{"id":15860,"date":"2021-07-05T21:47:32","date_gmt":"2021-07-05T21:47:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=15860"},"modified":"2021-07-05T21:47:32","modified_gmt":"2021-07-05T21:47:32","slug":"i-viaggi-di-giancarlo-bertozzini-nello-spirito-di-ulisse-di-giorgio-girelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=15860","title":{"rendered":"I VIAGGI DI GIANCARLO BERTOZZINI,  NELLO SPIRITO DI ULISSE  di  Giorgio Girelli"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-15860 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=15861'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/IMG_9629-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=15863'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/img057-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"center\"><span style=\"font-size: large;\"><b>I VIAGGI DI GIANCARLO BERTOZZINI, <\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"center\"><span style=\"font-size: large;\"><b>NELLO SPIRITO DI ULISSE<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"western\"><b>di Giorgio Girelli *<\/b><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Il tempo corre, il presente incombe, il passato, anche recente, viene avvolto dalla trappola dell\u2019oblio. Ma se abbiamo sempre detto che il passato \u00e8 essenziale anche per il nostro futuro \u00e8 legittimo tornare su un libro, prevalentemente fotografico, di Giancarlo Bertozzini riguardante uno dei suoi rocamboleschi ma affascinanti viaggi in territori per lo pi\u00f9 sconosciuti come \u201c<\/span><span style=\"font-size: large;\"><i>Lungo il fiume Niger. Repubblica del Mali 1980. Fotografie e appunti di viaggio\u201d <\/i><\/span><span style=\"font-size: large;\">(Argalia editore, 2013) e dedicato alla moglie Ada. Il libro appunto si sostanzia in una serie di fotografie a colori bellissime che offrono al lettore la visione di panorami inediti del Mali ma soprattutto un quadro delle condizioni di vita della gente di questo paese che oggi non vive pi\u00f9 la realt\u00e0 pacifica descritta dall\u2019imprenditore pesarese. Il Mali \u00e8 ora afflitto da una guerra infinita, che ebbe inizio nel 2012. Con la dichiarazione di secessione del cosiddetto Azawad e poi con la successiva invasione del Nord da parte di estremisti islamisti appoggiati da formazioni autoctone, il Paese \u00e8 ora praticamente spaccato a met\u00e0, dilaniato da stragi di civili e da violenti assalti. Val la pena soffermarsi sulle caratteristiche del Mali, ma ci\u00f2 che prioritariamente colpisce \u00e8 la propensione di Giancarlo Bertozzini per un \u201cviaggio di avventura \u2013 uno dei vari effettuati \u2013 attraverso la savana, il deserto e lungo il fume Niger, dormendo in tenda e con cene al campo sotto le stelle\u201d precisa egli stesso, aggiungendo: \u201cportavo sempre con me binocolo, bussola altimetro, uno specchio per radere la barba ma anche per fare segnalazioni, una lente per accendere il fuoco, thermos, borraccia, sacco a pelo e salviette detergenti, oltre a medicinali e cibo\u201d. Insomma c\u2019\u00e8 da giurare che l\u2019esploratore pesarese Antonio Cecchi lo avrebbe ben accolto come suo prezioso collaboratore. Quale spirito spinge l\u2019uomo alla ricerca di tali avventure?<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Ad un altro libro di viaggi (<\/span><span style=\"font-size: large;\"><i>Cina 1996-1997<\/i><\/span><span style=\"font-size: large;\">) svolti attraverso tre regioni della Cina (Yunnan, Guanxgi, Hainan) egli premette queste parole di Leonardo da Vinci: \u201c<\/span><span style=\"font-size: large;\"><i>Che ti muove, o uomo, ad abbandonare le proprie tue abitazioni della citt\u00e0, a lasciare parenti e amici, ed andare in luoghi campestri per monti e valli se non la naturale bellezza del mondo, la quale, se ben consideri, sol col senso del vedere fruisci?\u201d. <\/i><\/span><span style=\"font-size: large;\">In effetti<\/span><i> <\/i><span style=\"font-size: large;\">nell\u2019animo dell\u2019uomo e in particolare degli uomini forti \u00e8 da sempre presente un desiderio: la sete di conoscere. Per soddisfare questo bisogno, il viaggio rappresenta un mezzo peculiarmente efficace perch\u00e9 esso genera in chi lo pratica una doppia serie di sensazioni. Da un lato curiosit\u00e0, attrazione, ricerca e dall\u2019altro anche ansiet\u00e0, per l\u2019ignoto che sta di fronte. Nella lingua inglese il termine viaggio viene comunemente tradotto con la parola \u201ctravel\u201d, che in francese diventa \u201ctravail\u201d assumendo il significato di \u201clavoro\u201d mentre in italiano diviene travaglio. Ci\u00f2 per evidenziare che il viaggio comporta anche impegno, fatica, persino sofferenza e rischio. Ecco perch\u00e9 l\u2019amore per il viaggio (non quello delle crociere e degli alberghi a cinque stelle) appartiene specialmente agli uomini dall\u2019animo forte. Nonch\u00e8 alle donne altrettanto \u201cforti\u201d, visto che il nostro \u201cviaggiatore\u201d \u00e8 stato spesso accompagnato dalla moglie Ada.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Tutto questo coacervo di emozioni e di sentimenti, che in fondo, emblematicamente, richiamano il mito di Ulisse &#8211; l\u2019eroe non solo astuto, ma coraggioso, amante dell\u2019ignoto e assetato di conoscenza \u2013 debbono aver provato Giancarlo e Ada al momento di intraprendere il viaggio in Mali nonch\u00e9 durante il complesso itinerario. E gi\u00e0 Dante fa dire ad Ulisse \u201cfatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtude e conoscenza\u201d, nella convinzione che il desiderio di viaggiare e di conoscere \u2013 rileva Simone Beta \u2013 sia ci\u00f2 che distingue l\u2019umano. Ed a partire dal XV secolo i protagonisti dei \u201cviaggi di scoperta\u201d cominciarono ad essere identificati come dei nuovi, moderni Ulisse. La stessa figura di Ulisse cominci\u00f2 ad essere presa come modello in molte opere scientifiche e filosofiche. Nello scorrere del tempo lo spirito di questo mito ha ispirato scrittori, poeti, pittori, scultori, registi, musicisti. E\u2019 di questi giorni la rappresentazione al Maggio fiorentino del \u201cRitorno di Ulisse\u201d di Claudio Monteverdi. Il viaggio di Ulisse \u00e8 giunto a stimolare anche rappresentazioni del \u201cTeatro patologico\u201d, entit\u00e0 animata e sorretta da quel personaggio eccezionale che \u00e8 Dario D\u2019Ambrosi.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Ebbene, quell\u2019impulso a conoscere (che lo ha condotto anche in impervie zone dello Yemen del Nord di cui ha riferito con \u201c<\/span><span style=\"font-size: large;\"><i>La via dell\u2019incenso e delle spezie<\/i><\/span><span style=\"font-size: large;\">\u201d) fa emergere anche le allettanti testimonianze di Bertozzini. <\/span><span style=\"font-size: large;\">A corredo delle splendide foto sul Mali l\u2019Autore svolge osservazioni e riflessioni sulla popolazione del Mali, su quel \u201ccrogiolo di etnie\u201d che la costituiscono: Bambara, Khassonk\u00e8, Malink\u00e8, Bozo, Peul, Tuareg, Dogon ed altre. In particolare l\u2019attenzione \u00e8 posta su due etnie: i Tuareg e i Dogon. I Tuareg, alti, di pelle chiara, in verit\u00e0 rifiutano questo nome dato loro dagli arabi, e preferiscono chiamarsi Imohag, cio\u00e8 \u201cuomini liberi\u201d. Detti anche \u201cfigli del vento\u201d per la velocit\u00e0 con cui cavalcano i loro cammelli. Grandi conoscitori del Sahara &#8211; puntualizza il libro -\u201cin cui riescono a trovare ogni polla d\u2019acqua e ricordare ogni pietra o albero secco che possa indicare una pista\u201d. Questo popolo \u00e8 diviso in caste, aventi ciascuna proprie mansioni. Ai piedi della piramide sociale sono situati i servi e gli schiavi addetti ai lavori pi\u00f9 umili e faticosi. All\u2019ultimo gradino stanno \u201cI figli del diavolo\u201d ovvero i fabbri che maneggiando il fuoco vengono apparentati al diavolo. I Tuareg, pur praticando la religione musulmana che prevede pi\u00f9 mogli, sono monogami. Le donne sono molto rispettate e possono mostrare il volto non avendo l\u2019obbligo del velo. Secondo la consuetudine, la sposa porta in dote la tenda , tappeti e stoviglie e, qualora lo desideri, ha facolt\u00e0 di divorziare. \u201cIn questo caso\u201d \u2013 osserva l\u2019Autore \u2013 \u201cil malcapitato marito deve abbandonare il tetto coniugale e trovare rifugio dai parenti\u201d. Non diversamente quindi da quanto spesso capita oggi in Italia ai mariti separati, stando almeno a molte cronache giornalistiche.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Venendo ai Dogon, essi si definiscono \u201cil popolo delle stelle\u201d. La tradizione, infatti, racconta che i loro antenati siano arrivati sulla terra in una palla di fuoco per trasmettere conoscenze agli uomini. Ed \u00e8 stupefacente considerare di quali rilevanti competenze nel settore dell\u2019astronomia siano dotati i capi villaggio (pur senza conoscere la scrittura). Risulterebbe non solo che i Dogon erano gi\u00e0 famosi quali esperti astronomi al tempo dei faraoni, e per questo chiamati a corte, ma anche che in alcune caverne del loro territorio siano disegnate mappe stellari<\/span><b> <\/b><span style=\"font-size: large;\">in modo perfetto. Tanto che soggiunge Bertozzini \u2013 stupito e quasi incredulo &#8211; \u201cla scienza ufficiale ancora oggi non \u00e8 stata in grado di spiegare questo mistero\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Dal volume nel suo insieme, sia dalle immagini che dalle annotazioni emerge che il lungo viaggio nel Mali (da Bamako, attuale capitale del paese, a Gao), durato 16 giorni, \u00e8 vissuto dal protagonista come in un sogno: la scoperta di un mondo cos\u00ec lontano e diverso dal suo da fargli dimenticare la routine, da indurlo a guardarlo con discrezione quasi per non contaminarlo con tracce di civilt\u00e0 esterne. Non si registra nel libro neppure un autoscatto o una foto del piccolo gruppo di persone che viaggiavano insieme a lui. Ad eccezione di una fotografia, che ritrae la moglie Ada con una donna del Mali, ad apertura di libro e separata peraltro da tutte le altre fotografie. Questa immagine si spiega perch\u00e9 il volume \u00e8 dedicato ad Ada, per la ricorrenza dei cinquant\u2019anni di matrimonio. Probabilmente questa dedica non \u00e8 casuale, n\u00e9 nasce solo dalla circostanza della coincidenza della pubblicazione con l\u2019anniversario del matrimonio. Essa ha forse anche un significato pi\u00f9 profondo. Il viaggio, infatti, \u00e8 anche un percorso che spinge a guardare dentro s\u00e8 stessi, a ripensare alla propria esistenza, a tracciare un bilancio della propria vita, nel silenzio di terre lontane, distanti dalla propria citt\u00e0, dagli affanni o dalla incolore quotidianit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">*<\/span><span style=\"font-size: large;\"><i>Presidente Emerito del Conservatorio Statale \u201cG. Rossini\u201d<\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\"><b>NELLE FOTO : <\/b><\/span><\/p>\n<ul>\n<li>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\"><i>Giancarlo Bertozzini con l\u2019inseparabile macchina fotografica<\/i><\/span><\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\"><i>Traghettamento di animali lungo il Niger<\/i><\/span><\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong><em>Tutte l\u2019opinioni versati nel sito, correspondono solo a chi la manifesta. Non e necessariamente l\u2019opinione della Direzione.<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; I VIAGGI DI GIANCARLO BERTOZZINI, NELLO SPIRITO DI ULISSE di Giorgio Girelli * Il tempo corre, il presente [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,35],"tags":[],"class_list":["post-15860","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-opiniones"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15860","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=15860"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15860\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=15860"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=15860"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=15860"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}