{"id":15038,"date":"2021-05-22T11:30:27","date_gmt":"2021-05-22T11:30:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=15038"},"modified":"2021-05-22T11:30:27","modified_gmt":"2021-05-22T11:30:27","slug":"la-peste-di-manzoni-e-i-suoi-dintorni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=15038","title":{"rendered":"La peste di Manzoni e i suoi dintorni"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-15038 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=15039'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Alessandro_Manzoni_1-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=15040'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/la-madre-di-cecilia-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=15041'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/renzo-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/renzo-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/renzo-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/renzo-768x767.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/renzo-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/renzo.jpg 1300w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p><span style=\"font-size: large;\"><b>LA PESTE DI MANZONI E I SUOI DINTORNI&#8230;<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">di Giuseppe Lalli<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">\u00ab<\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>Scendeva dalla soglia d\u2019uno di quegli usci, e veniva verso il convoglio, una donna, il cui aspetto annunziava una giovinezza avanzata, ma non trascorsa; e vi traspariva una bellezza velata e offuscata, ma non guasta, da una gran passione, e da un languor mortale: quella bellezza molle a un tempo e maestosa, che brilla nel sangue lombardo. La sua andatura era affaticata, ma non cascante; gli occhi non davan lacrime, ma portavan segno d\u2019averne sparse tante; c\u2019era in quel dolore un non so che di pacato e di profondo, che attestava un\u2019anima tutta consapevole e presente a sentirlo. Ma non era il solo suo aspetto che, tra tante miserie, la indicasse cos\u00ec particolarmente alla piet\u00e0, e ravvivasse per lei quel sentimento ormai stracco e ammortito ne\u2019 cuori. Portava essa in collo una bambina di forse nov\u2019anni, morta; ma tutta ben accomodata, co\u2019 capelli divisi sulla fronte, con un vestito bianchissimo, come se quelle mani l\u2019avessero adornata per una festa promessa da tanto tempo, e data per premio. N\u00e9 la teneva a giacere, ma sorretta, a sedere sur un braccio, col petto appoggiato al petto, come se fosse stata viva; se non che una manina bianca a guisa di cera spenzolava da una parte, con una certa inanimata gravezza, e il capo posava sull\u2019omero della madre, ch\u00e9, se anche la somiglianza de\u2019 volti non n\u2019avesse fatto fede, l\u2019avrebbe detto chiaramente quello de\u2019 due ch\u2019 esprimeva ancora un sentimento. <\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\">[\u2026].<\/span><span style=\"font-size: small;\"><i> La madre, data a questa un bacio in fronte, la mise <\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\">[sul carro]<\/span><span style=\"font-size: small;\"><i> come sur un letto, ce l\u2019accomod\u00f2, le stese sopra un panno bianco, e disse l\u2019ultime parole: \u201caddio Cecilia! Riposa in pace! Stasera verremo anche noi, per restar sempre insieme. Prega intanto per noi; ch\u2019io pregher\u00f2 per te e per gli altri.\u201d Poi voltatasi di nuovo al monatto, \u201cvoi\u201d, disse, \u201cpassando di qui verso sera, salirete a prendere anche me, e non me sola.\u201d<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\"><i>Cos\u00ec detto, rientr\u00f2 in casa, e, un momento dopo, s\u2019affacci\u00f2 alla finestra, tenendo in collo un\u2019altra bambina pi\u00f9 piccola, viva, ma coi segni della morte in volto. Stette a contemplare quelle cos\u00ec indegne esequie della prima, finch\u00e9 il carro non si mosse, finch\u00e9 lo pot\u00e9 vedere; poi disparve. E che altro pot\u00e9 fare, se non posar sul letto l\u2019unica che le rimaneva, e mettersele accanto per morire insieme? Come il fiore gi\u00e0 rigoglioso sullo stelo cade insieme col fiorellino ancora in boccia, al passar della falce che pareggia tutte l\u2019erbe del prato.<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\">\u00bb<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">\u00c8 questo uno dei passi pi\u00f9 liricamente commoventi de <\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>I Promessi Sposi<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\">, quel libro da tenere a fianco sul comodino del letto (<\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>livre de chevet<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\">), da leggere e rileggere, da gustare, da assimilare quale miniera inesauribile di arte e di saggezza, quell\u2019opera immortale scritta per la consolazione di generazioni di Italiani da <\/span><span style=\"font-size: small;\"><b>Alessandro<\/b><\/span> <span style=\"font-size: small;\"><b>Manzoni <\/b><\/span><span style=\"font-size: small;\">(Milano 1785 \u2013 Ivi, 1873), grande anima cristiana prima ancora che grande scrittore.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">Noto come <\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>La madre di Cecilia<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\">, il brano lo s\u2019incontra in uno dei capitoli dedicati alla peste che nel 1630 funest\u00f2 la citt\u00e0 di Milano e il suo territorio. Ci troviamo di fronte ad una di quelle pagine del celebre romanzo che non si possono leggere senza che le palpebre non si inumidiscano e che il cuore non si stringa. In questo brano, come in altri del romanzo, la poesia veste i panni della storia. La descrizione quasi ci paralizza, tanto \u00e8 toccante: il realismo efficacissimo delle immagini si accompagna ad un sentimento che avvolge madre e figlioletta in un unico abbraccio. In queste righe poesia e piet\u00e0 si danno la mano, il dramma umano del dolore e la luminosa speranza cristiana della risurrezione si invocano ad ogni parola, e la compassione si fa silenziosa preghiera che sale in alto. Va in scena il dolore, placato tuttavia da una consapevolezza dignitosa, quella che alla povera donna d\u00e0 la sua fede cristiana, che fa s\u00ec che la sua anima, ancorch\u00e9 affranta, guardi oltre la materia, e le assicuri, pur tra lo strazio, che il male alla fine non vincer\u00e0. La stessa evocata bellezza della donna (\u00ab<\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>quella bellezza molle a un tempo e maestosa, che brilla nel sangue lombardo<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\">\u00bb), inficiata dal dolore ma non distrutta, non \u00e8, nella penna del grande scrittore, solo magistrale espressione di stile, ma anche segno tangibile che la morte non avr\u00e0 l\u2019ultima parola.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">In scene come questa, che al Manzoni fu ispirata dalla lettura di un episodio realmente accaduto e riportato nella cronaca che dell\u2019immane flagello fece il cardinale <\/span><span style=\"font-size: small;\"><b>Federico Borromeo<\/b><\/span><span style=\"font-size: small;\"> (Milano 1564-Ivi, 1631), la sventura umana reclama la croce di Cristo, e la madre di Cecilia ci appare la madre di tutti i dolori, la Vergine addolorata che ci ricorda che, finch\u00e9 camminiamo sulla terra, le gioie piccole e grandi hanno sempre le radici a forma di croce. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">Romanzo storico per eccellenza, il racconto di Manzoni \u00e8 ambientato negli anni in cui l\u2019Europa e l\u2019Italia erano funestate da una terribile epidemia, nota, da uno dei suoi sintomi pi\u00f9 vistosi, come \u201cpeste bubbonica\u201d. Si tratt\u00f2 di uno dei frutti pi\u00f9 nefasti di quel conflitto continentale che fu poi chiamato \u201cGuerra dei Trent\u2019anni\u201d (1618-1648), che vide in campo grandi eserciti, che seminarono nelle contrade d\u2019Europa morte e desolazione. Furono gli effetti collaterali di questa guerra, nel milanese, la causa principale della carestia, della rivolta del pane, della calata dei Lanzichenecchi e, da ultimo, della peste, che, entrata con le bande alemanne, non si ferm\u00f2 nel territorio lombardo, ma spopol\u00f2, con inarrestabile contagio, in gran parte dell\u2019Italia settentrionale, mietendo centinaia di migliaia di vittime.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">I capitoli dedicati alla peste sono esemplari di quel mirabile intreccio di avvenimenti realmente accaduti e trama romanzesca che fanno de <\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>I<\/i><\/span> <span style=\"font-size: small;\"><i>Promessi Sposi<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\"> un capolavoro unico ed irripetibile. In questi capitoli il rigore storiografico non \u00e8 mai disgiunto dal giudizio morale: per Manzoni la storia spiega ma non giustifica.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">La descrizione che l\u2019autore fa della grande calamit\u00e0 nel capoluogo lombardo \u00e8 dettagliata, e impietosa nei confronti degli errori e delle colpe degli uomini. Egli mostra come all\u2019inizio il diffondersi del morbo fu anche la conseguenza dolorosa sia di scelte sbagliate da parte dei responsabili delle pubbliche istituzioni, sia dei pregiudizi che, insieme al panico e al delirio, presto si diffusero in mezzo al popolo. Dapprima il male lo si volle negare, e i pochissimi medici che ebbero il coraggio della verit\u00e0 si videro additati al pubblico ludibrio; poi, di fronte all\u2019evidenza di una mortalit\u00e0 sempre pi\u00f9 diffusa, esso venne attribuito alle arti malefiche di streghe, al commercio col demonio, all\u2019opera di una congiura da parte di criminali che spargevano dappertutto unguenti mortali. \u00abEd e<\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>ra in vece il<\/i><\/span> <span style=\"font-size: small;\"><i>povero senno umano<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\"> \u2013 sentenzia amaramente il Manzoni \u2013 <\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>che cozzava co\u2019<\/i><\/span> <span style=\"font-size: small;\"><i>fantasmi creati da s\u00e9<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\">\u00bb.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">Pi\u00f9 della peste, una parola si propag\u00f2 di bocca in bocca: \u2018untore\u2019, e il \u00ab<\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>vocabolo fu ben presto comune, solenne, tremendo<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\">\u00bb.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">Ad illustrare questo parossismo, basti un esempio, preso tra i tanti. Accadde in una chiesa che un vecchio, per aver spolverato la panca prima di sedersi, fu accusato di ungere le panche e, senza alcun riguardo per l\u2019et\u00e0 e per il luogo, fu dapprima percosso violentemente e poi condotto ai giudici per essere sottoposto a tortura. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">La deriva delle menti si accompagn\u00f2 ad un progressivo imbarbarimento dei costumi. Si giunse a sospettare perfino degli stessi familiari. La follia di certo non si impadron\u00ec di tutte le menti, e tuttavia, come spesso accade quando le parole corrono pi\u00f9 veloci dei pensieri, chi mantenne la lucidit\u00e0 non ebbe sempre il coraggio di uscire allo scoperto: \u00ab<\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>il buon senso c\u2019era &#8211;<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\"> commenta ancora <\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>Don Lisander<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\"> con lapidaria ironia &#8211; <\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>ma se ne stava nascosto, per paura del senso comune<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\">\u00bb. Quante volte, anche ai nostri giorni, per le pi\u00f9 disparate questioni, ci \u00e8 dato di fare esperienza di questa amara verit\u00e0 umana!<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">Per la raccolta dei malati da condurre al <\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>lazzeretto<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\">, un ospedale, se cos\u00ec poteva chiamarsi, costruito nei secoli precedenti nella periferia della citt\u00e0, fuori Porta Orientale, per ricoverare le persone affette da malattie contagiose, furono reclutati uomini scelti tra la peggiore feccia della citt\u00e0, i cosiddetti \u2018monatti\u2019, persone senza scrupoli che ben presto, nella quasi totale anarchia, diventarono i veri padroni di Milano.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">Ogni disastro collettivo ha la sua storia propria, ma in tutti si pu\u00f2 osservare lo svolgersi, in maniera pi\u00f9 o meno intensa, di alcune dinamiche ricorrenti: dapprima la negazione, o l\u2019edulcorazione, della realt\u00e0, poi la paura irrazionale, in seguito la sindrome della congiura, e alla fine la ricerca dei colpevoli: il capro espiatorio.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">Gli uomini tendono sempre a rimuovere l\u2019idea della morte individuale, ma ancor pi\u00f9 inaccettabile appare alla loro coscienza la morte dei grandi numeri, la morte senza nome, la sciagura che non si annuncia. Da qui l\u2019esigenza di identificare a tutti i costi dei responsabili, sui quali vendicarsi della malasorte. La storia (anche quella recente e a noi vicina) \u00e8 piena di queste ingiustizie travestite da giustizia: \u00ab<\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>Una feroce forza il mondo possiede, e fa nomarsi dritto<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\">\u00bb, aveva avvertito il grande scrittore lombardo nella tragedia dell\u2019<\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>Adelchi<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">\u00c8 rimasto celebre, a questo proposito, nella peste di cui si parla, il processo che nell\u2019estate di quell\u2019<\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>annus horribilis <\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\">si svolse a carico di alcuni uomini accusati di spargere in Milano unguenti velenosi, e descritto a parte dal Manzoni nella famosa <\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>Storia della colonna infame<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\">, opera destinata a fare da appendice al racconto manzoniano.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">Un addetto al tribunale della sanit\u00e0, tale <\/span><span style=\"font-size: small;\"><b>Guglielmo Piazza<\/b><\/span><span style=\"font-size: small;\">, accusato di essere un untore &#8211; pare sulla base di una voce messa in giro da una donnetta &#8211; , per sottrarsi al terribile supplizio della tortura, allora in auge nella prassi giudiziaria, volendo approfittare dell\u2019impunit\u00e0 promessagli in cambio della rivelazione di altri complici, chiam\u00f2 in causa un barbiere, <\/span><span style=\"font-size: small;\"><b>Giacomo Mora<\/b><\/span><span style=\"font-size: small;\">, il quale, stravolto a sua volta dalla tortura, fece altri nomi di persone che alla fine vennero barbaramente giustiziate insieme ai due imputati principali. I giudici disposero altres\u00ec che la casa del Mora venisse rasa al suolo e al suo posto fosse eretta una colonna che, concepita a perenne ricordo dell\u2019infamia attribuita ai condannati, e abbattuta nel 1778, verr\u00e0 piuttosto ricordata come esempio atroce di infame ingiustizia. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">La condanna di Manzoni dell\u2019operato dei giudici in quella triste circostanza \u00e8 recisa, n\u00e9 vale a suo parere invocare come attenuanti la nequizia dei tempi o il condizionamento sociale. Per lo scrittore agisce in ogni occasione il primato della coscienza e della responsabilit\u00e0 individuali: il fatto che la legge desse ai giudici la facolt\u00e0 di far ricorso alla tortura, non implicava che essi vi dovessero ricorrere necessariamente, n\u00e9 l\u2019ignoranza diffusa circa gli unguenti velenosi e la loro efficacia sugli organismi umani poteva costituire sufficiente attenuante per quei magistrati, la cui condotta avrebbe dovuto ispirarsi a criteri di giudizio ben superiori rispetto alla mentalit\u00e0 comune. Essi vollero invece soddisfare la feroce sete di vendetta di una folla impazzita. Il \u201cgarantismo giuridico\u201d del cattolico Manzoni affonda nel Vangelo, e nella conseguente responsabilit\u00e0 personale, la sua prima e pi\u00f9 robusta radice.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">In mezzo a tanta desolazione e miseria umana, una luce tuttavia rifulse: l\u2019opera meritoria, e che si rivel\u00f2 insostituibile, dei religiosi, secolari e soprattutto regolari. Essi furono \u00ab<\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>saldi di coraggio, al loro posto<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\">\u00bb. Nel descrivere la loro carit\u00e0 operosa, Manzoni d\u00e0 al grande affresco della peste la sua pennellata pi\u00f9 sublime.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">Nell\u2019assenza di ogni effettiva autorit\u00e0, per governare il lazzeretto, il tribunale della sanit\u00e0 non seppe far di meglio che affidarne la gestione ai frati cappuccini. Coloro che erano investiti di pubblica responsabilit\u00e0, di fronte alla inettitudine e all\u2019egoismo dei molti e dei pi\u00f9, conferivano potere e responsabilit\u00e0 agli unici che non lo rifiutavano: i frati.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">E fu cosa davvero singolare veder svolgere compiti di autorit\u00e0 a uomini, i monaci francescani, alieni per stato e per intima vocazione da ogni autoritarismo, e che furono in quel luogo di dolore non solo confessori, ma ancor pi\u00f9 \u00ab<\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>soprintendenti, amministratori, infermieri, cucinieri, guardarobai, lavandai, tutto ci\u00f2 che occorresse<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\">\u00bb: tanto \u00e8 creativa la forza del Vangelo, che tutto inventa, tutto trasforma, tutto forgia al fuoco di un amore che non conosce n\u00e9 misure n\u00e9 criteri umani.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">Al gravoso e delicato compito di presiedere il governo di quella gigantesca struttura sanitaria fu designato padre<\/span><span style=\"font-size: small;\"><b> Felice Casati<\/b><\/span><span style=\"font-size: small;\">, che, come ci informa il Manzoni, \u00ab<\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>godeva un gran fama di carit\u00e0 <\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\">[\u2026]<\/span><span style=\"font-size: small;\"><i> e di fortezza d\u2019animo<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\">\u00bb; e gli fu dato come assistente padre <\/span><span style=\"font-size: small;\"><b>Michele<\/b><\/span> <span style=\"font-size: small;\"><b>Pozzobonelli<\/b><\/span><span style=\"font-size: small;\">, \u00ab<\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>ancor giovine,<\/i><\/span> <span style=\"font-size: small;\"><i>ma grave e severo, di pensieri come d\u2019aspetto<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\">\u00bb.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">Era padre Felice un uomo che non si risparmiava, n\u00e9 di giorno n\u00e9 di notte, per soccorrere i malati e per coordinare gli sforzi, che vide attorno a s\u00e9 morire la gran parte dei suoi confratelli (che lasciavano questo mondo \u00ab<\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>con allegrezza<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\">\u00bb) e che alla fine della sua missione, sopravvissuto quasi per miracolo, ringraziava il Signore per avergli concesso l\u2019alto privilegio di servire Ges\u00f9 Cristo negli appestati, e non mancava di chiedere pubblicamente perdono per le sue mancanze, lui che tutti aveva superato nella sollecitudine operosa. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">Come avviene in tutte le disgrazie collettive, anche nella peste descritta dal Manzoni un pensiero, sentito con minore o maggiore consapevolezza, correva in tutte le menti: ci\u00f2 che accade \u00e8 solo frutto degli errori degli uomini, o \u00e8 anche ammonimento di Dio?<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">Rimarrebbe deluso chi cercasse nel capolavoro di Manzoni una risposta ingenua. La risposta va cercata tra le pieghe della storia degli uomini, che \u00e8 per tanta parte storia di sangue e di forza bruta; e nella natura, che, ancorch\u00e9 uscita dalle mani di un Dio d\u2019amore, \u00e8 autonoma nelle sue leggi e nelle sue dinamiche. <\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>I Promessi Sposi<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\"> \u00e8 il grande poema della Provvidenza divina, ma \u00e8 anche il racconto della libert\u00e0 dell\u2019uomo, ed \u00e8, soprattutto, il romanzo della compassione. Il dolore e la bellezza, presenti si pu\u00f2 dire in ogni pagina del racconto, sono, nella penna del grande poeta cristiano, le due facce della vita, che \u00e8 sempre dono di Dio di cui un giorno bisogner\u00e0 rendere conto.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">La risposta il grande scrittore l\u2019affida all\u2019arte sua sublime.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">Renzo, giovane onesto e probo, nonch\u00e9 insofferente di ogni ingiustizia, che nel racconto manzoniano \u00e8, insieme a Lucia, sua promessa sposa, il protagonista principale, mentre si aggira tra i viali del lazzeretto alla ricerca della sua fidanzata, che ha saputo essere l\u00ec ricoverata, si imbatte in padre Cristoforo, il santo cappuccino che \u00e8 stato per loro consigliere e protettore. Il frate, che in quel luogo presta amorevole servizio ai malati, trovandosi a dover rintuzzare i propositi di vendetta che Renzo, in un momento di scoramento, temendo di non ritrovare viva la donna che ama, si lascia scappare all\u2019indirizzo di Don Rodrigo, suo persecutore la cui insana passione per Lucia \u00e8 alla base di tutte le sue travers\u00ece, conduce il giovane dentro una capanna in cui giace un uomo nel quale Renzo riconosce il suo nemico. Don Rodrigo, l\u2019arrogante e capriccioso signorotto che nella trama romanzesca incarna l\u2019umana perfidia (e che pu\u00f2 ben rappresentare il prototipo di un certo uomo moderno che coltiva la sola religione del potere, del denaro e del sesso), il potente a cui tutti si inchinavano, \u00e8 ridotto dalla peste in fin di vita: \u00ab<\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>Stava l\u2019infelice, immoto; spalancati gli occhi, ma senza sguardo; pallido il viso e sparso di macchie nere; nere ed enfiate le labbra: l\u2019avreste detto il viso d\u2019un cadavere, se una contrazione violenta non avesse reso testimonio d\u2019una vita tenace. Il petto si sollevava di quando in quando, con un respiro affannoso; la destra, fuor della cappa, lo premeva vicino al cuore, con uno stringere adunco delle dita, livide tutte, e sulla<\/i><\/span> <span style=\"font-size: small;\"><i>punta nere<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\">\u00bb.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">\u00ab\u201c<\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>Tu vedi<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>!<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\">\u201d\u00bb <\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>disse il frate con voce bassa<\/i><\/span> <span style=\"font-size: small;\"><i>e grave<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\">\u00bb. \u201c<\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>Pu\u00f2 esser gastigo, pu\u00f2 esser misericordia<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\">\u201d\u00bb.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">Anche in questi nostri incerti giorni, in quest\u2019epoca in cui l\u2019umanit\u00e0 appare cos\u00ec scaltrita, cos\u00ec informata, cos\u00ec autosufficiente, e cos\u00ec radicata nell\u2019idea che certi episodi siano solo un lontano ricordo dei \u201csecoli bui\u201d, di fronte ad eventi mondiali che sembrano sconvolgere i nostri piani e nostri schemi mentali, \u00e8 lecito farci la stessa domanda che si fa &#8211; e ci fa &#8211; il Manzoni alla fine della descrizione del tragica morte Don Rodrigo: \u00e8 giustizia o \u00e8 misericordia?&#8230;<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; LA PESTE DI MANZONI E I SUOI DINTORNI&#8230; di Giuseppe Lalli \u00abScendeva dalla soglia d\u2019uno di quegli usci, e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[43,10],"tags":[],"class_list":["post-15038","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-historias","category-italiano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15038","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=15038"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15038\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=15038"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=15038"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=15038"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}