{"id":10246,"date":"2020-04-30T17:37:16","date_gmt":"2020-04-30T17:37:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=10246"},"modified":"2020-04-30T17:37:16","modified_gmt":"2020-04-30T17:37:16","slug":"racconti-in-quarantena-mastru-peppe-pazzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=10246","title":{"rendered":"Racconti in quarantena \u2013 MASTRU PEPPE PAZZO&#8217;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/maniscalco.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-10247\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/maniscalco.jpg\" alt=\"\" width=\"950\" height=\"711\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/maniscalco.jpg 950w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/maniscalco-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/maniscalco-768x575.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/maniscalco-150x112.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 950px) 100vw, 950px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><b>Racconti in quarantena \u2013 MASTRU PEPPE PAZZO&#8217;<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><b><br \/>\n<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">di <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Mario Narducci<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">La prima cosa che si avvertiva di lui, era il calpestio pesante degli scarponi chiodati e sciabordanti, che si trascinavano dietro stringhe luride, mai allacciate per inettitudine pi\u00f9 che per comodit\u00e0, insieme a una muta di ragazzi che gli facevano allegramente il verso. Era un rumore secco e strisciante, effetto di un passo pesante e traballante per dimestichezza di vino. Con quel passo e con quell\u2019odore addosso, come un orso marsicano, egli aveva marcato il proprio territorio, circoscritto nel <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>quarto di Santa Giusta<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, con puntate a <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Piazza del Duomo<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, al <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Grand Hotel<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> e a <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Via Venti Settembre<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, come per dire: questa \u00e8 casa mia. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ed in realt\u00e0 altra casa sembrava non avere, se non quella che lo vedeva, assai di rado, nella bottega del fratello maniscalco a reggere le zampe delle bestie da ferrare. Perch\u00e9 <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Mastru Peppe<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, che mutuava un titolo improprio, visto che egli era solo un garzone di bottega, un lavoro ce l\u2019aveva, anche se l\u2019occupazione sua principale era quella di fare il giro delle cantine, con un fiasco in mano che svuotava e riempiva a piacimento, fino a che qualche anima buona non lo riportava all\u2019ovile. Tra sbornie e smaltimenti, <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Mastru Peppe<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> trascorreva i suoi giorni, passando dal vino al vino senza soluzione di continuit\u00e0, come una giostra che si arresta appena il tempo di scaricare e ricaricare i cavalli fermi e dondolanti. Per riprendersi almeno un po\u2019 dalle sbornie, <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Mastru Peppe<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> si ubriacava d\u2019acqua al pilone della fontana addossata al lato destro della facciata di Santa Giusta, poi si allontanava giurando a se stesso di andare in latteria, mentre in realt\u00e0 andava a riempire nuovamente il fiasco di vino che, con arguzia non comune, chiamava \u201clatte bruciato\u201d con l\u2019intenzione di rassicurare chi lo commiserava.<\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><br \/>\n<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il risultato era che tra latte bruciato e vino, l\u2019abbondante sorsata d\u2019acqua al fontanile non gli era mai sufficiente a ristabilirlo in un minimo d\u2019equilibrio. Donde l\u2019aggiunta di <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Pazzo&#8217;<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> al nome che ne dichiarava il lavoro. Il fiasco era il suo compagno permanente, una bustina grigioverde sempre calcata sul capo, con le bande laterali sulle orecchie come un cocker, un pastrano d\u2019inverno, la sola <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>parnanza<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> di cuoio unta e bisunta nella buona stagione, <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Mastru Peppe<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> vagava entro il recinto del suo territorio nella tranquillit\u00e0 che gli assicuravano tutti coloro che lo conoscevano e per i quali era diventato pi\u00f9 che un famigliare, anche se da tenere non proprio in dimestichezza.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Era il tempo in cui al <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Grand Hotel dell\u2019Aquila<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> s\u2019erano stabiliti gli occupanti americani che si vedevano a spasso per la citt\u00e0 in compagnia di signorine compiacenti dalla gonna sopra al ginocchio, la blusa svolazzante e i sandali altissimi di sughero. Era anche il tempo in cui il comando alleato, per agevolare la circolazione di moneta in un momento di lira inesistente, aveva diffuso le <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Am-lire<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, una moneta stampata con carta di poco pregio, che dopo qualche passaggio di mano si sciupava fino a lacerarsi. <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Mastru Peppe<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> aveva escogitato un metodo tutto suo per venirne in possesso. Si avvicinava alla gente e biascicando per vino profferiva la sua formula magica: <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>T\u00e9 gnende ruttu?<\/b><\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> (Hai niente rotto? &#8211; in senso figurato <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Hai qualche spicciolo?)<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><a name=\"_GoBack\"><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Una richiesta che non andava delusa, tanto che a sera poteva contare sempre su un discreto gruzzolo. Accadde una mattina, sul tardi, che rivolgesse la stessa domanda a una signora al braccio di un facoltoso romano all\u2019Aquila per diporto, il quale prese la richiesta per offesa grave alla moglie e lo port\u00f2 in Pretura. Non ci volle molto al magistrato per rendersi conto di che pasta fosse l\u2019imputato e dell\u2019equivoco che s\u2019era generato. Anche la coppia di romani comprese e dovette farsi forza per non profanare l\u2019aula con grasse risate. L\u2019udienza si chiuse con la raccomandazione a <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Mastru Peppe<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> di non ripetere mai pi\u00f9 l\u2019espressione equivoca. <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Mastru Peppe<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> assent\u00ec, volt\u00f2 le spalle al magistrato e strascinando gli scarponi chiodati si avvi\u00f2 verso l\u2019uscita. Prima di guadagnarla, tuttavia, si gir\u00f2 verso il banco dei giudicanti, tese la mano senza pudore alcuno e dalla sua bocca part\u00ec la domanda inesorabile tra una risata generale che rischi\u00f2 di tirar gi\u00f9 il soffitto: \u201c<\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Signor Preto\u2019, t\u00e9 gnente ruttu<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">?\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Quando tornai all\u2019Aquila, dopo anni di \u201cesilio\u201d, tra i primi luoghi della mia infanzia che andai a riscoprire ci fu, manco a dirlo, la <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Piazzetta di Santa Giusta<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> con il pilone rettangolare addossato alla facciata della chiesa. Quante volte, nei giorni di calura, avevo atteso che se ne distaccasse <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Mastru Peppe<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, nelle sue rade sbornie d\u2019acqua, per salirvi cauto e abbeverarmi alla cannella tra una partita e l\u2019altra di <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>Zir\u00e8<\/b><\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, sotto il muro della canonica di <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>don Ernesto<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">. Ma <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Mastru Peppe<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> non comparve, come non comparve pi\u00f9 nel resto del suo territorio marcato a scarponi e a vino. Anche la bottega di maniscalco era diventata un buco cieco, n\u00e9 c\u2019erano pi\u00f9 ragazzi nella piazzetta occupata da auto in sosta. Con <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Mastru Peppe<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> era scomparso tutto un mondo, le cui tracce nessuno mai dovrebbe mettersi a cercare. Perch\u00e9 il cuore frantuma nel saperlo sparito per sempre.<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Racconti in quarantena \u2013 MASTRU PEPPE PAZZO&#8217; di Mario Narducci La prima cosa che si avvertiva di lui, era [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[43,10],"tags":[],"class_list":["post-10246","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-historias","category-italiano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10246","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=10246"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10246\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=10246"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=10246"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=10246"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}