{"id":11420,"date":"2020-08-16T22:58:23","date_gmt":"2020-08-16T22:58:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=11420"},"modified":"2020-08-16T22:58:23","modified_gmt":"2020-08-16T22:58:23","slug":"semo-vintuno-racconto-breve-di-mira-carpineta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=11420","title":{"rendered":"\u00abSemo vintuno\u00bb, racconto breve di Mira Carpineta"},"content":{"rendered":"<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-11420 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=11421'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Capistrello-LAquila-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=11422'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Eccidio-di-Capistrello-memoriale-ai-33-martiri-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">RACCONTO BREVE<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-large;\">SEMO VINTUNO<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">di <\/span><b><span style=\"font-size: medium;\">Mira Carpineta<\/span><\/b><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Capistrello giugno 1944<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">C\u2019era ancora qualche ora di luce e doveva sbrigarsi. Il pane e le <\/span><i><span style=\"font-size: medium;\">sagnette<\/span><\/i><span style=\"font-size: medium;\"><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a> con i fagioli erano pronte. Sistem\u00f2 la <\/span><i><span style=\"font-size: medium;\">callara<\/span><\/i><span style=\"font-size: medium;\"><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a><\/span><i> <\/i><span style=\"font-size: medium;\">nel canestro, avvolta nel panno della tovaglia, con il coperchio serrato per non far disperdere il calore. In un\u2019altra <\/span><i><span style=\"font-size: medium;\">mmotina<\/span><\/i><span style=\"font-size: medium;\"><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\"><sup>3<\/sup><\/a>, un altro grande strofinaccio, avvolse altre cibarie, altro pane, qualche tocco di formaggio, una pizza con le cipolle. Sistem\u00f2 il tutto insieme, arrotol\u00f2 un altro <\/span><i><span style=\"font-size: medium;\">fazzolo<\/span><\/i><span style=\"font-size: medium;\"><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote4sym\" name=\"sdfootnote4anc\"><sup>4<\/sup><\/a> e lo mise a cerchio sulla testa. Poi prese il canestro e se lo pose sul capo per uscire.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Con quel peso sulla testa attravers\u00f2 la strada e si diresse verso la stazione <\/span><i><span style=\"font-size: medium;\">e\u2018glio Rucetto<\/span><\/i><span style=\"font-size: medium;\"><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote5sym\" name=\"sdfootnote5anc\"><sup>5<\/sup><\/a>. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Da diversi giorni ormai un commando tedesco in ritirata si era stanziato nel palazzo pi\u00f9 grande della piazza. Lei si avvicin\u00f2 al portone, il soldato di guardia la vide e annus\u00f2 con desiderio i profumi che emanavano dal canestro e non la ferm\u00f2. Lei entr\u00f2 nella corte interna e un altro soldato le venne incontro per scortarla in una stanza che era stata adibita a cucina. Le tolse il canestro dalla testa e lo pose sul grande tavolo dove erano disposte altre cibarie. Il soldato sollev\u00f2 il coperchio della <\/span><i><span style=\"font-size: medium;\">callara<\/span><\/i><span style=\"font-size: medium;\"> e il vapore della minestra calda gli colp\u00ec le narici. Abbozz\u00f2 un sorriso, richiuse, recuper\u00f2 la tovaglia che avvolgeva la pentola e gliela gett\u00f2 nel canestro. Diomira lo riprese, se lo sistem\u00f2 di nuovo sulla testa e senza dire una parola si diresse verso l\u2019uscita. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Allontanandosi dal comando tedesco si diresse verso la fine del paese. Non poteva tornare subito a casa e doveva sbrigarsi perch\u00e9 tra poco sarebbe scattato il coprifuoco e i tedeschi sparavano a tutto ci\u00f2 che si muoveva. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Nella parte della montagna che scivolava verso la Valle Roveto, proprio nel punto in cui il declivio accompagnava il paese verso il pianoro, c\u2019erano dei cunicoli. Alcune gallerie scavate nella roccia, memoria di storie lontane<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote6sym\" name=\"sdfootnote6anc\"><sup>6<\/sup><\/a>, che tutti i contadini e i pastori della montagna conoscevano bene. Quanto riparo avevano fornito a uomini e animali, in ogni tempo e per ogni necessit\u00e0. Diomira si diresse verso queste grotte, mise il canestro sotto il braccio ed entr\u00f2 in un cunicolo. C\u2019era ancora un po\u2019 di luce e sussurr\u00f2 dei nomi: \u201c<\/span><i><span style=\"font-size: medium;\">Nd\u00f2, Luig\u00ec, Armand\u00ec<\/span><\/i><span style=\"font-size: medium;\">\u2026\u201d<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote7sym\" name=\"sdfootnote7anc\"><sup>7<\/sup><\/a> Dal fondo pi\u00f9 buio uscirono tre persone. I ragazzini gli corsero incontro. \u201c<\/span><i><span style=\"font-size: medium;\">M\u00e0, si venuta, finarmente<\/span><\/i><span style=\"font-size: medium;\">!\u201d disse il pi\u00f9 piccolo, Armandino, 11 anni.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\u201c<i><span style=\"font-size: medium;\">Si stata attenta?<\/span><\/i><span style=\"font-size: medium;\">\u201d \u2013 le chiese il marito Antonio. \u201c<\/span><i><span style=\"font-size: medium;\">Scine<\/span><\/i><span style=\"font-size: medium;\"> \u2013 rispose- <\/span><i><span style=\"font-size: medium;\">statte tranquijo, non m\u2019a venuto appresso nisciuno. I sordati m\u2019oto dato quisto<\/span><\/i><span style=\"font-size: medium;\">\u201d<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote8sym\" name=\"sdfootnote8anc\"><sup>8<\/sup><\/a> e mostr\u00f2 al marito un foglio, il lasciapassare che le avevano concesso per potersi recare al comando a portare da mangiare ai soldati. Ma lei non sapeva leggere, n\u00e9 scrivere. Allora Antonio le spieg\u00f2 che quel foglio era importante perch\u00e9 le dava un po\u2019 di libert\u00e0 di movimento e che soprattutto doveva mostrarlo alle ronde di sorveglianza ogni volta che la fermavano. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\u201c<i><span style=\"font-size: medium;\">Questa \u00e8 na fortuna<\/span><\/i><span style=\"font-size: medium;\"> \u2013 disse Antonio \u2013 <\/span><i><span style=\"font-size: medium;\">cusc\u00ec te po\u2019 move pe glio paese no poco de pi\u00f9. Che se dice?\u201d<\/span><\/i><span style=\"font-size: medium;\"><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote9sym\" name=\"sdfootnote9anc\"><sup>9<\/sup><\/a><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Mentre i bambini mangiavano lei e Antonio parlavano della situazione in paese. La ritirata dei tedeschi, nel 44, fu drammatica in tutta l\u2019Italia e anche nella Marsica lasci\u00f2 lutti atroci. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Dopo il bombardamento di Montecassino le truppe tedesche ripiegavano verso nord, attraverso i tratturi abruzzesi, mentre l\u2019aviazione alleata sottoponeva quel tratto della montagna marsicana a continui bombardamenti. I pastori, per proteggere il bestiame, si trasferivano verso le montagne di Luco dei Marsi. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Il 4 giugno del 44, nel giorno della liberazione di Roma, sui pascoli vicini a Capistrello pastori e contadini furono rastrellati da tedeschi e fascisti e condotti verso la stazione. I tedeschi erano convinti che vi fossero tra loro partigiani e alleati che fornivano indicazioni sulla ritirata ai bombardieri e la giornata si concluse nel modo pi\u00f9 atroce.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">33 persone, tra cui 2 ragazzini di appena 13 e 14 anni vennero fucilati, alla Stazione di Capistrello davanti ad una buca lasciata da una bomba dove i corpi trovarono sommaria sepoltura. Un mese prima c\u2019era stato un episodio altrettanto efferato: un ragazzo di 17 anni, accusato di partigianeria fu catturato, torturato e poi ucciso. Tutti ne rimasero sconvolti. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Da diverse settimane ormai, la paura di Antonio e Diomira per i loro figli e per i pericoli che correvano fintanto che i tedeschi rimanevano in paese, li aveva costretti alla scelta di separarsi: Antonio con i figli maschi si era nascosto in quelle grotte, che la montagna e la vegetazione avevano ingoiato nel corso dei secoli. Diomira e la figlia Annina invece, erano rimaste in paese, nella casa addossata al costone di roccia. La stessa casa che era sopravvissuta, miracolosamente, al terribile terremoto del 1915, quando in pochi minuti scomparvero citt\u00e0, paesi e migliaia di vite. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">In quella stazione Diomira, appena 15enne, si era recata ogni giorno, dopo la sciagura, ad aspettare gli aiuti militari e nella casa sulla roccia aveva offerto riparo ai sopravvissuti. E adesso quella stazione era diventata la tomba di 33 capistrellani senza colpe, se non quella di voler sopravvivere alla follia umana della seconda guerra mondiale. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Le notizie sulla guerra non erano confortanti. I tedeschi, non pi\u00f9 alleati, sfogavano la ferocia della precipitosa ritirata su gente inerme, contadini, pastori, poveri braccianti gi\u00e0 segnati da una vita ostile in una natura anch\u2019essa ostile. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\u201c<i><span style=\"font-size: medium;\">Dovemo resiste. Appena se ne vanno potete reven\u00ec<\/span><\/i><span style=\"font-size: medium;\"> \u2013 diceva Diomira \u2013 <\/span><i><span style=\"font-size: medium;\">Ma vu non ve facete ved\u00e8. Io cerco de reven\u00ec addom\u00e0. Me raccommanno vagli\u00f9. Sentete patreto. Me raccommanno figli m\u00e8.<\/span><\/i><span style=\"font-size: medium;\">\u201d<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote10sym\" name=\"sdfootnote10anc\"><sup>10<\/sup><\/a><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Un abbraccio veloce e poi raccolse il canestro e sgattaiol\u00f2 verso il paese. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Era quasi notte. Torn\u00f2 al comando per riprendere le pentole vuote che gli sarebbero servite il giorno dopo e con il lasciapassare in mano si avvi\u00f2 verso casa. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Non riusciva a dormire. Erano tanti giorni ormai che sfidavano la sorte e bench\u00e9 l\u2019istinto la guidasse nelle azioni, le giornate sembravano interminabili. Soprattutto dopo l\u2019eccidio la vita in paese era diventata ancora pi\u00f9 difficile. I pochi uomini rimasti venivano mandati con la forza a scavare trincee, a bonificare strade dalle bombe sganciate dagli aerei americani. Quei \u201c<\/span><i><span style=\"font-size: medium;\">cafoni<\/span><\/i><span style=\"font-size: medium;\">\u201d descritti da Ignazio Silone nei suoi libri come quelli che venivano in fondo, dopo i cani e gli animali del principe Torlonia, erano loro. Gente che rischiava la vita per proteggere qualche capo di bestiame o che raschiava i campi della valle e dei Piani Palentini per combattere l\u2019eterna guerra contro la fame e la miseria in una terra aspra e bellissima. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Si fece di nuovo giorno e si ricominciava, come sempre, dall\u2019alba. Diomira usc\u00ec di casa per andare a raccogliere qualche verdura e qualche frutto. Mentre attraversava la strada, una camionetta le passo vicino a velocit\u00e0 sostenuta. Lei fece appena in tempo a scansarsi. Allora decise di andare verso il paese. Si accorse subito che stava succedendo qualcosa. La paura le blocc\u00f2 il respiro per qualche secondo. La mente correva sempre alla stazione. Altre macchine venivano verso di lei. Tutte di corsa. Davanti al comando vide soldati caricare un camion e altri che correvano avanti e indietro con sacchi sulle spalle. Anche alcune donne erano in strada. Lei riconobbe Marietta, la moglie del mugnaio e gli chiese che cosa stesse succedendo. \u201c<\/span><i><span style=\"font-size: medium;\">E\u2019 da mantem\u00e0<\/span><\/i><span style=\"font-size: medium;\"><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote11sym\" name=\"sdfootnote11anc\"><sup>11<\/sup><\/a> <\/span><i><span style=\"font-size: medium;\">che stanno a fa<\/span><\/i> <i><span style=\"font-size: medium;\">tutto sto annanzi e rrete<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote12sym\" name=\"sdfootnote12anc\"><sup>12<\/sup><\/a>. Volesse Dio che se \u2018nne vanno<\/span><\/i><span style=\"font-size: medium;\">!\u201d rispose Marietta. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Diomira decise di andare verso la chiesa. Il prete, forse, poteva sapere qualcosa in pi\u00f9. Lo trov\u00f2 inginocchiato davanti all\u2019altare che pregava. Si avvicin\u00f2 timorosa ma decisa: \u201c<\/span><i><span style=\"font-size: medium;\">Donn\u2019Art\u00f9, perdoname ma sapissi<\/span><\/i> <i><span style=\"font-size: medium;\">tu che sta succedenne<\/span><\/i><span style=\"font-size: medium;\">? <\/span><i><span style=\"font-size: medium;\">Che oto arrestato che cun atro<\/span><\/i><span style=\"font-size: medium;\"><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote13sym\" name=\"sdfootnote13anc\"><sup>13<\/sup><\/a>?\u201d Don Arturo si gir\u00f2 sussultando. \u201c<\/span><i><span style=\"font-size: medium;\">Diom\u00ec che sta a dd\u00ec?\u201d \u201cDonn\u2019Art\u00f9 so visto i tedeschi con le machine, le camionette che scapp\u00e8ane. Add\u00f2 vanno?\u201c <\/span><\/i><span style=\"font-size: medium;\">incalz\u00f2 lei<\/span><i><span style=\"font-size: medium;\">. \u201cDiom\u00ec non saccio niente\u2026\u201d. <\/span><\/i><span style=\"font-size: medium;\">Non fin\u00ec la frase don Arturo che la chiesa si popol\u00f2. Altre persone erano entrate con lo stesso stupore in viso misto a paura. E si guardavano l\u2019un l\u2019altro interrogandosi con gli sguardi. Don Arturo li guard\u00f2 e si avvi\u00f2 verso l\u2019uscita, sul sagrato. Davanti alla stazione i movimenti continuavano concitati. Ordini in tedesco e soldati che correvano dappertutto. Diomira fu presa dall\u2019angoscia. Doveva correre dai suoi figli, avvertirli del pericolo. Insomma doveva fare qualcosa. Torn\u00f2 a casa. Prese un po\u2019 d\u2019acqua e qualche pezzo di pane. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Li avvolse in un panno e se lo annod\u00f2 alla vita. La figlia la guardava con aria interrogativa. \u201c<\/span><i><span style=\"font-size: medium;\">N\u00e9 sta succedenne checcosa. Tengo da ji agli vagliuni. Tu va acch\u00e8 Richetta e aspettame la. Me<\/span><\/i> <i><span style=\"font-size: medium;\">raccommanno, non t\u2019allontan\u00e0<\/span><\/i><span style=\"font-size: medium;\"><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote14sym\" name=\"sdfootnote14anc\"><sup>14<\/sup><\/a>\u201d. Usci di nuovo. La piazza della stazione si era improvvisamente svuotata. Sembrava che fossero scappati tutti. Mentre si incamminava verso il nascondiglio vide qualcuno che correva verso il negozio di Carminuccio. Era il figlio di Richetta. Voleva fermarlo ma aveva paura di perdere tempo. Per\u00f2 aveva bisogno di sapere. Lo chiam\u00f2. Il ragazzo la vide e le si avvicin\u00f2. \u201c<\/span><i><span style=\"font-size: medium;\">Vagli\u00f2 add\u00f2 va?<\/span><\/i><span style=\"font-size: medium;\">\u201d- gli chiese. \u201c<\/span><i><span style=\"font-size: medium;\">Senne vanno Diom\u00ec, senne vanno!\u201d<\/span><\/i><span style=\"font-size: medium;\"> gli disse il ragazzo ansimando per la corsa. \u201c<\/span><i><span style=\"font-size: medium;\">i tedeschi senne vanno<\/span><\/i><span style=\"font-size: medium;\">? \u2013 chiese &#8211; <\/span><i><span style=\"font-size: medium;\">e tu comme lo sa<\/span><\/i><span style=\"font-size: medium;\">?\u201d <\/span><i><span style=\"font-size: medium;\">\u201cji steva alla posta e poco fa \u00e8 arrivato no telegramma pe Don Gaetano e m\u2019oto ditto de portarcelo. E quando soglio portato a Don Gaetano isso ma dato na pacca \u2018ncapo<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote15sym\" name=\"sdfootnote15anc\"><sup>15<\/sup><\/a> e m\u2019ha ditto che la guerra a Capistreglio steva pe fin\u00ec\u201d. <\/span><\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Diomira si rincuor\u00f2 un poco, ma acceler\u00f2 il passo verso il nascondiglio dei suoi figli. Doveva vederli e assicurarsi che stessero bene. Come sempre cerc\u00f2 di non farsi vedere da nessuno, fece un giro pi\u00f9 lungo, attravers\u00f2 il bosco, risal\u00ec il fiume. Se qualcuno l\u2019avesse vista poteva dire che andava a lavare i panni. Alla fine raggiunse la sua meta. Si addentr\u00f2 nel cunicolo e sussurr\u00f2 i nomi. Non si faceva avanti nessuno e il cuore per un attimo le si ferm\u00f2. Poi nel buio dal fondo scorse il marito: \u201c<\/span><i><span style=\"font-size: medium;\">Diom\u00ec, si tu? Che succede?\u201d<\/span><\/i><span style=\"font-size: medium;\"> Lei lo chiam\u00f2 sempre sussurrando: \u201c<\/span><i><span style=\"font-size: medium;\">Nd\u00f2, so jio. I vagliuni add\u00f2 stanno<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote16sym\" name=\"sdfootnote16anc\"><sup>16<\/sup><\/a>?\u201d<\/span><\/i><\/p>\n<p align=\"justify\">\u201c<i><span style=\"font-size: medium;\">Diom\u00ec che succede?\u201d <\/span><\/i><span style=\"font-size: medium;\">insisteva Antonio. \u201c<\/span><i><span style=\"font-size: medium;\">Senne stanno a scapp\u00e0<\/span><\/i><span style=\"font-size: medium;\">. &#8211; rispose lei &#8211; <\/span><i><span style=\"font-size: medium;\">I tedeschi, senne vanno. Maddom\u00e0 oto pigliato tutto<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote17sym\" name=\"sdfootnote17anc\"><sup>17<\/sup><\/a> e senne stanno jenne. Don Gaetano dice che a Capistreglio la guerra \u00e8 finita<\/span><\/i><span style=\"font-size: medium;\">\u201d. Antonio l\u2019abbracci\u00f2 stretta e chiam\u00f2 i ragazzi: \u201c<\/span><i><span style=\"font-size: medium;\">vagli\u00f9 potete sc\u00ec<\/span><\/i><span style=\"font-size: medium;\"><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote18sym\" name=\"sdfootnote18anc\"><sup>18<\/sup><\/a>\u201d. Si abbracciarono e rimasero in silenzio per qualche minuto. Lei si sciolse il fagotto dalla vita e diede da mangiare ai figli. Mentre li guardava e li accarezzava con gli occhi e le mani, il marito le disse: <\/span><i><span style=\"font-size: medium;\">\u201cDiom\u00ec rev\u00e0 a casa mo. Io e i vagliuni remanemo n\u2019atro giorno ecco<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote19sym\" name=\"sdfootnote19anc\"><sup>19<\/sup><\/a>. Per sicurezza. Vedemo che succede oggi. Addom\u00e0<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote20sym\" name=\"sdfootnote20anc\"><sup>20<\/sup><\/a> quando rev\u00e8 vedemo se \u00e8 sicuro a torn\u00e0 a casa. Che dici?\u201d<\/span><\/i><span style=\"font-size: medium;\"> \u201c<\/span><i><span style=\"font-size: medium;\">Nd\u00f2 io tengo paura. Se qualche soldato va girenne<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote21sym\" name=\"sdfootnote21anc\"><sup>21<\/sup><\/a> e ve trova, proprio mo\u2026\u201d<\/span><\/i><span style=\"font-size: medium;\"> &#8211; \u201c<\/span><i><span style=\"font-size: medium;\">Allora facemo cosc\u00ec: tu mo rev\u00e0 a casa. Massera, pello scuro<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote22sym\" name=\"sdfootnote22anc\"><sup>22<\/sup><\/a> ci vedemo alla chiesa. Avvisa Don Arturo.<\/span><\/i><span style=\"font-size: medium;\"> \u201c- \u201c<\/span><i><span style=\"font-size: medium;\">va bene<\/span><\/i><span style=\"font-size: medium;\">\u201d. Li abbracci\u00f2 un\u2019altra volta e si avvi\u00f2. Intanto al paese erano quasi tutti per la strada che parlavano dell\u2019accaduto. Avevano visto le manovre dei soldati dalle prime ore del mattino e avevano aspettato con il fiato sospeso temendo un\u2019altra atroce rappresaglia. Adesso invece quella strana calma li lasciava storditi. Ognuno si affannava a cercare notizie, conferme o smentite. Il figlio di Richetta ripeteva la storia del telegramma di Don Gaetano ma non riuscivano a rincuorarsi. Le ore passavano e nel pomeriggio Don Arturo suon\u00f2 le campane con pi\u00f9 forza del solito. Non era ancora l\u2019ora dei vespri ma la gente usc\u00ec di casa lo stesso e si avvi\u00f2 verso la chiesa. Don Arturo li aspettava davanti all\u2019altare: \u201c<\/span><i><span style=\"font-size: medium;\">Figli m\u00e8, ve so chiamato per darve na bbona nova<\/span><\/i><span style=\"font-size: medium;\"><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote23sym\" name=\"sdfootnote23anc\"><sup>23<\/sup><\/a>. <\/span><i><span style=\"font-size: medium;\">I tedeschi senne so jiti<\/span><\/i><span style=\"font-size: medium;\"><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote24sym\" name=\"sdfootnote24anc\"><sup>24<\/sup><\/a> <\/span><i><span style=\"font-size: medium;\">pe<\/span><\/i> <i><span style=\"font-size: medium;\">ddavero. Oggi la radio ha ditto che gli americani so entrati a Roma e che i tedeschi scappano verso nord. La guerra non \u00e8 finita ancora, ma se Dio vuole ste bestie oto fenito<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote25sym\" name=\"sdfootnote25anc\"><sup>25<\/sup><\/a> de fa danni ecco a Capistreglio. So parlato puro con don Gaetano. Mo dovemo solo preg\u00e0 che finisce prima possibile.<\/span><\/i><span style=\"font-size: medium;\">\u201d Tutti si sentirono sollevati e iniziarono a recitare un rosario. Mentre sgranava le avemaria Diomira pens\u00f2 ai suoi ragazzi e a suo marito e fu contenta che Antonio avesse deciso di raggiungerla proprio alla chiesa. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">La preghiera divent\u00f2 una veglia ai piedi della statua di Sant\u2019Antonio mentre la notte avvolgeva quel giorno sospeso nell\u2019attesa di qualcosa di indefinito. Ad un tratto qualcuno entr\u00f2 in chiesa.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Poi un altro. E un altro ancora. La notizia della fuga dei tedeschi si era diffusa e tutti quelli che si erano rifugiati sui monti stavano tornando a casa. Anche Antonio, con i suoi ragazzi si fece avanti nel buio. Don Arturo accoglieva e benediva tutti, mentre si riunivano alle famiglie. Il figlio di Richetta gli si avvicin\u00f2 e lui gli scompigli\u00f2 i capelli dicendo: &#8211;<\/span><i><span style=\"font-size: medium;\">sc\u00ec beneditto vagli\u00f2<\/span><\/i><span style=\"font-size: medium;\">&#8211; il ragazzo sorridendo gli chiese: &#8211; <\/span><i><span style=\"font-size: medium;\">Donn\u2019Art\u00f9, ma allora che dici, semo vinti?!<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote26sym\" name=\"sdfootnote26anc\"><sup>26<\/sup><\/a>&#8211;<\/span><\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">&#8211;<\/span><i><span style=\"font-size: medium;\">Semo vintuno, ci stengo puro io<\/span><\/i><span style=\"font-size: medium;\">!<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote27sym\" name=\"sdfootnote27anc\"><sup>27<\/sup><\/a>&#8211; aggiunse gridando l\u2019ultimo arrivato. <\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-size: medium;\">***<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><a name=\"_GoBack\"><\/a> <span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Mira Carpineta, <\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-size: small;\">nata a Teramo il 6 giugno 1964, vent&#8217;anni esatti dopo lo sbarco in Normandia. Ho studiato ragioneria e informatica diplomandomi all&#8217;Ist. Tec. Comi di Teramo nel lontano 1983. Dopo qualche anno ho avuto nostalgia degli studi e ho ricominciato dall&#8217;Universit\u00e0 di Teramo, facolt\u00e0 di Scienze della Comunicazione, dove mi sono laureata in giornalismo con una tesi sulla stampa cattolica e il berlusconismo studiando il caso FAMIGLIA CRISTIANA. Sono giornalista pubblicista iscritta all&#8217;ODG Abruzzo, ho scritto per diverse testate locali e dal 2013 al 2015 sono stata direttore responsabile di un mensile e un giornale on line PrimaPagina. La storia che racconto appartiene al vissuto della mia famiglia integrata dalla mia fantasia. Questo \u00e8 solo uno dei tanti racconti della mia straordinaria nonna Diomira, di cui porto il nome.<\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a> Tagliolini. Pasta fatta a mano per minestre<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a> Pentola grande<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a> Fagotto fatto con strofinaccio annodato.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote4\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote4anc\" name=\"sdfootnote4sym\">4<\/a> Copricapo tipico delle donne abruzzesi consistente in un grosso quadrato di stoffa ripiegato o arrotolato in testa<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote5\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote5anc\" name=\"sdfootnote5sym\">5<\/a> Nome della stazione di Capistrello a piazza Ricetto o Rucetto in dialetto marsicano. Molti dialoghi del racconto sono trascritti come pronunciati.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote6\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote6anc\" name=\"sdfootnote6sym\">6<\/a> Probabilmente si tratta dei Cunicoli di Claudio, la prima opera di bonifica e prosciugamento del lago Fucino ad opera dell\u2019imperatore romano Claudio tra il 41 e il 52 D.C.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote7\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote7anc\" name=\"sdfootnote7sym\">7<\/a> I nomi di alcuni protagonisti: Antonio, Luigino, Armandino<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote8\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote8anc\" name=\"sdfootnote8sym\">8<\/a> \u201csi,stai tranquillo, nessuno mi ha seguito. I soldati mi hanno dato questo (documento)\u201d<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote9\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote9anc\" name=\"sdfootnote9sym\">9<\/a> \u201c\u00e8 una fortuna, cos\u00ec potrai muoverti un po\u2019 pi\u00f9 liberamente \u201c<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote10\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote10anc\" name=\"sdfootnote10sym\">10<\/a> \u201cDobbiamo resistere. Appena andranno via potrete tornare. Ma voi non dovete farvi vedere. Io cercher\u00f2 di tornare domani. Mi raccomando ragazzi. Ascoltate vostro padre.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote11\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote11anc\" name=\"sdfootnote11sym\">11<\/a> stamattina<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote12\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote12anc\" name=\"sdfootnote12sym\">12<\/a> Avanti e indietro<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote13\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote13anc\" name=\"sdfootnote13sym\">13<\/a> Hanno arrestato qualcun altro?<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote14\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote14anc\" name=\"sdfootnote14sym\">14<\/a> Bambina mia sta succedendo qualcosa. Devo andare dai ragazzi. Tu vai da Richetta e aspettami l\u00e0. Non allontanarti<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote15\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote15anc\" name=\"sdfootnote15sym\">15<\/a> Un buffetto in testa<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote16\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote16anc\" name=\"sdfootnote16sym\">16<\/a> Antonio sono io, I ragazzi dove sono?<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote17\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote17anc\" name=\"sdfootnote17sym\">17<\/a> Stamattina hanno caricato tutto<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote18\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote18anc\" name=\"sdfootnote18sym\">18<\/a> Ragazzi potete uscire<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote19\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote19anc\" name=\"sdfootnote19sym\">19<\/a> Diomira torna a casa adesso. Io e i ragazzi rimaniamo un altro giorno qui.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote20\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote20anc\" name=\"sdfootnote20sym\">20<\/a> domani<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote21\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote21anc\" name=\"sdfootnote21sym\">21<\/a> \u00c8 ancora in giro<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote22\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote22anc\" name=\"sdfootnote22sym\">22<\/a> Stasera quando si fa notte<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote23\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote23anc\" name=\"sdfootnote23sym\">23<\/a> Una buona notizia<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote24\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote24anc\" name=\"sdfootnote24sym\">24<\/a> Sono andati via<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote25\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote25anc\" name=\"sdfootnote25sym\">25<\/a> Hanno finito<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote26\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote26anc\" name=\"sdfootnote26sym\">26<\/a> Don Arturo che dici, abbiamo vinto? \u2013 gioco di parole che in dialetto pu\u00f2 significare anche \u201csiamo venti\u201d<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote27\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote27anc\" name=\"sdfootnote27sym\">27<\/a> Siamo ventuno ci sono anche io<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; RACCONTO BREVE SEMO VINTUNO di Mira Carpineta Capistrello giugno 1944 C\u2019era ancora qualche ora di luce e doveva sbrigarsi. 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