Serena conduce operaclassica eco italiano

COMUNICATO STAMPA

La sala Zubin Mehta, il nuovo auditorium del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino
si inaugura alla presenza del Capo dello Stato il 21 dicembre alle ore 17:45.
Un concerto sinfonico corale con la Messa di Gloria di Giacomo Puccini e la Sinfonia n. 7 di Ludwig van Beethoven.
Sul podio del Coro e dell’Orchestra del Maggio, il maestro Zubin Mehta.
Diretta televisiva di Rai Cultura su Rai 5, e radiofonica su Rai Radio 3. Differita su Rai 3 il 22 dicembre alle ore 15:25

Una triplice inaugurazione:
il 22 dicembre alle ore 20 il concerto per la Città
e il 23 dicembre alle ore 20 l’inaugurazione operistica con Fidelio di Ludwig van Beethoven

Firenze, 18 dicembre 2021 – Alla presenza del Capo dello Stato, Sergio Mattarella e a dieci anni esatti dall’inaugurazione del Teatro del Maggio, era il 21 dicembre 2011, si apre il 21 dicembre 2021 alle ore 17:45 la Sala Zubin Mehta, dedicata al grande Maestro per suggellare il profondo legame di reciproco affetto con il Maggio e la Città e più di mezzo secolo di fecondo e intenso sodalizio musicale, culturale e personale. In programma un concerto sinfonico corale diretto dal maestro Mehta con le composizioni di Giacomo Puccini la Messa a 4 voci (Messa di Gloria) per soli, coro e orchestra con Benjamin Bernheim, tenore e Mattia Olivieri, baritono, in doveroso omaggio al compositore toscano e di Ludwig van Beethoven la Sinfonia n. 7 in la maggiore op.92. Il Coro del Maggio è diretto da Lorenzo Fratini. Tra il pubblico presente in sala, oltre al Presidente della Repubblica, la Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, il ministro della Cultura Dario Franceschini, la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura David Ermini, l’Arcivescovo di Firenze Cardinale Giuseppe Betori, la direttrice dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale Alessandra Guidi. Diretta televisiva di Rai Cultura su Rai 5, e radiofonica su Rai Radio 3. Differita su Rai 3 il 22 dicembre alle ore 15:25. Il concerto verrà eseguito senza intervallo e la durata prevista è di circa 90 minuti.

La Sala Zubin Mehta realizzata, come il Teatro del Maggio su committenza del Comune di Firenze, dalle imprese Sac spa e Igit spa e progettata dallo studio ABDR Architetti Associati è un tassello decisivo verso il termine del progetto complessivo del Maggio Musicale Fiorentino che avverrà verso la fine del 2022 con il completamento dei ponti mobili del palcoscenico della sala lirica, l’apertura dei ristoranti e del parcheggio interrato e che renderà il Maggio, oltre che un polo di produzione musicale di riferimento internazionale, un complesso dal punto di vista tecnologico all’avanguardia mondiale. Una sala realizzata in armonia e coerenza con la sala lirica e che può definirsi eclettica, polivalente per la sua versatilità e con parametri di acustica eccellenti; è un auditorium, sì, ma che può essere usato per rappresentazioni liriche, concerti da camera; può diventare una sala da conferenze con capacità di posti variabile da 1100 alla metà circa. Il nuovo auditorium rappresenta anche una sfida vinta nel rispetto puntuale dei tempi previsti e con i lavori eseguiti nella difficoltà e nella crisi di questo lungo periodo.

“È davvero una forte emozione essere arrivati a questo momento” ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella, presidente della Fondazione del Maggio “Per anni abbiamo seguito passo dopo passo, progetto dopo progetto, le varie fasi di realizzazione del grande polo musicale fiorentino. Un complesso, di proprietà comunale, al passo con i tempi anzi avveniristico: il nuovo auditorium sarà una sala moderna, estremamente flessibile, adatta a ospitare concerti sinfonici, opere liriche e inoltre multimediale, grazie a una scenotecnica avanzata. Un luogo ideale anche per convegni e congressi che va quindi ad aumentare notevolmente gli spazi adibiti a questo settore in città.”

“Il nuovo Auditorium del Maggio Musicale Fiorentino è un’opera che aggiungerà al nostro mondo suoni più belli ed è con emozione e gioia che ne saluto l’apertura” ha dichiarato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani – “È uno spazio unico nella sua specialità, in cui l’architettura del suono incontra l’architettura della costruzione, dove l’abbraccio perfetto con cui la musica accoglie chi la cerca, rinnoverà ogni volta la magia dell’ascolto.”

“La nuova Sala Mehta è stata progettata per raggiungere parametri di eccellenza prestazionale che difficilmente possiamo riscontrare tutti assieme concentrati in analoghe strutture” ha detto l’architetto Paolo Desideri “Anzitutto, e in analogia con la strategia già adottata nel progetto della sala lirica del Maggio, le forme della Sala sono state pensate per assicurare l’eccellenza sul piano della risposta acustica. Come in un grande strumento musicale è l’architettura della Sala ad assicurare la migliore performance acustica senza correzioni aggiuntive. Tutta la creatività dell’architettura si concentra al raggiungimento di questo grande obiettivo, rinunciando a qualsiasi stravaganza formale. Un risultato mai scontato sino all’ultimo minuto e reso possibile dalla costante interazione, in tutte le fasi del progetto, tra la progettazione architettonica e l’ingegneria acustica anche in questo caso, come per la sala lirica, affidata alla Müller di Monaco. Questo obiettivo è stato ancora più difficile da raggiungere in ragione del secondo parametro di eccellenza prestazionale della Sala, ovvero la sua flessibilità di utilizzo. Possiamo affermare con orgoglio che non esiste altra sala realizzata che possa assicurare un uguale livello di trasformabilità secondo le esigenze. Oltre all’enorme complessità legata alla diversa funzionalità della Sala – il palcoscenico si trasforma in buca dell’orchestra, dall’alto è possibile far calare sipario e arlecchino, lo spazio del Coro può trasformarsi in spazio per il pubblico, e molte altre trasformazioni ancora – è infatti evidente che le esigenze acustiche di tante e tanto diverse utilizzazioni hanno reso ancora più complessa la sfida dell’ottimizzazione sonora.”

E di sfida legata ai tempi, una sfida vinta, parla Emiliano Cerasi, ceo di SAC s.p.a. l’impresa che ha realizzato e portato a compimento i lavori: “La difficoltà di questi tempi nel rispettare una data iconica, quella del 21 dicembre, anniversario del decennale dal primo concerto diretto dal maestro Mehta nella sala lirica; una data scelta in tempi precedenti alla pandemia; gli impegni invece sono stati mantenuti e rispettati in un clima da “tempesta perfetta”, dove il cantiere è stato chiuso, dove per esempio negli ultimi mesi era anche difficile il reperimento delle materie prime. Con cuore e orgoglio abbiamo portato a compimento questo progetto e abbiamo sfatato anche il luogo comune che vuole che le grandi opere pubbliche arrivino in ritardo, con aumento dei costi. L’amministrazione Comunale, il Maggio e l’impresa, ognuno coi suoi ruoli si è concentrato sull’obiettivo di rispettare la data finale. Tengo moltissimo a dire – ha continuato Emiliano Cerasi – che l’Auditorium Mehta rappresenta l’orgoglio di tante piccole e medie imprese artigiane italiane che hanno lavorato nei laboratori, nelle falegnamerie, nel cantiere, per consegnare a Firenze e all’Italia un’opera meravigliosa. Il 2021 è stato l’anno dei successi italiani e nel nostro piccolo anche noi abbiamo dato il nostro contributo.” A proposito dei lavori dice Giorgio Caselli, dirigente Belle Arti del Comune di Firenze: “I nostri uffici tecnici, con un gruppo di ingegneri, architetti, impiantisti e esperti di allestimento composti da 18 persone, hanno diretto e concluso un terzo lotto di completamento del Teatro del Maggio con il nuovo Auditorium da 1100 posti, forse il più difficile per la presenza di una Fondazione teatrale in attività e una emergenza epidemiologica con cui abbiamo dovuto misurarci per 700 dei 900 giorni di cantiere. Abbiamo supervisionato 100 operai e 17 imprese con una produttività media mensile di 1 milione di euro che ha richiesto la redazione di oltre 200 verbali di controllo (1 ogni 4 giorni di lavoro) e l’adozione settimanale di 25 procedure di controllo.”

Il sovrintendente del Maggio Alexander Pereira ha dichiarato che per l’apertura si può parlare di miracolo: “In questa occasione mi rivolgo con gratitudine ai progettisti, ai tecnici, al Comune, alle maestranze e a tutti i miei collaboratori per questo lavoro impegnativo e che in questo periodo così difficile e di crisi per tutto il mondo hanno portato a termine il progetto. È un avvenimento quasi miracoloso e li ringrazio per questo!” il sovrintendente poi ha continuato: “Sono molto felice di essere testimone di un momento tanto importante e significativo della vita del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino e per la città di Firenze e la regione Toscana, ma anche per l’Italia. Il Paese ha investito in cultura e ha offerto a tutti noi una nuova eccezionale e bellissima Sala da concerto. Per la Città è pure un fatto storico perché mai prima d’ora in una Firenze piena di tesori e dove i numerosi teatri erano stati concepiti come sale per la lirica e per la prosa, mai si è avuta una sala che fosse dedicata alla musica e che fosse così ecclettica e polivalente come la Sala Zubin Mehta. Sarà un polo di produzione culturale e musicale con la concreta ambizione a diventare un centro musicale di riferimento internazionale. Una sala tecnologicamente molto avanzata che ospiterà opere, concerti, concerti da camera, ma anche congressi, dotata di un’acustica eccelsa e che permetterà tra l’altro una migliore armonia di produzione artistica delle nostre stagioni. Oltretutto la Sala Mehta potrà essere disponibile anche per altre Istituzioni che potranno organizzarvi concerti.”

Del nuovo auditorium il maestro Zubin Mehta ha detto: “L’acustica di una nuova sala e di un nuovo teatro non sono un fattore automatico, ma sono frutto di uno studio attento, approfondito e scientifico. Ed è quello che è accaduto qui al Maggio; al momento della prima prova lo scorso 10 dicembre, e alle prime note suonate dalla nostra Orchestra e cantate dal nostro Coro mi sono convinto con tutti i miei colleghi che quest’Auditorium, che è bellissimo e moderno, sarà una delle grandi e più importanti sale di musica di tutta Europa, con un suono meraviglioso.”

L’apertura della sala Mehta è stata anche l’occasione di interventi di arredo progettati da Fabbricanove-Studio Associato e realizzati da My Project srl di Milano e inoltre di recupero e posa di opere d’arte che erano parte del Teatro Comunale e che rappresentano una vera e propria rassegna dell’arte fiorentina del primo Novecento e che arricchiscono l’intero progetto del Teatro del Maggio in continuità con il proprio glorioso passato. Nel foyer intitolato alla signora Maria Manetti Shrem, filantropa italo americana e generosa donatrice di una ingente somma per l’inaugurazione della sala, il pubblico troverà quindi delle inedite e moderne boiserie e tendaggi in velluto e potrà “riappropriarsi” dei meravigliosi lampadari e delle grandi plafoniere in poliedri di vetro di Venini disegnate da Carlo Scarpa, dei sette bassorilievi monumentali di Bruno Innocenti, dell’affresco di Gianni Vagnetti, dei mascheroni di Mario Moschi.

Il colpo d’occhio del pubblico all’ingresso del Teatro e verso l’auditorium apprezzerà, ora che sono state eliminate le tamponature che la nascondevano, lo spazio ampliato e la nuova luce che proviene dalle vetrate che delimitano il loggiato interno. In questa particolare occasione di grandissima rilevanza e per celebrare le festività, al centro della chiostrina verrà posizionato un albero di Natale realizzato e offerto da Dolce&Gabbana in omaggio a Firenze. Il monumentale albero alto otto metri, sistemato su una pedana girevole, è sormontato da un giglio dorato che sarà illuminato con migliaia di lampadine coi colori rosso, azzurro, verde e bianco dei quattro Quartieri fiorentini: Santa Maria Novella, Santa Croce, San Giovanni e Santo Spirito. Addobbano l’albero le immagini storiche fiorentine provenienti dagli archivi Foto Locchi, insieme ad altri gigli dorati e alle ghirlande che riportano i celebri versi tratti dall’ultimo Canto del Paradiso di Dante. Attorno all’albero di Dolce&Gabbana saranno allestiti altri dodici alberi più piccoli, offerti dal Giardino Torrigiani (che fornisce anche gli altri decori natalizi nel foyer), che saranno addobbati da circa 800 bambini di 38 classi di 14 scuole primarie di Firenze. La mattina successiva all’inaugurazione, il giorno 22 dicembre, tutti i giovanissimi partecipanti al progetto saranno al Maggio con l’assessora all’Educazione al Welfare del Comune di Firenze Sara Funaro e il sovrintendente Alexander Pereira per una cerimonia di ringraziamento alla quale parteciperanno gli artisti dell’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino e il Coro delle Voci Bianche.

Nuovo Teatro del Maggio, svelato l’affresco di Vagnetti trasferito dall’ex Comunale e ricollocato nell’Auditorium.
Oggi il sopralluogo dell’assessore Meucci con il sovrintendente Pereira.
Torna a splendere nella sua nuova ‘casa’ l’affresco del pittore e scenografo fiorentino Gianni Vagnetti trasferito dall’ex teatro Comunale. Alla ricollocazione nel nuovo Auditorium sinfonico del teatro del Maggio, in vista dell’inaugurazione della struttura il prossimo 21 dicembre, erano presenti oggi l’assessore ai Lavori pubblici Titta Meucci e il Sovrintendente del Maggio Alexander Pereira. L’affresco di Vagnetti è stato collocato nel loggiato di ingresso al nuovo Auditorium, luogo ideale per la sua adeguata valorizzazione. Il lungo e complesso intervento di restauro, distacco e ricollocamento dell’opera e il progetto di riallestimento degli arredi dell’ex teatro Comunale è stato coordinato dal Servizio Belle Arti del Comune di Firenze con l’architetto Giorgio Caselli.
«Un patrimonio che non poteva andare disperso e che andrà ad arricchire il nuovo Auditorium – ha detto l’assessore Meucci -, spazio che presenta una conformazione architettonica suggestiva, adatta ad accogliere e valorizzare opere d’arte come l’affresco di Vagnetti svelato oggi. Le opere trasferite nel nuovo Auditorium non saranno collocate come in un museo, ma per tornare a ‘vivere’ e a svolgere la loro funzione: i lampadari storici a illuminare, i calchi di Bruno Innocenti ad accogliere il pubblico all’ingresso del nuovo teatro della musica al sinfonica. Con il Servizio Belle arti abbiamo lavorato per accelerare questa lunga e tortuosa ricollocazione, che è un’operazione di alto valore culturale in grado di mantenere e valorizzare questo importante patrimonio cittadino”.
“Sono molto felice – ha detto il sovrintendente Pereira – che negli spazi del nuovo auditorium dedicati al pubblico, abbiamo potuto collocare le opere d’arte che arredavano il Comunale e che sono state restaurate come i bassorilievi di Bruno Innocenti, l’affresco di Gianni Vagnetti, i meravigliosi lampadari di Carlo Scarpa e Venini. Sono certo che i fiorentini saranno contenti di ritrovare tanta bellezza e la storia del Maggio in questi simboli che renderanno ancora più bello e accogliente il nostro Teatro”.
Oltre all’affresco di Vagnetti, torneranno a splendere nel nuovo Auditorium anche il lampadario disegnato dall’artista Carlo Scarpa per i vetri di Murano della ditta Venini che si trovava nel foyer del Comunale; i calchi di Bruno Innocenti che erano presenti sulle pareti dello stesso foyer; i tre mascheroni di Mario Moschi che rappresentano Beethoven, la Commedia e la Tragedia che adornavano la facciata tergale del teatro. Ma anche i lampadari quadrangolari di Venini, i quattro corpi illuminanti cubici in vetro di diversi colori e vari altri lampadari e lampade artistici in vetro di Murano.

DARIO FRANCESCHINI (Ministro della Cultura)
L’Italia ha giustamente dedicato molto tempo e molte risorse alla tutela del patrimonio culturale lasciatoci dalle generazioni venute prima di noi. Ha prestato poca attenzione, invece, al contemporaneo, ai grandi maestri italiani dell’architettura dei nostri giorni. Per questo motivo la costruzione dell’Auditorium di Firenze va nella direzione che noi dobbiamo perseguire: affiancare alla salvaguardia del patrimonio storico la creazione di luoghi nuovi, che custodiscano, come in questo caso, il grande patrimonio della lirica, ma che guardino al futuro in termini di tecnologia, di efficienza e di modernità.

EUGENIO GIANI (Presidente della Regione Toscana)
Di quell’enorme e miracolosa opera musicale che è il mondo noi siamo i compositori e possiamo migliorarla o distruggerla, aggiungendo più rumori o suoni più belli. Lo diceva Raymond Murray Schafer, uno dei padri dell’acustica moderna scomparso pochi mesi fa.
Il nuovo Auditorium del Maggio Musicale Fiorentino è un’opera che aggiungerà al nostro mondo suoni più belli ed è con emozione e gioia che ne saluto l’apertura: spazio unico nella sua specialità, in cui l’architettura del suono incontra l’architettura della costruzione, dove l’abbraccio perfetto con cui la musica accoglie chi la cerca, rinnoverà ogni volta la magia dell’ascolto.
Adesso che si è concluso il lavoro più impegnativo, il cantiere più lungo, il Teatro dell’Opera ha dimensioni e capacità di allestimento tali da far crescere ulteriormente le ambizioni ma anche le responsabilità di Firenze e ancora di più il Maggio (che bello questo nome) saprà essere quell’eccellenza che ha sempre rappresentato in Europa e nel Mondo.
La Regione Toscana fa orgogliosamente parte di una realtà, la Fondazione del Maggio Musicale, che, in apprezzabile e insolita controtendenza, continua a investire in cultura con convinzione ed energia, producendo frutti magnifici, linfa benefica per Firenze e per tutta la vita culturale ed artistica italiana.
Adesso, con un ultimo sforzo, il progetto sarà completato nel 2022 con la sala lirica grande.
Vedo uno spazio che sarà animato e popolato da musicisti, orchestre, maestranze, cori ai quali tributare il riconoscimento che meritano dopo che, nonostante i tempi difficili, hanno garantito, con passione e impegno, la continuità della musica e del suo messaggio di civiltà, vita e gioia, stemperando spesso le nostre buie giornate.
La musica, come ha detto Ezio Bosso, è come la vita, si può fare in un solo modo: insieme.

DARIO NARDELLA (Sindaco di Firenze)
Un gioiello artistico, tecnologico, architettonico. È la nuova sala Zubin Mehta, il nuovo Auditorium concertistico, che completa il nuovo teatro del Maggio Musicale Fiorentino e che viene aperto al pubblico con una triplice inaugurazione: il 21 dicembre alla presenza del Capo dello Stato, il 22 con il concerto per la città e il 23 con la prima opera in Auditorium, Fidelio di Ludwig van Beethoven.
È davvero una forte emozione condividere questo momento. Per anni abbiamo seguito passo dopo passo, progetto dopo progetto, le varie fasi di realizzazione del grande polo musicale fiorentino. Un complesso, di proprietà comunale, al passo con i tempi anzi avveniristico: il nuovo Auditorium sarà una sala moderna, estremamente flessibile, adatta a ospitare concerti sinfonici, opere liriche e inoltre multimediale, grazie a una scenotecnica avanzata. Un luogo ideale anche per convegni e congressi che va quindi a aumentare notevolmente gli spazi adibiti a questo settore in città.
Gli ultimi anni per il mondo della cultura, e quindi anche per quello della musica e della lirica in particolare, sono stati molto difficili. Eppure la pandemia non è riuscita a piegarci. I lavori per il completamento del nuovo Auditorium non si sono mai fermati, neanche nelle fasi più dure dei lockdown, e la lista dei doverosi ringraziamenti è molto lunga.
Ringrazio il Sovrintendente, il Consiglio e il Collegio dei Revisori che hanno lavorato con grande impegno per far quadrare i conti e proporre al pubblico, quando le condizioni sanitarie lo hanno consentito, spettacoli di qualità elevatissima. E grazie all’Orchestra e al Coro, alle maestranze tutte, in questi mesi costrette a stop, prove da casa, esercitazioni con i rumori del cantiere in sottofondo.
Ringrazio tutti i soci fondatori, il Governo, e in particolare il ministro per la Cultura Dario Franceschini, il Comune di Firenze e la Regione con il suo presidente Eugenio Giani, e tutti i soci privati.
Il Comune ha seguito con il massimo sforzo i lavori in questi anni. Ringraziamo la direzione generale che ha sempre coordinato il cantiere, la direzione servizi tecnici, la direzione urbanistica, l’ufficio comunicazione del Comune, la soprintendenza, la direzione tecnica della Fondazione del Maggio, lo studio ABDR e l’Ati Sac Igit, lo studio Müller di Monaco che ha curato l’acustica.
Oggi possiamo vedere il frutto di questa fatica incessante. Che non si ferma qui. Il programma dell’anno prossimo, con titoli e artisti di fama internazionale e di grande qualità, si svolgerà infatti in gran parte nella nuova sala per consentire di terminare i lavori nella prima grande sala operistica.
In primavera il Festival del Maggio Musicale segnerà la sua 84esima edizione a 90 anni dalla fondazione, all’insegna dei maestri Daniele Gatti e Zubin Mehta. Sono inoltre molto felice della nascita di due nuovi festival, di Carnevale e invernale. Con questo cartellone riprenderemo alla grande la produzione artistica dopo il lungo periodo di limitazioni legate al Covid, con la speranza di aver davvero superato, e per sempre, la pandemia.
Finalmente Firenze e l’Italia hanno una nuova casa della musica.

ALEXANDER PEREIRA (Sovrintendente del Maggio Musicale Fiorentino)
Sono molto felice di essere testimone di un momento tanto importante e significativo della vita del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino e per la città di Firenze e la Regione Toscana, ma anche per l’Italia.
Il Paese ha investito in cultura e ha offerto a tutti noi una nuova eccezionale e bellissima Sala da concerto che sarà intitolata all’amatissimo maestro Zubin Mehta a suggello di un rapporto profondissimo lungo più di mezzo secolo con il Maggio e Firenze.
Per la Città è pure un fatto storico perché mai prima d’ora in una Firenze piena di tesori e dove i numerosi teatri erano stati concepiti come sale per la lirica e per la prosa, mai si è avuta finora una sala che fosse dedicata alla musica e che fosse così ecclettica e polivalente come la Sala Zubin Mehta. Sarà un polo di produzione culturale e musicale con la concreta ambizione di diventare un centro musicale di riferimento internazionale. Una sala tecnologicamente molto avanzata che ospiterà opere, concerti, concerti da camera, ma anche congressi, dotata di un’acustica eccelsa e che permetterà tra l’altro una migliore armonia di produzione artistica delle nostre stagioni. Oltretutto la Sala Mehta potrà essere disponibile anche per altre Istituzioni che potranno organizzarvi concerti.
Il pubblico aspetta questa apertura che praticamente completa il progetto del Teatro del Maggio; in febbraio infatti chiuderemo la Sala grande per ultimare i lavori necessari per il sotto-palco e il percorso si potrà dire del tutto concluso quando nel mese di settembre riapriremo il Teatro del Maggio definitivamente terminato, anche con i ristoranti. Si creerà veramente il “Parco della Musica”, con la grande sala e il palcoscenico nuovo, con la Cavea sul tetto che si affaccia su Firenze, e la nostra Città avrà finalmente un centro molto importante di cui essere orgogliosa. In ogni modo ho l’impressione, anzi no, ho la certezza che già adesso questa nuova sala, che non è solo architettonicamente splendida, sarà molto unificante per i fiorentini perché finalmente troveranno qualcosa che prima non c’era e che dà, così, un significato al “nuovo” Maggio. Voglio dire anche che rappresenta il futuro della musica: penso in questo senso ai giovani che troveranno un luogo di incontro e di confronto non solo musicale, ma culturale in senso lato.
In questa occasione mi rivolgo con gratitudine ai progettisti, ai tecnici, al Comune, alle maestranze e a tutti i miei collaboratori per questo lavoro impegnativo e che in questo periodo così difficile e di crisi per tutto il mondo hanno portato a termine il progetto. È un avvenimento quasi miracoloso e li ringrazio per questo! Io sono molto commosso anche perché tante persone hanno voluto dare fiducia a questo progetto contribuendo finanziariamente all’avvio di questa sala e ringrazio tutti di cuore per i generosi sforzi, da quelli più piccoli fino a quelli più importanti. E sono soprattutto particolarmente orgoglioso e onorato che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al quale porgo il più rispettoso benvenuto a nome di tutto il Maggio in questa serata memorabile, porti, con la Sua significativa e importantissima presenza, il segno tangibile, per tutti noi, della Sua sensibilità nei confronti della cultura e dell’attenzione che la più alta carica istituzionale riserva a tutte quelle manifestazioni che onorano il nostro Paese. E di questo, Firenze e il nostro Teatro lo ringraziano con sincero affetto.

ZUBIN MEHTA (Direttore onorario a vita dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino)
Ho avuto il grandissimo onore di inaugurare teatri d’opera e sale da concerti a Montreal, Los Angeles, Valencia nonché la nostra grande e bella sala del Teatro del Maggio. Ora è la volta del nuovo Auditorium del nostro Teatro.
L’acustica di una nuova sala e di un nuovo teatro non sono un fattore automatico, ma sono frutto di uno studio attento, approfondito e scientifico. Ed è quello che è accaduto qui al Maggio; al momento della prima prova, e alle prime note suonate dalla nostra Orchestra e cantate dal nostro Coro mi sono convinto con tutti i miei colleghi che quest’Auditorium, che è bellissimo e moderno, sarà una delle grandi e più importanti sale di musica di tutta Europa, con un suono meraviglioso.
Sono estremamente grato all’Italia, al Governo e alla mia Città di Firenze per aver regalato a tutti noi questo nuovo gioiello al quale auguro un enorme successo e sono sicuro che al nuovo Auditorium arriveranno tutti i più grandi artisti del mondo che apprezzeranno sicuramente le virtù di questa nuova e bellissima sala. Sono infine molto molto grato che questa serata inaugurale sia benedetta dalla presenza del nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dalle più alte cariche dello Stato e vi assicuro che salgo sul podio per il primo concerto di questa sera con grandissima gioia.

PAOLO DESIDERI (Studio A.B.D.R – Roma)
Il nuovo Auditorium Sala Zubin Mehta porta a compimento un ambizioso progetto partito nel 2011 con l’inaugurazione del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. Ambedue le Sale fanno parte dell’imponente complesso del Parco della Musica di Firenze, che oggi si completa appunto con la Sala Zubin Mehta, con la nuova sala prova per il Coro e con il foyer ampliato e gli spazi per accogliere il pubblico, gli Amici, i Fondatori e Sostenitori del Maggio Musicale.
La nuova Sala Mehta è stata progettata per raggiungere parametri di eccellenza prestazionale che difficilmente possiamo riscontrare tutti assieme concentrati in analoghe strutture.
Anzitutto, e in analogia con la strategia già adottata nel progetto della sala lirica del Maggio, le forme della Sala sono state pensate per assicurare l’eccellenza sul piano della risposta acustica. Come in un grande strumento musicale è l’architettura della Sala ad assicurare la migliore performance acustica senza correzioni aggiuntive. Tutta la creatività dell’architettura si concentra al raggiungimento di questo grande obiettivo, rinunciando a qualsiasi stravaganza formale. Un risultato mai scontato sino all’ultimo minuto e reso possibile dalla costante interazione, in tutte le fasi del progetto, tra la progettazione architettonica e l’ingegneria acustica anche in questo caso affidata alla Müller di Monaco.
Questo obiettivo è stato ancora più difficile da raggiungere in ragione del secondo parametro di eccellenza prestazionale della Sala, ovvero la sua flessibilità di utilizzo. Possiamo affermare con orgoglio che non esiste altra sala realizzata che possa assicurare un uguale livello di trasformabilità: Auditorium concertistico, ma anche Teatro dell’Opera, ma anche Sala Conferenze, ma anche Sala Musica da Camera. Oltre all’enorme complessità legata alla diversa funzionalità della Sala – il palcoscenico si trasforma in buca dell’orchestra, dall’alto è possibile far calare sipario e arlecchino, lo spazio del Coro può trasformarsi in spazio per il pubblico, e molte altre trasformazioni ancora – è infatti evidente che le esigenze acustiche di tante e tanto diverse utilizzazioni hanno reso ancora più complessa la sfida dell’ottimizzazione sonora.
Poi la sfida ambientale. I materiali utilizzati sono tutti ambientalmente sostenibili a partire dai grandi pannelli di legno okumè, utilizzati in alternanza con rivestimenti tessili e le ecotinteggiature.
Infine l’enorme sfida legata ai tempi e ai modi di realizzazione. Una sfida vinta grazie alla SAC /IGIT che ha saputo realizzare l’impensabile in tempi impensabili. In una fase della vita nazionale che solo 2 anni fa nessuno sarebbe stato in grado di immaginare.
La nuova Sala, quindi, è anche questo: la sfida vinta dell’Amministrazione Italiana, della creatività progettuale Italiana e dell’eccellenza costruttiva Italiana.
Ma oltre alle ragioni legate alla straordinaria ed oggettiva “sfida” dovuta alla complessità del tema, voglio qui aggiungere la particolarissima risposta emotiva che l’occasione di questo progetto ha da subito generato in tutti noi. Un’eccitazione legata al tema, al luogo, ai tempi, che rapidamente si è fatta febbrile e che ha consentito al nostro Studio A.B.D.R di lavorare in uno stato che definirei di lucida esaltazione: il segno del superamento di quella soglia, che raramente si riesce a superare in maniera così naturale, oltre la quale un generalizzato stato di grazia fa sembrare i problemi più facilmente affrontabili, le misure sempre ritornare, i materiali immediatamente individuabili, le correzioni, come in uno spartito musicale, ridotte quasi a zero. Ma al contrario della scrittura mozartiana, a noi architetti accade di rado, molto di rado.

 

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