{"id":14259,"date":"2021-03-28T13:27:14","date_gmt":"2021-03-28T13:27:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=14259"},"modified":"2021-03-28T13:27:14","modified_gmt":"2021-03-28T13:27:14","slug":"il-prigioniero-dimenticato-il-nuovo-libro-di-serpentini-e-di-giovanni-sulla-prigionia-di-enrico-sappia-a-castel-dellovo-di-napoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=14259","title":{"rendered":"IL PRIGIONIERO DIMENTICATO &#8211; Il nuovo libro di Serpentini e Di Giovanni sulla prigionia di Enrico Sappia a Castel dell\u2019Ovo di Napoli"},"content":{"rendered":"<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-14259 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=14260'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Copertina-AA-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=14261'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Copertina-completa-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=14262'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Sappia_Henri_phot._Appert.jpeg-1-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=14263'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/documento-1-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=14264'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/documento-2-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Cambria, serif;\">28 marzo 2021<\/span><\/p>\n<p align=\"center\">\u201c<span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><i><b>IL PRIGIONIERO DIMENTICATO\u201d<\/b><\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><b>Il nuovo libro di Serpentini e Di Giovanni sulla prigionia di Enrico Sappia <\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><b>a Castel dell\u2019Ovo di Napoli<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\">di<\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><b> Goffredo Palmerini<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\">L\u2019AQUILA &#8211; E\u2019\u00a0uscita in questi giorni per i tipi di Artemia Nova Editrice l&#8217;ultima fatica degli studiosi <\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><b>Elso Simone Serpentini<\/b><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"> e <\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><b>Loris Di Giovanni<\/b><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"> dal titolo <\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><i>\u201cIl prigioniero dimenticato. La detenzione di Enrico Sappia a Castel dell&#8217;Ovo (1850-1854)<\/i><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\">\u201d. Nella precedente biografia di <\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><b>Enrico Sappia<\/b><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\">, cospiratore e agente segreto di Giuseppe Mazzini, scritta a quattro mani da <\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><b>Elso Simone Serpentini<\/b><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"> e <\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><b>Maurice Mauviel<\/b><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\">, alla detenzione del \u201cnizzardo errante\u201d nel carcere napoletano di <\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><b>Castel dell&#8217;Ovo<\/b><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"> \u00e8 dedicato il secondo capitolo, per un totale di cinquantatre pagine. Viene descritto sommariamente un arco di vita di poco meno di quattro anni, da quando Sappia non aveva ancora compiuto 18 anni, a quando ne stava per compiere 22, dal dicembre 1850 al febbraio 1854. Ulteriori ricerche condotte da <\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><b>Serpentini <\/b><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\">e <\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><b>Di Giovanni<\/b><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"> presso l&#8217;Archivio di Stato di <\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><b>Napoli<\/b><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"> e in altri archivi, tra cui quello privato Damiani di <\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><b>Palermo<\/b><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\">, hanno consentito di scandire con maggiori dettagli e con pi\u00f9 minute informazioni questa detenzione napoletana di un personaggio singolare, la cui vita avventurosa attraversa per lungo tratto gli accadimenti pi\u00f9 significativi della seconda met\u00e0 dell&#8217;Ottocento e lo porta a contatto diretto con le maggiori personalit\u00e0 italiane ed europee del proprio tempo.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\">Nell\u2019introduzione citata alla biografia di <\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><b>Enrico<\/b><\/span> <span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><b>Sappia<\/b><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"> si rimarcava che pi\u00f9 si investigava su questo misterioso personaggio &#8211; un lungimirante intellettuale che aveva messo il suo genio al servizio di un ideale repubblicano mosso da una democratica visione dell\u2019Europa &#8211; pi\u00f9 cresceva il desiderio di conoscere meglio la sua personalit\u00e0, per molti versi sfuggente, in quanto volutamente tenuta nascosta ai curiosi. L\u2019analisi dettagliata dei documenti relativi alla sua detenzione a <\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><b>Castel dell\u2019Ovo<\/b><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"> e dei nuovi documenti rinvenuti conferma la segnalata impressione e porta gli autori di questo volume ad esprimere la soddisfazione per la riuscita del tentativo di mettere in luce molti aspetti di un periodo cruciale della vita tumultuosa di Sappia, determinante per la formazione del suo carattere, di cui negli anni successivi si avr\u00e0 un&#8217;espressione ancora pi\u00f9 articolata.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\">Il contributo ad una maggiore conoscenza del personaggio Sappia, cos\u00ec come esso si viene formando nell&#8217;et\u00e0 giovanile, viene soprattutto dai rapporti della polizia borbonica, dai suoi scritti vergati durante la detenzione, specie quelli poetici, dai suoi comportamenti in carcere, alla continua ricerca di un modo, sempre assai scaltro, di rendere pi\u00f9 tollerabile la detenzione. Mentre altri detenuti, anche di rilevante notoriet\u00e0, ebbero a soffrire a <\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><b>Castel dell&#8217;Ovo<\/b><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"> pene e sofferenze indicibili, il giovane <\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><b>Sappia<\/b><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\">, pressoch\u00e9 imberbe, seppe ricorrere ad una incredibile serie di stratagemmi per alleviare le sue sofferenze con una proteiforme capacit\u00e0 di simulazione e di adattamento. Gioc\u00f2 con la polizia napoletana e con i suoi carcerieri con grande astuzia, promettendo rivelazioni in cambio di trattamenti pi\u00f9 benevoli, concedendone alcune, vere ma mischiate ad altre false e incredibili, al solo scopo di rendersi \u201cappetibile\u201d agli occhi di chi era abituato a servirsi delle confidenze dei carcerati, estorte in vari modi, non esclusa la tortura o la minaccia di tortura, per avviare sempre nuove istruttorie e nuove carcerazioni.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\">Anche riguardo ai quattro anni della detenzione a Castel dell&#8217;Ovo vale ci\u00f2 che si diceva nella citata introduzione alla biografia di Sappia. Lo storico apprende progressivamente che la sua ricerca non pu\u00f2 mai avere fine. Perci\u00f2 quanto trovato nei fascicoli dell&#8217;<\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><b>Archivio di Stato di Napoli <\/b><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\">e nell&#8217;<\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><b>Archivio Damiani<\/b><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\">, o in altre fonti documentaristiche, deve essere considerato non l&#8217;ultimativa e definitiva ricostruzione di un\u2019incredibile odissea, quale fu la vita di <\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><b>Sappia<\/b><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\">, ma un terreno di coltura sul quale il seme dell&#8217;indagine pu\u00f2 ancora attecchire e germogliare. Non tutte le porte si sono aperte e non di tutte le serrature si sono trovate le chiavi, perci\u00f2 alcune domande restano senza una risposta conclusiva e portano solo ad ipotesi storiche e storiografiche, illuminate anche dallo svolgimento successivo degli elementi biografici del nizzardo.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\">Ad altre domande la risposta che viene data in questo lavoro \u00e8 compiuta e certa, cos\u00ec come le ipotesi che ne conseguono. Il giovane prigioniero us\u00f2 l&#8217;arte dell&#8217;infingimento e le sue mosse furono, nonostante la giovanissima et\u00e0, sempre avvedute, pur avendo a che fare con vecchie volpi ed esperte faine, che seppe ingannare e tenere avvinte alle sue reti e alle sue capacit\u00e0 seduttive. La stessa strategia us\u00f2 con il non meno esperto comandante del Forte, direttore del carcere, di cui seppe cogliere le debolezze, riuscendo ad infiltrarsi nella sua famiglia, della quale seppe guadagnarsi le grazie. Le sue profferte di sudditanza al Re, che si proponeva di uccidere a suo arrivo a <\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><b>Napoli<\/b><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\">, sembravano sincere, ma non lo erano, cos\u00ec come non erano sinceri i suoi pentimenti e le sue abiure del settarismo, le sue conversioni religiose e i suoi cedimenti. Questo anche nella seconda parte della sua detenzione, gli ultimi due anni, quando in parte il suo gioco venne scoperto e le condizioni carcerarie si fecero pi\u00f9 dure.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\">Tutto quello che disse e tutto quello che fece aveva un solo obiettivo: alleviare la sua sofferenza. Tutto il resto non contava e passava in secondo piano. La sua scaltrezza \u00e8 indubbia. Perfino il far finta di non avvedersi che gli erano stati messi alle costole agenti provocatori, con il compito di spiarlo e di riferire ci\u00f2 che faceva, ci\u00f2 che diceva e ci\u00f2 che pensava faceva parte del gioco e del suo armamentario. Di quegli agenti egli si serv\u00ec per far sapere ai suo carcerieri ci\u00f2 che desiderava che essi sapessero, pur consapevole che essi non avrebbero creduto, per nulla o in parte, alle informazioni che egli dava loro con quel mezzo. Il gioco a rimpiattino fra le due parti fu un gioco di specchi contrapposti nel quale ciascuno tentava di essere pi\u00f9 scaltro dell\u2019altro e fare la mossa vincente.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\">Gli ultimi due anni, pi\u00f9 pesanti, furono per lui a <\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><b>Castel dell&#8217;Ovo<\/b><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"> oggettivamente pi\u00f9 difficili. Ma il gioco continu\u00f2, mentre l\u2019indifferenza sostanziale del governo piemontese alle sue sorti, o il ritardo con il quale se ne occupava su sollecitazione di taluni membri dell&#8217;apparato, faceva di lui, di fatto, un \u201cprigioniero dimenticato\u201d, che perci\u00f2 doveva fare affidamento solo su se stesso per sopravvivere fino alla sospirata scarcerazione. E, quando questa alla fine arriv\u00f2, rest\u00f2 nel prigioniero <\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><b>Sappia<\/b><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"> una rabbia contenuta a fatica, che gli fece perfino immaginare di poter tornare subito a Napoli, per prendersi chiss\u00e0 quale rivalsa, o, forse, fingere di volervi tornare per confondere i suoi carcerieri. I protagonisti di quello che la stampa inglese descrisse come un inferno in terra, quello delle prigioni borboniche, di cui tante altre vittime si dolsero con espressioni tanto e tanto a lungo gridate &#8211; si pensi a <\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><b>Luigi Settembrini<\/b><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"> e a <\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><b>Sigismondo Castromediano<\/b><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"> -, a fronte del giovane e scaltro <\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><b>Sappia<\/b><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"> appaiono personaggi di rango inferiore a quello descritto in altri racconti, spesso confusi dalle arti quasi magiche del giovane prigioniero piemontese. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\">Il terribile Prefetto di Polizia <\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><b>Gaetano Peccheneda<\/b><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\">, quasi un mostro di misfatti, l\u2019orco dei racconti, a fronte dell&#8217;impudenza di <\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><b>Sappia<\/b><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"> acquista, cos\u00ec come il suo successore <\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><b>Orazio Mazza<\/b><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\">, non meno famigerato, un carattere \u201cpi\u00f9 umano\u201d. <\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><b>Castel dell&#8217;Ovo<\/b><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\">, che per altri fu, e tale apparve, lo <\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><b>Spielberg<\/b><\/span> <span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><b>italiano<\/b><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\">, capace con la sua durezza di piegare anche i temperamenti pi\u00f9 solidi. Per Sappia invece fu, per lunghi tratti, quasi un comodo albergo, con vista sul mare, nel quale potersi concedere il tempo per la poesia e dal quale uscire per gite di piacere nelle principali localit\u00e0 turistiche del circondario napoletano. Cos\u00ec si chiude il condensato del libro in terza di copertina: <\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><i>\u201c[\u2026] Lui \u00e8 Enrico Sappia e dal primo momento gioca con i suoi carcerieri, con il Comandante del Forte, col Prefetto di Polizia, con lo stesso Sovrano, una partita a scacchi che ha una posta altissima: la vita. E\u2019 una partita che dura quattro lunghi anni, tra alterne vicende, delazioni, ritrattazioni, lusinghe, spie, agenti, provocatori, arroccamenti. Poi arriva la mossa a sorpresa che mette il Re \u201csotto scacco\u201d e gli apre la porta di una delle pi\u00f9 temute prigioni del Regno. [\u2026]\u201d <\/i><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\">Dopo la scarcerazione, l&#8217;esperienza detentiva si rivel\u00f2 educativa per il cospiratore e agente segreto di Mazzini. <\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><b>Enrico Sappia<\/b><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"> far\u00e0 tesoro di questa esperienza quando diventer\u00e0 l&#8217;agente di <\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><b>Mazzini<\/b><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\">, cambiando mille volti e mille nomi per apparire e scomparire, quasi per incanto, in tutti gli scenari pi\u00f9 importanti del <\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><b>Risorgimento italiano<\/b><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\">. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\">Giova infine dare, al lettore di questa nota, solo qualche cenno sull\u2019intensa e movimentata vita di <\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><b>Enrico Sappia<\/b><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\">. Era nato il 17 aprile 1833 a <\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><b>Toetto di Scarena<\/b><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\">, un villaggio allora piemontese (ora <\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Tou\u00ebt de l&#8217;Escar\u00e8ne, nelle<\/span><\/span> <span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Alpi marittime francesi) nella contea di Nizza, da un\u2019antica famiglia benestante. Trasferitosi con la famiglia a <\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Nizza<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, il giovane Enrico si forma nel Collegio dei Gesuiti seguendo studi classici. Appena quindicenne nel 1848 lascia la citt\u00e0 per seguire <\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Giuseppe Garibaldi<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> in Lombardia, nella guerra d\u2019indipendenza contro l\u2019Austria. Dopo la sconfitta si rifugia a <\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Roma<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, dov\u2019era stata costituita la Repubblica Romana e vi conosce <\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Giuseppe Mazzini<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">. Mentre le truppe francesi stanno per entrare a Roma riesce a fuggire e ad imbarcarsi per <\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Costantinopoli<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, entrando in contatto con irredentisti repubblicani che si ripromettono di attentare ai principali sovrani d\u2019Europa. Rientrato a <\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Nizza<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> avvia una rete di contatti con repubblicani italiani e francesi. Nel settembre 1850, a <\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Torino<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, concorda una missione nel Regno delle Due Sicilie, pare con l\u2019intenzione d\u2019attentare alla vita del re <\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Ferdinando II<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">. Fatto sta che appena arriva a Napoli viene arrestato dagli agenti borbonici e ristretto nel carcere di <\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Castel dell\u2019Ovo<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, subendo una durissima detenzione \u2013 di cui si parla diffusamente in questo interessante volume di <\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Serpentini<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> e <\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Di Giovanni<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> \u2013 durata ben quattro anni. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><a name=\"_GoBack\"><\/a> <span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Scarcerato nel 1854, torna in Piemonte e veste la divisa di granatiere, ma quattro anni dopo, retrocesso nel grado, \u00e8 presto costretto a lasciare l\u2019esercito. Inizia quindi la sua peregrinazione da <\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Torino<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> a <\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Firenze<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> a <\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Roma <\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">e quindi in <\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Francia<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, dove nel 1869 d\u00e0 alle stampe a Parigi, con uno pseudonimo, il libro <\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>Mazzini, Histoire des conspirations mazziniennes <\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">(tradotto da <\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Elso S. Serpentini<\/b><\/span><\/span><i> <\/i><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">e pubblicato nel 2020 da Artemia Nova Editrice<\/span><\/span><span style=\"color: #202122;\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">)<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #202122;\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>,<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> con il quale si propone di coniugare il pensiero mazziniano con il socialismo rivoluzionario. Segue un\u2019intensa attivit\u00e0 giornalistica contro <\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Napoleone III<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, tanto che viene processato e condannato a 15 anni di carcere, ai quali si sottrae raggiungendo <\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Parigi<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, dove partecipa ai disordini seguiti alla sconfitta francese del 1870, subita nella guerra contro la Prussia. Ripara quindi a <\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Londra<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, da dove denuncia la repressione francese dei moti irredentisti del febbraio 1871 a <\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Nizza<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, per il ritorno della citt\u00e0 sotto il Regno d\u2019Italia. Nel 1874 torna a <\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Napoli<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, poi va in <\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Puglia<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, quindi in Abruzzo, a <\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Teramo<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, dove svolge attivit\u00e0 giornalistica e di docente, pubblicando numerosi lavori storici e d\u2019arte. Resta in <\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Abruzzo<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> una decina di anni, fino al 1890, trasferendosi poi a <\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Caserta<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, insegnando italiano e storia in un seminario. Nel 1896 torna a <\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Nizza<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> dove tenta la carriera di romanziere, scrivendo in italiano, ma senza successo. Nel 1898 fonda il periodico <\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>Nice historique<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, mentre continua a seguire \u2013 con <\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>Academia nissarda<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> \u2013 un\u2019attivit\u00e0 culturale di difesa della specificit\u00e0 nizzarda rispetto all\u2019invadenza francese. Muore a <\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Nizza<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> il 29 settembre 1906.<\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; 28 marzo 2021 \u201cIL PRIGIONIERO DIMENTICATO\u201d Il nuovo libro di Serpentini e Di Giovanni sulla prigionia di Enrico [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,22],"tags":[],"class_list":["post-14259","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-libros-y-revistas-literatura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14259","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=14259"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14259\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=14259"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=14259"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=14259"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}