{"id":10724,"date":"2020-06-24T09:20:32","date_gmt":"2020-06-24T09:20:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=10724"},"modified":"2020-06-24T09:20:32","modified_gmt":"2020-06-24T09:20:32","slug":"racconti-in-quarantena-luomo-dei-torricini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=10724","title":{"rendered":"Racconti in quarantena \u2013 L\u2019UOMO DEI TORRICINI"},"content":{"rendered":"<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-10724 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=10725'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/M.-Narducci-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=10726'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Urbino-i-Torricini-del-Palazzo-ducale-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><b>Racconti in quarantena \u2013 L\u2019UOMO DEI TORRICINI<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">di <\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><b>Mario Narducci<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">V\u2019era capitato la prima volta d\u2019agosto e subito la sent\u00ec sua. La citt\u00e0 impazzava di turisti saliti dall\u2019<\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><b>Adriatico<\/b><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"> in una sorta di caos mistico che mai gli era capitato di trovare, nemmeno nelle citt\u00e0 pi\u00f9 blasonate del Paese dove tutto gli appariva pi\u00f9 ciarliero, bighellone quasi, rumoroso di scontata evasione. Qui trov\u00f2 che anche il chiasso era silenzioso. L\u2019erta che dal <\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><b>Mercatale<\/b><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"> salita per <\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><b>Valbona<\/b><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"> per sostare alla piazza dei bar, non aveva rumore di passi n\u00e9 richiami di gente affannata. Tutto era attutito come per nevicata a dicembre e se non ci fosse stato tutto quel sole, avresti detto che fosse davvero neve il chiarore allampante riflesso sulla strada. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">Qualcosa di simile gli era accaduto a <\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><b>Lucca<\/b><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">, tra le vie di lastroni grigi, che fiatano appena entro le sei porte che aprono alle meraviglie della cattedrale del Cristo in croce vestito da re, fino a San Martino, sulla piazza dei mercanti, o a via Fillungo, dove tra vetrine alla moda e ginepraio di biciclette, il silenzio diventa monastico come nel <\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><b>Santuario di Santa Gemma Galgani<\/b><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">, non a caso una mistica.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">A <\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><b>Urbino<\/b><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"> l\u2019uomo dal panama che ombrava una barba curata, prese a percorrere a piedi piole e viuzze strette, tagliate aguzze nel pavimento di mattoni per frenare gli scivoloni d\u2019inverno. A Via Barocci, la carta turistica tra mano, visit\u00f2 gli oratori di San Giovanni e di San Giuseppe, estasiato davanti agli affreschi dei <\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><b>Salimbeni<\/b><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"> e al Presepe del <\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><b>Brandani<\/b><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">. Poi sal\u00ec sul Monte fino alla casa di <\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><b>Raffaello<\/b><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"> e ammutol\u00ec tra le stanze sprigionanti ancora vita e la pietra sulla quale il \u201cpennello\u201d, e il padre Sante prima di lui, triturava e impastava i colori che avrebbero dato alito alle armonie di fattezze ineguali di Madonne e donne che lo fecero divino. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">In cima in cima, dove il fiato gli si incastrava in gola, lo accolse la statua della Gloria di <\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><b>Urbino<\/b><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"> e del mondo e lui si inginocchi\u00f2 come davanti a un santo di chiesa, in un omaggio commosso e silenzioso che non pareva aver fine. Sfinito per estasi pi\u00f9 che per fatica, ridiscese il Monte e si diresse verso i <\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><b>Torricini del Palazzo Ducale<\/b><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"> e qui il rapimento avvenne. All\u2019esedra che fronteggia il Teatro Sanzio lev\u00f2 lentamente gli occhi verso l\u2019infinito da essi trafitto e rest\u00f2 immobile, privo di ogni forza di volont\u00e0 se non quella di bere bellezza e tornare a berne fino allo stordimento dell\u2019anima che gli rendeva il corpo leggero e lievitante. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">Tramontava il sole e lui era ancora l\u00ec. Scendeva la sera ed era ancora l\u00ec. Cal\u00f2 la notte e divenne fonda e lui era sempre l\u00ec. Il passeggio prima fitto e poi sempre pi\u00f9 rado, lo tramut\u00f2 in oggetto di sguardi e commenti dettati da curiosit\u00e0. Chi era, da dove veniva, come mai non si muoveva da l\u00e0? Interrogativi che si smorzarono una volta serrato l\u2019uscio alle spalle per la nuova notte.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">Era caldo, da stare a dorso nudo anche nella frescura della notte avanzata. L\u2019uomo dei <\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><b>Torricini<\/b><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"> si sdrai\u00f2 sulla pietra dell\u2019esedra e si addorment\u00f2. Si sveglio che la citt\u00e0 tornava ad animarsi di turisti e faccende. Si ricompose nel volto e nei vestiti, bevve di fresco alla fontanella d\u2019angolo fino a bagnarsi il volto di proposito, pass\u00f2 le dita tra i capelli per riavviarli alla <\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><i>mascagna<\/i><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"> e raggiunse dall\u2019altro lato il bar per la colazione: cappuccino, cornetto e caff\u00e8, disse in un solo respiro quasi non volesse distrarsi con parole inutili. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">Rifocillato torn\u00f2 a sedere all\u2019esedra, ai piedi dei <\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><b>Torricini<\/b><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">, e fu come se ne prendesse possesso. Non li inseguiva con lo sguardo, ma sapeva che stavano l\u00e0, piantati a terra come le palme fiorite e gli alberi del viale intitolati a <\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><b>Carlo Bo<\/b><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">. Pass\u00f2 un ragazzo, lo scosse dal rapimento e volle insegnarli il gioco dell\u2019eco o del telefono. Se parliamo al muro, da un capo all\u2019altro dell\u2019esedra, gli disse, sentiremo le nostre parole anche se dette sottovoce. L\u2019uomo prov\u00f2, quasi ridiventato bambino anch\u2019egli. Le voci, soffuse voltavano sul muro e raggiungevano lo stipite opposto. Urbino\u2026. Urbinoooo. Citt\u00e0 di Federico\u2026. Citt\u00e0 di Federicoooo. Culla del Rinascimento\u2026 Culla del Rinascimento\u2026 E gli sembr\u00f2 di parlare con la storia. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">Nessuno sapeva dove avesse casa, un albergo, una pensioncina, un monolocale in affitto. In realt\u00e0 dove abitasse non contava pi\u00f9. Lui era sempre l\u00e0, sotto la maest\u00e0 dei <\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><b>Torricini<\/b><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"> che puntano al cielo come minareti altissimi. Era quella, in fondo la sua casa, e l\u00e0 stava senz\u2019altro desiderio che continuare ad abitarla per abitare la storia. Fino a che non gli bast\u00f2 pi\u00f9 di saperli alle spalle, quei <\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><b>Torricini<\/b><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"> che gli avevano rapito il cuore, e dall\u2019esedra si spost\u00f2 al larghetto del Bar che ne portava il nome, sopra la Data lunga fino al primo torrione delle antiche mura, alle spalle, stavolta, la suggestione verde delle Vigne. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">Scelse l\u2019angolatura migliore, quella che gli riproponeva la malia in tutta la sua bellezza, tra balconcini e finestre e l\u00e0 stette a un tavolo del bar, tra piccole consumazioni e pasti veloci fino a che l\u2019inverno non giunse. Non profferiva parole se non le essenziali per ordinare consumazioni all\u2019uomo del Bar che gli era diventato amico. Per il resto stava l\u00ec, lo sguardo fisso ai <\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><b>Torricini<\/b><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">, come se di fronte avesse la donna pi\u00f9 bella del mondo che gli aveva fatto perdere il senno. Era diventato come l\u2019uomo del vangelo che avendo trovato una perla rara lasci\u00f2 tutto quanto possedeva per farla propria. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">Il tempo passava, ma lui non aveva tempo. Il suo tempo aveva il ritmo di uno sguardo, di un batter di ciglia, di sospiri affatati. C\u2019era lui e c\u2019erano i <\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><b>Torricini<\/b><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">. Ed era come se vi entrasse dentro, se diventasse egli stesso mattoncino rosa, se il suo corpo si perdesse nelle rotondit\u00e0 delle architetture, se la sua anima si liquefacesse tra gli stigmi delle pietre bianche dei balconcini. La gente ormai passava e gli gettava addosso uno sguardo distratto come per dire \u201cancora qui!\u201d. Ma lui non sentiva pi\u00f9 nulla come nulla sente di estraneo chi ama. E quando, con le rondini, disparve, in pochi ci fecero caso. Perch\u00e9 delle rondini ci si accorge non quando partono ma quando tornano e fanno nuovamente il nido sotto la tua grondaia.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Racconti in quarantena \u2013 L\u2019UOMO DEI TORRICINI di Mario Narducci V\u2019era capitato la prima volta d\u2019agosto e subito la [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[43,10],"tags":[],"class_list":["post-10724","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-historias","category-italiano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10724","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=10724"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10724\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=10724"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=10724"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=10724"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}