{"id":13719,"date":"2021-02-09T22:59:43","date_gmt":"2021-02-09T22:59:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=13719"},"modified":"2021-02-09T22:59:43","modified_gmt":"2021-02-09T22:59:43","slug":"la-guerra-dei-6-giorni-non-termino-con-mio-padre-di-alan-david-baumann-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=13719","title":{"rendered":"\u00abLa guerra dei 6 giorni non termin\u00f2 con mio padre\u00bb di Alan David Baumann &#8211; recensione"},"content":{"rendered":"<p>IN LIBRERIA: \u201cLA GUERRA DEI 6 GIORNI NON TERMINO\u2019 CON MIO PADRE\u201d<\/p>\n<p>Articoli, diari e riflessioni scritti da Alberto Baumann dal \u201967 al \u201969 nella raccolta curata dal figlio, il giornalista Alan Dav\u00ecd<\/p>\n<p>di Silvia Gambadoro<\/p>\n<p>\u201c\u2026Del mio credere ti lascio l\u2019origine, la luminosa durezza di essere Ebreo. A te la volont\u00e0 incorruttibile. A te soffrire piuttosto che subire. Del mio piangere ti lascio il sospiro; quello che viene e dischiude la speranza\u201d.<br \/>\nAlberto Baumann<\/p>\n<p>La coscienza della propria identit\u00e0 che affonda le radici nel profondo. \u00a0La consapevolezza di appartenere ad un popolo, ad una terra antica, e sentirne il richiamo ancestrale, anche per chi, come Alberto Baumann \u00e8 nato a migliaia di km di distanza.\u00a0Una vita intera alla ricerca di una risposta alla domanda pi\u00f9 semplice e pura di questo mondo: \u201cperch\u00e9? Perch\u00e9\u00a0questo odio, frutto di ignoranza, di pregiudizio, di convenienza, vissuto in prima persona sulla propria pelle gi\u00e0 da bambino, costretto ad errare nelle campagne toscane per paura di essere preso dai Tedeschi. E\u2019 cresciuto nella Resistenza Alberto Baumann, (1933- 2014)\u00a0come maestra di vita la strada\u00a0che gli ha impartito le lezioni pi\u00f9 belle, il significato dell\u2019amicizia,\u00a0della solidariet\u00e0, il lottare per un ideale, il non lasciarsi scorrere addosso la vita.<\/p>\n<p>Alberto nel 1991<br \/>\nTutto questo insieme\u00a0all\u2019amara consapevolezza scaturita da millenni di discriminazioni vissuti da un popolo perennemente in lotta e sulla sua stessa pelle. Il\u00a0piccolo \u201cBerzi\u201d \u00e8 costretto a nascondersi nelle campagne toscane per sfuggire alle retate dei tedeschi, escluso dalla scuola per le leggi razziali, privato di un padre che per la sua condizione di apolide fu\u00a0fatto salire su un treno, in manette,\u00a0davanti agli occhi innocenti di un figlio, che lo vede tornare chiuso in un mutismo \u201csenza sorriso\u201d dopo 8 lunghi anni di\u00a0confino. Una lunga diaspora quella di Alberto Baumann, iniziata dall\u2019infanzia.\u00a0Artista poliedrico, giornalista, scrittore, poeta, creatore di format televisivi, ma prima di tutto un uomo, un ebreo, un combattente che ha risposto alla violenza e all\u2019ingiustizia della storia con le armi della ragione, della cultura, della bellezza, della filosofia e della poesia.<br \/>\n\u201cAlberto era certamente laico, talvolta addirittura ateo, ma rimaneva profondamente ebreo. Il suo era puro amor di popolo, sin da quando a ricordarglielo furono le Leggi Razziali del \u201938, fino alla sua perenne lotta contro le ingiustizie\u201d, scrive di lui il figlio Alan Dav\u00ecd. Perch\u00e9 l\u2019antisemitismo, l\u2019odio per gli ebrei e per Israele, sono tre facce della stessa medaglia. Lo scopriamo nel libro \u201cLa guerra dei 6 giorni non termin\u00f2 con mio padre\u201d a cura di Alan D. Baumann, Citt\u00e0 del Sole Edizioni. Emozioni, riflessioni, diari, appunti. Capolavori letterari scritti da Baumann sotto forma di articoli\u00a0dal \u201967 al \u201969 dopo lo scoppio della Guerra dei 6 giorni e raccolti dal figlio\u00a0Alan Dav\u00ecd a circa 7 anni dalla morte del padre. Alberto ha dedicato tutto s\u00e9 stesso al dovere morale della memoria. Per non dimenticare, per tramandare l\u2019orrore di quella violenza\u00a0disumana\u00a0che dopo il nazismo serpeggia nel mondo. Allora come oggi.<br \/>\nIl 5 giugno del \u201867 scoppia la Guerra in Medio Oriente.\u00a0Da una parte Israele e dall\u2019altra Egitto, Siria e Giordania ma anche Iraq, Algeria, Arabia Saudita e Kuwait entrano in guerra al fianco dei fratelli arabi\u00a0per annientare lo stato ebraico. Dalle assolate piazze della capitale, in una Roma densa di promesse, Baumann sente la necessit\u00e0 di partire alla volta di Israele. Per replicare a quel \u201cperch\u00e9, per una risposta alle sue domande, per capire, per\u00a0esserci. \u201cPur essendo rimasto convinto della sua irreligiosit\u00e0, il suo essere parte del Popolo Ebraico richiedeva una necessaria presenza fisica oltre che morale\u201d spiega il figlio. Grato alla moglie per aver compreso, per averlo lasciato andare. Quando giunger\u00e0 a Gerusalemme, non c\u2019 \u00e8 gi\u00e0 pi\u00f9 traccia della Guerra. Tutti ne parlano, ma il popolo d\u2019Israele ha vinto ed \u00e8 abituato a ricominciare. Ha gi\u00e0 ricostruito, cancellato, perch\u00e9 la vita va avanti. E gli ebrei lo sanno bene.<br \/>\nIl matrimonio con Eva Fischer<br \/>\nNasce proprio\u00a0durante questo viaggio l\u2019idea\u00a0di fondare un giornale ebraico, come ricorda Lia Levi nella prefazione.\u00a0\u201cShalom\u201d (titolo nato dall\u2019intuizione della moglie di Alberto, la pittrice\u00a0Eva Fischer) diviene il portavoce effettivo delle risposta politica e culturale del tempo, racconta\u00a0il voltafaccia della Sinistra che si schiera contro lo Stato d\u2019Israele, ma anche della\u00a0morte di\u00a0Martin Luther King,\u00a0e a pochi mesi di distanza di quella di Robert Kennedy,\u00a0il 5 giugno del\u00a0\u201968, in occasione del primo anniversario della guerra dei 6 giorni.\u00a0 Un momento storico che ancora una volta \u00e8 segnato dall\u2019antisemitismo e dalla violenza. Baumann ne diventa l\u2019interprete, attraverso pagine di riflessioni da cui traspare attraverso una sottile, dolente ironia, lo sdegno per chi attenta in ogni parte del mondo alla dignit\u00e0 dell\u2019Uomo, come\u00a0gi\u00e0 avvenuto in Polonia, nella penisola balcanica, in Russia. Come accaduto durante la Shoah, come purtroppo potrebbe accadere ancora oggi.<br \/>\nSogni Capovolti<br \/>\nScrive Alan David: \u201cTutto quanto scritto allora potrebbe essere recente, ma questo non \u00e8 positivo tranne solo per il piacere della lettura: significa che l\u2019uomo non impara\u201d. Lo aveva compreso Alberto Baumann, istrionico, circense, polimata, ma l\u2019amore per la vita \u00e8 pi\u00f9 forte della testimonianza della storia. La speranza non pu\u00f2 e non deve morire. \u00a0E allora bisogna scrivere, parlare denunciare, ribellarsi, attraverso le parole, le emozioni, attraverso i colori di\u00a0\u201cSogni capovolti\u201d. E\u2019 questo il significato pi\u00f9 profondo della sua straordinaria produzione artistico letteraria. Solo la memoria e la forza della testimonianza e della parola\u00a0pu\u00f2 ricordarci chi siamo, e salvare il mondo dall\u2019odio.<\/p>\n<p>Alan Dav\u00ecd Baumann\u00a0\u00e8 nato a Roma il 15 maggio 1964. Ha fondato nel 2005 e dirige tuttora la testata giornalistica on-line \u201cL\u2019ideale\u201d (https:\/\/www.lideale.info). Nel 2015 ha creato \u201cABEF \u2013 archivio baumann e fischer\u201d e nel 2020 \u00e8 nata la Fondazione Eva Fischer. Dichiara di Vendere Fantasia: una figura professionale che ne incorpora tante altre. 30 anni di esperienza che hanno forgiato questo job, attraverso la raccolta di idee, emozioni, colori. Relazioni e connessioni tra grafica, giochi di parole, marketing, contatti, informatica, editoria, mostre d\u2019arte, convegni, giornalismo, creazioni di logo, concetti, ecc. Unire pensieri ad azioni, far diventare fatti le parole. Rendere realt\u00e0 la fantasia, significa portare avanti le proprie idee rendendole di facile impatto ed utilit\u00e0, come lo scrivere per chi non sa (fra le prime nozioni del giornalismo), senza offuscarne il gusto, la qualit\u00e0, l\u2019obbiettivo di spartire le proprie idee. \u201cVendere Fantasia\u201d, perch\u00e9 solo grazie ad essa si pu\u00f2 attivare una condivisione positiva e tramutare un\u2019esistenza passiva. Vendere immaginazione condita con creativit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Tutte l\u2019opinioni versati nel sito, correspondono solo a chi la manifesta. Non e necessariamente l\u2019opinione della Direzione.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IN LIBRERIA: \u201cLA GUERRA DEI 6 GIORNI NON TERMINO\u2019 CON MIO PADRE\u201d Articoli, diari e riflessioni scritti da Alberto Baumann [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,22],"tags":[],"class_list":["post-13719","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-libros-y-revistas-literatura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13719","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=13719"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13719\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=13719"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=13719"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=13719"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}