{"id":15693,"date":"2021-06-28T01:19:28","date_gmt":"2021-06-28T01:19:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=15693"},"modified":"2021-06-28T01:29:54","modified_gmt":"2021-06-28T01:29:54","slug":"serena-conduce-operaclassica-eco-italiano-821","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=15693","title":{"rendered":"Serena conduce operaclassica eco italiano."},"content":{"rendered":"<p><strong>TEATRO SAN CARLO<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Piazza del Plebiscito<\/strong><\/p>\n<p><strong>25 giugno \u2013 17 luglio 2021<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Applausi per la prima di <em>Carmen <\/em>di Bizet<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Sold out in Piazza del Plebiscito per l\u2019apertura della seconda edizione di Regione Lirica.<\/p>\n<p>In mille hanno applaudito ieri sera venerd\u00ec 25 giugno la prima di <strong><em>Carmen<\/em> <\/strong>di Georges Bizet interpretata da El\u012bna Garan\u010da e tutti gli artisti del cast: Brian Jadge, Mattia Olivieri, Daniele Terenzi, Gabriele Sagona Selene Zanetti, Aurora Faggioli, Mariam Battistelli, Michele Patti, Filippo Adami, il direttore Dan Ettinger, l\u2019Orchestra, il Coro e il Coro di Voci Bianche del Teatro di San Carlo<\/p>\n<p><strong>Lo spettacolo sar\u00e0 in replica domenica 27 giugno alle 20,15.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Il prossimo appuntamento con Regione Lirica \u00e8 <strong>domenica 4 luglio<\/strong> con il <strong>Balletto del Teatro di San Carlo<\/strong> protagonista di una serata intitolata <em>Da Petipa a Nureyev,<\/em> a cura della nuova direttrice del Balletto Clotilde Vayer, che prevede nella prima parte l\u2019esecuzione di alcuni estratti da <em>La Bella Addormentata<\/em> di P\u00ebtr Il&#8217;i\u010d \u010cajkovskij con la coreografia di Marius Petipa e nella seconda parte il II Atto da <em>Il Lago dei Cigni <\/em>di P\u00ebtr Il&#8217;i\u010d \u010cajkovskij con la coreografia di Rudolf Nureyev.<\/p>\n<p>Lo spettacolo andr\u00e0 poi in scena al Teatro di San Carlo il 9, 10 e 11 luglio.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Guida all\u2019ascolto di <em>Carmen<\/em> di Georges Bizet<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dal programma di sala <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><em>Ogni donna \u00e8 fiele, non concede che due ore di letizia:<\/em><\/p>\n<p><em>una sul letto di nozze, una sul letto di morte.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con questa esaustiva epigrafe di Pallada, antico poeta alessandrino, Prosper M\u00e9rim\u00e9e decreta sin da principio il sanguinario epilogo della sua <em>Carmen<\/em>. A dare il suggestivo titolo al racconto \u00e8 un\u2019ammaliante gitana che col suo intrigo porter\u00e0 alla rovina Don Jos\u00e9, uomo di saldi principi e vero protagonista della vicenda, conducendolo a un amore funesto, cos\u00ec folle da risolversi nella pi\u00f9 ossessiva e fatale delle gelosie. Da questa novella, comparsa nel 1845 sulla \u201cRevue des Deux Mondes\u201d tra notizie di politica e suggestioni esotiche, nel 1874 Henri Meilhac e Ludovic Hal\u00e9vy avrebbero tratto il libretto per la <em>Carmen <\/em>musicata da Georges Bizet. La commissione era giunta dall\u2019impresario Camille du Locle per l\u2019Op\u00e9ra-Comique di Parigi, un teatro che da oltre un secolo ospitava spettacoli caratterizzati da parti musicate e dialoghi parlati, da elargire a famiglie borghesi abituate a rappresentazioni leggere, formali e di facile fruizione. <em>Carmen<\/em>, dunque, non pot\u00e9 che ricevere un\u2019accoglienza ostile. La gestazione del lavoro non fu cosa semplice e sia testo che musica subirono continui rimaneggiamenti durante le prove: tra il tema scabroso, un\u2019orchestrazione troppo complessa, le richieste al coro di muoversi sulla scena e le difficolt\u00e0 a reperire un mezzosoprano disposto a prestarsi a un finale dissoluto e immorale come la morte, Bizet stava mettendo a dura prova la resistenza del teatro dell\u2019Op\u00e9ra. La prima del 3 marzo 1875 fu applaudita e disprezzata; la critica si divise tra sostenitori e detrattori, tra gli affezionati alle prassi del gusto corrente e gli spiriti pi\u00f9 inclini alle nuove tendenze artistiche. Tra questi secondi figur\u00f2 C\u00e9lestine Galli-Mari\u00e9 che, oltre a vestire per prima i panni della protagonista, fu tra i maggiori alfieri dell\u2019opera. Eppure di l\u00ec a poco <em>Carmen<\/em> avrebbe decretato il successo internazionale e postumo del suo compositore. Il trentaseienne Georges Bizet, morto esattamente tre mesi dopo la prima all\u2019Op\u00e9ra parigina, non pot\u00e9 godere del consenso tributato al suo lavoro. Fu lungimirante Friedrich Nietzsche nell\u2019affermare entusiasta che questo dramma avrebbe segnato i repertori di tutta Europa. Ancora oggi <em>Carmen<\/em> \u00e8 tra le opere pi\u00f9 rappresentate di sempre. Epurato dalle parti pi\u00f9 cruente, il racconto di M\u00e9rim\u00e9e, ambientato a Siviglia ai primi dell\u2019Ottocento, era riproposto in una formula drammaturgicamente perfetta: quattro personaggi chiave, un contenzioso sentimentale, la musica a definire il luogo e il significato dell\u2019azione e un destino onnipresente, rivelato fin dal tema del <em>Pr\u00e9lude<\/em>. Nei quattro quadri che compongono l\u2019opera va in scena un gioco di potere espresso nella funzione dei diversi ruoli. Carmen \u00e8 una donna, una sigaraia e una gitana. La sua figura \u00e8 il sunto di quanto meno accettabile per la societ\u00e0. Eppure la sua forza, il potere effimero della libert\u00e0, \u00e8 valore ancestrale e supremo. Il motto \u201cvivere liberi o morire\u201d, repubblicano e pienamente francese, descrive in maniera compiuta il personaggio di Carmen. La donna entra in scena presentandosi con una sublime e perturbante Habanera; chiarisce dal principio la sua visione dell\u2019amore, un sentimento libero da imposizioni e orgogliosamente rivendicabile a costo della vita. Nella rituale reiterazione ossessiva del ritmo dell\u2019Habanera Carmen affascina e incanta gli astanti con l\u2019incedere luttuoso di una melodia gitana, estranea alla musica colta occidentale. A lei sola, il compositore riserva la vitalit\u00e0 delle nacchere che scandiscono con ritmo euforico il fluire del tempo. Ed \u00e8 proprio il suo istinto che l\u2019esotismo della musica vuole esprimere: una pulsione sconosciuta alla ragione dell\u2019uomo civile, lontana e incontrollabile, intrisa di erotismo e di magia. Nella Francia dell\u2019Imperialismo coloniale in cui vive Bizet, <em>Carmen<\/em> pone in scena i rapporti tra condizione civile e selvaggia, lucidamente espressi nella dicotomia tra istinto e ragione. Don Jos\u00e9, nuovo Otello, \u00e8 l\u2019incarnazione della giurisdizione. Uomo di origini comuni e legato ai valori della famiglia e della patria, si autodetermina nel potere del controllo e del comando. Ha totale discrezionalit\u00e0 sulla vita di lei lungo tutto il dramma, dalla decisione iniziale di liberarla dalla prigionia fino all\u2019assassinio di cui rivendica con dolore l\u2019autorialit\u00e0 nell\u2019ultimo disperato grido \u201cc\u2019est moi qui l\u2019ai tu\u00e9e!\u201d. Ammaliato dal fascino delle emozioni libere e coinvolto nel desiderio della possessione, l\u2019uomo giunge alla sua personale disfatta mettendo progressivamente in discussione le logiche razionali fino al riaffiorare della sua indole. L\u2019arte del compositore si esprime anche attraverso i personaggi di Escamillo e Mica\u00ebla che fungono da contrappeso e apportano equilibrio alla vicenda. I due offrono un espediente all\u2019azione e prendono corpo rispettivamente in una musica \u201cfatua\u201d, rappresentazione del prestigio sociale del toreador, e in una lirica formale, espressione della purezza spirituale della donna-angelo. In uno scenario che \u00e8 tanto tragico quanto pi\u00f9 \u00e8 festante, la Spagna di Bizet non \u00e8 solo un\u2019ambientazione folklorica o il pretesto per un esotismo di maniera ma \u00e8 sede di desideri e dissidi, \u00e8 lo spazio del <em>pathos<\/em>, passione e patimento insieme, il luogo in cui prendono corpo ritmi frenetici, melodie sinuose e forme popolari prestate alla lirica, come il Paso Doble della corrida, la Seguidille o l\u2019Habanera che il compositore ricav\u00f2 dal brano <em>El arreglito<\/em> scritto da Sebasti\u00e1n Iradier e molto in voga in Francia in quegli anni. L\u2019orchestra, con tutta la tavolozza di timbri, si concede a questa creazione. Bizet entra a gamba tesa nel realismo pi\u00f9 crudo, raccontando la storia di ogni epoca e di ogni societ\u00e0 patriarcale. Scava in maniera incisiva nella psicologia dei personaggi attraverso il racconto musicale di una realt\u00e0, quella del sottoproletariato urbano, che nella Parigi della seconda rivoluzione industriale stava avanzando con la vacuit\u00e0 e la dissoluzione propri di uno strato sociale sofferente e capace di piegare ogni ferrea fiducia nella razionalit\u00e0 del progresso. Ma il potere seduttivo del sanguinario contrasto tra <em>Eros<\/em> e <em>Thanatos<\/em> ha destinato quest\u2019opera a un successo senza tempo.<\/p>\n<p>(Maria Rossetti)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con preghiera di pubblicazione e\/o diffusione<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Rossana Russo<\/em><\/p>\n<p>Responsabile<\/p>\n<p>Comunicazione creativa e strategica e Relazioni con la stampa<\/p>\n<p>r.russo@teatrosancarlo.it<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Giulia Romito <\/em><\/p>\n<p>Comunicazione e Stampa<\/p>\n<p>g.romito@teatrosancarlo.it<\/p>\n<p>0817972301<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Carmen_Teatro-di-San-Carlo_ph-L.Romano_2021-9309.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-15694\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Carmen_Teatro-di-San-Carlo_ph-L.Romano_2021-9309.jpg\" alt=\"\" width=\"5400\" 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