{"id":10258,"date":"2020-05-02T21:51:46","date_gmt":"2020-05-02T21:51:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=10258"},"modified":"2020-05-02T21:51:46","modified_gmt":"2020-05-02T21:51:46","slug":"racconti-in-quarantena-fortunato-milleprofumi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=10258","title":{"rendered":"Racconti in quarantena \u2013 FORTUNATO MILLEPROFUMI"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/LAquila-mercato-di-Piazza-del-Duomo.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-10259\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/LAquila-mercato-di-Piazza-del-Duomo.jpg\" alt=\"\" width=\"720\" height=\"960\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/LAquila-mercato-di-Piazza-del-Duomo.jpg 720w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/LAquila-mercato-di-Piazza-del-Duomo-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/LAquila-mercato-di-Piazza-del-Duomo-113x150.jpg 113w\" sizes=\"(max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Racconti in quarantena \u2013 FORTUNATO MILLEPROFUMI<\/p>\n<p>di Mario Narducci<\/p>\n<p>Fortunato Milleprofumi si muoveva con l\u2019alba. Si chiudeva alle spalle l\u2019uscio di un monolocale che guardava le 99 Cannelle, varcava l\u2019attigua Porta Rivera ed era nell\u2019orto, uno dei tanti che affiancava la ferrovia, prima che la strada curvasse verso Roio e lo raggiungesse tutta in salita, tra tornanti panoramici sulla Citt\u00e0 che si svegliava. Era il tempo che gli orti della Rivera, fertili anche per le vicine acque dell\u2019Aterno e sempre verdi, rifornivano in buona parte il mercato di Piazza del Duomo, dove per trovare ortaggi di casa, bastava dirigersi a colpo sicuro nella striscia laterale del mercato, prospiciente la Chiesa delle Anime Sante.<\/p>\n<p>Fortunato Milleprofumi riempiva con sapienza il carrettino delle sue verdure, disponeva ordinatamente i numerosi odori e con la calma e il portamento d\u2019anca che gli erano propri si inerpicava per la salita erta che solo permetteva riposo allo slargo piano dei Cappuccini di Santa Chiara. Coperto l\u2019ultimo tratto che incrocia Via XX Settembre, si immetteva nella piazzetta di Fontesecco e, costeggiando le Magistrali dal lato piccolo, guadagnava Piazzetta San Biagio per raggiungere finalmente Piazza Duomo, dove ferveva tutto un brulichio di bancherelle che si fermavano al posto stabilito, come formiche finalmente acquietate.<\/p>\n<p>Fortunato Milleprofumi s\u2019asciugava con un ampio fazzoletto a fiori il sudore copioso della salita, si disponeva nella striscia delle ortolane provenienti dai paesi limitrofi con analoga mercanzia, riordinava verdure e odori, faceva capolino di preghiere veloci alle Anime Sante, e al braccio di altri venditori, acquietati anch\u2019essi, guadagnava il bar pi\u00f9 vicino per il meritato caff\u00e8. Chiacchierine suonavano a questo punto le campane per annunciare la prima messa e il sole levato. Le banche dei fruttar\u00f2li erano belle e allineate.<\/p>\n<p>I furgoncini degli alimentari avevano aperto i teloni come ali d\u2019aquila in tutta la loro estensione, tra odori penetranti di sottaceti, aringhe e baccal\u00e0; il porchettaro aveva incominciato a servire i primi panini caldi caldi agli stessi ambulanti bisognosi di colazione robusta; era apparsa la distesa di conche e rame vario a piedi piazza mentre dal lato destro, guardante la Cattedrale, le bancherelle di vestiti e d\u2019intimo avevano messo in mostra la loro mercanzia e l\u2019edicola incominciava la vendita di giornali, dopo il richiamo dello strillone che vendeva anche di suo, solleticando la curiosit\u00e0 della gente con una frase rimasta al mezzo come un sospiro tronco: \u201cE\u2019 successo\u201d&#8230; Che cosa, poi, dovevi comprare il giornale per saperlo. Era L\u2019Aquila del dopo guerra, ma anche la stessa Citt\u00e0 che ci ha rubato le ore del mattino fino a quando il terremoto del 2009 non scacci\u00f2 gli ambulanti per trasferirli nell\u2019arida e incolore Piazza d\u2019Armi, dove c\u2019\u00e8 di tutto, ma si fa fatica a ritrovarne l\u2019anima.<\/p>\n<p>Fortunato Milleprofumi era una delle tante anime del Mercato del Duomo e forse tra le pi\u00f9 caratteristiche. Gentile di voce e nel portamento, sapeva adunare attorno alla banca, che era la sua profumeria, le donne degli acquisti che non trovavano solo verdure, ma tutta una infinit\u00e0 di odori come erbetta, sedano, rosmarino, mentuccia, timo che nell\u2019orto della Riv\u00e8ra curava con particolare attenzione da farne il richiamo principale della sua banca piccola. E\u2019 questa particolarit\u00e0, si intende, che gli aveva guadagnato il soprannome di Milleprofumi, al quale teneva come a un trofeo da esibire nel salotto buono. Come la ressa scemava un poco, Milleprofumi sedeva su uno sgabello precario, tirava fuori da una sacca di tela bianca un gomitolo di lana e gli dava sotto coi ferri per confezionare qualche capo, fosse un maglione o un paio di calzettoni per l\u2019inverno.<\/p>\n<p>Alla scena pi\u00f9 esilarante del suo stare in piazza, si poteva assistere quando accostavano la sua banca donne e giovanottoni simultaneamente. Se era la donna a chiedere: \u201cChe profumi porti oj (oggi), Fortun\u00e0\u201d, egli rispondeva falsamente ischizzinito con un \u201cVattene via, puttano\u2019 \u201c, che aveva tutto il sapore di una carezza e che come tale veniva percepita ridendo. Quindi le attenzioni erano rivolte tutte al baldo giovanotto: \u201cGuarda se quanti profumi tengo (ho), capa, capa (scegli, scegli) Stellozzu\u201d. E tutto finiva l\u00ec, perch\u00e9 Fortunato Milleprofumi era sempre abbondantemente nei limiti della galanteria, prestata tutt\u2019al pi\u00f9 al doppio senso, come lo erano del resto tutti nei suoi confronti, in una Citt\u00e0 aperta al diverso, anche in tempi in cui le cosiddette battaglie di civilt\u00e0 erano ancora di l\u00e0 da venire.<\/p>\n<p>Intorno alle quattordici le banche incominciavano a sciamare, mentre arrivavano squadre di netturbini a ripulire ogni cosa con le ramazze lunghe. Fortunato allora ridiscendeva verso gli orti della Riv\u00e8ra con il carrettino alleggerito e riprendeva la cura del suo orto, perch\u00e9 l\u2019indomani la citt\u00e0 profumasse ancora tutta della freschezza delle sue verdure e dei suoi odori, cui lui teneva pi\u00f9 di un prato in fiore. E che lo esaltavano assai pi\u00f9 di due gocce di Chanel.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Racconti in quarantena \u2013 FORTUNATO MILLEPROFUMI di Mario Narducci Fortunato Milleprofumi si muoveva con l\u2019alba. 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