Conte e la psicanalisi

 

 

Definire Conte e gli stellati «adolescenti inguaribili»… Entra in scena la psicoanalisi. Ma dai si  vada a studiare la storia della politica
Pierfranco Bruni*

Vietato pensare. Ovvero vietato pensare se il pensiero non è conforme al regime che ci governa.  Entra in campo anche la psicoanalisi terapia. Comunque se si pensa e ci si comporta in modo divergente del regime che ci tocca vivere si è additati di adolescenti non cresciuti o di infanzie mai diventate mature.

A farci una lezione, a modo loro: politicante corretto, sono Recalcati e Pucciarelli su «la Repubblica». Ma vado oltre o dentro.
Caro Recalcati cosa sarà mai il fuori e il dentro la politica in psicoterapia? Questione da analizzare con delle sedute in studio.
Allora. Comincio. Perché coloro che hanno un mestiere tra le mani non si occupano di ciò che hanno e dicono invece di vestirsi di tuttologi alla pari del tuttologo onnipresente onnipotente? Ora anche la psicologia e gli psicanalisti terapeuti entrano nel campo della crisi di Governo dando giudizi e indicando come si è giunti a tale crisi partendo da analisi semi freudiane per spiegarci ciò che accade in 5 Stelle. Ovvero questi «adolescenti inguaribili» compreso Conte.
Non so se sorridere o ridere. Differenza di fondo che non tocca solo l’ironia, ma anche un modo saccente di affrontare da parte di costoro una materia, la politica, che palesemente non conoscono e che pensano di psiconalizzare.
È vero che siamo in un tempo in cui molto si vorrebbe far passare dalla terapia analitica psico somatica. Sono storie antiche di stampo antropologico. Ma fino a questo punto non è troppo, è sconsolante ai limiti della vera non conoscenza sia politica sia fenomenologica della storia politica e dell’essere animale politico in termini aristoteleci, sia sul piano pedagogico: bisognerebbe rileggere Rousseau.
Mi riferisco, appunto, agli articoli di Massimo Recalcati e di Mattia Pucciarelli apparsi il 15 luglio scorso su «la Repubblica». Leggere per credere.
Il primo asserisce già nel titolo che «Il Movimento ricalca le caratteristiche dei ragazzi che spesso non si rendono conto delle conseguenze di ciò che fanno». E poi giù a fare una lezione sul nulla per dire non si sa cosa se non attaccare in forma psicoanalitica la squadra di Giuseppe Conte. Di politica e di storia della politica un bel niente. Cultura politica zero.
Il secondo cerca di proporre un tentativo di analisi sulla adolescenza in politica. Ah dove sei finita confessione di un impolitico  manniano…
E con ciò dove sta il punto? Portarli sul lettino? Ma dai…Siamo arrivati a questo livello? La politica e i giovani è ben altro discorso. Ben diversa è la crisi della politica nella crisi della struttura strategica del Governo Draghi.
Ma dai!
Sono in completo disaccordo con questa tesi da lettino psico analitico. Credo che ognuno dovrebbe fare il proprio mestiere. È completamente «infantile», termine da loro attribuito a chi non sta con il regime attuale, il ragionamento sopra dettagliato.
La politica è filosofia e quando non è tale diventa storia della prassi.  Buttarla sulla tesi senza antitesi, di un banalume arrogante, è come vivere in quel paese di Alice che non c’è neppure come ipotesi.
Si vuole capire che questa crisi di governo non è soltanto la decadenza della politica senza psicoanalisi? È molto di più. È una crisi internazionale giocata su Occidente ed Oriente. Che sia Conte ad aver messo in moto questa faccenda non ha importanza. Anzi è una pochissima testa oggi pensante (se lo dico io che appartengo a tutt’altra formazione e tradizione…). Tutti conformisti. Un Pd inesistente in politica estera   e incapace di capire ciò che sta avvenendo tra Russia e Stati Uniti americani, appiattito su Bidin è ridicolo. Come lo è Renzi d’altronde. O Salvini o le contromosse di Berlusconi. Vecchie. Non antiche.
La crisi va oltre  l’infantilismo detto dagli analisti di lettini magici. Ci si improvvisa analisti politici pensando che la politica vada sul lettino terapeutico? Ma siamo seri e penetriamo la struttura geopolitica del mondo di oggi e non stiamo alle bizze di un Draghi completamente fuori dalla storia come prassi.
Siamo seri! Si studi un po’ di più la politica della prassi. Per favore.
Si dimetta Draghi. Non è uno statista assolutamente. Lo ha dimostrato. Si dimetta questo Governo che non hanno cultura politica. La questione è oltre ciò che si vuole far credere sia nei dettagli che nella complessità politica fenomenologica. È oltre l’apparente.
È il disastro dell’Europa, il fallimento americano, le macerie di un Occidente che ha distrutto il Mediterraneo.
Ma questi signori della psicanalisi che vorrebbero impartire lezioni, ma a chi poi?, si sono chiesti cosa è andato a fare Draghi in Algeria? Cosa è andato a raccontare l’americano genuglesso in Arabia? Perché realmente si è creata una  crisi politica in uno stato monarchico come la Gran Bretagna? Cosa blatera Letta, ovvero il nipote di Gianni, nei sui discorsi poveri di contenuti e di idee? Ci chiediamo perché spunta il nome ancora oggi di D’alema? Il tutto mentre la Russia e la Cina stringono sempre più un legame di ferro sull’economia tra import-export. Ma come sia stato possibile non prevedere ciò con l’aggravante di una Turchia che avanza economicamente e di espande dai Balcani italiani alla Libia? Povera Patria, da chi è governata!
Non c’è economia senza storia del diritto politico ed economico. Non senza psicanalisi, ma che ci azzecca direbbe il Pietro nazionale di qualche anno fa.
La politica si fa con la storia non con il mantenere le poltrone e Conte la storia la conosce perché è stato quello che oggi è il banchiere d’Europa, che nulla ha risolto tranne farsi prendere la mano con le sanzioni contro la Russia che sono diventate un terribile boomerang con un rinculo spaventoso per tutta l’Europa.
Una Italia serva e schiava direbbe Hegel, che non ha padronanza nel Mediterraneo, e che è al servizio perenne dell’americano. Suvvia… Siamo seri e preparati e si vada a studiare la geopolitica degli ultimi 20 anni per capire ciò che avviene oggi.  Altrimenti ci si limiti a raccontare storielle senza buttarla in psicologia. Conoscere è sapere e sapere è conoscere i fatti reali e non quelli raccontati dai mass media di regime.
Ma occorre restare nel corso del politicamente corretto altrimenti si va al rogo. Si vuole capire che siamo ad una nuova decadenza del mondo moderno o no? Siamo al vero tramonto dell’Occidente. Come ci mancano Augusto Del Noce e Ugo Spirito.
Dai. Fate i bravi e studiate la personalità nei comportamenti dentro la temperie attuale non dimenticando che una crisi di governo è parte integrante delle democrazie. Già la democrazia. Ma chi ragiona con la propria testa non è democratico. Vero? È infantile! Suvvia si riaprano i libri di storia della politica magari da Machiavelli sino a Moro, e non da Aristotele a Dante, per capire cosa è la mediazione politica e cosa è l’uomo politico. Il resto è conformismo dilagante.

Pierfranco Bruni
Vice presidente nazionale Sindacato libero scrittori
Tutte l’opinioni versati nel sito correspondono solo a chi la manifesta. Non e necessariamente l’opinione della Direzione.

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