{"id":10829,"date":"2020-07-03T11:06:58","date_gmt":"2020-07-03T11:06:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=10829"},"modified":"2020-07-03T11:06:58","modified_gmt":"2020-07-03T11:06:58","slug":"racconti-in-quarantena-la-casa-degli-spiriti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=10829","title":{"rendered":"Racconti in quarantena \u2013 LA CASA DEGLI SPIRITI"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/M.-Narducci.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-10831\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/M.-Narducci.jpg\" alt=\"\" width=\"363\" height=\"520\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/M.-Narducci.jpg 363w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/M.-Narducci-209x300.jpg 209w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/M.-Narducci-105x150.jpg 105w\" sizes=\"(max-width: 363px) 100vw, 363px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><b>Racconti in quarantena \u2013 LA CASA DEGLI SPIRITI<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">di <\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><b>Mario Narducci<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">L\u2019AQUILA &#8211; Quando mi dissero che volevano organizzare una spedizione alla casa dei fantasmi e mi invitarono ad aggregarmi, pi\u00f9 che indifferente, mi dimostrai perplesso. Nessun accenno di entusiasmo e sapevo perch\u00e9: non avevo mai amato certi contatti, millantati o reali, con l\u2019aldil\u00e0; avevo sempre creduto che non bisogna disturbare i morti e che, se un contatto \u00e8 lecito con loro, anzi raccomandato, \u00e8 quello della preghiera perch\u00e9 la loro anima riposi in pace. Quelle poche volte che avevano tentato di coinvolgermi in catene attorno a tavoli lievitanti in attesa della voce roca del defunto, mi ero sempre schermito e l\u2019avevo fatta franca. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\u201c<span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><i>Strollechi<\/i><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">\u201d e chiromanti mi avevano sempre messo in ansia solo a sentirli nominare, per non dire di coloro che vantando poteri paranormali scrivevano su fogli bianchi ghirigori incomprensibili sotto dettatura dei defunti. Mi sono chiesto pi\u00f9 volte il perch\u00e9 di questa repulsione e la risposta \u00e8 stata sempre quella: non amo che qualcuno mi predica il futuro. Odio, addirittura, chi tenta di farlo, anche solo per dirmi il bene. Come le gitane dalla gonna lunga e rigonfia e cariche d\u2019oro, che mi coglievano di sorpresa nelle fiere di paese rifilandomi un cornetto portafortuna e prendendomi la mano per farne lettura. La reazione \u00e8 stata e resta sempre la stessa: uno strattone per divincolarmi e un profondo respiro di sollievo quando quelle smettono l\u2019assillo. Sono talmente in armonia con me stesso, che non avverto alcun bisogno di conoscere il mio domani. Mi basta ricordare il passato, anche addolcendone, con la memoria del tempo, gli aspetti meno gradevoli, e vivere il presente&#8230; Il futuro, come dicevano i nostri saggi vecchi, \u00e8 nelle mani di Dio.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">Ma quella volta le insistenze furono cos\u00ec tante che alla fine acconsentii e mi unii alla combriccola. Era notte fonda quando ci ritrovarono alla spicciolata presso il Grande Albergo. In silenzio come ladri imboccammo Via XX Settembre e attraversammo il ponte di Sant\u2019Apollonia. La casa era subito dopo, a sinistra, immersa nella vegetazione impazzita dall\u2019abbandono e orridamente buia, senza nemmanco il minimo conforto di uno spicchio di luna. La spavalderia, strada facendo, aveva ceduto il posto ad un\u2019ansia sempre pi\u00f9 simile alla paura. Avresti detto di sentire il battito del cuore di ciascuno e tutti insieme parevano colpi provenienti da sotterranei cavernosi. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">Rattrappiti poco oltre il cancello aspettammo, senza sapere di preciso che cosa. \u201cE\u2019 dopo mezzanotte che si sente\u201d, fiat\u00f2 trepidante il capobanda. Fino a che dalla torre di Palazzo non batterono i rintocchi della storia: novantanove, come i castelli che fondarono L\u2019Aquila. E a quel punto accadde l\u2019imprevedibile. Una serie di urli di disperazione accompagnarono l\u2019apparire di una forma bianca su una finestra appena appena illuminata dalla luna che si era fatta largo tra le nuvole. E non restammo un attimo di pi\u00f9, riguadagnando il cancello e allontanandoci trafelati dalla casa maledetta. Era bastato un barbagianni dal piumaggio bianco infastidito dagli intrusi a metterci in fuga. Ma questo lo si seppe molto tempo dopo, quando un ornitologo svel\u00f2 l\u2019arcano a quei giovani che, riconquistato l\u2019ardire, si scompisciarono dalle risate.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">Non ebbe spiegazione, invece, quanto accadde in un palazzo del centro storico che un caro amico aveva ricevuto in eredit\u00e0 da vecchie zie. \u201cDicono che ci si senta, disse al frate cappuccino con il quale si confidava, io non sto tranquillo quando giro per quelle stanze, puoi darci una benedizione?\u201d. Il frate fece molto di pi\u00f9: volle toccare di persona il mistero e un giorno chiese la mia compagnia per restare l\u00ec una notte intera. Una ripida scalinata saliva dal cortile al portoncino interno, aperto e sbarrato il quale subito appariva una lunga teoria di stanze, un pianoforte a coda in un angolo della prima, che si concludeva con quella approntata con due lettini per la notte. Dette le preghiere serali ci si scambi\u00f2 la buonanotte e si sprofond\u00f2 nel sonno. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">Una candela era stata lasciata accesa sul comodino, tra i due letti. Le note di una fuga di Bach incominciarono a rallegrare il mio sogno. Note che si fecero sempre pi\u00f9 scomposte tra le dita di un pianista folle, fino a svegliarci contemporaneamente. La candela s\u2019era spenta ma non per consunzione. Inutilmente il frate prov\u00f2 a riaccenderla, mentre nella prima stanza, lontana, il pianoforte continuava a suonare impazzito. Dormivamo vestiti. Saltammo gi\u00f9 dal letto e imboccammo di gran carriera l\u2019uscio mentre il pianista folle e senza corpo continuava a pigiare sui tasti inseguendoci con il suo concerto misterioso fino a che, serrato il portone esterno, la musica cess\u00f2.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">Era da poco trascorsa la mezzanotte. Ci lasciammo senza una parola. Lui in Convento a Santa Chiara, io nella mia casa di Via Crispomonti. Il resto della notte, ce lo dicemmo dopo, lo passammo in bianco. A benedire quella casa antica, Padre Andrea and\u00f2 poi da solo e tutto ebbe fine, tanto che \u00e8 abitata ancora dagli eredi in piena tranquillit\u00e0. Suggestione? Verit\u00e0? Nel primo caso la suggestione trovava sicuramente un campo fertile, ma nel secondo? A cinquant\u2019anni di distanza tutto comunque appare pi\u00f9 chiaro. Tra suggestione e verit\u00e0 a vincere \u00e8 il diritto della memoria. Il ricordo sereno dei nostri cari, che non sono cos\u00ec spietati con noi da divertirsi a metterci paura. La memoria di chi amammo e ci am\u00f2 non pu\u00f2 essere che dolce e tenera. Solo Mammona ha interesse a spaventarci. L\u2019amore mai.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Racconti in quarantena \u2013 LA CASA DEGLI SPIRITI di Mario Narducci L\u2019AQUILA &#8211; Quando mi dissero che volevano organizzare [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[43,10],"tags":[],"class_list":["post-10829","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-historias","category-italiano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10829","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=10829"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10829\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=10829"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=10829"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=10829"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}