{"id":14675,"date":"2021-04-30T00:48:48","date_gmt":"2021-04-30T00:48:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=14675"},"modified":"2021-04-30T00:48:48","modified_gmt":"2021-04-30T00:48:48","slug":"serena-conduce-operaclassica-eco-italiano-698","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=14675","title":{"rendered":"Serena conduce operaclassica eco italiano."},"content":{"rendered":"<p><strong>Teatro San Carlo<\/strong><\/p>\n<p><strong>La programmazione in streaming di Aprile 2021<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Domani venerd\u00ec 30 aprile ore 20.00<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dan Ettinger dirige l\u2019Orchestra del Teatro di San Carlo<\/strong><\/p>\n<p><strong>Al pianoforte Alexander Melnikov<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em>Sulla pagina Facebook, sulla piattaforma Mymovies.it e sul sito del Teatro San Carlo<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il calendario streaming di aprile del <strong>Teatro di San Carlo<\/strong> avr\u00e0 il suo appuntamento conclusivo domani <strong>venerd\u00ec 30 aprile<\/strong> a partire dalle <strong>ore 20.00<\/strong> con il direttore israeliano <strong>Dan Ettinger, <\/strong>per la prima volta al San Carlo, che diriger\u00e0 l\u2019Orchestra del Massimo napoletano e il pianista russo <strong>Alexander <\/strong><strong>Melnikov<\/strong> nel <em>Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in fa<\/em> <em>diesis minore<\/em> <em>Op.1<\/em> di <strong>Sergej Rachmaninov <\/strong>e nella <em>Sinfonia<\/em><em> n. 4 in fa minore, op. 36<\/em> di <strong>P\u00ebtr Il&#8217;i\u010d \u010cajkovskij<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Dan Ettinger<\/strong> \u00e8 uno dei direttori d&#8217;orchestra pi\u00f9 richiesti della sua generazione a livello internazionale. \u00c8 stato Direttore Principale dell&#8217;Orchestra Filarmonica di Stoccarda. Dal 2005 al 2012 e nuovamente dal 2018, Dan Ettinger \u00e8 Direttore Principale della Israel Symphony Orchestra. Dal 2009 al 2016 \u00e8 stato Direttore Musicale del Teatro Nazionale di Mannheim e dal 2010 al 2015 Direttore Principale della Tokyo Philharmonic Orchestra, alla quale \u00e8 tuttora associato come \u00abConductor Laureate\u00bb.<\/p>\n<p>Dirige regolarmente nei pi\u00f9 principali teatri d&#8217;opera al mondo, come il Metropolitan Opera di New York, la Washington National Opera, la Royal Opera House Covent Garden di Londra, l&#8217;Op\u00e9ra National de Paris, la Wiener Staatsoper e la Bayerische\u00a0Staatsoper.<\/p>\n<p><strong>Alexander Melnikov<\/strong> si \u00e8 diplomato al Conservatorio di Mosca con Lev Naumov. Ha vinto numerosi premi in concorsi prestigiosi quali l\u2019International Robert Schumann Competition a Zwickau (1989) e il Concours Musical Reine Elisabeth a Bruxelles (1991). Si esibisce regolarmente con importanti ensemble quali i Freiburger Barockorchester, MusicAeterna e Akademie f\u00fcr Alte Musik. In qualit\u00e0 di solista, Alexander Melnikov ha suonato con importanti orchestre tra cui l\u2019Orchestra del Royal Concertgebouw di Amsterdam, la Gewandhaus di Lipsia, la Philadelphia Orchestra, la NDR Sinfonieorchester, la HR-Sinfonieorchester, la Russian National Orchestra, i M\u00fcnchner Philharmoniker, la Filarmonica di Rotterdam, la BBC Philharmonic, l\u2019Orchestre des Champs-\u00c9lys\u00e9es e la Sinfonica NHK di Tokyo e con direttori del calibro di Mikhail Pletnev, Teodor Currentzis, Charles Dutoit, Paavo J\u00e4rvi e Valery Gergiev.<\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Nota dal programma di sala <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>a cura di Dinko Fabris<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Due grandi russi in fuga: piccola guida all\u2019ascolto di Rachmaninov e <\/strong><strong>\u010cajkovskij<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le vite di \u010cajkovskij e Rachmaninov hanno diversi punti in comune: la patria russa, ovviamente, e anche la prima formazione musicale nello stesso Conservatorio di San Pietroburgo; poi entrambi si trasferirono a Mosca dove avviarono la loro carriera professionale. Ma \u00e8 soprattutto l\u2019attitudine al viaggio come fuga da una realt\u00e0 che non potevano accettare: Rachmaninov fugg\u00ec per sempre dalla Russia sconvolta dalla Rivoluzione del 1917, rifugiandosi nel Nuovo Mondo; \u010cajkovskij cerc\u00f2 di fuggire dalle proprie ossessioni e dal giudizio della societ\u00e0 del suo tempo, visitando tra il 1861 e l\u2019anno della sua morte, il 1893, oltre\u00a0 150 localit\u00e0 europee. Infine, in entrambi i compositori trovamo una costante bipolarit\u00e0 tra l\u2019impronta ancestrale russa e l\u2019adesione ad uno stile \u201coccidentale\u201d sempre filtrato dalla propria personalit\u00e0, entrambe caratteristiche evidenti nelle due composizioni qui prese in considerazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il Primo Concerto per pianoforte di Rachmaninov: un processo compositivo di tre decenni.<\/strong><\/p>\n<p>Il successo planetario del film <em>Shine<\/em>, ormai venticinque anni fa, ebbe come riflesso un rilancio della notoriet\u00e0 non solo del cosiddetto \u201cRACH 3\u201d ovvero del <em>Terzo concerto per pianoforte e orchestra<\/em> di Sergej Rachmaninov, ma dell\u2019intera produzione di questo autore, che perfino un critico e intellettuale colto come Beniamino Placido aveva a malapena sentito nominare prima (come ammise in una recensione su \u201cRepubblica\u201ddel 1997). Amatissimi in realt\u00e0 da tutti i grandi pianisti classici del Novecento e dal loro pubblico, i concerti per pianoforte di Rachmaninov esercitarono una forte e duratura influenza sulla nascente musica per film. E non \u00e8 un caso che ci\u00f2 sia avvenuto dopo il suo trasferimento negli Stati Uniti per sfuggire alla Rivoluzione comunista del 1917, che colloc\u00f2 Rachmaninov nel posto giusto al momento giusto. Nonostante la sua rapida affermazione professionale in America fosse dovuta in gran parte all\u2019impressionante talento di pianista virtuoso, Rachmaninov non cess\u00f2 mai di considerarsi soprattutto un compositore ed anche di lottare a suo modo contro il regime che a suo avviso aveva distrutto il patrimonio culturale della sua patria, dove non volle mai pi\u00f9 tornare.<\/p>\n<p><em>Il Concerto<\/em><em> n.1 in Fa# minore op.1<\/em> di Sergej Rachmaninov ebbe una lunga gestazione \u00a0di quasi trent\u2019anni fino alla sua definitiva stesura. Il primo tempo era gi\u00e0 stato scritto e presentato come saggio scolastico nel 1890, quando era ancora allievo del Conservatorio di Mosca. In seguito, completata l\u2019opera con gli altri due tempi, esegu\u00ec lui stesso il <em>Concerto<\/em> a Londra nel 1899, dedicandolo al celebre pianista Aleksandr Siloti, che era anche suo cugino e che lo aveva protetto favorendone l\u2019inserimento come studente al Conservatorio di Mosca.\u00a0 Port\u00f2 quindi con s\u00e9 il manoscritto del <em>Concerto<\/em> nel suo viaggio verso l\u2019America, continuando a lavorarci tanto che il secondo e terzo tempo risultano fortemente modificati. In questa veste il Primo Concerto pr pianoforte fu presentato a New York per la prima volta nel 1919, con l\u2019autore al pianoforte, dopo che erano gi\u00e0 stati eseguiti in pubblico il <em>Secondo<\/em> e il <em>Terzo Concerto<\/em> oltre alle sue prime <em>Sinfonie<\/em>: tutte composizioni accolte con entusiasmo ed entrate prontamente nel repertorio internazionale delle orchestre sinfoniche.<\/p>\n<p>Dal punto di vista formale, il <em>Primo Concerto<\/em> segue apparentemente lo schema classico in tre movimenti, due allegri con in mezzo un tempo lento: Vivace, Andante e Allegro vivace. Si distacca tuttavia da quella forma per l\u2019uso del materiale compositivo, che non \u00e8 diviso in temi esposti e sviluppati, bens\u00ec distribuito in maniera omogeneo in tutti e tre i movimenti, creando una narrazione continua e unitaria, basata su variazioni e tuttavia resa pi\u00f9 complessa dal funambolico virtuosismo della parte pianistica rispetto al tutti orchestrale. Indubbiamente la mancanza di temi ben riconoscibili che lo identifichino, come succede invece negli altri pi\u00f9 famosi concerti dello stesso Rachmaninov, non ha agevolato la popolarit\u00e0 di questo <em>Primo Concerto<\/em>, che pure per gli studiosi resta il pi\u00f9 interessante proprio per la maniera\u00a0 innovativa e in qualche modo \u201castratta\u201d con cui \u00e8 concepito.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La Quarta Sinfonia di <\/strong><strong>\u010cajkovskij<\/strong><strong>: un antidoto al male di vivere<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Petr Ilic \u010cajkovskij ebbe nella seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento il ruolo di ponte tra la Russia, dove si erano da poco create le basi per una \u201cscuola nazionale russa\u201d intorno a Rimskij-Korsakov, e il resto d\u2019Europa, dominata in campo strumentale dalla musica romantica tedesca e in campo teatrale dall\u2019opera, soprattutto italiana. Come succede spesso in campo artistico, questo ruolo intermedio includeva il rischio di non risultare n\u00e9 completamente russo n\u00e9 abbastanza \u201ceuropeo\u201d, ma in \u010cajkovskij la sintesi produsse invece capolavori irripetibili, che lo resero peraltro molto popolare durante la sua vita, anche se la sua psicologia fragile non gli permise di godere pienamente il successo raggiunto. Nelle sue sei sinfonie numerate (cui si aggiunsero un frammento incompleto ed una settima e ultima <em>Sinfonia<\/em> intitolata \u201cManfred\u201d che per\u00f2 l\u2019autore considerava piuttosto un poema sinfonico) noi ritroviamo questa doppia polarit\u00e0 ben espressa: le prime tre sinfonie sono infatti basate su tematiche russe e rientrano nel fermento di quella \u201cscuola\u201d nazionale in formazione; le successive sinfonie, a partire proprio dalla <em>Quarta<\/em>, sono invece accomunate da una riflessione tragica sul destino e sulla morte, che culminer\u00e0 nella famosissima <em>Sesta Sinfonia \u201cPatetica\u201d<\/em>).<\/p>\n<p>La <em>Quarta Sinfonia<\/em> fu composta in poco pi\u00f9 di un anno, tra il dicembre 1876 e il gennaio 1878, un periodo carico di eventi importanti e in parte molto dolorosi nella biografia di \u010cajkovskij. Proprio a met\u00e0 del 1877, infatti, il compositore decise improvvisamente di sposare Antonina Milukova, una giovane ammiratrice che aveva insistito per diventare sua allieva. La decisione, maturata in pochi giorni d\u2019istinto, fu presa probabilmente da \u010cajkovskij solo per mascherare la sua omosessualit\u00e0, che nel suo tempo veniva condannata come un marchio d\u2019infamia. Gi\u00e0 dopo tre settimane il matrimonio era ovviamente fallito e \u010cajkovskij era letteralmente fuggito da Mosca dove allora risiedeva. Questa situazione insostenibile fu risolta quasi magicamente dall\u2019intervento di quella che sarebbe diventata la sua mecenate e anche il suo \u201cmigliore amico\u201d come scrisse nella dedica di questa sinfonia: si trattava di Nadezda von Meck, ricca vedova e musicofila, con cui fu stabilito il patto di non incontrarsi mai, mantenuto volentieri da entrambi fino alla fine di questo rapporto nel 1890, una decisione che ci pu\u00f2 apparire bizzarra ma che ebbe come risultato la produzione di una mole impressionante di lettere tra i due, preziosa per le nostre conoscenze sulla vita e le opere di \u010cajkovskij. Il compositore ricevette uno stipendio fisso annuale e il costante incoraggiamento di Nadezda, che si rivel\u00f2 fondamentale nei ripetuti momenti di crisi: fu proprio lei a spingerlo al lungo tour di viaggi in Europa, per reagire alla crisi del matrimonio fallito, che lo port\u00f2 anche in numerose citt\u00e0 italiane.<\/p>\n<p>Tra i tanti documenti che dobbiamo a questa relazione epistolare, uno dei pi\u00f9 importanti \u00e8 la lettera in cui \u010cajkovskij descrive il \u201cprogramma\u201d della sua <em>Quarta Sinfonia<\/em>, chiarendo che un musicista non dovrebbe mai spiegare la sua musica con parole, ma che aveva fatto un\u2019eccezione proprio in omaggio all\u2019amica von Meck. \u00c8 anche molto significativo che lui definisca l\u2019opera \u201cla nostra sinfonia\u201d, considerando Nadezda come co-autrice, proprio per l\u2019appoggio e la vicinanza che gli aveva assicurato. Leggendo questo \u201cprogramma\u201d della sua <em>Quarta Sinfonia in Fa minore op. 32<\/em>\u00a0 veniamo cos\u00ec a sapere che, nei quattro movimenti che la costituiscono, agisce soprattutto un tema principale che \u010cajkovskij chiama \u201cFatum\u201d cio\u00e9 il Destino, che cos\u00ec definisce: \u201cla forza inesorabile che impedisce alle nostre speranze di felicit\u00e0 di avverarsi [\u2026] ineluttabile e invincibile\u201d. Il tema si presenta fin dall\u2019 Introduzione, <em>Andante sostenuto<\/em>, con una fanfara di fiati che evoca la tromba del giudizio. Il tema rimbalza da un gruppo all\u2019altro degli strumenti dell\u2019orchestra, prima esitanze poi in fortissimo ed esprime nel suo girare la ricerca disperata di una soluzione. Una parziale consolazione arriva col secondo tema, melanconico e di grande bellezza, che a sua volta percorre l\u2019orchestra e lascia posto a un terzo tema in crescendo che per\u00f2 viene crudelmente dissolto dal ritorno del tema del Fato: infatti, spiega \u010cajkovskij, i due temi consolatori derivano rispettivamente dal sogno e dalla fantasia di felicit\u00e0, aspetti illusori destinati ad essere annullati dalla dura verit\u00e0.<\/p>\n<p>Nel secondo tempo, intitolato in italiano <em>Andantino in modo di canzona<\/em>, viene espressa la dolce malinconia dei ricordi di giovent\u00f9: ancora una volta un sogno del passato. Da qui si passa ad un classico Scherzo (con Trio), trattato con grande fantasia timbrica, ma per \u010cajkovskij anche questi sono solo \u201carabeschi capricciosi\u201d dell\u2019immaginazione. La soluzione viene solo nel quarto e ultimo tempo della Sinfonia, dove l\u2019autore invita a cercare nella societ\u00e0 e nelle sue semplici tradizioni un antidoto al male di vita: con splendida orchestrazione \u00e8 descritta una festa popolare tradizionale, dove \u00e8 inserita la melodia di un autentico canto popolare russo, intrecciando i temi fino alla coda che conclude la composizione con uno slancio di inaspettata vitalit\u00e0. In questa risposta finale, quasi inaspettatamente ottimistica, troviamo una chiara eco dell\u2019analoga decisione beethoveniana, espressa nel <em>Testamento di Heiligenstadt<\/em>, di voler offrire il proprio sacrificio personale, l\u2019ineluttabile destino amaro, alla societ\u00e0 umana che potr\u00e0 giovarsi della consolazione della musica.\u00a0 E forse il momento pi\u00f9 importante del programma comunicato a Nadezda \u00e8 proprio la confessione di questo collegamento ideale: \u201cin realt\u00e0 la mia opera \u00e8 una riflessione sulla\u00a0<em>Quinta Sinfonia<\/em>\u00a0di Beethoven\u201d, non certo sulla musica di quella partitura ma sulla sua idea centrale, il destino che bussa alla porta.<\/p>\n<p>Fu la von Meck ad assistere alla prima esecuzione della <em>Quarta Sinfonia<\/em>, che ebbe luogo a Mosca il 10 febbraio 1878, mentre \u010cajkovskij era a Sanremo, dove aveva tra l\u2019altro completato <em>Eugenjj Oneghin, <\/em>opera che accolta con grande successo sempre a Mosca due anni pi\u00f9 tardi. Nonostante la recente angoscia provocata dall\u2019assurdo matrimonio e i primi sintomi di un male esistenziale che avrebbe permeato di negativit\u00e0 l\u2019ultima parte della vita del compositore, la <em>Quarta Sinfonia<\/em> esprime un periodo tutto sommato felice, quello del sogno e dell\u2019illusione di potersi sottrarre ad un destino ineluttabile, come lui stesso illustra nel suo \u201cprogramma\u201d. Ma tutto questo gli era stato permesso grazie alla generosa assistenza della sua mecenate il cui nome, Nadezda, in russo non a caso significa \u201csperanza\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gli spettacoli del mese di aprile 2021 saranno disponibili in\u00a0<em>streaming<\/em>\u00a0sulla piattaforma MyMovies.it e, per i primi tre giorni di programmazione, anche sulla pagina Facebook ufficiale del Teatro di San Carlo.<br \/>\nPer guardare lo spettacolo, \u00e8 possibile:<br \/>\n&#8211;\u00a0<strong>acquistare un e-ticket del valore di\u00a02.29\u20ac<\/strong>\u00a0(valido 7 giorni dal primo accesso su MyMovies e per i tre giorni di disponibilit\u00e0 su Facebook). Il biglietto potr\u00e0 essere acquistato direttamente attraverso il canale scelto (MyMovies.it o Facebook) e sar\u00e0 valido fino al termine del periodo di programmazione dell&#8217;evento acquistato.<br \/>\n&#8211;\u00a0<strong>acquistare l&#8217;abbonamento al mese di programmazione che include i tre titoli del mese a 4.99\u20ac<\/strong>. L&#8217;abbonamento d\u00e0 accesso illimitato ai tutti i contenuti del mese a partire dal primo giorno di programmazione e fino a fine mese. Sempre entro la fine del mese sar\u00e0 possibile rivedere tutti i contenuti gi\u00e0 pubblicati. L&#8217;abbonamento \u00e8 disponibile solo sul canale MyMovies.it ed \u00e8 acquistabile fino all&#8217;ultimo giorno di programmazione dell&#8217;ultimo evento del mese.<\/p>\n<p>Dal termine\u00a0della disponibilit\u00e0 in\u00a0<em>streaming<\/em>, i contenuti saranno disponibili\u00a0<em>on demand<\/em>\u00a0sul sito shop.teatrosancarlo.it.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si ricorda l\u2019appuntamento con il nuovo episodio di <strong>\u201cVoci di MeMUS\u201d,<\/strong> la prima serie di podcast prodotta dal <strong>Teatro di San Carlo<\/strong> che affida alle voci della comunit\u00e0 il racconto del patrimonio. <strong>Sabato 1 maggio a partire dalle ore 10.00 <\/strong>sulle piattaforme Spotify, Spreaker e Apple Podcast sar\u00e0 disponibile la tredicesima puntata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\/Concerto Sinfonico<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Da venerd\u00ec 30 aprile ore 20.00<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>DAN ETTINGER<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Direttore |<strong>\u00a0Dan Ettinger<br \/>\n<\/strong>Pianoforte <strong>|\u00a0Alexander Melinkov<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Programma<\/p>\n<p>Sergej Rachmaninov, <em>Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in fa diesis minore, Op. 1<\/em><\/p>\n<p>P\u00ebtr Il&#8217;i\u010d \u010cajkovskij, <em>Sinfonia n. 4 in fa minore, Op. 36 <\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Orchestra del Teatro di San Carlo<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Disponibile online dal<\/strong><br \/>\n30.04.2021 alle 20h00 CET<\/p>\n<p><strong>Disponibile fino al<\/strong><br \/>\n15.05.2021\u00a0alle 23h59 CET<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Rossana Russo<\/em><\/p>\n<p>Responsabile<\/p>\n<p>Comunicazione Creativa e Strategica e Relazioni con la Stampa<\/p>\n<p>r.russo@teatrosancarlo.it<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Giulia Romito <\/em><\/p>\n<p>Comunicazione e Stampa<\/p>\n<p>g.romito@teatrosancarlo.it<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Teatro San Carlo La programmazione in streaming di Aprile 2021 \u00a0 Domani venerd\u00ec 30 aprile ore 20.00 Dan Ettinger dirige [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-14675","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-sin-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14675","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=14675"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14675\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=14675"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=14675"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=14675"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}