{"id":10427,"date":"2020-05-25T23:14:12","date_gmt":"2020-05-25T23:14:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=10427"},"modified":"2020-05-25T23:14:12","modified_gmt":"2020-05-25T23:14:12","slug":"racconti-in-quarantena-il-venditore-di-pianeti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=10427","title":{"rendered":"Racconti in quarantena \u2013 IL VENDITORE DI PIANETI"},"content":{"rendered":"<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-10427 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=10428'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/100532070_10219863448109793_5638456289076969472_n-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=10429'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/100880742_10219863455789985_5229022343854030848_n-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Racconti in quarantena \u2013 IL VENDITORE DI PIANETI<\/p>\n<p>di Mario Narducci<\/p>\n<p>Per quanto grande possa essere il cielo, lui lo teneva per intero nelle mani. C\u2019erano tutte le stelle che occhio umano possa raggiungere, le pi\u00f9 vicine e le pi\u00f9 lontane; la limpida Sirio che prima delle altre si affaccia nello spazio immenso, l\u2019aggraziata Venere che raccoglie i sospiri della terra, le orse con i loro carri carichi di desideri, il grande fiume della via lattea, gonfio da straripare tra stelle solitarie, la luna che cambia gli umori della gente, guida le colture e solleva il mare a seconda delle sue fasi, il sole nella stanchezza dell\u2019inverno e nella possanza piena dell\u2019estate.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 che nelle mani, per la verit\u00e0, egli teneva tutto questo dentro una gabbietta striminzita, nella quale saltellava a volo mozzo un pappagallino variopinto e misteriosamente silenzioso, consapevole, quasi, del ruolo che ricopriva, quale intermediario tra terra e cielo, tra l\u2019umano e il divino, s\u00ec che egli stesso era considerato un divinante pi\u00f9 del suo malandato padrone. Il cancelletto della gabbia dava su un cassettino lungo quando tutta la base, entro il quale stavano stipate decine di foglietti multicolori, i pianeti, ordinati per et\u00e0, sesso, nubilaggio o scapolaggio, stato matrimoniale o vedovile: a ciascuno un colore, che il pappagallo centrava al primo aprir di becco.<\/p>\n<p>Era il tempo dei maghi e delle fattucchiere, esperti in riti, formule e pozioni miracolose, che ricevevano in casa, con discrezione somma, gente c\u00f2lta d\u2019ansia e da disperazione per una fortuna che tardava, un fidanzato di l\u00e0 da venire, un amore naufragato per sempre, un malocchio da sconciare entro un piatto fondo colmo d\u2019acqua, sopra la quale si lasciavano cadere alcune gocce d\u2019olio, dal cui espandersi originava l\u2019oracolo e la guarigione. Ricordo di una maga, in una cittadina delle Marche, che riusc\u00ec ad esalare l\u2019anima, dopo lunga agonia, solo quando i parenti, avveduti, scoperchiarono un angolo del tetto della casa bassa.<\/p>\n<p>Dissero che questo avvenne perch\u00e9 in realt\u00e0 fosse una strega cattiva che aveva ridotto sul lastrico pi\u00f9 di una famiglia. Ma ricordo anche di un mago, \u201cstrollecu\u201d nel dialetto aquilano che storpia cos\u00ec il sostantivo \u201castrologo\u201d, ritenuto da tutti un buono, che aiutava i bisognosi regalando ambi e terni di sicura uscita, come poi attestavano i fortunati vincitori. E quando sulla piazza grande si installava il baraccone della pesca, egli si poneva accanto agli amici per suggerire la cartella giusta che immancabilmente regalava giocattoli e chili di pasta per il divertimento dei pi\u00f9 piccini e la fame saziata dei pi\u00f9 grandi.<\/p>\n<p>Gli oroscopi esistevano gi\u00e0, sin dalle pi\u00f9 antiche civilt\u00e0, ma non erano cos\u00ec diffusi come lo sono oggi, tra gente di cultura e popolani che conoscono il proprio segno pi\u00f9 ancora del nome di battesimo. In fondo siamo tutti alla ricerca del nostro futuro, basta che nessuno ci dica che la sventura \u00e8 in agguato. Un dolce inganno che non fa male alcuno, capace di donare un attimo di consolazione felice.<\/p>\n<p>L\u2019uomo della gabbietta con il pappagallo e i foglietti multicolori, apparteneva in fondo alla specie del mago buono. Lo si vedeva immancabilmente nelle fiere di paese e di citt\u00e0, giunto per lo pi\u00f9, dalla vallata di Fiorenzuola d\u2019Arda, dove il mestiere era nato, per vendere a chi avesse voluto, con il pianeta della fortuna, un po\u2019 di felicit\u00e0. Un cappellaccio in testa, barba incolta per il continuo girovagare, camicia bianca a collo di prete, ingiallita dal mancato ricambio, giacca e pantaloni consunti e spiegazzati dall\u2019uso e dai giacigli di fortuna.<\/p>\n<p>Poggiava la gabbia sul trespolo e aspettava la gente, spesso affiancato da un suonatore di fisarmonica che la richiamava. A crocchio fatto il venditore di pianeti sollecitava le richieste dei presenti: l\u2019amore sta per giungere, diceva alle ragazze; la felicit\u00e0 sta per piovere sulla vostra casa, diceva rivolto agli uomini maturi, i figli vi daranno grandi soddisfazioni, diceva alle donne in et\u00e0. E come una d\u2019esse s\u2019accostava, apriva la gabbietta, toccava il pappagallino con un dito e questi, a colpo sicuro, estraeva dal cassettino il pianeta giusto. Stessa cosa avveniva per le ragazze e i giovani e per gli uomini maturi: a ciascuno il suo foglietto colorato, a ciascuno la predizione felice, accompagnata dai numeri del lotto e da una schedina della Sisal che promettevano un terno e un tredici.<\/p>\n<p>I maligni, per la verit\u00e0, sostenevano che il trucco c\u2019era e che il pappagallo indovinava il colore della categorie di persone, dal numero delle carezze che il venditore di fortuna faceva con un dito sul suo collo. L\u2019ultima volta che vidi, ad una festa patronale di paese, il venditore di pianeti, sembr\u00f2 quasi, da come era vecchio e stanco, che stesse per rinunciare per sempre al suo girovagare, segnando la fine dei sogni a buon mercato. Mentre la fiera scemava, a notte fonda, dopo i fuochi di artificio esplosi lontano, sulla campagna, l\u2019uomo della fisarmonica suonava una canzone triste di Achille Togliani: \u201cNon si compra la fortuna, per le vie della citt\u00e0, come l\u2019onda al chiar di luna, la fortuna viene e poi va\u2026 Getta al vento il tuo pianeta\u2026 Non si compra la fortuna, non si compra la felicit\u00e0&#8230;\u201d.<\/p>\n<p>Eppure io so quanta gente abbia fatto felice il venditore di pianeti, magari per un attimo solo, e soltanto dando animo ad una speranza in tempi migliori nei quali forse essa per prima, nel fondo del cuore, non credeva. Ma la felicit\u00e0 non \u00e8 uno stato permanente, essa \u00e8 fatta di istanti, che possono sommarsi o restare isolati. Scoprire di esserlo stati almeno una volta, anche questa \u00e8 felicit\u00e0. Magari centrata dal becco di un pappagallo portato in giro per il mondo da un venditore di fortuna, che aveva il cielo e quanto esso contiene nelle proprie mani.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Racconti in quarantena \u2013 IL VENDITORE DI PIANETI di Mario Narducci Per quanto grande possa essere il cielo, lui [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[43,10],"tags":[],"class_list":["post-10427","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-historias","category-italiano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10427","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=10427"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10427\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=10427"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=10427"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=10427"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}