Gli highlights di Utopian Hours 2019 – Il Festival internazionale di City Making organizzato da Torino Stratosferica | Centrale della Nuvola Lavazza, Torino | Dal 18 al 20 ottobre

 

Gli highlights di

Utopian Hours – III edizione

International Festival of City Making

dal 18 al 20 ottobre

Centrale della Nuvola Lavazza

via Ancona 11/A, Torino

Torna dal 18 al 20 ottobre Utopian Hours, il primo festival italiano dedicato alle città e al city making in una location d’eccellenza: Centrale della Nuvola Lavazza confermando un format sempre più internazionale.

Organizzato dall’associazione no-profit Torino Stratosferica (ongoing project di city imaging e city branding che in cinque anni ha coinvolto circa 200 creativi), il festival è giunto alla III edizione proponendo idee per il rinnovamento e la crescita delle città attraverso progetti, innovazioni, provocazioni e le esperienze di grandi ospiti internazionali.

GLI HIGHLIGHTS DELL’EDIZIONE 2019

L’edizione 2019 di Utopian Hours presenta 50 ospiti, 25 talk e 7 mostre. Per 3 giorni di evento, il festival ha selezionato casi concreti da tutto il mondo, urban trend setter, city maker innovativi, guru della cultura urbana, urban explorer, esperti, architetti e attivisti.

Gli incontri di apertura

Cisco e Torino Stratosferica collaborano organizzando un talk dedicato al tema della città 4.0 e alla capacità della tecnologia di connettere luoghi, dati e persone ripensando ad un’esperienza urbana più intelligente. Il talk sarà tenuto da una figura chiave di Cisco con la presenza di una sua azienda partner, identificata in Italtel.

Edison apre il Festival con un workshop sulla Circular Economy all’Energy Center: “Edison è al fianco dei territori nella pianificazione e nella co-progettazione delle città e dei contesti extra-urbani del futuro. Grazie a un approccio innovativo, che mette al centro il territorio e il suo potenziale di crescita sostenibile, valorizziamo opportunità specifiche di ogni area geografica”, dichiara Paolo Quaini, Vice President servizi energetici e ambientali di Edison. “Intraprendiamo insieme ai nostri partner locali percorsi che partono da un’analisi dei territori, per arrivare a comprenderne i diversi scenari di sviluppo economico, sociale e ambientale e migliorare concretamente la qualità di vita, sicurezza, qualità dell’ambiente e connettività delle persone e dei luoghi in cui vivono”.

Il Panel introduttivo

Com’è la Torino dei nostri desideri? Prima di dedicare tre giorni ai progetti più interessanti dalle città del mondo, il festival si apre con un momento di dialogo sulle trasformazioni di Torino e gli orizzonti che si aprono per il suo futuro, riunendo sul palco alcune delle realtà interessate allo sviluppo della città, fra istituzioni e organizzazioni private. Tra gli ospiti attesi: Chiara Appendino, Sindaco di Torino; Alberto Anfossi, Segretario Generale di Compagnia di San Paolo; Luca Angelantoni, Consigliere di Fondazione CRT; ing. Carlo De Vito, Presidente di FS Sistemi Urbani; Paolo Quaini, Head of Energy & Environmental Services di Edison, che racconteranno quali sono la visione e le opportunità che Torino deve cogliere.

Ospiti di rilievo

Le sfide delle città globali, i futuri trend urbani, l’urbanistica tattica, le smart city, le nuove forme di mobilità e le potenzialità dell’Hyperloop, lo storytelling e il branding della città, le nuove residenze per studenti e la capacità di attrarre talenti, il waste management innovativo, l’innovazione sociale, l’ecologia urbana e la sostenibilità: sono solo alcuni dei tanti temi della terza edizione di Utopian Hours. Numerosi sono gli ospiti nazionali e internazionali (da New York, Los Angeles, Toronto, Denver, Caracas, Santiago de Cuba, Zurigo, Londra, Amsterdam, Copenaghen, Bratislava, Parigi, Helsinki, Bristol, The Hague…) che parteciperanno a Utopian Hours e che affronteranno i temi del fare città e non solo.

Sul tema della mobilità interviene Bibop Gresta: l’italiano fondatore di Hyperloop TT spiegherà i vantaggi del suo Hyperloop, il treno a levitazione magnetica capace di raggiungere le velocità di un aereo all’interno di gallerie a bassa pressione in cui l’attrito è minimo.

Come si raccontano le città? Andrew Tuck, editor dell’influente magazine internazionale “Monocle”, e Iwan Baan, fotografo di architettura contemporanea, offrono esempi diversi di come formare l’immaginario urbano contemporaneo.

Uno dei più dirompenti e recenti esempi di city making è portato a Utopian Hours da Patrik Gustavsson (direttore della Amager Bakke Foundation) con CopenHill: il nuovo termovalorizzatore di Copenaghen con una pista da sci sul tetto, che ha appena dato vita a un modello ambizioso di waste management, capovolgendo il punto di vista sulla raccolta dei rifiuti e rendendolo uno strumento di rigenerazione urbana attraverso l’integrazione di attrezzature sportive e l’architettura iconica di Bjarke Ingels.

Urban-Think Tank (Caracas/Zurigo, studio interdisciplinare di architettura e design con una forte componente educativa e sociale) presenta in anteprima il libro che racconta vent’anni di carriera e di progetti visionari capaci di intercettare i bisogni degli abitanti e trasformarli in soluzioni urbane efficaci; Charlie MacGregor (fondatore di The Student Hotel) che sposta l’attenzione sugli spazi innovativi di accoglienza per la comunità studentesca.

Un focus su New York

Il festival non può non dedicare spazio a New York, con un panel sulle sfide della metropoli per eccellenza – verde in città, waterfront, housing sociale – moderato da Jonathan Hilburg (The Architect’s Newspaper) che vedrà partecipare Laurie Hawkinson, partner di Smith-Miller + Hawkinson Architects, che si è occupata di progetti su ogni scala, dalle installazioni temporanee di arte pubblica alle infrastrutture di trasporto e Emily Bauer, oggi fondatrice dello studio Bau Land, architetto del paesaggio che ha guidato in passato l’ambizioso Lower Manhattan Coastal Resiliency Project di Bjarke Ingels Group (BIG).  

Mentre è più sorprendente la presenza di Bratislava: Utopian Hours ospiterà il sindaco Matúš Vallo in persona, protagonista di un’interessante esperienza che in pochi mesi lo ha portato da attivista a primo cittadino dopo aver riunito oltre 70 esperti in Plan B, coraggioso piano di proposte per la città.

Le mostre

Non solo ospiti. Utopian Hours propone un ricco programma di mostre. Tra le esposizioni da non perdere “Paolo Soleri. From Torino to the desert«. A cento anni dalla nascita, Torino Stratosferica dedica una mostra al lavoro di un progettista conosciuto per le sue idee radicali sul futuro urbano e la sua sperimentale città-laboratorio ancora attiva nel deserto dell’Arizona. Il racconto curato da Emanuele Piccardo segue il percorso di Soleri dai disegni per il Politecnico di Torino ai progetti più radicali, fino al suo tentativo concreto di costruire un’utopia: la fondazione di Arcosanti, primo esempio di arcologia, spazio capace di unire architettura ed ecologia. Il pensiero di Soleri è anche al centro del talk “Paolo Soleri. From Torino to the desert”, con Piccardo e Federica Doglio. Una sezione della mostra sarà dedicata al libro Arcology. The City in the Image of Man, pubblicato dalla MIT Press nel 1969, in cui Soleri racconta la sua visione cosmologica e la sua filosofia progettuale, per poi illustrare tramite magnifici disegni come potrebbero essere costruite 30 arcologie, le sue città compatte perfettamente inserite nel contesto ecologico evolutivo della Terra.

FS Sistemi Urbani, società del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, presenterà invece una sintesi delle idee emerse durante il “Rail City-Lab”, il Workshop di Maggio 2019, organizzato in collaborazione con il Comune di Torino, che ha promosso un dibattito sulla rigenerazione urbana sostenibile delle sette aree ferroviarie dismesse nelle zone più strategiche della Città – per una superficie totale di oltre 500.000 metri quadrati – attraverso il confronto sui temi della sostenibilità, delle connessioni e del vivere.

GLI OSPITI

Internazionali:

Bibop Gresta, Hyperloop TT (Los Angeles)

Iwan Baan, fotografo (Alkmaar)

Omar Lopez, Historiador di Santiago de Cuba

Michelle Senayah, The Laneway Project (Toronto)

Jorick Beijer, Blossity (Amsterdam)

Laurie Hawkinson, Smith-Miller + Hawkinson Architects (New York)

Emily Bauer, Bau Land (New York)

Jonathan Hilburg, The Architect’s Newspaper (New York)

Renaud Charles, Enlarge Your Paris (Paris)

Kevin Matthews, SPORE (Denver)

Alfredo Brillembourg, Urban-Think Tank (Caracas/Zurich)

Patrik Gustavsson, CopenHill (Copenhagen)

Jan Rudkiewicz, Werklig (Helsinki)

Francesca Bria, Città di Barcellona

Jessica Bland, Berkeley University (London)

Bethan Harris, The Loneliness Lab (London)

Ekim Tan, Play the City (Amsterdam)

Matúš Vallo, Sindaco di Bratislava

Andrew Tuck, Monocle (London)

Charlie MacGregor, The Student Hotel (Amsterdam)

Italiani, torinesi, host:

Ciro Cattuto, Fondazione ISI (Torino)
Sara Fortunati, Circolo del Design (Torino)
Souad Maddahi, educatrice e formatrice (Torino)
Sergio Ricciardone, Club To Club (Torino)
Sandro Caranzano, archeologo (Torino)
Emanuele Piccardo, critico di architettura, curatore della mostra Paolo Soleri. From Torino
to the desert” (Rapallo)
Federica Doglio, architetto (Torino)
Marco Zappalorto, Nesta Italia (Torino)
Francesco Castellano, Tondo (Milano)

ing. Carlo De Vito, Presidente di FS Sistemi Urbani
Paolo Quaini, Head of Energy & Environmental Services di Edison
Giacomo Biraghi, Secolo Urbano (Milano)
Luca Ballarini, Torino Stratosferica (Torino)

Istituzioni locali:

Chiara Appendino, Sindaca di Torino

Alberto Anfossi, Segretario Generale di Compagnia di San Paolo

Luca Angelantoni, Consigliere di Fondazione CRT

INFORMAZIONI UTILI

DOVE: Centrale della Nuvola Lavazza, via Ancona 11/A, Torino

QUANDO: dal 18 al 20 ottobre 2019

ORGANIZZATO DA: associazione culturale Torino Stratosferica

SITO WEB: torinostratosferica.it

MAIL: info@torinostratosferica.it

INGRESSO: all’ingresso sarà chiesta un’offerta a partire da 5 euro

UFFICIO STAMPA

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Lungo Po A. Diaz 6 – 10123 Torino

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Utopian Hours III edizione

International Festival of City Making


dal 18 al 20 ottobre

Centrale della Nuvola Lavazza

via Ancona 11/A, Torino

La terza edizione delle tre giornate speciali di talk, workshop e mostre dedicate al “fare città” organizzate dall’associazione no-profit Torino Stratosferica è stata presentata a BASE Milano

Gli spazi ex industriali di BASE Milano hanno ospitato venerdì 4 ottobre la preview della terza edizione del festival Utopian Hours. Presenti insieme a Luca Ballarini, presidente dell’associazione no-profit organizzatrice Torino Stratosferica e fondatore di Bellissimo, Giacomo Biraghi, fondatore di Secolo Urbano e co-curatore del programma del festival, Pierfrancesco Maran, assessore a Urbanistica, Verde e Agricoltura del Comune di Milano, Piero Pelizzaro, Chief Resilience Officer del Comune di Milano, e Paolo Galuzzi, membro del direttivo di INU-Istituto Nazionale di Urbanistica che dal 12 al 15 novembre riporterà a Torino la XVI edizione di Urbanpromo “Progetti per il Paese”.

Utopian Hours, il primo festival italiano dedicato alle città e al city making, torna dal 18 al 20 ottobre nella prestigiosa location della Nuvola Lavazza confermando un format che diventa sempre più internazionale.

Organizzato dall’associazione no-profit Torino Stratosferica (ongoing project di city imaging e city branding che in cinque anni ha coinvolto circa 200 creativi), il festival è giunto alla III edizione e continua a proporre idee e visioni per il rinnovamento e la crescita delle città attraverso progetti, innovazioni, provocazioni e le esperienze di grandi ospiti internazionali.

L’edizione 2019 di Utopian Hours presenta 50 ospiti, 25 talk e 7 mostre. Per 3 giorni di evento, il festival ha selezionato casi concreti da tutto il mondo, urban trend setter, city maker innovativi, guru della cultura urbana, urban explorer, esperti, architetti e attivisti.

I TALK

Utopian hours è un format consolidato di coinvolgimento e divulgazione del city making, rivolto agli amanti delle città e ai cittadini che vivono gli spazi urbani e vogliono essere parte integrante del loro sviluppo.

L’esteso programma di incontri anima le tre giornate del festival affrontando temi molto discussi: placemaking, city branding e storytelling, mobilità, innovazione sociale e comunità, urban ecology.

Si parte con Torino per i primi due incontri: il primo con la società tecnologica Cisco, che porta al pubblico la propria esperienza nel campo della costruzione delle smart city presentando progetti realizzati e in corso nella città di Torino. Il secondo, Com’è la Torino dei nostri desideri?, è un confronto tra alcuni protagonisti del mondo politico e rappresentanti delle fondazioni bancarie che raccontano qual è la visione di Torino e quali sono le opportunità che deve cogliere.

Il tema che accomuna molti dei talk degli ospiti internazionali è la vita delle comunità. Ne sono esempi: The Loneliness Lab di Bethan Harris (Londra, direttrice di Collectivity, organizzazione che lavora su azioni collettive e laboratori urbani su temi di sostenibilità sociale) che propone un laboratorio di riflessione sulla solitudine urbana; UrbanThink Tank (Caracas/Zurigo, studio interdisciplinare di architettura e design con una forte componente educativa e sociale) presenta in anteprima il libro che racconta vent’anni di carriera e di progetti visionari capaci di intercettare i bisogni degli abitanti e trasformarli in soluzioni urbane efficaci; Charlie MacGregor (fondatore di The Student Hotel) che sposta l’attenzione sugli spazi innovativi di accoglienza per la comunità studentesca; Michelle Senayah (Toronto, architetto e urban designer), che con The Laneway Project anima le strade e i vicoli in disuso di Toronto attraverso l’organizzazione di eventi e momenti di condivisione; Francesca Bria (chief technology and digital innovation officer della Città di Barcellona) parlerà di innovazione tecnologica al servizio della società.

Uno dei più dirompenti e recenti esempi di city making è portato a Utopian Hours da Patrik Gustavsson (direttore della Amager Bakke Foundation) con CopenHill: il nuovo termovalorizzatore di Copenaghen con una pista da sci sul tetto, che ha appena dato vita a un modello ambizioso di waste management, capovolgendo il punto di vista sulla raccolta dei rifiuti e rendendolo uno strumento di rigenerazione urbana attraverso l’integrazione di attrezzature sportive e l’architettura iconica di Bjarke Ingels.

Sul tema della mobilità interviene Bibop Gresta: l’italiano fondatore di Hyperloop TT spiegherà i vantaggi del suo Hyperloop, il treno a levitazione magnetica capace di raggiungere le velocità di un aereo all’interno di gallerie a bassa pressione in cui l’attrito è minimo.

Il festival non può non dedicare spazio a New York, con un panel sulle sfide della metropoli per eccellenza – verde in città, waterfront, housing sociale – moderato da Jonathan Hilburg (The Architect’s Newspaper) che vedrà partecipare gli architetti Claire Weisz (WXY) e Laurie Hawkinson (Smith-Miller + Hawkinson Architects). Mentre è più sorprendente la presenza di Bratislava: Utopian Hours ospiterà il sindaco Matúš Vallo in persona, protagonista di un’interessante esperienza che in pochi mesi lo ha portato da attivista a primo cittadino dopo aver riunito oltre 70 esperti in Plan B, coraggioso piano di proposte per la città.

E per finire: come si raccontano le città?

Andrew Tuck, editor dell’influente magazine internazionale “Monocle”, e Iwan Baan, fotografo di architettura contemporanea, offrono esempi diversi di come formare l’immaginario urbano contemporaneo.

LE PRINCPALI MOSTRE

Urban Times. Un percorso di lettura della città di oggi in 12 temi introduce a Utopian Hours.

Visioni da Torino Stratosferica. La Torino che desideriamo non è sotto gli occhi. Stimolando l’immaginazione per definire una “Torino stratosferica”, alcune idee diventano provocazioni, universi paralleli, visioni ingenue e radicali, si trasformano in immagini psichedeliche, utopie realizzabili e semplicità disarmanti eppure tuttora invisibili. Questa mostra raccoglie alcune di queste idee e boutade, visualizzate da diversi studi di architettura di Torino.

Paolo Soleri. From Torino to the desert. A cento anni dalla nascita, Torino Stratosferica dedica una mostra al lavoro di un progettista conosciuto per le sue idee radicali sul futuro urbano e la sua sperimentale città-laboratorio ancora attiva nel deserto dell’Arizona.

Il racconto curato da Emanuele Piccardo segue il percorso di Soleri dai disegni per il Politecnico di Torino ai progetti più radicali, fino al suo tentativo concreto di costruire un’utopia: la fondazione di Arcosanti, primo esempio di arcologia — spazio capace di unire architettura ed ecologia.

Il pensiero di Soleri è anche al centro del talk “Paolo Soleri. From Torino to the desert”, con Piccardo e Federica Doglio

Una sezione della mostra sarà dedicata al libro Arcology. The City in the Image of Man, pubblicato dalla MIT Press nel 1969, in cui Soleri racconta la sua visione cosmologica e la sua filosofia progettuale, per poi illustrare tramite magnifici disegni come potrebbero essere costruite 30 arcologie, le sue città compatte perfettamente inserite nel contesto ecologico evolutivo della Terra.

Placemaking a Torino: 5 progetti per 5 luoghi. “L’immaginazione è la strada”: è uno degli slogan di Torino Stratosferica. Ispirandosi a quanto vediamo in tante altre città, questi cinque progetti mettono in pratica la convinzione che si possano migliorare alcuni spazi di Torino con buona volontà, pochissimi soldi e un po’ di fantasia.

Passando dal city imaging al placemaking, dalle visioni su larga scala a piccoli progetti che ripensano aree oggi poco valorizzate, Torino Stratosferica propone una prima serie di cinque interventi in altrettanti quartieri della città: centro, Barriera di Milano, Borgo Po/Madonna del Pilone, Borgo San Paolo/Cenisia, Lingotto.

Due piazze ridisegnate, due parchi, un campo sportivo: attraverso iniziative a basso costo, le proposte ambiscono a dare un senso nuovo a spazi dal grande potenziale e di notevole fascino. Unendo creatività, urban design e filo di necessaria disobbedienza civile, ognuno dei progetti afferma usi già espressi dalle comunità che vivono intorno a questi luoghi.

Rail City-Lab. Verso il futuro delle aree ferroviarie. Torino e le sue maggiori opportunità di sviluppo urbano. Il festival mette in mostra le proposte studiate da FS Sistemi Urbani per spazi in attesa di una nuova vita, tra grandi scali, tratte dismesse, aree di deposito. In tante città industriali gli spazi liberati dal trasporto ferroviario sono oggi la principale opportunità di trasformazione insieme agli ex impianti produttivi. Torino non fa eccezione.

La mostra presenta gli scenari ideati per 7 aree di Torino da FS Sistemi Urbani, società del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane con il compito di valorizzare gli asset non funzionali all’esercizio, e partner di questa edizione di Utopian Hours. Le proposte sono state sviluppate dagli urban planner di AI Studio quale sintesi del workshop organizzato a maggio con la collaborazione di Urban Lab, AI Studio e Bellissimo.

FS Sistemi Urbani, d’intesa con il Comune di Torino, è da tempo impegnata sul futuro di questi “vuoti urbani”, spazi oggi inutilizzati ma strategici per lo sviluppo della città, posizionati lungo l’asse della Spina, le linee del Servizio Ferroviario Metropolitano e nella zona del Parco della Salute: altrettante occasioni per nuovi nuclei cittadini, capaci di ricucire il tessuto urbano dando spazio alla natura e alla comunità.

GLI OSPITI

Internazionali:

Bibop Gresta, Hyperloop TT (Los Angeles)

Iwan Baan, fotografo (Alkmaar)

Jonathan Hilburg (New York)

Michelle Senayah, The Laneway Project (Toronto)

Jorick Beijer, Blossity (Amsterdam)

Claire Weisz, WXY (New York)

Laurie Hawkinson, Smith-Miller + Hawkinson Architects (New York)

Renaud Charles, Enlarge Your Paris (Paris)

Kevin Matthews, SPORE (Denver)

Omar López (Santiago de Cuba)

Alfredo Brillembourg, Urban-Think Tank (Caracas/Zurich)

Patrik Gustavsson, CopenHill (Copenhagen)

Jan Rudkiewicz, Werklig (Helsinki)

Francesca Bria, Città di Barcellona

Jessica Bland, Berkeley University (London)

Bethan Harris, The Loneliness Lab (London)

Ekim Tan, Play the City (Amsterdam)

Matúš Vallo, Sindaco di Bratislava

Andrew Tuck, Monocle (London)

Charlie MacGregor, The Student Hotel (Amsterdam)

Italiani, torinesi, host:

Sara Fortunati, Circolo del Design (Torino)

Sergio Ricciardone, Club To Club (Torino)

Ciro Cattuto, Fondazione ISI (Torino)

Sandro Caranzano, archeologo (Torino)

Emanuele Piccardo, critico di architettura, curatore della mostra “Paolo Soleri. From Torino to the desert” (Genova)

Esperance H. Ripanti (Torino)

Federica Doglio, architetto (Milano)

Marco Zappalorto, Nesta Italia (Torino)

Francesco Castellano, Tondo (Milano)

Giacomo Biraghi, Secolo Urbano (Milano)

Luca Ballarini, Torino Stratosferica (Torino)

Istituzioni locali:

Chiara Appendino, sindaca di Torino

ASSOCIAZIONE CULTURALE TORINO STRATOSFERICA

Torino Stratosferica è un progetto collettivo di city imaging per costruire un potente racconto per immagini, che esalti il potenziale della città e il suo posizionamento internazionale. L’iniziativa nasce nel 2014, con l’obiettivo di immaginare una Torino al suo meglio attraverso il contributo di creativi, progettisti, imprenditori, operatori culturali. Negli anni il progetto cresce diventando associazione culturale no-profit e nel 2017 organizza la prima edizione del suo festival.

Potessimo cambiare la città, cosa faremmo? Come vorremmo fosse Torino nel futuro? Come è la città dei nostri desideri? Il metodo di Torino Stratosferica si basa sull’incontro fra discipline: branding, comunicazione, architettura, innovazione sociale, city making. Negli anni l’iniziativa ha proposto numerose idee e visioni per una Torino al massimo delle sue potenzialità – dalle intuizioni più provocatorie fino a proposte concrete di intervento in vari luoghi della città.

La Compagnia di San Paolo è a fianco di Torino Stratosferica sin dal 2016, convinta dell’importanza strategica della riflessione sul futuro della città e delle città, di una discussione pubblica più ampia possibile su tali temi, dell’utilizzo dei linguaggi della cultura contemporanea per la loro trattazione, nella prospettiva di trasmettere l’immagine di Torino quale città dinamica e d’avanguardia nello scenario creativo internazionale. Rientra così in questo ambito il sostegno di Utopian Hours, il primo festival di city making in Italia.

Lavazza è main partner di Utopian Hours, che si terrà all’interno del proprio Headquarter Nuvola. Il festival pone al centro il rinnovamento e la crescita delle città attraverso progetti di innovazione, in coerenza con la missione stessa di Nuvola, motore di rigenerazione urbana e amplificatore del cambiamento. Nuvola Lavazza si riconferma così come vero e proprio hub delle idee e luogo di confronto e pensiero. Uno spazio innovativo animato della volontà di mettere in circolo cultura, rafforzando in questo modo il proprio ruolo di luogo aperto alla città e al mondo, di scambio e di condivisione di progetti.

BASE Milano è un progetto di contaminazione culturale tra arti, imprese, tecnologia e innovazione sociale. Nato nel 2016 all’interno degli edifici ex industriali dell’ex-Ansaldo, si traduce oggi in 12.000 mq di laboratori, spazi per esposizioni, spettacoli, workshop, conferenze, con una grande sala studio e una residenza d’artista.

INFORMAZIONI UTILI

DOVE: Centrale della Nuvola Lavazza, via Ancona 11/A, Torino

QUANDO: dal 18 al 20 ottobre 2019

ORGANIZZATO DA: associazione culturale Torino Stratosferica

SITO WEB: torinostratosferica.it

MAIL: info@torinostratosferica.it

INGRESSO: all’ingresso sarà chiesta un’offerta a partire da 5 euro

UFFICIO STAMPA

Comunicarch | Comunicare l’architettura

Lungo Po A. Diaz 6 – 10123 Torino

+39-3483169465

+39-3479707090

press@comunicarch.it

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