{"id":10222,"date":"2020-04-26T10:23:18","date_gmt":"2020-04-26T10:23:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=10222"},"modified":"2020-04-26T10:23:18","modified_gmt":"2020-04-26T10:23:18","slug":"25-aprile-racconti-in-quarantena-il-riscatto-di-hans","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=10222","title":{"rendered":"25 Aprile: Racconti in quarantena &#8211; IL RISCATTO DI HANS"},"content":{"rendered":"<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-10222 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=10223'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Hans-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=10224'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Mario-Narducci-2-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>25 Aprile<br \/>\nRacconti in quarantena \u2013 IL RISCATTO DI HANS<\/p>\n<p>di Mario Narducci<\/p>\n<p>L\u2019AQUILA &#8211; Sotto una pensilina di Viale Gran Sasso, una delle cinque vie del Torrione, stava accovacciato Hans con il suo pastore tedesco a lato. Le gambe incrociate come un santone indiano e del santone aveva tutto: le ossa che gli spuntavano aguzze da sotto i vestiti laceri, i piedi che navigavano dentro sandali slabbrati, i capelli e la barba lunghi e incolti che si confondevano e diventavano tutt\u2019uno come un cespuglio di rosmarino, e l\u2019immobilit\u00e0, che cessava appena quando piegava due o tre volte il capo per ringraziare la gente che gli faceva suonare uno spicciolo dentro la scatola di latta.<\/p>\n<p>Che non fosse per\u00f2 un santone c\u2019erano a tradirlo il biondo del cespuglio e i monosillabi gutturali e taglienti che emergevano dalla sua bocca quando acquistava un panino farcito, che condivideva con il cane, nel bar a lato, spargendo sul bancone gli spiccioli appena raccattati. Per il resto, la sua giornata trascorreva nel silenzio pi\u00f9 assoluto, rotto soltanto a sera, quando all\u2019interno del bar, davanti a una birra pi\u00f9 volte replicata, si lasciava andare a spizzichi di confidenze con qualche altro \u201cdisperato\u201d come lui.<\/p>\n<p>Hans veniva da una regione della Germania del Nord. Aveva scelto L\u2019Aquila per viverci, perch\u00e9 all\u2019Aquila era passato con la Wehrmacht al tramonto della seconda Grande Guerra. Ma quel passaggio lo segn\u00f2 per tutta la vita, carico come fu di rastrellamenti e di eccidi, tragico colpo di reni di un esercito in sfacelo. Diciassette assassinati a Onna, diciassette a Filetto, centovent\u2019otto a Pietransieri, tra cui sessanta donne e trentaquattro ragazzi sotto i dieci anni. Hans non era nei plotoni di esecuzione. E nemmeno tra gli uomini che all\u2019ordine del tenente Hassen rastrellarono il boschetto presso il convento francescano di San Giuliano, catturando nove giovani, operai e studenti, che stavano per raggiungere i partigiani a Bosco Martese, nel versante teramano, guidati dal Colonnello aquilano Gaetano d\u2019Inzillo.<\/p>\n<p>E\u2019 a Bosco Martese che ebbe luogo, qualche giorno dopo, la prima battaglia partigiana d\u2019Italia contro le forze occupanti. Una soffiata fece naufragare il sogno. Catturati dai nazisti, i ragazzi furono obbligati a scavare due fosse comuni dove furono gettati dopo l\u2019esecuzione. Tra i nove, anche il figlio del Colonnello D\u2019Inzillo, studente e poeta. Inutili risultarono le mediazioni e le pressioni dell\u2019Arcivescovo Carlo Confalonieri che ottenne solo di poter benedire le fosse. Era il 23 settembre del 1943. Il 14 giugno successivo, a liberazione avvenuta della Citt\u00e0, le salme furono recuperate e composte per i funerali che si tennero quattro giorni dopo. Una Piazzetta adiacente il Corso, con una lapide che accoglie ogni anno l\u2019omaggio di una corona della Municipalit\u00e0, ricorda i Nove giovani e il loro sogno infranto. Alcune panchine vedono oggi altri giovani, spesso coppie di ragazzi, che continuano a sognare anche per chi non c\u2019\u00e8 pi\u00f9.<\/p>\n<p>Hans non torn\u00f2 in Germania, o vi torn\u00f2 per fuggirsene via in cerca di riscatto. Seppure non era stato tra gli assassini, avvertiva l\u2019orrore di averne fatto parte. Non accettava di essere un sopravvissuto, sia pure incolpevole data la giovane et\u00e0, di una guerra diabolica e sanguinosa scatenata dall\u2019insipienza umana sposata a una folle sete di dominio. Riapparve un giorno per le nostre strade, pellegrino verso i santuari dell\u2019orrore, un cane pastore tedesco al guinzaglio, lo sguardo perso nel vuoto e l\u2019angoscia dentro di s\u00e9. Stazion\u00f2 dapprima alla piazzetta della memoria e furono giorni di pianto catartico. Seduto a una panchina inseguiva la sua rinascita e cercava di trovarne la via. Nessuno seppe mai in quale buco racimolasse il suo sonno.<\/p>\n<p>La prima scelta fu il silenzio, il solo che gli permettesse di non contaminare con il suo passato chi gli stava d\u2019attorno e questa citt\u00e0 che era sobbalzata in lutto sotto le urla dei bombardamenti e alle raffiche di fucile. La seconda scelta fu meno lancinante, e fu quella della povert\u00e0. Lui che era stato figlio di un delirio di onnipotenza ed in quel delirio era stato allevato, altra strada non avrebbe avuto, sulla via del riscatto, che quella della povert\u00e0. Diventato povero, sent\u00ec staccarsi poco a poco dalla pelle, sempre meno chiara, la divisa impeccabile della follia, per rivestirsi di quella lacera di una umanit\u00e0 riconquistata.<\/p>\n<p>Era un aprile piovoso, quello che lo vide, ancora una volta, un giorno, all\u2019angolo di Viale Gran Sasso, eletto a luogo dell\u2019anima, stendere la mano nella richiesta umile della carit\u00e0. Il cane gli stava accanto immobile, compagno discreto e gratuito della nuova vita. Alcuni, come sempre, gli camminavano davanti lasciando cadere la monetina nel barattolo di latta; altri, i pi\u00f9, gli gettavano uno sguardo distratto e passavano oltre. Avviene sempre cos\u00ec con i poveri, dei quali temiamo pi\u00f9 il silenzio che la parola anche lieve, per non sentirne il rimprovero. Hans non rimproverava nessuno, chiedeva solo perdono. Quanti anni erano passati, nemmeno lui lo sapeva. I capelli erano diventati radi e bianchi. Erano apparse le rughe e si infittirono sulla fronte, profonde come solchi d\u2019aratro.<\/p>\n<p>Si diradarono le birre che davano la stura alle mezze e confuse confessioni su un passato inconfessabile. L\u2019ultima volta che lo videro, avanti negli anni e pi\u00f9 ischeletrito che mai, fu nel solito bar, una sera, davanti a un bicchiere di birra che a fatica provava a svuotare. La parola gli usciva lenta, ma non per ubriachezza. E gli occhi, gli occhi che aveva tenuto sempre bassi in atteggiamento di umilt\u00e0, questa volta erano inspiegabilmente luminosi, ridenti, come solo possono esserlo quelli di chi ha, finalmente, la coscienza rappacificata. Lui non lo sapeva, ma era il suo 25 aprile. Era il riscatto della povert\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; 25 Aprile Racconti in quarantena \u2013 IL RISCATTO DI HANS di Mario Narducci L\u2019AQUILA &#8211; Sotto una pensilina di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[43,10],"tags":[],"class_list":["post-10222","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-historias","category-italiano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10222","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=10222"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10222\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=10222"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=10222"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=10222"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}