{"id":14014,"date":"2021-03-06T10:31:21","date_gmt":"2021-03-06T10:31:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=14014"},"modified":"2021-03-06T10:31:43","modified_gmt":"2021-03-06T10:31:43","slug":"recensione-baltasar-gracian-oracolo-manuale-ovvero-larte-della-prudenza-adelphi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=14014","title":{"rendered":"Recensione: Baltasar Graci\u00e1n, \u201cOracolo manuale ovvero l\u2019arte della prudenza\u201d, Adelphi"},"content":{"rendered":"<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-14014 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=14015'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Baltasar-Graci\u00e1n-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=14016'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/cover-Gracian-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-size: large;\"><b>Baltasar Graci\u00e1n, \u201cOracolo manuale ovvero l\u2019arte della prudenza\u201d, Adelphi<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">TORINO &#8211; La casa editrice Adelphi ha, meritoriamente, ripubblicato \u201c<i>Oracolo manuale ovvero l\u2019arte della prudenza<\/i>\u201d di <b>Baltasar Graci\u00e0n<\/b>, un libro stampato la prima volta nel 1647 e scritto da un gesuita aragonese. All\u2019inizio della decadenza dell\u2019impero spagnolo, Graci\u00e0n realizza un testo enigmatico, densissimo, spiazzante composto di 300 brevi aforismi fulminanti nella loro icasticit\u00e0, paronomasie, ossimori, metafore, calembour. Il gesuita si assume il compito di elaborare una via, sempre strettissima, per il cristiano che opera nel mondo post rinascimentale e della prima modernit\u00e0, un mondo che, dopo <b>Machiavelli<\/b>, sembra aver rescisso il legame non solo tra morale e politica, in nome della novella ragion di stato, ma anche tra morale e rapporti personali dando vita per contrapposizione, all\u2019interno del Cattolicesimo stesso, a riflessioni polemiche rigoriste sfocianti nell\u2019eterodossia di alcune posizioni gianseniste.<\/p>\n<p align=\"justify\"><a name=\"_GoBack\"><\/a> Ma la raccolta di <b>Graci\u00e0n<\/b> non \u00e8 un \u201cColloquio con se stesso\u201d, come il testo di <b>Marco Aurelio<\/b> il cui stoicismo spesso traspare tra le righe e neanche un insieme di \u201cPensieri\u201d dominati dalla scommessa sull\u2019esistenza di Dio, come il contemporaneo libro di <b>Pascal<\/b>, non \u00e8 neppure l\u2019antesignana di uno Zarathustra che si aggira nel deserto del moderno nichilismo, come la lesse <b>Nietzsche<\/b> dopo la riscoperta da parte di <b>Schopenhauer<\/b>. <b>Graci\u00e0n <\/b>\u00e8 innanzi tutto un gesuita spagnolo del Siglo de oro e l\u2019illuminante saggio di <b>Marc Fumaroli<\/b> in appendice ne chiarisce molto bene il significato. L\u2019arte della prudenza parte dal presupposto della fragilit\u00e0 della condizione umana sempre in procinto di rovinare nel male. Nell\u2019uomo il peccato originale ha creato un \u201cvulnus\u201d compromettendone, non irrimediabilmente a differenza di quanto sostenuto dal protestantesimo, le facolt\u00e0; nel suo spazio interiore, spesso viene citato il temine della teologia mistica <i>synderesis<\/i>, n\u00e9 totalmente corrotto n\u00e9 senza speranza, opera la Grazia divina e, attraverso la Grazia illuminante le proprie facolt\u00e0, l\u2019uomo pu\u00f2 agire, senza smettere di essere Cristiano, in un mondo che si \u00e8 congedato dal Cristianesimo medievale.<\/p>\n<p align=\"justify\">Gli aforismi per\u00f2 non mirano a elaborare un\u2019etica in s\u00e9 conchiusa perch\u00e9 non si tratta di individuare delle norme rigide da applicarsi alle pi\u00f9 svariate occasioni; l\u2019obiettivo \u00e8 mostrare come comportarsi con prudenza e autodisciplina, senza farsi trascinare dalle passioni, ma controllandole, poich\u00e9 anch\u2019esse possono essere utilizzate positivamente, agendo quindi non in modo rigido, ovvero prevedibile, bens\u00ec flessibile, in grado di adattarsi alle innumerevoli situazioni quotidiane n\u00e9 per una mera autoaffermazione n\u00e9 perseguendo una politica di potenza che abbia rescisso i legami dalla \u201crespublica Christiana\u201d. In un testo teologicamente densissimo (i problemi di fondo sono il rapporto tra Grazia e libert\u00e0 dell\u2019uomo, l\u2019interpretazione di <b>Agostino<\/b>, la morale gesuitica contrapposta alla posizione giansenista, il valore dell\u2019operare umano, l\u2019antimachiavellismo) dove per\u00f2 la teologia non sembra mai comparire, l\u2019ultimo brano d\u00e0 il tono al tutto perch\u00e9 al fondo dell\u2019opera, come sigillo finale del testo l\u2019aforisma 300 s\u2019intitola \u201cIn una parola, santo\u201d.<\/p>\n<p align=\"justify\">Qui la virt\u00f9 umana, santificata dalla Grazia divina, rende infine \u201cun individuo saggio, attento, sagace, accorto, coraggioso, dignitoso, integro, felice\u201d (pag. 145). Meditazioni sugli \u201cEsercizi spirituali\u201d di Loyola (\u201cDio si adopera e lavora per me in tutte le cose create sulla faccia della terra\u201d, Quarta Settimana), sul Vangelo (\u201cEcco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe\u201d Matt. 10,16,), sui grandi classici, in primis <b>Cicerone, Tacito e Seneca<\/b>, suggestioni dell\u2019umanesimo cristiano erasmiano e del relativo confronto con <b>Lutero<\/b> sul \u201cservo arbitrio\u201d, nonch\u00e9 una ripresa del \u201cNulla di troppo\u201d delfico rappresentano i punti di riferimento di <b>Graci\u00e0n<\/b> che sa bene di non poter cambiare la natura umana, ma vi si adegua (prudentemente), la accetta nelle sue debolezze e bassezze, nelle sue piccole cattiverie e grandi malvagit\u00e0 (i lupi dell\u2019Evangelo), nella certezza che la Grazia divina opera in esse e l\u2019uomo non \u00e8 del tutto corrotto nel suo agire: \u00e8 la ripresa gesuitica, si pensi a <b>Matteo Ricci<\/b> e <b>San Francesco Saverio<\/b>, dell\u2019esempio paolino: \u201cMi sono fatto tutto a tutti, per salvare ad ogni costo qualcuno\u201d, 1 Cor. 9,22.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ma il testo dell\u2019Adelphi \u00e8 di notevole interesse anche per il poc\u2019anzi citato corposissimo saggio di <b>Fumaroli<\/b>. Il grande intellettuale francese ha il merito di ricondurre <b>Graci\u00e0n<\/b> alle sue coordinate di pensiero facendolo reagire con la cultura a lui contemporanea, soprattutto francese. Nell\u2019analisi della ricezione oltralpe Fumaroli delinea un\u2019interpretazione del Gran Si\u00e8cle francese in cui il gesuita \u00e8 posto in relazione con le correnti culturali del giansenismo, del gallicanesimo e del machiavellismo paganeggiante del <b>Re Sole<\/b>; emergono cos\u00ec, quasi in controluce rispetto al rapporto con Grac\u00ecan, i presupposti dei cosiddetti Lumi settecenteschi nonch\u00e9 l\u2019approdo all\u2019ideologia rivoluzionaria. Fumaroli tratteggia una \u201cvia francese alla modernit\u00e0\u201d di notevole interesse anche per noi italiani perch\u00e9 spesso i percorsi intellettuali franco-spagnoli incrociano la letteratura, le arti e la politica degli stati della penisola e soprattutto nei centri pi\u00f9 importanti di <b>Venezia, Roma e Napoli<\/b>.<\/p>\n<p align=\"justify\">E\u2019 da rilevarsi, in chiusura, come nel <b>Belpaese <\/b>su Grac\u00ecan, sul barocco e su tutto il \u2018600 italiano abbia pesato il giudizio negativo della critica otto novecentesca di <b>Croce<\/b> e prima ancora di <b>De Sanctis<\/b>. Il XVII secolo, compreso l\u2019autore dell\u2019<i>Oracolo<\/i>, \u00e8 stato visto solo come decadenza, vuota verbosit\u00e0, arido artificio. Cos\u00ec \u00e8 poco ricordato <b>Torquato Accetto<\/b> e la sua \u201c<i>Della dissimulazione onesta<\/i>\u201d, Napoli 1641, ove il termine dissimulazione, centrale nel gesuita aragonese, non \u00e8 sinonimo di ipocrisia, ma affonda le radici nell\u2019ambiguit\u00e0 ontologica dell\u2019uomo nello <i>status naturae lapsae<\/i>; non si presta attenzione alla poesia di <b>Giovan Battista Marino<\/b> e al suo ammirevole lavoro sulla lingua, che sarebbe cos\u00ec utile per tanti improvvisati poeti contemporanei obnubilati dalla ipostasi del \u201cgenio\u201d; sono ignorate le eleganti poesie in latino di <b>Urbano VIII Barberini<\/b>, pensate proprio contro Marino in funzione antispagnola e filofrancese.<\/p>\n<p align=\"justify\">Trascurati sono i legami della nostra cultura con la poesia di <b>G\u00f2ngora<\/b>, i p\u00eccari di Quevedo il teatro di <b>Lope de Vega<\/b> e <b>Calderon de la Barca<\/b>; ricordiamo <b>Cervantes<\/b> ma poco conosciuto \u00e8 <b>Graci\u00e0n<\/b> il cui trattato di estetica, \u201cL\u2019acutezza e l\u2019arte dell\u2019ingegno\u201d, \u00e8 stato posto in relazione, dalla critica pi\u00f9 avvertita, con le avanguardie novecentesche, ma \u00e8 stato disprezzato da <b>Croce<\/b>. Proprio per riavvicinarci a questi autori, italiani e spagnoli, per riprendere il filo che a loro ci lega, per riscoprire il loro ruolo europeo, talvolta mediterraneo, sempre sovranazionale vale la pena rileggere <b>Graci\u00e0n<\/b>. Egli, a distanza di quattro secoli ha ancora molto, moltissimo da insegnarci e da dirci non solo su noi stessi ma anche sul Cattolicesimo e sull\u2019attuale Pontefice che della famiglia spirituale di <b>Graci\u00e0n<\/b> e della sua tradizione teologica e filosofica, per tacere della lingua, fa saldamente parte.<\/p>\n<p align=\"justify\"><b>Nicola F. Pomponio<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Baltasar Graci\u00e1n, \u201cOracolo manuale ovvero l\u2019arte della prudenza\u201d, Adelphi TORINO &#8211; La casa editrice Adelphi ha, meritoriamente, ripubblicato \u201cOracolo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,22],"tags":[],"class_list":["post-14014","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-libros-y-revistas-literatura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14014","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=14014"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14014\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=14014"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=14014"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=14014"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}