{"id":10171,"date":"2020-04-21T21:19:05","date_gmt":"2020-04-21T21:19:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=10171"},"modified":"2020-04-21T21:19:05","modified_gmt":"2020-04-21T21:19:05","slug":"pensieri-lunatici-in-tempo-di-pandemia-qui-base-lunare-alpha","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=10171","title":{"rendered":"Pensieri lunatici in tempo di pandemia: Qui base lunare Alpha"},"content":{"rendered":"<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-10171 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=10172'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/20200420_Spazio1999-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=10173'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/20200420_Spazio1999_2-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p>Qui base lunare Alpha \u201cDiario di bordo: Qui base lunare Alpha, situazione generale a 2230 giorni dall\u2019abbandono della Terra.<br \/>\nRegistrazione della dottoressa Helen Russell. Due giorni fa abbiamo preso contatto con un pianeta di tipo terrestre nel nostro quadrato occidentale. I primi rapporti indicano possibilit\u00e0 di insediamento. La nostra unit\u00e0 di rilevazione sta conducendo un severo controllo prima di dare il via all\u2019insediamento. Fino a quando non saranno completati tutti i test, il Capitano Koenig ha imposto una quarantena sul cibo, l\u2019acqua e i minerali. Il pianeta sembra disabitato, sebbene l\u2019unit\u00e0 di rilevazione abbia scoperta una misteriosa &#8230;. \u201c.<br \/>\nOgni puntata della serie televisiva \u201cSpazio 1999\u201d, iniziava con la registrazione del diario di bordo, da parte del comandante o di altro ufficiale della base lunare Alpha. Quanto scritto prima fa parte di un episodio<br \/>\ndella seconda stagione (https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=xwganUZioA8).<br \/>\nLa serie fu creata da Gerry e Sylvia Anderson. La prima puntata fu mandata in onda in Gran Bretagna nel 1975 ed un anno dopo in Italia. Sono state 48 le puntate, l\u2019ultima trasmessa dal secondo canale RAI il 9 gennaio 1977.<br \/>\nAll\u2019interno di un cratere lunare viene realizzata una base scientifica a cui viene messo a capo il comandante John Robert Koenig (Martin Landau), un astrofisico americano che prende il posto del sovietico Gorski, il precedente comandante, ritenuto inaffidabile.<br \/>\nAll\u2019inizio degli anni settanta, quando \u00e8 stata programmata la serie televisiva, l\u2019idea di una storia ambientata su una base lunare nel 1999 (un anno prima del 2000) appariva credibile, dato che la Nasa aveva mandato diversi astronauti sul nostro satellite naturale dal luglio 1969 al dicembre 1972.<br \/>\nIl comandante sta preparando una spedizione spaziale quando il deposito di scorie nucleari, situato sulla superficie lunare a distanza dalla base, genera una gigantesca esplosione il 13 settembre 1999.<br \/>\nUn\u2019esplosione talmente potente da sbalzare fuori la Luna dalla sua orbita intorno alla Terra!<br \/>\nI circa trecento membri della base lunare si ritrovano cos\u00ec a vagabondare nello spazio.<br \/>\nNei vari episodi i terrestri incontrano diversi alieni e affrontano avventure su pianeti sconosciuti o all\u2019interno della loro stessa base. Non tutti gli alieni e le bizzarre creature che incontrano sono ostili: a volte danno loro una mano, ma pi\u00f9 spesso sono pericolosi e creano non pochi problemi.<br \/>\n(https:\/\/www.giornalepop.it\/la-prima-serie-di-spazio-1999\/).<br \/>\nNel 1999 fu girato un piccolo episodio conclusivo della durata di poco pi\u00f9 di 6 minuti, nel quale l\u2019ultimo Capitano, di nome Sandra, si congedava prima di abbandonare definitivamente la base. Nel suo messaggio ricorda che \u201cSiamo tutti alieni\u201d e termina con \u201ca voi abitanti della Terra noi diciamo addio. Vi chiediamo<br \/>\nsoltanto una cosa: non dimenticateci!\u201d. L\u2019episodio \u00e8 stato realizzato come extra per la collezione in DVD.<br \/>\n\u201cSpazio 1999\u201d era un telefilm profondamente umano e chi come me \u00e8 nato negli anni 60, aspettava con ansia \u201csettimanale\u201d, il nuovo episodio. La dottoressa Russell (interpretata da Barbara Rain) dirigeva il centro medico della Base. Da lei e dal dottor Robert Mathias (Anthon Phillips) dipendevano la salute e la forma degli alphani. Figlia del medico che invent\u00f2 la cura per il cancro, conservava nel suo studio una copia del microscopio di Marie Curie.<br \/>\nFra i personaggi da me preferiti, probabilmente anche per l\u2019omonimia, c\u2019era il comandante dei piloti delle \u201cAquile\u201d, di nome Alan Carter (l\u2019attore Nick Tate). Le Aquile erano le navicelle che gli alphani utilizzavano per scendere sui pianeti e per difendere la base lunare.<br \/>\nNel piccolo episodio del 1999 l\u2019attrice si emoziona e non direi per pura posa cinematografica. Sembra quasi che voglia salutare gli attori e quindi i personaggi che non c\u2019erano pi\u00f9.<br \/>\nIl mio pensiero da dodicenne viveva quel futuro divenuto \u201cpresente\u201d. Si mescolavano le epoche. Avevo assistito in diretta a quel \u201cpiccolo passo per l\u2019uomo ed a quel grande balzo per l\u2019umanit\u00e0\u201d(https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=VvMJMCvU8Ps). I miei mi avevano fatto restare alzato dopo<br \/>\nCarosello, per vedere il LEM (modulo di escursione lunare), allunare nel Mare della Tranquillit\u00e0, al\u2019incirca alle ore 22.16 del 20 luglio 1967. Ricordo la diretta televisiva di Tito Stagno, che oltretutto mio padre mi aveva presentato una domenica in spiaggia a Fregene. Rammento che Stagno camminando sulla battigia, ogni tanto faceva una capriola per aria poi riprendeva il suo percorso: un vero eroe, anche ginnico, per un bambino come me. Dalla base americana di Houston si ascoltavano le testimonianze del corrispondente<br \/>\nRuggero Orlando, splendida presenza del giornalismo di quel tempo. Ebbi la fortuna in seguito di incontrare anche lui nella sede del mensile \u201cShalom\u201d, dove fui praticamente costretto ad imitarlo, salutandolo con la mano come faceva lui in televisione, ed esclamando \u201cqui Nuova York, vi parla Ruggero Orlando\u201d con forte<br \/>\nerre moscia (https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=KAe9DklGhgc).<br \/>\nParlavo ieri con mio zio Roberto, che a fine maggio compir\u00e0 90 anni e che \u00e8 l\u2019ultimo rappresentante consanguineo delle generazioni antecedenti la mia. \u201cQuando fin\u00ec la seconda guerra mondiale \u2013 mi ha detto\u2013 dovemmo ricominciare tutti da capo. Al nostro arrivo a Roma, vivevamo tua madre, tua nonna ed io, in<br \/>\nuna piccola stanza in affitto &#8230; \u201c. La bella telefonata mi ha confermato i timori quotidiani per la \u201cripresa\u201d dopo il Coronavirus: la cosiddetta \u201cfase 2\u201d.<br \/>\nMolti della mia generazione, me compreso, hanno avuto la fortuna di nascere nell\u2019epoca nella quale chi era sopravvissuto \u2013 i nostri genitori \u2013 era riuscito rimboccandosi seriamente le maniche, a ricrearsi la vita ed<br \/>\naddirittura a riuscire a mettere da parte il frutto del faticoso impegno. Ci hanno permesso di studiare e di amare quel che loro ci hanno dato ed il mondo che avevano aiutato a ripristinare. Siamo cresciuti in quella che sembrava un\u2019era nuova, post bellica, apparentemente lontana dalle sofferenze. Ci hanno insegnato ad amare la vita e ad alcuni \u00e8 stato anche trasmesso il rispetto per il prossimo e per la natura. Abbiamo avuto in dono la fantasia e lo sviluppo scientifico, intellettuale, culturale e di un\u2019informazione veloce. Siamo riusciti a seguire i veloci passi dell\u2019evoluzione tecnologica.<br \/>\nParte dei nostri figli ed i nostri nipoti, specialmente chi \u00e8 nato a ridosso del cambio di millennio e negli anni successivi, fanno invece parte di una generazione che definirei prefabbricata. Agiscono in gruppo, quasi come degli ovini e solo pochi di loro riescono ad estrarsi ed astrarsi dalla moltitudine. Si tratta di una<br \/>\ngrossa fetta della popolazione (minore in Italia perch\u00e9 paese con esigui incentivi alla natalit\u00e0) appiccicata all\u2019informatica. Chi non vive di cellularizzazione sembra un nuovo Robinson Crusoe (ai giovani consiglio di guardare su Internet questo personaggio letterario). Si campa in contatto costante con l\u2019apparecchio che \u00e8<br \/>\ndiventato purtroppo la mente opaca di molti. La fantasia sembra essersi assopita e ci si incontra per \u201cscriversi a quattr\u2019occhi\u201d. Belli i tempi lontani nei quali si andava da amici per trascorrere delle ore felici, magari assieme a qualcuno provvisto di chitarra od altro strumento, per intonare tutti assieme un brano<br \/>\ndella hit di allora.<br \/>\nNon \u00e8 certamente mia intenzione deridere o giudicare l\u2019intera galassia dei giovanissimi n\u00e9 i loro genitori che solo in pochi casi sono riusciti abilmente ad intervenire, impedendoli il contagio da una societ\u00e0 malata.<br \/>\nBen altra cosa questo Coronavirus. I giorni passano tutto sommato con disinvoltura, fra telegiornali e trasmissioni monotematiche o residui mediocri riproposti da quasi tutte le emittenti. Questa guerra per ora contro l\u2019ignoto, questa interminabile battaglia anche contro le persone care per paura di contaminazione, rischia di trascinarci in una sorta di non ritorno. Fa breccia nei pensieri il fattore economico: chi ha uno stipendio rischia ben poco, ma chi lavora autonomamente dovr\u00e0 riprendere da dove ha interrotto, con le consegne in arrivo che giungeranno senza che quelle in uscita ripartano come prima. I liberi professionisti forse avranno un sussidio statale per il tempo passato a casa, mentre coloro che vivono di ritenuta d\u2019acconto dovranno recuperare da ben prima il blocco imposto, dovendo ritrovare le persone con le quali avevano intrapreso degli accordi, cercando di sfruttare i propositi venuti in mente durante l\u2019isolamento.<br \/>\nUn futuro quanto incerto aspetta gran parte di noi che dovremo, forse finalmente, renderci conto di quanto avevamo causato negli ultimi decenni, approfittando solo dei beni che questa balorda epoca ci aveva \u201csuggerito\u201d di acquisire: per lo pi\u00f9 agiatezze non necessarie ma alle quali ci eravamo abituati, creandoenormi, anzi infinite carovane di spazzatura, dai materiali in plastica, all\u2019uso indiscriminato di agenti inquinanti.<br \/>\nNon potremo pi\u00f9 lamentarci per il colore dei fiumi, per l\u2019estinzione di molte specie animali, per l\u2019affiorare di un\u2019isolotto di terra in Antartide, per lo scioglimento dei ghiacciai, per i violenti cambiamenti di clima.<br \/>\nAbbiamo sacrificato le mezze stagioni, abbiamo distrutto parte dell\u2019apparato respiratorio terrestre quali l\u2019Amazzonia, abbiamo fatto s\u00ec che bruciasse l\u2019Australia. Le nostre estati sono caldissime, mentre altrove piove come mai. I tifoni sono pi\u00f9 frequenti e la loro forza incommensurabile, mentre alcuni terremoti devastanti spaccano il pianeta.<br \/>\n\u201cSpazio 1999\u201d sembrava un futuro da vivere solo nei telefilm. Non immaginavo certo che a 35 anni avrei visto la Luna iniziare un pellegrinaggio al di fuori da quella normale orbita che da sempre affascina l\u2019essere umano, crea le maree ed i sogni di molti di noi.<br \/>\nOra quell\u2019anno \u00e8 stato superato da infinite lune piene e da cieli notturni illuminati esclusivamente dall\u2019uomo. Per la negativa velocit\u00e0 del nostro \u201candare avanti\u201d, abbiamo varcato a ritroso fior di parassiti, il colera di Napoli, la Spagnola d\u2019inizio secolo scorso, le calamit\u00e0 racchiuse nei libri di storia.<br \/>\nTrascorriamo le giornate riflettendo e sperando, non soltanto di superare questo contagio, ma di riuscire a guadagnare nuovamente l\u2019onore di poter lavorare, guadagnare la propria indipendenza, il non dover approfittare da assistenza esterna. Tentiamo di utilizzare la nuova tecnologia per i fini del quotidiano,<br \/>\ninsegnando ed imparando on-line, trasmettendo le nostre verit\u00e0. Molti si lasciano inghiottire da questa informazione e vivono alla ricerca di una presa elettrica per \u201cricaricarsi\u201d, per non rimanere un solo attimo al di fuori da questa epoca che \u00e8 diventata brutalmente e storicamente la nostra. \u201cQuando il gatto non c\u2019\u00e8 i<br \/>\ntopi ballano\u201d e molti animali stanno tornando ad impadronirsi delle nostre citt\u00e0, ossia dei loro antichi luoghi, come fossero quelle presenze aliene sparse nell\u2019universo nella serie televisiva degli anni 70.<br \/>\nRiusciamo perfino a sorprenderci quando un anatra si adagia sulle acque di una fontana nel pieno centro della Capitale. La polizia scorta un istrice, i porti si riempiono di delfini, mamma volpe porta i suoi piccoli a visitare Milano.<br \/>\nNoi dove accompagneremo i nostri figli? Ad una fiera informatica o a comprare qualcosa di superfluo ed inutilmente di marca? Auguriamoci che quando vorranno comunicare dei sentimenti on-line, riusciranno a scriverlo in modo comprensibile ed esaustivo e che i loro sguardi sappiano distrarsi da un apparecchio, per<br \/>\nvedere che fuori c\u2019\u00e8 un mondo, si vecchio milioni di anni, ma ancora capace di stupire. Auguriamoci che loro sappiano ancora cosa sono i sentimenti. Noi tutti dobbiamo imparare nuovamente ad essere felici e continuare a desiderare quel che abbiamo, ma soprattutto riuscire a capire come salvaguardarlo.<br \/>\nAbitanti della Terra: non dimenticatela pi\u00f9 e rispettatela, altrimenti per quale motivo noi che abitiamo sulla<br \/>\nluna, vorremmo tornare ad abitarla?<br \/>\nAlan Dav\u00ecd Baumann<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qui base lunare Alpha \u201cDiario di bordo: Qui base lunare Alpha, situazione generale a 2230 giorni dall\u2019abbandono della Terra. 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