L’attività del CREC LIONS di Roma in favore dei ragazzi affetti da autism

L’attività del CREC LIONS di Roma in favore dei ragazzi affetti da autismo

di Tommaso Bruni *

Leggo con piacere, sulla rivista on-line Lion di questo mese, del service organizzato da Lions Club Vicenza La Rotonda a favore della Onlus Autismo Triveneto che organizza progetti a favore delle persone affette da autismo e dei loro familiari. Mi sento particolarmente vicino al suddetto Club, perché a Roma è operativo dal 1984 un analogo service permanente dedicato a queste persone: il CREC LIONS – Centro Riabilitazione Equestre Capitol – dedicato inizialmente ai bambini/ragazzi affetti da autismo e successivamente esteso ad altre patologie, quali: paralisi cerebrale infantile, alterazione genetica, emorragia cerebrale, ritardo psico-motorio, sindromi cerebellari, malformazione cerebrale.

Il CREC è un ente aderente alla normativa IAA – Interventi Assistiti con gli Animali – in base alla quale solo le strutture civili e militari e i professionisti iscritti all’albo nazionale Digital-Pet, tutti laureati in discipline che spaziano dalla psicologia alla riabilitazione motoria, sono abilitati a svolgere la TMC, Terapia per Mezzo del Cavallo. Il CREC – unico Centro Lions riconosciuto sia dalla normativa italiana che dalla sede internazionale LIONS, che ha concesso il proprio marchio – opera attualmente con otto allievi di cui il più piccolo, autistico, ha appena cinque annidi età.

Durante la sua attività ultratrentennale il CREC, tramite i suoi operatori qualificati, ha consentito a una pluralità di giovani affetti da gravi disabilità di adottare correttivi posturali, caratteriali e comportamentali utili per il loro benessere, l’autonomia e la vita di relazione.

Il CREC svolge un lavoro oscuro e silenzioso e, con la sua attività, ha dimostrato che i propri utenti ottengono anche miglioramenti relazionali, di presa di coscienza e contatto con la realtà e non solo psicofisici, ormai comprovati da tempo: posso senz’altro affermare che l’uso del cavallo ha degli effetti benefici, sottolineando che non è l’animale in sé ad operare il cambiamento ma l’osmosi operativa, ovvero la simbiosi che viene a crearsi tra tutte le componenti che interagiscono per il bene del cavaliere: operatori, cavallo, paziente, ambiente e genitori.

Durante l’attività equestre vengono messi in atto tutti gli accorgimenti terapeutici utili a fare leva su quelle che vengono definite le “capacità residue” dell’individuo che presenta palesi deficit motori, psicologici o psico-motori, relazionali; quando parlo di valore terapeutico, mi riferisco sia all’attività in campo svolta dai nostri operatori per mezzo del cavallo, sia ai colloqui individuali con i genitori e, se possibile, con lo stesso allievo, tenuti dalla direttrice sanitaria, dai responsabili di progetto e di intervento.

Concludendo, l’obiettivo principale del CREC non è fare del disabile un cavaliere, ma una persona che nel limite delle proprie capacità raggiunga il massimo rendimento delle potenzialità fisiche, psicologiche, relazionali per una qualità di vita migliore per lui e per chi lo assiste. Spero che questa breve esposizione sia sufficiente a comprendere i bisogni delle persone autistiche e delle attività che svolgono i centri abilitai che se ne occupano; invito tutti coloro che desiderassero avere maggiori informazioni a visitare il sito www. crec20214.it ovvero inviare eventuali email all’indirizzo crec2014@libero.it

*Presidente CREC LIONS – L’articolo è pubblicato sulla rivista LION, numero di Febbraio 2022

 

 

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