{"id":11003,"date":"2020-07-14T20:39:22","date_gmt":"2020-07-14T20:39:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=11003"},"modified":"2020-07-14T20:39:36","modified_gmt":"2020-07-14T20:39:36","slug":"invio-articolo-sul-progetto-cippi-antichi-confini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=11003","title":{"rendered":"Progetto Cippi Antichi Confini"},"content":{"rendered":"<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-11003 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=11004'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/La_batteria_Santa_Maria-a-Gaeta-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/La_batteria_Santa_Maria-a-Gaeta-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/La_batteria_Santa_Maria-a-Gaeta-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/La_batteria_Santa_Maria-a-Gaeta.jpg 537w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=11005'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Civitella-del-Tronto-Fortezza-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=11006'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Gaeta-sul-colle-la-Batteria-Santa-Maria-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=11007'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/logo-Comitati-2-Sicilie-150x150.png\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"file:\/\/\/tmp\/lu30023mecaec.tmp\/lu30023mecaei_tmp_ced7a764eb45be01.png\" width=\"118\" height=\"138\" name=\"immagini1\" align=\"left\" \/><\/p>\n<p align=\"center\"><a name=\"docs-internal-guid-58437aa0-7fff-8b77-38c9-62d3b6b4acfa\"><\/a><a name=\"docs-internal-guid-4e309507-7fff-32b0-223c-2e367f76842f\"><\/a> <span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: Times, serif;\"><i><b>Progetto <\/b><\/i><\/span>\u201c<span style=\"font-family: Times, serif;\"><i><b>Cippi Antichi Confini\u201d<\/b><\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><a name=\"docs-internal-guid-8b996634-7fff-1761-ec46-3af79fadaab5\"><\/a> <span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Lo scopo del progetto, il cui ideatore \u00e8 il consigliere nazionale dei Comitati Due Sicilie Franco De Angelis, \u00e8 quello di sviluppare un turismo compatibile con la cultura e la storia dei confini del Regno di Sicilia prima e del Regno delle Due Sicilie poi, ma anche quello di riportare alla luce tutti quei cippi di confine e renderli fruibili per momenti di cultura, dimostrando cos\u00ec che i confini del Regno erano ben definiti e individuabili.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>La storia<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">A partire dal dodicesimo secolo i suddetti confini rimasero pressoch\u00e9 gli stessi pi\u00f9 di sette secoli, fino al 1861 e all\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia. Essi andavano dal Tirreno (Terracina) all\u2019Adriatico (Martinsicuro). In queste due localit\u00e0 avevano sede le dogane, poste, rispettivamente, ad occidente e ad oriente dei limiti settentrionali del Regno. A tale scopo giova ricordare la storia dei confini e dei regnanti.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nella notte di Natale del 1130, con una fastosa cerimonia Re Ruggero II sanc\u00ec a Palermo la nascita del Regno di Sicilia. Quel 25 dicembre fu una data simbolica: Ruggero II si presentava, infatti, come il redentore di tutte le popolazioni del Sud della penisola, dagli Arabi ai Bizantini ai Longobardi, e nello stesso tempo annunciava al mondo la nascita di un Regno cristiano. Tutto il Sud fu unificato in una nazione indipendente che aveva come capitale Palermo. I confini geografici e politici, nonostante gli avvicendamenti di regnanti e casati europei, rimasero pi\u00f9 o meno gli stessi per 731 anni, fino alla caduta di Gaeta, il 6 febbraio 1861 e per ultima la fortezza di Civitella Del Tronto, il 20 marzo del 1861.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il Regno normanno dur\u00f2 fino al 1194. Poi vi fu quello degli Svevi, di cui il pi\u00f9 illustre rappresentante fu Federico II. Con l&#8217;avvento degli Angioini nel 1266 la capitale del Regno di Sicilia fu portata a Napoli. A seguito dei \u00ab<\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>vespri siciliani<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00bb del 1282 la Sicilia fu occupata dagli Aragonesi e divenne Regno di Trinacria. Nel 1443 gli Angioini dovettero cedere agli Aragonesi anche la parte continentale del Regno: le Due Sicilie furono riunite con Alfonso il Magnanimo <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>( Regnum utriusque Siciliae).<\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel 1503 il Regno fu annesso alla Spagna, come vicereame autonomo; stessa cosa avvenne nel breve periodo austriaco, che va dal 1707 al 1734, anno in cui tutto il Regno divent\u00f2 nuovamente indipendente con i Borbone.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">In questa breve sintesi abbiamo tralasciato i pur importanti avvenimenti del periodo relativo ai primi Borbone: Carlo, Ferdinando I e Francesco II. Ricordiamo comunque che nel 1815 Ferdinando I unific\u00f2 il Regno di Napoli e il Regno di Sicilia in un unico Stato, che fu chiamato Regno delle Due Sicilie.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Il confine<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il Regno delle Due Sicilie presentava un confine che lo separava, a nord, dai tanti piccoli statarelli o ducati, sempre in guerra fra loro e pronti ad invadere i possedimenti altrui. La prosperit\u00e0 del Regno era conosciuta anche oltre i suoi confini, e molti erano coloro che, provenienti dal nord, lasciavano tutto e vi si insediavano. Tuttavia, non esisteva un vero e proprio confine presidiato e delimitato, anche cartograficamente, del Regno. Le dispute territoriali lungo l\u2019allora confine, spesso ballerino, portarono alla decisione di definire nettamente ed inequivocabilmente detto confine, perch\u00e9 la grande estensione del Regno portava continuamente a dispute e controversie su quali fossero i limiti e le propriet\u00e0 del reame.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Fu cos\u00ec che il 26 settembre del 1840 venne sottoscritto a Roma un trattato per poter stabilire il vero confine; si pens\u00f2 quindi di installare, lungo tutto il confine, dei \u201ctermini\u201d in granito, alti pi\u00f9 o meno un metro, aventi una circonferenza di 35-40 centimetri e definiti \u201ccippi\u201d.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il loro numero complessivo risult\u00f2 essere di 686, ma la numerazione cronologica iniziava con il n. 1 e finiva con il n. 649, in quanto molti dei cippi venivano identificati con lo stesso numero e per differenziarli veniva aggiunta una lettera al fianco del numero. Il numero 1 venne dato al cippo posto presso la foce del fiume Canneto (tra Fondi e Terracina) mentre l\u2019ultimo termine venne contrassegnato con il numero 649 e posto quasi alla foce del fiume Tronto, nelle immediate vicinanze del ponte tra Porto D\u2019Ascoli (Marche) e Martinsicuro (Abruzzo).<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Sotto ogni cippo veniva sotterrato un medaglione, ove vi erano incisi gli stemmi dei due Stati. La posa dei cippi di confine inizi\u00f2 dal Mar Tirreno, nel 1846, avendo cura di volgere lo stemma dello Stato Pontificio in maniera che guardasse in direzione \u201cdel Cupolone\u201d. Sulla sommit\u00e0 di ogni cippo veniva incisa una linea che indicava la direzione del confine e la posizione del cippo precedente e di quello successivo.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">I Cippi venivano ricavati da grosse rocce di granito, proprie del territorio o estratte da cave di pietra, grazie al lavoro di scalpellini, e poi venivano trasportati a spalla da numerosi uomini sul luogo di apposizione. La loro distanza non era assolutamente matematica: nei luoghi pi\u00f9 disagiati o intransitabili venivano posizionate a distanze superiori, mentre in luoghi regolari e comodi erano molto pi\u00f9 vicini.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">A seguito della proclamazione dell\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia, quasi tutti i Cippi, onde poter recuperare i medaglioni, furono divelti e lasciati cadere pi\u00f9 in basso, oppure asportati per fare bella mostra nelle ricche case dei signorotti o davanti alle chiese. Sono pochi quelli rimasti nel luogo originario.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Il confine e lo spirito di collaborazione e cooperazione<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il confine tra il Regno delle Due Sicilie e lo Stato Pontificio pu\u00f2 essere considerato in qualche modo un antesignano dello spirito di integrazione culturale e pacifica convivenza tra popoli vicini; spirito che, dopo circa un secolo, \u00e8 stato alla base della creazione di quella che \u00e8 oggi l&#8217;Unione Europea (di cui ricordiamo l&#8217;Italia essere uno degli Stati fondatori). Infatti, l&#8217;esigenza di delimitare i confini fra le due entit\u00e0 statuali non era dovuta a ragioni puramente politiche. Nel 1770 si assiste alla realizzazione delle prime carte ufficiali sufficientemente dettagliate e comprendenti vaste porzioni di territorio; dette carte, commissionate ad esperti dotati di nuovi strumenti di misurazione tecnologici, erano molto utili ai sovrani in campo non solo politico, ma anche amministrativo per la riscossione di tributi, giudiziario per i crimini di frontiera e conoscitivo (non dimentichiamo che siamo nel periodo dell&#8217;Illuminismo). Il confine tra il Regno delle Due Sicilie e lo Stato Pontificio nasce quindi non da finalit\u00e0 meramente politiche, ma soprattutto da necessit\u00e0 amministrative, catastali e di diritto. Detto confine non \u00e8 nato, come un muro, dalla volont\u00e0 di dividere e separare, ma, analogamente a quello che \u00e8 successo circa un secolo dopo con la creazione delle Comunit\u00e0 Europee, dallo spirito di collaborazione e cooperazione tra popoli vicini. Non a caso a Roma, quasi un secolo dopo (nel 1957) \u00e8 stato firmato il Trattato internazionale che ha istituito la Comunit\u00e0 Economica Europea, che, insieme al Trattato che istituisce la Comunit\u00e0 Europea del Carbone e dell&#8217;Acciaio, rappresenta il momento costitutivo della Comunit\u00e0 Europea.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>La proposta progettuale<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">La prima parte del progetto si svilupper\u00e0 gemellando le due Fortezze che per ultime si arresero ai Piemontesi, Gaeta e Civitella del Tronto, per poi gemellare tutti i comuni attraversati dai cippi che delimitavano i confini detti e quelli adiacenti, coinvolti storicamente nei rapporti di confine. Saranno interessate tutte le associazioni culturali che sono legate alla storia del Regno delle Due Sicilie e dello Stato Pontificio, compresi i personaggi storici del brigantaggio, i CAI presenti nel territorio di riferimento, il WWF ed altri organismi naturalistici, non ultimi e meno importanti gli Enti Parco e gli Enti locali, le Province, le Regioni interessate (Abruzzo, Marche, Umbria e Lazio) ed i 90 comuni che si trovano lungo il confine.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il progetto prevede:<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">&#8211; il monitoraggio dei cippi esistenti e dei sentieri utilizzati dalle guardie borboniche di confine;<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">&#8211; la ricollocazione cartografica e satellitare dei cippi non pi\u00f9 esistenti;<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">-il ripristino e l&#8217;ampliamento del sentiero esistente in modo da permettere la fruizione ciclopedonale in grado di coprire tutti i 470 chilometri circa che da Terracina\/Gaeta, cippo 1, attraverso la trasversale Tirreno Adriatico, arrivano in prossimit\u00e0 dell&#8217;ultimo cippo, il 649, in localit\u00e0 Martinsicuro;<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">&#8211; adattamento di alcune parti del sentiero a percorsi fruibili da persone diversamente abili per integrare una parte di popolazione molto spesso non considerata soprattutto quando si parla di escursioni, camminamenti e sport all&#8217;aperto;<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">&#8211; coinvolgimento di tour operator che si occupano di incoming nelle regioni interessate per proporre un turismo esperienziale che ruota attorno al cammino attraverso l&#8217;offerta di pacchetti turistici pensati per amanti della natura, amanti della cultura, camminatori esperti e meno esperti, famiglie, e ogni viaggiatore interessato a scoprire territori finora inesplorati dal turismo di massa, imparare usi e costumi.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">L&#8217;esperienza \u00e8 quindi proprio quella di immergersi da protagonista nella cultura e nelle tradizioni locali della regione visitata e di condividere qualcosa che conoscono solo gli abitanti del posto. Una caratteristica fondamentale nel turismo esperienziale \u00e8 infatti l&#8217;importanza data alla relazione. Non esiste turismo esperienziale che no abbia questa forte valenza relazionale che consente al viaggiatore di raggiungere l&#8217;essenza stessa del viaggio: l&#8217;incontro.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il progetto prevede inoltre collegamenti con le strade consolari romane e con altri camminamenti che intersecano quello dei cippi.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il riconoscimento, la valorizzazione e la promozione dei cammini \u00e8 stato oggetto di approvazione in Abruzzo con la legge regione 52\/2017. Un codice chiaro e dettagliato che fornisce un quadro normativo di riferimento per gli Enti locali che vorranno istituire percorsi e itinerari escursionistici pedonali o comunque fruibili con forme di mobilit\u00e0 dolce sostenibile presenti nel territorio con il duplice scopo di stabilire i parametri da rispettare per la realizzazione dei cammini e di implementare l&#8217;offerta culturale e turistica regionale. Uno strumento utile per tutti quei comuni che desiderano puntare sul proprio patrimonio naturalistico. In particolare nella legge viene specificato che l&#8217;istanza deve contenere la \u201ccarta d&#8217;identit\u00e0 del cammino\u201d nella quale vengono riportati come dati la tipologia di interesse del cammino, il suo tracciato cartografico e georeferenziato, l&#8217;ente che gestisce e promuove il percorso e le informazioni utili ad evidenziare il legame e le peculiarit\u00e0 dei luoghi interessati dall&#8217;itinerario.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">L&#8217;interesse che i territori stanno mostrando per la nascita dei cammini potrebbe dare luogo alla creazione di nuovi percorsi turistici, ippovie, percorsi per mountain bike, per gare podistiche ed anche la nascita di nuovi agriturismi e camping, bed and breakfast o nei piccoli borghi la nascita dell&#8217;albergo diffuso. Si potrebbe pensare di creare un evento per il \u201cconfine\u201d, dove ogni anno si possa visitare una zona ed approfondire il tutto con giornate di studio e meeting. L&#8217;obbiettivo \u00e8 quello di rendere fruibili quei percorsi per l\u2019intero arco dell\u2019anno, puntando cos\u00ec ad un turismo rispettoso della natura e vivibile 365 giorni. Nell&#8217;ottica di sviluppo territoriale dal punto di vista culturale, naturalistico e turistico saranno monitorate tutte le attivit\u00e0 artigianali e commerciali, di ristorazione e di alloggio ed i centri di interesse storico.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"> <span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il consigliere nazionale<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"> <span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Comitati Due Sicilie Ricercatrice<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"> <span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Franco De Angelis Dott.ssa Silvia Scarpone<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"file:\/\/\/tmp\/lu30023mecaec.tmp\/lu30023mecaei_tmp_e8e4d895de9d341f.jpg\" width=\"643\" height=\"482\" name=\"immagini2\" align=\"left\" \/> <br clear=\"left\" \/><span style=\"color: #000000;\"> <span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-size: large;\"><b>FORTEZZA DI CIVITELLA DEL TRONTO (TE) ITALY<\/b><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"file:\/\/\/tmp\/lu30023mecaec.tmp\/lu30023mecaei_tmp_a7564be11575bdb7.jpg\" width=\"537\" height=\"535\" name=\"immagini3\" align=\"left\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"> <span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-size: large;\"><b>BATTERIA S. MARIA \u2013 GAETA (LT) ITALY <\/b><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>Progetto \u201cCippi Antichi Confini\u201d<\/p>\n<p>Lo scopo del progetto, il cui ideatore \u00e8 il consigliere nazionale dei Comitati Due Sicilie Franco De Angelis, \u00e8 quello di sviluppare un turismo compatibile con la cultura e la storia dei confini del Regno di Sicilia prima e del Regno delle Due Sicilie poi, ma anche quello di riportare alla luce tutti quei cippi di confine e renderli fruibili per momenti di cultura, dimostrando cos\u00ec che i confini del Regno erano ben definiti e individuabili.<br \/>\nLa storia<br \/>\nA partire dal dodicesimo secolo i suddetti confini rimasero pressoch\u00e9 gli stessi pi\u00f9 di sette secoli, fino al 1861 e all\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia. Essi andavano dal Tirreno (Terracina) all\u2019Adriatico (Martinsicuro). In queste due localit\u00e0 avevano sede le dogane, poste, rispettivamente, ad occidente e ad oriente dei limiti settentrionali del Regno. A tale scopo giova ricordare la storia dei confini e dei regnanti.<br \/>\nNella notte di Natale del 1130, con una fastosa cerimonia Re Ruggero II sanc\u00ec a Palermo la nascita del Regno di Sicilia. Quel 25 dicembre fu una data simbolica: Ruggero II si presentava, infatti, come il redentore di tutte le popolazioni del Sud della penisola, dagli Arabi ai Bizantini ai Longobardi, e nello stesso tempo annunciava al mondo la nascita di un Regno cristiano. Tutto il Sud fu unificato in una nazione indipendente che aveva come capitale Palermo. I confini geografici e politici, nonostante gli avvicendamenti di regnanti e casati europei, rimasero pi\u00f9 o meno gli stessi per 731 anni, fino alla caduta di Gaeta, il 6 febbraio 1861 e per ultima la fortezza di Civitella Del Tronto, il 20 marzo del 1861.<br \/>\nIl Regno normanno dur\u00f2 fino al 1194. Poi vi fu quello degli Svevi, di cui il pi\u00f9 illustre rappresentante fu Federico II. Con l&#8217;avvento degli Angioini nel 1266 la capitale del Regno di Sicilia fu portata a Napoli. A seguito dei \u00abvespri siciliani\u00bb del 1282 la Sicilia fu occupata dagli Aragonesi e divenne Regno di Trinacria. Nel 1443 gli Angioini dovettero cedere agli Aragonesi anche la parte continentale del Regno: le Due Sicilie furono riunite con Alfonso il Magnanimo ( Regnum utriusque Siciliae).<br \/>\nNel 1503 il Regno fu annesso alla Spagna, come vicereame autonomo; stessa cosa avvenne nel breve periodo austriaco, che va dal 1707 al 1734, anno in cui tutto il Regno divent\u00f2 nuovamente indipendente con i Borbone.<br \/>\nIn questa breve sintesi abbiamo tralasciato i pur importanti avvenimenti del periodo relativo ai primi Borbone: Carlo, Ferdinando I e Francesco II. Ricordiamo comunque che nel 1815 Ferdinando I unific\u00f2 il Regno di Napoli e il Regno di Sicilia in un unico Stato, che fu chiamato Regno delle Due Sicilie.<br \/>\nIl confine<br \/>\nIl Regno delle Due Sicilie presentava un confine che lo separava, a nord, dai tanti piccoli statarelli o ducati, sempre in guerra fra loro e pronti ad invadere i possedimenti altrui. La prosperit\u00e0 del Regno era conosciuta anche oltre i suoi confini, e molti erano coloro che, provenienti dal nord, lasciavano tutto e vi si insediavano. Tuttavia, non esisteva un vero e proprio confine presidiato e delimitato, anche cartograficamente, del Regno. Le dispute territoriali lungo l\u2019allora confine, spesso ballerino, portarono alla decisione di definire nettamente ed inequivocabilmente detto confine, perch\u00e9 la grande estensione del Regno portava continuamente a dispute e controversie su quali fossero i limiti e le propriet\u00e0 del reame.<br \/>\nFu cos\u00ec che il 26 settembre del 1840 venne sottoscritto a Roma un trattato per poter stabilire il vero confine; si pens\u00f2 quindi di installare, lungo tutto il confine, dei \u201ctermini\u201d in granito, alti pi\u00f9 o meno un metro, aventi una circonferenza di 35-40 centimetri e definiti \u201ccippi\u201d.<br \/>\nIl loro numero complessivo risult\u00f2 essere di 686, ma la numerazione cronologica iniziava con il n. 1 e finiva con il n. 649, in quanto molti dei cippi venivano identificati con lo stesso numero e per differenziarli veniva aggiunta una lettera al fianco del numero. Il numero 1 venne dato al cippo posto presso la foce del fiume Canneto (tra Fondi e Terracina) mentre l\u2019ultimo termine venne contrassegnato con il numero 649 e posto quasi alla foce del fiume Tronto, nelle immediate vicinanze del ponte tra Porto D\u2019Ascoli (Marche) e Martinsicuro (Abruzzo).<br \/>\nSotto ogni cippo veniva sotterrato un medaglione, ove vi erano incisi gli stemmi dei due Stati. La posa dei cippi di confine inizi\u00f2 dal Mar Tirreno, nel 1846, avendo cura di volgere lo stemma dello Stato Pontificio in maniera che guardasse in direzione \u201cdel Cupolone\u201d. Sulla sommit\u00e0 di ogni cippo veniva incisa una linea che indicava la direzione del confine e la posizione del cippo precedente e di quello successivo.<br \/>\nI Cippi venivano ricavati da grosse rocce di granito, proprie del territorio o estratte da cave di pietra, grazie al lavoro di scalpellini, e poi venivano trasportati a spalla da numerosi uomini sul luogo di apposizione. La loro distanza non era assolutamente matematica: nei luoghi pi\u00f9 disagiati o intransitabili venivano posizionate a distanze superiori, mentre in luoghi regolari e comodi erano molto pi\u00f9 vicini.<br \/>\nA seguito della proclamazione dell\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia, quasi tutti i Cippi, onde poter recuperare i medaglioni, furono divelti e lasciati cadere pi\u00f9 in basso, oppure asportati per fare bella mostra nelle ricche case dei signorotti o davanti alle chiese. Sono pochi quelli rimasti nel luogo originario.<br \/>\nIl confine e lo spirito di collaborazione e cooperazione<br \/>\nIl confine tra il Regno delle Due Sicilie e lo Stato Pontificio pu\u00f2 essere considerato in qualche modo un antesignano dello spirito di integrazione culturale e pacifica convivenza tra popoli vicini; spirito che, dopo circa un secolo, \u00e8 stato alla base della creazione di quella che \u00e8 oggi l&#8217;Unione Europea (di cui ricordiamo l&#8217;Italia essere uno degli Stati fondatori). Infatti, l&#8217;esigenza di delimitare i confini fra le due entit\u00e0 statuali non era dovuta a ragioni puramente politiche. Nel 1770 si assiste alla realizzazione delle prime carte ufficiali sufficientemente dettagliate e comprendenti vaste porzioni di territorio; dette carte, commissionate ad esperti dotati di nuovi strumenti di misurazione tecnologici, erano molto utili ai sovrani in campo non solo politico, ma anche amministrativo per la riscossione di tributi, giudiziario per i crimini di frontiera e conoscitivo (non dimentichiamo che siamo nel periodo dell&#8217;Illuminismo). Il confine tra il Regno delle Due Sicilie e lo Stato Pontificio nasce quindi non da finalit\u00e0 meramente politiche, ma soprattutto da necessit\u00e0 amministrative, catastali e di diritto. Detto confine non \u00e8 nato, come un muro, dalla volont\u00e0 di dividere e separare, ma, analogamente a quello che \u00e8 successo circa un secolo dopo con la creazione delle Comunit\u00e0 Europee, dallo spirito di collaborazione e cooperazione tra popoli vicini. Non a caso a Roma, quasi un secolo dopo (nel 1957) \u00e8 stato firmato il Trattato internazionale che ha istituito la Comunit\u00e0 Economica Europea, che, insieme al Trattato che istituisce la Comunit\u00e0 Europea del Carbone e dell&#8217;Acciaio, rappresenta il momento costitutivo della Comunit\u00e0 Europea.<br \/>\nLa proposta progettuale<br \/>\nLa prima parte del progetto si svilupper\u00e0 gemellando le due Fortezze che per ultime si arresero ai Piemontesi, Gaeta e Civitella del Tronto, per poi gemellare tutti i comuni attraversati dai cippi che delimitavano i confini detti e quelli adiacenti, coinvolti storicamente nei rapporti di confine. Saranno interessate tutte le associazioni culturali che sono legate alla storia del Regno delle Due Sicilie e dello Stato Pontificio, compresi i personaggi storici del brigantaggio, i CAI presenti nel territorio di riferimento, il WWF ed altri organismi naturalistici, non ultimi e meno importanti gli Enti Parco e gli Enti locali, le Province, le Regioni interessate (Abruzzo, Marche, Umbria e Lazio) ed i 90 comuni che si trovano lungo il confine.<br \/>\nIl progetto prevede:<br \/>\n&#8211; il monitoraggio dei cippi esistenti e dei sentieri utilizzati dalle guardie borboniche di confine;<br \/>\n&#8211; la ricollocazione cartografica e satellitare dei cippi non pi\u00f9 esistenti;<br \/>\n-il ripristino e l&#8217;ampliamento del sentiero esistente in modo da permettere la fruizione ciclopedonale in grado di coprire tutti i 470 chilometri circa che da Terracina\/Gaeta, cippo 1, attraverso la trasversale Tirreno Adriatico, arrivano in prossimit\u00e0 dell&#8217;ultimo cippo, il 649, in localit\u00e0 Martinsicuro;<br \/>\n&#8211; adattamento di alcune parti del sentiero a percorsi fruibili da persone diversamente abili per integrare una parte di popolazione molto spesso non considerata soprattutto quando si parla di escursioni, camminamenti e sport all&#8217;aperto;<br \/>\n&#8211; coinvolgimento di tour operator che si occupano di incoming nelle regioni interessate per proporre un turismo esperienziale che ruota attorno al cammino attraverso l&#8217;offerta di pacchetti turistici pensati per amanti della natura, amanti della cultura, camminatori esperti e meno esperti, famiglie, e ogni viaggiatore interessato a scoprire territori finora inesplorati dal turismo di massa, imparare usi e costumi.<br \/>\nL&#8217;esperienza \u00e8 quindi proprio quella di immergersi da protagonista nella cultura e nelle tradizioni locali della regione visitata e di condividere qualcosa che conoscono solo gli abitanti del posto. Una caratteristica fondamentale nel turismo esperienziale \u00e8 infatti l&#8217;importanza data alla relazione. Non esiste turismo esperienziale che no abbia questa forte valenza relazionale che consente al viaggiatore di raggiungere l&#8217;essenza stessa del viaggio: l&#8217;incontro.<br \/>\nIl progetto prevede inoltre collegamenti con le strade consolari romane e con altri camminamenti che intersecano quello dei cippi.<br \/>\nIl riconoscimento, la valorizzazione e la promozione dei cammini \u00e8 stato oggetto di approvazione in Abruzzo con la legge regione 52\/2017. Un codice chiaro e dettagliato che fornisce un quadro normativo di riferimento per gli Enti locali che vorranno istituire percorsi e itinerari escursionistici pedonali o comunque fruibili con forme di mobilit\u00e0 dolce sostenibile presenti nel territorio con il duplice scopo di stabilire i parametri da rispettare per la realizzazione dei cammini e di implementare l&#8217;offerta culturale e turistica regionale. Uno strumento utile per tutti quei comuni che desiderano puntare sul proprio patrimonio naturalistico. In particolare nella legge viene specificato che l&#8217;istanza deve contenere la \u201ccarta d&#8217;identit\u00e0 del cammino\u201d nella quale vengono riportati come dati la tipologia di interesse del cammino, il suo tracciato cartografico e georeferenziato, l&#8217;ente che gestisce e promuove il percorso e le informazioni utili ad evidenziare il legame e le peculiarit\u00e0 dei luoghi interessati dall&#8217;itinerario.<br \/>\nL&#8217;interesse che i territori stanno mostrando per la nascita dei cammini potrebbe dare luogo alla creazione di nuovi percorsi turistici, ippovie, percorsi per mountain bike, per gare podistiche ed anche la nascita di nuovi agriturismi e camping, bed and breakfast o nei piccoli borghi la nascita dell&#8217;albergo diffuso. Si potrebbe pensare di creare un evento per il \u201cconfine\u201d, dove ogni anno si possa visitare una zona ed approfondire il tutto con giornate di studio e meeting. L&#8217;obbiettivo \u00e8 quello di rendere fruibili quei percorsi per l\u2019intero arco dell\u2019anno, puntando cos\u00ec ad un turismo rispettoso della natura e vivibile 365 giorni. Nell&#8217;ottica di sviluppo territoriale dal punto di vista culturale, naturalistico e turistico saranno monitorate tutte le attivit\u00e0 artigianali e commerciali, di ristorazione e di alloggio ed i centri di interesse storico.<\/p>\n<p>Il consigliere nazionale<br \/>\nComitati Due Sicilie Ricercatrice<br \/>\nFranco De Angelis Dott.ssa Silvia Scarpone<br \/>\nFORTEZZA DI CIVITELLA DEL TRONTO (TE) ITALY<\/p>\n<p>BATTERIA S. MARIA \u2013 GAETA (LT) ITALY<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Progetto \u201cCippi Antichi Confini\u201d Lo scopo del progetto, il cui ideatore \u00e8 il consigliere nazionale dei Comitati Due Sicilie [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2,10],"tags":[],"class_list":["post-11003","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-informacion","category-italiano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11003","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=11003"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11003\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=11003"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=11003"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=11003"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}