{"id":10593,"date":"2020-06-09T11:06:56","date_gmt":"2020-06-09T11:06:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=10593"},"modified":"2020-06-09T13:09:55","modified_gmt":"2020-06-09T13:09:55","slug":"coriandoli-jane-mansfield-la-bomba-sexy-dal-cervello-di-un-genio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=10593","title":{"rendered":"#Coriandoli &#8211; JANE MANSFIELD, LA BOMBA SEXY DAL CERVELLO DI UN GENIO"},"content":{"rendered":"<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-10593 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=10594'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Jane-Mansfield-con-Sophia-Loren-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=10595'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Daniela-Musini-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/hashtag\/coriandoli?__eep__=6&amp;source=feed_text&amp;epa=HASHTAG\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=https:\/\/www.facebook.com\/hashtag\/coriandoli?__eep__%3D6%26source%3Dfeed_text%26epa%3DHASHTAG&amp;source=gmail&amp;ust=1591794511246000&amp;usg=AFQjCNFhFFsKrma9h1xT-X3pLWhAxtd8jw\">#Coriandoli<\/a><\/em><\/p>\n<p><strong>JAYNE<\/strong><strong> MANSFIELD, LA BOMBA SEXY DAL CERVELLO DI UN GENIO<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>di <strong>Daniela Musini<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La sua circonferenza toracica misurava 107 cm (12 cm pi\u00f9 di quella di <strong>Sophia Loren<\/strong>), il suo quoziente intellettivo era di 162 punti (uno pi\u00f9 di <strong>Einstein<\/strong>), parlava 5 lingue, suonava (benissimo) violino e pianoforte, fu madre (affettuosissima)di 5 figli, ebbe uno stuolo di amanti e fece una fine orribile.<\/p>\n<p>Tutto questo fu <strong>Jayne Mansfield<\/strong>, la prorompente e polposa attrice di origine anglo-tedesca che i produttori di Hollywood lanciarono come rivale di <strong>Marlyn Monroe<\/strong>, della quale non prender\u00e0 mai il posto, ma della quale condivise la rigogliosa fisicit\u00e0 e il destino tragico.<strong> Vera Jayne Palmer<\/strong> (questo il vero nome) nacque il 19 Aprile 1933 in una piccola cittadina della Pennsylvania, negli States, e la sua infanzia fu segnata dalla morte improvvisa del padre quando aveva appena tre anni e dalla precocit\u00e0 della sua intelligenza che le fece apprendere con facilit\u00e0 lo studio del violino, tanto che a sette anni si esibiva come piccola artista di strada.<\/p>\n<p>Fu precoce in tutto: nelle velleit\u00e0, nel desiderio spasmodico di piacere, nell\u2019ambizione sfrenata di raggiungere la fama ad ogni costo e nella voglia di metter su famiglia. A 17 anni spos\u00f2 <strong>Paul Mansfield<\/strong> (di cui conserver\u00e0 il cognome per sempre) dal quale ebbe una figlia (gli altri quattro li avr\u00e0 dai successivi mariti), si trasfer\u00ec ad <strong>Austin <\/strong>e si iscrisse contemporaneamente all\u2019Universit\u00e0 del Texas a studiare Fisica e al Dallas Institute of the Performing Arts dove segu\u00ec le lezioni di recitazione di <strong>Baruch Lumet<\/strong>, il padre del futuro regista Sidney.<\/p>\n<p>Non fu mai un\u2019attrice eccelsa, diciamocelo, ma la sua interpretazione a Teatro in \u201c<em>Morte di un commesso viaggiatore<\/em>\u201d di <strong>Arthur Miller<\/strong> piacque e nel 1956 vinse addirittura il Theatre World Award. Ma lei ambiva alla carriera cinematografica e a diventare famosa, a qualunque costo.<br \/>\nA 15 anni aveva chiamato il centralino della Paramount e alla centralinista che le chiedeva cosa desiderasse, aveva candidamente risposto: \u00abDiventare una star\u00bb.<\/p>\n<p>Lo diventer\u00e0, sfruttando la sua giunonica carnalit\u00e0 e il suo sfrontato opportunismo.<br \/>\nEccola allora sul podio dei pi\u00f9 famosi concorsi di bellezza del tempo, eccola rifulgere sulle pagine di Playboy (che vendette per l\u2019occasione milioni di copie), eccola, nel corso della sua (breve) vita diventare di volta in volta amante di produttori, magnati e personaggi celebri: da <strong>John <\/strong>e <strong>Bob<\/strong> <strong>Kennedy<\/strong> (eh gi\u00e0, anche lei come Marilyn) a <strong>John Wayne<\/strong>, da <strong>Tony Curtis<\/strong> a <strong>Dean Martin<\/strong>, da <strong>Robert Wagner<\/strong> a <strong>Burt Reynolds<\/strong>.<\/p>\n<p>Ed eccola finalmente firmare il contratto con la 20th Century Fox e partecipare a pellicole accanto a <strong>Joan Collins<\/strong> e <strong>Cary Grant<\/strong>; nel 1958 avrebbe dovuto girare un film da protagonista insieme a <strong>James Stewart<\/strong>, il delizioso \u201c<em>Una strega in Paradiso<\/em>\u201d, ma era incinta e la parte and\u00f2 a <strong>Kim Novak<\/strong>.<\/p>\n<p>Gi\u00e0, perch\u00e9 nel frattempo si era legata a <strong>Mickey Hargitay<\/strong>, un culturista ungherese, gi\u00e0 Mister Universo 1955, con il quale prese parte a film non memorabili, concep\u00ec 3 figli e si esib\u00ec in spettacoli erotici in nightclub e locali di dubbia moralit\u00e0.<\/p>\n<p>La sua smania di celebrit\u00e0 a qualunque costo la convinse ad accettare di apparire completamente nuda nel film \u201c<em>Promises! Promises!<\/em>\u201d che ebbe un grande successo commerciale e le fece guadagnare centinaia di copertine di giornali. La sua attitudine agli \u201cincidenti\u201d os\u00e9 in cui, guarda caso, la spallina dell\u2019abito scendeva improvvisamente e il seno appariva nella sua sontuosa prorompenza, o la gonna si alzava per colpa del vento rivelando la mancanza di biancheria intima, le procurarono una pubblicit\u00e0 eccezionale s\u00ec, ma anche critiche feroci, tanto che il suo stilista <strong>Richard Blackwell<\/strong>, disegnatore di moda anche di <strong>Jane Russell<\/strong> e di <strong>Nancy Reagan<\/strong>, si rifiut\u00f2 ad un certo punto di affidarle le sue creazioni e la espunse dalla lista delle sue clienti famose. Ma lei se ne infischiava allegramente.<\/p>\n<p>A cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta fu la Diva pi\u00f9 paparazzata dopo Marilyn e Liz e a lei questo importava: il successo, gli autografi, il traffico impazzito quando lei ancheggiava per strada con una tigre dipinta di azzurro al guinzaglio, la bramosia degli uomini, le copertine dei giornali. Tutto questo costituiva la sua droga. Quella vera sarebbe arrivata pi\u00f9 tardi. Insieme al marito culturista aveva acquistato una villa da 40 stanze a <strong>Beverly Hills<\/strong>, ribattezzata \u201cPink Palace\u201d dove tutto era stucchevolmente rosa, con vasca da bagno e piscina a forma di cuore e piccoli cupidi che scagliavano frecce fluorescenti color rosa. Qui accoglieva i fotografi indossando vestaglie trasparenti di chiffon (con la biancheria intima ridotta al minimo) e sdraiata su pelli di leopardo.<\/p>\n<p>Lei, intelligente al limite della genialit\u00e0, che leggeva (di nascosto per non intaccare la sua fama di oca giuliva che le aveva appioppato lo star-system) <strong>Shakespeare<\/strong> e <strong>Dostoevskji<\/strong>, rispondeva alle domande dei giornalisti cinguettando frasi tipo \u00abmi lavo esclusivamente con champagne ros\u00e9 e mi asciugo indossando pellicce di visone selvaggio\u00bb.<\/p>\n<p>Anche la nostra <strong>Oriana Fallaci<\/strong> and\u00f2 a trovarla e sulle pagine dell\u2019Europeo scrisse un articolo memorabile definendola \u00abla ragazza pi\u00f9 simpatica, pi\u00f9 sincera e pi\u00f9 incompresa d\u2019America\u00bb, non cadendo nel tranello dell\u2019immagine della svampita tutta curve. Ma tutto ha un prezzo. Divorzia da Nargitay e sposa <strong>Matt Climber<\/strong> dal quale ha il suo quinto figlio, ma il matrimonio naufraga presto. Si unisce all\u2019avvocato che le cura il divorzio, <strong>Sam Brody<\/strong>, che per lei aveva lasciato moglie (malata) e due figli, ma questi era un debosciato nullafacente che la inizia alle droghe (LSD soprattutto), sperpera al gioco i guadagni di lei e compra Rolls-Royce con assegni a vuoto.<\/p>\n<p>Di pi\u00f9: la inizia al satanismo e insieme diventano seguaci di un guru della setta di <strong>Charles Manson<\/strong> (quello, per intenderci, che nel 1968 trucider\u00e0 l\u2019attrice <strong>Sharon Tate<\/strong>, moglie di <strong>Roman Polanski<\/strong>).<br \/>\nPer Jane \u00e8 una deriva senza scampo, che culmina con l\u2019arresto nell\u2019ospedale dove si era recata a visitare uno dei suoi figli col\u00e0 ricoverato: strafatta com\u2019era, aveva cominciato a spogliarsi in corsia.<br \/>\nLa sua carriera cinematografica declina impietosamente: a Hollywood le chiudono le porte in faccia e finisce in Italia a girare film con <strong>Franco e Ciccio<\/strong>.<\/p>\n<p>Non solo: si riduce a fare serate in strip-club in cui si esibisce in abiti succinti come cantante e \u201cbarzellettiera\u201d di storielle piccanti per la gioia di un pubblico rumoroso e sguaiato, portandosi appresso sempre i figli che lascia a dormire in camerino, perch\u00e9 il senso materno ce l\u2019aveva.<br \/>\nS\u00ec, ce l\u2019aveva, e non era finzione. Almeno quello. Una volta che l\u2019avevano chiamata ad inaugurare una catena di macellerie, oltre al cachet, s\u2019era portata a casa 500 dollari di hamburger per i suoi bambini. \u00abNe vanno matti\u00bb, aveva aggiunto con la sua radiosit\u00e0 disarmante.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tre dei suoi bambini, Mil\u00f3s, Zolt\u00e1n e Mariska, erano in quella maledetta Buick Electra blu che il 28 Giugno 1967, alle 2,25 di notte, percorreva a forte velocit\u00e0 la Highway 90 diretta a <strong>New Orleans<\/strong>.<br \/>\nAvevano ripreso il viaggio dopo essersi fermati a mangiare un boccone ad un ristorante sulla strada e l\u00ec, ad una donna che l\u2019aveva approcciata timidamente chiedendole se fosse davvero <strong>Jayne Mansfield<\/strong>, aveva risposto sfoderando uno dei suoi leggendari sorrisi: \u00abthe one and only\u00bb (la sola e l\u2019unica), ma poi aveva pianto in bagno, col trucco che le colava sulle guance.<\/p>\n<p>Dopodich\u00e9 aveva sistemato amorevolmente sul sedile posteriore i suoi piccoli, che si sarebbero addormentati subito dopo, e si era accomodata sul sedile anteriore con in braccio i suoi amati chihuahua Momsicle e Popsicle, accanto a Sam il suo amante e a Ronnie, il ventenne che lei aveva abbordato in un locale a cui aveva chiesto di fare da autista (e lui eccitato, frastornato e assolutamente inesperto di lunghi viaggi, aveva detto s\u00ec). Lo schianto contro un camion (che aveva inchiodato a sua volta per non tamponare un piccolo trattore che stava spruzzando disinfettante contro le zanzare) fu violentissimo.<\/p>\n<p>Mor\u00ec Ronnie il giovane autista, mor\u00ec Sam l\u2019avvocato debosciato, e mor\u00ec lei, <strong>Jayne Mansfield<\/strong>, la bomba sexy dal cervello di un genio. Mor\u00ec di una morte orribile: decapitata. Aveva da poco compiuto 34 anni. L\u2019orrore che si present\u00f2 ai soccorritori fu tale che qualcuno svenne, qualcun altro vomit\u00f2. I tre bambini si salvarono: un miracolo, che altro? Feriti, s\u00ec, segnati per sempre da quella sconvolgente esperienza e dalla morte tragica della loro mamma, ma salvi. E la piccola <strong>Mariska Hargitay<\/strong> che in quel 1967 aveva tre anni, ora \u00e8 diventata un&#8217;attrice affermata da 12 milioni di dollari a cachet, beniamina di una delle serie TV americane pi\u00f9 seguite, vincitrice di <strong>Golden Globe<\/strong> e <strong>Emmy Award<\/strong>: \u00e8 lei, infatti la detective Olivia Benson di \u201cLaw &amp; Oder- Unit\u00e0 vittime speciali\u201d che interpreta dal 1999. Ha lo stesso sorriso della sua bellissima e sfortunata mamma, ma per fortuna non la sua dannazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>#Coriandoli JAYNE MANSFIELD, LA BOMBA SEXY DAL CERVELLO DI UN GENIO &nbsp; di Daniela Musini &nbsp; &nbsp; La sua circonferenza [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[43,10],"tags":[],"class_list":["post-10593","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-historias","category-italiano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10593","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=10593"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10593\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=10593"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=10593"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=10593"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}