{"id":10264,"date":"2020-05-04T13:55:29","date_gmt":"2020-05-04T13:55:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=10264"},"modified":"2020-05-04T13:55:29","modified_gmt":"2020-05-04T13:55:29","slug":"rodolfo-valentino-la-leggenda-125-della-nascita-castellaneta-6-maggio-1895","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=10264","title":{"rendered":"RODOLFO VALENTINO, LA LEGGENDA (125\u00b0 della nascita &#8211; Castellaneta, 6 maggio 1895)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/R._Valentino.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-10265\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/R._Valentino.jpg\" alt=\"\" width=\"352\" height=\"560\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/R._Valentino.jpg 352w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/R._Valentino-189x300.jpg 189w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/R._Valentino-94x150.jpg 94w\" sizes=\"(max-width: 352px) 100vw, 352px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>RODOLFO VALENTINO, LA LEGGENDA<\/p>\n<p>Quando mor\u00ec, il 23 Agosto 1926, aveva appena 31 anni.<br \/>\nSolo cinque anni era durata la sua carriera, fulminante come la sua morte, ma erano bastati a far s\u00ec che questo perito agrario nato a Castellaneta in provincia di Taranto il 6 Maggio 1895, diventasse il primo Divo della Storia del Cinema, capace di scatenare entusiasmi deliranti, passioni sbrigliate, pettegolezzi feroci e il primo, idolatrico culto della personalit\u00e0 dello star-system hollywoodiano.<br \/>\nRodolfo Anselmo Raffaello Pierre Filiberto Guglielmi era nato in una famiglia della buona borghesia pugliese: padre ex ufficiale di cavalleria e madre dama di compagnia della Marchesa Giovinazzi.<br \/>\nDa ragazzo sognava l\u2019Accademia Navale e quando fu scartato alla visita di leva per insufficienza toracica, annot\u00f2 sul suo diario: \u00abVoglio morire\u00bb.<br \/>\nMa non si uccise: amava troppo godersi la vita.<br \/>\nDopo essere approdato a Parigi e a Montecarlo, decise di partire per l\u2019America e il 29 Dicembre 1913 sbarc\u00f2 dal piroscafo Cleveland a New York dopo 20 giorni di navigazione.<br \/>\nVita dura all\u2019inizio, anzi durissima: sguattero, spazzino, giardiniere. Si lavava nelle fontane e si asciugava con i fogli di giornale che il vento faceva volitare a Central Park.<br \/>\nMa aveva tre doti spiccate: era bello, ambizioso e sapeva ballare da dio. Il tango, soprattutto, quel ballo torbido e peccaminoso nato nei bordelli di Buenos Aires e Montevideo, ballato inizialmente solo da uomini, danza di sangue e di coltelli, di occhiate assassine e di amori perduti, di passione e nostalgia.<br \/>\nUn locale di New York lo scrittura come \u201cdanseur mondain\u201d ossia come accompagnatore di donne sole e lui le fa sognare stringendole a s\u00e9 in tanghi voluttuosi e incendiandole con i suoi celebri sguardi obliqui. Danseur mondain e all\u2019occorrenza gigolo, cos\u00ec non scontenta nessuna.<br \/>\nMa lui aspirava ad altro: al Cinema, per esempio.<br \/>\nVolto intenso incorniciato da lunghe basette da \u201cmascalzone latino\u201d, capelli neri come la notte e imbrillantinati, occhi di velluto che una miopia congenita rendeva sognanti, movenze flessuose e sensuali: perfetto per ruoli da amante e da bel tenebroso.<br \/>\nE Hollywood non se lo fa scappare.<br \/>\nNel 1921 appare nei \u201cQuattro cavalieri dell\u2019Apocalisse\u201d: un trionfo. Nasce un fenomeno, che oggi chiameremmo mediatico, di proporzioni planetarie.<br \/>\nL\u2019ex perito agrario di Castellaneta, che ora si fa chiamare Rudolph Valentino, diventa il prototipo del latin lover: le donne lo agognano e affollano i cinema dove si proiettano i suoi film, gli uomini lo imitano, e allora \u00e8 un tripudio di ghette bianche e di capelli impomatati, torbidi sguardi e, per chi pu\u00f2, di limousine con l\u2019emblema del cobra sul cofano come la sua.<br \/>\nMa nessuno \u00e8 come lui: unico, inimitabile, irripetibile.<br \/>\nL\u2019ascesa \u00e8 repentina, il successo clamoroso: \u201cLo sceicco\u201d, \u201cSangue e arena\u201d, \u201cIl giovane rajah\u201d, \u201cL\u2019aquila\u201d e \u201cIl figlio dello sceicco\u201d (uscito postumo): questi i titoli di alcuni suoi film che riscuotono un successo grandioso, proiettandolo nell\u2019Olimpo del Cinema in cui diventa \u201cil Dio assoluto del Muto\u201d.<br \/>\nI personaggi che interpreta sono sempre esotici, ad alto tasso seduttivo ed erotico e lui stesso \u00e8 un dandy elegantissimo, amante delle notti folli, del lusso e dei piaceri.<br \/>\nInfluenza mode e modi: adotta l\u2019orologio da polso, allora appannaggio solo delle donne (gli uomini usavano quello da taschino) e allora Cartier gli chiede di indossare il suo celebre Tank, ispirato ai carri armati della Prima Guerra mondiale (la forma della cassa evoca la cabina di pilotaggio).<br \/>\nLui se ne innamora cos\u00ec tanto che s\u2019impunta a volerlo portare persino nelle scene del suo film \u201cIl figlio dello sceicco\u201d, incurante dell\u2019imbarazzante incongruenza e con buona pace della produzione che dovette piegarsi ai capricci di un Divo.<br \/>\nNel 1925 torna in Italia per una vacanza e chiede di essere ricevuto dall\u2019allora capo del Governo Benito Mussolini, ma questi non lo accoglie: \u00e8 piccato con lui perch\u00e9 il Divo aveva chiesto la naturalizzazione americana e ci\u00f2 era stato percepito come un affronto alla Madre Patria.<br \/>\nPer questo, mentre nel resto del mondo i suoi film erano osannati, in Italia erano boicottati.<br \/>\nC\u2019\u00e8 chi parl\u00f2 all\u2019epoca di censura mussoliniana perch\u00e9 lui non rispettava i canoni del maschio del tempo: troppo dandy, troppo effeminato, troppo ricercato, troppo gentile.<br \/>\nIn effetti Rudolph\/Rodolfo si truccava gli occhi, curava i dettagli del vestire con una ricercatezza allora ascritta soprattutto alle donne, portava braccialetti a forma di serpente, e poi era cos\u00ec maledettamente seduttivo!<br \/>\nLe donne, negli States, erano pazze di lui molto pi\u00f9 che degli attori nostrani e questo in America, unitamente al fatto che lui non appartenesse alla \u201ccasta\u201d dei WASP (acronimo di White Anglo-Saxon Protestant) ed essendo Italiano, Cattolico e pure di pelle scura, dava fastidio, molto fastidio alla Upper Class.<br \/>\nLa stampa statunitense quindi comincia a prenderlo di mira e gli riserva critiche beffarde e velenose.<br \/>\nE addirittura un cronista del \u201cChicago Tribune\u201d lo appella malignamente \u201cpiumino rosa da cipria\u201d, alludendo alla sua (presunta) omosessualit\u00e0.<br \/>\nPi\u00f9 che presunta, per\u00f2, sono in molti a ritenerla conclamata (si parl\u00f2 di relazioni con gli attori Norman Kerry e Ramon Novarro e con lo sceneggiatore Andr\u00e9 Daven), seppure ben occultata per non intaccare la sua fama di irresistibile tombeur de femmes.<br \/>\nIn una biografia molto pruriginosa dal titolo A dream of desire, David Bret sostiene che Valentino era \u00abgay per inclinazione naturale e bisessuale per convenienza finanziaria\u00bb e che arrivato a New York fosse stato assoldato come giardiniere dal miliardario Cornelius Bliss divenendone presto l&#8217;amante.<br \/>\nE sono le sue due mogli a dare man forte alla tesi di un Rodolfo Valentino attratto da giovanotti muscolosi, sbandierando apertamente la mancanza di ardori erotici del loro bellissimo marito nei propri confronti.<br \/>\nLa prima, Jean Acker, un\u2019attricetta-ballerina di poco talento e di molta boria, lo piant\u00f2 dopo appena un mese di matrimonio, lamentandosi in interviste rilasciate e destra e a manca che le loro notti erano state tutte maledettamente bianche<br \/>\nIn realt\u00e0 era lei ad essere una seguace di Saffo, e quindi totalmente disinteressata agli uomini, oltre che amante della famosa e gelosissima attrice Alla Nazimova.<br \/>\nMa fu la seconda moglie, la perfida, stravagante ed insopportabile Natascia Rambova (che si fingeva russa e invece era nata a Salt Lake City e all\u2019anagrafe si chiamava Winifred Kimball Shaughnessy) a dargli il colpo mortale e a screditarlo di fronte al mondo intero.<br \/>\nLui era completamente succube di questa artista poliedrica (danzatrice, scenografa, costumista e sceneggiatrice) e donna dalla personalit\u00e0 forte e magnetica che lo devast\u00f2 sia economicamente che psicologicamente.<br \/>\nCapricciosa ed esigentissima, lo dissangu\u00f2 (nonostante fosse ricchissima di suo) con le sue sfavillanti pretese. E allora furono costosi cani alsaziani e purosangue arabi, yacht e 6 lussuose automobili, gioielli da sogno e abiti magnificenti.<br \/>\nValentino si indebit\u00f2 per lei di una cifra colossale: centomila dollari degli anni Venti.<br \/>\nRissosa e prepotente, gli fece terra bruciata attorno, litigando con produttori, costumisti, registi e truccatori e riducendo il suo celebre marito ad un fantoccio tra le sue mani e a zimbello di Hollywood.<br \/>\nMa lui era perso di lei e arriv\u00f2 persino a dichiarare: \u00abIo non sono solo un uomo innamorato: sono lo schiavo di mia moglie. E per lei affronterei non soltanto la galera, ma anche la morte.\u00bb<br \/>\nE in galera \u201cRudy\u201d (come ora familiarmente era chiamato) ci and\u00f2 davvero perch\u00e9 sposando la Rambova fu accusato di bigamia in quanto il precedente divorzio dalla Acker non era stato ancora registrato e convalidato.<br \/>\nLei, la crudele Natascia, lo lascer\u00e0 dopo quattro anni di matrimonio che altro non fu che un gioco al massacro fra una carnefice snob e glaciale e una vittima dolce e ammansita.<br \/>\nE non contenta di averlo rovinato finanziariamente e di avergli spezzato il cuore, lo umili\u00f2 davanti al mondo definendolo \u00abun impotente, una cocotte imbellettata\u00bb, omettendo che anche a lei, come la precedente sua moglie, interessavano pi\u00f9 le donne che gli uomini.<br \/>\nRodolfo Valentino non si riprese mai dal dolore e cerc\u00f2 conforto tra le braccia di una Diva dell\u2019epoca, la bellissima attrice polacca Pola Negri, ma il destino stava per giocargli un tiro mancino.<br \/>\nE in un caldo giorno d\u2019Agosto di quell\u2019anno infausto, il 1926, l\u2019attore viene ricoverato urgentemente al Polyclinic Hospital di New York per un grave malore causato da ulcera gastrica e infiammazione all\u2019appendicite sfociata presto in peritonite.<br \/>\nLo operarono d\u2019urgenza; si risveglia, guarda verso la finestra e dice: \u00abNon tirate gi\u00f9 le tendine. Mi sento bene. Voglio sentire la luce del sole\u00bb.<br \/>\nMuore il 23 Agosto a 31 anni lasciando il mondo del Cinema sconvolto e le sue fan disperate.<br \/>\nUna sorta di isteria collettiva s\u2019impadronisce allora di New York nel giorno dei suoi funerali tanto che si scomoda persino uno scrittore come Dos Passos che in un memorabile articolo intitolato \u201cTango lento\u201d scrisse: \u00abMentre egli giaceva solennemente in una bara coperto di un drappo d\u2019oro, decine di migliaia di uomini, di donne e di bambini gremivano le vie all\u2019esterno (&#8230;) uomini e donne lottavano per un fiore, un brandello di tappezzeria, un frammento del vetro rotto della finestra.\u00bb<br \/>\nCentomila persone partecipanti, un centinaio di feriti, 6 bimbi dispersi, 28 scarpe scompagnate e tre arresti fecero da cornice ad un funerale che si era trasformato presto in una baraonda morbosa e disdicevole: mentre un biplano lasciava cadere una pioggia di petali di fiori, centinaia di venditori ambulanti accorsero per vendere (a caro prezzo) sue foto di scena, ma anche hamburger e ombrelli, centinaia di ragazzini schiamazzanti s\u2019arrampicarono sugli alberi per vedere il passaggio del feretro, si assistette ad urla e spintoni della folla, e persino a qualche tafferuglio ricomposto dagli agenti a suon di manganelli.<br \/>\nE scene simili accaddero anche nell\u2019altro funerale organizzato a Los Angeles.<br \/>\nIn entrambi la bara dovette essere ricoperta da una lastra di vetro per proteggere la salma, lastra che doveva essere pulita ogni quarto d\u2019ora dalle lacrime, dalle impronte delle mani e dal rossetto dei baci lasciati dalle donne. Una donna a Londra si suicid\u00f2 e la ritrovarono sul letto circondata da ritagli di giornali di Rudy, a Parigi un fattorino del Ritz fu trovato morto con in mano una sua foto con dedica.<br \/>\nAd accompagnarlo al Memorial Park Cemetery di Los Angeles il Gotha del Cinema di allora: Charlie Chaplin, vestito a lutto e con il volto tirato, Gloria Swanson, Mary Pickford, Douglas Fairbanks, Pola Negri, sua ultima amante, che svenne tre volte, guadagnandosi il giorno dopo le prime pagine dei giornali.<br \/>\n\u201cLe vedove di Rudy\u201d che si presentarono ai funerali in gramaglie non si contarono e ben 65 dichiararono ai giornali di aspettare un figlio da lui.<br \/>\nTutti notarono la grande assente: Natascia Rambova, la moglie crudele e tanto amata.<br \/>\nMa per anni una misteriosa donna completamente vestita di nero e dal volto velato, port\u00f2 corbeilles di rose rosse sulla sua tomba.<br \/>\nE molti giurarono fosse lei, finalmente pentita, finalmente affranta.<\/p>\n<p>Daniela Musini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; RODOLFO VALENTINO, LA LEGGENDA Quando mor\u00ec, il 23 Agosto 1926, aveva appena 31 anni. 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