{"id":10100,"date":"2020-04-13T09:13:58","date_gmt":"2020-04-13T09:13:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=10100"},"modified":"2020-04-13T09:13:58","modified_gmt":"2020-04-13T09:13:58","slug":"racconti-in-quarantena-bettina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=10100","title":{"rendered":"Racconti in quarantena \u2013 BETTINA"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Bettina.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-10101\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Bettina.jpg\" alt=\"\" width=\"270\" height=\"215\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Bettina.jpg 270w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Bettina-150x119.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 270px) 100vw, 270px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Racconti in quarantena \u2013 BETTINA<\/p>\n<p>di Mario Narducci<\/p>\n<p>Fosse stata ancora tra noi e se la Cattedrale fosse gi\u00e0 stata ricostruita dopo il terremoto del 2009 che distrusse L&#8217;Aquila; e se la pandemia non ci avesse costretti tutti in casa, anche al termine di questa Quaresima fatta di citt\u00e0 deserte e restrizioni, Bettina l\u2019avremmo incontrata di sicuro l\u00e0, alle cerimonie in Duomo della Settimana Santa che sfocia nel giubilo pasquale, magari a cantare l\u2019exultet con la corale di Sant\u2019Antonio di cui faceva parte. L\u2019avremmo allora vista in prima fila, piccola e rotondetta, fasciata per l\u2019occasione in un completino nero, i capelli a caschetto, la voce inconfondibile anche nella coralit\u00e0 dei fiati.<\/p>\n<p>Bettina era come il prezzemolo, l\u2019avresti della onnipresente, ma solo un po\u2019 meno del Padreterno che \u00e8 in cielo, in terra e in ogni luogo, mentre Bettina era in ogni luogo soltanto. Se glielo facevi notare si schermiva con il suo perenne sorriso, mai pieno perch\u00e9 si portava addosso le pene di una vita che con lei non era stata benigna. In qualunque Chiesa capitassi per una liturgia particolare, lei era l\u00e0. Partecipavi ad un evento istituzionale e la incontravi. Il calendario invitava da qualche parte a un appuntamento culturale, e la vedevi apparire con la sua aria che stava al mezzo tra il soddisfatto e lo scusate tanto.<\/p>\n<p>Lei era come quei fiori dei tigli che stanno nei viali e che a tempo giusto ti raggiungono con il profumo intenso e gli sbuffi di ovatta che penetrano in ogni dove, per le narici e fin dentro i vestiti. La gente la chiamava per nome come una persona di casa, non lesinando attenzioni e confidenze, anche se lei non aveva mai imparato a scrivere, pur avendo appreso dalla vita a far di conto. Aveva infatti, la saggezza delle stagioni, e il candore di chi mai si \u00e8 prestato, anche se inconsciamente, ai marchingegni astrusi della malizia. Non sapeva quale fosse e dove fosse il male. Tutto ci\u00f2 che la circondava e la toccava era pulito per lei: \u201comnia munda mundi\u201d (tutte le cose sono pure per il puro), anche se non sapeva di latino.<\/p>\n<p>L\u2019autobus gran turismo viaggiava quell\u2019anno, verso la Spagna per una gita organizzata che ci avrebbe condotto dalla Catalogna all\u2019Andalusia. Il rollio del bus fu sovrastato da una voce alta e appena arrochita che si trascin\u00f2 dietro il coro dei gitanti in un\u2019allegra canzone popolare a doppio senso: \u201c&#8230;era l\u00ec che voleva volare, l\u2019uccellino della comare\u201d. Non vedevo a chi appartenesse quella voce, che sparse allegria a piene mani, come semente rara. Fino a che apparve lei, che per tutti gli anni che \u00e8 stata tra noi, sempre dopo la voce giungeva: la voce che era stata il grande dono della sua vita.<\/p>\n<p>Bettina per anni e anni si era portato dietro un grande dolore, del quale le rimase ombra per sempre: abbandonata dai genitori appena nata, non seppe mai chi furono anche se non smise mai di pensarli, cercarli no, che era cosa assai pi\u00f9 grande di lei. Cresciuta in un istituto, se ne affranc\u00f2 appena possibile, quando trov\u00f2 occupazione come lavorante nell\u2019ospedale cittadino. La ricordano ancora, laboriosa, attenta, servizievole, allegra. Nonostante un aspetto fisico che non le rendeva giustizia.<\/p>\n<p>\u201cPer anni e anni, confid\u00f2 un giorno a mia moglie, mi sono chiesta perch\u00e9: perch\u00e9 i miei genitori mi abbiano abbandonato, perch\u00e9 sono cos\u00ec piccola, sgraziata, perch\u00e9 sono sola, poi ho pensato alle sofferenze di Ges\u00f9, e me ne sono fatta una ragione. Mi voglio anche bene come sono, perch\u00e9 mi vedo amata dagli altri per quello che sono\u201d. Un anno prese posto nel mio scompartimento, sul treno bianco che ci portava a Lourdes. Lei andava come volontaria dell\u2019Unitalsi e le maggiori attenzioni le prestava ad altri svantaggiati ospiti di case famiglia, con i quali era pienamente in sintonia perch\u00e9 della stessa innocenza. Quando pregava, davanti alla Grotta di Massabielle, sembrava parlasse davvero con la Vergine apparsa a Bernadette.<\/p>\n<p>A tavola ritornava l\u2019allegra ragazza che era, attenta agli altri e curata nella persona. Vestiva come una bambola, abitini lindi con trine e ricami alle bluse e agli immancabili jeans, se c\u2019era il sole un cappello di paglia, perfino le scarpe, sovente da tennis e dai colori pastello, \u201csbrilluccicavano\u201d di perline che lei stessa applicava. Procedeva a piccoli passi, con l\u2019andatura a saltelli dei minimi. Profumava di lavanda e di fiori, come la casetta piccola piccola che le era stata assegnata dopo il terremoto e alla quale un giorno l\u2019accompagnai in auto. Viveva da sola. La casa era il suo rifugio, ma la sua vita era fuori, dovunque la portassero gli eventi, tra la gente che l\u2019amava, le gite, nel coro dove a voce spiegata proclamava la sua libert\u00e0.<\/p>\n<p>Una brutta caduta la condusse in ospedale e se la port\u00f2 via il giorno di Natale, senza darle il tempo di fare in casa il piccolo presepe e di baciare il Bambino in Chiesa nella notte Santa. I giornali scrissero che aveva ottant\u2019anni. Ma era soltanto Bettina.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Racconti in quarantena \u2013 BETTINA di Mario Narducci Fosse stata ancora tra noi e se la Cattedrale fosse gi\u00e0 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[43,10],"tags":[],"class_list":["post-10100","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-historias","category-italiano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10100","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=10100"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10100\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=10100"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=10100"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=10100"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}