Intervista al M° Vince Tempera sul Festival di Sanremo 2022

Intervista al M° Vince Tempera sul

Festival di Sanremo 2022

di Loris Cattunar *

PINETO (Teramo) – Il Maestro Vince Tempera è senza dubbio uno dei direttori d’orchestra più noti nella storia del Festival di Sanremo. Il M° Tempera, sarà presente l’1 e 2 aprile 2022 a Pineto (Teramo) presso l’Accademia dello Spettacolo SLM Sound Light Music, diretta da Sylvia Pagni, per tenervi due importantissime giornate di Master Class. Ho pertanto rivolto all’insigne Maestro alcune domande sul recente Festival di Sanremo, alle quali ha risposto con la cortesia e la sensibilità artistica che lo contraddistinguono.

M° Vince Tempera, lei che ha diretto l’orchestra in varie edizioni del Festival di Sanremo, quanto è cambiato il festival e com’è cambiata la musica in questi decenni?

Nella storia del festival abbiamo avuto 4 epoche di stili d’orchestra. La prima epoca, quella storica, con l’orchestra di Cinico Angelini che accompagnava tutti i cantanti. La seconda, con più direttori d’orchestra che dirigevano i cantanti in gara con arrangiamenti simili a quelli del disco inciso. Nella terza c’è stato l’avvento dell’uso delle basi musicali già registrate dei cantanti in gara, quindi l’eliminazione dell’orchestra dal vivo. Nella quarta c’è stato il ritorno dell’orchestra, con vari direttori che si alternano a seconda degli artisti. La nuova epoca, la quinta, c’è l’inserimento con l’orchestra dei file del computer, con suoni che possono essere prodotti mediante le nuove esperienze digitali.

Come ha visto Sanremo 2022, cosa l’ha colpita positivamente e cosa meno?

Sanremo 2022 ha tentato di mettere insieme artisti giovani con artisti d’annata. Pensavo che Massimo Ranieri potesse andare meglio, ma Morandi lo ha surclassato sia come canto che come canzone. La classifica dei primi tre posti mi ha soddisfatto. Io tifavo per Mamood e socio.

Sanremo è Sanremo: ma secondo lei riesce ad accontentare tutte le generazioni e rappresentarle?

Non so se le accontenta tutte le generazioni, anche perché mi è sembrato che a volte invecchia anche la voce, non solo il volto…

Mantiene tuttora lo stesso prestigio e la fama internazionale del passato?

Vincendo all’Eurofestival con i Manneskin Sanremo ha ricevuto una bella spinta ad essere ancora una rassegna di fama internazionale. D’altronde la musica unisce i giovani più dello sport, in questo momento. E l’Europa è dei GIOVANI. Forza Sanremo!

Quest’anno il Festival ha avuto un picco di share oltre le aspettative. Secondo lei a cosa è dovuto?

Quest’anno l’ascolto è aumentato per due motivi, a mio parere: primo per la proposta di nomi giovani e secondo anche per la bravura di Amadeus.

Se avesse l’opportunità di modificare o migliorare il Festival di Sanremo, cosa farebbe?

Lo toglierei dal teatro Ariston, che ormai è obsoleto, e lo sposterei in una bella Arena con più spazio. E cambierei le scenografie. Troppo di vecchio stile.

Secondo lei il Festival di Sanremo è la scelta obbligata come trampolino di lancio dei giovani artisti?

Oggi il Festival certamente è un trampolino di lancio per giovani artisti. Per certi artisti, però, è stato superato dalla rete mondiale.

Nella storia del festival chi sono i conduttori e gli artisti del passato che lo hanno colpito positivamente, e chi delle ultime edizioni del festival, secondo lei, sentiremo parlare ancora per tanti anni?

Ho avuto la fortuna di lavorare Mike Bongiorno e Pippo Baudo e per me rimangono insuperabili. Loro sono il Festival di Sanremo. Dopo metto Amadeus, che ha saputo condurre due festival difficili durante la pandemia.

Ringrazio il Maestro Vince Tempera per queste sue risposte interessanti e preziose!

*Management director – SLM Sound Light Music – Accademia dello Spettacolo

 

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