{"id":10319,"date":"2020-05-13T09:25:01","date_gmt":"2020-05-13T09:25:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=10319"},"modified":"2020-05-13T09:25:01","modified_gmt":"2020-05-13T09:25:01","slug":"racconti-in-quarantena-cento-anni-di-wojtyla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=10319","title":{"rendered":"Racconti in quarantena \u2013 CENTO ANNI DI WOJTYLA"},"content":{"rendered":"<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-10319 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=10320'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Papa-Wojtyla-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-10320\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-10320'>\n\t\t\t\tRoma, 25 set. (askanews) &#8211; Un Festival di cortometraggi e videoclip, accompagnato da un Premio intitolato a San Giovanni Paolo II: va in scena sabato 5 ottobre 2019 al Teatro Nino Manfredi di Ostia, promosso da Stars for Peace in the World, Associazione di formazione per la cultura della pace. Si intitola \u00abFestival Internazionale di Solidariet\u00e0 Premio Giovanni Paolo II The Diamond of the Heart\u00bb, e rappresenta l&#8217;unico esempio di Festival di questo tipo con protagonisti i giovani e giovanissimi che si affacciano al mondo del cinema con uno sguardo rivolto al mondo del sociale, e intitolato a Papa Wojtyla.\n\nAlla serata del 5 ottobre saranno presenti personaggi del mondo dello spettacolo, amici del grande Papa polacco: dal regista Pupi Avati al fotografo vaticano Biagio Tamarazzo, dalla cantante jazz Cinzia Tedesco che interpreter\u00e0 un brano inedito in memoria di Giovanni Paolo II al cantante Indaco. Ed ancora, saranno presenti: la cantante Francesca Bellenis, l&#8217;attore Walter Nestola, il sassofonista Eric Daniel, il batterista Tony Cergua,il giornalista Enzo Fasoli, i registi Roberto Goracci e Alessio Ortica. Sar\u00e0 premiato Daniele Venturi, presidente dell&#8217;Associazione \u00abPapaboys\u00bb. L&#8217;evento sar\u00e0 presentato da Mirella Sessa, presentatrice Rai, seconda classificata a Miss Italia 2009.\n\nL&#8217;Associazione \u00abStars for Peace in the World\u00bb, composta da professionisti del settore del cinema e della moda, si occupa di realizzare progetti nella lotta ad alcune patologie come diabete, neoplasie, Alzheimer, Parkinson e contro la vivisezione degli animali. Su quest&#8217;ultimo aspetto \u00e8 stato realizzato un cortometraggio, \u00abIl Mistero di Kyria\u00bb in collaborazione con il Liceo scientifico Morgagni di Roma. Il corto \u00e8 stato girato con il contributo di alunni, professori e un cast di attori professionisti: Claudio Bondatti, Giuseppe Panebianco, Ivan Gray, Annagiulia Romani, per la regia di Claudio Lucarelli e la sceneggiatura di Maria Berardi (Produzione Interactive Systems Production Film).\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=10321'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Mario-Narducci.3-150x150.png\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Racconti in quarantena \u2013 CENTO ANNI DI WOJTYLA<\/p>\n<p>di Mario Narducci<\/p>\n<p>A raccontarla cos\u00ec, mentre si celebrano i cento anni della nascita, viene da sorridere pensando ad uno dei grandi scherzi che ogni tanto la Provvidenza si diverte a fare. Uno dei tre Papi che ha regnato pi\u00f9 a lungo in tutta la storia della Chiesa, dopo San Pietro e Pio IX, ha rischiato infatti di non entrare nemmeno nel Conclave che lo avrebbe eletto. Era il 14 ottobre del 1978. Il pomeriggio romano respirava ancora il fiato caldo della bella stagione e sul lungotevere si affacciavano i turisti a contemplare il fiume scorrere copioso fra i due argini, tra i barconi-ristoranti ancorati e in attesa delle cene al lume di candela di innamorati in cerca di segretezza.<\/p>\n<p>In Vaticano i cardinali giunti a Roma da tutto il mondo per partecipare al secondo Conclave nel giro di pochi mesi, dopo il breve pontificato di Papa Luciani, si apprestavano ad entrare nella Cappella Sistina, che avrebbe chiuso i battenti alle loro spalle alle diciassette in punto, per eleggere il suo successore. Al cardinale Wojtyla, venuto da Cracovia, non parve vero di approfittare della giornata di sole per tornare pellegrino al Santuario mariano della Mentorella, oltre mille metri a picco su una rupe del versante orientale del Monte Guadagnolo, tra Tivoli e Palestrina. Lo faceva sempre quando capitava a Roma, tanto pi\u00f9 avrebbe dovuto farlo allora, per chiedere alla Vergine delle Grazie il papa che alla Chiesa in quel momento serviva. Pranzo veloce con i Padri polacchi nel refettorio comune, quindi la discesa a bordo della vecchia utilitaria che appena imboccata la statale, prese a singhiozzare e si arrest\u00f2.<\/p>\n<p>Qualche inutile tentativo per farla ripartire, poche centinaia di metri a piedi nelle scarpe grosse e sformate, brevi soste con il pollice alzato nel gergo degli autostoppisti, fino a che non si ferm\u00f2 un camionista a prenderlo a bordo, e deviando dal suo itinerario, alle preghiere del cardinale, and\u00f2 a depositarlo a Piazza San Pietro, giusto in tempo per fargli guadagnare, trafelato e sudato, il portone della Sistina che gli si chiudeva alle spalle alla fatidica ingiunzione dell\u2019Extra omnes: come a dire chi \u00e8 fuori \u00e8 fuori, chi \u00e8 dentro \u00e8 dentro. E lui fu davvero l\u2019ultimo ad entrare.<\/p>\n<p>Ne usc\u00ec all\u2019imbrunire di due giorni dopo, vestito di bianco, la mozzetta rossa e la stola, per affacciarsi alla loggia della basilica, confessare la sua paura per il peso di tanto incarico, scusarsi quasi per essere venuto \u201cdi lontano\u201d, per non parlare bene \u201cla vostra, nostra lingua\u201d e aggiungere un accattivante \u201cse sbaglio mi corrigerete\u201d che per i romani fu amore a prima vista. Aveva 58 anni. Era il primo Papa non italiano dopo quattro secoli e mezzo.<\/p>\n<p>A scorrere anche velocemente la biografia, la sua vita appare tutta un romanzo. Che si dipana fra tragedie private (a poco pi\u00f9 di vent\u2019anni resta solo al mondo) e pubbliche, lotte per la libert\u00e0 del suo popolo, impegno culturale nella clandestinit\u00e0, duro lavoro nella cava della Solvay, scelta religiosa irremovibile, ascesa al sacerdozio, all\u2019episcopato, al Pontificato, viaggi apostolici nel mondo intero, a quelli che lui chiamava i \u201csantuari dell\u2019uomo\u201d; un poderoso magistero fatto di encicliche e discorsi innovativi, revisione di momenti storici della Chiesa segnati da comportamenti poco evangelici, progressi nell\u2019ecumenismo e nel dialogo con i non credenti, lavoro incessante quale contributo ai mutamenti della geopolitica internazionale.<\/p>\n<p>Fu il primo papa della storia a mettere piede in una Sinagoga, cancellando antichi rancori e contrapposizioni con gli ebrei che defin\u00ec \u201cfratelli maggiori\u201d dei cristiani; il primo a vedere nei popoli terzomondiali il futuro del cristianesimo, il primo a parlare di \u201cteologia del corpo\u201d in oltre cento catechesi del mercoled\u00ec sull\u2019amore sponsale, il primo a riunire ad Assisi le religioni del mondo per una preghiera comune, il primo a promuovere le giornate mondiali della giovent\u00f9. Il primo Papa a inginocchiarsi ai piedi dei martiri dei campi di sterminio a Czestochowa e a quelli di Hiroshima e Nagasaki rase al suolo dalla bomba atomica sul finire della seconda guerra mondiale. Io che lo seguivo per il mio giornale ero l\u00e0, per testimoniarne i grido di dolore, l\u2019anatema contro guerre e dittature, l\u2019appello veemente perch\u00e9 certi orrori non si ripetessero pi\u00f9.<\/p>\n<p>Il papa poeta, una delle voci pi\u00f9 sensibili della poesia contemporanea (basta leggere \u201cLa bottega dell\u2019orefice\u201d e \u201cTrittico romano\u201d per rendersene conto), il papa che in giovent\u00f9 era stato tra i fondatori del teatro jagellionico d&#8217;avanguardia, il papa sciatore che amava i suoi monti Tatra, come le Alpi e il Gran Sasso; che scendeva i torrenti con il kajaki; il papa che si affacciava al balcone dell\u2019Episcopio di Cracovia per intrattenersi con parole e canti con i giovani che lo pregavano di restare, il Papa che dovunque andava, nel mondo, segnava la fine delle dittature, da quella di Marcos a quella di Pinochet a quella di Mobutu o di Jaruzelski nella sua Polonia, era anche il Papa che sollevava a s\u00e9 i bambini lanciandoli in aria come un pap\u00e0 qualunque, che camminava sorretto da un anziano Fidel, a Cuba; che prendeva dolcemente per mano Madre Teresa di Calcutta per chinarsi sugli ultimi nei lebbrosari d\u2019Africa e del Brasile e baciarne le piaghe fetide con dolcezza serafica.<\/p>\n<p>Ricordo l\u2019attentato di piazza san Pietro, i due colpi di pistola del turco Al\u00ec Agca che lo resero prossimo alla morte e che ne minarono per sempre la prestanza fisica. E quel proiettile portato quale ex voto a Fatima, l\u2019anno dopo, insieme ad una rosa d\u2019oro. Per tutti i ventisette anni di pontificato si port\u00f2 dietro le stimmate di quell\u2019attentato, fino alla Domenica delle Palme del 2005, quando comparve per l\u2019ultima volta alla finestra di Piazza San Pietro senza poter dir parola, ch\u00e9 tutte gli restarono nella gola tracheotomizzata. \u201cLasciatemi andare\u201d fece intendere a chi ancora una volta voleva ricoverarlo al Gemelli. E se ne and\u00f2 il 2 aprile, vigilia della festa della Misericordia che egli aveva voluto aggiungere nel calendario. Oltre due milioni di pellegrini pregarono davanti alla salma composta in San Pietro e un mare di folla partecip\u00f2 ai funerali, tra capi di stato di tutto il mondo e il libro del Vangelo posato sulla triplice bara e il vento che ne sfogliava le pagine come la mano invisibile di Dio.<\/p>\n<p>Kaduna, secondo viaggio in Africa di Wojtyla. Messa solenne dell\u2019addio. Il Papa Polacco si lascia andare e racconta un sogno. \u201cMi ritrovai alle porte del Paradiso e feci per entrare ma San Pietro mi ferm\u00f2 per chiedere chi fossi\u201d. \u201cSono il papa\u201d, risposi, ma San Pietro non volle credermi. \u201cSono in Nigeria, e ho incontrato i giovani a Onitsha\u201d, nemmeno questa volta Pietro volle credermi. \u201cE poi sono stato a Kaduna, nel Benin, nel Gabon e nella Guinea Equatoriale&#8230;\u201d Anche questa volta san Pietro non volle credermi. Sconsolato, allora, gli dissi: \u201cGuarda la mia veste bianca, come \u00e8 sporca della polvere rossa delle strade che ho percorso\u201d. Questa volta, finalmente, Pietro mi riconobbe. Perch\u00e9 il papa \u00e8 prima di tutto un Apostolo che ha per casa il mondo.<\/p>\n<p>Quel ragazzo che aveva per compagni di giochi i coetanei del ghetto di Varsavia, quel pontefice che ha testimoniato il Vangelo negli angoli pi\u00f9 remoti del mondo, nacque cento anni fa ed oggi \u00e8 Santo. E alla Jenca, alle falde del Gran Sasso aquilano, dove pi\u00f9 volte da papa veniva a pregare e a riposare, gli \u00e8 stato dedicato un Santuario che ricorda la Casa di Nazaret, tanto \u00e8 piccolo. Ma \u00e8 il primo al mondo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Racconti in quarantena \u2013 CENTO ANNI DI WOJTYLA di Mario Narducci A raccontarla cos\u00ec, mentre si celebrano i cento [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,42],"tags":[],"class_list":["post-10319","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-religion"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10319","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=10319"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10319\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=10319"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=10319"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=10319"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}