{"id":10293,"date":"2020-05-08T20:12:00","date_gmt":"2020-05-08T20:12:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=10293"},"modified":"2020-05-08T20:12:00","modified_gmt":"2020-05-08T20:12:00","slug":"racconti-in-quarantena-il-venditore-di-palloncini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=10293","title":{"rendered":"Racconti in quarantena \u2013 IL VENDITORE DI PALLONCINI"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-10293 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=10294'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/palloncini-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=10295'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Mario-Narducci.1-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><b>Racconti in quarantena \u2013 IL VENDITORE DI PALLONCINI<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">di <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Mario Narducci<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><a name=\"_GoBack\"><\/a> <span style=\"color: #050505;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Se c\u2019era la piazza, ci sarebbe stato anche lui. Lui c\u2019era a prescindere: della gente, delle domeniche, delle feste, e dei colombi che s\u2019alzavano in volo al suo lento passare da un lastrone all\u2019altro, con un nugolo di palloncini colorati assicurati ad una mano da una selva di fili, e la miriade di girelle che era un miracolo a vedergliele tutte nell\u2019altra mano. Se ne stava l\u00ec dal primo pomeriggio, spuntato non si sa da quale via del centro, e scompariva a sera, per ritornarci nel mistero delle ombre che calavano di botto. Se poco poco tardava, la piazza appariva desolatamente vuota, anche se c\u2019erano ragazzi a correre sotto lo sguardo vigile di mamma e pap\u00e0. Ma se c\u2019era, la piazza appariva gremita, anche senza nessuno. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #050505;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Perch\u00e9 lui era la piazza, come l\u2019edificio con i merli a lato della Chiesa, sulla terrazza del quale, nelle solennit\u00e0, si tirava la tombola popolare; come gli uomini di bronzo del D\u2019Antino al centro delle due fontane; come lo storico <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #050505;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Bar Nurzia<\/b><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #050505;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> dalle cui vetrine lo si poteva tenere d\u2019occhio. Lo conoscevano tutti con il nomignolo di \u201c<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #050505;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Collega<\/b><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #050505;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u201d: non si sa perch\u00e9, non si sa di chi. Sicuramente era stato il collega di qualcuno, magari in un\u2019altra vita che s\u2019era lasciata alle spalle non si sa quale secolo prima. Perch\u00e9 <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #050505;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Collega<\/b><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #050505;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> appariva carico d\u2019anni come Matusalemme, pur senza invecchiare mai. Si diceva fosse venuto di lontano, forse da un paese della <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #050505;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Ciociaria<\/b><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #050505;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, in un anno imprecisato che doveva affondare i suoi giorni nella fantasia immemore della gente, che lui salutava con gentilezza come un cavaliere d\u2019altri tempi che al posto dell\u2019alabarda e della mazza teneva girelle e palloncini e in luogo dell\u2019elmo con la feritoia teneva un cappellaccio a tese larghe che quasi gli coprivano le spalle ingiacchettate strette come da cotta ferrata. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #050505;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Con la sua mercanzia di colori e di vento, <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #050505;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Collega <\/b><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #050505;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">si portava, strategicamente, l\u00e0 dove intravvedeva fanciulli e ragazzi gridare al cielo la loro verde et\u00e0. Allora la sua voce d\u2019angolo acquisiva toni suadenti mentre lanciava il suo singolare spot pubblicitario: \u201c<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #050505;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>mettete a piagne <\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #050505;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">(mettiti a piangere)<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #050505;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i> che mammina te lo compra<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #050505;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u201d, ripetuto all\u2019infinito, come un disco con la punta ferma sul solco, fino a che una girella o un palloncino non passavano dalla sua mano a quella dei bambini acquietati. Aveva i piedi piatti ma non lo dava a vedere. Sotto il nugolo di palloncini lui sembrava volare come una mongolfiera, e le girelle al tenue alitare dei fiati, sembrava gli dessero la spinta anche se vento non c\u2019era. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #050505;\">\u201c<\/span><span style=\"color: #050505;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Mettete a piagne che mammina te lo compra<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #050505;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u201d. La piazza se ne riempiva come fosse la sola voce a levarsi, anche nelle domeniche quando ad essa si aggiungeva il traballare del piccolo motore che tostava, spandendo odore soave, le noccioline americane (che brutta sensazione, oggi, a sentire chiamare arachidi) della banca venuta da fuori, e lo sfrigolio dello stecchino lungo che si gonfiava, in punta, profumando di dolcezza l\u2019aria, della calda e vaporosa bambagia di zucchero filato. Lui era sempre il re della piazza. Anche quando i ragazzi sedevano irrequieti davanti al teatrino dei burattini dei <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #050505;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>fratelli Ferraiolo<\/b><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #050505;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, a lato della fontana alta, e sembravano averlo dimenticato. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #050505;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Volando sotto i palloncini, allora, <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #050505;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Collega <\/b><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #050505;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">si posizionava anch\u2019egli davanti al teatrino, per ridere con i ragazzi alle gesta di Pulcinella, tra languori amorosi e bastonate della moglie Zeza, e fughe affarraginate all\u2019arrivo dei carabinieri. Calato il siparietto di tela rosso, Collega discretamente si allontanava, per permettere ai teatranti la vendita dei burattini, esposti in bella vista sotto il palchetto. Fuori stagione, quando in citt\u00e0 s\u2019accorciavano i giorni e il sole anzitempo ammoriva, mentre la piazza si svuotava di altri venditori di trastulli e dolciumi e il teatrino dei burattini scendeva al Sud in cerca di piazze ancora calde di sole, <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #050505;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Collega<\/b><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #050505;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> restava l\u00e0, con la sua mercanzia povera fatta d\u2019aria e di nulla aspettando famiglie sempre pi\u00f9 rade, solo un po\u2019 immalinconito, non per i ricavi scarsi, ma per l\u2019ansia di trattenere in gola la cantilena che lo aveva reso famigliare: \u201c<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #050505;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Mettete a piagne che mammina te lo compra<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #050505;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u201d. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #050505;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Una segreta, insistente speranza mi colse nei giorni primi del mio ritorno all\u2019Aquila: quella di portare i miei figli in Piazza perch\u00e9 godessero dello spettacolo del venditore dei palloncini, gentile come un cavaliere d\u2019altri tempi, che viveva solo per regalare sorrisi ai ragazzini irrequieti. Trovammo solo, era luglio, la banca dello zucchero filato e delle noccioline americane (cui si era aggiunta, alla moda, quella delle <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #050505;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>crepes<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #050505;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> alla nutella) e il teatrino dei fratelli Ferraiolo con le sedie quasi tutte sgombre, ch\u00e9 i ragazzi ormai gli preferivano film e giochi davanti al televisore. <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #050505;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Collega<\/b><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #050505;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> non c\u2019era. Se n\u2019era volato via, un giorno, con la sua mongolfiera di palloncini colorati spinta dal vento delle girelle, e s\u2019era perso per sempre. Il venditore di sogni aveva raggiunto finalmente la sua casa vera, da qualche parte del cielo, sopra qualche nuvola bianca che, da allora, non si tramuta mai in pioggia per tenerselo stretto.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Racconti in quarantena \u2013 IL VENDITORE DI PALLONCINI di Mario Narducci Se c\u2019era la piazza, ci sarebbe stato anche [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[43,10],"tags":[],"class_list":["post-10293","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-historias","category-italiano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10293","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=10293"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10293\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=10293"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=10293"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=10293"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}