Serena conduce operaclassica eco italiano

Giovedì 26 maggio 2022 alle ore 20, il direttore emerito Zubin Mehta, alla guida dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, torna sul podio della Sala grande del Teatro del Maggio per il secondo appuntamento sinfonico per l’84º Festival del Maggio.

 

In cartellone un grande affresco sonoro con concerto interamente dedicato alle ultime tre sinfonie di Wolfgang Amadeus Mozart.

Lo stesso concerto, con l’Orchestra del Maggio diretta dal maestro Mehta, sarà eseguito il 27 maggio 2022, alle ore 21, a Massa.

Firenze, 24 maggio 2022 – Secondo concerto nel corso dell’84º Festival del Maggio Musicale Fiorentino: il maestro Zubin Mehta, dopo la necessaria pausa impostagli dall’intervento ortopedico alla spalla, torna alla guida dell Orchestra del Maggio, sul podio della sala grande del Teatro, giovedì 26 maggio alle ore 20. In programma una serata dedicata interamente a Wolfgang Amadeus Mozart, con l’esecuzione delle sue ultime 3 sinfonie; composte dal genio di Salisburgo in soli tre mesi nell’estate del 1788 forte di uno straordinario impeto creativo. Sui leggii dunque la Sinfonia n. 39 in mi bemolle maggiore K. 543, caratterizzata dall’utilizzo dei clarinetti, strumenti particolarmente amati dal compositore, al posto degli oboi; la Sinfonia n. 40 in sol minore K. 550, che si posiziona nel mezzo fra tra la serenità della Sinfonia K. 543 e la grandiosità solenne della Sinfonia K. 551. E in chiusura, la maestosa Sinfonia n. 41 in do maggiore K. 551 ‘Jupiter’. In quest’ultima Mozart celebra la tradizione musicale confrontandosi con i grandi modelli del passato come Johann Sebastian Bach e Händel e del suo presente come Franz Joseph Haydn. Le sinfonie furono eseguite per la prima volta a Firenze fra il marzo del 1929 e il febbraio del 1931, in tutti e tre i casi dirette dal maestro Vittorio Gui.

Il direttore emerito del Maggio Zubin Mehta torna dunque sul podio del ‘suo’ Teatro dopo l’ultimo concerto sinfonico corale dell’ultimo dell’anno e il giorno dopo, 27 maggio, sarà subito in tour con l’Orchestra del Maggio, con lo stesso programma mozartiano, per l’atteso concerto a Massa, tornando così in piazza Aranci, dopo neppure 10 mesi (era il 3 luglio 2021) dall’esecuzione – di straordinario successo  –  della Nona sinfonia di Ludwig van Beethoven.

La sala Grande del Teatro del Maggio ospiterà anche il prossimo concerto sinfonico diretto dal maestro Mehta, previsto l’11 giugno 2022, con in programma le musiche di Gustav Mahler e Richard Strauss. Zubin Mehta dirigerà anche i due concerti conclusivi dell’84º Festival del Maggio: gli appuntamenti sono per il 13 luglio 2022 con il Concerto per Firenze nella Cavea del Teatro, offerto gratuitamente alla cittadinanza e il 14 luglio 2022 alla sala Mehta, per l’ultimo spettacolo del Festival.

Il programma:

Wolfgang Amadeus Mozart

Sinfonia n. 39 in mi bemolle maggiore K. 543

Il 1788 è l’anno che segna l’addio di Mozart al genere sinfonico con le ultime tre Sinfonie – K. 543, K. 550, K. 551 – realizzate in soli tre mesi e forse pensate come unico grande affresco sonoro. Nell’estate di quell’anno Mozart vive un periodo molto tormentato. Dopo lo scarso successo del Don Giovanni a Vienna, il compositore, angosciato dai debiti e provato dalle ristrettezze economiche, spera di risollevarsi con quelle tre sinfonie composte di getto in uno straordinario impeto creativo. Così in quell’estate, sotto la spinta bruciante del suo talento, Mozart dà vita ai tre capolavori sinfonici che chiudono la sua produzione nel genere e rappresentano la summa della sua arte orchestrale. Prima delle tre, la Sinfonia in mi bemolle maggiore K. 543 è composta nel mese di giugno. In essa per la prima volta Mozart impiega al posto degli oboi i clarinetti, strumenti che all’epoca non avevano ancora una sistemazione stabile in orchestra ma erano particolarmente amati dal compositore per il timbro morbido e pastoso. Seguendo il venerabile modello di Haydn, la Sinfonia K. 543 si apre con un imponente Adagio introduttivo: vigorosi accordi seguiti da scalette ascendenti e discendenti cariche di tensione aprono la strada al primo tema dell’Allegro, che da principio entra quasi in punta di piedi per prendere poi forza sostenuto da trombe e timpani. L’Andante è costruito su un tema di serena cantabilità, ma inaspettatamente assume al centro colori cupi e drammatici. Segue un Minuetto dal passo imperioso che cede spazio nel Trio all’aggraziato dialogo tra il flauto e la coppia di clarinetti. La chiusura, invece, è scintillante con lo slancio inarrestabile del tema dell’Allegro finale che rimbalza senza sosta tra le varie famiglie orchestrali.

Sinfonia n. 40 in sol minore K. 550

In posizione mediana, tra la serenità della Sinfonia K. 543 e la grandiosità solenne della K. 551, si colloca la Sinfonia in sol minore K. 550, che si distingue invece per il carattere notturno e dolente. I quattro movimenti in cui è articolata (Molto Allegro – Andante – Minuetto – Allegro assai) accolgono al loro interno un nuovo sentimento di inquietudine profonda che serpeggia in orchestra dall’inizio alla fine. Se il primo movimento, privato della canonica introduzione lenta, spicca per l’attacco immediato con il primo tema affidato agli archi – tra i più suggestivi mai scritti – l’Andante che segue assume toni nobili ed elegiaci. Il Minuetto alterna severità barocca e movenze galanti, mentre l’Allegro assai (che ispirò anche lo Scherzo della Quinta Sinfonia di Beethoven) chiude l’opera con un moto rapido e inesorabile di forte impatto drammatico.

Sinfonia n. 41 in do maggiore K. 551 ‘Jupiter’

All’ultima creazione del gruppo, la Sinfonia in do maggiore K. 551, spetta il compito di coronare l’esperienza sinfonica del Salisburghese. Le dimensioni monumentali e l’afflato grandioso che la contraddistinguono le valsero l’appellativo ‘Jupiter’. Proprio come Giove, re degli dei e signore del cielo e della luce, così la ‘Jupiter’ si erge maestosa nella sua perfezione formale ed espressiva. In essa Mozart celebra la tradizione musicale confrontandosi con i grandi modelli del passato (Bach e Händel) e del suo presente (Haydn). Già l’Allegro si presenta come affermazione della solarità con quell’attacco immediato sulla triade di do maggiore, privo dell’introduzione tradizionale, che introduce l’ascoltatore in un movimento reso ancor più luminoso da una tavolozza timbrica fastosa in cui i fiati hanno un ruolo primario. L’Andante e il Minuetto portano avanti il discorso musicale con grazia e scorrevolezza fino al gran finale, apoteosi della costruzione formale. Mozart impiega qui cinque temi, fondendo insieme forma sonata e fuga: classicismo e antico contrappunto che si intrecciano in un movimento di straordinario virtuosismo compositivo.

 WOLFGANG AMADEUS MOZART

Sinfonia in mi bemolle maggiore K. 543

Adagio. Allegro / Andante con moto / Menuetto: Allegretto. Trio / Finale: Allegro

Sinfonia in sol minore K. 550

Allegro molto / Andante / Menuetto: Allegretto. Trio / Finale: Allegro assai

Sinfonia in do maggiore K. 551 Jupiter

Allegro vivace / Andante cantabile / Menuetto: Allegretto / Finale: Molto allegro

Direttore

Zubin Mehta

Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino

Prezzi:

Visibilità limitata: 15€; Galleria: 25€; Palchi B: 45€; Palchi A: 80€;

Platea 4: 45€; Platea 3: 60€; Platea 2: 80€; Platea 100€

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