{"id":14382,"date":"2021-04-10T17:03:58","date_gmt":"2021-04-10T17:03:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=14382"},"modified":"2021-04-10T17:03:58","modified_gmt":"2021-04-10T17:03:58","slug":"serena-conduce-operaclassica-eco-italiano-666","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=14382","title":{"rendered":"Serena conduce operaclassica eco italiano."},"content":{"rendered":"<p><strong>COMUNICATO STAMPA<\/strong><\/p>\n<h1>11e 12 aprile 2021, Zubin Mehta e Daniel Harding si alternano sul podio del Maggio<\/h1>\n<p><em>Firenze 10 aprile 2021 <\/em>&#8211; I maestri Zubin Mehta e Daniel Harding si alternano sul podio del Maggio per due concerti sinfonici che verranno registrati e, successivamente, trasmessi in streaming: domenica 11 aprile e luned\u00ec 12 aprile 2021.<\/p>\n<p>Il maestro Zubin Mehta dopo il concerto sinfonico corale <em>La Creazione <\/em>di Haydn, l\u2019<em>Otello <\/em>verdiano dello scorso novembre 2020, il concerto \u2018fuori programma\u2019 che proseguiva il ciclo delle sinfonie schubertiane iniziato la scorsa estate (che ha raggiunto le 20mila visualizzazioni), il concerto con il pianista Rudolf Buchbinder (ancora visibile in streaming sul sito della Fondazione), l\u2019opera <em>Cos\u00ec fan tutte <\/em>di Wolfgang Amadeus Mozart e il concerto di Pasqua al Duomo di Orvieto, trasmesso da Rai Cultura su Rai 1 e Rai 5 il quale ha superato il mezzo milione di spettatori, riprende il podio del Maggio in un concerto, domenica 11 aprile 2021, insieme alla violinista Vilde Frang, giovane e talentuosa artista norvegese che ha all\u2019attivo collaborazioni con le pi\u00f9 prestigiose orchestre del mondo come, tra le tante, Wiener Philharmoniker, London Symphony Orchestra, Concertgebouw Orchestra, Orchestre de Paris, Leipzg Gewandhaus Orchester, Los Angeles Philharmonic, Cleveland Orchestra, Pittsburgh Symphony, Chicago Symphony, Israel Philharmonic, Staatskapelle Dresden e che \u00e8 al suo debutto al Maggio.<\/p>\n<p>Il programma prende avvio con il Concerto in re maggiore op. 61 per violino e orchestra di Ludwig van Beethoven, dedicato al grande virtuoso Franz Clement, in cui lo strumento solista non viene inteso dal compositore come antagonista dell\u2019orchestra, ma come <em>primus inter pares <\/em>creando un\u2019atmosfera serena e di armonia tra le varie componenti del discorso sinfonico. Si prosegue con la freschezza della Sinfonia n. 4 in la maggiore op. 90, <em>Italiana<\/em>, di Felix Mendelssohn-Bartholdy con i suoi temi cantabili e la luminosit\u00e0 del suono. A concludere, il poema sinfonico <em>Pini di Roma <\/em>di Ottorino Respighi: quattro quadri di una raffinatissima e personale inventiva orchestrale, legati l\u2019un con l\u2019altro senza interruzione, traboccanti di colori e ritmi incalzanti.<\/p>\n<p>Il concerto del maestro con la violinista Vilde Frang, previsto in abbonamento alla Stagione sinfonica 20\/21, era stato programmato per il 27 marzo 2021, ma in ottemperanza alle limitazioni imposte per l\u2019emergenza sanitaria che tengono chiusi i teatri al pubblico \u00e8 stato sospeso. Di conseguenza il Teatro rimborser\u00e0 i biglietti relativi: sul sito del Maggio (www.maggiofiorentino.com) sono pubblicate le istruzioni per compilare la richiesta che dovr\u00e0 essere inoltrata agli addetti della biglietteria del Maggio entro il 15 aprile 2021.<\/p>\n<p>Il maestro Daniel Harding, il cui ultimo concerto in Teatro fu alla testa dei Wiener Philharmoniker per la 79\u00b0 edizione del Festival del Maggio, \u00e8 al suo debutto sul podio dell\u2019Orchestra del Maggio nella serata del 12 aprile 2021. A fine aprile Daniel Harding diriger\u00e0 anche, il 27, l\u2019opera inaugurale dell\u201983esima edizione del Festival del Maggio Musicale <em>Adriana Lecouvreur <\/em>di Francesco Cilea &#8211; nel nuovo allestimento di Frederic Wake-Walker (27 aprile) e il 29 aprile il Requiem di Wolfgang Amadeus Mozart.<\/p>\n<p>Il concerto si apre con la <em>Tragische Ouvert\u00fcre <\/em>in re minore op. 81 di Johannes Brahms composta nell\u2019estate del 1880 che, nonostante il titolo, non introduce alcuna tragedia e alcuni critici hanno pensato che potesse, ad esempio, essere destinata a un ipotetico allestimento del <em>Faust <\/em>di Goethe mai realizzato. Si prosegue con la Sinfonia n. 1 in re maggiore, <em>Titan<\/em>, di Gustav Mahler il cui titolo \u00e8 un tributo ad un romanzo di Jean Paul Richter, autore caro al compositore e a Robert Schumann, e che il musicista stesso revision\u00f2 varie volte, dandole un programma o chiamandola \u201cPoema Sinfonico in due parti\u201d, poich\u00e9 esitava a proporla come \u201csinfonia\u201d: termine che nel contesto di allora suonava nobilmente legato alla tradizione.<\/p>\n<p>Il concerto del maestro Harding, che era in abbonamento alla Stagione sinfonica 20\/21, \u00e8 stato sospeso a causa delle limitazioni imposte per l\u2019emergenza da Covid. A breve il Maggio fornir\u00e0 su <u><a href=\"http:\/\/www.maggiofiorentino.com\/\">www.maggiofiorentino.com<\/a> <\/u>tutte le informazioni necessarie per inoltrare le richieste di rimborso.<\/p>\n<p>I programmi di sala sono disponibili gratuitamente sul sito del Teatro alla pagina dedicata ai concerti.<\/p>\n<p><strong><u>PROGRAMMA CONCERTO ZUBIN MEHTA\/VILDE FRANG<\/u><\/strong><\/p>\n<h2>Ludwig van Beethoven &#8211; Concerto in re maggiore op. 61 per violino e orchestra<\/h2>\n<p>Nel corso della sua carriera Beethoven si dedic\u00f2 assai di rado alle composizioni per violino e orchestra; cos\u00ec, a parte le due <em>Romanze op. 40 <\/em>e op. <em>50<\/em>, il <em>Concerto in re maggiore op. 61 <\/em>rappresenta non solo la sua opera somma nel genere ma anche l\u2019unico concerto scritto per questo strumento. L\u2019occasione fu fornita dalla conoscenza del violinista Franz<\/p>\n<p>Clement, noto virtuoso del tempo, direttore del Theater an der Wien, nonch\u00e9 dedicatario e primo interprete dell\u2019opera.<\/p>\n<p>La partitura, iniziata nell\u2019autunno del 1806, fu pronta in poche settimane e il 23 dicembre di quello stesso anno il <em>Concerto op. 61 <\/em>debutt\u00f2 con Clement solista al Theater an der Wien, suscitando pareri discordanti. L\u2019iniziale diffidenza nei confronti di quest\u2019opera &#8211; che nei decenni seguenti trover\u00e0 la sua meritata affermazione &#8211; fu dettata dalla sua natura poco virtuosistica. A differenza di altri concerti per violino e orchestra, dove il solista fa bella mostra delle proprie capacit\u00e0 con virtuosismi di ogni sorta sulle quattro corde, il <em>Concerto op. 61 <\/em>di Beethoven \u00e8 invece improntato a una scrittura elegante e cantabile che poco concede al virtuosismo puro. Anche il rapporto dialettico tra solista e orchestra risente di questa scelta poich\u00e9 risulta privo di forti contrapposizioni timbriche e dinamiche e non si risolve, come ci si aspetterebbe, con il prevalere esclusivo del solista sull\u2019orchestra ma con un dialogo complice tra le due parti.<\/p>\n<h2>Felix Mendelssohn-Bartholdy &#8211; Sinfonia n. 4 in la maggiore op. 90, <em>Italiana<\/em><\/h2>\n<p>Come ogni rampollo di buona famiglia del Nord Europa, anche Felix Mendelssohn coron\u00f2 la fine dei suoi studi con un grand tour, il viaggio di formazione che aveva come tappa finale l\u2019Italia. A Roma e a Napoli, dove soggiorn\u00f2 dal 1830 al 1831, Mendelssohn raccolse idee e spunti musicali che riverser\u00e0 negli abbozzi della <em>Sinfonia in la maggiore op. 90, <\/em>portata a termine nel 1833 e battezzata, non a caso, \u201c<em>Italiana<\/em>\u201d. \u00ab<em>\u00c8 il lavoro pi\u00f9 gaio che io abbia mai composto, specialmente nel finale\u00bb<\/em>, scriveva Mendelssohn con entusiasmo pensando a quella sinfonia nata nel Bel Paese, il cui ascolto delle prime battute basta da solo a confermare quanto detto dall\u2019autore. L\u2019Allegro vivace si apre con un tema risoluto e pieno di slancio che a passo danzante introduce l\u2019ascoltatore nell\u2019atmosfera festosa che domina il primo movimento. Il secondo movimento &#8211; Andante con moto &#8211; ha i toni della canzone nostalgica, mentre il terzo &#8211; Con moto moderato &#8211; per eleganza e soavit\u00e0 ricorda le movenze galanti del minuetto, interrotto nel Trio dai richiami campestri di corni e legni. Il movimento finale &#8211; Saltarello &#8211; \u00e8 decisamente il pi\u00f9 caratteristico della <em>Sinfonia in la maggiore. <\/em>Mendelssohn sceglie l\u2019indiavolata danza popolare tipica dell\u2019Italia centrale per innescare un discorso musicale vivacissimo in un clima incandescente che rende omaggio all\u2019immagine dell\u2019Italia baciata dal sole tanto cara alla sensibilit\u00e0 romantica.<\/p>\n<h2>Ottorino Respighi \u2013 <em>Pini di Roma<\/em>, poema sinfonico<\/h2>\n<p>Dopo il successo delle <em>Fontane di Roma <\/em>(1916), Ottorino Respighi torn\u00f2 al poema sinfonico nel 1924 con <em>Pini di Roma<\/em>, quattro pannelli orchestrali ispirati ad alcuni luoghi simbolo della Citt\u00e0 eterna. L\u2019immagine dei giochi chiassosi dei bambini nei giardini di Villa Borghese apre il primo pannello, <em>I pini di villa Borghese: <\/em>ecco rincorrersi e intrecciarsi in orchestra canzoni popolari infantili, marcette, trilli degli archi e fanfare di trombe in una girandola di incontenibile allegria. La grande lezione di Rimskij-Korsakov, di cui Respighi era stato allievo, traspare non solo nei colori smaglianti e nella scrittura brillante riscontrabili in questa pagina, ma anche nella scelta di impasti timbrici mai scontati e innovativi come nei pannelli seguenti. Nel secondo quadro l\u2019autore restituisce l\u2019immagine delle catacombe romane (<em>I pini presso una catacomba), <\/em>con il suono di un\u2019antica salmodia dai toni cupi e misteriosi affidata agli archi gravi e ai corni, mentre nel terzo quadro, che descrive l\u2019incanto di una notte di luna, (<em>I pini del Gianicolo) <\/em>sfrutta le possibilit\u00e0 timbriche di strumenti quali l\u2019arpa, il pianoforte, la celesta, i legni e gli archi per costruire delicatissime filigrane di gusto impressionista, interrotte solo alla fine dal canto registrato di un usignolo che segnala il passaggio dalla notte all\u2019alba. Il quarto e ultimo pannello, <em>I pini della via Appia<\/em>, \u00e8 un salto indietro nella storia dell\u2019impero romano. Si odono in lontananza avanzare a passo deciso e marziale i legionari dell\u2019antica Roma. L\u2019effetto spaziale del passaggio di un esercito in movimento \u00e8 costruito da Respighi con maestria grazie al crescendo orchestrale graduale e ben calibrato, dove si inseriscono via via sempre pi\u00f9 strumenti.<\/p>\n<h2>ZUBIN MEHTA<\/h2>\n<p>Nato a Bombay nel 1936, riceve la sua prima educazione musicale dal padre, Mehli Mehta, apprezzato violinista e fondatore della Bombay Symphony Orchestra. Dopo un breve periodo di studi propedeutici di medicina, nel 1954 si reca a Vienna dove segue i corsi di direzione d\u2019orchestra di Hans Swarowsky all\u2019Akademie f\u00fcr Musik. Nel 1958 vince la Liverpool International Conducting Competition ed il premio dell\u2019Accademia estiva di Tanglewood; dal 1961 \u00e8 chiamato a dirigere i Wiener e i Berliner Philarmoniker e la Israel Philharmonic, orchestre con le quali vanta oltre 50 anni di collaborazione. Direttore musicale della Montreal Symphony (1961-1967) e della Los Angeles Philharmonic (1962-1978), \u00e8 nominato, nel 1977, Direttore musicale della Israel Philharmonic, di cui diviene, dal 1981, Direttore musicale a vita: nell\u2019ottobre 2019 ne lascia la guida dopo oltre 50 anni e viene nominato Direttore Emerito. Nel 1978 e per 13 anni, il pi\u00f9 lungo periodo nella storia dell\u2019orchestra, Zubin Mehta diviene Direttore musicale della New York Philharmonic, mentre dal 1985 al 2017 assume l\u2019incarico di Direttore principale dell\u2019Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, di cui attualmente \u00e8 Direttore onorario a vita. Fa il suo esordio in ambito lirico con <em>Tosca <\/em>a Montreal nel 1963 e da allora collabora con i maggiori teatri d\u2019opera e Festival del mondo, fra cui il Metropolitan di New York, la Wienerstaatsoper, il Covent Garden di Londra, la Scala di Milano, l\u2019Opera di Chicago, il Maggio Musicale Fiorentino e il Festival di Salisburgo. Tra il 1998 e il 2006 \u00e8 Direttore musicale della Bayerische Staatsoper di Monaco. Nell\u2019ottobre 2006 inaugura il Palau de les Arts Reina Sof\u00eda di Valencia ed \u00e8 Presidente del Festival del Mediterrani: nella citt\u00e0 spagnola e a Firenze dirige fra l\u2019altro un memorabile <em>Der Ring des Nibelungen <\/em>con la Fura del Baus, cui seguono altri nuovi allestimenti del ciclo wagneriano all\u2019Opera di Chicago e alla Bayerische Staatsoper. Fra i premi e le onorificenze ricevute da Zubin Mehta, ricordiamo: il Nikisch-Ring lasciatogli da Karl B\u00f6hm; le cittadinanze onorarie di Firenze e Tel Aviv e le nomine a membro onorario della Wienerstaatsoper (1997), della Bayerische Staatsoper (2006) e della Gesellschaft der Musikfreunde Wien (2007). \u00c8 inoltre Direttore onorario dei Wiener Philharmoniker (2001), della Filarmonica di Monaco di Baviera (2004), della Los Angeles Philharmonic (2006), della Staatskapelle Berlin (2014) e della Bayerische Staatsorchester (2006), che dirige in <em>tourn\u00e9e <\/em>a Srinagar nel Kashmir, e del Teatro di San Carlo di Napoli (2016), nonch\u00e9 Direttore Emerito della Los Angeles Philharmonic (2019). Nel 2008 riceve il \u201cPraemium Imperiale\u201d dalla famiglia imperiale giapponese; nel 2011 il suo nome \u00e8 inscritto sulla Walk of Fame nell\u2019Hollywood Boulevard; nel 2012 ottiene la Croce al Merito della Repubblica Federale tedesca, mentre nel 2013 il governo indiano gli conferisce il Tagore Award for cultural harmony. Zubin Mehta incoraggia la scoperta e la promozione di nuovi talenti musicali in tutto il mondo: insieme al fratello Zarin, \u00e8 copresidente della Mehli Mehta Music Foundation a Bombay, grazie alla quale pi\u00f9 di 200 bambini sono educati alla musica classica occidentale; analogamente la scuola di musica Buchmann-Mehta a Tel Aviv d\u00e0 la possibilit\u00e0 di crescere a giovani musicisti, in stretta relazione con la Israel Philharmonic, in quanto nuovo progetto per l\u2019insegnamento a giovani AraboIsraeliani nelle citt\u00e0 di Shwaram e Nazareth con insegnanti locali e membri della Israel Philharmonic. Recentemente ha diretto numerosi concerti sinfonici e <em>Otello <\/em>di Giuseppe Verdi, trasmessi anche in streaming alla ripresa dell\u2019attivit\u00e0 del Teatro del Maggio durante la pandemia; il suo prossimo appuntamento operistico al Maggio lo vedr\u00e0 sul podio per un nuovo allestimento di <em>Cos\u00ec fan tutte <\/em>di Wolfgang Amadeus Mozart.<\/p>\n<h2>VILDE FRANG<\/h2>\n<p>Nata in Norvegia, considerata una delle violiniste emergenti della sua generazione grazie alla sua musicalit\u00e0 e allo straordinario lirismo, Vilde Frang \u00e8 stata scritturata da Mariss Jansons, a soli 12 anni, per debuttare con la Oslo Philharmonic Orchestra. Ha studiato al Barratt Due Musikkinstitutt di Oslo; con Kolja Blacher alla Musikhochschule di<\/p>\n<p>Amburgo e con Ana Chumachenco alla Kronberg Academy e, inoltre, ha lavorato con Mitsuko Uchida come vincitrice del<\/p>\n<p>Borletti-Buitoni Trust del 2007 ed \u00e8 stata <em>scholarship-holder <\/em>dal 2003 al 2009 alla Anne-Sophie Mutter Foundation. Nel<\/p>\n<p>2012 ha vinto, con l\u2019unanimit\u00e0 dei consensi, il Credit Suisse Young Artists Award, che le \u00e8 valso il debutto con i Wiener<\/p>\n<p>Philharmoniker e Bernard Haitink al Festival di Lucerna. \u00c8 del 2016 il fortunato debutto con i Berliner Philharmoniker e<\/p>\n<p>Sir Simon Rattle per una <em>tourn\u00e9e <\/em>in Europa: sempre con i Berliner si \u00e8 esibita, nella stagione 2017-18, in concerti alla<\/p>\n<p>Berlin Philharmonie e al Baden Baden Easter Festival, diretta da Iv\u00e1n Fischer. Nell\u2019estate 2019 \u00e8 tornata al Festival di<\/p>\n<p>Lucerna con la Rotterdam Philharmonic e Lahav Shani, ottenendo un grande successo: partecipa inoltre regolarmente ai<\/p>\n<p>BBC Proms di Londra. Appassionata interprete di musica da camera, Vilde Frang \u00e8 frequentemente ospite dei Festival di Rheingau e Lockenhaus, del George Enescu Festival, del Festival di Salisburgo e dello Spring Music Festival di Praga. I pi\u00f9 importanti impegni delle recenti stagioni includono concerti con London Symphony Orchestra, Concertgebouw Orchestra, Tonhalle Orchestra Zurich, Orchestre de Paris, Oslo Philharmonic e Leipzg Gewandhaus Orchester e, negli<\/p>\n<p>Stati Uniti, con Los Angeles Philharmonic, Cleveland Orchestra, Pittsburgh Symphony, nonch\u00e9 il suo debutto al Mostly Mozart Festival al Lincoln Center di New York; mentre la stagione 2020-21 la vede debuttare con la Chicago Symphony e l\u2019Israel Philharmonic e suonare in concerti con la Budapest Festival Orchestra e Iv\u00e1n Fischer, in <em>tourn\u00e9e <\/em>in Svizzera con l\u2019orchestra Les Si\u00e8cles e Fran\u00e7ois-Xavier Roth, con i M\u00fcnchner Philharmoniker e Fabio Luisi, la Staatskapelle Dresden e Herbert Blomstedt e la Chamber Orchestra of Europe e Sir Simon Rattle. Vilde Frang ha collaborato con illustri direttori, fra cui, oltre ai gi\u00e0 citati, Esa-Pekka Salonen, Vladimir Ashkenazy, Sakari Oramo, Jakub Hr\u016f\u0161a, Vladimir Jurowski, Manfred Honeck, Mirga Gra\u017einyt\u0117 Tyla, Daniel Harding, Valery Gergiev, David Zinman, Antonio Pappano, Paavo J\u00e4rvi e<\/p>\n<p>Yuri Temirkanov. Ha tenuto <em>recitals <\/em>alla Carnegie Hall, al Concertgebouw di Amsterdam, al Musikverein di Vienna, alla<\/p>\n<p>Philharmonie di Berlino, alla Wigmore Hall, alla Tonhalle di Zurigo e al Bozar di Bruxelles e ha preso parte alle Vancouver Recital Series, alle Boston Celebrity Series e alle San Francisco Performances. In questa stagione eseguir\u00e0 il ciclo dei Trii di Beethoven ad Amsterdam, Amburgo, Mosca e al Th\u00e9\u00e2tre des Champs-\u00c9lysees di Parigi con Lawrence Power e Nicolas Alstaedt. Artista esclusiva di Warner Classics, ha ricevuto numerosi premi per le sue registrazioni, fra cui Edison Klassiek, \u201cDiapason d\u2019Or\u201d della Rivista Diapason, Deutsche Schallplattenpreis, Grand Prix du Disque e un Gramophone Award. Vilde Frang suona un violino Jean-Baptiste Vuillaume del 1866.<\/p>\n<p><strong><u>PROGRAMMA CONCERTO DANIEL HARDING<\/u><\/strong><\/p>\n<h2>Johannes Brahms &#8211; <em>Tragische Ouvert\u00fcre <\/em>in re minore op. 81<\/h2>\n<p>Le due ouverture orchestrali del catalogo brahmsiano &#8211; l\u2019<em>Accademica <\/em>e la <em>Tragica <\/em>&#8211; furono realizzate entrambe nell\u2019estate del 1880 durante il periodo di villeggiatura a Ischl. Se l\u2019<em>Ouverture accademica op. 80 <\/em>\u00e8 una pagina<\/p>\n<p>d\u2019occasione, nata come ringraziamento per la laurea <em>honoris causa <\/em>conferita l\u2019anno prima al musicista dall\u2019Universit\u00e0 di Breslavia, l\u2019<em>Ouverture tragica <\/em>in re minore op. 81 rappresenta invece una pagina di musica assoluta, ossia priva di qualsiasi riferimento extramusicale, anche se in passato alcuni critici vollero associarla a un progetto, mai andato in porto, relativo alle musiche di scena per il <em>Faust <\/em>di Goethe. Diametralmente opposta all\u2019<em>Accademica <\/em>per forma ed espressione, la <em>Tragica <\/em>si distingue per il piglio irruente e corrusco che solo a tratti viene smorzato da brevi parentesi liriche. Come se dopo l\u2019affresco gioioso e giocoso dell\u2019<em>Accademica<\/em>, Brahms avesse sentito la necessit\u00e0 di creare una composizione che le facesse da contrappeso per dare libero sfogo al suo lato pi\u00f9 malinconico. Cos\u00ec il potenziale drammatico dell\u2019<em>Ouverture tragica <\/em>emerge fin dal principio tanto nella tonalit\u00e0 scelta, il cupo re minore che Brahms carica di accenti tragici di forte impatto, quanto negli accesi contrasti dinamici che scuotono con vigore l\u2019intera orchestra.<\/p>\n<h2>Gustav Mahler &#8211; Sinfonia n. 1 in re maggiore, <em>Titan<\/em><\/h2>\n<p>La prima delle sue nove Sinfonie impegn\u00f2 Mahler per gran parte della carriera, dai primi abbozzi del 1884 fino agli ultimi e definitivi ritocchi nel 1909. Opera dalla genesi travagliata, segnata da continui ripensamenti e revisioni, la Sinfonia n. 1 in re minore venne eseguita in tre versioni diverse nel corso degli anni. Il dubbio su quale forma dare al suo primo lavoro sinfonico assill\u00f2 a lungo Mahler, incerto se seguire la via della musica assoluta o della musica a programma, le due tendenze del suo tempo. Nella prima esecuzione a Budapest nel 1888 la present\u00f2 come poema sinfonico, senza per\u00f2 dare precise indicazioni sul suo contenuto programmatico. Cinque anni dopo nell\u2019esecuzione di Amburgo la rinomin\u00f2 \u201cTitano, poema sinfonico in forma di sinfonia\u201d, ispirandosi a un romanzo di Jean Paul Richter. Infine, nella versione di Berlino del 1896 cancell\u00f2 ogni titolo e ogni didascalia nominandola definitivamente Sinfonia n. 1 in re minore, per timore che i contenuti extramusicali venissero sopravvalutati e fraintesi dal pubblico. Tra i cambiamenti pi\u00f9 radicali occorsi negli anni si annoverano la riduzione da cinque a quattro movimenti e l\u2019ampliamento dell\u2019organico orchestrale. Nonostante la rimozione di ogni riferimento testuale, la sinfonia tradisce le sue radici nell\u2019abbondanza di elementi cari alla poetica mahleriana: la memoria musicale della propria infanzia (ritmi di marce militari, squilli di trombe, melodie di sapore popolare), il rapporto privilegiato con la letteratura romantica nelle autocitazioni dei coevi <em>Lieder eines fahrenden Gesellen<\/em>, la contemplazione dell\u2019immensit\u00e0 della Natura, il sentimento di estraneit\u00e0 dell\u2019uomo dinanzi al mistero della vita; il tutto racchiuso tra momenti di sospensione, disperazione e trionfo finale.<\/p>\n<h2>DANIEL HARDING<\/h2>\n<p>Nato a Oxford, ha iniziato la sua carriera come assistente di Sir Simon Rattle alla City of Birmingham Symphony<\/p>\n<p>Orchestra, con la quale ebbe il suo debutto professionale nel 1994. Quindi fu assistente di Claudio Abbado con i Berliner<\/p>\n<p>Philharmoniker, con i quali debutt\u00f2 al Festival di Berlino nel 1996. Attualmente Direttore musicale e artistico della<\/p>\n<p>Swedish Radio Symphony Orchestra, \u00e8 stato, dal 2016 al 2019, Direttore musicale dell\u2019Orchestre de Paris e, dal 2007 al<\/p>\n<p>2017, Principale Direttore ospite della London Symphony Orchestra; \u00e8 inoltre Direttore onorario a vita della Mahler<\/p>\n<p>Chamber Orchestra. Nel 2018, Daniel Harding \u00e8 stato nominato Direttore artistico del Festival Anima Mundi e, nel 2020, Direttore <em>in residence <\/em>dell\u2019Orchestre de la Suisse Romande per le stagioni 2021-23. Collabora assiduamente con prestigiose orchestre internazionali: Wiener Philharmoniker, Royal Concertgebouw di Amsterdam, Berliner<\/p>\n<p>Philharmoniker, Orchestra Sinfonica della Radio Bavarese, Dresdener Philharmonie e Filarmonica della Scala. Nel 2005 ha inaugurato la stagione della Scala, con una nuova produzione di <em>Idomeneo<\/em>, ritornando nel teatro milanese nel 2007 per <em>Salome<\/em>; nel 2008 per il dittico <em>Il castello del duca Barbabl\u00f9 <\/em>e <em>Il Prigioniero<\/em>; nel 2011 per <em>Cavalleria rusticana <\/em>e <em>Pagliacci, <\/em>che hanno ottenuto il Premio della Critica Musicale \u201cFranco Abbiati\u201d; nel 2013 per <em>Falstaff <\/em>e pi\u00f9 recentemente, nel 2018, per <em>Fierrabras<\/em>. Ha diretto inoltre <em>Ariadne auf Naxos<\/em>, <em>Don Giovanni <\/em>e <em>Le nozze di Figaro <\/em>al Festival di Salisburgo sul podio dei Wiener Philharmoniker; <em>The Turn of the Screw <\/em>e <em>Wozzeck <\/em>alla Royal Opera House,<\/p>\n<p>Covent Garden; <em>Die Entf\u00fchrung aus dem Serail <\/em>alla Bayerische Staatsoper; <em>Die Zauberfl\u00f6te <\/em>alle Wiener Festwochen e <em>Wozzeck <\/em>al Theater an der Wien. Ha instaurato un rapporto molto stretto con il Festival di Aix-en-Provence, dove ha diretto nuove produzioni di <em>Cos\u00ec fan tutte<\/em>, <em>Don Giovanni<\/em>, <em>The Turn of the Screw<\/em>, <em>La traviata<\/em>, <em>Evgenij Onegin <\/em>e <em>Le nozze di Figaro<\/em>. Le sue incisioni per Deutsche Grammophon (Sinfonia n. 10 di Mahler con i Wiener Philharmoniker e <em>Carmina Burana <\/em>di Orff con l\u2019Orchestra Sinfonica della Radio Bavarese) hanno ricevuto entrambe grandi plausi dalla critica. Ha registrato inoltre per For Virgin\/EMI la Sinfonia n. 4 di Mahler con la Mahler Chamber Orchestra; le Sinfonie n. 3 e 4 di Brahms con la Deutsche Kammerphilharmonie Bremen; <em>Billy Budd <\/em>con la London Symphony Orchestra (vincendo un Grammy Award per la miglior incisione operistica); <em>Don Giovanni <\/em>e <em>The Turn of the Screw <\/em>(premiata con lo \u201cChoc de l\u2019Ann\u00e9e 2002\u201d, il \u201cGrand Prix de l\u2019Acad\u00e9mie Charles Cros\u201d e un Gramophone award) sempre con la Mahler Chamber Orchestra; composizioni di Lutos\u0142awski con Solveig Kringelborn e la Norwegian Chamber Orchestra e di Britten con Ian Bostridge e la Britten Sinfonia (premiata con lo \u201cChoc de L\u2019Annee 1998\u201d). Le sue ultime incisioni per Harmonia Mundi: <em>The Wagner Project <\/em>con Matthias Goerne e la Sinfonia n. 9 di Mahler con la Swedish Radio Symphony Orchestra, hanno ottenuto grande successo di critica. La stagione 2020\/21 lo vede impegnato in concerti con la Royal Concertgebouw<\/p>\n<p>Orchestra, l\u2019Orchestra Nazionale della Rai, i Berliner Philharmoniker, i Bamberger Symphoniker, l\u2019Orchestre de la Suisse<\/p>\n<p>Romande, l\u2019Orchestra Sinfonica della Radio Bavarese, la Dresdener Philharmonie e l\u2019Orchestre de Paris, nonch\u00e9 in <em>Adriana Lecouvreur <\/em>al Maggio Musicale Fiorentino 2021. Fra le <em>tourn\u00e9es <\/em>di questa stagione ricordiamo quella europea con i Wiener Philharmoniker e la presenza a Festivals estivi con la Royal Concertgebouw Orchestra. Nel 2002 Daniel Harding \u00e8 stato nominato Chevalier e nel 2017 Officier de l\u2019Ordre des Arts et des Lettres dal Governo francese; nel 2012, \u00e8 divenuto membro della Royal Swedish Academy of Music. \u00c8 anche un pilota d\u2019aereo a livello professionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COMUNICATO STAMPA 11e 12 aprile 2021, Zubin Mehta e Daniel Harding si alternano sul podio del Maggio Firenze 10 aprile [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-14382","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-sin-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14382","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=14382"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14382\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=14382"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=14382"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=14382"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}