Serena conduce operaclassica eco italiano.

comunicato stampa
L’ORCHESTRA DEI POMERIGGI MUSICALI SU CANALE 5
NEL DOCU-FILM SU NAPOLEONEUna produzione di 3D Produzioni e Nexo Digital in partnership con Intesa Sanpaolo e Gallerie d’Italia per i 200 anni dalla morte di Bonaparte

Canale 5, martedì 28 dicembre, ore 23.35

Dopo il successo nelle sale cinematografiche di alcuni mesi fa, arriva in tv, martedì 28 dicembre alle ore 23.35 su Canale 5, il docu-film Napoleone. Nel nome dell’arte su soggetto di Didi Gnocchi, che firma la sceneggiatura con Matteo Moneta, e la regia di Giovanni Piscaglia; protagonista nel ruolo di narratore è l’attore Premio Oscar Jeremy Irons.
L’Orchestra dei Pomeriggi Musicali è stata scelta dai produttori – 3D produzioni e Nexo Digital in partnership con Intesa Sanpaolo e Gallerie d’Italia – per eseguire nel corso del film il Te Deum di Francesco Pollini, composto e suonato per l’incoronazione di Napoleone a re d’Italia nel Duomo di Milano il 26 maggio 1805.

Il progetto Napoleone. Nel nome dell’arte è nato in occasione dei 200 anni della morte di Bonaparte e raccoglie una serie di testimonianze autorevoli, riflessioni e ricostruzioni a partire da alcuni importanti studiosi, storici dell’arte, scrittori, direttori di musei come James Brandburne (direttore della Pinacoteca di Brera), Ernesto Ferrero (Scrittore, autore del romanzo “N”, premio Strega 2000), Jean-Luc Martinez (Presidente-Direttore del Museo del Louvre), Charles Bonaparte (discendente).

Milano, prima capitale del regno d’Italia e città di forti simpatie napoleoniche, è il luogo fondamentale del film che parte proprio dall’incoronazione del condottiero in Duomo: un momento che sottolinea la temperie neoclassica dell’epoca e la molteplicità di riferimenti al passato, come il medioevo longobardo, rappresentato dalla Corona Ferrea che Napoleone volle indossare al culmine della cerimonia.
Proprio questo momento celebrativo vede protagonista l’Orchestra I Pomeriggi Musicali nell’esecuzione del Te Deum di Francesco Pollini, recentemente ritrovato dalla musicologa Licia Sirch tra i documenti dell’Archivio di Stato e del Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano. Nel film lo si potrà vedere e ascoltare diretto da Marco Pace e con il mezzosoprano Giuseppina Bridelli, sia in alcuni momenti di prova fra il Teatro Dal Verme e la Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale che poi nel luogo sacro “originale”.

Ufficio stampa
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stampa@ipomeriggi.it
Fondazione I Pomeriggi Musicali
www.ipomeriggi.it
Milano, 26 dicembre 2021 (f.t.)

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T. 02 87905; F. 02 87905291
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IL PREMIO OSCAR®
JEREMY IRONS
presenta
“NAPOLEONE. NEL NOME DELL’ARTE”
L’EVENTO AL CINEMA

Solo l’8, 9, 10 novembre nelle sale italiane
l’esclusivo docu-film a duecento anni
dalla morte del Bonaparte

Con la colonna sonora originale di Remo Anzovino
e l’esecuzione, per la prima volta da allora, del brano originale composto per la cerimonia di incoronazione di Napoleone, recentemente riscoperto nell’archivio del Conservatorio di Milano

Prodotto da
3D Produzioni e Nexo Digital
in partnership con Intesa Sanpaolo e Gallerie d’Italia

Per l’autunno 2021 la Grande Arte al Cinema è distribuita in esclusiva per l’Italia da Nexo Digital con i media partner Radio Capital, Sky Arte, MYmovies.it
e in collaborazione con Abbonamento Musei

Ufficio Stampa Nexo Digital
Marinella Di Rosa | marinella.dirosa@nexodigital.it | 335.7612295
Rosa Esposito | rosa-esposito@hotmail.it | 347 1254861
Luana Solla | luana.solla@nexodigital.it | 334. 3369695

CREDITI

Soggetto: Didi Gnocchi
Sceneggiatura: Didi Gnocchi e Matteo Moneta
Produttore esecutivo: Gloria Bogi
Montaggio: Valentina Ghilotti e Elena Luchetti
Direttore della Fotografia: Mateusz Stolecki
Regia: Giovanni Piscaglia
Musiche Originali: Remo Anzovino
Regia Set Jeremy Irons e Orchestra: Michele Mally
Direttore della Fotografia Set Jeremy Irons e Orchestra: Marco Alfieri

SINOSSI
Durante “l’angosciosa deriva di Sant’Elena”, prima della morte, Napoleone pensava – leggiamo nelle memorie – che i posteri lo avrebbero ammirato non solo per le battaglie, ma per avere portato al popolo cultura e bellezza, creando la scuola pubblica e l’idea moderna di museo universale. È a partire da questo aspetto della sua esistenza che nasce NAPOLEONE. NEL NOME DELL’ARTE, un documentario con la guida eccezionale del Premio Oscar® Jeremy Irons, prodotto da 3D Produzioni e Nexo Digital in partnership con Intesa Sanpaolo e Gallerie d’Italia e in arrivo nelle sale italiane solo l’8, 9, 10 novembre. Su soggetto di Didi Gnocchi, che firma la sceneggiatura con Matteo Moneta, NAPOLEONE. NEL NOME DELL’ARTE è diretto da Giovanni Piscaglia e propone la colonna sonora originale del compositore e pianista Remo Anzovino.

Scrittore mancato, lettore compulsivo, ammiratore dell’arte e della sua forza di comunicazione, Napoleone fu spinto alle sue imprese dalla brama di potere e di gloria, ma anche dal bisogno di conoscenza e dall’ambizione di associare la sua immagine alle grandi civiltà del passato. Durante le campagne militari, promosse ricerche, colossali furti di opere e scavi archeologici, soprattutto in Italia e in Egitto, da cui nacquero scoperte come quella della Stele di Rosetta e la fondazione dei primi musei pubblici del mondo: il Louvre di Parigi e, sul suo esempio, la Pinacoteca di Brera di Milano. Mente infaticabile, memoria prodigiosa, appassionato di ogni disciplina, Napoleone (1769-1821) trasformò il suo naturale senso di superiorità in istinto paterno: i cittadini dell’Impero erano per lui figli da educare, con i dipinti, le sculture, la musica, il teatro. Nei territori conquistati portò riforme scolastiche, rivoluzioni architettoniche e urbanistiche e un nuovo modo di intendere il classicismo: lo Stile Impero, di cui parte integrante è la figura del sovrano, effigiato in busti di marmo, monete e tabacchiere, oppure solo citato attraverso la celebre N.

Punto di partenza del film è l’incoronazione di Napoleone a re d’Italia nel Duomo di Milano il 26 maggio 1805: un momento che sottolinea lo stringente legame col mondo greco-romano, con quello rinascimentale e persino con l’eredità longobarda, rappresentata dalla Corona Ferrea che Napoleone volle indossare al culmine della cerimonia. Inoltre, per la prima volta da allora, è stato fatto trascrivere, orchestrare ed eseguire in Duomo il Te Deum di Francesco Pollini, che fu composto e suonato per l’incoronazione e che è stato solo recentemente ritrovato dalla docente del Conservatorio di Milano Licia Sirch tra le carte dell’Archivio di Stato: nel film lo vediamo eseguito in prova generale presso la Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale e poi nella cattedrale di Milano dall’Orchestra Fondazione “I Pomeriggi Musicali”, diretta da Marco Pace, con il mezzosoprano Giuseppina Bridelli. Per l’occasione seguiremo anche il restauro del manto indossato quel giorno da Napoleone e degli oggetti cerimoniali che lo accompagnavano, preziosa opera di recupero legata al progetto Restituzioni di Intesa Sanpaolo.

Milano, scelta come prima capitale del regno d’Italia, città di forti simpatie napoleoniche, è luogo fondamentale del film. Dalla Biblioteca Nazionale Braidense – con il manoscritto autografo de Il cinque maggio di Manzoni e i volumi della Description de l’Egypte – alla Pinacoteca di Brera, uno dei fulcri della narrazione. Se infatti, a partire dalla campagna d’Italia, la penisola fu oggetto di meticolose spoliazioni di opere d’arte, è vero che con Brera venne fondato il primo “museo universale” italiano, un “piccolo Louvre” dove converge il meglio della produzione italiana. Se Milano fu centro di ricezione e smistamento di opere, Roma fu certamente luogo privilegiato di “estrazione”, nonché portale attraverso cui riconnettersi ai miti di Alessandro Magno, Augusto e Adriano. Dal Museo Pio Clementino e dai Musei Capitolini, il film racconta l’odissea delle opere partite per Parigi e tornate a casa, in silenzio, di notte, nel 1816, grazie all’impegno di Canova. Si tratta di alcune delle opere più importanti della tradizione occidentale: l’Apollo del Belvedere, il Laocoonte, il Galata morente e anche il Bruto capitolino, divenuto a Parigi icona di libertà repubblicana e lotta tirannicida e portato in trionfo nei cortei che celebravano la morte di Robespierre. Nelle sale del Louvre possiamo approfondire i criteri scientifici ed enciclopedici con cui era organizzata l’esposizione delle opere e ammirare l’incoronazione di Napoleone e Giuseppina di Beauharnais il 2 dicembre 1804, in Notre-Dame, opera monumentale di Jacques-Louis David. Una parentesi toscana conduce poi lo spettatore a San Miniato, luogo d’origine dei Bonaparte, e all’Isola d’Elba, dove i libri che l’Imperatore portò con sé nell’esilio permettono di parlare del suo amore ossessivo per la lettura, della sua memoria eccezionale.

COLONNA SONORA

La colonna sonora di «Napoleone. Nel nome dell’Arte» è stata composta e realizzata da Remo Anzovino e uscirà in tutto il mondo il prossimo venerdì 5 novembre 2021 per Sony Classical. «La musica che ho composto e orchestrato per Napoleone. Nel nome dell’Arte è stato un viaggio nell’epica di un uomo moderno e controverso, romantico e spietato, che si è fatto da solo riuscendo a conquistare il mondo e che è morto da solo rimpiangendo una donna che non aveva mai smesso di amare. L’uso del moog e della elettronica fuso con l’orchestra e il pianoforte mi sono stati suggeriti dalla sua assoluta determinazione, il suono del corno inglese accompagnato dagli archi era, nella mia immaginazione, la sua voce a Sant’Elena», ha detto Anzovino in merito alle musiche di questa nuova straordinaria colonna sonora, che segna la sua settima collaborazione con il progetto Nexo Soundtracks di Nexo Digital.

ELENCO INTERVENTI

Luigi Mascilli Migliorini
Storico, Università di Napoli, Direttore della rivista italiana di studi napoleonici

Salvatore Settis
Archeologo, storico dell’arte, Presidente del Consiglio Scientifico del Louvre

James Bradburne
Direttore Pinacoteca di Brera

Ilaria Sgarbozza
Storica dell’arte

Ernesto Ferrero
Scrittore, autore del romanzo “N”, premio Strega 2000

Cynthia Saltzman
Storica dell’arte e scrittrice

Jean-Luc Martinez
Presidente-Direttore Museo del Louvre

Assem El-Dessouki
Storico dell’Egitto Moderno

Aude Semat
Dipartimento di Arte Egizia, Metropolitan Museum, New York

Alberto Antonio Banti
Storico, Università di Pisa

Charles Bonaparte
Ultimo discendente della famiglia Bonaparte

Peter Hicks
Storico, Fondation Napoléon

Chantal Prévot
Storica, Fondation Napoleon

Christophe Beyeler
Conservatore capo Musée Napoléon Ier, Fontainebleau

Marco Pupillo
Curatore Museo Napoleonico, Roma

Licia Sirch
Musicologa, Centro documentazione Residenze Reali Lombarde

Marco Belpoliti
Scrittore

Lucia Miazzo
Restauratrice

Vittorio Lingiardi
Psicoanalista

Benedetto Luigi Compagnoni
Direttore Archivio di Stato Milano

Adriàn Almoguera
Storico dell’architettura

Giuseppe Massimo Battaglini
Storico

JEREMY IRONS

Jeremy Irons ha vinto il premio Oscar come miglior attore per la sua interpretazione nei panni di Claus von Bulow in Il mistero Von Bulow. Ha inoltre vinto diversi premi – Golden Globe, Emmy, Tony e SAG – oltre ad aver ricevuto un premio César onorario e un Premio Europa per il Teatro.

Dopo aver formalmente avviato la sua formazione teatrale alla Bristol Old Vic Theatre School, Irons si è unito all’omonima compagnia teatrale, con cui ha recitato in molte produzioni tra cui: Il racconto di inverno, Febbre da fieno, Macbeth, La bisbetica domata e The Boy Friend. Successivamente è apparso sui palcoscenici del West End di Londra con le produzioni di Godspell e The Rear Column di Simon Gray; per il Young Vic, ha recitato in Il guardiano e Molto rumore per nulla. Irons si è unito in seguito alla Royal Shakespeare Company lavorando a Il racconto di inverno, Riccardo II e The Rover.

Jeremy Irons ha ricevuto un premio Tony per la sua interpretazione nell’opera teatrale di Tom Stoppard intitolata La cosa vera (1983) e ha continuato a calcare le scene londinesi con Never So Good (2008) del National Theatre e The Gods Weep (2010) della Royal Shakespeare Company. Nel 2016 ha interpretato il ruolo di James Tyrone in Lungo viaggio verso la notte di Eugene O’Neill in occasione del 250° anniversario del Bristol Old Vic; questa produzione si è trasferita al Wyndham’s Theatre nel West End di Londra nel 2018 e poi ha raggiunto il BAM Harvey Theater di New York e il Bram Goldsmith Theater di Los Angeles, California.

Tra i film più importanti di Irons spiccano La donna del tenente francese (1981); Moonlighting (1982); Un amore di Swann (1984); Mission (1986); Inseparabili (1988); Delitti e segreti (1991); Il danno (1992); M. Butterfly (1993); La casa degli spiriti (1993); è la voce di Scar in Il re leone (1994) di Disney; Die Hard. Duri a morire (1995); Io ballo da sola (1996); Lolita (1997); La maschera di ferro (1998); Le Crociate (2005) e Inland Empire – L’impero della mente (2006).

I lavori cinematografici più recenti includono il pluripremiato film indipendente Margin Call (2011); l’adattamento di Jeremy Thomas di High Rise – La rivolta di J.G. Ballard, diretto da Ben Wheatley; Batman v Superman: Dawn of Justice (2016) di Zack Snyder; L’uomo che vide l’infinito (2015) di Matthew Brown e Justice League, in cui indossa di nuovo le vesti di Alfred Pennyworth, così come Red Sparrow, diretto da Francis Lawrence, in cui interpreta il ruolo principale assieme a Jennifer Lawrence. La commedia Amori, matrimoni e altri disastri, con Diane Keaton, scritta e diretta da Dennis Dugan, è uscita nel 2020.

Irons è stato inoltre l’attore protagonista e produttore esecutivo di Trashed, il premiato documentario di Candida Brady sull’ambiente.

Irons vanta anche una ricca e apprezzata carriera televisiva. Il ruolo per cui è maggiormente noto è probabilmente quello di Charles Ryder nella serie TV cult Ritorno a Brideshead (1981).  È stato premiato come miglior attore non protagonista ai Golden Globe e agli Emmy per il suo ruolo nella miniserie televisiva Elizabeth I (2005) in cui ha recitato accanto a Helen Mirren. Ha poi interpretato Papa Alessandro nella serie storica di Showtime I Borgia (2011), e ha vestito i panni di Enrico IV nella serie della BBC Two The Hollow Crown al fianco di Tom Hiddleston.

Più recentemente, Irons ha recitato al fianco di Regina King nella serie HBO Watchmen, il remake che ha visto Damon Lindelof nel ruolo principale.  Ambientata in una storia alternativa in cui dei vigilanti mascherati sono trattati come fuorilegge, Watchmen include la nostalgia propria dell’omonimo rivoluzionario romanzo grafico, ma cerca al tempo stesso di essere innovativa. Per questa serie, Irons è stato nominato a un premio Emmy: Miglior attore protagonista in una miniserie.

Nel 2020 Jeremy Irons si è unito al team di Netflix per recitare in Munich: The Edge of War, un adattamento del romanzo bestseller del 2017 di Robert Harris («Fatherland»). Irons interpreta il primo ministro Neville Chamberlain alla vigilia della Seconda guerra mondiale. Il film è stato presentato in anteprima al London Film Festival il 13 ottobre 2021.

La produzione è iniziata nella prima metà del 2021 durante le riprese di House of Gucci, diretto da Ridley Scott per MGM. Il film è incentrato sull’omicidio dell’icona della moda Maurizio Gucci. Irons interpreta il padre di Maurizio, Rodolfo Gucci. L’uscita internazionale di House of Gucci è prevista per il 24 novembre 2021.

Nel 2018 Faber Publishing ha pubblicato una registrazione delle Opere complete di T.S. Eliot lette da Jeremy Irons.

Jeremy Irons sostiene il Prison Phoenix Trust e la Hope Foundation.

DIDI GNOCCHI, autrice del soggetto e della sceneggiatura

È una giornalista, scrittrice, imprenditrice e regista italiana. Dopo vent’anni di attività giornalistica, ha fondato, nel 1999, 3D Produzioni, società specializzata in documentari e format televisivi in ambito culturale. Giornalista de La Provincia Pavese dal 1981, nel 1985 passa a Mediaset dove si occupa di reportage e inchieste sul neonazismo in Austria e Germania, mentre dal 1989 al 2000 lavora come inviata nell’ex Unione Sovietica. Tra gli anni Ottanta e Novanta è autrice di documentari, tra cui “Fantasmi al passo d’oca” e del programma televisivo “Isole comprese”, scritto con Mimmo Lombezzi. Nel 1990 viaggia negli Stati Uniti sulle tracce della Beat Generation per la serie tv “Miti, mode e rock’n roll”. Nel 1999 pubblica per Einaudi il libro “Odissea Rossa”, la storia di uno dei fondatori del partito comunista italiano, morto nelle purghe staliniane. Nel 2000 la voglia di sperimentare percorsi produttivi autonomi e indipendenti la porta a fondare una propria società, 3D Produzioni. Il primo documentario realizzato è “Betty Bee, sopravvivere d’arte”, che vince il primo premio al Torino Film Festival. In questi anni scrive e produce una serie di documentari in onda su Rai e Mediaset: «Le streghe della notte», «La casa sul lungofiume», «Tutti gli uomini di Stalin», «I giusti del gulag» e «L’altro Vietnam», e «Storia della Prima Repubblica», serie in sei puntate condotta da Paolo Mieli in onda su Rai 3. Per le Grandi Opere della casa editrice UTET cura e produce tre documentari sulla storia della Shoah: «Il processo Eichmann», «Il processo di Norimberga» e «Il giudice dei giusti», e una serie di documentari sui diritti umani. A partire dal 2002, l’incontro con l’architetto Vico Magistretti e con Maddalena De Padova la avvicina al design e all’architettura. È del 2003 la prima serie televisiva sul design, intitolata Ultrafragola realizzata per il canale di Sky, CULT, cui seguirà una seconda stagione nel 2004. Da questa esperienza farà nascere nel 2007 la prima web tv dedicata ai temi di design, architettura e arte, Ultrafragola Channels, che nel suo primo anno di vita riceve il premio Yahoo! come miglior sito di design. Nel 2009 3D Produzioni e Piccolo Teatro di Milano lanciano la web tv dedicata agli spettacoli del teatro – www.piccoloteatro.tv – che nel 2013 si aggiudica il Premio Prix Italia come miglior web tv. Dal 2013 cura una serie di produzioni per Sky Arte HD, tra cui la serie DE.SIGN, panoramica sul design internazionale e i ritratti di artisti dell’arte contemporanea e scrittori, tra cui quelli dedicati a Ezra Pound e Luigi Pirandello. Con 3D Produzioni coordina la realizzazione dei documentari «Quando la radio…», in cui Renzo Arbore ripercorre la storia del medium, in onda su Rai Storia, «Mennea segreto», trasmesso da Rai 3, «Pasolini – maestro corsaro» e «Heysel – La notte del calcio», online su Repubblica Tv, scritti da Emanuela Audisio. Nel 2014 le viene affidata dall’Associazione Chiamale Storie e dalla Fondazione Pasquinelli la direzione di MEMOMI (www.memomi.it), la web tv dedicata alla memoria e alla storia di Milano. Nel 2015/2016 tiene il corso «Media for arts» all’Università IULM di Milano. Nel 2017 dirige il documentario «Canto alla durata. Omaggio a Peter Handke», con la partecipazione straordinaria dello scrittore tedesco intervistato nella sua casa fuori Parigi. Tra il 2018 e il 2019 con 3D Produzioni realizza e coproduce insieme a Nexo Digital per La Grande Arte al Cinema, i documentari: «Hitler contro Picasso, l’ossessione nazista per l’arte» con Toni Servillo – (autrice del soggetto e coautrice della sceneggiatura), il documentario diretto da Claudio Poli ha vinto il Nastro D’Argento; «Van Gogh tra il grano e il cielo» con Valeria Bruni Tedeschi; «Gauguin, il paradiso perduto», con Adriano Giannini; «Klimt e Schiele: eros e psiche» con Lorenzo Richelmy; «Il Museo del Prado» con Jeremy Irons; «#Anne Frank, parallel lives», con Helen Mirren. Tra gli altri documentari televisivi realizzati e prodotti nel 2019 «Giosetta Fioroni. Pop Sentimentale» di cui è autrice del soggetto, «Massimo Recalcati: a libro aperto», di cui è autrice con Recalcati e “Citizen Rosi”, documentario sul cinema di Francesco Rosi, scritto e diretto con Carolina Rosi, presentato all’ultima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Nel 2019 ha firmato il soggetto di “Ermitage. Il Potere dell’arte” e nel 2020 quello di “Maledetto Modigliani”, distribuiti nei cinema del mondo. Sempre nel 2020 ha firmato la regia e sceneggiatura de “Il nostro Eduardo”. Nel 2021 è autrice del soggetto e della sceneggiatura di “Venezia. Infinita avanguardia”.

GIOVANNI PISCAGLIA, regista

Classe 1984, laureato in Scienze della Comunicazione e Semiotica all’Università di Bologna nel 2008, si avvia alla carriera di filmmaker allo IED di Milano diplomandosi nel 2010. Tra il 2008 e il 2011 realizza videoclip, cortometraggi, installazioni e lavori di videoarte che gli valgono premi al Festival Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro – I° Premio nel 2009 e III° nel 2010. Nel 2011 realizza «ODISSEA_KOMA_NOSTOS”, videoinstallazione a 4 schermi basata su un adattamento originale dell’Odissea di Omero, che ottiene una menzione speciale alle selezioni della Biennale dei Giovani Artisti del Mediterraneo e pubblicata nel saggio «Felici coincidenze. L’antico nello sguardo dell’arte contemporanea» di Lucia Cataldo. Nel 2010 il primo documentario, realizzato per il Piccolo Teatro di Milano: «La compagnia alla prima» presentato al Chiostro del Teatro Grassi. Dal 2011 è nell’organico 3D Produzioni come regista e autore. Dal 2013 a oggi ha firmato con 3D Produzioni e per Sky Arte HD numerosi titoli, occupandosi in maniera preferenziale di arte antica e teatro. Tra i più importanti: Gli Ulissi: In viaggio con Bob Wilson (2013); Maria Callas Remastered (con Dario Fo), (2014); Divina Bellezza – Il Duomo di Siena (con Alessandro Haber), (2016); Culture Chanel, la donna che legge (con Kasia Smutniak), (2016); Galleria Nazionale dell’Umbria. Il Cuore della Perfezione, (2016); Viae Crucis – Le 40 ore di Taranto (2017). Ha curato la regia di 2 stagioni di “Musei”, produzione originale Sky Arte. Nel 2018 ha diretto “Van Gogh tra il grano e il cielo”, finalista ai Nastri d’Argento 2020 e nel 2019 è stato co-autore della sceneggiatura di “Ermitage. Il potere dell’arte” con Toni Servillo, vincitore Nastro d’Argento 2020.

MATTEO MONETA, autore della sceneggiatura

Matteo Moneta (Milano, 1969) è diplomato in Drammaturgia alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi. Ha curato per dieci anni la rubrica di teatro e danza per il mensile Flair di Mondadori. In seguito, ha lavorato a Londra come researcher and developer presso Move a Mountain Productions. Nell’organico di 3D Produzioni dal 2005, ha curato la serie Storia della Prima Repubblica con Paolo Mieli per RAI3, occupandosi in seguito di Diritti Umani e memoria dei Giusti e della Shoa. Per Sky Arte HD ha realizzato documentari e reportage dedicati a numerose edizioni della Biennale Arte e della Biennale Architettura, al design, alla fotografia, al teatro di Luca Ronconi, alla danza di Carolyn Carlson, e ad artisti fra i quali Alberto Burri, Emilio Isgrò, Alberto Biasi, Banksy, Daniel Buren, Jan Fabre, Hiroshi Sugimoto, e per Sky Arte Hub la miniserie serie Domes. Brunelleschi e le grandi cupole del mondo. Dal 2016 al 2018, sempre su Sky Arte HD, ha curato e condotto la trasmissione Artbox, oggi in onda su La7, dedicata alle mostre in corso in Italia e nel mondo. Ha insegnato Linguaggi del Video allo IED Moda Lab di Milano. È anche autore di sceneggiature di documentari per il cinema: Van Gogh tra il grano e il cielo (2018), “Gauguin a Tahiti – Il Paradiso perduto” (2019), «Napoleone – Nel nome dell’arte» (2021).

REMO ANZOVINO, compositore e pianista

Remo Anzovino è considerato uno dei più originali compositori e pianisti in circolazione, nonché il nuovo vero erede della grande tradizione italiana nella musica da film, celebrato con il “Nastro D’Argento 2019 – Musica dell’Arte”: è uno dei massimi esponenti della musica strumentale con oltre 14 milioni di streams solo su Spotify e ascoltatori in oltre 100 paesi nel mondo. Ha pubblicato 16 dischi tra album di studio e colonne sonore, è autore della celebre Suite per il Vajont e di gran parte delle musiche della serie La Grande Arte al Cinema (Van Gogh, Frida Kahlo, Monet, Gauguin, Picasso, Pompei). Sua è la musica per la campagna Unesco #noisiamooceano. Importanti brand commerciali sincronizzano le sue composizioni per le proprie campagne e altrettanto fanno celebri trasmissioni televisive, come Ulisse, Otto e Mezzo, I Dieci Comandamenti e Ballarò. Le sue grandi doti di performer live, che rendono i suoi concerti esperienze emozionali irripetibili, lo portano ad esibirsi con la sua musica universale in Europa, Asia e Stati Uniti.

ELENCO LOCATION

MILANO

ARCHIVIO DI STATO
Qui sono conservate alcune firme di Napoleone, sia da generale (quando ancora si firmava “Bonaparte”), che da Imperatore e Re d’Italia (firma “Napoleon”). Inoltre, qui si trovano il cerimoniale dell’incoronazione, il giuramento che lo stesso Napoleone lesse quel giorno, il manoscritto della traduzione del Codice Napoleonico e tre ciocche dei capelli di Napoleone, pervenute direttamente da Sant’Elena.

MUSEO DEL RISORGIMENTO
È il luogo che custodisce gli Onori dell’incoronazione dei Napoleone a Re d’Italia: lo scettro, la corona, il bastone, la mano della Giustizia e il fastoso manto.

CONSERVATORIO
Nell’archivio del Conservatorio è stato recentemente ritrovato, dopo secoli d’oblio, il manoscritto originale del Te Deum di Francesco Pollini, a lungo scomparso, che venne suonato nel Duomo il giorno dell’Incoronazione di Napoleone.

PALAZZO REALE
Napoleone fu ricevuto qui per la prima volta dopo il suo ingresso a Milano nel 1796. Anche se con il tempo e i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale molte decorazioni dell’epoca si sono irrimediabilmente perdute, restano ancora apprezzabili la sala che ospitava il trono del Re d’Italia e la Sala Delle Cariatidi.

DUOMO
Luogo dall’eccezionale valore simbolico per il legame tra Napoleone e l’Italia. Qui Bonaparte si incoronò Re d’Italia il 26 Maggio 1805. La facciata, per come la conosciamo oggi, rimasta incompleta per secoli, fu realizzata proprio per volere di Napoleone.

MUSEO DELL’OPERA DEL DUOMO
Troviamo qui splendidi modelli di legno dal ‘600 all»800 che raccontano vari progetti di facciate che non furono realizzate.

PINACOTECA DI BRERA
Dopo il Louvre è il museo napoleonico per eccellenza, esempio perfetto del Museo Universale ideato per custodire in un unico luogo il meglio dell’arte di una nazione. Qui sono stati trasferiti, e spesso sono rimasti conservati sino ad oggi, capolavori requisiti da molte città italiane, come la “Pala Montefeltro” di Piero Della Francesca e “Lo Sposalizio della Vergine” di Raffaello. Nel cortile e nel salone principale troneggiano le due gigantesche statue di “Napoleone in veste di Marte Pacificatore” di Antonio Canova

BIBLIOTECA NAZIONALE BRAIDENSE
Il set principale nel quale Jeremy Irons recita, legge e interpreta scritti originali, come “Il 5 Maggio” di Alessandro Manzoni (il cui manoscritto autografo è custodito proprio qui) e dove sfoglia “La Description de l’Egypte”.

PALAZZO MORANDO
Qui è conservata la riproduzione in modellino del progetto originario del Foro Bonaparte, la grande opera architettonica così come fu concepita e mai realizzata, oltre che importanti dipinti che mostrano le condizioni del Castello Sforzesco sul finire del ‘700 e la costruzione dell’Arco della Pace.

PINACOTECA AMBROSIANA
In questo luogo ammiriamo il grande cartone di Raffaello de “La Scuola di Atene”, il Codice Atlantico di Leonardo Da Vinci e l’altrettanto inestimabile “Virgilio Ambrosiano”, manoscritto stilato da Francesco Petrarca e illustrato da Simone Martini, che venne portato a Parigi e poi restituito.

MONZA

DUOMO
Fiore all’occhiello del “Tesoro del Duomo” è la Corona Ferrea, leggendario attributo del potere col quale venivano incoronati nel Medioevo i re Longobardi. Napoleone volle quella stessa corona per la sua incoronazione, sancendo grazie ad essa un forte legame simbolico con la storia antica.

LODI – ARCOLE – RIVOLI
Sono tre dei principali campi di battaglia della Prima Campagna d’Italia. Le vittorie conseguite in questi luoghi sono alla base della folgorante ascesa in campo militare del giovane Generale Bonaparte. Le sue gesta in queste battaglie sono riprodotte in famosi dipinti celebrativi.

PARMA – MUSEO GLAUCO LOMBARDI
Costruito intorno alla figura di Maria Luisa d’Austria, che dopo essere stata sposa di Napoleone fu longeva ed amatissima Duchessa di Parma, il museo raccoglie lettere e dipinti realizzati proprio di Maria Luisa oltre che numerosissimi oggetti, gioielli, vestiti, stampe appartenute alla duchessa e al Re di Roma, il figlio avuto da Napoleone.

PARMA – COMPLESSO MUSEALE DELLA PILOTTA
Molte delle opere che possiamo apprezzare oggi in collezione furono requisite ed esposte per anni al Louvre, per poi fare ritorno dopo il Congresso di Vienna: tra esse la “Madonna con San Girolamo” di Correggio.

BOLOGNA – MUSEO DEL SOLDATINO
Custodisce alcuni esemplari eccellentemente dipinti di Napoleone e dei suoi marescialli.

TOSCANA

SAN MINIATO
È il piccolo e affascinante centro toscano dal quale la famiglia Buonaparte proviene. Qui si recò Napoleone da bambino assieme al padre per trovare, negli archivi della città, la prova della radice nobiliare della propria famiglia. Anni dopo, di passaggio con le sue truppe, vi si fermò per salutare un anziano parente.

ISOLA D’ELBA
Dopo la prima abdicazione, fu offerto a Napoleone il regno di questa piccola ma splendida isola. Napoleone la amministrò per circa un anno e oggi l’intera isola vive delle tracce del suo mito. La Villa dei Mulini raccoglie le tracce più vive: la camera da letto, lo splendido giardino, ma soprattutto la biblioteca, nella quale sono custoditi i libri con lo stemma di Fontainebleau che Napoleone portò via in fretta e furia la notte successiva all’abdicazione. Napoleone trasformò quell’isola rurale in un piccolo stato organizzato, le donò la bandiera con le api napoleoniche, rimise in sesto le miniere, costruì le sue strade interne e mise in efficienza la città e il porto di Portoferraio.

ROMA

QUIRINALE
Espropriato a Papa Pio VII che Napoleone sequestrò, portandolo a Fontainebleau, il palazzo fu ristrutturato con grandi opere in epoca napoleonica: nel disegno dell’imperatore il Quirinale sarebbe dovuto diventare la sua reggia d’Italia, da tramandare poi al figlio soprannominato “il Re di Roma”. Anche se le cose andarono in maniera ben diversa, il Quirinale conserva ancora le atmosfere dell’epoca e qualche “N”.

MUSEI CAPITOLINI
I loro ambienti e la distribuzione delle opere al loro interno rappresentarono per i francesi l’esempio principale nel concepire e costruire il Museo del Louvre. Al loro interno possiamo trovare alcune opere sottratte e poi restituite che colpirono particolarmente l’opinione pubblica francese al loro arrivo a Parigi, come la Venere Capitolina, il Galata Morente, il Bruto Capitolino.

FORO ROMANO
L’opera di sbancamento dell’intera area archeologica si deve proprio al periodo napoleonico. L’amministrazione francese diede un impulso decisivo all’archeologia, immaginando Roma come una sorta di parco archeologico: un ideale che ha reso possibile la bonifica delle aree del Foro (fino a quel momento denominato “Campo Vaccino” per la presenza di pascoli di mucche), del Colosseo, degli archi di Tito e di Settimio Severo, la valorizzazione di molti templi della zona. Alla stessa amministrazione si deve la prima illuminazione della città e dei suoi monumenti. In occasione del film, abbiamo seguito una light designer all’opera, che ha “acceso” per le nostre videocamere i monumenti del Pantheon, del ponte Sant’Angelo, del Colosseo e della Fontana di Trevi.

MUSEO NAPOLEONICO
Paradossalmente Roma fu la città adottata dai più vicini parenti di Napoleone come patria adottiva. Questo museo raccoglie cimeli, dipinti, arredi di famiglia raccolti da generazioni di “Napoleonidi”, ovvero di posteri che coltivarono a Roma il culto dell’oramai mitico avo. Il palazzo fu donato alla città dal conte Giuseppe Primoli assieme al suo prezioso contenuto.

EGITTO

ALESSANDRIA, PIRAMIDI DI GIZA, NILO, TEMPLI DI LUXOR E KARNAK
Napoleone sbarcò ad Alessandria d’Egitto nel luglio del 1798. Fu così presa d’assalto la quattrocentesca cittadella di Qaitbay, uno dei luoghi fortificati più importanti del Mediterraneo e oggi principale edificio storico della città.

Nei pressi della spianata di Giza ebbe luogo la battaglia delle Piramidi, con i più celebri monumenti egizi all’orizzonte: fu schiacciante la vittoria contro i Mamelucchi che controllavano il paese e qui Napoleone pronunciò la celebre frase: soldati, dall’alto di quelle piramidi 40 secoli vi guardano. I savants, studiosi, artisti e scienziati portati in Egitto al seguito della campagna militare, risalirono i Nilo studiando il territorio dal punto di vista naturalistico ed etnografico ma soprattutto le rovine degli antichi edifici egizi.

Nella zona di Tebe, i templi più spettacolari, quelli di Luxor e Karnak, furono ritratti in disegni e incisioni a corredo iconografico della Description de l’Égypte, colossale impresa editoriale in 23 volumi che fu una delle maggiori eredità scientifiche di quel viaggio, insieme al ritrovamento della Stele di Rosetta. Ancora oggi si possono trovare corrispondenze tra dettagli dei siti archeologici e le tavole della Description.

FRANCIA

PARIGI
Capitale dell’impero Napoleonico, Parigi doveva diventare per Napoleone un faro di cultura e modernità paragonabile a ciò che fu Atene fu per il mondo antico. Oggi ne troviamo traccia soprattutto al MUSEO DEL LOUVRE, voluto proprio da Napoleone e condotto dal celebre storico dell’arte Dominique Vivant-Denon, forse il primo direttore di museo di stampo moderno della storia. Al Louvre pervennero le migliaia di opere d’arte requisite in tutta Europa dalle truppe di Napoleone, col preciso intento di raccogliere nella nuova capitale del mondo il meglio che gli artisti di tutte le epoche e nazionalità erano stati in grado di produrre. Questo sogno di grandeur si interruppe col Congresso di Vienna, grazie al quale molte opere ritornarono nelle rispettive patrie, eccezion fatta per diverse opere italiane, come l’”Incoronazione di Spine” di Tiziano, “Le Nozze di Cana” di Veronese, “Le Stigmate di San Francesco” di Giotto e molte altre di Guido Reni, Mantegna, Raffaello, Beato Angelico…

È l’intera città a ricordare i fasti dell’impero. Dalla colonna di Place Vendome, realizzata sull’esempio della Colonna Traiana di Roma, agli archi di trionfo in stile romano antico dell’Etoile e di Place du Carrousel, fino alla Cattedrale di Notre Dame, nella quale avvenne l’incoronazione di Napoleone a imperatore, al complesso de Les Invalides, che ospita il Musée de l’Armée, con l’importante ritratto di Ingres, e la grandiosa Tomba di Napoleone, che dal 1840 raccoglie i resti dell’imperatore, traslati da Sant’Elena. Immancabili anche i murales che rivisitano la sua effigie, come quello di Banksy nel XVIII Arrondissement.

CASTELLO DI FONTAINEBLEAU
Definita dallo stesso Napoleone “la casa dei secoli” questa reggia fu testimone di episodi celebri della vita del Bonaparte: qui Napoleone tenne sotto sequestro Papa Pio VII, qui venne firmata la prima abdicazione, qui fu pronunciato il celebre discorso di Fontainebleau nel quale l’Imperatore deposto salutò il proprio esercito.

ELENCO OPERE

Musée National du Château de Fontainebleau

Atelier de Anne-Louis Girodet, Portrait de Napoléon en souverain législateur, 1812-1814

François Gérard – Napoléon Ier en costume du Sacre, 1805

Pinacoteca di Brera

Pieter Paul Rubens, Ultima cena, 1632

Raffaello, Sposalizio della Vergine, 1504

Marco d’Oggiono, Pala dei tre Arcangeli, 1516 ca.

Antonio Canova, Napoleone come Marte Pacificatore, bronzo, 1810

Antonio Canova, Napoleone come Marte Pacificatore, gesso, 1808

Piero della Francesca, Pala Montefeltro, 1472

Giovanni Bellini, Pietà, 1465-70

Giovanni Bellini, Madonna col Bambino, 1460-64

Andrea Mantegna, Madonna col Bambino e un coro di cherubini, 1485

Andrea Mantegna, Cristo morto, 1474-78

Gentile Bellini e Giovanni Bellini, Predica di san Marco ad Alessandria d’Egitto, 1504-07

Biblioteca Nazionale Braidense

Description de l’Égypte, 1809-1829

Alessandro Manzoni, Il cinque maggio, manoscritto autografo, 1821

Musée du Louvre

Antoine-Jean Gros, Bonaparte visitant les pestiférés de Jaffa, 1804

Tiziano, Le Couronnement d’épines, 1525-50

Tiziano, La femme au miroir, 1525-50

Veronese, Les Noces de Cana, 1563

Andrea Mantegna, La Vierge de la Victoire, 1495-1496

Vénus de Milo, 150-130 a.C.

Beato Angelico, Le Couronnement de la Vierge, 1430 ca.

Giotto, Saint François d’Assise recevant les stigmates, 1297-99

Jacques-Louis David, Le Serment des Horaces, 1784

Leonardo da Vinci, Sainte Anne, la Vierge et l’Enfant Jésus jouant avec un agneau, 1503-19

Leonardo da Vinci, Vierge aux rochers, 1483-86

Raffaello, La Belle Jardinière, 1507

Guido Reni, Dejanire enlevée par le centaure Nessus, 1621

Filippo Lippi, Pala Barbadori, 1438

Jacques-Louis David, Le Sacre de Napoléon, 1805-07

Perugino, La Vierge et l’Enfant entourés de deux anges, sainte Rose et sainte Catherine, 1475-1500

Musei Capitolini

Fanciullo che strozza l’oca, metà II secolo d.C.

Venere Capitolina

Galata morente

Bruto Capitolino

Museo Nazionale di Parma

Correggio, Madonna di San Girolamo, 1528 ca.

Museo Correr

Domenico Banti, Napoleone, 1811

Musée de l’Armée

Jean-Auguste-Dominique Ingres, Napoléon Ier sur le trône impérial, 1806

Paul Delaroche, Napoléon à Fontainebleau, le 31 mars 1814, 1840

Duomo di Monza

Corona ferrea

Museo Glauco Lombardi, Parma

Lefèvre Robert Jacques François, Ritratto di Maria Luigia imperatrice, 1812

Museo Napoleonico di Portoferraio

Maschera funeraria

Veneranda Biblioteca Ambrosiana

©Veneranda Biblioteca Ambrosiana/Malcagni/Mondadori
Portfolio
Il Cartone Preparatorio della Scuola di Atene

©Veneranda Biblioteca Ambrosiana/Gianni Cigolini/
Mondadori Portfolio
Sacra Famiglia con Sant’Anna e San Giovannino

©Veneranda Biblioteca Ambrosiana/Paolo Manusardi/
Mondadori Portfolio
L’Arco della Pace a Milano

©Veneranda Biblioteca Ambrosiana/Gianni Cigolini/
Mondadori Portfolio
Frontespizio del Virgilio Ambrosiano o Virgilio del
Petrarca con note autografe di Francesco Petrarca

©Veneranda Biblioteca Ambrosiana/Metis e Mida
Informatica/Mondadori Portfolio
Codice Atlantico

©Veneranda Biblioteca Ambrosiana/Paolo Manusardi/
Mondadori Portfolio
Ritratto di Napoleone I Bonaparte

Opere dalla mostra
Canova | Thorvaldsen. La nascita della scultura moderna
Gallerie d’Italia, Milano
24 ottobre 2019 – 28 giugno 2020

⦁ The Finding of Laocoon Hubert Robert 1773 Virginia Museum of Fine Arts, Richmond, Stati Uniti
⦁ Napoléon et Joséphine Harold Hume Piffard Collection Privée
⦁ Crossing the Berezina River on 17 (29) November 1812, Peter von Hess, 1844, Ermitage, Sanpietroburgo, Russia
⦁ The Crossing of the Beresina (26/28 Nov.1812) January Suchodolski, circa 1859
⦁ A Charge of the Russian Leib Guard on 2 June 1807, Viktor Mazurovsky, 1912
⦁ the Battle of Lodi, 10th May 1796, detail of ⦁ Napoleon (1769-1821) and his staff, Louis François Lejeune, 1804, Versailles Francia
⦁ Bonaparte devant le Sphinx, Jean Léon Gérôme, 1886, San Simeon, California, Stati Uniti
⦁ The Battle of Austerlitz, 2nd December 1805, François Gérard, 1810, Versailles Francia
⦁ Trasfigurazione, Raffaello, 1518-1520, Pinacoteca, Vaticano, Città del Vaticano
⦁ Madonna della seggiola, Raffaello, 1513-1514, Galleria Palatina, Firenze, Italia
⦁ Battle of Moscow, 7th September 1812, Louis-François Lejeune, 1822, Versailles, Francia
⦁ Vue générale de la bataille des Pyramides, le 21 juillet 1798. Campagne d’Égypte (1798-1801), Louis François Lejeune, 1808, Versailles, Francia
⦁ Napoleon Bonaparte in the coup d’état of 18 Brumaire in Saint-Cloud, Francois Bouchot, 1840, Versailles, Francia
⦁ The Battle of Waterloo: The British Squares Receiving the Charge of the French Cuirassiers, Henri Félix Philippoteaux, 1874, Victoria & Albert Museum, Londra
⦁ Napoléon Bonaparte Premier Consul, Francois Gerard, 1803,  The Musée Condé  ⦁ Château⦁ de Chantilly in ⦁ Chantilly, Oise, Francia
Napoleon in Egypt, Jean-Leon Gerome Napoléon en Egypte c. 1863, Princeton University Art Museum, New Jersey, Stati Uniti
⦁ Giuseppina Grassini dans le role de Zaire, Élisabeth-Louise Vigée-Le Brun, c1804-1805, Musée des Beaux-Arts de Rouen, Francia
⦁ Napoleon Bonaparte on the Bridge at Arcole, Antoine-Jean Gros, 1796, Versailles, Francia
Napoleone nel campo di ⦁ battaglia di ⦁ Eylau, Antoine-Jean Gros, 1808, Museo del Louvre, Parigi, Francia
⦁ Projet d’aménagement de la Grande Galerie du Louvre, vers 1796 Hubert Robert, 1706-Museo del Louvre, Parigi, Francia
⦁ Entrée triomphale des monuments des sciences et des arts en France; fête à ce sujet: les 9 et 10 thermidor an 6.me de la République Pierre-Gabriel Berthault, 1802, Musée Carnavalet, Histoire de Paris, Parigi, Francia
⦁ The Emperor Napoleon in His Study at the Tuileries, ⦁ Jacques-Louis David, 1812,  ⦁ National Gallery of ⦁ Art, Washington, DC Stati Uniti
⦁ Portrait de Napoléon Bonaparte en premier consul, Jean -Auguste -Dominique Ingres, c. 1803-1804, Curtius Museum, Liegi, Belgio
⦁ Ritratto di ⦁ Jean-François Champollion, Leon Cogniet, 1831, Museo del Louvre, Parigi, Francia
⦁ La Campagna di Francia, Jean-Louis-Ernest Meissionier, 1814, Walters Art Museum,  ⦁ Mount Vernon-Belvedere, ⦁ Baltimore, ⦁ Maryland,  Stati Uniti
⦁ Portrait de l’Impératrice Marie-Louise, 1810, François Gérard, Museo del Louvre, Parigi, Francia
⦁ Eh bien, Messieurs! deux millions. Italy France, 1797, Retrieved from the Library of Congress, Stati Uniti
⦁ Napoleon in Egypt 1867 68, JeanLeon Gerome, tra il 1867 e il 1868, Princeton University Art Museum, New Jersey, Stati Uniti
Napoleon at the Battle of Rivoli (January 14, 1797), Henri Félix Philippoteaux, 1844, Museo del Louvre, Parigi, Francia
Napoleon Crossing the Alps, Jacques-Louis David, 1801, ⦁ Belvedere,   Vienna, Austria
⦁ Napoleon in burning Moscow, Adam Albrecht, 1841
⦁ Napoleon Bonaparte leading his troops over the bridge of Arcol, ⦁ Horace ⦁ Vernet, 1826, Private Collection
⦁ Mort de Napoleon Ier à Sainte Hélène, le 5 mai 1821, Charles de Steuben, c.1828, Musee Napoleonien – Ile d’Aix, Francia
⦁ Russia Campaign: Withdrawal from Russia. Image of a Egyptian Sphinx in the sky. 1812, Fondation Napoleon, Parigi
⦁ The Destruction of ‘L’Orient’ at the Battle of the Nile, 1 August 1798 , ⦁ George ⦁ Arnald, tra il 1825 e il 1827, National Maritime Museum, ⦁ Greenwich, London.

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