Serena conduce operaclassica eco italiano.

IL MAESTRO MICHELE MARIOTTI

NOMINATO DIRETTORE MUSICALE

DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

Assumerà la carica dal novembre 2022

 

 

COMUNICATO STAMPA

19 GIUGNO 2021

 

 

Il sovrintendente Carlo Fuortes ha nominato il maestro Michele Mariotti direttore musicale del Teatro dell’Opera di Roma. L’incarico, che inizierà il 1° novembre 2022, prevede una durata di quattro anni e la direzione di almeno tre titoli d’opera per ogni stagione.

L’incarico viene conferito dopo le importanti collaborazioni tra il maestro Mariotti e il Lirico romano: Idomeneo re di Creta di Mozart del novembre 2019, alcuni concerti sinfonici, tra cui quello in occasione della riapertura del Teatro, fino alla rappresentazione in forma di concerto di Luisa Miller di Verdi, nell’aprile scorso.

Il maestro Daniele Gatti terminerà il suo impegno con il Teatro il 31 dicembre 2021 alla scadenza del suo contratto.

 

Diamo il benvenuto al maestro Michele Mariotti, che sarà il nuovo direttore musicale del Teatro dell’Opera di Roma: un incarico di spessore, che saprà ricoprire con il talento e la preparazione che lo contraddistinguono, interpretando le nuove modalità espressive dello spirito creativo e tenace del Costanzi e dei suoi artisti. Un ringraziamento speciale va al maestro Daniele Gatti per i successi di questi anni, come l’importantissimo riconoscimento del Premio Abbiati tributato al Barbiere di Siviglia, ritenuto il miglior spettacolo del 2020” ha dichiarato la sindaca di Roma Virginia Raggi, presidente della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma.

 

Sono felicissimo che Michele Mariotti abbia accolto la proposta di divenire il nuovo Direttore musicale del nostro Teatro. Il maestro Mariotti è senz’altro il direttore d’orchestra italiano di maggior talento della sua generazione. Il suo curriculum, nazionale e internazionale, ne è una prova evidente. Sono certo che potrà portare l’orchestra del Teatro verso nuovi e prestigiosi traguardi. Condivido con il maestro Mariotti la stessa idea di teatro d’opera: un luogo, oltre che di grande musica e spettacolo, di innovazione e sperimentazione, di incontro e dialogo interdisciplinare, di crescita culturale e sociale. Un teatro come bene pubblico al servizio della collettività. Un luogo vivo della città che sia capace non solo di intrattenere, ma anche di rappresentare il mondo attuale, con gli interrogativi e le contraddizioni del presente, e di immaginare il tempo futuro, come spesso la grande arte riesce a fare.

Ringrazio moltissimo il maestro Daniele Gatti per lo straordinario lavoro fatto insieme in questi anni che rimarrà certamente nella storia di questo Teatro” ha affermato il sovrintendente del Teatro dell’Opera Carlo Fuortes.

 

Accolgo con gioia la direzione musicale dell’Opera di Roma, ma soprattutto con un forte senso di responsabilità: vorrei un teatro sempre più specchio della nostra società attuale.

Siamo tutti cambiati. Lo strano e drammatico periodo che abbiamo vissuto a causa della pandemia ha modificato profondamente sia le nostre abitudini di singoli, sia il nostro vivere insieme.

Ci siamo abituati a sperimentare, a far musica nelle condizioni più impensabili, ad ascoltarci in modo diverso: vorrei che questa nuova apertura si riflettesse sulla nostra curiosità, e si trasformasse in desiderio di ricerca e in volontà di provare strade nuove.

Per questo vorrei proporre repertori che riflettano questa visione e collaborare con registi pronti a declinarla teatralmente.

Oggi le cronache riportano violenze di ogni tipo, specie sui più deboli. Il fanatismo uccide chi non accetta un matrimonio combinato o una religione imposta, anche nel nostro Paese. Il teatro musicale racconta tutto questo da molto tempo. Vorrei quindi riflettere sul nostro presente attraverso titoli come Dialogues des Carmélites di Poulenc, dove il fanatismo non è religioso ma politico. O con storie di sopraffazione come Suor Angelica di Puccini, Il castello del Duca Barbablù di Bartók e Il prigioniero di Dallapiccola. Senza dimenticare che si può e si deve riflettere anche attraverso il divertimento e l’ironia, come ci suggeriscono l’Heure espagnole di Ravel o Gianni Schicchi di Puccini.

Vorrei aprire e aprirmi a un repertorio internazionale, perché i nostri teatri sono chiamati a svolgere una missione culturale importante, alla quale oggi non si può e non si deve rinunciare, ripiegando su ciò che è già noto e collaudato, o in ciò che garantisce un successo immediato.

Noi artisti siamo chiamati a una missione di servizio pubblico. Non vedo l’ora di iniziare a svolgerla in questo prestigioso teatro e in questa meravigliosa città.

Ringrazio la Presidente della Fondazione e Sindaca di Roma Virginia Raggi e il Sovrintendente Carlo Fuortes per la fiducia» ha dichiarato il maestro Michele Mariotti.

 

 

TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

Cosimo Manicone

Ufficio Stampa

cosimo.manicone@operaroma.it

 

 

Biografia di Michele Mariotti, direttore d’orchestra.

MICHELE MARIOTTI

 

A partire dalla Stagione 2022/2023 Michele Mariotti sarà il Direttore Musicale del Teatro dell’Opera di Roma. Pesarese, ha concluso gli studi umanistici e si è diplomato in composizione al Conservatorio Rossini della sua città, dove ha anche studiato direzione d’orchestra sotto la guida di Manlio Benzi. Contemporaneamente si è diplomato in direzione d’orchestra col massimo dei voti e la lode presso l’Accademia Musicale Pescarese con Donato Renzetti. Nel 2005 ha fatto il suo debutto nel teatro di Salerno dirigendo Il barbiere di Siviglia. Nel 2007 ha inaugurato, con il Simon Boccanegra di Verdi, la stagione del Comunale di Bologna, teatro in cui è stato Direttore principale dal 2008 e successivamente Direttore musicale dal 2015 al 2018. In questi anni a Bologna ha diretto inoltre I puritani, La gazza ladra, Idomeneo, Carmen, Risorgimento e Il prigioniero, La Cenerentola, La traviata, Le nozze di Figaro, Norma, Nabucco, Così fan tutte, Guillaume Tell, Un ballo in maschera, Die Zauberflöte, Attila, Werther, La voix humaine/Cavalleria rusticana, Lucia di Lammermoor, La bohème, Don Carlo, Don Giovanni, i Requiem di Mozart e di Verdi, lo Stabat Mater di Rossini e numerosi concerti sinfonici. Ha guidato l’Orchestra e il Coro del Comunale di Bologna in tournée a Tokyo (I puritani e Carmen), a Mosca, a Parigi (L’Italiana in Algeri) e in Italia a Pesaro (Rossini Opera Festival), Torino (Lingotto Musica) e Bergamo (Fondazione Donizetti). Con l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna ha inciso per la Decca con Juan Diego Flórez, per la Sony con Nino Machaidze e nel 2018 l’album “Rossini Overtures” per l’etichetta Pentatone, in occasione dei 150 anni dalla scomparsa del compositore. Ha diretto nei principali teatri d’opera e festival italiani ed internazionali, fra cui la Scala di Milano, il Regio di Torino, il San Carlo di Napoli, il Massimo di Palermo, il Comunale di Firenze, il Rossini Opera Festival di Pesaro, il Festival Verdi di Parma, lo Sferisterio Opera Festival di Macerata, il Metropolitan di New York, la Royal Opera House Covent Garden di Londra, l’Opéra di Parigi, la Bayerische Staatsoper di Monaco di Baviera, la Deutsche Oper di Berlino, l’Opera di Amsterdam, la Lyric Opera di Chicago, l’Opera di Los Angeles, il Festival di Salisburgo, il Festival di Wexford e l’Opéra Royal de Wallonie. In ambito sinfonico è salito sul podio dell’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia, dell’Orchestre National de France, dei Münchner Symphoniker, dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, della Filarmonica Arturo Toscanini di Parma, de I Pomeriggi Musicali di Milano, dell’Orchestra dell’Accademia del Teatro alla Scala, degli Essener Philharmoniker, dell’Orchestra Haydn e ha diretto all’Auditorium del Lingotto di Torino, al Festival di Peralada, al Liceu di Barcellona, al Teatro Real di Madrid, al Théâtre des Champs-Elysées di Parigi, all’Ópera de Tenerife, al Festival de Radio France a Montpellier e al Festival de Saint-Denis. Dal 2016 è stato protagonista, con successo, di opere come I due Foscari alla Scala di Milano, La traviata all’Opéra di Parigi, Les Huguenots alla Deutsche Oper di Berlino, Semiramide alla Bayerische Staatsoper di Monaco di Baviera, oltre che di concerti sinfonici a Monaco, Torino, Piacenza, Parma e Napoli. Ha debuttato al Festival di Salisburgo con I due Foscari in forma di concerto, ne La forza del destino all’Opera di Amsterdam per l’inaugurazione della stagione 2017/2018 e diretto Lucia di Lammermoor alla Royal Opera House di Londra. Nel 2018 è tornato alla Scala di Milano con Orphée et Euridice di Gluck, al Teatro Regio di Torino con I Lombardi alla prima crociata, all’Opéra di Parigi con Les Huguenots, ha diretto La donna del lago all’Opéra Royal de Wallonie di Liegi e concerti a Copenaghen con l’Orchestra Sinfonica Nazionale Danese, a Bamberga con i Bamberger Symphoniker, in tournée in Italia con l’Orchestra Haydn e nel Regno Unito con la Royal Philharmonic Orchestra. Nel 2019 ha diretto Don Pasquale e La traviata a Parigi, I masnadieri alla Scala, Semiramide a Pesaro, ha debuttato sul podio della RTÉ National Symphony Orchestra, della Royal Liverpool Philharmonic, della Filarmonica della Scala, all’Opera di Roma con Idomeneo, re di Creta e al Concertgebouw di Amsterdam sul podio della Nederlands Philharmonisch Orkest; è stato inoltre ancora una volta alla guida dell’Orchestra Sinfonica

Nazionale della Rai. Tra i più recenti impegni figurano I masnadieri alla Bayerische Staatsoper, Semiramide in forma di concerto al Concertgebouw di Amsterdam con la Radio Filharmonisch Orkest e il Groot Omroepkoor, concerti con la Janáček Philharmonic Ostrava e l’Orquestra e Cor de la Comunitat Valenciana al Palau de les Arts Reina Sofía, con l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, l’Orchestra della Rai e l’Orchestra Haydn. Inoltre, affronta per la prima volta tre opere verdiane: l’Aida con i complessi artistici del San Carlo di Napoli in Piazza del

2

 

Plebiscito, l’Ernani al Festival Verdi di Parma sul podio della Filarmonica Arturo Toscanini, entrambe eseguite in forma di concerto, e una nuova produzione di Falstaff alla Bayerische Staatsoper. Nel dicembre 2020 ha diretto in concerto l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma e l’Orchestra del Teatro alla Scala per il Concerto di Natale (trasmesso su Rai1) e nel febbraio 2021 è tornato all’Opéra di Parigi per dirigere una nuova produzione di Aida. Successivamente ha diretto Luisa Miller in forma di concerto all’Opera di Roma, l’Orchestra della Fondazione capitolina in un concerto verdiano, la Filarmonica Arturo Toscanini a Parma e l’Orchestra della Rai a Torino. Torna, poi, sul podio dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna. Nel settembre 2021 debutterà alla Wiener Staatsoper con Il barbiere di Siviglia e a novembre inaugurerà la stagione del Teatro di San Carlo di Napoli dirigendo per la prima volta l’Otello di Verdi. L’Associazione Nazionale Italiana Critici Musicali gli ha assegnato il 36° Premio Abbiati come Miglior direttore d’orchestra del 2016.

Foto Victor Santiago

Foto Fabrizio Sansoni-Teatro dell’Opera di Roma.

Deja un comentario

Tu dirección de correo electrónico no será publicada. Los campos obligatorios están marcados con *