{"id":13320,"date":"2021-01-06T18:02:14","date_gmt":"2021-01-06T18:02:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=13320"},"modified":"2021-01-06T18:02:14","modified_gmt":"2021-01-06T18:02:14","slug":"scomparso-franco-loi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=13320","title":{"rendered":"Scomparso Franco Loi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/20210106_150040.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-13321\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/20210106_150040.jpg\" alt=\"\" width=\"2896\" height=\"2896\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/20210106_150040.jpg 2896w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/20210106_150040-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/20210106_150040-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/20210106_150040-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/20210106_150040-1024x1024.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 2896px) 100vw, 2896px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div dir=\"auto\">La scomparsa di Franco Loi. Il poeta che cerc\u00f2 la bellezza<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">Pierfranco Bruni<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">Ci ha lasciato anche Franco Loi. Il poeta dei dialetti di una Milano sempre da raccontare. Una Milano che pu\u00f2 avere il cuore del padre sardo, una Milano oltre le nebbie che l&#8217;anima emiliana della madre. Astrologo e mago, alchimista e profetico.\u00a0 Da Dante a Dostoevskij a Belli. La bellezza e iil male in in un viaggio onirico di studio e di scavi di vita e di pagine. Franco Loi con il suo dialetto ha ricreato un mondo. Il suo mondo di ricordanze infinite.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">Franco Loi seppe ascoltare il tempo della vita attraversando la storia e la lingua. La storia passa, si attraversa, si consuma. Restano i dettagli. La lingua resta. \u00c9 nella lingua che si conquista l&#8217;immaginario o la visione della bellezza.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">Cosi:<br \/>\n\u00abCume se fa a parl\u00e0 de la belessa?<br \/>\nLa furma che sa d\u00eds al fi\u00e2 del c\u00f6r?\u00bb.<br \/>\nEd ora n lingua italiana: \u00abCome si fa a parlare della bellezza?<br \/>\nLa forma che sa dire al fiato del cuore?\u00bb.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">\u00c8 la bellezza che cerca il volto delle \u00abcose\u00bb in Loi. Quella bellezza che il poeta ha posto come contrapposizione al male. Esperto e lettore di Dostoevskij non poteva essere diversamente per Loi.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">La sua poesia \u00e9 un avvolgere costante del tempo che misura la cifra degli anni in linguaggio, in parole, in frasi. Circondati dal labirinto i linguaggi sono una dissolvenza religiosa. Anarchico religioso, dopo aver vissuto il suo comunismo oltre, si radica scardinando il superfluo dalle esistenze del moderno e la poesia \u00e9 il dettaglio mecessario di essere racconto in una metafisica che \u00e8 geografia dell&#8217;anima. Scrive nei suoi versi il diario. Infatti dal saggio \u00abPoesia e religione\u00bb, in \u00abLa poesia e il sacro\u00bb del 1996 a \u00abLa lingua della poesia\u00bb dell&#8217;anno prima (1995) il suo accostarsi alla religiosit\u00e0 rende la parola una diaristica intermittenze dell&#8217;anima.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">Forse un p\u00f2 di proustiana memoria accompagna sempre la sua invisibile e palpabile malinconia. Ed ecco un suo incipit \u00abAria de la memoria\u00bb,\u00a0Poesie scelte (<a href=\"tel:1973-2002\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">1973-2002<\/a>), che riporta un mondo poetico di antropologie sommerse e mai dissolte. Fondamentale resta \u00abPoesie d&#8217;amore\u00bb con le incisioni di Ernesto Treccani, risalente al 1974. Ma \u00e8 con \u00abStr\u00f2legh\u00bb, del 1975, che la sua visione poetica diventa corpus emozionante. Poi il mosaico lirico \u00e9 mosaico di tempo con \u00abAlbum di famiglia del 1998 e con \u00abAmur del temp\u00bb, del1999. Fino a raggiungere il superamento degli orizzonti con \u00abNel sc\u00fbr\u00bb del 2013 e \u00abLa torre\u00bb del 2020. Un poeta sempre oltre. Oltre il fumo e le nebbie. Era nato a Genova il <a>21 gennaio del 1930. \u00c9 morto a Milano il 4 gennaio del 2021<\/a>.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">Nel suo linguaggio alla ricerca della poesia c&#8217;era sempre un \u00abfare spirituale\u00bb, la cui spiritualit\u00e0 non \u00e8 soltanto una testimonianza ma un essere quotidiano. Come nei versi che recitano: \u00abMi sono perduto tra le scale, cercavo le porte \/ e ho trovato un silenzio che aspettava, \/ nuovo, pieno di me e del cercare la sorte\u2026\u00bb. Cercarsi mel silenzio. Una metafisica non dell&#8217;oltre. Dell&#8217;anima s\u00ec. Perch\u00e9? Perch\u00e9 per Loi la scrittura \u00e9 stata sempre il cuore dell&#8217;uomo. Come quando ebbe a dire: \u00ab&#8230;avevo letto Dante. Ma io Dante l\u2019ho letto proprio come un romanzo. Dante per me \u00e8 stata una scoperta straordinaria&#8230;<br \/>\nPerch\u00e9 la poesia \u00e8 come il sogno. Non \u00e8 che tu vai a letto la sera e dici: &#8216;Stanotte mi sogner\u00f2 una bella donna&#8217; oppure &#8216;mi sogner\u00f2 il mare, la campagna\u2026&#8217;. No, tu vai a letto e sogni quello che il tuo inconscio ti suggerisce. Non sei tu con la testa. Non \u00e8 la tua consapevolezza mentale che scrive la poesia\u00bb.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Questo era Franco Loi. Un poeta, viaggiatore nell&#8217;anima e nell&#8217;antico dell&#8217;onirico.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; La scomparsa di Franco Loi. Il poeta che cerc\u00f2 la bellezza Pierfranco Bruni Ci ha lasciato anche Franco Loi. 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