{"id":15630,"date":"2021-06-25T00:01:08","date_gmt":"2021-06-25T00:01:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=15630"},"modified":"2021-06-25T00:35:02","modified_gmt":"2021-06-25T00:35:02","slug":"serena-conduce-operaclassica-eco-italiano-811","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=15630","title":{"rendered":"Serena conduce operaclassica eco italiano."},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Anna Netrebko in concerto al Maggio Fiorentino, domenica 27 giugno alle ore 20 in un programma interamente verdiano con arie e sinfonie d\u2019opera da\u00a0<em>Nabucco<\/em>,\u00a0<em>La forza del destino<\/em>,\u00a0<em>Macbeth<\/em>,\u00a0\u00a0<em>I Vespri siciliani<\/em>,\u00a0<em>Aida<\/em>,\u00a0<em>Luisa Miller<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Il trovatore<\/em>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>L\u2019Orchestra del Maggio \u00e8 diretta da Marco Armiliato.<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Ampliata la capienza del Teatro del Maggio fino a 880 spettatori.<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><em>Firenze 23 maggio 2021<\/em>\u00a0\u2013 Una delle pi\u00f9 importanti e celebri stelle del panorama lirico mondiale\u00a0<strong>Anna Netrebko<\/strong>, al Maggio domenica 27 giugno 2021 alle ore 20, nell\u2019ambito dell\u201983esima edizione del Festival in un concerto interamente dedicato a\u00a0<strong>Giuseppe Verdi<\/strong>\u00a0con arie e sinfonie dalle sue opere:\u00a0<em>Nabucco<\/em>,\u00a0<em>La forza del destino<\/em>,\u00a0<em>Macbeth<\/em>,\u00a0<em>I Vespri siciliani<\/em>,\u00a0<em>Aida<\/em>,\u00a0<em>Luisa Miller<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Il trovatore<\/em>. L\u2019Orchestra del Maggio \u00e8 diretta da\u00a0<strong>Marco Armiliato<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In occasione del passaggio in zona bianca della Toscana, rispetto alle restrizioni precedenti il Teatro del Maggio ha potuto ampliare la capienza della sala da 500 fino a\u00a0<strong>880 posti<\/strong>; il concerto che risultava gi\u00e0 esaurito quindi ora gode di una maggiore disponibilit\u00e0 per il pubblico.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La locandina dell\u2019atteso concerto annuncia di Giuseppe Verdi la sinfonia di\u00a0<em>Nabucco<\/em>, e dalla stessa opera (parte seconda, scena prima e seconda) l\u2019aria: \u201cBen io t&#8217;invenni&#8230; Anch&#8217;io dischiuso un giorno&#8230; Salgo gi\u00e0 del trono aurato\u201d; la sinfonia da\u00a0<em>La forza del destino<\/em>; da Macbeth, (atto IV, scena quarta): l\u2019aria \u201cUna macchia \u00e8 qui tuttora\u201d; la sinfonia da\u00a0<em>I Vespri siciliani<\/em>; da\u00a0<em>Aida<\/em>\u00a0(atto I, scena prima): l\u2019aria \u201cRitorna vincitor\u201d; la sinfonia da\u00a0<em>Luisa Miller<\/em>, e da\u00a0<em>Il trovatore<\/em>\u00a0(parte prima, scena seconda): \u201cTacea la notte placida&#8230; Di tale amor che dirsi\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Vent\u2019anni separano l\u2019ultima presenza di\u00a0<strong>Anna Netrebko<\/strong>\u00a0a Firenze tanto che possiamo considerare questo concerto, praticamente, un nuovo debutto fiorentino del celeberrimo soprano russo: ventinovenne era gi\u00e0 presente infatti nei cartelloni del Teatro del Maggio come solista della Messa in si minore di Johann Sebastian Bach diretta da Ivor Bolton al Teatro dei Rinnovati di Siena il 22 novembre 2000 per la Stagione \u201cMicat in Vertice\u201d dell\u2019Accademia Musicale Chigiana, poi replicata il giorno successivo al Teatro Comunale di Firenze e alla Chiesa di Santo Stefano al Ponte come Concerto di Natale il 22 dicembre. L\u2019anno dopo, ma durante il 64esimo Festival del Maggio,\u00a0<strong>Anna Netrebko<\/strong>\u00a0torn\u00f2 a Firenze per interpretare la parte della Donna israelita nell\u2019oratorio\u00a0<em>Judas Maccabaeus<\/em>\u00a0di Georg Friedrich H\u00e4ndel diretto sempre da Ivor Bolton\u00a0al Teatro della Pergola il 26 e il 27 maggio.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La frequentazione pi\u00f9 assidua di\u00a0<strong>Anna Netrebko<\/strong>\u00a0con le opere di Giuseppe Verdi inizia alla fine degli anni Novanta, quando ancora componente della compagnia del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, interpreta i personaggi di Gilda nel\u00a0<em>Rigoletto<\/em>\u00a0e di Nannetta nel\u00a0<em>Falstaff<\/em>, parti che oggi vengono considerate \u201cleggere\u201d, ma che in realt\u00e0 risultano molto pi\u00f9 credibili se affidate a una voce di soprano lirico cos\u00ec come le aveva concepite Verdi. Passa, negli anni successivi, a interpretare tutti i personaggi delle opere presenti nel programma del recital al Maggio dove, nel concerto del 27 giugno appunto, presenta anche una ghiotta novit\u00e0: il suo debutto come Abigaille dal\u00a0<em>Nabucco<\/em>\u00a0(che interpreter\u00e0 nel prossimo mese di novembre alla Staatsoper di Vienna).<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Netrebko.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-15631\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Netrebko.jpg\" alt=\"\" width=\"819\" height=\"1226\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Netrebko.jpg 819w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Netrebko-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Netrebko-768x1150.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Netrebko-684x1024.jpg 684w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Netrebko-100x150.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 819px) 100vw, 819px\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/unnamed-2.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-15633\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/unnamed-2.jpg\" alt=\"\" width=\"340\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/unnamed-2.jpg 340w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/unnamed-2-300x265.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/unnamed-2-150x132.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 340px) 100vw, 340px\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/y.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-15635\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/y.jpg\" alt=\"\" width=\"843\" height=\"1203\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/y.jpg 843w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/y-210x300.jpg 210w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/y-768x1096.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/y-718x1024.jpg 718w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/y-105x150.jpg 105w\" sizes=\"(max-width: 843px) 100vw, 843px\" \/><\/a><\/p>\n<h1>BIOGRAFIE<\/h1>\n<p><strong>Anna Netrebko<\/strong><\/p>\n<p>Soprano, nata nel 1971 a Krasnodar in Russia, ha studiato canto al Conservatorio di San Pietroburgo. Come madre e come appassionata sostenitrice dei diritti dei bambini, supporta numerose organizzazioni benefiche, fra cui including SOS-Kinderdorf International e la Children\u2019s Welfare Society russa. Dal 2006, \u00e8 <em>global ambassador<\/em> per i gioielli Chopard. \u201cPrima donna\u201d per antonomasia del 21\u00b0 secolo, Anna Netrebko ha ridefinito il ruolo di <em>star<\/em> dell\u2019opera, divenendo il pi\u00f9 ammirato soprano del mondo e lasciando un marchio indelebile, sia nelle <em>performances<\/em> dal vivo che in disco, nelle interpretazioni delle pi\u00f9 iconiche eroine del melodramma. Anche adesso, che si \u00e8 volta ad un repertorio pi\u00f9 drammatico, continua a raggiungere nuove vette interpretative. Mentre all\u2019inizio della carriera, la sua voce ricca e flessibile, unita a vivacit\u00e0, sensualit\u00e0 e brio sulla scena, la imposero come interprete di riferimento nei ruoli lirici di Mozart e nel belcanto. Anna Netrebko infatti debutt\u00f2 a 22 anni ne <em>Le nozze di Figaro<\/em> (Susanna) al Teatro Mariinskij, diretta dal suo mentore Valery Gergiev. Ma nel 2002, grazie alle sue memorabili <em>per<\/em><em>fomances<\/em> al Metropolitan di New York e al Covent Garden di Londra, e soprattutto alla sua trionfale interpretazione di Donna Anna in <em>Don Giovanni <\/em>al Festival di Salisburgo, che si impose come una <em>star<\/em> della lirica. Sempre con grandi successi, il suo repertorio comprendeva i ruoli protagonistici femminili ne <em>La traviata<\/em>, <em>La boh\u00e8me<\/em> pucciniana, <em>Rom\u00e9o et Juliette<\/em>, <em>Manon<\/em> di Massenet,<em> La sonnambula<\/em>, <em>Lucia di Lammermoor<\/em>, <em>Don Pasquale<\/em>, <em>L\u2019elisir d\u2019amore<\/em>, nonch\u00e9 <em>Guerra e Pace <\/em>di Prokof\u2019ev, interpretati nei pi\u00f9 importanti teatri d\u2019opera, quali: Metropolitan di New York, San Francisco Opera, Royal Opera House Covent Garden di Londra, Wiener Staatsoper, Op\u00e9ra di Parigi, Opera di Zurigo, Berlin Staatsoper e Bayerische Staatsoper e al Festival di Salisburgo, dove divenne presenza costante. Nel 2004 interpret\u00f2, insieme a Anne Hathaway e Julie Andrews il film <em>Hollywood\u2019s Princess Diaries II<\/em> e si esib\u00ec, accanto a Pl\u00e1cido Domingo, davanti a decine di migliaia di spettatori, alla Waldb\u00fchne di Berlino, alla vigilia della finale della Coppa del Mondo di calcio 2006; nel 2007, partecip\u00f2 alla <em>Last Night of the Proms<\/em>, debutt\u00f2 in concerto alla Carnegie Hall con Dmitri Hvorostovsky e cant\u00f2 in onore del regista Martin Scorsese in occasione del 30\u00b0 Annual Kennedy Center Honors di fronte al Presidente degli Stati Uniti e, nel 2016, fu una dei pochi artisti a esibirsi in un <em>recital<\/em> solistico <em>sold-out<\/em> alla Metropolitan Opera. Gi\u00e0 in questi anni, Anna Netrebko, grazie alla maggiore potenza della voce, incluse nel suo repertorio <em>Iolanta<\/em> (protagonista), <em>Evgenij Onegin<\/em> (Tatiana) e <em>Anna Bolena<\/em>, accolta da un trionfo nella prima esecuzione dell\u2019opera al Metropolitan nel 2011, l\u2019anno del suo debutto alla Scala. Dopo l\u2019opera donizettiana, inaugur\u00f2, per tre volte consecutive, la stagione del Met. Oltre che in teatro, Anna Netrebko ottenne grande successo come interprete de <em>La boh\u00e8me<\/em>, il film di Robert Dornhelm, realizzato nel 150\u00b0 anniversario della nascita di Puccini. Fra gli altri impegni di quel periodo, ricordiamo: un concerto con Andrea Bocelli nella trasmissione della BBC per i Classical BRIT Awards 2008; un <em>recital<\/em> con Daniel Barenboim alla Philharmonie di Berlino; la <em>performance<\/em> al Newsweek and Daily Beast\u2019s 2012 per il Summit <em>Women in the World<\/em> e il concerto con Dmitri Hvorostovsky dalla Piazza Rossa di Mosca, trasmesso in televisione. A dimostrazione della grande considerazione in cui \u00e8 tenuta in Russia, fu chiamata ad eseguire l\u2019Inno olimpico in occasione della cerimonia di apertura della Olimpiadi invernali di Sochi nel 2014, trasmessa in televisione in tutto il mondo. Dalla sua partecipazione a questa cerimonia, e dopo essere divenuta la prima artista di musica classica inserita dalla rivista Time fra i 100 personaggi pi\u00f9 influenti al mondo, Anna Netrebko \u00e8 considerata l\u2019ambasciatrice internazionale dell\u2019opera e una delle personalit\u00e0 artistiche pi\u00f9 emozionanti dei nostri giorni. Fuori dal palcoscenico, sui <em>social media<\/em>, condivide la sua incontenibile <em>joie de vivre<\/em>, attraverso il suo amore per la famiglia, la moda e il cibo, ispirando le persone a vivere in maniera gioiosa ed esaltando ci\u00f2 che le rende uniche. Ora, al vertice delle sue potenzialit\u00e0, fa leva sull\u2019eccezionale maturazione della sua voce per raggiungere i ruoli pi\u00f9 impervi della lirica. Il suo debutto come protagonista in <em>Giovanna d\u2019Arco<\/em> al Festival di Salisburgo 2013 e la contemporanea incisione del suo album <em>Verdi<\/em> per Deutsche Grammophon, hanno segnato un punto di svolta nella decisione di lasciare i ruoli di soprano lirico, per i quali era prima celebre. In seguito ha debuttato Leonora ne <em>Il trovatore<\/em> alla Staatsoper di Berlino; Manon in <em>Manon Lescaut <\/em>all\u2019Opera di Roma (diretta da Riccardo Muti e con il tenore Yusif Eyvazov, divenuto poco dopo suo marito) e Lady Macbeth in <em>Macbeth<\/em> alla Bayerische Staatsoper (ruolo ripreso nel\u00a0 2015-16 per il 10\u00b0 anniversario della serie di spettacoli <em>Metropolitan Opera Live in HD<\/em>, della quale \u00e8 il volto pi\u00f9 conosciuto e la <em>star<\/em> pi\u00f9 frequentemente impegnata). Fra i suoi impegni successivi segnaliamo: <em>Giovanna d\u2019Arco <\/em>e <em>Andrea Ch\u00e9nier <\/em>(Maddalena), spettacoli inaugurali delle stagioni della Scala 2015 e 2017; il suo primo approccio wagneriano con <em>Lohengrin<\/em> (Elsa) a Dresda (2016); i debutti in <em>Adriana Lecouvreur<\/em> (protagonista) al Teatro Mariinskij e in <em>Aida<\/em> al Festival di Salisburgo e <em>Tosca<\/em> al Metropolitan di New York (2018). Anna Netrebko continua ad esibirsi in ruoli sempre pi\u00f9 impegnativi anche nella Stagione 2018-19, debuttando fra l\u2019altro ne <em>La forza del destino<\/em> (Leonora) al Covent Garden di Londra e cantando per la prima volta al Metropolitan <em>Aida<\/em> e <em>Adriana Lecouvreur<\/em>; mentre nella Stagione 201920 debutta in <em>Turandot<\/em> (protagonista) alla Bayerische Staatsoper e in <em>Don Carlo<\/em> (Elisabetta) alla Semperoper Dresden; apre per la quarta volta la stagione della Scala con <em>Tosca<\/em> e canta pi\u00f9 volte al Metropolitan di New York, dove ripropone la sua Lady Macbeth, oltre ad esibirsi in una serie di concerti con Yusif Eyvazov a Minsk, San\u00a0 Pietroburgo, Madrid, Barcellona, Copenhagen, Praga, Vienna, Amburgo, Liegi and Berlino. Sempre nel 2019 la coppia debutta alla Elbphilharmonie di Amburgo, \u00e8 all\u2019Arena\u00a0 di Verona e a Parigi per le celebrazioni del 350\u00b0 anniversario dell\u2019Op\u00e9ra: impegni che rappresentano il culmine di due decadi\u00a0 di presenza dominante sui palcoscenici di tutto il mondo. Artista in esclusiva di Deutsche Grammophon dal 2003, Anna Netrebko vanta una vastissima discografia che comprende albums solistici, opere complete e brani concertistici: il suo <em>recital<\/em> solistico <em>Verismo<\/em> (2016), primo nella\u00a0 classifica delle vendite in decine di paesi, ottenne una <em>nomination<\/em> ai Grammy Awards e vinse il Diapason d\u2019Or de l\u2019Ann\u00e9e nella categora \u201cVocal Recital\u201d. Le sue altre incisioni solistiche:\u00a0 <em>Opera Arias<\/em>, <em>Sempre Libera<\/em>, <em>Duets<\/em>, <em>Russian Album<\/em>,\u00a0<em>Souvenirs<\/em>, <em>In the Still of Night<\/em>, <em>Anna Netrebko: Live at the Metropolitan Opera<\/em>, <em>Anna Netrebko: Verdi <\/em>e <em>DIVA: The Very Best of Anna Netrebko<\/em> sono state altrettanti <em>bestsellers<\/em>, cos\u00ec come le registrazioni complete de <em>La traviata<\/em>, <em>Le nozze di Figaro<\/em>, <em>La boh\u00e8me<\/em>, <em>I Capuleti e i Montecchi<\/em>, <em>Giovanna d\u2019Arco<\/em>, <em>Iolanta<\/em>, <em>Manon Lescaut<\/em>, <em>War Requiem<\/em> di Britten, <em>Stabat Mater<\/em> di Pergolesi e Rossini e <em>Vier letzte Lieder <\/em>di Richard Strauss. Nella loro prima collaborazione discografica nel 2017 Anna Netrebko e suo marito Yusif Eyvazov hanno realizzato <em>Romanza<\/em>, una raccolta di Duetti d\u2019amore, con il <em>producer<\/em> russo Igor Krutoy, mentre in DVD ricordiamo <em>Lohengrin<\/em>; <em>Ruslan e Ljudmila<\/em>, <em>Matrimonio al convento<\/em>, <em>La traviata<\/em>, <em>Le nozze di Figaro<\/em>, <em>I puritani<\/em>, <em>Ma<\/em><em>non<\/em>, <em>Lucia di Lammermoor<\/em>, <em>Don Pasquale<\/em>, <em>Anna Bolena<\/em>, <em>Evgenij Onegin<\/em>, <em>La boh\u00e8me<\/em>, <em>Don Giovanni<\/em>, <em>Il trovatore<\/em>, <em>Macbeth<\/em>, nonch\u00e9 una raccolta di video musicali intitolata <em>Anna Netrebko: The Woman, the Voice<\/em>. Anna Netrebko ha ricevuto numerosi premi ed onorificenze, fra cui: il Metropolitan Opera Guild Luncheon 2018; le <em>nominations<\/em> ai Grammy Awards per le incisioni <em>Violetta<\/em> e <em>Russian Album<\/em>; l\u2019International Opera Award 2017 come \u201cBest Female Singer\u201d; l\u2019Opera News Award 2016; \u201cMusicista dell\u2019anno\u201d 2008 per Musical America; il prestigioso Premio Bambi in Germania e i Classical BRIT Awards nel Regno Unito come \u201cSinger of the Year\u201d e \u201cFemale Artist of the Year\u201d. Avendo doppia cittadinanza russa e austriaca, nel 2017 ha ottenuto in Austria il titolo di \u201cKammers\u00e4ngerin\u201d &#8211; destinato ai pi\u00f9 grandi cantanti d\u2019opera &#8211; e nel 2018 l\u2019American Austrian Foundation\u2019s Exchange Prize; e in Russia il Russian State Prize (il pi\u00f9 importante riconoscimento nel campo delle arti e della letteratura) nel 2005 e, nel 2008, \u00e8 stata nominata Artista del Popolo. Anthony Tommasini, ha scritto di lei sul \u201cNew York Times\u201d: \u201cUn soprano dotato della forza di una <em>star<\/em> in tutti i sensi e di un\u2019espressivit\u00e0 carismatica che pervade ogni elemento delle sue <em>performances<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><strong>Marco Armiliato<\/strong><\/p>\n<p>Artista di riferimento nel panorama lirico internazionale, dirige fin dagli esordi della sua carriera artisti quali Luciano Pavarotti, Pl\u00e1cido Domingo e pi\u00f9 recentemente Anna Netrebko, Jonas Kaufmann e Angela Gheorghiu. \u00c8 ospite dei teatri pi\u00f9 prestigiosi al mondo e collabora stabilmente con la Metropolitan Opera di New York (dove ha all\u2019attivo pi\u00f9 di 400 recite), l\u2019Op\u00e9ra de Paris e la Wiener Staatsoper. Particolarmente presente in campo discografico, incide per numerose etichette, ricevendo il prestigioso Grammy Award per il suo CD <em>Verismo<\/em> con Ren\u00e9e Fleming, Jonas Kaufmann e l\u2019Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi. Nel 1995 debutta alla Wiener Staatsoper con <em>Andrea Ch\u00e9nier <\/em>di Giordano, titolo con il quale far\u00e0 il suo esordio anche al Metropolitan di New York l\u2019anno successivo. Inizia cos\u00ec una brillante carriera che lo vede regolare ospite nei teatri: Bayerische Staatsoper, Deutsche Oper di Berlino, Royal Opera House Covent Garden di Londra, Op\u00e9ra national de Paris, Opernhaus di Zurigo, Wiener Staatsoper, Teatro Real di Madrid, Gran Teatre del Liceu di Barcellona, Teatro Regio di Torino, Teatro dell\u2019Opera di Roma e Arena di Verona. Tra gli impegni delle stagioni passate <em>La <\/em><em>boh\u00e8me<\/em>, <em>Il trovatore<\/em>, <em>Manon Lescaut<\/em>, <em>Aida<\/em>, <em>La fanciulla del Wes<\/em>t, <em>Cyrano de Bergerac<\/em> di Alfano al Metropolitan di New York; <em>La boh\u00e8me<\/em>, <em>Rom\u00e9o et Juliette<\/em>, <em>Simon Boccanegra<\/em>, <em>Manon Lescaut<\/em>, <em>La traviata<\/em>, una nuova produzione de <em>Il trovatore<\/em> e de <em>I Capuleti e i Montecchi<\/em>, <em>L\u2019elisir d\u2019amore<\/em>, <em>Simon Boccanegra<\/em>, <em>Don Pasquale<\/em>, <em>Turandot<\/em>,\u00a0<em>Aida<\/em>, <em>La fanciulla del West<\/em>, <em>Otello<\/em>,<em> Samson et Dalila<\/em>, <em>Rigoletto<\/em>, <em>Tosca<\/em>, <em>Andrea Ch\u00e9nier<\/em> alla Wiener Staatsoper, dove ha diretto anche il Gala lirico per i 150 anni del Teatro viennese; <em>Lucia di Lammermoor<\/em> a Barcellona; <em>La traviata<\/em> (nuova produzione), <em>Otello<\/em>, <em>Manon<\/em> e <em>La fanciulla del West<\/em> a Zurigo; <em>La traviata <\/em>e <em>Andrea Ch\u00e9nier<\/em> alla Bayerische Staatsoper; <em>Madama Butterfly<\/em> a Chicago; <em>La fille du r\u00e9giment<\/em> e <em>Otello<\/em> a Parigi. Dirige inoltre una nuova produzione di <em>Faust<\/em> alla Deutsche Oper di Berlino; <em>Manon Lescaut<\/em> (in forma di concerto), <em>Lucrezia Borgia<\/em>, <em>Adriana Lecouvreur<\/em> e un Gala lirico al Festival di Salisburgo; l\u2019Orchestra del Teatro alla Scala per il grande concerto di apertura dell\u2019Expo 2015 in Piazza Duomo a Milano, dove poi torna per dirigere <em>La traviata <\/em>alla Scala. Tra gli impegni pi\u00f9 recenti: <em>La traviata<\/em>, <em>Andrea Ch\u00e9nier<\/em>, <em>Tosca<\/em> e un concerto di Gala a Monaco di Baviera; <em>Madama Butterfly <\/em>a Madrid; <em>Rigoletto<\/em> e <em>Il trovatore<\/em> a Chicago. Tra gli altri impegni della Stagione 2019\/2020 ricordiamo <em>Macbeth<\/em>, <em>La boh\u00e8me <\/em>e <em>Turandot<\/em> a New York; <em>Tosca<\/em>, <em>La boh\u00e8me<\/em>, <em>Aida<\/em>, <em>Il trovatore <\/em>a Vienna; <em>La boh\u00e8me <\/em>a Mosca e Londra; <em>La boh\u00e8me<\/em>, <em>Aida<\/em> e una serie di concerti a Zurigo; <em>Tosca<\/em> a Monaco di Baviera e a Salisburgo e <em>Mefistofele<\/em> ad Amsterdam. All\u2019Arena di Verona fa il suo esordio nel 2010 con <em>Il trovatore<\/em>, ritornandovi nel 2012 per <em>Aida<\/em> e <em>Tosca<\/em>; nel 2014 per <em>Madama Butterfly; <\/em>nel 2019 per <em>La traviata<\/em> e nel 2020, per il Festival d\u2019estate 2020, per il <em>Requiem<\/em> di Mozart e per il concerto speciale post covid-19 <em>Nel cuore della Musica<\/em>. Nei mesi pi\u00f9 recenti ha diretto <em>Tosca<\/em> a Monaco, <em>Don Pasquale <\/em>e<em> Nabucco<\/em> a Vienna, un serie di concerti al Festival di Ravello e <em>Norma<\/em> a Madrid. Torner\u00e0 quest\u2019estate all\u2019Arena di Verona per dirigere <em>Cavalleria rusticana <\/em>e <em>Pagliacci <\/em>e al Teatro del Maggio, dove ha diretto <em>La rondine<\/em>, per un concerto di Gala, mentre a Napoli, in Piazza del Plebiscito, diriger\u00e0<em> Il trovatore<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Orchestra del Maggio <\/strong><\/p>\n<p><strong>Musicale Fiorentino<\/strong><\/p>\n<p>Fondata nel 1928 da Vittorio Gui come Stabile Orchestrale Fiorentina, \u00e8 impegnata fin dagli esordi nell\u2019attivit\u00e0 concertistica e nelle stagioni liriche del Teatro Comunale di Firenze ed \u00e8, oggi, una delle pi\u00f9 apprezzate dai direttori e dai pubblici di tutto il mondo. Nel 1933, alla nascita del Festival, prende il nome di Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino. A Gui subentrano come direttori stabili Mario Rossi (nel 1937) e, nel dopoguerra, Bruno Bartoletti. Capitoli fondamentali nella storia dell\u2019Orchestra sono la direzione stabile di Riccardo Muti (1969-\u201981) e quella di Zubin Mehta, Direttore principale dall\u201985. Nel corso della sua storia l\u2019Orchestra del Maggio \u00e8 guidata da alcuni fra i massimi direttori quali: Victor De Sabata, Antonio Guarnieri, Gino Marinuzzi, Gianandrea Gavazzeni, Tullio Serafin, Wilhelm Furtw\u00e4ngler, Bruno Walter, Otto Klemperer, Issay Dobrowen, Jonel Perlea, Erich Kleiber, Arthur Rodzinski, Dimitri Mitropoulos, Herbert von Karajan, Leonard Bernstein, Thomas Schippers, Claudio Ab ba do, Lorin Maazel, Carlo Maria Giulini, Georges Pr\u00eatre, Wolfgang Sawallisch, Carlos Kleiber, Georg Solti, Riccardo Chailly, Giuseppe Sinopoli, Seiji Ozawa, Daniele Gatti e Fabio Luisi, che dall\u2019aprile 2018 al luglio 2019 \u00e8 stato Direttore musicale dell\u2019Orchestra. Attualmente Zubin Mehta \u00e8 Direttore onorario a vita. Illustri compositori co me Richard Strauss, Pietro Ma scagni, Ildebrando Pizzetti, Paul Hindemith, Igor Stravinskij, Goffredo Petrassi, Luigi Dallapiccola, Krzysztof Penderecki e Luciano Berio dirigono loro lavori al Maggio Musicale Fiorentino, spesso in prima esecuzione. Fin dagli anni Cinquanta l\u2019Orchestra realizza numerose incisioni discografiche, radiofoniche e televisive, insignite di prestigiosi riconoscimenti fra i quali, nel 1990, il Grammy Award. Nell\u2019ottantesimo anniversario della fondazione riceve il Fiorino d\u2019Oro della Citt\u00e0 di Firenze. Frequenti le <em>tourn\u00e9es<\/em> internazionali guidate da Zubin Mehta, per rappresentazioni operistiche e concerti in Europa, Asia, Medio Oriente e Sud America. Recentissima la <em>tourn\u00e9e<\/em> al Festival di Salisburgo per un concerto sinfonico e <em>Tosca<\/em> in forma di concerto, diretti da Zubin Mehta.<\/p>\n<h1>ANNA NETREBKO, DONO SPLENDIDO ALL\u2019OPERA LIRICA<\/h1>\n<p>di Giovanni Vitali<\/p>\n<p>Ekaterinodar, letteralmente \u201cdono di Caterina\u201d, l\u2019attuale Krasnodar, \u201cdono splendido\u201d, venne fondata nel 1793 dai Cosacchi del Kuban\u2019. E dono splendido all\u2019opera lirica di questa bella citt\u00e0 caucasica del sud della Russia \u00e8 Anna Netrebko, una delle maggiori stelle del firmamento operistico dei nostri tempi, probabilmente oggi il soprano pi\u00f9 celebre al mondo. A differenza delle grandi primedonne del passato, che apparivano spesso sui quotidiani e sulle riviste &#8211; pensiamo a due icone del Novecento come Maria Callas e Renata Tebaldi -, ma che non avevano a disposizione internet, la sua enorme popolarit\u00e0 \u00e8 conseguenza di un\u2019intensissima attivit\u00e0 sui <em>social media<\/em> che, in tempo reale, ci informa su dove si trova, cosa sta facendo, come \u00e8 vestita, fornendo tanti particolari anche sulla sua vita privata: sull\u2019amatissimo figlio Tiago e sull\u2019altrettanto amato marito, il simpatico e bravo tenore azero Yusif Eyvazov. Ma non \u00e8 questo l\u2019aspetto che ci interessa maggiormente, e che comunque dovr\u00e0 essere considerato da chi &#8211; in futuro &#8211; vorr\u00e0 tracciare una storia dell\u2019opera del ventunesimo secolo, quanto piuttosto l\u2019evoluzione artistica di Anna Netrebko, la quale &#8211; in vent\u2019anni &#8211; \u00e8 passata da Mozart e dal belcanto a Verdi e al verismo. Un percorso artistico ardito e coraggioso che in passato hanno compiuto altri grandissimi soprani &#8211; ad esempio Renata Scotto o Mirella Freni -, ma in un arco di tempo praticamente doppio. \u00c8 lo specchio dei nostri tempi e quindi anche della vita teatrale odierna, in cui le tappe si bruciano con rapidit\u00e0 e in cui i cantanti di talento presentano una maturazione vocale e interpretativa molto pi\u00f9 veloce di quanto non accadesse anche soltanto trenta o quarant\u2019anni fa. A differenza di altre artiste, che sono rimaste scottate anche pesantemente da queste fiamme, Anna Netrebko non soltanto \u00e8 riuscita a uscirne indenne, ma anche a fornire prove molto convincenti sia nel repertorio verdiano che in quello verista, esattamente come hanno fatto la Scotto e la Freni. Tutto ci\u00f2 grazie alla tecnica e all\u2019intelligenza con cui ha saputo gestire l\u2019evoluzione di una voce che si \u00e8 gradualmente ampliata e irrobustita, senza perdere omogeneit\u00e0 dal registro grave a quello acuto. Anzi, quello che colpisce di questa nuova Netrebko \u201cdrammatica\u201d \u00e8 proprio la magnifica, vellutata colonna di suono che si innalza tutta uguale dalle fondamenta alla sommit\u00e0, come se l\u2019artista avesse trovato la giusta dimensione nella quale collocare con agio la propria vocalit\u00e0, facendola emergere in tutta la sua avvolgente bellezza timbrica. Emblematica, in tal senso, la sua interpretazione di una delle arie pi\u00f9 magiche dell\u2019intero repertorio verdiano, quel \u201cD\u2019amor sull\u2019ali rosee\u201d nel <em>Trovatore<\/em> in cui il tempo sembra sospendersi per lasciare spazio all\u2019incanto e all\u2019estasi (accadde cos\u00ec il 29 giugno 2019 quando in migliaia, all\u2019Arena di Verona, trattennero il fiato come ipnotizzati per cinque lunghissimi minuti, prima di esplodere in interminabili ovazioni). La frequentazione pi\u00f9 assidua di Anna Netrebko con le opere di Giuseppe Verdi inizia alla fine degli anni Novanta, quando la giovane cantante di Krasnodar, ancora componente della compagnia del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, interpreta i personaggi di Gilda nel <em>Rigoletto<\/em> e di Nannetta nel <em>Falstaff<\/em>, parti che oggi vengono considerate \u201cleggere\u201d, ma che in realt\u00e0 risultano molto pi\u00f9 credibili se affidate ad una voce di soprano lirico cos\u00ec come le aveva concepite Verdi (le prime interpreti furono rispettivamente Teresa Brambilla, che cantava <em>Nabucco<\/em>, <em>Ernani<\/em>, <em>Luisa Miller <\/em>e <em>Attila<\/em>, e Adelina Stehle, la quale fu un\u2019apprezzata interprete delle opere del verismo come <em>Pagliacci<\/em>, <em>Adriana Lecouvreur<\/em> e <em>Fedora<\/em>). La prima svolta nella carriera verdiana della Netrebko avviene all\u2019inizio degli anni Duemila, quando inizia a portare al di fuori della Russia la sua Violetta Val\u00e9ry nella <em>Traviata<\/em>, prima nel 2003 a Vienna e a Monaco di Baviera, poi nel 2005 a Salisburgo con la famosa produzione firmata dal regista Willy Decker e dominata nella scenografia di Wolfgang Gussmann da un gigantesco orologio: il tempo che sfugge inesorabile alla vita della signora delle camelie.\u00a0<span style=\"font-family: 'Source Sans Pro';\">A quell\u2019epoca la sua Violetta era sexy, nevrotica, disperatamente attaccata alla vita, come pu\u00f2 esserlo una ragazza fresca e avvenente di fronte alla morte imminente; di recente, quando l\u2019ha ripresa a Milano nel 2017 a diversi anni di distanza dall\u2019ultima produzione, l\u2019interpretazione \u00e8 apparsa molto pi\u00f9 matura e interiorizzata: passionale, grintosa, infine straziata e vinta da quella terribile immagine di <\/span><em>damnatio memoriae<\/em><span style=\"font-family: 'Source Sans Pro';\"> evocata dai versi di Francesco Maria Piave nella seconda strofa di \u201cAddio del passato\u201d (ahim\u00e8, troppo spesso omessa e invece cos\u00ec commovente): \u201cLe gioie, i dolori tra poco avran fine, la tomba a mortali di tutto \u00e8 confine. Non lagrima o fiore avr\u00e0 la mia fossa, non croce col nome che copra quest\u2019ossa!\u201d.<\/span>Sono questi gli anni che coincidono con la nascita della <em>star<\/em> Anna Netrebko, primadonna talentuosa e bellissima, protagonista di produzioni di successo e di CD pubblicati dalla Deutsche Grammophon che si collocano immediatamente ai vertici delle classifiche internazionali come l\u2019album d\u2019esordio <em>Opera Arias <\/em>del 2003 con i Wiener Philharmoniker diretti da Gianandrea Noseda e <em>Sempre libera<\/em> del 2004 con la Mahler Chamber Orchestra guidata da Claudio Abbado (particolare importante per comprendere di quale rilevanza fosse il progetto concepito dall\u2019etichetta tedesca intorno alla nuova, giovane diva russa). A Salisburgo la ricerca dei biglietti per <em>La traviata<\/em> era spasmodica, gli appassionati che davanti al Festspielhaus esponevano il cartello con scritto \u201cSuche Karte!\u201d erano decisamente pi\u00f9 numerosi del consueto e personalmente mi vidi offrire addirittura duemila euro in cambio del mio tagliando (che non cedetti &#8211; nonostante la clamorosa e seducente generosit\u00e0 dell\u2019offerta &#8211; per l\u2019interesse di ascoltare riuniti in un unico cast la Netrebko, Rolando Villaz\u00f3n e Thomas Hampson, ma soprattutto per la curiosit\u00e0 suscitata da uno spettacolo di cui tutti parlavano con opinioni diametralmente opposte: non mi piacque, questo per\u00f2 \u00e8 un altro discorso). Fino al 2009 Anna Netrebko mantiene in repertorio Gilda e Violetta, cantando <em>Rigoletto<\/em> a Londra, Monaco di Baviera, New York e <em>La traviata<\/em> a Berlino, Londra, Vienna, San Francisco. Le basi della svolta verso il repertorio verdiano pi\u00f9 drammatico vengono gettate nel 2013 con il CD monografico registrato a Torino con l\u2019Orchestra del Teatro Regio diretta da Gianandrea Noseda in cui, accanto a pagine dai <em>Vespri siciliani<\/em> e dal <em>Don Carlo<\/em>, compaiono le arie principali da <em>Giovanna d\u2019Arco<\/em>, <em>Macbeth<\/em> e <em>Il trovatore<\/em>: un primo, felice approccio alle parti di Giovanna, Lady Macbeth e Leonora composte per soprani come Erminia Frezzolini, Marianna Barbieri Nini e Rosina Penco, cantanti dalle voci potenti e drammatiche ma anche eredi della grande tradizione belcantistica del primo Ottocento, quindi perfettamente congeniali all\u2019evoluzione in atto nella vocalit\u00e0 della Netrebko, che difatti debutta <em>Giovanna d\u2019Arco<\/em> in forma di concerto al Festival di Salisburgo nel 2013, riprendendola poi per l\u2019inaugurazione della stagione del Teatro alla Scala il 7 dicembre 2015 (a mio parere una delle sue prove in assoluto pi\u00f9 entusiasmanti per la perfetta definizione vocale e scenica della pulzella d\u2019Orl\u00e9ans), <em>Macbeth<\/em> a Monaco di Baviera e <em>Il trovatore<\/em> a Salisburgo nel 2014. Due interpretazioni, quest\u2019ultime, che vengono perfezionate e approfondite nel corso degli anni successivi, spesso in produzioni di grande interesse: <em>Macbeth<\/em> a New York nel 2014 per la direzione di Fabio Luisi e la regia molto <em>british<\/em> di Adrian Noble, ma anche a Berlino nel 2016 con Daniel Barenboim sul podio e un eccezionale Pl\u00e1cido Domingo in uno degli ultimi spettacoli \u201cespressionisti\u201d firmati da Harry Kupfer prima della morte. Di pochi giorni fa \u00e8 il debutto a Vienna nella produzione per la direzione di Philippe Jordan e la regia di Barrie Kosky accanto al Macbeth di riferimento dei nostri tempi, Luca Salsi. La Lady di Anna Netrebko \u00e8 senza dubbio una delle migliori che si siano udite recentemente per la facilit\u00e0 quasi sprezzante nel dominio dell\u2019impervia tessitura e per la completezza di questo straordinario personaggio che risulta protervo, sensuale, tormentato e folle, esattamente come era nelle intenzioni di Shakespeare e di Verdi (ma anche di Piave e di Andrea Maffei, che dettero il loro bel contributo alla realizzazione di un capolavoro, sia nella prima versione fiorentina del 1847 che in quella rivista per Parigi nel 1865). Della maliosit\u00e0 ipnotica della sua Leonora nel <em>Trovatore<\/em> ho gi\u00e0 detto, ma vorrei sottolineare ancora la sensualit\u00e0 e la malinconia con cui il soprano tratteggia, attraverso una vocalit\u00e0 rotonda e pastosa, i lineamenti di una stupenda madonna rinascimentale ritratta dal Botticelli: tale era, ad esempio, nel corrusco, ferrigno allestimento di Franco Zeffirelli per l\u2019Arena di Verona.\u00a0<span style=\"font-family: 'Source Sans Pro';\">L\u2019ampliamento del repertorio prosegue nel 2019 con <\/span><em>La forza del destino<\/em><span style=\"font-family: 'Source Sans Pro';\"> a Londra diretta da Antonio Pappano per la regia di Christof Loy e un cast <\/span><em>all stars<\/em><span style=\"font-family: 'Source Sans Pro';\">: Jonas Kaufmann, Ludovic T\u00e9zier, Ferruccio Furlanetto, Veronica Simeoni e Alessandro Corbelli che conferisce a Fra\u2019 Melitone un rilievo come non accadeva dai tempi in cui lo interpretava Sesto Bruscantini (oggi abbiamo Nicola Alaimo che si inserisce autorevolmente su quella strada). La Donna Leonora di Anna Netrebko ha il portamento, l\u2019orgoglio e la passionalit\u00e0 delle nobildonne andaluse con la consueta propensione a superare le difficolt\u00e0 vocali della parte, soprattutto quella dell\u2019ampiezza della tessitura, in <\/span><em>souplesse<\/em><span style=\"font-family: 'Source Sans Pro';\">. Resta invece ancora tutta da scoprire la sua Elisabetta di Valois nel <\/span><em>Don Carlo<\/em><span style=\"font-family: 'Source Sans Pro';\">, debuttata a Mosca nel 2020 e che la Netrebko ha ripreso due mesi fa sempre al Teatro Bol\u2019\u0161oj, ma che attendiamo con curiosit\u00e0 in rappresentazioni al di fuori della Russia.<\/span>La sterzata decisiva di Anna Netrebko verso il Verdi della maturit\u00e0 avviene con il debutto in <em>Aida<\/em> al Festival di Salisburgo nel 2017 diretta da Riccardo Muti, opera poi ripresa a New York nel 2018. Anche nel personaggio della schiava etiope il soprano trova una chiave interpretativa perfettamente affine alla sua personalit\u00e0, evidenziandone i tratti esotici, sensuali e di regale fierezza con una padronanza vocale sorprendente per un esordio ed emblematicamente rappresentata da un \u201cO cieli azzurri\u201d gi\u00e0 di riferimento &#8211; complice il meraviglioso, soffice e nostalgico tappeto sonoro steso sotto al suo canto da Muti con i Wiener Philharmoniker &#8211; in cui persino la salita al do acuto nelle frasi conclusive dell\u2019aria, croce e delizia per tante cantanti di razza, presenta una facilit\u00e0 d\u2019emissione, una compatezza di suono e un\u2019uguaglianza nei registri davvero straordinarie. Possiamo considerare questo concerto di Anna Netrebko, con l\u2019Orchestra del Maggio Musicale e un direttore molto apprezzato e di grande esperienza nel repertorio operistico come Marco Armiliato, praticamente un nuovo debutto fiorentino del soprano russo. In effetti la ventinovenne Anna era gi\u00e0 apparsa nei cartelloni del nostro teatro come solista della Messa in si minore di Johann Sebastian Bach diretta da Ivor Bolton al Teatro dei Rinnovati di Siena il 22 novembre 2000 per la Stagione \u201cMicat in Vertice\u201d dell\u2019Accademia Musicale Chigiana, poi replicata il giorno successivo al Teatro Comunale di Firenze e alla Chiesa di Santo Stefano al Ponte come Concerto di Natale il 22 dicembre. In quell\u2019occasione Giuseppe Rossi sulla \u201cNazione\u201d ne apprezz\u00f2 l\u2019adeguatezza dei mezzi vocali e gli ottimi intenti stilistici definendola \u201cincantevole\u201d. L\u2019anno dopo, ma durante il Festival del Maggio, la Netrebko torn\u00f2 a Firenze per interpretare la parte della Donna israelita nell\u2019oratorio <em>Judas Maccabaeus<\/em> di Georg Friedrich H\u00e4ndel diretto sempre da Ivor Bolton al Teatro della Pergola il 26 e il 27 maggio. Di nuovo Rossi sulla \u201cNazione\u201d ne sottoline\u00f2 la freschezza della voce, mentre Elisabetta Torselli sul \u201cCorriere di Firenze\u201d venne colpita soprattutto dalla grazia dell\u2019espressione e dal bel colore vocale, peculiarit\u00e0 che di l\u00ec a poco l\u2019avrebbero imposta all\u2019attenzione internazionale. In almeno tre delle famosissime Sinfonie che ascolteremo nel concerto di questa sera &#8211; <em>Nabucco<\/em>, <em>I vespri siciliani<\/em>, <em>La forza del destino<\/em> &#8211; possiamo rintracciare come filo conduttore un geniale esperimento verdiano: quello di trasferire all\u2019interno del melodramma italiano la monumentale struttura del <em>grand-op\u00e9ra<\/em> francese. Mentre <em>I vespri siciliani<\/em> sono un <em>grand-op\u00e9ra <\/em>\u00a0a tutti gli effetti, nati come <em>Les v\u00eapres siciliennes<\/em> a Parigi con tanto di balletto nel terzo atto, <em>Nabucco<\/em> e soprattutto <em>La forza del destino<\/em> si presentano ancora pi\u00f9 interessanti nella commistione degli elementi drammaturgici e musicali caratterizzanti i due generi. Alla tradizione della Sinfonia che presenta ed elabora i motivi pi\u00f9 significativi dell\u2019opera, alla quale appartengono tutti e tre i brani precedentemente citati, fa eccezione quella per <em>Luisa Miller<\/em>, basata su un solo tema e costruita secondo lo schema della forma-sonata. Una ghiotta novit\u00e0 nel repertorio verdiano di Anna Netrebko \u00e8 costituita dalla scena e aria di Abigaille dal secondo atto del <em>Nabucco<\/em>, un\u2019opera finora mai affrontata in scena dal soprano russo che la debutter\u00e0 nel prossimo mese di novembre alla Staatsoper di Vienna. La vocalit\u00e0 del personaggio presenta quelle caratteristiche tipiche delle parti femminili del primo Verdi che abbiamo gi\u00e0 evidenziato in precedenza; il brano si apre con un recitativo di grande veemenza nel quale Abigaille, fino a quel momento creduta figlia del sovrano assiro, apprende &#8211; da un documento segreto sottratto a Nabucco &#8211; di essere umile \u201cprole di schiavi\u201d. La declamazione spinge la voce del soprano dal registro grave a quello acuto e viceversa con sempre maggiore arditezza, fino al terribile, spettacolare salto di due ottave (dal do5 al do3) nella frase conclusiva \u201co fatal <em>sde-gno<\/em>\u201d. Segue un\u2019aria sognante, \u201cAnch\u2019io dischiuso un giorno\u201d, degna del miglior Bellini e in cui il giovane Verdi si rivela talentuosissimo nell\u2019arte dell\u2019invenzione melodica evocando i perduti giorni della felicit\u00e0 amorosa di Abigaille. La vibrante cabaletta \u201cSalgo gi\u00e0 del trono aurato\u201d, in cui la terribile amazzone, aizzata dal Gran Sacerdote di Belo, dai magi e dai grandi del regno, decide di impadronirsi della corona, spodestando il re Nabucco e condannando a morte la sorella Fenena e tutti gli Ebrei, ci ripresenta di nuovo quel soprano drammatico d\u2019agilit\u00e0 tipico della prima met\u00e0 dell\u2019Ottocento capace di affrontare frasi di grande tensione emotiva e colorature vertiginose con un\u2019estensione e una potenza vocali molto ampie. \u00c8 impressionante constatare come la \u201cGran Scena del Sonnambulismo\u201d di Lady Macbeth fosse gi\u00e0 stata concepita nella sua forma definitiva da Verdi nella prima edizione fiorentina dell\u2019opera nel 1847 e non sia stata minimamente rivista nella versione parigina del 1865: il compositore, infatti, \u201ccon autentico criterio, non tocca quanto, pur alla luce della spietata disamina di se stesso (\u2026), gli sembra possedere una qualit\u00e0 drammatica e musicale degna di restar immutata\u201d, nota Paolo Isotta nell\u2019ultimo saggio della sua vita <em>Verdi a Parigi<\/em>. In questo sconvolgente pezzo, fulcro del quarto atto della versione fiorentina, troviamo Verdi impegnato nella sperimentazione della \u201cparola scenica\u201d, costruita su frammenti di motivi da intonare <em>sempre sotto voce<\/em> e talvolta <em>a voce spiegata<\/em>: \u201ctuttavia &#8211; osserva Julian Budden &#8211; nonostante i pertichini del Dottore e della Dama e le frasi spezzate di Lady Macbeth, \u201cUna macchia \u00e8 qui tuttora\u2026 Via, ti dico, o maledetta!\u201d, l\u2019effetto \u00e8 quello di una melodia senza fine, senza interruzioni o ripetizioni\u201d. Pura genialit\u00e0 verdiana. Il senso \u201cultimo\u201d della follia di Lady sta tutto in quel re bemolle acuto sulle parole \u201cAndiam, Macbetto, andiamo, <em>an<\/em>diam\u201d da cantarsi con un <em>fil di voce<\/em>: estremo congedo da un\u2019esistenza divisa fra ambizione, lussuria ed efferate crudelt\u00e0, la cui inattesa \u201cangelicit\u00e0\u201d contribuisce a rendere ancora pi\u00f9 terribile il personaggio, sia nella definizione drammaturgica che nella difficolt\u00e0 esecutiva. \u201cRitorna vincitor!\u2026\u201d \u00e8 il primo momento nell\u2019opera <em>Aida<\/em> in cui emerge con evidenza il conflitto interiore della protagonista, la figlia del re d\u2019Etiopia ridotta in schiavit\u00f9 presso la corte dei Faraoni, combattuta fra l\u2019amore per il capitano delle guardie Radam\u00e8s e il legame di sangue con il padre, i fratelli e la patria lontana. Il giovane condottiero sta per recarsi in battaglia contro il re Amonasro, che ha invaso l\u2019Egitto per liberare la figlia; Aida augura a Radam\u00e8s di uscire vittorioso dallo scontro, ma contemporaneamente vorrebbe vederlo trucidato dall\u2019esercito etiope. Il canto della giovane schiava scorre con intensa drammaticit\u00e0 in quella perfetta consonanza tra parola e musica che Verdi riesce a creare in una pagina da lui stesso definita nella partitura non \u201caria\u201d, ma bens\u00ec \u201cscena\u201d, secondo quel processo di superamento della struttura convenzionale ormai in atto da tempo nella sua poetica artistica. Analiticamente possiamo suddividere il pezzo in cinque brevi sezioni: l\u2019Allegro agitato \u201cRitorna vincitor!\u2026\u201d, in cui Aida prende coscienza delle conseguenze di ci\u00f2 che ha augurato a Radam\u00e8s; il Pi\u00f9 mosso \u201cL\u2019insana parola\u201d, dove la protagonista si augura la vittoria dell\u2019esercito etiope; l\u2019Andante poco pi\u00f9 lento \u201cE l\u2019amor mio?\u2026 Dunque scordar poss\u2019io\u201d, nel quale Aida esprime il proprio sentimento per Radam\u00e8s sul bellissimo tema iniziale del Preludio al primo atto; l\u2019Allegro giusto poco agitato \u201cI sacri nomi di padre, d\u2019amante\u201d, in cui ella descrive il suo conflitto interiore, sfocia infine nel Cantabile \u201cNumi piet\u00e0 del mio soffrir!\u201d, una preghiera struggente e dolcissima che si spegne \u201cmorendo\u201d nel suono caldo e ambrato dei violoncelli. In un contesto drammaturgico diverso si colloca la scena e cavatina di Leonora dal primo atto del <em>Trovatore<\/em>: la protagonista racconta alla confidente Ines come, in una notte di luna piena, abbia incontrato di nuovo quell\u2019ignoto guerriero, \u201cbruno le vesti ed il cimier, lo scudo bruno e di stemma ignudo\u201d, di cui si era innamorata tempo addietro durante un torneo. La struttura del numero musicale segue le convenzioni dell\u2019epoca (recitativo, aria, tempo di mezzo con pertichino, cabaletta), ma le melodie qui si espandono in un\u2019atmosfera tipicamente romantica, richiedendo all\u2019interprete morbidezza d\u2019espressione (\u201cTacea la notte placida\u201d) e slancio passionale (\u201cDi tale amor che dirsi\u201d).<\/p>\n<div style=\"width: 1920px;\" class=\"wp-video\"><!--[if lt IE 9]><script>document.createElement('video');<\/script><![endif]-->\n<video class=\"wp-video-shortcode\" id=\"video-15630-1\" width=\"1920\" height=\"1080\" preload=\"metadata\" controls=\"controls\"><source type=\"video\/mp4\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Video_Anna-Netrebko.mp4?_=1\" \/><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Video_Anna-Netrebko.mp4\">http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Video_Anna-Netrebko.mp4<\/a><\/video><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anna Netrebko in concerto al Maggio Fiorentino, domenica 27 giugno alle ore 20 in un programma interamente verdiano con arie [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-15630","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-sin-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15630","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=15630"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15630\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=15630"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=15630"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=15630"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}