Serena conduce operaclassica eco italiano.

L’INVITO ALLA DANZA SULLA TASTIERA DI
GIUSEPPE ALBANESE
Per la stagione concertistica del Teatro Regio di Parma
realizzata da Società dei Concerti di Parma, il pianista calabrese
interpreta pagine di Carl Maria von Weber, Léo Delibes,
Pëtr Il’ič Čajkovskij, Igor Stravinskij, Maurice Ravel
dedicate ai capolavori del repertorio per la danza e il balletto
tra Germania, Francia e Russia, nelle trascrizioni
dei grandi virtuosi del pianoforte tra ’800 e ’900.

Teatro Regio di Parma
giovedì 3 febbraio 2022, ore 20.30

Un invito alla danza sulla tastiera. Giuseppe Albanese è protagonista giovedì 3 febbraio 2022 ore 20.30 al Teatro Regio di Parma, per la stagione concertistica 2021-2022 realizzata da Società dei Concerti di Parma in collaborazione con Casa della Musica e con il sostegno di Chiesi, di un recital pianistico interamente dedicato alla danza, in un viaggio attraverso capolavori per il balletto tra Francia, Germania e Russia nelle trascrizioni per pianoforte realizzate dai pianisti e compositori tra ’800 e ’900.

In programma Invito alla danza di Carl Maria von Weber nella trascrizione di Carl Tausig; “Valzer” da Coppélia di Léo Delibes nella trascrizione di Ernst von Dohnányi; la Suite da Lo schiaccianoci di Pëtr Il’ič Čajkovskij nella trascrizione di Mikhail Pletnëv; Prélude à l’Après-midi d’un faune di Claude Debussy nella trascrizione di Leonard Borwick; la Suite da L’uccello di fuoco di Igor Stravinskij nella trascrizione di Guido Agosti; La Valse di Maurice Ravel. Brani che l’artista ha racchiuso anche in una recente registrazione l’etichetta Deutsche Grammophon intitilata Invitation to the dance.

Nate per soddisfare un’esigenza pratica, quella di riprodurre musica per orchestra in spazi e con mezzi ridotti, le trascrizioni pianistiche diventano dalla metà dell’Ottocento in poi un vero e proprio genere, banco di prova per i virtuosi della tastiera e occasione per esplorare tutte le risorse timbriche le potenzialità tecniche dello strumento, sfociando in vere e proprie riletture delle composizioni originarie.
Come spiega lo storico della musica Giuseppe Martini, “le trascrizioni per strumento solo di pezzi orchestrali sono nate non potendo disporre di un’orchestra e di un mezzo per riprodurne il suono, ma il guadagno pratico è compensato dalla perdita di dinamiche e timbri. Il mestiere del trascrittore si è così divaricato fra scopi pratici (trasposizioni di partiture operistiche o sinfoniche) e il diritto creativo (offrire un punto di vista critico su un testo)”. Così, se la trascrizione di Guido Agosti del 1928 da L’uccello di fuoco di Igor Stravinskij e quella di Mikhail Pletnëv da Lo schiaccianoci di Pëtr Il’ič Čajkovskij esaltano le potenzialità virtuosistiche e la tavolozza timbrica del pianoforte “affidando lo scintillìo orchestrale a un’abilità tecnica non fine a se stessa”, negli altri casi si va nella parafrasi, nei pot-pourri, nelle fantasie.
È il caso di Invito alla danza di Carl Maria von Weber, brano nato per pianoforte ed eseguito nella trascrizione di Carl Tausig che, erede della tradizione lisztiana, accompagnava la partitura con il sottotitolo “con arabeschi per l’esecuzione in concerto”. “E infatti il polacco Tausig – continua Giuseppe Martini – cresciuto con Liszt che gli aveva trasmesso il gusto per il piccante e lo spettacolare, prende l’idea originaria di valzer legati in una drammaturgia (lui invita lei a ballare) e la mette a bagnomaria in arpeggi, trilli in sovracuto, cascatine, percussioni e altri artifici d’abilità che spargono un po’ di pepe listziano sulla pietanza weberiana”.
Diverso l’approccio dell’ungherese Ernst von Dohnányi e dell’inglese Leonard Borwick alle pagine, rispettivamente, di Léo Delibes e di Claude Debussy, dove l’esplorazione timbrica diventa lo scopo principale delle divagazioni pianistiche. Mentre la chiusura sfavillante e turbinosa affidata a La valse di Maurice Ravel, trascrizione per pianoforte del poema coreografico dell’autore, è un tributo alla tradizione del valzer viennese, tra luce e inquietudine, allusivo della fine di un’epoca in seguito agli sconvolgimenti della Grande Guerra. “Un canovaccio complesso – spiega Giuseppe Martini – su cui l’interprete può lavorare liberamente e mediare fra abbellimento e testo, che è meno espressionista del balletto orchestrale”.

Vincitore del Premio Venezia nel 1997 e del Vendome Prize nel 2003, Giuseppe Albanese è tra i pianisti più richiesti della sua generazione. Si esibisce nelle sale da concerto più prestigiose a livello internazionale, quali: Metropolitan Museum, la Rockefeller University e la Steinway Hall di New York; l’Auditorium Amijai di Buenos Aires; il Cenart di Mexico City; la Konzerthaus di Berlino; la Laeisz Halle di Amburgo; la Philharmonie di Essen; il Mozarteum di Salisburgo; St. Martin in the Fields e la Steinway Hall di Londra; la Salle Cortot di Parigi; la Filarmonica di San Pietroburgo; la Filharmonia Narodowa di Varsavia; la Filarmonica Slovena di Lubiana; la Gulbenkian di Lisbona. Ha collaborato con direttori del calibro di Christian Arming, John Axelrod, James Conlon, Lawrence Foster, Will Humburg, Dmitri Jurowski, Stanislav Kochanovsky, Julian Kovatchev, Daniel Oren, Donato Renzetti, e molti altri.

Tra i festival, di particolare rilievo gli inviti al Winter Arts Square di Yuri Temirkanov a San Pietroburgo, al Castleton di Lorin Maazel (USA), all’Internazionale di Brescia e Bergamo e al MiTo SettembreMusica, alla Biennale Musica di Venezia, oltre al Mittlefest, il Tiroler Festspiele di Erl, il Festival di Colmar, En Blanco y Negro di Mexico City, il Festival di Sintra (Portogallo), il Tongyeong Festival (Corea). In Italia ha suonato per le stagioni concertistiche dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di S. Cecilia e dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI e in tutti i più importanti teatri, tra i quali si annoverano 11 Fondazioni lirico-sinfoniche.

Ha inciso per l’etichetta Deutsche Grammophon tre cd: Fantasia, un concept album dedicato a Beethoven, Schubert e Schumann, Après une lecture de Liszt, e Invitation to the dance, dedicato al balletto e contenente musiche di Weber, Delibes, Tchaikovsky, Stravinsky, Debussy e Ravel. Per Decca Classics ha inciso l’opera omnia di Béla Bartók in 32 cd, contenente la registrazione in prima mondiale del brano Valtozatok.

Giuseppe Albanese è laureato in Filosofia con lode e dignità di stampa della tesi sull’estetica di Liszt negli Années de Pèlerinage ed è stato docente a contratto di Metodologia della comunicazione musicale presso l’Università degli Studi di Messina.

PARTNER E SPONSOR
La Stagione del Teatro Regio di Parma è realizzata grazie al contributo di Comune di Parma, Parma Capitale Italiana della Cultura 2021, Ministero della Cultura, Reggio Parma Festival, Regione Emilia-Romagna. Major partner Fondazione Cariparma. Main partners Chiesi, Crédit Agricole. Main sponsor Iren, Barilla. Sponsor Unione Parmense degli Industriali, Dallara, Opem. Sostenitori GHC Garofalo Health Care, Poliambulatori Dalla Rosa Prati, Glove ICT, CePIM, Oinoe, La Giovane, Agugiaro&Figna, Sicim, Mutti, Parmalat, Colser, Parmacotto, Grasselli. Legal counselling Villa&Partners. Con il supporto di “Parma, io ci sto!”. Advisor AGFM. Hospitality Partner Novotel. Con il contributo di Ascom e Ascom Confcommercio Parma Fondazione, Camera di Commercio di Parma Fondazione Monte Parma. La Stagione Concertistica è realizzati da Società dei Concerti di Parma, con il sostegno di Chiesi, in collaborazione con Casa della Musica. ParmaDanza è realizzata in collaborazione con Arci Caos. Il Concorso Voci Verdiane è realizzato in collaborazione con Comune di Busseto, Verdi l’Italiano. Radio Ufficiale Radio Monte Carlo. Sostenitori tecnici Azzali editori, De Simoni, Milosped, MacroCoop, IgpDecaux, Cavalca, Graphital. Il Teatro Regio di Parma aderisce a Fedora, Opera Europa, Operavision, Emilia taste, nature, culture.

BIGLIETTERIA DEL TEATRO REGIO DI PARMA
Biglietti da €10,00 a €35,00 riduzioni per Under 30 e associati Società dei Concerti di Parma.
Strada Giuseppe Garibaldi, 16/A 43121 Parma Tel. +39 0521 203999 biglietteria@teatroregioparma.it
ORARI DI APERTURA dal martedì al sabato ore 11.00-13.00 e 17.00-19.00 e un’ora precedente lo spettacolo. In caso di spettacolo nei giorni di chiusura, da un’ora precedente lo spettacolo. Chiuso il lunedì, la domenica e i giorni festivi. Il pagamento presso la Biglietteria del Teatro Regio di Parma può essere effettuato con denaro contante in Euro, con assegno circolare non trasferibile intestato a Fondazione Teatro Regio di Parma, con PagoBancomat, con carte di credito Visa, Cartasi, Diners, Mastercard, American Express. È inoltre possibile utilizzare i voucher di rimborso ricevuti a fronte degli spettacoli annullati per l’emergenza sanitaria. I biglietti per tutti gli spettacoli sono disponibili anche su teatroregioparma.it.it. L’acquisto online non comporta alcuna commissione di servizio.

Teatro Regio di Parma
giovedì 3 febbraio 2022, ore 20.30

Durata 1 ora e 30 minuti circa, compreso un intervallo

Pianoforte GIUSEPPE ALBANESE

Carl Maria von Weber (1786-1826)

Invito alla danza, op 65

(trascrizione di Carl Tausig, 1869)

Léo Delibes (1836-1891)

“Valzer” da Coppélia

(trascrizione di Ernst von Dohnányi, 1925)

Pëtr Il’ič Čajkovskij (1840-1893)

Suite da Lo schiaccianoci
Marcia – Danza della Fata Confetto – Tarantella – Intermezzo – Trepak (danza russa) – Il tè (danza cinese)

(trascrizione di Mikhail Pletnëv, 1978)

Igor Stravinskij (1882-1971)

Suite da L’uccello di fuoco
Danza infernale – Berceuse – Finale

(trascrizione di Guido Agosti, 1928)

Claude Debussy (1862-1918)

Prélude à l’Après-midi d’un faune

(trascrizione di Leonard Borwick, 1921)

Maurice Ravel (1875-1937)

La Valse

Parma, 27 gennaio 2022
Paolo Maier
Responsabile Comunicazione, Ufficio Stampa, Progetti speciali
Teatro Regio di Parma strada Garibaldi, 16/A, 43121 Parma – Italia
Tel. +39 0521 203969
p.maier@teatroregioparma.it
stampa@teatroregioparma.it
www.teatroregioparma.it

STAGIONE CONCERTISTICA 2021-2022
DEL TEATRO REGIO DI PARMA

Teatro Regio di Parma

mercoledì 3 novembre 2021 ore 20.30
Pianoforte ALEXANDER LONQUICH

Robert Schumann
Arabeske in do maggiore per pianoforte, op. 18

Robert Schumann
Novelette, op. 21 n. 8

Karl Amadeus Hartmann
Sonata “27 Aprile 1945” (prima versione)

Robert Schumann
Sonata n. 1 in fa diesis minore per pianoforte, op. 11

domenica 28 novembre 2021 ore 20.30
Pianoforte BEATRICE RANA

Fryderyk Chopin
Quattro Scherzi

Claude Debussy
Études, Livre I

Igor Stravinsky
Trois mouvements de Petrouchka

sabato 4 dicembre 2021 ore 20.30
TRIO DI PARMA
Violino Ivan Rabaglia Violoncello Enrico Bronzi Pianoforte Alberto Miodini

Johannes Brahms
Trio, op. 8 (seconda versione, 1891)

Pëtr Il’ič Čajkovskij
Trio, op. 50

giovedì 3 febbraio 2022 ore 20.30
Pianoforte GIUSEPPE ALBANESE

Carl Maria von Weber
Invito alla danza – trascr. di Carl Tausig

Léo Delibes
“Valzer” da Coppélia – trascr. Ernst von Dohnányi

Pëtr Il’ič Čajkovskij
Suite da “Lo schiaccianoci” – trascr. di Mikhail Pletnev

Igor Stravinskij
Suite da “L’uccello di fuoco” –  trascr. di Guido Agosti

Claude Debussy
Prélude à l’Après-midi d’un faune – trascr. di Leonard Borwick

Maurice Ravel
La Valse

giovedì 17 febbraio 2022 ore 20.30
Pianoforte ANDRÀS SCHIFF
Il programma verrà presentato dall’artista all’inizio del concerto

domenica 20 febbraio 2022 ore 20.30
Passion Galliano un percorso sui suoi cinquant’anni di carriera
Fisarmonica RICHARD GALLIANO

lunedì 21 marzo 2022 ore 20.30
Violino ANNA TIFU, Pianoforte GIUSEPPE ANDALORO

César Franck
Sonata per violino e pianoforte in la maggiore

Maurice Ravel
Tzigane per violino e pianoforte, in re maggiore, op. 76

Ernest Chausson
Poème, op. 25

Pablo Sarasate
Fantasia da concerto sulla Carmen, op. 25

domenica 29 maggio 2022 ore 17.30
Concerto di chiusura Paganini Guitar Festival 2022
Chitarra DAVID RUSSELL
Musiche di Johann Sebastian Bach, Domenico Scarlatti, Isaac Albéniz, Granados, Goss

CALENDARIO

OTTOBRE 2021

30 sab 15.30 e 18.00, Ridotto CARTOONS! per le famiglie

NOVEMBRE 2021

3 mer 20.30 ALEXANDER LONQUICH
17 mer 17.00 REGIO PARMA TEATRO DEL MONDO presentazione del libro
20 sab 15.30 e 18.00 RIGOLETTO. I MISTERI DEL TEATRO per le famiglie
25 gio 21.00 I SONNAMBULI Se non fosse per le donne
26 ven 10.00 LA BELLA ADDORMENTATA per le scuole
27 sab 16.00 LA BELLA ADDORMENTATA per le famiglie
28 dom 20.30 BEATRICE RANA

DICEMBRE 2021

3 ven 17.00 PRIMA CHE SI ALZI IL SIPARIO Gran Teatro Reinach
4 sab 20.30 TRIO DI PARMA
5 dom 20.30 EZRALOW DANCE Open
11 sab 20.00 GRAN TEATRO REINACH
12 dom 15.30 GRAN TEATRO REINACH

GENNAIO 2022

8 sab 17.00 PRIMA CHE SI ALZI IL SIPARIO Carmen
9 dom 20.00 CARMEN prova riservata agli under30
11 mar 15.30 CARMEN prova aperta
12 mer 20.00 CARMEN Opera A
14 ven 20.00 CARMEN Opera B
15 sab 17.00 CARMEN Fuori abbonamento
16 dom 15.30 CARMEN Opera D
19 mer 9.00, 11.00 IMPAROLOPERA per le scuole
21 ven 20.00 CARMEN Opera C
23 dom 15.30 CARMEN Fuori abbonamento
27 gio 11.30 Piazzale della Pace CERIMONIA IN MEMORIA DI VERDI
29 sab 20.30 BALLETTO DI ROMA Astor, un secolo di tango

FEBBRAIO 2022

3 gio 20.30 GIUSEPPE ALBANESE
5 sab 20.30 ALMAMIA DANZA PROJECT Carmen
17 gio 20.30 ANDRÀS SCHIFF
19 sab 10.30 OPERA MENO 9 per le famiglie
17.00 PRIMA CHE SI ALZI IL SIPARIO La Favorita
20 dom 20.30 RICHARD GALLIANO
25 ven 20.00 LA FAVORITA Opera A
27 dom 15.30 LA FAVORITA Opera D

MARZO 2022

12 sab 17.00 PRIMA CHE SI ALZI IL SIPARIO Norma
14 lun 20.00 NORMA prova riservata agli under 30
16 mer 15.30 NORMA prova aperta
18 ven 20.00 NORMA Opera A
19 sab 10.30 OPERA MENO 9 per le famiglie
20 dom 15.30 NORMA Opera B
21 lun 20.30 ANNA TIFU, GIUSEPPE ANDALORO
25 ven 9.00 e 11.00 DOLCE CENERENTOLA per le scuole
20.00 NORMA Opera C
26 sab 15.30 e 18.00 DOLCE CENERENTOLA per le famiglie
27 dom 15.30 NORMA Opera D
31 gio 20.30 BALLETTO YACOBSON DI SAN PIETROBURGO Giselle

APRILE 2022

9 sab 10.30 OPERA MENO 9 per le famiglie
22 ven 17.00 PRIMA CHE SI ALZI IL SIPARIO Ascesa e caduta…
23 sab 15.30 e 18.00 CENERENTOQUA CENERENTOLA per le famiglie
24 dom 15.30 ASCESA E CADUTA DELLA CITTÀ DI MAHAGONNY prova aperta
26 mar 20.00 ASCESA E CADUTA DELLA CITTÀ DI MAHAGONNY Opera A
28 gio 20.00 ASCESA E CADUTA DELLA CITTÀ DI MAHAGONNY Opera B
30 sab 20.00 ASCESA E CADUTA DELLA CITTÀ DI MAHAGONNY Opera C

MAGGIO 2022

6 ven 20.30 BALLETTO DI PARMA Contemporaneamnete
8 dom 15.30 e 18.00 BLACK AIDA per le famiglie
20 ven 9.00 e 11.00 CENERENTOLA Grand Hotel dei sogni per le scuole
21 sab 15.30 e 18.00 CENERENTOLA Grand Hotel dei sogni per le famiglie
28 sab 20.30 NUOVO BALLETTO DI TOSCANA Quartetto per la fine del tempo
29 dom 17.30 DAVID RUSSELL

Carl Maria von Weber (1786-1826)
Invito alla danza, op 65
(trascrizione di Carl Tausig, 1869)

Léo Delibes (1836-1891)
“Valzer” da Coppélia
(trascrizione Ernst von Dohnányi, 1925)

Pëtr Il’ič Čajkovskij (1840-1893)
Suite da Lo schiaccianoci
Marcia – Danza della Fata Confetto – Tarantella –
Intermezzo – Trepak (danza russa) – Il tè (danza cinese)
(trascrizione di Mikhail Pletnëv, 1978)

Igor Stravinskij (1882-1971)
Suite da L’uccello di fuoco
Danza infernale – Berceuse – Finale
(trascrizione di Guido Agosti, 1928)

Claude Debussy (1862-1918)
Prélude à l’Après-midi d’un faune
(trascrizione di Leonard Borwick, 1921)

Maurice Ravel (1875-1937)
La Valse

In teoria le trascrizioni per strumento solo di pezzi orchestrali sono nate non potendo disporre di un’orchestra e di un mezzo per riprodurne il suono, ma il guadagno pratico è compensato dalla perdita di dinamiche e timbri. Il mestiere del trascrittore si è così divaricato fra scopi pratici (trasposizioni di partiture operistiche o sinfoniche) e il diritto creativo (offrire un punto di vista critico su un testo).
Nel primo caso ricade la trascrizione dell’Uccello di fuoco (1910) fatta dal forlivese Guido Agosti, allievo di Busoni e pianista del Quartetto di Roma, alla quale si annette aneddotica eloquente: una volta ascoltata, Stravinskij elogiò Agosti («Molto bene, eccellente») ma gli chiese «solo una cosa: tolga questi “accelerando” e “rallentando”, sono superflui. La musica non ha bisogno di queste parole automobilistiche». In realtà è una trascrizione fedele che assicura al pianista una guida brillante senza che la tecnica rischi il sovrasterzo sul contenuto, ma il risultato resta tremendamente virtuosistico. Idem si dica per il pianista russo Mikhail Pletnëv, nato nel 1957, che raccoglie sei brani dello Schiaccianoci di Čajkovskij (1892) senza mutarne i connotati, però affidando lo scintillìo orchestrale a un’abilità tecnica non fine a se stessa.
Altrimenti, è il mondo della parafrasi, dei pot-pourri, delle fantasie. Si è arrivati così addirittura a trascrivere per pianoforte pezzi nati già per pianoforte, ma almeno con l’onestà di un Carl Tausig che, trascrivendo Invito alla danza di Weber (1819), aggiungeva a sottotitolo “con arabeschi per l’esecuzione in concerto”, rivelando la vera finalità dell’operazione. E infatti il polacco Tausig, nato nel 1841, morto trentenne e cresciuto con Liszt che gli aveva trasmesso il gusto per il piccante e lo spettacolare, prende l’idea originaria di valzer legati in una drammaturgia (lui invita lei a ballare) e la mette a bagnomaria in arpeggi, trilli in sovracuto, cascatine, percussioni e altri artifici d’abilità che spargono un po’ di pepe listziano sulla pietanza weberiana.
È diverso dalla trascrizione del valzer di Coppélia di Delibes (1870) fatta da Ernst von Dohnányi, l’ungherese più brahmsiano d’Ungheria: qui la divagazione virtuosistica nasce come radici da una talea per puro amore del suono pianistico. Che è sempre saggia soluzione, specie coi capi delicati: trascrivendo il Prélude à l’Après-midi d’un faune di Debussy (1894) il pianista inglese Leonard Borwick, allievo di Clara Schumann, se l’è cavata ingegnosamente attraverso leggerezze, tocco, colori.
Morale: la trascrizione è sempre un compromesso. Per la propria Valse nel 1921 Ravel ha preparato un canovaccio compresso, più che una trascrizione, su cui l’interprete può lavorare liberamente e mediare fra abbellimento e testo, che è meno espressionista del balletto orchestrale, però con intatto senso della tragedia: da intendersi non come dramma del presente, ma come catarsi alla Battiato («e gira tutto intorno alla stanza / mentre si danza»).

Giuseppe Martini

GIUSEPPE ALBANESE, pianoforte

Tra i più richiesti pianisti della sua generazione, Giuseppe Albanese debutta nel 2014 su etichetta Deutsche Grammophon con un concept album dal titolo “Fantasia”, con musiche di Beethoven, Schubert e Schumann. Segue nel 2015 il suo secondo album DG «Après une lecture de Liszt», interamente dedicato al compositore ungherese. Nel marzo 2016 Decca Classics inserisce nel box con l’opera omnia di Bartók in 32 cd la sua registrazione (in prima mondiale) del brano «Valtozatok» (Variazioni). Di recente pubblicazione i Concerti nn.1 e 2 e  “Malédiction» di Liszt per Universal Music.
A gennaio 2020 esce il suo terzo CD per Deutsche Grammophon: “Invitation to the dance”, dedicato al balletto e contenente musiche di Weber, Delibes, Tchaikovsky, Stravinsky, Debussy e Ravel.

Invitato per recital e concerti con orchestra da autorevoli ribalte internazionali quali – tra gli altri – il Metropolitan Museum, la Rockefeller University e la Steinway Hall di New York; l’Auditorium Amijai di Buenos Aires; il Cenart di Mexico City; la Konzerthaus di Berlino; la Laeisz Halle di Amburgo; la Philharmonie di Essen; il Mozarteum di Salisburgo; St. Martin in the Fields e la Steinway Hall di Londra; la Salle Cortot di Parigi; la Filarmonica di San Pietroburgo; la Filharmonia Narodowa di Varsavia; la Filarmonica Slovena di Lubiana; la Gulbenkian di Lisbona, ha collaborato con direttori del calibro di Christian Arming, John Axelrod, James Conlon, Lawrence Foster, Will Humburg, Dmitri Jurowski, Stanislav Kochanovsky, Julian Kovatchev, Alain Lombard, Nicola Luisotti, Othmar Maga, Henrik Nanasi, Anton Nanut, Tomas Netopil, Daniel Oren, George Pehlivanian, Donato Renzetti, Alexander Sladkowsky, Hubert Soudant, Pinchas Steinberg, Michel Tabachnik, Jeffrey Tate, Jurai Valcuha, Jonathan Webb ecc.
Tra i festival, di particolare rilievo gli inviti al Winter Arts Square di Yuri Temirkanov a San Pietroburgo, al Castleton di Lorin Maazel (USA), all’Internazionale di Brescia e Bergamo e al MiTo SettembreMusica, alla Biennale Musica di Venezia, oltre al Mittlefest, il Tiroler Festspiele di Erl, il Festival di Colmar, En Blanco y Negro di Mexico City, il Festival di Sintra (Portogallo), il Tongyeong Festival (Corea).
In Italia ha suonato per tutte le più importanti stagioni concertistiche (incluse quelle dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di S. Cecilia e della RAI di Torino) e in tutti i più importanti teatri.
Negli ultimi tempi il Mº Albanese si è distinto per essere stato invitato a suonare in ben undici delle tredici Fondazioni Liriche italiane: il Petruzzelli di Bari, il Comunale di Bologna, il Teatro Lirico di Cagliari, il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, il Carlo Felice di Genova, il Teatro San Carlo di Napoli, il Massimo di Palermo, il Teatro dell’Opera di Roma, il Verdi di Trieste, la Fenice di Venezia, l’Arena di Verona.
Già “Premio Venezia” 1997 (assegnato all’unanimità da una giuria presieduta dal Mº Roman Vlad) e Premio speciale per la miglior esecuzione dell’opera contemporanea al “Busoni” di Bolzano, Albanese vince nel 2003 il primo premio al “Vendome Prize” (presidente di giuria Sir Jeffrey Tate) con finali a Londra e Lisbona: un evento definito da Le Figaro “il concorso più prestigioso del mondo attuale”.
Albanese è laureato in Filosofia col massimo dei voti e la lode (con dignità di stampa della tesi sull’Estetica di Liszt nelle “Années de Pèlerinage”) ed a soli 25 anni è stato docente a contratto di “Metodologia della comunicazione musicale” presso l’Università di Messina.

“Invito alla Danza”

Giuseppe Albanese, pianoforte

C. M. von Weber: “Invito alla danza” – trascr. di C.Tausig – 11 minuti

L. Delibes: Valzer da “Coppelia” – trascr. E. von Dohnányi  – 6 minuti

P.Caijkovskij:  Suite da “Lo schiaccianoci” – trascr. di M.Pletnev  – 17 minuti
1. Marcia – Tempo di marcia viva
2. Danza della Fata Confetto – Andante ma non troppo
3. Tarantella – Tempo di Tarantella
4. Intermezzo – Andante
5. Trepak (danza russa) – Molto vivace
6. Danza cinese – Allegro moderato
7. Passo a due – Andante maestoso

(eventuale intervallo)

I.Stravinskij:  Suite da “L’uccello di fuoco”  –  trascr. di G.Agosti – 12 minuti
1. Danza infernale del re Kastcheï – Allegro feroce
2. Berceuse – Andante
3.Finale – Lento maestoso

C.Debussy:  Prélude à l’Après-midi d’un faune – trascr. di L.Borwick – 10 minuti

M.Ravel:  La Valse  – 12 minuti

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