{"id":14606,"date":"2021-04-23T22:00:54","date_gmt":"2021-04-23T22:00:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=14606"},"modified":"2021-04-23T22:00:54","modified_gmt":"2021-04-23T22:00:54","slug":"24-aprile-commemorazione-genocidio-armeno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=14606","title":{"rendered":"24 aprile commemorazione genocidio armeno"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/20210423_230419.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-14607\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/20210423_230419.jpg\" alt=\"\" width=\"2896\" height=\"2896\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/20210423_230419.jpg 2896w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/20210423_230419-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/20210423_230419-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/20210423_230419-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/20210423_230419-1024x1024.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 2896px) 100vw, 2896px\" \/><\/a><\/p>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">\n<div dir=\"auto\">\n<div dir=\"auto\"><b><span style=\"font-size: large;\">24 aprile, il primo Genocidio dell&#8217;et\u00e0 moderna. La tragedia del popolo armeno<\/span><\/b><\/div>\n<div dir=\"auto\"><b><span style=\"font-size: large;\">Da Arslam a \u00c7etin<\/span><\/b><\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">di <b>Pierfranco Bruni\u00a0<\/b><\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">Genocidio e identit\u00e0 culturale. La\u00a0 cultura armena, dopo essere entrata nell\u2019immaginario delle contaminazioni e dopo aver creato, in tempi recenti, un processo dialettico partendo da un testo di letteratura come quello di <b>Antonia Arslam<\/b> (\u201c<i>La masseria delle allodole<\/i>\u201d), costituisce non solo una chiave di lettura per approfondire l\u2019articolata tematica del genocidio armeno del primissimo Novecento ma definisce un rapporto tra la storia Turca \u2013 Armena o la storia Armena nella storia Ottomana e l\u2019Occidente.<\/div>\n<div dir=\"auto\">\nNon si pu\u00f2 comprendere l\u2019eredit\u00e0 armena, \u00e8 stato il primo popolo e la prima civilt\u00e0 \u2013 identit\u00e0 cristiana, non solo al di fuori della Turchia ma anche al di fuori di una interpretazione che debba sempre pi\u00f9 coinvolgere nel confronto internazionale la Nazione Turca e la cultura armena su una visione che \u00e8 quella etnica. L\u2019etnia ha una suo valore fondante e lo ha proprio sul piano di una appartenenza non solo territoriale ma culturale.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">D\u2019altronde intorno alla tragedia del 1915, l\u2019eccidio dimenticato (spesso l\u2019Occidente dimentica ci\u00f2 che avviene all\u2019interno di quei Paesi con i quali si intrattengono rapporti non solo istituzionali ma di \u201cbuon vicinato\u201d sia storico che economico), si \u00e8 sviluppata una letteratura che ha finalmente il coraggio di raccontare una tragedia consumatasi proprio su una tensione etnica che richiama valenze non solo ideologiche e nazionaliste ma antropologiche.<\/p>\n<p>La lettura di <b>Antonia Arslam<\/b> \u00e8 di una drammaticit\u00e0 tremenda ma, il pregio della scrittrice \u00e8 di rendere la storia comprensibile oltre i limiti della cronaca e del fatto in s\u00e9. A questi temi molti miei saggi sono dedicati oltre a libri tra i quali ultimo scritto von <b>Neria De Giovanni <\/b>per la Nemapress.\u00a0La letteratura, in fondo, ha questo merito, ovvero quello di stabilire un attraversamento della cronaca e di effettuare un trasporto meta-simbolico degli avvenimenti e l\u2019accaduto pur mai sbriciolandosi si trasmette attraverso una griglia di emozioni \u2013 simboli.<\/p>\n<p>Proprio in una dimensione \u201cnarratologica\u201d si impone un altro racconto che \u00e8 quello di <b>Fethiye \u00c7etin<\/b> in \u201c<i>Heranush mia nonna\u201d<\/i> (Alet).<\/p>\n<p>L\u2019autrice \u00e8 una donna turca che ha avuto la forza e il coraggio di rivendicare le sue origini armene. Non \u00e8 stato facile perch\u00e9 in Turchia considerarsi armeni e rivendicare questa appartenenza pu\u00f2 significare un sigillo di infamia.<\/p>\n<p>Attraverso la presenza della nonna Fethiye, nata nel 1950 a <b>Maden<\/b>, combatte la battaglia che \u00e8 quella della rivendicazione di una dignit\u00e0 armena. Apprende di essere la nipote di una deportata del genocidio del 1915 e da questa consapevolezza il suo essere armeno diventa un riferimento di vita. La sua vita viene segnata dal colpo di stato del 12 settembre 1980 che lacera tutta la <b>Turchia<\/b>. Per difendere le sue idee e la sua appartenenza viene arrestata e trascorre tre anni in un carcere ad Ankara. La sua vita e la sua attivit\u00e0 di avvocato \u00e8 completamente rivolta alla causa dei diritti di tutte le minoranze.<\/p>\n<p>\u00c8 stato l\u2019avvocato difensore di <b>Hrant Dink<\/b>. Dink era il direttore della testata \u201cAgos\u201d. Un giornale pubblicato in lingua turca e armena proprio per favorire l\u2019integrazione tra i turchi e gli armeni. Ma nel gennaio del 2007 viene assassinato a Istanbul perch\u00e9 accusato di trasgredire e insultare l\u2019identit\u00e0 nazionale turca.<\/p>\n<p>Nel suo libro non si rivendica soltanto una identit\u00e0 storica ma anche linguistica e religiosa. Raccontando, con le parole della nonna, si d\u00e0 voce non solo alla comprensione di un destino ma al grido di un popolo proprio nel nome di una tradizione. Il grido della nonna \u00e8 semplice ma preciso: \u201cIo non sono turca, io sono armena (\u2026) Un giorno sono venuti i gendarmi, e hanno ucciso gli uomini, li hanno sgozzati e gettati nel fiume. Noi donne con i bambini ci hanno mandati in esilio\u201d. Voci e destini. Una tragedia non conosciuta abbastanza.<\/p>\n<p>Una minoranza che ha tutto il diritto di essere tutelata non soltanto per difendere e non disperdere un patrimonio che \u00e8 quello linguistico ed etno \u2013 antrpologico ma per non smettere di conoscere cosa \u00e8 stata la Turchia e quali sono ancora le sue contraddizioni. Il popolo armeno nel vissuto delle sue diaspore \u00e8 una realt\u00e0 storica che ha una ragione etnica palpitante che passa attraverso una eredit\u00e0 profondamente religiosa. In questa religiosit\u00e0 la vita di un popolo \u00e9 diventata eredit\u00e0 di una civilt\u00e0 che vive nel nostro Oriente-Occidente.<\/p><\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<\/div>\n<div dir=\"auto\"><em>Tutte l\u2019opinioni versati nel sito, correspondono solo a chi la manifesta. Non e necessariamente l\u2019opinione della Direzione.<\/em><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; 24 aprile, il primo Genocidio dell&#8217;et\u00e0 moderna. 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