa specie di “rivoluzione” che negli anni si andava consolidando, determinando nel clero della diocesi discussioni e qualche malumore che invocava severi provvedimenti, alla fine trova nella saggezza e nella mitezza del nuovo arcivescovo dell’Aquila, Mons. Carlo Martini, piacentino, per molti anni Nunzio apostolico in diversi Paesi del mondo, la chiave giusta per rasserenare l’ambiente, operando nei confronti dei 6 sacerdoti scelte che valorizzino i loro carismi – hanno tutti dato prova di talento e qualità nella vita pastorale e nei compiti affidati – , piuttosto che reprimerne le potenzialità. In particolare verso don Orlando, la scelta di Mons. Martini è illuminata, avviandolo nel 1976 alla Pontificia Accademia Ecclesiastica a Roma, dove si formano i diplomatici della Santa Sede. Là don Orlando ha seguito i corsi di studi giuridici, di diplomazia e di lingue straniere, fino al marzo del 1980. Completati gli studi accademici, inizia in quegli anni la lunga e impegnativa sequela di servizio nelle Nunziature apostoliche, dapprima come Segretario poi come Consigliere, che arricchiscono il suo bagaglio di esperienze in diversi e delicati scacchieri del mondo.

Dapprima (1980 – 1981) in Bangladesh, dove fa una prima esperienza in un Paese a grande maggioranza di religione mussulmana, dove viene a contatto anche con la cultura indù. Poi in Madagascar (1981 – 1984), paese africano speciale, perché la sua popolazione è di antica ascendenza indonesiana, ormai quasi tutto cristiano con una Chiesa molto viva e organizzata, soprattutto nel laicato. Dal 1984 al 1987 è in Siria, dove compie un’altra esperienza in una nazione a forte impronta mussulmana, ma con ancora una presenza cristiana dei primi secoli molto diversificata, ricca d’un patrimonio architettonico e artistico rilevante, che va da prima di Cristo all’epoca romana, al periodo cristiano prima dell’invasione araba, all’epoca islamica, alla parentesi crociata.

Dal 1987 al 1990, è destinato in Cile, dove collabora con il Nunzio Mons. Angelo Sodano, vivendo insieme alla Chiesa locale la difficile transizione dalla dittatura di Pinochet alla democrazia. Dal 1990 al 1993 è inviato in Olanda, paese europeo moderno e eccellentemente organizzato, ma che dal punto di vista religioso potrebbe definirsi postcristiano. Dal 1993 al 1995 è a Parigi, dove interagisce con la ricchezza culturale e artistica francese. Qui si premura anche, con accurate ricerche in archivi e biblioteche, di recuperare importanti manoscritti su Celestino V e sull’ordine dei Celestini, poi riportati in una sua pubblicazione. Nel 1995 e fino al 1999 rientra a Roma, presso la Segreteria di Stato, dove collabora con Mons. Jean-Louis Tauran e dove viene incaricato di seguire gli affari dei paesi del Centro America, tra cui Cuba. Proprio riguardo al paese caraibico lavora alla preparazione dello storico viaggio di Giovanni Paolo II, nel 1998, al quale partecipa a seguito del Papa, così incontrando Fidel Castro e le personalità del regime.

Nel luglio 1999 Giovanni Paolo II lo nomina Nunzio Apostolico in Zambia e in Malawi, al contempo elevandolo alla dignità di Arcivescovo. In questi paesi africani poveri può dispiegare la sua missione diplomatica, religiosa e di promozione umana, avviando con aiuti e donazioni dall’Italia la realizzazione di vari progetti sanitari e di sviluppo. Peraltro, ha dovuto seguire la delicata questione, assai problematica, riguardante l’arcivescovo Emmanuel Milingo, con le diverse vicende nelle quali quel presule è stato invischiato. Nel 2006 papa Benedetto XVI lo invia in Paraguay, dove si trova a dover gestire lo spinoso caso del vescovo Fernando Lugo il quale, abbandonato il ministero sacro ed entrato in politica, nel 2008 viene eletto Presidente della Repubblica. Infine, nel 2009, la nomina alla guida della Nunziatura apostolica di Belgrado, in Serbia, dove è impegnato a seguire i difficili problemi di una piccola Chiesa cattolica plurietnica e gli altrettanto complessi rapporti con la Chiesa serbo-ortodossa.

Vi rimane fino al 2015, quando, per sopraggiunti motivi di salute, rientra in Italia, chiede ed ottiene di vivere nella diocesi aquilana, nella sua Villa Sant’Angelo, dove ora vive in un MAP come ancora la maggior parte della sua gente fino a quando non verrà ricostruita la sua abitazione nel centro storico, prestando la sua collaborazione pastorale, quando occorre, alla Segreteria di Stato, all’Arcivescovo e al Parroco. Ancor più si dedica agli studi e alle ricerche che sempre l’hanno appassionato, sull’architettura religiosa e urbana. Una passione coltivata durante tutti gli anni del servizio diplomatico, lavorando di notte sui documenti e sugli appunti raccolti nelle brevi vacanze a L’Aquila. In questa maniera sono nati testi di architettura sacra all’Aquila e nei paesi del Comitatus Aquilanus, come pure di storia locale connessa all’architettura urbana, diventati un vero punto di riferimento per studiosi e per chiunque voglia interessarsi di tali discipline. Lungo sarebbe l’elenco delle pubblicazioni edite – libri, saggi, articoli – un corpus di assoluto rilievo scientifico e culturale, cui si sono aggiunti dopo il terremoto del 2009 altri importanti volumi che postulano una ricostruzione post sismica al meglio della qualità delle architetture, con un imprescindibile riferimento alla Bellezza, di per sé cespite su cui investire per un turismo culturale e per il futuro economico dell’Aquila e del suo antico territorio.

Grande attesa, dunque, per questo 50° di Sacerdozio di Mons. Antonini e P. Carmine. L’ampia chiesa di San Francesco ed il vasto piazzale esterno potranno accogliere tanta gente di fedeli, parenti e amici per questa festa della Chiesa aquilana e dei Frati Minori d’Abruzzo. Numerosi anche amici ed ospiti da fuori regione che verranno a salutare Mons. Orlando Antonini e P. Carmine Serpetti, in una celebrazione che rinnoverà le promesse di un sacerdozio fecondo, al servizio dell’intera comunità aquilana. Intanto domenica prossima, 29 luglio, ad un mese esatto dalla data di ordinazione, don Orlando verrà festeggiato dalla sua comunità parrocchiale di origine, Villa Sant’Angelo, con una solenne Concelebrazione Eucaristica all’aperto, alle ore 18:30, nella piazza del paese, le cui quinte edilizie sono già quasi tutte ricostruite, a simbolo ed augurio, appunto, di resurrezione per tutto il martoriato borgo, che dopo Onna, ha patito il maggior numero di morti (17) e le maggiori distruzioni. L’auspicio maggiore era di vedere avviati i lavori di ricostruzione anche della quinta Nord dove sorge la chiesa parrocchiale: di essa è pronto il progetto, ma l’allucinante  burocrazia che sta frenando la ricostruzione pubblica non la manda ancora in gara. Infine, quando riaprirà – a Dio piacendo, e alla burocrazia – anche la chiesa parrocchiale di Arischia, don Orlando e P. Carmine potranno festeggiare il loro Giubileo d’oro proprio nell’edificio sacro che vide la cerimonia della loro ordinazione sacerdotale, in quel lontano 29 giugno del 1968.

Mesagne (Brindisi) – ISBEM, SCUOLA ESTIVA PER LA RICERCA E LA SPERIMENTAZIONE CLINICA

 

ISBEM, SCUOLA ESTIVA PER LA RICERCA E LA SPERIMENTAZIONE CLINICA

Summer School “Missione CRA”: Mesagne c’è, i giovani anche!!!

MESAGNE (Brindisi) – Anche quest’anno la Summer SchoolMissione CRA” accoglierà a Mesagne – prima in ISBEM (Istituto Scientifico Biomedico Euro Mediterraneo) e poi nel LabCreation – ventisei laureati che vengono da tutta Italia (biologi, biotecnologi, farmacisti, etc.) che vogliono acquisire le competenze per diventare esperti di Ricerca Clinica. Questa è la VI edizione mesagnese di una Summer School ben nota in Italia, frequentata da circa 600 allievi in 39 edizioni, cioè 15 allievi a corso.

La Summer School “Missione CRA” (www.MissioneCRA.com) è diretta dal Dr. Stefano Lagravinese, biotecnologo di Casamassima (Bari) che ha iniziato la carriera in ISBEM, facendo il Dottorato di Ricerca e creando poi una Società innovativa (ClinOpsHub srls) con sede in Mesagne.

Dopo aver discusso la tesi di Dottorato di Ricerca nell’Università di Pisa, Stefano Lagravinese ha svolto ricerca clinica per oltre 10 anni, con diverse sperimentazioni nazionali ed internazionali con cui ha acquisito nuove competenze che ora trasmette ai giovani principianti. sia con vari corsi tenuti in tutta Italia sia con e-book, cioè libri disponibili su web, fra cui “Diventare CRA” (www.DiventareCRA.com). Degno di nota è il fatto che, facendo così, Stefano interpreta al meglio il Paradigma del Dono, di cui è un bell’esempio. Restituisce alla comunità ciò che che lui ha ricevuto e di fatto arricchito, meritoriamente, con le competenze acquisite ed il lavoro svolto per anni. Ecco 2 link sul Paradigma del Dono:

http://www.isbem.it/documenti/Convivialita_alternativa_a_utilitarismo_CdS_29062014.pdf

http://www.isbem.it/documenti/Breve_elogio_dell_INESTIMABILE_nella_relazione_di_DONO_di_Philippe_CHANIAL.pdf

La sessione di apertura è prevista per Sabato 28 Luglio 2018 alle ore 16 presso l’ISBEM, nell’ex convento dei Cappuccini in Mesagne – dove si sta sperimentando un Monastero del 3° Millennio (www.isbem.it/m3m) e (https://www.youtube.com/watch?v=1jORvkKeXMI) – mentre nei successivi 7 giorni, cioè fino al 4 Agosto, la Summer School sarà ospitata da LabCreation nel Centro storico. Tutto il gruppo dei corsisti studierà cose nuove per un futuro di qualità basato sulle competenze necessarie per affrontare le criticità, cogliere le tantissime opportunità del Pianeta Salute e quindi per trovare le soluzioni più avanzate e più utili che sono poi bene comune per tutti i Cittadini!

Questa Scuola Estiva – ideata da Stefano Lagravinese, Associato di Ricerca Clinica e Career Coach, cioè allenatore di carriere per il settore farmaceutico – prevede varie lezioni e seminari per un totale di 50 ore, seguendo uno schema collaudato – e previsto dalla legge – per acquisire le basi fondamentali, ottenere il titolo di CRA ed entrare quindi nel mondo della ricerca clinica.

Cosa sono i Clinical Research Associate? Trattasi di professionisti (con laurea in scienze della vita) che hanno il ruolo di supervisori operativi nella conduzione e nello svolgimento degli studi clinici con cui si sperimentano nuovi farmaci secondo le GCP (Good Clinical Practice), cioè le Linee Guida di Buona Pratica Clinica valide a livello mondiale. Esse vanno sempre seguite (con il controllo dei Comitati Etici), prima di mettere in commercio prodotti che hanno a che fare con la salute umana.

Durante la permanenza a Mesagne, i giovani corsisti alloggeranno in Bed&Breakfast e avranno l’opportunità di visitare il Centro Storico della città, godendo non solo delle varie specialità gastronomiche (c’è una vasta scelta di ristoranti), ma anche degli eventi artistici che offre la città, fra cui i disegni della Mostra di Picasso nello stesso Castello Normanno che ospita uno splendido Museo Messapico, di certo fra i più belli d’Italia. Pertanto, questa Summer School, attraendo professionisti da tutta Italia, è anche una buona occasione per mostrare ciò che il Mezzogiorno offre sia in termini culinari che culturali e paesaggistici, cioè una grande disponibilità di risorse che vengono conosciute da “forestieri”, grazie alle vie maestre del progresso, che sono la ricerca, la formazione ed i servizi di qualità! A grandi linee, un’entrata economica significativa per il “Sistema Mesagne” che può diventare un HUB europeo delle Summer School del Pianeta Salute

LA NUOVA REALTÀ. Un’analisi della società contemporanea – di Mario Setta

 

 

di Mario Setta

Saper vedere e interpretare correttamente i segni dei tempi non è facile. È anzi una dote rara. Ma si può e si deve tentare di farlo perché la nostra esistenza si colloca nel tempo. Nella storia. Un cammino in cui siamo coinvolti come singoli e come collettività. Durante la seconda guerra mondiale, in pieno clima di Resistenza antifascista, un gruppo di donne sotto la guida di Ada Gobetti, vedova di Piero Gobetti, morto il 28 dicembre 1926 a causa delle percosse e violenze subite, decide la nascita di un giornale dal titolo “La nuova realtà”, “quella che tutti uomini e donne vogliamo creare per il domani”. La fine della guerra e la necessità di ripensare ad un nuovo modo di vivere nel mondo, senza più guerre e senza confini territoriali, rappresentavano la base per un progetto di pace e di collaborazione tra nazioni.

In seguito, il fallimento nella creazione dell’Europa, come delineata nel Manifesto di Ventotene, “Per un’Europa libera e unita”, scritto nel 1941 da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi e in particolare il rigetto della Carta Costituzionale al referendum, hanno favorito il ritorno a comunità chiuse e regressive, segnando la fine d’un cammino pieno di speranze e dando luogo all’individualismo, al nazionalismo più antiquato e retrivo. Oggi, a livello internazionale, la battaglia, l’acredine e l’emarginazione nei confronti dei migranti, uomini e donne in cerca di sopravvivenza, hanno aperto il più grande baratro disumano. Il razzismo è tornato. La terra casa comune, pura utopia.

Se la storia è sempre l’oggi che guarda al passato, diventa essenziale ricordare e riprendere le teorie kantiane per tradurle in pratica. Immanuel Kant, il grande filosofo tedesco, nell’opuscolo “Per la pace perpetua” espone il principio che i singoli Stati con i loro cittadini sono chiamati a “rinunciare alla loro libertà sottomettendosi a pubbliche leggi costrittive e formando così uno Stato dei popoli (civitas gentium), che dovrà sempre crescere, per arrivare a comprendere finalmente tutti i popoli della Terra”. L’obiettivo ultimo, per Kant, affinché la guerra scompaia dalla faccia della terra, non era l’unità europea, ma la “globalizzazione” politica, fondata sulla morale, la cosiddetta “rivoluzione copernicana”, perché ne sono le fondamenta l’uomo e la sua ragione. Il dovere come imperativo categorico, assoluto, universale e necessario: “Devi perché devi”.

La norma espressa da Kant resta una verità imprescindibile. Una linea di condotta. In uno scritto del 1784, dal titolo “Idea per una storia universale dal punto di vista cosmopolitico”, prima ancora dell’opuscolo “Per la pace perpetua”, pubblicato nel 1795, propone l’obiettivo di una società cosmopolitica, fondata sulla Costituzione universale. Progetto indispensabile da realizzare che Kant prefigura come “consolante prospettiva per il futuro… in cui il genere umano si sollevi proprio a quello stato in cui tutti i germi che la natura ha posto in esso siano pienamente sviluppati e la sua destinazione qui sulla Terra possa essere soddisfatta”.

Jacob Taubes, ebreo, ex-docente a Gerusalemme, ad Harvard e a Berlino, ha sostenuto che la chiave d’una corretta visione politica si trovi nelle lettere di San Paolo. “Nietzsche fu il mio migliore maestro per Paolo” ha affermato Taubes (“La teologia politica di San Paolo”). Quello stesso Nietzsche che, in “Anticristo”, definisce Paolo “tipo opposto alla buona novella, il genio in fatto di odio… un disangelista”. Ma nella “Seconda Lettera ai Tessalonicesi” (2,6) Paolo lancia una parola, misteriosa e sconvolgente, dal punto di vista politico: “katékon”, la forza frenante. Un “qualcuno” o “qualcosa” che eviti all’umanità di precipitare nel caos.

Per Carl Schmitt, che fu presidente dell’associazione dei giuristi tedeschi durante il regime nazista, processato e assolto dopo la caduta di Hitler, il “katékon” è la forza della Legge. Schmitt e Taubes vedono nella “Lettera ai Romani” di Paolo un attacco al Potere di Roma e ai suoi Cesari. Solo la Legge può assumere un rilievo dominante, perché solo la Legge può trattenere, frenare un Potere Assoluto. Sembra l’anticipo millenario delle carte costituzionali: la “Magna Charta libertatum” (1215), la “Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino” (1789), l’ONU (1945)… Massimo Cacciari, trattando di Schmitt, si sofferma sul tema del “katékon”, ritenendo che “Il potere che frena” (2013) può sempre trovare un compromesso mentre, a suo parere, i due poteri politico e religioso sono sempre con-fliggenti anche se inseparabili, ricorrendo perfino alla frase “Il papa deve smetterla di fare il katékon”.

La legge, sostiene Paolo, è come un pedagogo (Gal. 3,24), ma è la fede che va oltre la legge. Oltre la “lettera”, dal momento che l’alternativa al Potere, il vero contro-potere, è una Persona: Gesù Cristo, il “crocifisso”. Oltre la legge ci sono quei “martiri” che, sulla scia del Crocifisso, rappresentano la forza frenante contro l’Assolutismo. Un potere che suscita martiri è destinato a soccombere. Ma i politici responsabili di tali massacri non nascono dal nulla. Hitler e Mussolini godevano di immensi consensi, anche se la loro tragica fine faceva parte del conto.

La realtà attuale, con i segni che evidenzia, sembra il revival del fascismo. Non solo in Italia. Alla luce del fatto che il fascismo è soprattutto una concezione della vita e del mondo, come giustamente affermava Wilhelm Reich in “Psicologia di massa del fascismo”. Un’analisi di carattere psicologico che lo stesso autore affermava aver superato la prova del tempo. E tale resta oggi. Un libro pubblicato nel 1933 e sempre di grande attualità, perché non condanna aprioristicamente la realtà, ma cerca di interpretarla, di analizzarla, di spiegarne le motivazioni profonde. Un libro al quale si sono ispirati i maggiori sociologi e psicologi del ‘900. Per Reich “il fascismo, nella sua forma più pura, è la somma di tutte le reazioni irrazionali del carattere umano… una creazione dell’odio razziale e la sua espressione politicamente organizzata. Di conseguenza esiste un fascismo tedesco, italiano spagnolo, anglosassone…”

Hitler e Mussolini fecero uso sistematico della retorica e della propaganda, con le tecniche più avanzate della pubblicità. E le folle applaudivano. Oggi, con internet, twitter e facebook, i mezzi di comunicazione diventano armi nelle mani dei pochi e delle masse. Un coinvolgimento globale. Un potere al popolo che diventa schiavismo e viene chiamato populismo. In passato erano i plebisciti che davano al popolo la possibilità di esprimersi, mentre i dittatori di turno ne uscivano trionfatori. Sembra così spiegabile la famosa affermazione di Mussolini, pronunciata il 12 maggio 1928 al Senato: “L’unanimità più uno”. Oggi è il titolo di una ricerca storica, curata da Enzo Fimiani, che presenta un interessante e accurato excursus su plebisciti e potere. Una storia di vecchi e nuovi tempi. Una storia di ieri e di oggi.