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COMUNICATO

il concerto del 4 gennaio 2022, annunciato è stato cancellato.

 Martedì 4 gennaio 2022 alle ore 20 il maestro Zubin Mehta, alla guida del Coro e dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, sarà sul podio per l’ultimo concerto del “Ciclo Beethoven”, primo appuntamento sinfonico dell’anno nuovo.

In programma la Sinfonia n. 8 in fa maggiore op. 93 e la Sinfonia n. 9 in re minore op. 125 per soli, coro e orchestra.

Solisti a fianco del Maestro: Mandy Fredrich, Marie-Claude Chappuis, AJ Glueckert e Franz-Josef Selig. Il maestro del coro è Lorenzo Fratini.

Firenze, 2 gennaio 2022 – Martedì 4 gennaio 2022 alle ore 20 il direttore emerito del Maggio, il maestro Zubin Mehta torna sul podio del Teatro del Maggio per l’ultimo appuntamento del Ciclo Beethoven: la serie di concerti  iniziata il 25 settembre 2021, con l’esecuzione integrale delle nove sinfonie del compositore di Bonn. In programma, per il primo concerto sinfonico del 2022,  la Sinfonia n. 8 in fa maggiore op. 93 e la Sinfonia n. 9 in re minore op. 125 per soli, coro e orchestra.

Al suo fianco, per la Nona, l’ensemble di voci già apprezzate durante il concerto del 31 dicembre che ha chiuso il 2021 e dato il benvenuto all’anno nuovo: il soprano Mandy Fredrich, il mezzosoprano Marie-Claude Chappuis, il tenore AJ Glueckert e il basso Franz-Josef Selig.

Mandy Fredrich si è formata artisticamente alla Universität der Künste di Berlino e alla Hochschule für Musik und Theater di Lipsia. Il soprano tedesco è una presenza costante nelle programmazioni di importanti teatri lirici come la Staatsoper di Berlino, il Teatro alla Scala di Milano o il San Carlo di Napoli. Recentemente, oltre al concerto del 31 dicembre 2021, si è esibita al fianco del maestro Zubin Mehta nel concerto del 24 novembre 2021 trale voci soliste di Die Schöpfung di Franz Joseph Haydn, al Teatro del Maggio, e nel concerto tenutosi in Piazza Aranci a Massa il 3 luglio 2021 e che aveva in programma proprio la Sinfonia n. 9 in re minore di Ludwig van Beethoven.

Al suo fianco il mezzosoprano Marie-Claude Chappuis, anche lei tra le protagoniste del concerto del 3 luglio. La cantante elvetica, formatasi presso l’Universität Mozarteum di Salisburgo e già un nome di grande rilievo internazionale, ha collaborato con alcuni dei più prestigiosi festival e teatri lirici al mondo, oltre ad aver lavorato al fianco di alcuni fra i più grandi direttori d’orchestra quali René Jacobs, Riccardo Muti, John Eliot Gardiner e Riccardo Chailly. Marie-Claude Chappuis è stata inoltre tra i protagonisti del Concerto per Firenze svoltosi il 22 dicembre 2021 nel nuovo auditorium “Zubin Mehta”. Il quartetto delle voci soliste è completato dal tenore AJ Glueckert, dotato di un ampio repertorio, che si estende da Wagner a Donizetti, da Strauss a Puccini che è al suo debutto assoluto sulle scene del Maggio, e dal basso Franz-Josef Selig: da anni presenza costante sui palcoscenici dei più importanti teatri al mondo è stato anche lui tra i protagonisti del concerto per Firenze eseguito il 22 dicembre ed è inoltre stato impegnato nel ruolo di Rocco nelle quattro recite di Fidelio di Ludwig van Beethoven, diretto da Zubin Mehta per la regia di Matthias Hartmann, spettacoli che hanno segnato l’inaugurazione operistica del nuovo auditorium.

Il Teatro del Maggio ricorda al gentile pubblico che coloro che hanno conservato i biglietti per le date precedentemente previste il 5 dicembre 2020 (alle ore 15 e alle ore 20) potranno accedere in sala per il concerto del 4 gennaio 2022, semplicemente presentando il titolo d’ingresso in loro possesso.

Programma

Sinfonia n. 8

La composizione dell’Ottava impegnò Beethoven nei mesi estivi del 1812, un tempo relativamente breve per lui, anche se i numerosi schizzi e abbozzi dell’opera restituiscono la misura del lavoro minuzioso operato dal compositore per eliminare ogni orpello superfluo dalla sua nuova creazione. Dopo una prima esecuzione privata nella residenza dell’arciduca Rodolfo, la Sinfonia n. 8 in fa maggiore op. 93 debuttò nel 1814 al Burgtheater di Vienna senza suscitare, tuttavia, il consueto entusiasmo di critica e pubblico. Rispetto alle sorelle maggiori quella ‘piccola sinfonia’, come la definiva lo stesso autore, ha infatti caratteristiche inusuali: dimensioni ridotte, leggerezza di spirito e un apparente ritorno a sonorità e forme settecentesche che lasciarono dubbiosi gli ascoltatori. Dei quattro movimenti i più curiosi sono indubbiamente quelli centrali. Tra l’Allegro di apertura e il gioviale Rondò finale Beethoven incastona due movimenti a sorpresa: un Allegretto al posto dell’Adagio, una sorta divertimento che sottolinea maggiormente il carattere gioioso dell’opera, e un Minuetto in sostituzione dello Scherzo, dove la sinfonia indossa abiti volutamente retrò muovendosi pomposamente a passo dell’antica danza.

Sinfonia n. 9

Ultima creatura sinfonica beethoveniana, la Sinfonia n. 9 in re minore op. 125  “Corale” segnò un punto di non ritorno nella storia della musica; dopo la Nona nessun compositore poté più cimentarsi nel genere senza fare i conti con quel modello di arte insuperabile lasciato in eredità dal Maestro di Bonn. La genesi dell’ultima sinfonia di Beethoven parte da lontano, da quando, nel 1793, l’autore espresse il desiderio di voler mettere in musica l’Ode alla gioia di Friedrich Schiller. Il messaggio di libertà e fratellanza contenuto nei versi dell’ode si sedimentò nella mente del giovane compositore tanto che nel 1795 compose un lied, Gegenliebe, in cui compare allo stato embrionale quella melodia che in seguito avrebbe preso forma definitiva nell’ Inno alla gioia della Sinfonia n. 9. Analogie ancora più evidenti si ritrovano anni dopo nella Fantasia corale op. 80, una sorta di laboratorio preparatorio della Nona Sinfonia alla cui composizione Beethoven si dedicò dal 1822 ai primi mesi del 1824. Il debutto – al Theater an der Wien il 7 maggio 1824 – fu preceduto da prove estenuanti, rese ancor più difficili dal fatto che a dirigere fosse Beethoven stesso, ormai completamente sordo e non più in grado di guidare l’orchestra. Tuttavia questo non inficiò il successo della sua ultima sinfonia, che da subito fu salutata come un capolavoro assoluto. Quale cartina di tornasole, la Sinfonia n. 9 compendia infatti tutte le conquiste musicali maturate negli anni da Beethoven: dalla libertà di forma – con il quarto movimento in cui per la prima volta nella cornice sinfonica la musica strumentale cede il passo alla voce umana – all’uso magistrale della variazione e del contrappunto, dalle affinità tematiche che si rincorrono nell’opera dando un senso di ciclicità e unitarietà alla partitura, fino al messaggio universale di fratellanza cantato dai solisti e dal coro nel movimento finale.

Prezzi:

Visibilità limitata e ascolto: 15€  – Galleria: 25€ – Palchi: 35€

Platea 4: 45€  –  Platea 3: 60€  – Platea 2: 80€  – Platea 1: 100€

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