{"id":10604,"date":"2020-06-09T20:57:07","date_gmt":"2020-06-09T20:57:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=10604"},"modified":"2020-06-09T20:57:07","modified_gmt":"2020-06-09T20:57:07","slug":"assergi-san-vincenzo-ferreri-e-il-suo-tempo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=10604","title":{"rendered":"ASSERGI, SAN VINCENZO FERRERI E IL SUO TEMPO"},"content":{"rendered":"<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-10604 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=10605'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/SAN-VINCENZO-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=10606'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/SAN-VINCENZO-2-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=10607'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mura-di-assergi-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>ASSERGI, SAN VINCENZO FERRERI E IL SUO TEMPO<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">di <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Giuseppe Lalli<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">L\u2019AQUILA &#8211; Ad <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Assergi<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, suggestivo villaggio abruzzese abbarbicato sulle pendici del versante meridionale del Gran Sasso d\u2019Italia dove il 5 giugno, da tempo immemore, si ricorda il santo patrono, <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>San Franco<\/b><\/span><\/span> <span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>eremita<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, la cui devozione nel secolo scorso era diffusa in tutto l\u2019Abruzzo e finanche oltre i confini della regione, quest\u2019anno, a motivo della nota emergenza sanitaria, la festa, per la prima volta, si \u00e8 svolta nella sola dimensione religiosa. L\u2019evento \u00e8 stato assai significativo e la circostanza davvero singolare, giacch\u00e9 proprio nel corrente anno si ricorda l\u2019ottocentesimo anniversario della morte del santo, il cui transito, secondo una tramandata memoria, sarebbe avvenuto nella notte tra il 4 e il 5 giugno. C\u2019\u00e8 un\u2019altra circostanza che non pu\u00f2 sfuggire ad un cultore di storia del cristianesimo: il fatto che in quest\u2019<\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>annus horribilis<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, nel giorno che precede la festa del patrono, come \u00e8 tradizione, si ricorda un altro santo, <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>San Vincenzo Ferreri<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> (San Vicent Ferrer, nella lingua della sua terra nativa), festeggiato nel borgo insieme a <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>San Rocco <\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">e <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Sant\u2019Egidio<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">San Vincenzo Ferreri fu predicatore apocalittico, se mai ce ne fu uno nella millenaria storia della Chiesa. Ci\u00f2 gli valse il titolo di \u2018Angelo dell\u2019Apocalisse\u2019, titolo del quale si compiacque. Nella vicenda storica cristiana, l\u2019inquietudine dei tempi ultimi, di cui c\u2019\u00e8 abbondante traccia nel libro dell\u2019Apocalisse, il pi\u00f9 misterioso tra i testi del Nuovo Testamento, torna di tanto in tanto a farsi sentire, soprattutto nelle epoche di pi\u00f9 acuta crisi, in cui spaventosi eventi naturali, epidemie, guerre, insieme a dissidi politici e religiosi, sembrano evocare il ruggito della bestia infernale e il suono della tromba dell\u2019Arcangelo. \u201c<\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>Mala tempora currubunt<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">\u201d (\u201cCorrevano tempi cattivi\u201d): quante volte, e di quante epoche, si \u00e8 sentito pronunciare questo lapidario giudizio. Fu in una di queste epoche inquietanti che visse Vincenzo Ferreri. Ma chi era davvero questo straordinario personaggio, spesso evocato ma poco conosciuto? <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Vincenzo nasce nel 1350 a Valencia, in quella Spagna colorita e passionale, da famiglia altolocata (il padre era notaio). Mostra fin da bambino i segni di una intelligenza non comune, unita ad una naturale bont\u00e0 d\u2019animo. Entra giovane in quell\u2019ordine religioso dei Predicatori fondato nel 1225 da un altro spagnolo, <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Domenico di Guzman<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> (1170-1221). Da qui anche il nome di \u2018Ordine domenicano\u2019 con cui pi\u00f9 spesso si indica la prestigiosa congregazione religiosa.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Dopo il noviziato e la licenza in filosofia, conseguita brillantemente con due scritti dove mostra di saper conciliare la fede con la ragione, il giovane Vincenzo si dedica agli studi di teologia a Barcellona, approfondisce la conoscenza della Sacra Scrittura e impara l\u2019ebraico. A Tolosa perfeziona poi la sua formazione alla luce della ideale lezione di un altro grande domenicano, quel <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Tommaso d\u2019Aquino <\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">(1225-1274) al cui insegnamento \u00e8 debitore il pensiero cristiano di ogni tempo. Nello stesso anno in cui l\u2019ancor giovane religioso \u00e8 nominato priore del suo convento, un evento eclatante scuote la cristianit\u00e0: l\u2019inizio di quello che sar\u00e0 chiamato \u2018Il grande scisma d\u2019Occidente\u2019, che segue alla cosiddetta \u2018cattivit\u00e0 avignonese\u2019, espressione con la quale si suole indicare il periodo in cui la sede del papato, con <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Clemente V <\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">(1264-1314), viene trasferita ad Avignone, in terra francese.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Alla morte di papa <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Gregorio XI<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> (1330-1378), che dall\u2019anno precedente, con grande coraggio, aveva dopo pi\u00f9 di 70 anni riportato la sede papale a Roma, venendo incontro al desiderio della grande <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Caterina da Siena<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> (1347-1380), in un clima di violente lotte tra fazioni contrapposte nella \u201ccitt\u00e0 eterna\u201d, viene eletto al soglio pontificio l\u2019italiano <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Urbano VI<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> (1318-1389). Alcuni cardinali, per la maggior parte francesi, dichiarano nulla l\u2019elezione e nello stesso anno, riuniti ad Anagni, eleggono un altro papa, il francese <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Clemente VII<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> (1342-1394), che non potendo certo scacciare papa Urbano, sceglie nuovamente Avignone per sua sede. Segue un triste periodo di papi e antipapi. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">In questo torno di tempo, a Valencia, Vincenzo, impegnato a metter pace tra le famiglie della citt\u00e0, si dedica con particolare ardore all\u2019assistenza degli orfani e all\u2019educazione dei giovani. Nel 1380 \u00e8 ordinato sacerdote dal cardinale d\u2019Aragona <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Pedro Martinez De Luna Y P\u00e9rez<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> (1328-1423), che sar\u00e0 legato pontificio per la Spagna dell\u2019antipapa Clemente VII. Vincenzo, rinunciando al suo incarico di priore, segue il cardinale spagnolo, che da tempo lo aveva preso a ben volere, nella sua missione tesa a guadagnare i principi iberici all\u2019obbedienza alla corte pontificia avignonese. Alla morte di Clemente VII, il cardinale De Luna Y P\u00e9rez gli succede con il nome di <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Benedetto XIII<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">. Chiama ad Avignone il suo fervente collaboratore e gli assegna l\u2019incarico di cappellano e penitenziere apostolico, nonch\u00e9 di suo personale consigliere e confessore.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Ma ad Avignone la situazione, poco a poco, comincia a precipitare. Benedetto XIII finisce per avere quasi tutti contro. La Francia stessa si sottrae alla sua obbedienza il 1\u00b0 settembre 1398. I negoziati in vista dell\u2019unit\u00e0 della Chiesa naufragano, e le truppe del maresciallo <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Jean II Le Maingre<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, detto <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Boucicaut<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> (Bucicaldo, 1366-1421), cingono d\u2019assedio Avignone. Vincenzo, a fronte dell\u2019inanit\u00e0 dei suoi sforzi per riunificare la cristianit\u00e0 attorno alla figura di Benedetto XIII, entra in una profonda crisi spirituale e, fiaccato anche nel corpo, si ritira presso i monaci benedettini della citt\u00e0 provenzale. Dir\u00e0 poi di essere guarito miracolosamente il 3 ottobre 1398, in seguito ad una visione in cui Cristo, accompagnato da San Domenico di Guzman e <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>San Francesco d\u2019Assisi <\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">(1181\/1182-1226), i fondatori dei due grandi Ordini Mendicanti, gli affida una grande missione da compiere: riunificare la Chiesa e l\u2019Europa attorno ad un unico papa, quel \u201cdolce Cristo in terra\u201d di cui gi\u00e0 Caterina da Siena aveva parlato nei suoi mistici rapimenti. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Inizia cos\u00ec per Vincenzo un\u2019altisonante apostolato itinerante che lo porter\u00e0, a piedi o a dorso di un asino, attraverso gran parte dell\u2019Europa. Sulla sc\u00eca di San Domenico ribadisce le verit\u00e0 della Chiesa in conformit\u00e0 alla tradizione apostolica; sull\u2019esempio del Poverello di Assisi vive nella povert\u00e0, e richiama tutti, con forza, al rigore della penitenza. Sar\u00e0 per lui, questa, la via maestra per la riunificazione dei cristiani, che vedr\u00e0 realizzarsi nel 1417, prima della sua morte, dopo che sar\u00e0 passato quel terribile secolo XIV, nella persona di <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Martino V <\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">(1369-1431), nell\u2019ambito di quel <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Concilio di Costanza<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> (1414-1418) fortemente voluto dall\u2019imperatore <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Sigismondo<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> (1368-1437).<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Degno di nota \u00e8 il fatto che Vincenzo, con grande realismo, e esercitando la libert\u00e0 di spirito che gli veniva da una profonda ricchezza interiore, non aveva mai smesso in tutti questi anni di esortare Benedetto XIII, il papa avignonese, al quale pure si sentiva legato da sentimenti di stima e di lealt\u00e0, a fare un passo indietro dimettendosi da papa e creando cos\u00ec le condizioni per una ritrovata unit\u00e0 della Chiesa attorno a un unico pontefice. Con la sua predicazione forte e appassionata, sullo sfondo di in un\u2019epoca di grande confusione morale e di immani tragedie collettive (pesti, guerre, terremoti), nonch\u00e9 di dissidi all\u2019interno della Chiesa, Vincenzo Ferreri ricorda ai suoi contemporanei che Dio \u00e8 misericordioso ma non dimentica, e che la verit\u00e0 e la carit\u00e0 vanno assieme (ci evoca qualcosa tutto ci\u00f2?\u2026). Pi\u00f9 che mai segno di contraddizione e incarnazione del mistero cristiano, in lui convivono spirito profetico e impegno nella storia, richiamo alle cose ultime e attenzione ai temi del suo tempo.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">La sua vita pubblica \u00e8 una sorta di Pentecoste permanente, giacch\u00e9, pur parlando in valenziano, la sua lingua madre, le sue parole sono comprese da tutti. Da vivo, secondo quanto ci riferiscono i suoi biografi, guariva i malati, liberava gli indemoniati, resuscitava i morti, ma soprattutto riusciva a far cambiar vita a peccatori incalliti nei loro vizi. Dopo la sua morte, avvenuta il 5 aprile 1419 a Vannes, in Bretagna, nella cui cattedrale si conservano ancora le sue spoglie, a diffondere la sua fama di santit\u00e0 saranno soprattutto i prodigi ottenuti per sua intercessione. Sar\u00e0 <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Callisto III <\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">(1378-1458), suo connazionale, a dichiararlo santo il 3 giugno 1455, per poi canonizzarlo il 29 dello stesso mese. In Italia il suo culto si diffonder\u00e0 soprattutto nel Meridione (sar\u00e0 compatrono del Regno delle due Sicilie insieme a <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>San<\/b><\/span><\/span> <span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Francesco di Paola <\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">(1416-1507), dove sar\u00e0 anche considerato, insieme a Sant\u2019Emidio, il santo che tiene lontani i terremoti.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Ad Assergi il culto di San Vincenzo Ferreri \u00e8 assai vivo gi\u00e0 nel XVI secolo. La presenza, infatti, nella chiesa parrocchiale di un altare a lui dedicato, che doveva trovarsi nella navata di sinistra, tra la cappella di San Franco e la nicchia affrescata subito dopo la porta laterale, gi\u00e0 risulta nel 1577 in occasione di una visita pastorale del vescovo dell\u2019Aquila mons. De Acugna (D. Gianfrancesco, <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>Assergi e San Franco<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, 1980, nota a p. 163). La statua del santo \u00e8 tuttora in bella vista a sinistra dell\u2019entrata principale della chiesa parrocchiale. Essa da sempre viene portata a spalla nella processione che il 4 giugno muove dalla piazza principale per costeggiare le mura dell\u2019antico castello.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">A me che scrivo, nato e cresciuto ad Assergi, l\u2019aspetto austero di questo originale santo con la tonaca bianca e il lungo mantello nero, il libro aperto sulla mano sinistra mentre l\u2019altra indica risolutamente il cielo, una fiammella simile ad un ciuffetto di capelli sopra la testa rasata e un paio d\u2019ali dorate che spuntano dalla schiena, incuteva, quand\u2019ero bambino, una certa soggezione, se non addirittura timore. Pi\u00f9 avanti con gli anni avrei scoperto che la tonaca \u00e8 quella dei domenicani, l\u2019ordine religioso al quale Vincenzo appartenne; la scritta sul libro <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>Timete Deum et date illi<\/i><\/span><\/span> <span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>honorem <\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">(\u201cTemete Dio e rendetegli onore\u201d), ispirata da un passo dell\u2019Apocalisse, ben riassume il senso dei suoi appassionati sermoni; la mano alzata verso il cielo sta ad indicare la meta soprannaturale che non dobbiamo smettere di perseguire, mentre la fiammella posata sulla testa \u00e8 segno di quello Spirito Santo che sempre assisteva il grande predicatore nella sua missione, a somiglianza di quelle lingue di fuoco che si posarono sulla testa degli Apostoli in quella famosa Pentecoste di Gerusalemme. Le ali, infine, ricordano che le sue prediche infuocate lo facevano apparire l\u2019angelo dell\u2019Apocalisse che annuncia la fine del mondo, ma anche, per la sua immensa bont\u00e0, un serafino che vuole aiutare gli uomini a ritrovare la via della salvezza eterna.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Gli assergesi delle passate stagioni, con quella felice intuizione soprannaturale che spesso ha accompagnato il popolo cristiano attraverso i secoli, hanno voluto accostare le figure di San Vincenzo Ferreri e di San Franco eremita, due personalit\u00e0 assai diverse, per il contesto storico e sociale nel quale nacquero e vissero, per la formazione intellettuale ricevuta, per lo stile di santit\u00e0 che praticarono: l\u2019uno votato quasi interamente alla contemplazione, l\u2019altro sviato nell\u2019azione. Eppure, come non cogliere in questa diversit\u00e0 una verit\u00e0 incomunicabile del Vangelo, vale a dire che la solitudine contemplativa di una vita che si consuma in una spelonca o nella cella di un monastero \u00e8 il vero propellente, invisibile ma efficace, di ogni autentico apostolato cristiano, anche quando esso si svolge, come nel caso di San Vincenzo Ferreri, nella solennit\u00e0 di una corte pontificia o nel clamore di una piazza medievale.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Altre due singolari coincidenze ci \u00e8 dato di cogliere. Vincenzo Ferreri fu dichiarato santo il 3 giugno, Franco, secondo la tradizione, lasci\u00f2 l\u2019abitazione terrena la notte tra il 4 e il 5 giugno; per San Vincenzo si sono celebrati i 600 anni dalla morte l\u2019anno scorso, nel 2019, per San Franco gli 800 anni dalla morte si celebrano quest\u2019anno, nel 2020.<\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ASSERGI, SAN VINCENZO FERRERI E IL SUO TEMPO di Giuseppe Lalli L\u2019AQUILA &#8211; Ad Assergi, suggestivo villaggio abruzzese abbarbicato sulle [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[43,42],"tags":[],"class_list":["post-10604","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-historias","category-religion"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10604","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=10604"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10604\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=10604"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=10604"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=10604"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}