{"id":13667,"date":"2021-02-08T20:01:55","date_gmt":"2021-02-08T20:01:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=13667"},"modified":"2021-02-08T20:01:55","modified_gmt":"2021-02-08T20:01:55","slug":"giornata-delle-foibe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=13667","title":{"rendered":"Giornata delle Foibe"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/20210208_165255.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-13668\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/20210208_165255.jpg\" alt=\"\" width=\"2896\" height=\"2896\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/20210208_165255.jpg 2896w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/20210208_165255-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/20210208_165255-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/20210208_165255-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/20210208_165255-1024x1024.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 2896px) 100vw, 2896px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div dir=\"auto\">Per il giorno delle Foibe.<\/div>\n<div dir=\"auto\">\u00c8 tempo di non dimenticare e di non indossare pi\u00f9 divise<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">Pierfranco Bruni<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">Porto dentro di me un ricordo infinito. Immenso come la memoria dei secoli tra le pagine delle civilt\u00e0. Ricordare \u00e8 meno della memoria? Il ricordo \u00e8 dentro la memoria. Ha attraversato la storia. \u00c8 tempo di guardare oltre i vetri della propria coscienza.<\/div>\n<div dir=\"auto\">A volte il respiro della notte diventa pesante. Bisogna non ascoltarlo. Le voci si fanno malinconia. Ci sono storie che si raccontano e racconti che non devono restare nella storia e non devono farsi storia. Il destino cammina tra le pieghe del tempo e tutto diventa verit\u00e0 o finzione.<br \/>\nLe parole diventano intreccio nei giorni tristi delle storie tragiche che hanno scavi di sangue. Io trascrivo tutto ci\u00f2 che un giorno annotai su un quaderno mentre mio padre, lentamente, mi parlava. Il canto triste ritorna. Non si assenta dalla memoria.<br \/>\n\u201cSparano dietro i monti\/colpi di mitra\/urtano i tentacoli della morte.\/I comunisti.\/Massacrano.\/Fili spinati, legano i polsi, i piedi,tra le mani:\/I titinicomunisti,\/i comunistititani,nella retedegli italiani comunisti.\/Sparano\/cuciono le manicon il filo di ferro,e il cuore \u00e8 metallo di latta nella storia\u201d.<\/p>\n<p>Ci sono storie, altre storie che tracciano la tragedia e la tragedia non smette di scorrere come sangue oltre il ricordo stesso\u2026<br \/>\nAscolto!<br \/>\nIliana: \u201cTi aspetto e se l\u2019alba dovesse giungere prima di te mi metter\u00f2 in cammino. Verr\u00f2 a cercati\u2026\u201d.<br \/>\nGabriele: \u201cNon lo fare. Io ritorner\u00f2 Non metterti in cammino. La strada \u00e8 nella storia. Noi siamo i vinti e lo spazio del viaggio \u00e8 senza geografia\u2026\u201d.<br \/>\nIn una lettera indirizzata a mio padre, tra le pagine di un quaderno con la copertina nera, ho trovato un appunto.<br \/>\nHo letto:<br \/>\n\u201cIn quei giorni fummo sradicati.<br \/>\nChi rimase lasci\u00f2 un urlo di sangue tra le carsiche rocce che la memoria inceppa al chiodo del cuore.<br \/>\nCi furono i silenzi e le maschere che non smisero di tagliare le parole e fu la storia la colpevole realt\u00e0 di una verit\u00e0 taciuta.<br \/>\nIn quei giorni fummo sradicati nella voce e nel destino.<br \/>\nAltri, tanti altri i cui nomi sono nel disegno della tragedia<br \/>\nprecipitati vivi nelle pietre della morte\u201d.<br \/>\n\u2026E c\u2019era il vento.<br \/>\nAnche quel giorno. Era tempo di primavera. Il sole picchiava sui casolari della campagna dalmata.<br \/>\nLa guerra era finita ma per Tito e la Jugoslavia comunista nulla era finito. Il collaborazionismo togliattiano era a conoscenza dei crimini.<br \/>\nIliana per tutta la giornata era rimasta a tagliare l\u2019erba che si era alzata oltre il porticato del giardino che circondava la casa. Gabriele studiava per definire la sua tesi di laurea.<br \/>\nErano italiani. Non erano mai stati fascisti. Non avevano combattuto neppure la guerra partigiana. Innamorati dell\u2019amore e l\u2019idea di Patria costituiva la bandiera di un ideale nel nome della condivisione profonda dei valori cristiani.<br \/>\nGabriele portava al collo la Croce di San Francesco d\u2019Assisi.<br \/>\nIliana si recava ogni mattina in una piccola chiesetta di campagna per pregare e affidarsi al dono della fede. Ogni mattina.<br \/>\nLa guerra sembrava lontana o si immaginava o si pensava finita.<\/p>\n<p>L\u2019Italia era diventata repubblicana.<br \/>\nUna notte arrivarono nel recinto di casa due auto. Scesero le \u201carmate rosse\u201d nel nome del comunismo della libert\u00e0. Massacrarono conigli, galline e un cane che abbaiava pi\u00f9 del dovuto venne sparato con un colpo alla testa.<br \/>\nAl rumore dello sparo Gabriele e Iliana si svegliarono improvvisamente. Fu un disastro. Il tragico. Si trovarono davanti al letto tre uomini armati di fucili e mitra con gagliardetti rossi.<\/p><\/div>\n<div dir=\"auto\">\nC\u2019erano tre titini e uno italiano.<br \/>\nL\u2019italiano prese la parola: \u201cIl tribunale comunista vi ha processato e vi ha condannato. Siete stati giudicati. Colpevoli\u201d.<br \/>\nLi spinsero fuori dalla stanza.<br \/>\nIliana era in vestaglia trasparente. Una vestaglia rosa e Gabriele aveva soltanto dei mutandoni. Li spinsero da una stanza ad un\u2019altra.<br \/>\nA calci, pugni, sputi.<br \/>\nIliana pi\u00f9 volte inciamp\u00f2 sotto i calci dei tre gagliardetti rossi che con i fucili puntati spingevano i due \u201cmorosi\u201d.<br \/>\nQual era la loro colpa? Erano semplicemente ITALIANI.<br \/>\nSul tavolo di cucina erano sparsi alcuni libri che servivono a Gabriele per concludere la tesi che aveva per titolo: \u201cDante nell\u2019umanesimo della cultura\u201d.<br \/>\nStrapparono i libri. Cartelle. Fogli. Giornali.<br \/>\nCondussero Iliana e Gabriele su un camion militare con una vessillo falce e martello nel rosso di una stella.<br \/>\nI comunisti titini e il comunista italiano ritornarono nella casa, ammucchiarono tutto al centro. Le poche sedie, i tavoli, indumenti, i libri e misero fuoco. Misero fuoco a tutto.<br \/>\nAl primo ricamo di fiamma Iliana grid\u00f2: \u201cE\u2019 tutto quello che ho\u201d.<br \/>\nIn lingua incomprensibile un titino, fucile in mano, spar\u00f2 dei colp\u00ec dicendo: \u201cNelle fosse non ti serviranno pi\u00f9\u201d.<br \/>\nIl camion part\u00ec. Iliana e Gabriele vennero legati con delle corde alle barre laterali interne del camion.<br \/>\nGiunsero in una zona rocciosa. Li fecero scendere. Vennero bendati.<\/p>\n<p>Partirono due colpi di pistola dritti alle gambe di Iliana e Gabriele. Con un\u2019altra corda vennero legati alla vita e furono buttati in una fossa tra le rocce. L\u00ec c\u2019erano altri corpi e i lamenti si intrecciavano con gli echi di altri lamenti.<br \/>\nDi Iliana e Gabriele non si seppe pi\u00f9 nulla. Tuttora non sappiamo nulla.<br \/>\nNella casa bruciata soltanto cenere. Cenere e vento.<br \/>\nQualche tempo dopo, in estate, fu trovato un foglio ingiallito. Si era incastrato tra i rami di un uliveto. Portava un appunto: \u201cDante e la cultura dell\u2019umanesimo\u201d.<br \/>\nErano semplicemente ITALIANI. Per anni nessuno si ricord\u00f2 dei morti infoibati, anzi dei vivi infoibati per mano comunista.<br \/>\nLa storia non si ripete ma la storia va raccontata.<\/p><\/div>\n<div dir=\"auto\">\nIliana e Gabriele sono rimasti intrappolati tra le foibe. Per amore e per l\u2019Italia e per le nostre coscienze non vanno dimenticati.<br \/>\nEra la primavera e poi l\u2019estate del 1947.<br \/>\nUna storia vera, una verit\u00e0 nella storia, un racconto tra i ritagli dei giornali?<br \/>\nMio padre, tra i tanti racconti mi ha lasciato anche questo dettaglio di storia e di esistenza. Anche questo racconto mi ha lasciato mio padre\u2026<br \/>\nIl tempo \u00e8 una cifra che segna il nostro cuore\u2026<br \/>\nIliana: \u201cEcco ci siamo ritrovati. Ma siamo vento e cenere che racconta\u2026\u201d.<br \/>\nGabriele: \u201cLa storia a volte racconta\u2026. Ma molte volte dimentica\u2026\u201d.<br \/>\nIliana: \u201cNon dimenticare mai. La verit\u00e0 \u00e8 un patto di sangue!\u201d.<br \/>\nAscolto ancora un triste canto che recita:<br \/>\n\u201cVivi\/nelle foibe,\/massacrano gli italiani.\/Pola, Istria Trieste,\/come sanno di fuoco sangue\/le rose di Danzica.\/Sparano i comunistialla nuca.\/Quante urlanelle carsiche fosse.\/La menzogna \u00e8 nella storia, e la storia recita la bugie\u201d.<\/div>\n<div dir=\"auto\">\nOra il tempo \u00e8 passato. Sempre passa il tempo e la memoria diventa di ghiaccio, ma quei massacri, quel genocidio hanno tagliato non solo la storia: \u201cLa storia raccontata \u00e8 menzogna\u2026\u201d.<br \/>\nLa menzogna ha maschere di ferro ma dell\u2019oblio non ha senso parlarne. Il vento sventola sguardi.<br \/>\nMio padre lentamente mi parlava.<br \/>\nCosa sono state le Foibe?<br \/>\nIl massacro nei confronti di chi chiedeva il diritto di essere riconosciuto<br \/>\ncome Italiano!<br \/>\nOgnuno di noi ha destini da raccontare. Ma ognuno di noi ha il diritto di testimoniarsi.<br \/>\nChi ha vissuto e conosce ha il dovere di non tacere!<br \/>\nMio padre non c\u2019\u00e8 pi\u00f9.<br \/>\nLe sue parole insistono come un tambureggiare nel mio tempo.<br \/>\nEchi. La storia diventa debole.<br \/>\nLa verit\u00e0 \u00e8 un patto di sangue! Ma cosa \u00e8 la verit\u00e0 in un tempo di dubbio atavico. Commino tra le parole e la Dalmazia \u00e8 filo di sangue che lega le rocce alla storia.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Vivere \u00e8 smettere di indossare divise e di essere uomini e donne oltre il muro!<\/div>\n<div dir=\"auto\">\nPierfranco Bruni<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\"><em>Tutte l\u2019opinioni versati nel sito, correspondono solo a chi la manifesta. Non e necessariamente l\u2019opinione della Direzione.<\/em><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Per il giorno delle Foibe. \u00c8 tempo di non dimenticare e di non indossare pi\u00f9 divise Pierfranco Bruni Porto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,35],"tags":[],"class_list":["post-13667","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-opiniones"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13667","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=13667"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13667\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=13667"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=13667"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=13667"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}